Vaccini anti Covid: in UE 5.360 morti e 240.000 eventi avversi

Di Filippo Della Santa, ComeDonChisciotte.org

L’EudraVigilance, il database europeo per la gestione e l’analisi delle segnalazioni di sospetti eventi avversi ai medicinali autorizzati, ha aggiornato al 27 marzo 2021 il report sulle reazioni avverse rilevate in Europa a seguito della campagna di vaccinazione anti Covid-19.
Andiamo quindi a vedere quali sono i dati più recenti a nostra disposizione per i farmaci al momento autorizzati dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), a tre mesi dall’inizio delle vaccinazioni.

Vaccino Covid AstraZeneca

Relativamente al vaccino anti Covid AstraZeneca ChAdOx1 nCoV-19 sono stati segnalati 107.733 eventi avversi, di cui 82.645 nella fascia di età tra 18 e 64 anni:

Numero di casi individuali_AstraZenecaGli Stati con più eventi avversi segnalati sono Olanda (10.324 casi), Italia (7.264 casi) e Francia (7.214 casi):

Casi per paese_AstraZeneca
Di tutte le reazioni circa il 62% sono indicate come “gravi” e, secondo quanto indicato dall’EMA , esse corrispondono ad un:

“evento medico che provoca la morte, è pericoloso per la vita, richiede ricovero in ospedale, provoca altra affezione di rilevanza medica o prolungamento dell’ospedalizzazione esistente, provoca disabilità o invalidità persistente o significativa, oppure rappresenta un’anomalia congenita o un difetto alla nascita. Inoltre, può riferirsi ad altri eventi medici importanti che potrebbero non essere correlati immediatamente a un pericolo di vita o provocare la morte o l’ospedalizzazione, ma potrebbero compromettere il paziente o richiedere un intervento (trattamento) per evitare uno degli altri esiti sopra elencati.”

Relativamente agli esiti fatali si contano 837 decessi successivi alla somministrazione del vaccino Covid AstraZeneca, come possiamo osservare in figura:

Decessi per tipologia di reazione avversa_AstraZenecaVaccino Covid Pfizer/Biontech

Per quanto riguarda il vaccino anti Covid Pfizer/Biontech Tozinameran sono stati segnalati 121.514 eventi avversi, di cui 96.577 nella fascia di età tra 18 e 64 anni:

Casi individuali_PfizerL’Italia si trova al primo posto per numero di casi individuali segnalati (36.295 casi), seguita da Francia (12.124 casi) e Olanda (12.046 casi):

Casi per paese_PfizerDi tutte le reazioni indicate dall’Eudravigilance, circa il 31% sono indicate come “gravi”.
E’ possibile inoltre estrarre dal portale un totale di 3268 decessi successivi alla somministrazione del vaccino anti Covid Pfizer/Biontech, come possiamo osservare in figura:

Decessi per tipologia di reazione avversa_PfizerVaccino Covid Moderna

Relativamente al vaccino anti Covid Moderna CX-024414 al 27 marzo si rilevano 9625 eventi avversi (circa il 47% dei quali indicati come “gravi”), di cui 6059 nella fascia di età tra 18 e 64 anni:

Casi individuali_ModernaL’italia si trova al terzo posto con 922 casi, dietro Olanda (1956 casi) e Spagna (937 casi):

Casi per paese_ModernaIn merito ai 1255 decessi segnalati, infine, la situazione per le diverse categorie di reazioni disponibili sulla piattaforma dell’EMA è riassunta in figura:

Decessi per tipologia di reazione avversa_ModernaConclusioni

Da tali dati emergono subito alcune anomalie da segnalare, come ad esempio l’elevato numero di eventi avversi relativi al nostro paese.
Questo potrebbe trovare giustificazione se l’Italia fosse avanti nella campagna di vaccinazione, ma non ci sono sostanziali differenze rispetto agli altri paesi europei in termini di dosi somministrate per 100 persone, come possiamo osservare in figura:

Dosi somministrate per 100 persone
Dosi somministrate per 100 persone, fonte Ourworldindata.org 

Un’altra anomalia che emerge per l’Italia è il basso tasso di segnalazione per le reazioni avverse in seguito al vaccino AstraZeneca. Ricordiamo infatti che per l’AIFA:

“Il Decreto del Ministero della Salute 30 aprile 2015 ha ribadito l’obbligo di segnalare tempestivamente le sospette reazioni avverse da farmaci e da vaccini e ha definito dei limiti di tempo entro cui gli operatori sanitari sono tenuti ad effettuare la segnalazione alla Rete Nazionale di Farmacovigilanza (RNF) dell’AIFA.”

