Le molecole che compongono i farmaci o che derivano dalla produzione dei farmaci stessi finiscono nell'ambiente.
Possono essere riversate direttamente dalle aziende farmaceutiche durante la fase di produzione, ma anche dai consumatori quando non smaltiscono correttamente le medicine. Una certa parte finisce nelle acque anche attraverso le feci e le urine delle persone che ne fanno uso.
Un significativo studio ha monitorato 1.052 siti di campionamento lungo 258 fiumi in 104 paesi di tutti i continenti e ha dimostrato che la presenza di residui farmaceutici nelle acque superficiali rappresenta una minaccia per la salute ambientale e/o umana.
L'esposizione ambientale agli ingredienti farmaceutici attivi (API), infatti, ha effetti negativi sulla salute degli ecosistemi e degli esseri umani ed è difficile quantificare la portata del problema da una prospettiva globale perché il confronto dei dati esistenti, generati per diversi studi/regioni/continenti, è impegnativo a causa delle grandi differenze tra le metodologie analitiche impiegate, inoltre al momento non disponiamo di dati per la maggior parte dei paesi del mondo.
È necessario scoprire un approccio diverso alla malattia cercando, innanzitutto, di prevenire le condizioni patologiche con stili di vita salutari e poi, in secondo luogo, quando si verifica un problema di salute, provando a risolvere in prima battuta con rimedi naturali (propri, ad esempio, della medicina antroposofica, della medicina omeopatica e delle medicine tradizionali che si basano principalmente sull’utilizzo di piante ed erbe) e solo alla fine, in caso non si sia riusciti a risolvere diversamente, ricorrere ai farmaci di sintesi.
In questo modo si avrebbero livelli di tossicità indubbiamente più bassi, per non dire nulli, sull'ambiente e anche sui nostri organismi.
Ma per questo è necessario un cambio totale di mentalità. E ne siamo ancora ben lontani, purtroppo.
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VB
Teopratico 5 agosto 2023
La principale causa dell'abuso di farmaci non può che provenire dai medici che li prescrivono. Tutti vediamo i nostri anziani praticamente cibarsi di medicine. Mia madre ne prendeva tre pasticche e mezzo la mattina e quattro la sera. Ultimamente mi sono interessato al caso e grazie a una geriatra competente ho scoperto che due medicinali non solo erano di troppo, erano proprio nocivi e sono stati eliminati dalla "dieta". Per esempio.
Valentina Bennati 15 agosto 2023
Siamo disabituati ad ascoltarci, a osservarci, a riflettere, ad avere un ruolo attivo verso la propria salute.
Conoscersi, capire che reazioni mette in atto il proprio organismo quando introduciamo delle sostanze è il primo passo da fare.
Poi bisogna conoscere anche i propri diritti verso i medici e gli ospedali e farli rispettare, cambiando strada e sentendo altri pareri quando ciò che ci viene detto non ci convince fino in fondo.
Dobbiamo avere una parte attiva nel mantenimento della salute e nel processo di guarigione quando la salute è compromessa, cercando sempre un confronto costruttivo e una intesa reale con chi deve starci accanto nei momenti più difficili.