"Vi racconto l'Argentina Yankee di Milei: senza soldi per dollarizzare l'intera economia"

Intervista a Federico Velez Bergami dell'Università di Lujan, sul nuovo corso del paese sudamericano.

"Vi racconto l'Argentina Yankee di Milei: senza soldi per dollarizzare l'intera economia"
Javier Milei

Di Alessandro Fanietti per ComeDonChisciotte.org

L'America Latina e i Caraibi sono, almeno dalla fine della seconda guerra mondiale, un laboratorio politico, sociale ed economico con pochi eguali nel mondo. Basti pensare alla scuola dei c.d. Chicago Boys e all'esperienza cilena di Pinochet. In questo grande laboratorio, l'Argentina è sempre stata un'avanguardia e anche nel nuovo millennio non si dimostra da meno.

È infatti di poco tempo fa la vittoria presidenziale di Milei, "anarco - capitalista" che ha fatto tutta la campagna elettorale con una motosega in mano. Promettendo di tagliare tutta le spesa pubblica da lui considerata "superflua" e di dollarizzare l'economia abolendo anche la Banca Centrale del Paese. Di questo "novello" Adam Smith (non me ne voglia l'illustre economista) e della situazione argentina (e di ciò che gli ruota intorno) ne parliamo con un giovane ma affermato studioso argentino: il Dottor Federico Velez Bergami dell'Università di Lujan (Buenos Aires).

  • Che succede nel profondo della società argentina e come si può spiegare la vittoria di Milei?

La società argentina si trova in uno stato di enorme agitazione e sconvolgimento sociale. Questo fenomeno non è recente, ma risale al primo governo democratico dopo l'ultima dittatura militare. Questo processo ha raggiunto il suo punto più caotico con la crisi economica del 2001, quando 39 manifestanti furono uccisi e l'allora presidente De la Rúa fuggì in elicottero.

Successivamente, nel 2003, Néstor Kirchner divenne Presidente, inaugurando una nuova era politica divenuta nota come kirchnerismo, un ramo del peronismo (una delle principali correnti politiche del Paese). Questi governi di centro-sinistra hanno ottenuto un grande sostegno popolare da un lato e un forte rifiuto da parte dell'opposizione dall’altro. Coloro che non accettano il kirchnerismo lo accusano di essere populista e altamente corrotto, oltre che responsabile della cattiva gestione dell'economia nazionale che ha portato nel tempo al deterioramento del Paese. In questo modo, si è creata una spaccatura nella società argentina che continua ancora oggi.

Dopo i due governi consecutivi di Cristina Kirchner (moglie di Néstor) dal 2007 al 2015, è entrato in carica Mauricio Macri, ponendo un limite alla lunga traiettoria kirchnerista. Questo nuovo mandato (2015-2019) ha incarnato l'opposizione per eccellenza, sotto il segno politico di destra/centro-destra.

Le sue promesse includevano la fine dell'inflazione (il principale problema economico dell'Argentina), l'arrivo di investimenti stranieri, la riduzione della povertà e la lotta alla criminalità.

Tuttavia, l'incapacità di mantenere queste promesse, insieme al debito contratto con il Fondo Monetario Internazionale, lo hanno portato alla sconfitta nelle successive elezioni presidenziali. A seguito di questo fallimento, l'alternativa di opposizione nelle mani del partito PRO (Propuesta Republicana) ha perso a favore del peronismo kirchnerista (tornato con Alberto Fernández).

Questo governo ha affrontato sfide enormi come la pandemia, il conflitto in Ucraina e l'eredità del debito con l’FMI.

Oltre a ciò, però, anch’esso è stato fortemente criticato per l'incapacità e l'inefficacia di guidare il Paese, per l'assenza di una direzione o di un piano di governo all’altezza delle aspettative e per la terribile inflazione. Questo ha portato a un aumento della povertà e, d'altro canto, a un'emissione monetaria senza fine. Non sono mancati gli scandali politici, tra cui una festa nella residenza presidenziale durante il periodo di quarantena della pandemia, le divergenze e i conflitti interni con la Vicepresidente Cristina Kirchner, la mancanza di austerità nell'uso della spesa pubblica e la creazione di un Ministero delle Donne e delle Diversità (accusato di essere inefficiente e corrotto).

La stanchezza generalizzata della società nei confronti del kirchnerismo e l'assenza di un'opposizione all'altezza del compito hanno portato alla nascita di un nuovo movimento – partito dal basso: i "libertari". Con un'ideologia di destra, cercano di ridurre il più possibile la presenza dello Stato e la spesa pubblica, sono contrari al socialismo e al femminismo, difendono l'idea di "anarco-capitalismo" e il concetto di "vita" (in primis con riferimento all’opposizione all'aborto).

Sebbene Milei sia apparso come analista economico in televisione, ha iniziato gradualmente a guadagnare fama per le sue dichiarazioni controverse e il suo stile politicamente scorretto. Per Milei, l'Argentina è stata governata per molti decenni dalla sinistra, che egli identifica come responsabile di tutti i mali. È quindi necessario, secondo il suo pensiero, tornare alle basi del liberalismo che hanno reso l'Argentina una potenza all'inizio del XX secolo.

La principale proposta della sua campagna elettorale è stata la chiusura della Banca Centrale Argentina, responsabile dell'emissione di banconote in grandi quantità senza alcun supporto economico (responsabile dell’aumento dell'inflazione). Milei sostiene che nel Paese sono necessarie misure d'urto a lungo termine per salvare l'Argentina dal caos e dal collasso assoluto. In questo modo, è riuscito ad alimentare il malcontento sociale della popolazione e ha vinto le elezioni dopo un ballottaggio a novembre.

Il problema principale da risolvere è la svalutazione della moneta argentina. Attualmente, un dollaro statunitense equivale a circa 1.000 pesos argentini e un euro a poco più (1.030/1.050). Ma oggi.....

La campagna politica di Milei non è stata esente da scandali, come ad esempio una controversa dichiarazione in televisione sulla vendita di organi, le sue osservazioni su Papa Francesco (accusato di "essere il rappresentante del maligno sulla Terra") e il suo progetto di eliminare i finanziamenti alle università pubbliche (sostituendoli con un sistema di voucher). Vale la pena ricordare che l'istruzione universitaria in Argentina è assolutamente gratuita ed è tra le migliori al mondo, quindi questa proposta ha generato una forte diffidenza in molte persona, insieme alla critica di voler eliminare le università pubbliche gratuite.

Infine, in questi giorni Milei ha presentato un DNU (Decreto di Necessità e Urgenza) come primo provvedimento di governo. Un DNU è una norma che permette al presidente di fare leggi in tempi rapidi senza che queste passino dal Congresso, evitando una possibile bocciatura.

A dire il vero, comunque, non è la prima volta che essi vengono utilizzati per legiferare e i governi di Cristina Kirchner sono stati ripetutamente criticati per questo.

Ciò che colpisce in questo caso è l'ampiezza e la portata di tale provvedimento, il quale copre, tra le altre cose:

- Acquisto di farmaci da banco (senza ricetta) in piccoli negozi o supermercati, eliminando l'esclusività delle farmacie.

- abrogazione della legge sugli affitti.

- attuazione della legge sui cieli aperti (qualsiasi compagnia aerea può entrare e competere in Argentina).

