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Una lettura alla Tsipras

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com

Il solito balletto delle cifre e dei decimali ha condotto il governo in un vicolo cieco, per la mancanza di memoria storica e per non aver capito che il nocciolo della questione non è economico, è politico. In altre parole, i nostri politicanti non si sono accorti d’essere precipitati in una lettura della nostra Storia recente delle politiche europee “alla Tsipras”, una lettura che ci conduce al fatidico 1992, all’inutile – e profondamente sbagliata – “difesa” della Lira che attuò l’allora presidente di Bankitalia, Carlo Azeglio Ciampi.

Molti hanno incolpato Ciampi personalmente di quell’errore che, non dimentichiamolo, derivò direttamente dalle prime avvisaglie dell’enorme errore politico di voler accomunare i Paesi europei – situati sì in una modesta penisola e qualche isola, però molto diversi per storia, economie, culture, religioni e modi di vivere – in un solo insieme. Questo lo dico senza voler, in nessun modo, difendere la memoria di Ciampi, che era un economista, e dunque doveva sapere quel che faceva.

Tragicamente, si scelse la moneta come “mezzo” per unificare l’Europa: come usare una sola taglia di mutande per far diventare “uguali” tutti gli abitanti.

Senza comprendere che i processi storici durano secoli e comportano differenze che vanno rispettate, altrimenti è il disastro: gli USA sono un vero stato federale, con una sola moneta, ma – pur essendosi installati a spese dei Nativi (e, dunque, con una certa omogeneità di base) – hanno più rispetto costituzionale dei vari stati. Ah, già, noi una Costituzione europea non l’abbiamo nemmeno…

La Russia/URSS era quasi nelle medesime condizioni: un territorio immenso, quasi disabitato. Eppure, il tentativo di unificazione forzata di Stalin finì per produrre il 1989, ossia la fine. La Russia di Putin, oggi, usa tutt’altri metodi.

La Cina, invece – salvo modeste differenze – è uno Stato monoculturale, la lingua degli Han ha il sopravvento, le differenze fra Buddismo e Taoismo non sono poi così esiziali.

Ecco, il grande errore: prendere a calcinculo la Storia produce questi risultati.

Se, aprendo una parentesi fantastorica, Traiano non si fosse limitato a conquistare Ctesifonte per poi ritirarsi, ossia se avesse completamente conquistato e dominato l’Impero dei Parti (grosso modo l’area persica), si sarebbe trovato di fronte l’Impero Cinese. Ma, saggiamente, non lo fece, come non l’aveva fatto Alessandro, che si limitò ad una “toccata e fuga” fino al fiume Indo. Bisogna aver rispetto del volere degli Dei, che così avevano organizzato il Mondo.

Tornando a noi, Ciampi, nel 1992, “bruciò” inutilmente 70.000 miliardi di vecchie lire, una cifra enorme, per difendere un progetto, un sistema, un modus vivendi et operandi che era stato cancellato già dagli accordi del cosiddetto “Serpente monetario”: difatti, ne uscimmo, guarda a caso (!) insieme alla sterlina.

Da quella sconfitta non ci risollevammo più: l’antecedente, di pochi anni prima, fu la separazione del Tesoro dalla Banca d’Italia, che tolse la possibilità di acquistare parte dei titoli di Stato emessi e non venduti alla parte pubblica. Magari generando inflazione, però con il corrispettivo della maggior “attrattiva” per le nostre merci.

Oggi, tutti i quotidiani titolano della “insoddisfazione” di Moscovici per l’accordo raggiunto – un accordo che prevede 8 miliardi in meno nella manovra – perché Moscovici fa bene a comportarsi così: se il nemico fugge disorganizzato, inseguilo e distruggilo, eviterai d’averlo di fronte in futuro (Sun-Tzu).

I due poveri pulcini – uno che gioca a fare il bullo di paese sui social, l’altro che già si vede come una sorta di De Gasperi in nuce – sono riusciti a “bruciare” anch’essi una bella fetta di miliardi di euro grazie alle variazioni dello spread, ed oggi si rifugiano con delle affermazioni strampalate, come quella d’aver una sorta di “tesoretto” di 18 miliardi. Rassicurazioni inutili: quei soldi sono soltanto una sorta di “cartolarizzazione” alla Tremonti: sono proprietà pubbliche che mai si sa chi e quando le comprerà oppure, peggio, pezzi d’apparato produttivo: quelli sul mercato sono ben accetti, soprattutto se si vendono per quattro stracci.

Sono caduti nella trappola, esattamente come Tsipras, ma avevano più carte da giocare nella faretra rispetto ai poveri Danaos, che non fanno più paura nemmeno quando portano doni. I due poveracci, sono riusciti a compiere un miracolo. In negativo.

