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Grillo ha deciso di “suicidarsi”. Chiedetevi: a chi conviene?

DI MARCELLO FOA

Il Cuore Del Mondo

Eh già, c’è chi decide di suicidarsi buttandosi giù da un ponte. E chi prendendo le decisioni sbagliate nel momento più sbagliato, dimostrando una miopia politica così clamorosa da chiedersi se sia davvero solo il frutto di un errore di valutazione o se invece non sia voluta, con estrema e raffinata perfidia, per distruggere il Movimento 5 Stelle.

Mettiamo in fila gli elementi.

Il M5S ha combattutto una battaglia durissima contro il sistema; il suo fondatore e vera mente politica, Gian Roberto Casaleggio, è stato oggetto di attacchi durissimi e personali, che lo hanno sfiancato nella salute, con un epilogo drammatico.

Dopo la scomparsa di Casaleggio, il mondo ha iniziato a cambiare. Da tempo Movimento 5 Stelle si era schierato all’Europarlamento con lo “scandaloso” Farage, considerato per anni poco più che un velleitario buffone. Ma Farage ha guidato la Gran Bretagna alla Brexit.

Nel frattempo i pentastellati conquistano due grandi città italiane, Roma e Torino. Negli Stati Uniti vince contro ogni pronostico Trump, spostando il baricentro degli interessi degli Usa su posizioni molto più vicine a quelli di movimenti alternativi di protesta (sì, i cosiddetti “populisti”) come il M5S e la Lega di Salvini. Il 4 dicembre questi stessi partiti guidano la campagna referendaria che si risolve con un KO clamoroso di Renzi.

Il mondo sembra volgere dalla loro parte. E infatti da Washington arrivano segnali incoraggianti. Notate bene: Nigel Farage, pur essendo britannico, è uno dei pochi politici di cui Trump si fida; è l’uomo che, sulle vicende europee, può sussurrare all’orecchio del presidente eletto.

Un’occasione propizia per chi è sempre stato amico di Farage. Lo capiscono tutti. Proprio sabato 7 gennaio sul quotidiano la Stampa esce un retroscena molto interessante, intitolato “Dai migranti al terrorismo, Trump cerca un alleato in Italia per rilanciare l’alleanza con gli Usa”, in cui vengono riportate le indiscrezioni di due collaboratori presidenziali. I quali spiegano che

E’ chiaro che Trump sia contento del risultato referendario alla luce dei discorsi e delle dichiarazioni fatte in passato non solo sull’Italia ma anche in merito alla Brexit. Tutti i suoi consiglieri, a partire da Steve Bannon che è molto vicino alla politica europea, consideravano il “no” come un primo passo verso un processo di ricollocazione dell’Italia, una sorta di distacco, non nel senso di uscita dall’Unione europea, ma di presa di distanza dagli schemi conformisti di un certa politica e di una certa Europa. Un passaggio verso la strada del popolarismo che privilegia l’economia reale, il lavoro, la real politik e l’allontanamento dall’ideologia conformista che sta decretando il fallimento del progetto europeo così com’è. Un no che rende l’Italia più».

Quei consulenti assicurano che Trump vuole:

individuare il giusto interlocutore con cui l’amministrazione americana dovrà interloquire per rilanciare i rapporti con lo storico alleato”.

In un’Unione europea di cui non hanno fiducia, perlomeno non di quella che ha governato finora:

«Alcune settimane fa ho incontrato Farrage e abbiamo discusso della situazione in atto, quello che sta avvenendo in Europa è un processo storico, il baricentro si sta spostando dalla parte della gente, in Italia, in Francia e in Germania”

afferma il generale Paul Vallely, secondo cui

Il popolo sta prendendo coscienza della propria sovranità, di essere la spina dorsale di nazioni indipendenti che non devono per forza essere parte di un movimento globalista e globalizzante. «E questa è un ottima cosa, per l’Italia ad esempio si è compiuto un passo nella direzione che favorisce la gente. Siamo contenti». Secondo il veterano allo stato attuale le nazioni europe non hanno l’obbligo di essere parte di una entità sovranazionale come la Ue che ha dimostrato – specie in alcuni specifici casi come l’Italia – «di esigere più di quanto offra». «Non mi sembra che Bruxelles abbia fatto molto per i popoli europei fuorché creare una burocrazia pesante comandata dai soliti noti. Sta emergendo una nuova visione dell’Europa e con questo passo ci saranno interessanti scenari di cooperazione con l’America di Trump».

Musica per le orecchie innanzitutto di Salvini e della Meloni, che sono sempre stati su queste posizioni. Ma anche di Grillo che in passato non ha esitato a sparare sulla Ue e sulla globalizzazione e ad allearsi con Farage.