- autorizzazione per i club calcistici a diventare società per azioni, deregolamentazione del servizio internet via satellite (che potrebbe avvantaggiare, tra gli altri, Elon Musk).

- Eliminazione del monopolio delle agenzie turistiche.

- riforma del Codice doganale.

- trasformazione delle imprese pubbliche statali in società per azioni (in ottica della loro successiva privatizzazione).

- imposizione di tasse per gli stranieri che studiano nelle università pubbliche gratuite.

Insieme al DNU, Milei ha presentato il suo secondo pilastro, la "Legge delle basi e dei punti di partenza per la libertà degli argentini", mentre i media la chiamano "legge omnibus" (legge autobus). Si tratta di una mega-legge di 600 articoli che riforma le leggi fiscali, penali e tributarie.

  • Come cambieranno le relazioni dell'Argentina nel contesto latinoamericano e caraibico e come saranno nel prossimo futuro?

L'arrivo di Milei e la nascita del partito libertario hanno suscitato grandi aspettative e interesse in diversi Paesi dell'America Latina. Fin dalla sua campagna elettorale, Milei ha espresso il suo rifiuto nei confronti di Paesi che definisce dittatoriali, come il Venezuela e Cuba. D'altra parte, mantiene buoni rapporti con il presidente dell'Uruguay e con l'ex presidente del Brasile, Javier Bolsonaro. Quindi, c'è un chiaro rifiuto della sinistra e dei suoi sostenitori, ma un sostegno alla e dalla destra.

Va anche detto che sono già in atto tentativi di replicare il movimento “La Libertad Avanza” in altri Paesi. Ad esempio, in Uruguay esiste il "Partido Libertario de Uruguay" (fondato da ammiratori di Milei) che rappresenta un modello per molti.

Per quanto riguarda la Bolivia, la tensione è alta. È chiaro che l'ex presidente Evo Morales ha mostrato la sua profonda antipatia per Javier Milei e le sue politiche. Dobbiamo ricordare che egli è infatti uno storico alleato politico del settore kirchnerista insieme a Maduro del Venezuela e Lula Da Silva del Brasile. Per gli oppositori, essi erano tutti parte della presunta "sinistra latinoamericana". Le critiche boliviane sottolineano il controllo delle frontiere da parte dell'Argentina e l'imposizione di tasse agli stranieri nelle università. Ciononostante, la popolazione boliviana (il cui attuale presidente è Luis Arce, anch’esso di sinistra) ha mostrato il proprio sostegno e grande interesse per le misure del nuovo governo libertario.

Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha espresso il suo sostegno al collega argentino. Alcuni accademici e media si chiedono se Milei sarà un "Bukele argentino" e se seguirà una linea di governo simile, soprattutto nella lotta all'insicurezza.

Infine, esiste un'evidente antipatia reciproca tra Javier Milei e Nicolas Maduro. Il leader venezuelano ha espresso in più occasioni il suo assoluto ripudio di quanto sta accadendo in Argentina. Credo che in questo caso si possa facilmente osservare una polarizzazione tra due governi diametralmente opposti: uno di estrema sinistra e l'altro di estrema destra.

A mio avviso, il caso argentino rappresenta un modello di prova o di laboratorio a livello globale con possibilità di essere replicato in America Latina o anche in Spagna, dove Milei è popolare tra molti giovani, che hanno già manifestato la loro ammirazione per lui sui social network.

A livello internazionale, attualmente esiste un problema di corruzione politica, di erosione o crisi del modello democratico e di inefficienza dei funzionari pubblici, oltre al crescente desiderio di migliorare la qualità della vita e le aspirazioni (desideri, ambizioni) dei singoli cittadini.

In tale contesto, i modelli di Cuba e Venezuela (considerati da Milei e altri come “falliti”) rappresentano "fantasmi" per la regione. Per molti cittadini, infatti, entrambi i Paesi sono esempi che la sinistra attraverso il socialismo o il comunismo non funziona (e dunque si sono “buttati” su candidati opposti).

L'Argentina ha recentemente accolto un gran numero di immigrati venezuelani e molti dall'Africa. Dobbiamo ricordare che, a differenza dell'Europa e degli Stati Uniti, l'Argentina è aperta a quasi tutti gli immigrati senza la necessità di un visto o di un periodo massimo di permanenza. Gli immigrati venezuelani sono stati un settore che ha sostenuto fortemente il nuovo Presidente, affermando che se avesse vinto il candidato del partito di governo Sergio Massa, l'Argentina avrebbe seguito la stessa strada della Caracas odierna.

  • La vittoria di Milei sembra essere un grande vantaggio anche per gli interessi strategici continentali e globali degli Stati Uniti, ad esempio con l'Argentina che non entrerà nei BRICS e Milei che vuole "dollarizzare" l'economia del Paese. Dunque, una vittoria per chi difende l'unipolarismo e una battuta d'arresto per la costruzione del multipolarismo (almeno a livello regionale). È corretta questa analisi? Come si può leggere tutto questo?

Milei ha annunciato e già mantenuto la promessa di ritirarsi dai BRICS. In realtà, non credo che sia molto importante aderire a questo blocco. L'Argentina potrà continuare a commerciare con i membri del BRICS+ separatamente e bilateralmente. Un aumento delle esportazioni e un miglioramento della bilancia commerciale dipenderanno più dalla diversificazione dei prodotti esportati e da una politica estera più pianificata che dall'appartenenza a un blocco che mostra comunque ancora dei limiti. A mio avviso, il BRICS+ sembra più essere un raggruppamento informale che riunisce un gran numero di Paesi e prevede di inglobarne sempre di più per scopi politici (in primis a vantaggio di Cina e Russia), piuttosto che un blocco ordinato in cerca della prosperità economica di tutti i suoi membri con obiettivi chiari e definiti a lungo termine. Personalmente sono piuttosto scettico nei confronti di blocchi come i BRICS+ o di gruppi come il G20 o il "G77 + Cina".

D'altra parte, è chiaro che la politica estera e le relazioni internazionali dell'Argentina si stanno spostando verso i Paesi che fanno parte dell'asse statunitense o che vi orbitano attorno. Milei propone un cambio di rotta, scegliendo nuovi alleati strategici. Questo è stato ovviamente ben accolto da politici statunitensi di alto livello, come Donald Trump, che ha colto l'occasione per congratularsi con lui in un video. All'inaugurazione del 10 dicembre 2023, il Presidente ucraino Zelensky era sorprendentemente presente, mostrando il suo sostegno alla causa internazionale contro la Russia e alla liberazione dell'Ucraina.

Un altro alleato forte è Israele: Javier Milei è noto per essere un ebreo, quindi per lui sono essenziali dei legami più stretti con questo Paese.

Per quanto riguarda la Cina, c'è un grosso conflitto di interessi. Durante la sua campagna elettorale Milei ha annunciato che avrebbe interrotto le relazioni formali con il gigante asiatico perché, secondo le sue stesse parole, egli “non negozia con i comunisti”. Questa affermazione è stata logicamente presa da tutti come un'assoluta assurdità, poiché si potrebbe sostenere che nessun Paese può fare a meno del commercio con la Cina, nemmeno gli Stati Uniti. Successivamente Milei ha cambiato rotta e ha affermato che in realtà c'è stato un fraintendimento di ciò che aveva detto “solo in teoria”. Egli intendeva invece dire che non avrebbe mantenuto legami politici o di dialogo con Pechino, anche se avrebbe permesso a qualsiasi uomo d'affari di relazionarsi economicamente con il gigante eurasiatico.