Un’Europa claudicante come il suo Presidente, un’Europa ferita dall’uscita della Gran Bretagna, compressa dall’Orso Russo che se ne fotte degli ucraini e delle loro provocazioni, sbeffeggiata dagli americani per il suo modo truffaldino e levantino d’agire. Per i cinesi, sempre sorridenti, si tratta soltanto d’inviare sempre più portacontainer cariche d’ogni merce, dalle perline ai diamanti di vetro. L’Europa sta tramontando: la Germania si salva con il suo export verso i Paesi extra-UE, ma dove viene prodotta questa merce?

Nelle varie dependances dell’impero germanico: dalle periferie dell’Est – laddove i cinesi misurano le retribuzioni per attuarle nel loro Paese, fidando sul fatto che l’organizzazione cinese è in un solo Stato, con una logistica più conveniente, difatti le retribuzioni cinesi sono già superiori ai paesi dell’Est Europa – fino all’Italia dove, a Taranto, nello stabilimento della Vestas, sono state finora prodotte 18.000 pale eoliche, ossia 6.000 aerogeneratori. I bilanci, ampiamente in attivo, sono conteggiati nell’economia tedesca.

Dopo aver declassato l’industria dell’auto – grazie alla “provvidenziale” morte degli eredi naturali Agnelli – gli Elkann, EUsraeliani, hanno consegnato la nuova FIAT alla produzione di semplici commesse internazionali. I centri di ricerca FIAT sono stati chiusi. L’industria informatica di Ivrea – Olivetti – distrutta da De Benedetti: dava fastidio ad IBM. Che fu, poi, “mangiata” dai cinesi di Lenovo.

Sulla produzione italiana di zucchero – ben 34 zuccherifici – è bastato sopprimere le draghe (regionali) fluviali che rendevano conveniente il trasporto dal campo alla raffinazione: oggi rimangono 3 zuccherifici, in via d’estinzione. A vantaggio dei produttori del Nord Europa.

Insomma, gli USA hanno un bilancio federale: come possiamo pensare di sommare spezzoni di singoli bilanci senza fornire quella omogeneità di prassi che richiede la formulazione di un vero bilancio?

Mi chiedo se i grandi “rivoluzionari”, che propalavano urbis et orbis il nuovo Verbo dell’indipendenza da questo circuito infernale – via dall’Euro! via dall’Europa! – si rendono conto dei frutti delle loro azioni, del loro cedere senza condizioni ai ricatti europei.

Mi sovviene quando Berlusconi, per le elezioni del 2006, incontrò e raggirò i rappresentanti dei No-Euro per avere qualche voto in più (poi ottenuto semplicemente comprando il senatore De Gregorio), senza sapere nemmeno cosa volessero o quali fossero gli obiettivi del loro agire.

C’è, in più, un’aggravante: Conte, Di Maio e Salvini hanno ceduto in un momento politico nel quale c’erano molte premesse di successo: il clamoroso “sforamento” del 3,5 % della Francia – che ha, in termini monetari, un debito maggiore del nostro – la difficoltosa trattativa del Regno Unito per uscire dall’Europa, le elezioni europee incombenti, il “tiepido” appoggio americano, l’interessato “appoggio” russo…ma quando mai simili situazioni si ripresenteranno?

L’errore primigenio è stato l’essere stati irretiti nel vortice delle trattative di levatura economica, senza comprendere che la vera contesa era di ordine politico: la Francia va sorretta perché, domani, i giubbotti gialli non giungano al potere. L’Italia va massacrata poiché, in qualche modo, la protesta ha raggiunto il potere.

Soluzione? Fare in modo che la “protesta al potere” sia enucleata, derisa, accumulata nel coacervo delle rêverie di provincia, nel sogno ad occhi aperti di una possibile rinascita. Per mantenere in vita l’oligarchia europea.

Stamani mi sono recato alla Posta, per pagare l’IMU e la spazzatura, per la quale ero in ritardo: 801 euro. Tredicesima: circa 1.300 euro. Un tempo, almeno sotto Natale, si faceva in modo che l’economia si riprendesse grazie, almeno, all’importo delle tredicesime. Anche questo sogno è sparito: sempre solo tagli, economie, risparmi da consegnare all’Europa.

Alla mia constatata malinconia nel consegnare la tredicesima all’Europa, ha fatto coro l’impiegata delle Poste: “Mi ero ripromessa di non votare più: poi, questa volta ho ancora votato perché mi son detta…proviamoci, se si riuscirà a cambiare qualcosa…la prossima avrò fatto tesoro di questa delusione.”

Così la pensano gli italiani, checché ne dicano i nostri governanti.

