Ucraina redux: russofobia e la guerra per il gasdotto

Pepe Escobar
asiatimes.com

L’Ucraina e la Russia potrebbero essere sull’orlo della guerra, con conseguenze disastrose per tutta l’Eurasia. Andiamo al sodo, e tuffiamoci a capofitto nelle nebbie della guerra.

Il 24 marzo, il presidente ucraino Zelensky, a tutti gli effetti, ha firmato una dichiarazione di guerra contro la Russia tramite il decreto n. 117/2021.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parla durante una conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Europeo a Kiev, il 3 marzo 2021. Foto: AFP / Sergey Dolzhenko

 

Il decreto stabilisce che la riconquista della Crimea dalla Russia è ora la politica ufficiale di Kiev. Questo è esattamente il motivo per cui interi convogli ferroviari di carri armati ucraini sono stati inviati ad est, dopo un abbondante rifornimento all’esercito ucraino da parte degli Stati Uniti di attrezzature militari, tra cui droni, sistemi per la guerra elettronica, armi anticarro e sistemi di difesa aerea portatili (MANPADS).

Cosa ancor più importante, il decreto Zelensky è la prova che qualsiasi conflitto futuro sarà stato provocata da Kiev, sfatando le proverbiali affermazioni sull'”aggressione russa.” La Crimea, dal referendum del marzo 2014, fa parte della Federazione Russa.

È stata questa vera e propria dichiarazione di guerra, presa molto sul serio da Mosca, che ha spinto al dispiegamento di ulteriori forze russe in Crimea e a ridosso del confine russo con il Donbass. Significativamente, queste includono la 76a Brigata d’Assalto Aereo delle Guardie, conosciuta come “I paracadutisti di Pskov” e, secondo un rapporto dell’intelligence che mi è stato citato, in grado di conquistare l’Ucraina in sole sei ore.

Certamente non aiuta il fatto che, all’inizio di aprile, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, fresco della sua precedente posizione come membro del consiglio di amministrazione dell’azienda missilistica Raytheon, abbia telefonato a Zelensky per promettere “un incrollabile sostegno degli Stati Uniti alla sovranità dell’Ucraina.” Questo si ricollega all’interpretazione di Mosca, secondo cui Zelensky non avrebbe mai firmato il suo decreto senza il via libera di Washington.

8 marzo 2021, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin parla in occasione della Giornata Internazionale della Donna nella Sala Est della Casa Bianca a Washington, DC. Foto: AFP / Mandel Ngan

 

Il controllo della narrativa

Sebastopoli, quando l’avevo visitata nel dicembre 2018 era già uno dei luoghi più fortificati del pianeta, impermeabile anche ad un attacco della NATO. Nel suo decreto, Zelensky identifica specificamente Sebastopoli come un obiettivo primario.

Ancora una volta, è sempre l’eterno problema che si trascina dal Maidan del 2014.

Per contenere la Russia, l’accoppiata Stato Profondo USA/NATO ha bisogno di controllare il Mar Nero, che, a tutti gli effetti, attualmente è un lago russo. E, per controllare il Mar Nero, hanno bisogno di “neutralizzare” la Crimea.

Se fosse necessaria una ulteriore prova, è stata fornita dallo stesso Zelensky martedì di questa settimana in una telefonata con il segretario generale della NATO, e docile burattino, Jens Stoltenberg.

Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, tiene una conferenza stampa al termine di una riunione dei ministri degli esteri della NATO nella sede dell’Alleanza a Bruxelles, il 24 marzo 2021. Foto: AFP / Olivier Hoslet

 

Zelensky ha pronunciato la frase chiave: “La NATO è l’unico modo per porre fine alla guerra nel Donbass,” il che significa, in pratica, che la NATO deve espandere la sua “presenza” nel Mar Nero. “Una tale presenza permanente dovrebbe essere un potente deterrente per la Russia, che continua la militarizzazione su larga scala della regione e ostacola la navigazione mercantile.”

Tutti questi cruciali sviluppi sono e continueranno ad essere invisibili all’opinione pubblica globale perchè non rientrano nella narrativa ufficiale, quella controllata dall’egemone.