Per quanto riguarda la dollarizzazione dell'economia, la vedo improbabile, almeno in questo quadriennio (forse nel prossimo se verrà rieletto). L'Argentina non ha abbastanza dollari per dollarizzare l'intera economia e farlo potrebbe portare a un ulteriore impoverimento e instabilità. È anche vero che però il nostro Paese ha avuto un grosso problema di emissione incontrollata di valuta (senza alcun rimorso) da parte di tutti i politici in carica.

Credo che ci sia stata una mancanza di consapevolezza finanziaria sull'uso misurato del reddito e della spesa nazionale, che ha portato a conseguenze terribili. In questo senso, nonostante la divergenza di opinioni esistente, credo che Milei sia almeno riuscito a portare il dibattito sulla questione "quanto si spende e per cosa si spende?", dato che non esiste un Paese in cui si possa applicare solamente il principio "spendo quello che voglio senza conseguenze".

Nella sua ottica, la dollarizzazione non è in qualche modo un capriccio imposto dagli Stati Uniti, quanto bensì una possibile risposta alla svalutazione della moneta. Il peso argentino è una delle valute meno pregiate della regione e questo non è più tollerabile. Il risultato è un impoverimento generale della società, l'incapacità di risparmiare e pianificare il futuro, il declino della qualità della vita e l'esodo verso altri Paesi.

Ad esempio, dobbiamo ricordare che l'Argentina è il Paese con il più alto numero di cittadini italiani residenti all'estero nel mondo e molti di essi, grazie alla loro doppia nazionalità, decidono di emigrare in Spagna dall’Argentina utilizzando il loro passaporto italiano. L'Argentina aveva dunque un futuro cupo e la gente, stufa dei soliti politici, ha scelto di cambiare. A torto o a ragione sarà solo il tempo a dircelo.

Di Alessandro Fanietti per ComeDonChisciotte.org

10.01.2024

Federico Velez Bergami è laureato in Relazioni Internazionali presso “l’Universidad Catolica de Cordoba” (Argentina) ed ha poi conseguito un Master in Gestione Aziendale grazie alla collaborazione fra la Repubblica Popolare Cinese e l’Università Nazionale di Cordoba. Come analista geopolitico, i suoi articoli si concentrano principalmente sul suo Paese e l’America Latina in generale, sulla Cina e spesso anche sull’Italia. Scrive sia per testate locali che internazionali. Inoltre, è stato assistente universitario di “Teoria Politica” presso la Facoltà di Scienze Sociali dell’Università Nazionale di Cordoba e attualmente è membro dell´Osservatorio di Commercio Internazionale dell’Università Nazionale di Lujan (Buenos Aires).

Commenti (97)

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Mostra commenti 97 caricati
    1. Luca VFR 12 gennaio 2024

      Secondo me, ma mi sbaglierò, Milei non arriva a Ferragosto, nostro ovviamente.

    1. Cachafaz 10 gennaio 2024

      Non farebbe male a parecchi commentatori leggersi Auriti...e magari riflettere sul fatto che, un 89% (piu' o meno, vado a memoria) di uno stipendio anche statale o pensione, ritorna alla comunita', per le varie tasse dirette e indirette, e per le spese operate dai suddetti pensionati o lavoratori che vanno ad alimentare il reddito, gli investimenti, le spese di ricerca, di altri...noto inoltre la diffidenza verso il prossimo...sono tutti scansafatiche per alcuni. Quando e' vero il contrario. La maggior parte delle persone e' lavoratrice. Non ci fossero i neo liberisti a rubare(o con l'emissione della moneta debito, o con le tasse da loro non pagate e da noi stra pagate, leggi ad hoc per loro, accaparramento di aziende dello stato a prezzi ridicoli eccetera eccetera...) , la maggior parte delle persone non solo si manterrebbe bene, ma si creerebbe dei risparmi e quindi il giorno dopo sarebbe migliore del precedente. Questa e' la verita'.

    2. oriundo2006 11 gennaio 2024

      Dunque, volendo tirare le fila del tuo commento come dei precedenti, toccherebbe capire dove sono finiti i soldini delle élites, il famoso plusvalore che, se ho ben capito latita…questo mi pare il punto fondamentale. Il resto ne dipende, a partire dagli investimenti. Non è che il plus sia stoccato negli USA ? Si capirebbe meglio quel lestofante di Milei, a cui va tutta la mia disistima a prescindere: io opto per un sollevamento dei famosi diseredati con l’emersione di un uomo forte che metta TUTTI in riga.

    1. ignorans 10 gennaio 2024

      Facciamo un passo indietro all'epoca preindustriale.
      C'erano masse di poveri contadini e artigiani, qualche borghese e pochi aristocratici.
      Poi è arrivata l'industria, più produzione, più consumi, più soldi. Anche lo stato ha potuto estrarre più valore da un economia che girava veloce.
      Su questa base si è innestata la stampa di moneta che ha la potenzialità di fare sembrare tutti più ricchi.
      Ma è tutto falso! In realtà il sistema è fragilissimo. Se no fosse per la "politica economica e monetaria" sarebbe già crollato da un pezzo.
      In questa condizione di fragilità abbiamo i "socialisti" che vogliono sfruttare la falsità del sistema per "distribuire" soldi a destra e a manca, fregandosene di altre considerazioni.
      Ma non è certo così che si rende più solido il sistema.
      In realtà è tutto falso e insostenibile. E chiunque volesse riportare il sistema a una condizione di "normalità" dovrebbe comunque fare i conti con un crollo verticale, perché il ripristino della verità cancellerebbe milioni di posti di lavoro falsi, miliardi di valute false, ecc

    2. BrunoWald 10 gennaio 2024

      Vero. Ma chi ha costruito questo sistema, o lo fa funzionare, non può limitarsi ad abbandonare la gente al suo destino. Quando chiedi il voto degli altri, ti assumi un impegno.
      Secoli or sono la maggioranza della popolazione, cioé i contadini, erano pressoché autosufficienti, e nelle famiglie ampie i giovani si prendevano cura dei vecchi che non ce la facevano più. Era un mondo comunitario, con tanti difetti, ma in cui esisteva una solidarietà diffusa.

      Oggi la stragrande maggioranza dipende dal sistema per sopravvivere, perché così è stato voluto dai potenti. Per cui adesso è troppo comodo venirsene fuori con il mantra "smantelliamo tutto, basta spesa pubblica, chi ha i soldi s'arrangi e gli altri crepino".

      Perché è questo che stanno dicendo, in concreto, i vari Milei & Compagnia, al netto della demagogia e dei termini tecnici. Eh no, cari signori, è un pò troppo comodo: al posto loro rifletterei seriamente sull'eventualità che tornino le ghigliottine.