 

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2018/12/una-lettura-alla-tsipras.html

13.12.2018

Pubblicato da Davide

17 Commenti

  1. “Questo lo dico senza voler, in nessun modo, difendere la memoria di
    Ciampi, che era un economista, e dunque doveva sapere quel che faceva.” No, Ciampi non era un economista, e non ha mai scritto nessun libro sull’economia. Era laureato in letteratura italiana alla Normale di Pisa ed il suo professore e mentore era Sabato Toaff che poi lo fece entrare in Banca D’Italia. Non credo che si siano calate le braghe ed il silenzio di Savona,Bagnai e Borghi mi fanno ben sperare.

  2. Siamo ad un bivio molto importante, o ci hanno visto giusto e le cose funzioneranno sempre che non ci chiedano di calare ancora per umiliarci.
    O siamo in una situazione tsipras e possiamo cominciare anche a pensare dia andarcene da questo paese perché è destinato a morire lentamente ma inesorabilmente.

  3. Ed ecco svanire i sogni “rivoluzionari” pentastellatoleghisti in sul colpo. Con buona pace dei tanti che si sono spesi per difendere i nuovi carrozzoni di regime.

  4. Questo lo dico senza voler, in nessun modo, difendere la memoria di Ciampi, che era un economista, e dunque doveva sapere quel che faceva.

    veramente era un prof di lettere ..

    Dopo la laurea in Lettere aveva infatti ottenuto una cattedra di Lettere Italiane e Latine al Liceo Classico “Niccolini e Guerrazzi” di Livorno, dove sono ancora conservati i documenti che attestano il suo passaggio dalla Scuola alla Banca d’Italia. (Wikipedia)

    forse sarebbe più corretto dire:
    Questo lo dico senza voler, in nessun modo, difendere la memoria di Ciampi, che non era un economista, e dunque faceva quello che gli dicevano di fare … e cosi “rimarrà (in BdI) per 47 anni (14 da governatore)” (ibidem)

    per quanto riguarda la politica: mi considero in un periodo di lutto stretto per la morte di alcune mie speranze; potevano fare cose a costo zero molto più significative che stilare delle linee guida, e non avrebbero fatto la figura dei venditori di tappeti furbetti – passare da 2,4 a 2,04 che ridere, che paraculi, hanno aggiunto uno zero, quindi nulla, e li hanno approvati, abbasta – a nostro beneficio Malvezzi ne ha elencati un buon numero in “ecco i grafici dei complottisti” per Byoblu

    all’elenco di Malvezzi aggiungerei l’accordo tra andreatta e ciampi sulla compravendita dei BTP al peggior offerente; se fossero ancora vivi si dovrebbe pensare seriamente a farli comparire davanti al tribunale auspicato da Malvezzi

  5. Allora Bertani, ci mettiamo il giubbetto giallo?
    Vogliamo risfoderare la vecchia Gilera e scorrazzare per le strade senza marmitta, con un fazzoletto rosso al collo e la mitraglietta in spalla?
    Se non facciamo così non ne usciamo più da questa Europa che a Lei mangia la tredicesima mentre a me non mangia nulla, nel senso che nemmeno me la danno la tredicesima e se è per questo nemmeno una cippa di niente mi danno,,
    Nè lavoro nè reddito…nulla e solo nulla…
    Salvini e Dimaio, andate a fare quello che diceva sempre il compianto Beppone…

  6. Benché sia stato abbastanza evidente fin dall’inizio che questo governo del cambiamento era destinato ad andare al massacro contro l’esercito di mordor europeista, un po’ di delusione ci sta, è normale. Soprattutto perché il governo, invece di esporsi ingenuamente in campo aperto alle cannonate avversarie, avrebbe dovuto far proprie le strategie della guerriglia, aspettare e colpire con mille punture di spillo e, se del caso, eclissarsi e confondersi con il territorio e le retroguardie europee più inquiete. C’era però il problema del consenso, cosa che i burocrati non sanno nemmeno dove sta di casa, allo stesso tempo risorsa e limite delle nuove forze populiste. Il problema è politico certamente, ma non è il caso di farsi troppe seghe mentali anche perché se gli inglesi hanno mandato a casa uno come Churchill dopo aver vinto la guerra, non si vede perché non possiamo farlo noi con gente che per ora non ha vinto nulla. E’ pur vero però che sono appena pochi mesi che il governo tenta di mettere in campo qualcosa di buono e soprattutto, tra poco tempo l’Europa dei burocrati e la BCE subiranno un discreto sconvolgimento: potrebbe accadere qualcosa di impensabile. Non è questione di sperare, occorre essere realisti e pronti a premiare le tattiche giuste.

  7. Salvino con il record di leccaggio in Israele punta a fare il premier con l,’appoggio della finanza internazionale, gli altri tra balconi, spese immorali e slogan sembrano celebrolesi, I sedicenti populisti sembrano sempre più marionette del capitalismo internazionale.

