Un giudice salva un paziente autorizzando l’Ivermectina

Un giudice della zona di Chicago ha salvato la vita di un nonno con la singola domanda che espone gli ospedali che bloccano i medici dall'usare un farmaco sicuro e approvato dalla FDA: Perché?

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In questi ultimi 20 mesi ho avuto modo di leggere e tradurre ormai almeno un centinaio di pagine sull’argomento Covid. Ho avuto modo, come tutti i nostri lettori, di vedere quanti e quali tentativi siano stati e vengono fatti di nascondere la verità, e cioè che esistono cure efficaci ed economiche contro questa malattia creata ad arte. Ho visto e vedo, come tutti voi, l’intento criminale che si cela dietro tutta questa follia omicida. Conosco persone obbligate a vaccinarsi anche in presenza di fortissima immunità naturale o acquisita naturalmente, ma non avevo ancora visto una storia così schifosa, così ignobile, così inqualificabile come quella presentata in questo articolo. Sono certo che vorrete farlo circolare quanto più possibile; io lo manderò a tutti i medici che ho nella mia rubrica, con la domanda implicita: “Ma voi, in chi vi riconoscete? Nel medico che ha dovuto lottare contro il suo datore di lavoro per poter fare il suo dovere, salvare una vita, oppure nell’ospedale che si trincera dietro i propri protocolli?

 

Mary Beth Pfeiffer – Rescue – 24 novembre 2021

 

Sun Ng, un appaltatore in pensione di Hong Kong, si era recato in Illinois per festeggiare il primo compleanno della sua unica nipote. Si è ammalato di Covid ed è stato vicino alla morte in un ospedale della zona di Chicago. Tutte le altre opzioni si erano esaurite, ma l’ospedale ha rifiutato di somministrare al signor Ng un farmaco generico, approvato dalla FDA e con uno straordinario record di sicurezza, che un medico riteneva potesse salvargli la vita.

Alla fine, un giudice ha fatto la domanda giusta sull’Ivermectina.

“Qual è l’aspetto negativo?”

Detto in un altro modo: “Se un uomo sta morendo di Covid in un’unità di terapia intensiva e tutto il resto è stato provato, perché non ordinare all’ospedale di somministrare un farmaco sicuro e di ultima scelta?”

L’Edward Hospital, situato nei dintorni di Chicago, ha opposto tre argomenti sul perché a Sun Ng, settantuno anni, non avrebbe dovuto essere somministrata l’Ivermectina:

  • Possibilità di effetti collaterali.
  • Somministrare l’Ivermectina avrebbe violato i protocolli dell’ospedale.
  • Obbligare alla somministrazione sarebbe stato un abuso giudiziario “straordinario”.

Su ogni argomento, il giudice Paul Fullerton del Tribunale distrettuale della contea di DuPage ha fermamente dissentito.

Non riesco a pensare a una situazione più straordinaria di quando è in discussione la vita di un uomo“, ha detto in una ordinanza del 5 novembre che è un modello di decisione razionale in un’epoca irrazionale.

Non sto costringendo questo ospedale a fare altro che farsi da parte“, ha continuato in un’udienza Zoom. “Sto solo chiedendo – o meglio, non chiedendo, sto ordinando attraverso il potere della Corte di permettere al dottor Bain di avere i privilegi di emergenza e di somministrare questo farmaco“.

Alla fine l’ospedale alla fine si è fatto da parte. Il dottor Alan Bain, un internista, ha somministrato una terapia di 24 milligrammi di Ivermectina per cinque giorni, dall’8 al 12 novembre.

Ng, che con sua moglie Ying era venuto da Hong Kong per festeggiare il compleanno della loro nipote, è stato in grado di respirare senza ventilatore entro cinque giorni – lui stesso ha rimosso l’endotracheale. Ha lasciato la terapia intensiva martedì 16 novembre e, anche se confuso e debole, domenica già respirava senza ossigeno supplementare in un normale reparto dell’ospedale.

Ogni giorno, dopo aver somministrato l’Ivermectina, c’è stato un miglioramento accelerato e stabile“, ha detto il dottor Bain, che aveva già somministrato il farmaco in altri due precedenti casi giudiziari dopo il rifiuto degli ospedali. “Tre volte abbiamo dimostrato qualcosa“, mi ha detto. “C’è un segnale di beneficio per i pazienti sottoposti a ventilazione“.

Il notevole progresso di Ng fa risaltare nettamente i ripetuti tentativi dello Edward-Elmhurst Health, il gruppo che gestisce l’ospedale, di ostacolare l’uso dell’Ivermectina. Era riuscito a far disapplicare l’ordinanza iniziale del 1° novembre sostenendo che Ng era in condizioni di salute migliori di quanto sostenuto nell’azione legale (non lo era). Ha poi contestato l’ordinanza del 5 novembre, dicendo che il dottor Bain non era vaccinato (un test negativo ha risolto la questione).

Inoltre, dopo che il trattamento di Ng era stato completato, l’azienda ospedaliera ha notificato che avrebbe fatto appello contro l’ordinanza che era già stata eseguita. Questo anche se Sun Ng sembrava averne tratto grande beneficio.