    3. Cachafaz 10 gennaio 2024

      Io spero che gia' gli agricoltori, da qualche parte, si decidano ad appendere per i cogl@@ni qualcuno; ed i trattori stessi secondo me sono gia' abbastanza alti, allo scopo.,

    1. Ciaparat 10 gennaio 2024

      Tutti noi vorremmo vivere senza lavorare. Tutti, napoletani e piemontesi, argentini e svedesi. A partire letteralmente da Adamo ed Eva (che vengono scacciati dall'Eden e devono cominciare a lavorare per vivere).
      Poi ci sono dei politici che ti fanno credere che è possibile e qualcuno li vota. Ti dicono che siamo una nazione, paraponziponzipo', dobbiamo fare sacrifici, ma loro sono lì a guidarci. Ci rappresentano...
      E ti danno le cose "gratis" - che vuol solo dire che qualcun altro le paga per te. E tu le paghi per lui. E ovviamente pensi di guadagnarci, perché tu sei furbo...
      E per un po' funziona...
      Ma, come diceva la Thatcher, "prima o poi i soldi degli altri finiscono"... E finisce il sogno del socialismo.

    2. pippo123 10 gennaio 2024

      vivere senza aver fatto mai na mazza? beh di maio e il nuovo premier francese lo fanno

    3. Ciaparat 10 gennaio 2024

      Esatto. Si chiamano politici. Ma loro preferiscono farsi chiamare "lo Stato".

    4. Nonso 10 gennaio 2024

      Loro sono i privilegiati, con la stessa radice di privato.

    5. uomospeciale 10 gennaio 2024

      CIT:

      "Tutti noi vorremmo vivere senza lavorare. Tutti, napoletani e piemontesi, argentini e svedesi"

      in questo i napoletani sono molto più bravi dei piemontesi e degli svedesi, però😂😂

      E anche come tasse non pagate sono dei maestri:

      https://www.quotidiano.net/napoli/multe-tassa-rifiuti-buco-miliardo-j800bhd5

    6. Dico no 10 gennaio 2024

      Banalmente, con le guerre, chissà che buchi

    7. REmaggiore 11 gennaio 2024

      Buchi così

    1. Megas Alexandros 10 gennaio 2024

      “L’Argentina non ha abbastanza dollari per dollarizzare l’intera economia e farlo potrebbe portare a un ulteriore impoverimento e instabilità”
      L’Argentina non avrà mai abbastanza dollari semplicemente perché non emette il dollaro…. questa affermazione ed il resto, mostrano chiaramente che l’intervistato ha ancora molta strada per arrivare a comprendere la materia economica e monetaria. Non sorprende se questo è il livello di comprensione, che gente come Milei possa essere al governo!!!

    2. Ciaparat 10 gennaio 2024

      Beh... se lo stato ha la possibilità di emettere denaro a uzzo, quanto e come vuole lui, come predica Megas, allora l'Argentina potrebbe emettere anche Dollari, no? In che senso sarebbero "falsi" se il denaro fatto da uno stato è comunque "vero"?
      Io credo piuttosto che ci sia qualcosa di sbagliato nelle teorie economiche di Megas....

    3. Nonso 10 gennaio 2024

      Quando hai terminato con la vanga, io ci metto la spinta

    4. Dico no 10 gennaio 2024

      Vacci piano!

    5. Megas Alexandros 11 gennaio 2024

      Potrebbe emettere il dollaro argentino non quello americano di cui è monopolista la FED ed il Tesoro USA.
      Tu quando scrivi rifletti…. oppure lasci andare il dito sulla testiera a azzzz di cane!!!
      Quando puoi sarai lucido mi dirai nello specifico quello che tu non condividi nelle “teorie di Megas” come le chiami TU - che poi non sono le mie teorie, ma come funziona la moneta che tu hai in tasca e con la quale ti rechi a bere al bar, luogo adatto al tipo di commenti che fai!!!!

    6. Cachafaz 11 gennaio 2024

      Sono solo le banche centrali private dei Rotschild & amici, che devono emettere dal nulla le banconote a debito, cioe' facendoci pagare a noi schiavi l'interesse composto ,che poi loro privati si spartiscono! Giusto ! Bravo! Clap clap-.-,

    1. Arian Van Heisen 10 gennaio 2024

      Il problema economico dell ' argentina è simile a quello dei napoletani, puoi rigirarla come vuoi ma non cambia mai , è un problema sudamericano

    2. Megas Alexandros 10 gennaio 2024

      Avevamo tutti nostalgia del solito commento razzista di Ariano. Mi chiedo ancora come i moderatori possano continuare ancora a tollerare su questo blog la tua indole di razzista puro!!!!

    3. pippo123 10 gennaio 2024

      pur tuttavia prima del '89, nel panorama desolato dei satelliti dell'URSS come mai la DDR prosperava?

    4. Ciaparat 10 gennaio 2024

      Perché, come diceva qualcuno, i tedeschi riescono perfino a far funzionare il socialismo!

    5. Ciaparat 10 gennaio 2024

      A parte tutto, gran parte dell'immigrazione in Argentina è fatta da piemontesi (regione di Cordoba), liguri (Buenos Aires), gallesi (Patagonia)...

    6. pippo123 10 gennaio 2024

      non mentiamo a noi stessi...come mai il sud italia attrae metà dei turisti della Spagna? Le strade di Catania e Palermo fanno schifo tanto sono sporche, io ho rinunciato a portarvici alcuni parenti stranieri...è razzismo questo?

    7. pippo123 10 gennaio 2024

      Gli spagnoli dicono che gli argentini sono degli italiani che credono di palare spagnolo e si credono francesi.

    8. Megas Alexandros 12 gennaio 2024

      Visto che il tuo commento è stato tolto….. mi sa che sei tu a non sapere cosa significa essere razzista.

    1. pippo123 10 gennaio 2024

      Mah, io sono un pentito delle privatizzazioni italiane anni ottanta...oggi poste e ad altri servizi funzionano peggio di prima e sono più cari...Milei solo l'ultimo pagliaccio nelle mani di Washington

    2. Jimbo 10 gennaio 2024

      Qualsiasi privatizzazione magari parte bene ai blocchi.
      Ma a fine gara premi, coppe e medaglie vanno solo ai ricchi.

    3. REmaggiore 10 gennaio 2024

      Noi fiondiamo giù dal Morandi o perdiamo un giorno di ferie per mandare un Vaglia o un pacco

    4. Ciaparat 10 gennaio 2024

      In gran parte è vero, io non potrei mai comperarmi un pezzo dell'Alitalia. Però con le privatizzazioni (se sono vere) smetto di pagare per i suoi debiti, almeno. Non ti pare?

    5. Nonso 10 gennaio 2024

      Ciapet, stavi meglio quando stavi peggio.

    6. Cleon XIII 11 gennaio 2024

      Non so se sia proprio nelle mani di Washington. Sicuramente gli USA sono un po' distratti da altre questioni e l'Argentina l'hanno lasciata un po' andare. Possibile che non ci fosse in giro niente di meglio che Milei?