  8. Segnalo nei forum un articolo di La Grassa: Auspichiamo sanzioni all’Italia da parte Ue https://comedonchisciotte.org/forum/index.php?p=/discussion/100448/la-grassa-auspichiamo-sanzioni-all-italia-da-parte-ue#latest

    Il titolo sintetizza il contenuto, Si metterebbe in piena luce che cos’è questa UE (la loggia degli strozzini, direi io).

  9. Andare alla guerra a testa bassa non è consigliabile, soprattutto con lo squilibrio informativo attuale. Un referendum sull’Euro o sull l’UE sarebbe un boomerang a mio avviso perchè il livello di terrorismo finanziario portato avanti dai media riuniti sarebbe troppo forte. Per ora bisogna dimostrare che con la manovra si inverte la tendenza recessiva e si torna a crescere e a diminuire il maledetto debito/pil. Questo sbugiarderebbe i fautori dell’austerity alla tedesca e aprirebbe le porte alla dissoluzione controllata di questo schifo che il buon Ciampi con i degni compari Prodi, Amato ha contribuito a costruire .

    • Sono d’ accordo con te sul referendum boomerang ma non sulla riduzione del debito. Come azz ci può essere riduzione del debito se paghiamo il 3,50% di interessi?…la Germania lo 0,5%?!…E’ tutta una fregnaccia. Qualcuno ha deciso che l’ italia deve pagare anche per la Germania…i motivi non li conosciamo noi del popolo.

  10. Gli italiani la pensano così proprio perchè non pensano. Se l’analfabetismo funzionale del belpaese raggiunge la vetta del primo posto in europa col 47% (indagine OCSE) staccando nettamenti gli spagnoli al secondo posto, i risultati saranno consequenziali. Renzi, Berlusconi, Salvini, Di Maio e tutti gli altri a seguire, sono lo specchio del popolo. Chi si assomiglia si piglia, pardon …. si vota.

  11. È dura dover dar ragione a Monti (Tsipras Moment).

  12. Si stanno rivelando gli ennesimi cialtroni: nessun cambio di rotta sul fronte economico, politica estera ignorante e da lecchini e nessuna boccata d’aria fresca nemmeno riguardo al sistema sanitario.

  13. Questo articolo del Bertani mi é molto piaciuto specie dove denuncia l’inconsistenza dei due sbruffoni al Governo. Non che avessi bisogno di conferma; l’avevo capito da quasi subito che i due non erano all’altezza del difficile e forse disperato compito di risollevare l’Italia.

  14. Caro Bertani,

    no.
    il governo nom ha sbagliato.
    nom siamo ancora una volta ingenui
    persino io sapevo le conseguenze delle loro azioni.
    lo spread innanzitutto, e la possibilità di avere la manovra bocciata causa sforamento eccessivo
    lo sapevano
    lo sapevo io
    lo sapevano le pietre
    lo sapevano tutti
    Figuriamoci se nom lo sapevano loro con il “buon” Savona o personaggi come Giorgetti o lo stesso Tajani al momento presidente e non dimentichiamo di FI quindi vicino Salvini con cui avrà parlato abbondantemente .

    quindi nom facciamo. gli ingenui pensando che non sapevamo e ci hanno provato perché non è assolutamente e affatto e per niente così.

    come sempre bisogna farsi le domande giuste partendo da dati sensati e valutazioni piu attente e coerenti

    Dunque dato per scontato che sapevano come sarebbe finita bisogna chiedersi perché
    e il perché é facile

    1)con lo spread ci siamo impoveriti tutti tranne qualcuno….

    2)Con tutto questo balletto abbiamo ancora una volta accettato una manovra di tagli e tasse e condoni in cambio di qualche mancetta momentanea .

    si poteva trovare le risorse senza sforare il deficit
    si poteva fare qualcosa per migliorare il paese
    ma l azione del governo è stata incentrata su una narrazione falsa, fin troppo evidentemente.. solo i tifosi piu ingenui e ignoranti non l hanno voluto capire e/o ammettere.

    e l’ álibi dell errore é ancora voler essere ingenui.

  15. ps

    i prossimi fanfaroni che vi promettono boiate mi raccomando, credetegli ancora perché quelli di prima sono peggio, e dategli il vostro voto quindi legittimazione a massacrarci ancora.

  16. E’ evidente che gli attuali partiti al governo non hanno la più pallida idea di come muoversi e, almeno di questo, bisogna dare ragione al buon Paolo Barnard che in tempi preistorici, aveva fatto delle ottime analisi, colorite e rabbiose forse, ma senz’altro azzeccate. Tra l’altro il governo può contare su diversi personaggi che hanno in più occasioni spiegato e sostenuto con forza l’assurdità del sistema euro, almeno nella parte di gestione della moneta, vedi Borghi, Bagnai e compagnia bella. Credo quindi non ci possano essere scusanti.