La strada sembra spalancata per un atteso e fino alla scora primavera insperato sdoganamento internazionale.

E il Movimento 5 Stelle cosa fa? Anziché mettersi in scia e godersi il momento, cambia improvvisamente rotta proprio a Bruxelles.

Abbandona lo Ukip per allearsi con l’Alleanza liberale del belga Verhofstadt, le cui idee sono antitetiche a quelle di Grillo e di Farage: pro Ue, pro globalizzazione; insomma un gruppo che affianca l’establishment che ha governato finora.

Grillo, incredibilmente, scende dal carro del vincitore. E contraddice se stesso, la propria storia, la propria identità.
Lo fa anche nei modi peggiori: lanciando senza preavviso e senza dibattito una consultazione interna nel week-end dell’Epifania. E ottenendo il risultato più ovvio: quello di spaccare il Movimento, di disamorare la base e molti sostenitori, di incrinare i rapporti con Farage e con Trump per abbracciare quell’establishment e quei poteri forti che ha sempre dichiarato di voler combattere.

Harakiri.

Un’ottima notizia per Salvini e la Meloni, che immagino, non mancheranno di ringraziare Grillo. Ma anche e forse soprattutto, per quell’establishment che da un decennio cerca il modo di spaccare il Movimento, senza mai riuscirci, almeno finchè era in vita Casaleggio. Sono passati pochi mesi ed è bastata una trattativa segreta a Bruxelles per raggiungere quell’obiettivo.

Chissà se chi l’ha voluta e l’ha ideata ne è consapevole.

 

Marcello Foa

Fonte: http://blog.ilgiornale.it

Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2017/01/09/grillo-ha-deciso-di-suicidarsi-chiedetevi-a-chi-conviene/

9.01.2017

Pubblicato da Davide

  • Enrico S.

    Non starò a proporre ipotesi sulle ragioni della mossa dell’ortottero di Genova: la coerenza mi pare non sia mai stata al primo posto nelle mosse a cui ha dato corpo; coerenza sacrificata spesso e volentieri al trend del momento. Stavolta pare di no, e darebbe ragione a chi pensa – fra i quali il sottoscritto – che non vogliono affatto governare, non essendone assolutamente in grado, ma solo porsi come movimento di disturbo.
    Transeat. Solo due cose: alla fine non sono riuscito a non-ipotizzare, è stato più forte di me. E, soprattutto, ora aspetto che chi stava con Grillo – o meglio con chi lo incarica di fare da frontman – perché «vuole uscire dall’Euro» ora lo difenda perché ha fatto dietrofront.

    Dicevo delle risate, qualche commento fa. Ecco!

  • Toussaint

    Il Movimento 5 Stelle ha avuto la stessa partogenesi dell’Italia dei Valori. Movimenti d’ispirazione atlantica (massonica) nati per incanalare il dissenso, dando alla popolazione l’illusione del cambiamento ed evitare che scendesse in piazza o si facesse sedurre da qualche “populista”.

    Nei riguardi di Di Pietro e di Tangentopoli ormai sappiamo tutto. Si trattava di demolire lo Stato per demolire e privatizzare la spesa sociale (sentito il capo economista della Deutsche Bank? O tagliamo sanità, pensioni e servizi oppure fuori dall’eurozona), demolire lo Stato per “privatizzare” (accaparrarsi) il terzo gruppo industriale al mondo (l’IRI), l’ENI (di chi è il 70% sul mercato?), l’ENEL, la Telecom, la SME (finita in ultima analisi alla Nestlé) etc.

    In quest’ottica, in nome della lotta alla corruzione furono messe in galera centinaia di persone, con le loro famiglie svergognate ed esposte al pubblico ludibrio (non ci fu praticamente paese italiano, da Pietracamela a Tramonti di Sotto, che non abbia visto – che so? – almeno un assessore, un funzionario pubblico, arrestato), salvo poi assolverle con percentuali imbarazzanti. Da chi, poi? Dal Di Pietro dai prestiti a tasso zero (quando erano di norma a doppia cifra) restituiti cash dentro scatole delle scarpe, o dagli originali investimenti immobiliari fatti a nome del suo Partito (cosa sua … ehm), così radicato nella società che per eliminarlo fu sufficiente una trasmissione della Gabanelli. O da Giudici (nel senso lato del termine) veramente bravi, soprattutto a gestire le cancellerie fallimentari.

    Sul Movimento 5 Stelle molti non hanno accettato quest’analisi, anche su questo sito. E’ una cosa diversa, dicevano i pentastellati … il movimento è nato per cambiare l’Italia, anche se usava gli stessi argomenti di Di Pietro (che si dovrebbe dire della Germania, allora? Fino al 1999 le tangenti pagate all’estero per acquisire commesse potevano essere detratte dalle tasse!). Grillo diceva che voleva portarci fuori dall’eurozona. Però, democraticamente, voleva fare il referendum. Già, adesso però da che parte starà nel referendum (ammesso che si faccia mai) il M5S, pro o contro? Pro, con certezza, ancora qualche dubbio? Scommettiamo un caffè? Diamo a questa gente ancora un po’ di tempo per preparare i sostenitori, e poi ne vedremo delle belle.