    1. Jimbo 10 gennaio 2024

      Come andare oltre il neoliberismo?
      Mi auguro ovviamente che gli argentini risolvano le loro crisi ma non vedo come un sistema neoliberista per giunta puro, senza stato, possa riuscirci.
      Il dualismo statalismo/neoliberismo sembra alla frutta, puzza di vecchio come discutere di destra/sinistra.
      In uccidente abbiamo visto che destrorsi e sinistrorsi si mettono d'accordo per favorire le élites e i ricchi a scapito di poveri e classe media.
      Cosí il neoliberismo si avvale dello Stato per arricchire i soliti per penalizzare i meno abbienti.
      Ci vuole una terza via.
      E non vedo come sia possibile in Uccidente.
      Un motivo in piú per cui spero negli Altri, altri popoli che inventino un modello piú umano, piú civile (non solo privato o pubblico), piú sociale, pacifico,

    2. REmaggiore 10 gennaio 2024

      La volontà e l'unione.
      Ma è già tardi.

    3. Ciaparat 10 gennaio 2024

      Ma certo che c'è un'altra via. Basta eliminare lo stato e privatizzare TUTTO.

    1. ws 10 gennaio 2024

      La forza di una società è IL LAVORO ( es la Cina "comunista" ) , non basta avere "terra&miniere" ( es: l' argentina)
      Non ci sono "scorciatoie" , non si può "vivere bene" senza "lavorare bene" ( a meno di essere l' Arabia saudita 😎)
      Quindi il problema argentino è il modo "deficitario" con cui TUTTI gli argentini ( a cominciare dalla sua "borghesia compradora" ) si pongono davanti a questa "necessità" di dover "lavorare per vivere".

    2. uomospeciale 10 gennaio 2024

      Più banalmente, la ricchezza di un paese e il suo tenore di vita sono dati dal valore complessivo prodotto dalla sua forza lavoro.
      Quando sono andato nel sud-est asiatico per la prima volta (ancora nel '90) rimasi impressionato dall'attaccamento al lavoro e al dovere come filosofia di vita che avevano gli asiatici.
      Erano e sono ancora, quasi tutti ossessionati dal dover "portare onore alla propria famiglia"
      E quindi lavoravano tutti come pazzi.. Quasi senza sosta, sia i ricchi che i poveri:
      Mentre noi ci guardavano i piedi discutendo di massimi sistemi, di fascismo e antifascismo.
      Loro poche chiacchiere e tanto, tantissimo lavoro, noi invece poco lavoro e tante, tantissime, chiacchiere.
      Tornai in Italia pensando che noi saremmo diventati poveri entro 40/50 anni al massimo mentre loro si sarebbero comprati il mondo.
      Infatti cosi è andata, e sta ancora andando.
      Ed è giusto che sia cosi:
      Ci mancherebbe solo che il merito non venga premiato e si mandino avanti gli ammanicati e gli sfaccendati come da noi.
      Da quelle parti conta solo il duro lavoro, il merito e i risultati personali raggiunti:
      Persino i figli dei ricchi devono sempre galoppare, dimostrando giorno per giorno di meritarsi il posto che occupano.
      Da noi i figli non dico dei ricchi, ma pure quelli della classe media molto spesso pensano solo a drogarsi, ubriacarsi, scopare ogni buco disponibile, e fare il meno possibile*

      *E pure quel poco, cercano sempre di farlo fare ad altri.

    3. Megas Alexandros 10 gennaio 2024

      Anche gli schiavi avevano attaccamento al lavoro e lavoravano 24 ore al giorno eppure avevano un tenore di vita a zero!!!! quindi non ti sorge il dubbio che forse occorra qualcos’altro???

    4. uomospeciale 10 gennaio 2024

      Ho visto con i miei occhi in casa di molti cinesi ricchi con ville faroniche dei quadri appesi alle pareti con foto in bianco e nero dove c'erano i genitori o i nonni di questi nuovi ricchi:
      ( che per la cronaca sono parecchie decine di milioni i nuovi ricchi cinesi ormai, non è come qui da noi che si parla sempre e solo di nuovi poveri....Intiendes?)

      Foto di misere baracche di legno e lamiere senza corrente elettrica lungo un fiume dove il nonno o il padre li avevano cresciuti.
      Le tenevano lì in bella mostra, spesso in un tempietto insieme alle foto dei loro genitori morti per non permettersi mai di dimenticare da dove venivano e il prezzo che avevano dovuto pagare, per raggiungere il benessere.

      Se non comprendi la mentalità cino-asiatica è inutile parlare,alla fine: io l'ho capita abbastanza bene, e da allora provo un misto di timore e ammirazione verso di loro.
      Per dire come sono fatti basta vedere Shenzhen,
      che in pratica non esisteva nemmeno: è passata dall'essere un villaggio di pescatori a essere una megalopoli da 13,5 milioni di abitanti in appena trent'anni... Ed oggi stupisce chiunque la visiti, mettendo in mostra le più moderne efficienti e avveniristiche strutture urbane e di trasporti mai viste al mondo.

      CIT:

      --Anche gli schiavi avevano attaccamento al lavoro e lavoravano 24 ore al giorno eppure avevano un tenore di vita a zero!!!! quindi non ti sorge il dubbio che forse occorra qualcos’altro???---

      Certo, che occorre qualcos'altro:

      Mete da raggiungere, umiliazioni e miseria da riscattare, sogni da realizzare, famiglie da costruire, figli da crescere, aspettative da soddisfare, genitori e nonni da rendere fieri avendo sempre l'orgoglio e la certezza che si sta sempre e solo facendo del nostro meglio:
      "Portare onore alla tua famiglia" significa proprio questo.

      Ma sono tutte cose che noi abbiamo perduto da decenni, e i risultati si vedono.

    5. Nonso 10 gennaio 2024

      Ti regalo il solo andata

    6. uomospeciale 10 gennaio 2024

      Troppo gentile, ma non ci vivrei.
      Vita troppo frenetica e troppa competizione per tutto.
      Se avessi 30-35 anni di meno magari si, ma ormai oggi come oggi, no....Non mi attira più.
      Ormai trovo troppo caotiche persino le città italiane, nonostante mettendo tutte insieme le 10 citta italiane più grandi che abbiamo, si arriverebbe più o meno alla metà di Shenzhen.
      Sto bene nel mio paesino tra i boschi.

    7. Cachafaz 10 gennaio 2024

      e il prezzo che avevano dovuto pagare, per raggiungere il benessere.

      I Valori asiatici, eh? La ricetta e' facile, basta prendere degli schiavi, farli lavorare da reclusi in fabbrica-casa per un periodo tot, dandogli solo vitto e alloggio..magari evadendo pure le tasse...mi ricorda qualcosa, una certa comunita' in Toscana...

    8. absitiniuriaverbis 11 gennaio 2024

      Vivo in Cina, da un lustro.
      Sicuramente non sono tutte luci e ci sono, come dovunque, ombre.
      I cinesi hanno ancora fame e tutti in generale cercano di lavorare anche a qualsiasi costo.
      Tutto è a tre turni x 365 meno le feste nazionali.
      Inoltre, chi ha successo entra in area governativa per 'definizione' ed il sistema, come dovunque, si autoalimenta e protegge. Chi sgarra, non importa quanto potente (Mr. Ma) viene estromesso.
      Lavoro per famiglia e figli è la priorità. Poi il resto, se avanza qualche cosa.
      Per ora, come dicono qui, la buona notizia è che anche il peggio cambia, non è eterno. Quella cattiva è che anche il buono cambia, non è eterno.