Rimane difficile, pertanto, credere che al 27 marzo siano solamente 7200 i sospetti eventi avversi segnalati, e la spiegazione più semplice di queste incongruenze ci viene fornita dalla stessa Agenzia Europea del Farmaco:

“I dati disponibili sul portale si basano su reazioni avverse segnalate spontaneamente da pazienti, operatori sanitari o altre fonti, le quali vengono successivamente inviate elettronicamente a EudraVigilance sotto forma di ICSR da parte delle autorità nazionali di regolamentazione dei medicinali o delle ditte farmaceutiche. “

Tale sistema di sorveglianza passivo, quindi privo di una registrazione automatica dell’evento, rischia di condurre ad una forte sottostima delle reazioni avverse, e ciò spiegherebbe le anomalie sopra osservate.
Questo è anche quanto avviene per il database statunitense Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS), per il quale questo report dell’Harvard Pilgrim Health Care del 2011 suggerisce come meno dell’1% di tutti gli eventi avversi legati alle vaccinazioni siano segnalati al governo statunitense.

Relativamente all’incidenza dei singoli farmaci le dosi somministrate per ciascuna tipologia di prodotto non sono disponibili per tutti i paesi dell’UE, tuttavia il portale Ourworldindata.org fornisce questa classificazione per alcuni Stati, tra cui l’Italia, dalla quale abbiamo dedotto il tasso di segnalazione delle reazioni avverse per 100.000 dosi, sintetizzato in figura:

Tasso di incidenzaSe consideriamo anche i dati che provengono dalla Gran Bretagna, ne concludiamo come non ci siano sostanziali differenze in termini di pericolosità tra il vaccino caduto sotto i riflettori, il ChAdOx1 nCoV-19, e quelli di Pfizer e Moderna.
E allora perchè si parla dei problemi di AstraZeneca ma non di quelli relativi ai vaccini sperimentali ad mRNA?
La risposta non è semplice. Potrebbe semplicemente essere una questione mediatica viste le fasce di età coinvolte, o potrebbe esserci una relazione con questioni di natura economica e/o geopolitica.
Quella che è certa è invece la mancanza di trasparenza da parte dei nostri politici e responsabili della sanità, di cui riportiamo solo uno tra i molteplici esempi.

Intervistato dal tg2 (minuto 14:45), il direttore del Policlinico San Martino di Genova Salvatore Giuffrida commenta così il decesso della giovane insegnante ligure avvenuto nella giornata di Domenica 4 aprile, a seguito di quadro trombotico ed emorragico cerebrale :

” In Italia per una patologia simile ogni anno si verificano 600.000 casi con 200.000 morti, quindi metterlo in stretta relazione con il vaccino è direi del tutto impossibile”

Quello che il direttore si è scordato di aggiungere, sicuramente in buona fede, è che per le 200.000 morti per malattie del sistema circolatorio (che comprendono anche le trombosi) registrate nel 2018 dall’ISTAT, soltanto 8000 si sono verificate nella fascia d’età interessata dai recenti fatti di cronaca:

 Mortalità per territorio di evento

Mentre i dietrofront su AstraZeneca proseguono in tutta Europa, così come l’ostinato silenzio su Pfizer e Moderna, media e politici si affannano a smentire correlazioni e pericolosità di questi farmaci ancora in fase di sperimentazione.
Quello che rimane a tre mesi dall’inizio delle vaccinazioni, alla faccia del consenso libero e informato, sono le 240.000 reazioni avverse segnalate e le 5.360 persone decedute.

Di Filippo Della Santa, ComeDonChisciotte.org