Un americano certifica il “sistema” che gestisce il potere nel nostro paese. Le verità di Rocco Commisso

Il Presidente della Fiorentina, in una intervista rilasciata negli studi di Sportitalia ed Italia 7, vuota il sacco sulla vicenda del nuovo stadio e su come i poteri fiorentini hanno manovrato per rinunciare ad un investimento di 300 milioni di euro attraverso soldi privati per farlo pagare ai cittadini con i soldi pubblici del PNRR. Quali interessi ci sono dietro a questa scelta priva di ogni logica?

di Mega Alexandros (alias Fabio Bonciani)

FIRENZE

Sarà forse perché il Presidente della squadra di calcio di Firenze, Rocco Commisso, è un sostenitore dichiarato di Donald Trump [1], che per l’appunto si trova ad operare nella città del Giglio, dove gli esponenti politici che la guidano, sono notoriamente affiliati con i global-dem USA; oppure l’italo-americano, ha pestato i piedi degli interessi di qualche famiglia troppo influente?

Fatto sta, che la città di Firenze (ed il suo hinterland), in tempi di crisi economica infinita, ha dovuto rinunciare ad un investimento privato di 300 milioni di euro, che Rocco Commisso aveva messo a disposizione per costruire il nuovo stadio della Fiorentina.

Non solo, la politica ha fatto di tutto e di più per indirizzare la questione, verso l’utilizzo di ingenti somme di soldi pubblici per ristrutturare l’attuale Stadio Franchi. Un’avventura dispendiosa per le casse pubbliche e più che mai complicata a livello realizzativo e di risultato finale viste le stringenti norme a tutela dei beni artistici, quale è appunto l’opera costruita dall’Architetto Nervi.

Un “rabbercio” progettuale, che vedrà l’impiego di ingenti somme della collettività per ristrutturare uno stadio che mai potrà avere la funzionalità ed il ritorno economico di un impianto per il calcio nuovo e moderno.

Nell’attesa che i lavori partano e finiscano, compatibilmente con i tempi biblici, che qualsiasi intervento di edilizia urbana richiede nel nostro paese (ricordo che i tempi di realizzazione sono condizione per non perdere i fondi), oltre al non aver dato ancora la certezza, se mai la Fiorentina, giocherà in questo stadio – il presidente Rocco Commisso, ha rilasciato una intervista, nella quale, senza mezzi termini, ha raccontato per filo e per segno, tutto quello che c’è stato dietro questa bruttissima vicenda.

Parole forti, che per uno come, Megas, attento conoscitore del mondo fiorentino, non sono certo state una sorpresa!

Rocco Commisso è un imprenditore americano di origini italiane, precisamente di Gioiosa Ionica terra calabrese e fondatore di Mediacom, quinta azienda fornitrice di TV via cavo negli USA che conta un fatturato annuo di oltre 1,6 miliardi di dollari. Mediacom è di proprietà di una privately held company posta sotto il controllo di Commisso, con circa l’87% delle quote societarie.

Come ben noto, Commisso – il cui patrimonio, secondo Forbes ammonta a 8,7 miliardi di dollari al 5 ottobre 2021, mentre per il Bloomberg Index, aggiornato al 10 agosto 2020 il patrimonio ammontava a 9,05 miliardi di dollari – nel giugno 2019 ha ufficializzato l’acquisto della squadra italiana di calcio Acf Fiorentina, per una cifra stimata tra i 150 e 170 milioni di dollari.

Da uomo “fast-fast”, abituato alla concretezza del sistema americano, fin da subito, il patron ha manifestato quelle che erano le sue intenzioni a livello di potenziali investimenti, passando in pochi mesi dalle parole ai fatti, con la costruzione del nuovo centro sportivo, dove si alleneranno tutti gli atleti “Viola” (dalla prima squadra, alle giovanili fino alle donne). Un investimento da quasi 120 milioni di euro per dare vita a quello che molti definiscono come il più importante (a livello di grandezza e bellezza) centro sportivo in Europa.

Come detto il Tycoon italo-americano, sarebbe passato immediatamente, dalle parole ai fatti, anche per la questione nuovo stadio, da costruire nella città metropolitana di Firenze. Precisamente nella zona del Comune di Campi Bisenzio a pochi chilometri da Firenze.