    9. Megas Alexandros 11 gennaio 2024

      Premesso che tutte le cose che dici non c’entrano nulla con quello che dico io. Un giorno vieni con me a Prato ti porto un qualche capannone dove i lavoratori cinesi dormono accatastati dentro le fabbriche dice lavorano giorno e notte per mandare soldi ai loro familiari in Cina. Loro non hanno appese le foto dei loro avi per dire che ce l’hanno fatta. Questi quando muoiono tornano in Cina dentro un container. Anche i cinesi che tu dici ce l’hanno fatta, se il governo cinese non stampa yuan a diritto e li distribuiva non c’è l’avrebbero mai fatta!!!!! questo è il punto che cerco di farti capire!!! lascia stare l’antropologia che niente ha a che fare con l’economia monetaria e molto con l’essere delinquenti e mafiosi…. cosa che i cinesi hanno a pieno come noi italiani…. noi, oltre a loro siamo anche diabolicamente massoni.

    1. Jimbo 10 gennaio 2024

      Ottima sia l'analisi che i contributi alla discussione.
      Pur odiando il neoliberismo mi é difficile non essere d'accordo con il post di Martin ad esempio.
      L'eterno conflitto tra lo statalismo e il capitalismo neoliberista é sempre di moda; e lo sará fintanto che non verrá inventato un altro tipo di sistema economico.

    2. Cachafaz 10 gennaio 2024

      Se per statalismo intendi il comunismo puro, senza privati, guarda che un altro tipo di sistema economico e' gia' stato ideato con successo; proprio il peronismo del primo Peron e la Cristina Kirchner. I risultati chi li vuole vedere , li vede. Persino su wikipedia che e' degli americani!

    3. Jimbo 11 gennaio 2024

      Per statalismo intendo un modello dove lo Stato é dominante, dove cioé lo spazio dei privati é risicato.
      Non mi riferisco nelle ultime righe solo all'Argentina, penso cioé che il neoliberismo alla lunga é fallimentare perché porta "automaticamente" alle guerre e al declino e lo statalismo é fallito.
      Poi che sia fallito per colpa degli UKUSA che gli hanno dichiarato guerra su questo concordo.
      É probabile che in un mondo senza uccidentali genocidi un modello statalista possa emergere e sopravvivere ma con gli uccidentali dobbiamo fare i conti.
      Per questo spero in una Terza Via.
      Che peró parta dagli Altri.

    4. Cachafaz 11 gennaio 2024

      Ok, la penso anch'io cosi'. Ma ribadisco che la terza via c'e', ha gia' funzionato ben 2 volte, sia sotto Peron che la Kirchner. Ed entrambe le volte gli americani hanno fatto deragliare quei governi, che andavano benissimo. Con la corruzione, con i loro soldi, comprano tutto e tutti. Piu' sopra ho postato i risultati incredibili della kirchner, uguali a quelli del primo Peron: carta canta.-

    1. DrCaligari 10 gennaio 2024

      Questa cosa dell'universita gratuita mi lascia allibito, come puo lo stato accollarsi l'intera spesa boh. Mi ricorda alcune cose della Grecia: fino a qualche anno fa con uno stipendio da impiegato pubblico potevi mangiar fuori a pranzo e cena, assurdo. Poi chiaro alcuni invece patiscono la crisi ed e triste.

    2. Nonso 10 gennaio 2024

      Non conosci, ad esempio, come funziona l'università in SVezia.

    3. DrCaligari 10 gennaio 2024

      Anche in danimarca e norvegia non lo so, pero so che sono pieni di soldi loro.

    4. DrCaligari 10 gennaio 2024

      Non parlavo di principi, l'investimento richiede denaro che se non ho hai voglia a declamare. Parliamo di gente che esporta bovini e importa simmenthal, hai mai visto un'auto argentina, un frigo, un abat jour? Forse qualche agronomo puo servire, ma oltre quello....

    5. pippo123 10 gennaio 2024

      le scuole gratis sono un investimento per il futuro

    6. Megas Alexandros 10 gennaio 2024

      Fammi capire, le banche centrali di Danimarca e Norvegia creano soldi in modo diverso rispetto a quella Argentina???

    7. LuxIgnis 10 gennaio 2024

      Da sottolineare 3 volte.

    1. uomospeciale 10 gennaio 2024

      Nessuna riforma potrà salvare gli argentini da sè stessi, il problema è ormai antropologico, non politico o economico.

    2. Martin 10 gennaio 2024

      Esatto

    3. Brule 10 gennaio 2024

      Ma non siete un po' severi?
      E' la classe dirigente che dirige la musica.
      Non sono sicuro che avere, ad esempio, dei dipendenti norvegesi (o olandesi, auguri), sia poi una botta di fortuna.

    4. Martin 10 gennaio 2024

      Brule, la classe dirigente in Argentina esprime perfettamente l'ampia maggioranza del Paese. Detto brutalmente, la voglia di lavorare regolarmente e onestamente e' molto ridotta. Oltre il 25% degli Argentini e' lumpenproletariat, estraniato da tutto e disposto a lavorare regolarmente solo se costretto dalla fame: ma sono tutti sussidiati dai peronisti, ossia mantenuti dai pochi che lavorano stabilmente. So che suona male, se non "fascista", ma e' cosi'.

    5. Megas Alexandros 10 gennaio 2024

      Meno male che tra il branco qualcuno usa la logica

    6. LuxIgnis 10 gennaio 2024

      Shh! Il branco la logica la usa ma alcuni non sono il branco ma lupi che si sono travestiti da pecora per confondere il branco.

    7. Nonso 10 gennaio 2024

      Nonso tu, io sono di un'altra specie

    8. Megas Alexandros 10 gennaio 2024

      Di che specie sei??

    9. Nonso 10 gennaio 2024

      Specifica, che dio la benedica.

      Mi manca il mio amico Sbrega, rimanga fra noi.

    10. REmaggiore 11 gennaio 2024

      Dirige il traffico

    1. Martin 10 gennaio 2024

      Toh, finalmente una analisi equiibrata, anche se non sottolinea abbastanza la continua creazione di moneta per spesa pubblica, corruzione su scala inimmaginabile e sussidi da parte dei kirchneristi dal 2003 e dell'ultimo Governo Fernandez dopo - per 16 degli ultimi 20 anni - che ha scatenato la povertà e l'inflazione fino al 140%.

      L'unica parentesi non peronista degli ultimi 20 anni, ossia di centro destra, e' stata il Governo Macri (2015-2019).

      Nel primo biennio, quel Governo era riuscito a tagliare la spesa pubblica e l'inflazione, riducendola a poco meno del 25%, ma nel dicembre 2017 i peronisti, come al solito negli ultimi 70 anni, scatenarono la piazza con ampi disordini violenti.
      Macri si spavento' e per paura nel febbraio-marzo 2018 fece la gigantesca idiozia di concedere aumenti degli stipendi generalizzati del 20-25%, con l'inflazione gia' a poco meno del 25%.
      La conseguenza fu che i tassi annuali dei bot argentini, al tempo del 25-30%, furono COME OVVIO ritenuti assolutamente insufficienti a compensare il sicuro ritorno dell'inflazione, e COME OVVIO sia l'intero Paese (i risparmiatori argentini) che il mondo (banche e risparmiatori internazionali) scaricarono il peso argentino e i bot argentini, con il cambio dollaro - peso e i tassi sui bot di nuovo alle stelle.