    Ma sì, dicono adesso, l’adesione ai liberali euro entusiasti è ovviamente solo una mossa tattica … come se per sconfiggere Hitler i partigiani si fossero alleati con le SS. Ma c’è ancora qualcuno che ci crede? Purtroppo, come ho già letto da qualche parte, a fare il complottista non c’è più gusto, ci si azzecca sempre.

    Per i vertici Five Stars (ma anche ai sottovertici Raggi style), riporterei la definizione tratta da http://www.stateofmind.it/2015/03/vergogna-psicologia/ del “senso della vergogna”: “” … emozione dell’autoconsapevolezza, la vergogna si presenta come un senso sgradevole di nudità, di trasparenza. Quando si prova vergogna si ha la percezione di essere stati scoperti e di conseguenza si vorrebbe diventare invisibili, sparendo per sempre dagli sguardi altrui””.

    Ecco, sparite dallo sguardo altrui. Quanto ai militanti in buona fede (quasi tutti, e non lo dico per una forma di captatio benevolentiae … a quale fine, poi?), questa mia intemerata non è rivolta a loro. Però, suvvia, scafatevi un po’ …

    • SanPap

      Dilettanti allo sbaraglio
      L’onestà è un punto di partenza, non di arrivo
      glielo ho ripetuto fino a quando non mi hanno emarginato
      però quelli che restano sono ben peggiori

      • mau

        Ma quale onestà? Manco quella c’è

    • alessandroparenti

      Hai ragione! Dunque votiamo PD!

    • massi

      C’è un limite oltre cui la buona fede diventa idiozia… cos’altro deve accadere?

      • Xor

        Per quanto mi riguarda il primo segno l’ho colto quando verificai che nel sito di discussione del programma del m5s nel menu che conteneva gli ambiti di discussione no c’era “economia” (!?). E tuttavia la proposta di programma più votata durante molto tempo esprimeva l’immediata uscita dell’euro zona. Diciamo che i grillini erano invitati a discutere di qualsiasi cosa trane su quello che veramente conta. Mi sono inscritto al m5s per poter votare quella proposta perche dicevano che se si arrivava a un certo numero di voti allora diventava parte del programma. Ma non è andata cosi. Dopo molte delusioni e frustrazioni finalmente parecchi mesi fa mi sono disiscrtto. Al meno un po di questo schifo me lo sono risparmiato.

    • fuffolo

      “Nei riguardi di Di Pietro e di Tangentopoli ormai sappiamo tutto.”

      Magari sapessimo come sono arrivate certe informazioni, notizie, vorrebbe dire che avremmo recuperato parte della nostra dignità (o sovranità).

    • CIAONE

      Certo che paragonare le percentuali dell Italia dei Valori e Movimento 5s è una cretinata gigantesca. E comunque se l’alternativa è il PD, voterò 5s fino alla morte.

      • zebra11

        Invece un po’ d’anni fa magari dicevi e se comunque l’alternativa e’ berlusconi, votero’ ds fino alla morte.

      • Toussaint

        Detto da un esperto in cretinerie, non mi resta che accettare l’epiteto (ma lei l’ha capito il commento? Non è una questione di numeri, ma di ruolo svolto nel panorama politico). Scusi la precisazione.

  • Roberto Giuffrè

    Prima domanda, ma è vero o è una qualche bufala del sistema?

    E anche fosse vero, allora aveva ragione chi diceva che Grillo fosse un burattino made in USA che doveva solo catalizzare le forze rivoluzionarie in Italia per girarle verso un partito del nulla, e impedire confluissero verso l’estrema destra.

    • orazio

      Come diceva …. pensare male si fa peccato……

    • Hamelin

      Il Tempo ha dato il suo responso .
      Non so quanti commenti ho scritto a proposito di tale ovvietà , prendendomi un sacco di improperi dai Grillini.

  • clausneghe

    M.Foa spara un mucchio di cretinate, a freddo.
    Grillo ha fatto due piu due e ha capito che se il mov 5 stelle vuole contare in questa UE deve spostare il suo baricentro politico passando al gruppo liberale, dove avrà l’opportunità di essere l’ago della bilancia, per far andare le cose in un modo voluto.
    Un po, anzi meglio, di quello che facevano i socialisti italiani, al comando per tanto tempo sebbene con pochi voti relativi.
    Siamo stufi di non contare niente,in questa UE di m…. ben venga questa nuova alleanza, con buona pace di Foa e sminuitori vari.