Era già stata siglata una “due diligence” con la proprietà dei terreni e dopo la formale manifestazione di interesse da parte di Commisso, l’operazione era già sbarcata in Regione per mano del sindaco Emiliano Fossi. [2]

Il Sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi ed il Direttore Generale della Acf Fiorentina Joe Barone (braccio destro di Commisso)

“Lo Stadio a Campi è fattibile e realizzabile” [3] – teneva a precisare il sindaco appena due anni fa, spingendo per una operazione politica che lo avrebbe fatto ricordare dalla storia, soprattutto spinto dalla passione del “popolo Viola”, come il primo cittadino migliore di sempre.

Poi qualcosa è cambiato, si è messa in moto la macchina del “sistema” del potere fiorentino, quella che ha fatto in modo che del tema stadio, nella città di Dante, se ne parlasse per quaranta anni senza mai concludere niente.

Evidentemente in terra di Toscana, ci sono tali interessi sotteranei, che nemmeno la possente forza della “macchina calcio”, è riuscita a scalfire nel tempo.

Uno stadio oggi, per ragioni di costi e di crescita del club, non può più essere quel luogo di frequentazione bi-settimanale, dove al massimo si possono vendere sciarpe, bevute e gelati. E proprio in virtù delle suddette ragioni di bilancio e di marketing, la necessità per le società sportive di avere un impianto attrezzato e fruibile anche durante la settimana, è diventato un tassello fondamentale del calcio moderno.

Per questo, in tutto il mondo (eccetto che in Italia), oggi giorno gli stadi rappresentano delle vere e proprie attrazioni turistiche che permettono di generare profitti durante tutta la settimana e non solo il giorno della partita.

Ristoranti, negozi, bar ma anche palestre e piscine, per non parlare di multisale cinematografiche ed addirittura hotels, all’interno degli impianti, fanno degli stadi dei veri e propri centri commerciali che entrano in competizione con il resto della città, per non dire dell’intera regione.

Tutto questo fa paura agli interessi consolidati ormai da secoli di certe famiglie, ma la paura più grande (agli stessi personaggi), arriva dalla necessità che oggi uno stadio debba essere di proprietà del club e non del Comune. Insomma si teme che una struttura di questo genere abbinata alla grossa forza popolare che muove la squadra cittadina, possa mettere nelle mani del proprietario del club, quel potere assoluto in grado di rompere gli equilibri lobbistici ormai consolidati e far perdere il potere a chi lo detiene da sempre.

Ecco, che uno dopo l’altro, sono usciti allo scoperto personaggi di peso, politici, manager e imprenditori con spiegazioni tecniche, avvertimenti burocratici, consigli strategici, minacce legali ed un unico grande obiettivo: convincere il presidente della Fiorentina a lasciar perdere.

Certo, per i poteri profondi, mettere il bastone tra le ruote a chi non è gradito – nel mare magnum della burocrazia e della giustizia amministrativa italiana, per non parlare di enti dove vige il potere “divino” assoluto, quali appunto la Sovrintendenza ai beni culturali – è un gioco da ragazzi. Un sistema perfettamente oliato, il quale, se addirittura può colpire ma senza scalfirlo, un magnate come Commisso; al contrario può letteralmente distruggere noi comuni mortali (non appartenenti a certe lobby), qualora le nostre strade malauguratamente dovessero incrociare quelle di questi personaggi.

Ma ecco improvvisa la verità, quella che tutti noi conosciamo ma che dobbiamo dare atto al presidente della Fiorentina di aver esposto chiaramente e con coraggio:

 Mi chiamava tutti i giorni per farmi fare lo stadio nel suo comune, poi gli hanno detto che io non lo dovevo fare e all’improvviso, su input delle stesse persone, ha smesso di chiamarmi. [4]

Il riferimento al Sindaco Fossi è chiaro, quando poi aggiunge: “So che l’ex sindaco Fossi è stato eletto in Parlamento” [5]

Insomma, sia il presidente Commisso, che i presenti in studio lasciano chiaramente sospettare che il fulmineo passaggio da Sindaco di uno dei tanti comuni attorno a Firenze direttamente alle poltrone di Montecitorio (addirittura in piena debacle PD, con i posti che scarseggiano), potrebbe essere la ricompensa per l’improvvisa marcia indietro rispetto al progetto stadio a Campi Bisenzio.