      Morale, il Paese si trovo' per la terza volta in 20 anni senza soldi e costretto a chiedere l'intervento del FMI. Il FMI non era piu' quello ipermonetarista degli anni 80, e per la terza volta in 20 anni concesse all'Argentina uno sconto del 30% sul capitale del debito e sugli interessi.

      Il terzo sconto non servi' a meno di nulla, perche' Macri perse cmq le elezioni ed al Governo tornarono i peronisti di Alberto e Christina Fernandez (che non sono parenti). Risultato: stampa di moneta, corruzione e sussidi su scala da fantascienza e l'inflazione dal 70 circa% e' passata al 140%. Idem per la povertà.

      COME OVVIO oggi nessuna banca al mondo presta un solo dollaro agli Argentini, e anche la maggior parte degli Argentini si sono finalmente resi conto che la colpa della loro situazione non e' del FMI o del sistema capitalista e bancario internazionale, ma dei peronisti.

      Non va dimenticato che si tratta di un Paese che esporta solo materie prime e commodities agricole come il piu' classico dei PVS, e quasi nulla con valore aggiunto (a differenza di Brasile e Messico), e dove su 45 milioni, solo 8 e mezzo lavorano stabilmente e regolarmente e pagano le tasse, ovviamente insufficienti per mantenere circa 10 milioni di sussidiati cronici ed altri 7-8 milioni di pensionati. A livello macroeconomico, sono dati da barzelletta.
      E' una economia da PVS che non ha nulla di occidentale o europeo, ossia creazione e esportazione di prodotti a valore aggiunto. I prodotti argentini, grazie a 80 anni di protezionismo statalista, fanno generalmente tutti schifo e non possono competere sui mercati internazionali. Per importare un macchinario per migliorare la produzione ferma ai livelli anni 60-70, bisogna pagare tasse tra il 35 ed il 50%, per non parlare del codice e della giurisprudenza peronista del lavoro, visto che e' impossibile licenziare un dipendente anche se non si presenta per settimane al lavoro senza alcuna giustificazione....

      A marzo-aprile, nell'autunno australe, corrispondente al nostro settembre-ottobre, sicuramente i peronisti, che grazie alla spesa pubblica controllano tutti i sindacati oltre che il 90% dei media, scateneranno estesi e violenti disordini di piazza. Sarà un momento estremamente difficile, specie se la stampa di sinistra qui in Europa, che non ha capito nulla dell' Argentina, sosterra' i disordini e straparlerà di "nuovo fascismo".....

      Quanto agli USA, contrariamente alle visioni ideologiche marxiste e terzomondiste, dell' Argentina gli interessa molto poco, anche perche' l'interscambio commerciale e' ridottissimo. La considerano quello che e', ossia "una grana senza fine". Il Messico, per esempio, ha i due enormi problemi del tasso di natalità e del narcotraffico, ma oggi è letteralmente 30 anni avanti all' Argentina.

    2. Spartan 10 gennaio 2024

      potrebbe straparlare di nuovo turbo capitalismo, perchè queste riforme di Milei, di fascista , non hanno proprio niente

    3. uomospeciale 10 gennaio 2024

      E hai visto che fine sta facendo l'Equador?
      Sono alla guerra civile, in mano a bande di criminali che saccheggiano, sequestrano, bruciano & uccidono tutto e tutti.
      Ho visto certe scene su internet da non credere stanno diventando come Haiti con la gente bruciata e fatta a pezzi per le strade.

    4. Martin 10 gennaio 2024

      I narcos in Ecuador hanno ormai fatto il salto di qualita', bisognerebbe avere la forza e il coraggio di dichiarare lo stato d'emergenza e di ammazzarli ed imprigionarli a migliaia, ma dubito che quel Paese abbia la forza per farlo.

    5. Martin 10 gennaio 2024

      Giusto ma sempre di insulti si trattera', quando non si afferra che i peronisti si sono mantenuti al potere primo stampando moneta e rubando, e secondo distribuendo sussidi a oltre 10 milioni di Argentini che non lavorano stabilmente, e che sono di fatto mantenuti da chi lavora.

    6. Cleon XIII 11 gennaio 2024

      Credo che il problema dell'Argentina sia che sia i Peronisti che i Liberisti non comprendono che la spesa pubblica debba alimentare l'economia, non finire nelle tasche di chi di volta in volta va al governo.

    7. Martin 11 gennaio 2024

      Sono i peronisti che hanno rovinato il Paese specie negli ultimi 20 anni, su questo concordano tutti. Quanto al periodo precedente, la dittatura militare si limito' ad ammazzare circa 10.000 terroristi dell' Erp e Montoneros con i mezzi piu' radicali, indiscriminati e barbari, e poi ad invadere le Malvinas, con le piazze festanti, peronisti inclusi (tanto per capire il Paese). Prima delle Malvinas, per poco non stavano dichiarando guerra al Cile per la sovranità contestata sullo stretto di Magellano.
      I militari argentni non fecero nulla per alterare o limitare il sistema di potere peronista e riformare il sistema, a differenza della dittatura cilena, che ha invece riformato l'economia in senso liberista.

    1. Hospiton 10 gennaio 2024

      "Cuba fallita", Milei dovrebbe sapere che Cuba è sottoposta da 60 anni a un duro regime sanzionatorio, che metterebbe in ginocchio l'economia di qualsiasi Paese di dimensioni medio-piccole, con limitate risorse a disposizione. Più volte si è votato in sede ONU per abrogare queste sanzioni, il 99% degli Stati sono ormai favorevoli, peccato che le due nazioni contrarie siano i più potenti criminali del pianeta, USA e Israele... essendo l'Onu un credibilissimo baluardo alle tirannie ecco che bastano 2 Stati criminali per imporre la linea politica al resto del pianeta, e le sanzioni permangono in un tripudio di giustizia democratica. Ma tutto ciò El loco Milei non lo dice, dimostrandosi molto meno Loco di quanto appaia: se tieni alla carriera politica (e alla pelle, nei casi più seri) non rompere le palle agli esportatori di democrazia non richiesta, meglio organizzare show con motoseghe ultraliberiste.

    2. Hospiton 10 gennaio 2024

      Un articolo sull'ultima votazione ONU circa le sanzioni a Cuba, novembre 2023 https://it.marketscreener.com/notizie/ultimo/Le-Nazioni-Unite-votano-per-porre-fine-all-embargo-statunitense-su-Cuba-Stati-Uniti-e-Israele-si-op-45228184/

    3. Cachafaz 10 gennaio 2024

      E' indubbio che gli Stati Uniti hanno da sempre messo(in tutte le maniere, lecite e no) i bastoni tra le ruote al libero sviluppo di chi legittimamente vuol darsi un governo autonomo proprio, non legato a loro. La storia stessa dell'Argentina degli ultimi 100 anni, e' emblematica. SIcuramente e' successo anche per Cuba, Venezuela, e via dicendo.-

    4. Hospiton 11 gennaio 2024

      Sono d'accordo Cachafaz, l'elenco degli ultimi 120 anni è lungo, il Nicaragua di Sandino, il Guatemala di Arbenz, l'Iran di Mossadeq, la vicenda di Torrijos (che secondo John Perkins nel 1981 fu assassinato dalla CIA poiché divenuto ormai ingombrante, l'incidente aereo è un classico che hanno utilizzato anche in Italia con Mattei)...e poi gli esempi recenti che citi tu, serie sterminata di "esportazioni di diritti umani", come hai letto nell'articolo che ho linkato pretesto utilizzato anche per sanzionare Cuba. D'altronde è il loro metodo storico, destabilizzazione, appreso dai predecessori britannici e affinato nel tempo (ne parla l'ottimo Lilin in un recente intervento che inserisco qui di seguito) https://youtu.be/5I6lgNxHCfU?si=mQe5evUs6clmr70O

    1. Ciaparat 10 gennaio 2024

      Ma "ridurre il più possibile la presenza dello Stato e la spesa pubblica" non è quello che vorremmo tutti?