Il miglioramento del paziente, o le sue condizioni in generale, non sembravano avere importanza.

All’inizio, l’ospedale si era opposto all’intervento del tribunale, affermando che: “In questo momento il signor Ng non è terminale“. Ma è stato costretto ad ammettere che per giorni ha vacillato sull’orlo della morte, dopo che il 3 novembre la moglie e l’unica figlia di Ng, Man Kwan Ng, hanno parlato con un medico dell’ospedale e hanno preso abbondanti note che sono state presentate alla corte.

“Non sto costringendo questo ospedale a fare altro che farsi da parte”.

-La decisione del giudice Paul Fullerton

Il medico ha detto alla signora Ng, che ha un dottorato di ricerca in ingegneria meccanica, “È stato nelle stesse condizioni per molti, molti giorni… malato in condizioni critiche”, secondo una dichiarazione giurata al tribunale. Un’infermiera, nel frattempo, ha suggerito alla dottoressa Ng di “interrompere tutte queste cure aggressive e lasciare che [suo padre] muoia naturalmente“.

Il medico dell’ospedale aveva stimato che “qualcuno nelle sue condizioni, attaccato a un respiratore come quello, ha il 10 o 15 per cento di possibilità di sopravvivenza“, ha riportato il giudice nella sua decisione.

Questa fosca previsione non era un’opzione per la signora Ng, sua moglie da quarant’anni, o per la figlia, che hanno lottato per lui. “Lo amiamo molto“, ha detto la dottoressa Ng nei documenti del tribunale. “Lui è il nostro mondo… Non posso rinunciare a lui, anche se gli imputati l’hanno fatto“.

Il momento migliore del giudice potrebbe essere stato quando ha sfatato il mito più lampante sull’Ivermectina – che non è sicura, nonostante da decenni si dimostri il contrario. Notando che tutti i farmaci hanno effetti collaterali, il giudice Fullerton ha elencato gli effetti dell’ivermectina riportati in un sito web del governo.

“(N)umero uno, generalmente ben tollerato; numero due, vertigini; numero tre, prurito; numero quattro, nausea/diarrea. Questi sono gli effetti collaterali per il dosaggio che viene chiesto di somministrare“, ha detto.

I rischi di questi effetti collaterali sono così minimi che la situazione attuale del signor Ng supera il rischio di cento volte“.

Il dottor Alan Bain, dopo aver debitamente giurato, depone e dichiara quanto segue:

Come se non avesse ancora chiarito la sua posizione, il giudice ha poi affrontato la dichiarazione di un medico dell’ospedale che, ha detto il giudice, “ha testimoniato che il rischio è che non ci sia alcun beneficio“.

Al contrario, il giudice ha detto: “Il possibile beneficio che questa Corte vede è aiutare a salvare la vita del signor Ng con questo farmaco“.

Ralph Lorigo è un avvocato di Buffalo, New York, che ha rappresentato Ng e che, da settembre, ha ricevuto richieste per conto di altri cinquanta pazienti. Ha detto che il caso Ng è stato di gran lunga il più costoso finora, con tre ordinanze, quattro udienze in tribunale, ed ora un appello che è decisamente irrilevante.

È una terribile serie di circostanze [quella] in cui la gente deve assumere un avvocato per salvare la vita di una persona cara“, mi ha detto Lorigo. “Questo è un crimine“.

La scorsa primavera Lorigo ha lottato contro un altro ospedale del gruppo Edward-Elmhurst Health in un caso simile per ottenere [che venisse somministrata] l’Ivermectina a Nurije Fype, sessantotto anni. Il suo caso ha ispirato la dottoressa Ng a fare causa, e per una buona ragione.

Desareda Fype, che è stata una forte sostenitrice di sua madre, mi ha mandato un messaggio la settimana scorsa: “La mamma sta così bene, grazie a Dio! Sono passati 4 mesi e mezzo. La mamma è a casa dall’ospedale e diventa ogni giorno più forte!

In un’intervista di domenica, la dottoressa Ng ha detto che suo padre non è ancora fuori pericolo. Ma ha detto che l’Ivermectina ha fatto una chiara differenza. Prima che gli venisse somministrato il farmaco, ogni tentativo di staccare suo padre, anche brevemente, dal respiratore era fallito. Entro otto ore con il farmaco, è stato in grado di sottoporsi a una prova di respirazione di un’ora. “Sono positiva”, mi ha detto quando le ho chiesto se fa credito all’ivermectina [di aver salvato suo padre].

Mentre il dottor Bain era ben consapevole della capacità dell’Ivermectina di combattere il virus della Covid nelle prime fasi dell’infezione, anche lui è rimasto sorpreso di scoprirne l’ efficacia in fase avanzata. “Allevia il fuoco della tempesta infiammatoria e aiuta anche ad abbassare la progressione dell’indurimento dei polmoni – cioè la fibrosi polmonare“, ha detto. “Questo è il bello di questo farmaco. Non sto dicendo che è una cura. È solo sorprendente“.

 

Link: https://rescue.substack.com/p/a-judge-stands-up-to-a-hospital-step

 

Traduzione di Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

 

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