“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” – sosteneva un famoso politico romano, maestro di lobbies e fratellanze. E guardando bene le modalità ed i tempi con cui politica e sistema hanno operato per indirizzare la questione, parrebbe proprio che i sospetti di Commisso, siano più che concreti.

Ma le stoccate del calabrese alla politica cittadina e alle lobby che la sostengono non sono finite:

Mi osteggiano, vorrebbero che me ne andassi perché non sono l’imprenditore che avrebbero voluto. Il loro desiderio era far comprare la Fiorentina a qualche altro e il mio arrivo li ha spiazzati [4 ibidem]

C’è una frase non riportata dai giornali ma che ascoltando l’audio della trasmissione “Oh Fiorentina” sul sito di Sportitalia – fa capire quanto, nel nostro paese, il potere politico a sostegno del “sistema” sia tremendamente sfacciato e privo della ben che minima vergogna, oltre a sentirsi impunito per diritto divino e gentile concessione dei tribunali, istituzioni ormai alle dipendenze del sistema stesso – dice Commisso: “appena sono arrivato a Firenze, esponenti del mondo politico, subito pretendevano che mettessi nella società uomini da loro consigliati”.

Consentitemi ora una riflessione personale su un episodio del gennaio scorso, che conferma l’avversione di certi poteri nei confronti di Commisso. Un episodio emblematico nella sua particolarità e sfrontatezza. Pensate, uno striscione è apparso improvvisamente sul Ponte Vecchio, raffigurante il presidente Commisso nelle sembianze di “Joker”.

Mai si era arrivati a tanto nella città di Firenze!

Usare quello che è un pezzo simbolo della città, il Ponte Vecchio – monumento rispettato perfino dalle bombe naziste di Hitler – per spregiare un personaggio le cui verità sono troppo scomode, è la manifestazione di un chiaro segnale di potere.

Le indagini poi narrano di un cinquantacinquenne che in solitario avrebbe portato a compimento l’opera. [6]  Ma figuriamoci se con tutta la forza pubblica che gira intorno a questo luogo d’arte e le telecamere che lo proteggono, può essere credibile che qualcuno possa affiggere indisturbato qualcosa e tenerlo lì per ore, senza che dietro ci sia una volontà in tal senso da parte di chi ha il potere di farlo.

Questa è l’Italia di oggi cari miei, un luogo di orrore che la testimonianza di chi arriva da fuori, avvalora ancor di più quanto sia crudele la vita per coloro che ci vivono da non appartenenti al suddetto sistema di potere.

Vorrei infine esprimere il sincero apprezzamento per l’Uomo Rocco Commisso, un uomo che si è fatto da solo in un paese che, a quanto pare, a differenza dell’Italia, glielo ha consentito nella piena libertà di non sottostare a giuramenti di appartenenza. Ma soprattutto, da fiorentino, vorrei ringraziare il presidente, che con il suo coraggio da vero calabrese, ha mostrato alla gente di Firenze, cosa rappresentano nello specifico la politica e le lobbies che da anni stanno conducendo verso il baratro la Grande Firenze, per esclusivo interesse personale.

di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Fonte: Un americano certifica il “sistema” che gestisce il potere nel nostro paese. Le verità di Rocco Commisso – Megas Alexandros

NOTE:

[1] Tutti gli “spiccioli” di Commisso per la campagna elettorale americana (fiorentinanews.com)

[2] Stadio a Campi Bisenzio: Fossi va in Regione – TuttoSesto

[3] Lo stadio a Campi? Per il sindaco Fossi è “fattibile e realizzabile” – Piana Notizie

[4] Ecco perchè Rocco non vende la Fiorentina. E chiude anche allo stadio: “Se lo facciano loro” – Viola News

[5] Commisso: “Non vendo il club a fine Viola Park. Su Vlahovic, politica e Italiano…” – Viola News

[6] Commisso-Joker sul Ponte Vecchio: scoperto il responsabile (daicollifiorentini.it)

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