    2. LuxIgnis 10 gennaio 2024

      Insomma, mica tanto.
      Ci siamo ormai scordati di cosa vuol dire stato che pare sia diventato una bestemmia. Ma lo Stato siamo tutti noi messi insieme. Diminuire lo stato vuol dire non avere più controllo su sé stessi.
      Ed è esattamente quello che è successo negli ultimi decenni un po' dappertutto in Europa e altre parti. Lo Stato non esiste quasi più e chi controlla il tutto? Le multinazionali.
      Quindi noi nemmeno più nominalmente abbiamo più il controllo di noi stessi perché apparteniamo a qualche compagnia privata.
      E secondo me è stata una strategia ben ponderata e messa in atto, grazie a politici corrotti.

      È chiaro che anche un controllo eccessivo è deleterio. Ma lo Stato è importante.

    3. Nonso 10 gennaio 2024

      Ormai l'user "Ciaparat" te lo sei giocato male, e quindi lo usi raramente per dire cose strane.

    4. ws 10 gennaio 2024

      Tutti i RICCHI (/ potenti), vorrai dire...

    5. pippo123 10 gennaio 2024

      vero, vedi i fasti di Poste e Benetton

    6. Megas Alexandros 10 gennaio 2024

      È quello che c’è già e che piace a a molti, non certamente a Megas….. visti anche i risultati

    7. Megas Alexandros 10 gennaio 2024

      Esattissimo!!!! almeno uno ancora lucido esiste

    8. absitiniuriaverbis 10 gennaio 2024

      Lo Stato di per sé non dovrebbe essere semplicemente un abito che riveste il corpo della nazione. Possiamo però confezionare un abito nuovo, lussuoso, costoso ma non sarà di alcuna utilità se coprirà un corpo estenuato, distrutto da cancri morali e fisici.
      Poi si aggiungono all'equazione quelli che una volta erano chiamati servitori dello stato e che oggi, più propriamente, dovremmo menzionare come stato dei servitori.

      Les jeux sont faits. Rien ne va plus.

    9. Ciaparat 10 gennaio 2024

      Ah beh, se uno crede che "lo stato siamo noi", e "loro sono i nostri rappresentanti", e "siamo pronti alla morte, Iddio la creò"... lasciamo perdere. Io preferisco usare la razionalità, ma se qualcuno vive di poesia contento lui...

      Che poi, se fosse così come dite perché il controllo eccessivo sarebbe deleterio? Se lo stato sei tu, più controllo c'è e meglio è, no?
      Mah... valli a capire gli statolatri (= adoratori dello stato).

    10. Nonso 10 gennaio 2024

      In Italia il corpo ha sempre funzionato molto bene e lo "stato" si è impegnato in tutti i modi a che la sua invidiabile salute fosse venduta altrove, vestendolo di sè stesso. Il problema è proprio che non sappiamo più denudarci! Sa va sans dire.
      E nonostante ciò siamo in forma. Ma non possiamo goderci una passeggiata al tramonto, dobbiamo caricarci sulle spalle questa mole di moda da quattro soldi.
      Non vedo cancro, vedo indumenti senza stile, di scarsa qualità, senza forma. Il corpo svilito, che si sta ammalando di truffa autoimmune.
      Questo vedo.

    11. Ciaparat 10 gennaio 2024

      Ma non esiste né lo stato né la nazione, sveglia! Lo stato sono un gruppo di persone che vivono alle tue spalle facendoti creder di lavorare per te.

    12. LuxIgnis 10 gennaio 2024

      Probabilmente a Lei piace essere controllato dalla Barilla.
      Ma molto più probabilmente ha i soldi e se ne infischia di tutto il resto.

    13. Nonso 10 gennaio 2024

      Ecco, ti manca la poesia.
      Più controllo e più me ne convinci

    14. Nonso 10 gennaio 2024

      Devi esserti perso la parte sulla poesia, diventa tutto così ovvio

    15. Cachafaz 10 gennaio 2024

      Proprio te...L'argentina, questo esempio clamoroso, di una ricetta politica-economica che per ben 2 volte ha funzionato alla grande...poi l'egemone l'ha fatta deragliare entrambe le volte, come al solito come sempre fanno i liberisti Usa...questa applicazione di una.... cosa mista , dicono, tra fascismo di sinistra e comunismo che per 2 volte pero' ha funzionato e carta canta...sotto Peron al tempo di Eva se non sbaglio, e la Cristina Kirchner durante i suoi primi anni, con risultati clamorosi...del resto si trovano facilmente entrambi anche su wikipedia. Ora sono appena rientrato, dobbiamo mangiare, nel caso li cerco...le fandonie sulle ruberie non mi interessano, ma piuttosto le ricette per il popolo che funzionano...

    16. Cachafaz 10 gennaio 2024

      ...mi piacerebbe approfondire...

    17. Ciaparat 10 gennaio 2024

      La Barilla? Quella della pasta? Ma che c'entra? Quando mai ti hanno CONTROLLATO, la Barilla, la Cica Cola, la Fiat, ecc.? Ma sai che cosa significano le parole?

    18. Cachafaz 10 gennaio 2024

      La Kirchner https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&ved=2ahUKEwjGio7M19ODAxXg9AIHHfVQBAkQFnoECBQQAQ&url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCristina_Fern%25C3%25A1ndez_de_Kirchner&usg=AOvVaw1soSd94rbqlFEOaxhvF9Z3&opi=89978449 in quasi 10 anni di suo mandato...che attraverso' anche gli anni neri della crisi innestata dagli usa, 2008-2009. Nonostante cio', Pil raddoppiato, con crescita del 5,5% annuo; creati tra 5-6 milioni di posti di lavoro, tasso di disoccupazione portato dal 25% al 8%, debito poubblico dal 160% al 40%!....come mai, semplice culo? Peccato successe uguale al tempo di PEron-Eva. Anche loro rinazionalizzarono i beni pubblici che i servi degli americani avevano svenduto. Entrambi i governi destinarono ingenti risorse all'istruzione, alla cura dei poveri...e con tutto qjuesto il famigerato debito pubblico(ma non doveva aumentare?) ridotto ad 1/4! Su wikipedia, la patria degli americani neoliberisti. Imbarazzante , no?

    19. LuxIgnis 11 gennaio 2024

      Era una battuta.
      Ma sul fatto che non controllino avrei qualche dubbio

    20. LuxIgnis 11 gennaio 2024

      Mi è sfuggita la poesia.

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