    • fpd52

      Si , ma prima di sottoscrivere un atto di fede nei confronti del Movimento vorrei capire e sentire se è cambiato qualcosa nell atteggiamento anti Euro.
      Anche perchè stando nel gruppo di Farage il Movimento mostrava una solida
      e vincente connotazione anti-sistema che ora ha perso (almeno all’esterno).

    • massi

      claus fate una cosa allora… alleatevi direttamente col PD e tagliamo la testa al toro.

  • vocenellanotte

    L’architettura del parlamento UE, come di tutte le istituzioni comunitarie e fatta apposta per emarginare e depotenziare il dissenso della costruzione. I vari gruppi alla fine fanno solo finta di avere idee diverse salvo poi riconoscersi all’unisono nella ragione fondante della loro esistenza. Sono come si suol dire “autolegittimanti”. Come peraltro già avviene in TV dove gli ospiti si invitano tra di loro nei vari format e ingannano il telespettatore (chiarisco che sono quasi 20 anni che non possiedo TV, ma non per questo non vedo ciò che accade). Come anche in politica in Italia, in Europa, negli Usa, i vari partiti accettano sostanzialmente decisioni delle elites sovranazionali.
    Personalmente avrei votato per uscire da ogni gruppo, ma anche questa della Alde alla fine è una manfrina senza nessun doppio senso.
    Consentirà ai vari parlamentari di attingere a un fondo per fare campagna nei propri collegi. Niente di più di questo.
    Dubito fortemente che questo passaggio rappresenti un cambio di strategia da parte del Movimento, come viene paventato nel post.

  • PietroGE

    Dal sito dalla Stampa ore 18,23

    È saltato l’accordo tra M5S e Alde. È quanto apprende La Stampa. Nel comitato esecutivo del gruppo dei liberali, in corso ora al Parlamento di Bruxelles, il leader Guy Verhofstadt ha constatato di non avere il sostegno necessario ad accogliere i grillini all’interno del suo gruppo.
    Si chiude così prima di nascere la nuova alleanza al Parlamento europeo. che proprio oggi i militanti del M5S avevano deciso di approvare su proposta di Beppe Grillo. Mentre le notizie della rinuncia dell’Alde arrivano da Bruxelles gli esponenti del M5S stanno ancora dichiarando a favore dell’«ingresso» nel gruppo.
    «Sono giunto alla conclusione che non ci sono abbastanza garanzie per proseguire un percorso comune per riformare l’Europa», ha dichiarato Verhofstadt.
    «Non c’è un terreno comune sufficiente per procedere con la richiesta del Movimento Cinque Stelle di far parte del gruppo dell’Alde», ha aggiunto Verhofstadt.
    …………………………………………………………….
    Il tentativo, anche se non è andato in porto resta grave perché dimostra quello che si diceva circa il discorso di fine anno di Grillo : questo partito non ha una linea politica, non ha un programma e non ha un meccanismo per prendere decisioni che non sia il cerchio magico attorno al duo Grillo Casaleggio.

    • orazio

      Penso e qui Lei mi da conferma di quello che ho sempre sospettato.
      Quando guardo ad un partito, faccio sempre riferimento a quello che loro hanno scritto nel loro programma e di contro quello che fanno.
      E’ banale lo so, ma quanti si mettono a leggere il programma e quanti sono li a leggersi i punti principali?
      Da quello che fino ad ora si capisce, si evince che una parte minoritaria dei politici del movimento ha degli interessi per raggiungere indirizzi utili al popolo, altri invece si trovano li in parlamento al solo scopo di essere visibili… senza che abbiano un’idea o meglio che questa segua con autonomia ciò che gli elettori hanno esternato.
      La morte di Casaleggio, noto massone come massone è il simbolo, denota una cosa chiara già espressa da altri prima di me.

  • Bill

    A Roma oltre 2/3 dei Romani NON HA VOTATO LA RAGGI.Basta guardare i dati statistici Del Viminale
    La Raggi è stata Eletta al ballottaggio solo grazie al Blocco di Voti facenti capo ” AllALobby.
    I Romani,con le loro tasse, pagheranno salato il Debito che l’M5s ha contratto con ” LALOBBY” per ottenere da questa i Voti necessari a far eleggere un “suo” esponente.
    21 milioni x un inutile ed obsoleto Museo alla memoria saranno forse sufficenti.

  • mau

    Nessuna trattativa segreta. La risposta è che i cinquestelle sono degli idioti. Punto. E’ nelle loro corde fare cazzate e pensare alle sciocchezze ritenendole priorità rispetto ai temi fondamentali. Grillo nè è il capo e si comporta di conseguenza.