L’accoppiata Stato Profondo/NATO sta martellando 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che qualsiasi cosa accadrà sarà dovuta all'”aggressione russa.” Anche se le forze armate ucraine (UAF) dovessero scatenare una guerra lampo contro le Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk. (Farlo contro Sebastopoli, in Crimea, sarebbe un vero e proprio suicidio collettivo).

Negli Stati Uniti, Ron Paul è stato una delle pochissime voci ad affermare l’ovvio: “Secondo le notizie di stampa del complesso militare-industriale-congressuale-mediatico degli Stati Uniti, i movimenti delle truppe russe non sono una risposta a chiare minacce provenienti da un paese confinante, ma, invece, solo e sempre ‘aggressione russa.'”

Ciò che è implicito è che Washington/Bruxelles non hanno un chiaro piano tattico, tanto meno strategico, solo un controllo totale della narrativa.

E questo è alimentato da una rabbiosa russofobia, magistralmente decostruita dall’indispensabile Andrei Martyanov, uno dei migliori analisti militari del mondo.

Un possibile segno di speranza è il fatto che, il 31 marzo, il Capo di Stato Maggiore delle forze armate russe, il generale Valery Gerasimov, e il Capo dello Stato Maggiore Congiunto dell’esercito americano, il generale Mark Milley, hanno parlato al telefono di proverbiali “questioni di mutuo interesse.”

Alcuni giorni dopo, è arrivata una dichiarazione franco-tedesca che invita “tutte le parti” alla de-escalation. Merkel e Macron, nella loro videoconferenza con Putin, sembrano aver ricevuto il messaggio, che, probabilmente, avrà contenuto qualche velato riferimento all’effetto che potrebbero avere i missili Kalibr, Kizhal e altre armi ipersoniche assortite se il gioco si facesse duro e gli Europei acconsentissero alla guerra lampo di Kiev

Il presidente francese Emmanuel Macron all’Eliseo parla con la cancelliera tedesca Angela Merkel durante la videoconferenza del Consiglio di Sicurezza franco-tedesco, Parigi, 5 febbraio 2021. Foto: AFP / Thibault Camus

 

Il problema è che Merkel e Macron non controllano la NATO. Eppure, Merkel e Macron, come minimo, sono pienamente consapevoli che, se l’accoppiata USA/NATO attaccasse le forze russe o i titolari di passaporto russo che vivono nel Donbass, i centri di comando responsabili del coordinamento degli attacchi verrebbero colpiti da una risposta devastante.

Cosa vuole l’egemone?

Come parte della sua attuale performance da coniglietto publicitario, Zelensky ha fatto un’altra mossa assai sconcertante. Lunedì scorso, ha visitato il Qatar con una delegazione di alto livello e ha concluso una serie di accordi commerciali, non circoscritti al solo GNL, ma che includono anche voli diretti Kiev-Doha, l’affitto o l’acquisto di un porto sul Mar Nero da parte di Doha e forti “legami militari e di difesa,” che potrebbero essere un eufemismo per il possibile trasferimento di Jihadisti dalla Libia e dalla Siria per combattere gli infedeli russi nel Donbass.

Proprio al momento giusto, lunedì prossimo Zelensly incontrerà il premier turco Erdogan. I servizi di intelligence di Erdogan gestiscono i mercenari jihadisti a Idlib e i finanziamenti non proprio trasparenti del Qatar farebbero parte del quadro. Probabilmente, i Turchi stanno già trasferendo i “ribelli moderati” in Ucraina. L’intelligence russa sta meticolosamente monitorando tutte queste attività.

Una serie di discussioni informate, per esempio, qui e qui, stanno convergendo su quelli che, in tutto questo pasticcio, potrebbero essere i tre obiettivi principali dell’egemone, guerra a parte: provocare una frattura irreparabile tra la Russia e l’UE sotto gli auspici della NATO, bloccare il gasdotto Nord Steam 2 e aumentare i profitti del business delle armi per il complesso militare-industriale.

Quindi, la domanda chiave è se Mosca sarebbe in grado di applicare una mossa alla Sun Tzu senza farsi coinvolgere in una guerra calda nel Donbass.

Sul terreno, le prospettive sono fosche. Denis Pushilin, uno dei principali leader delle Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk, ha dichiarato che le possibilità di evitare la guerra sono “estremamente scarse.” Il cecchino serbo Dejan Beric, che avevo incontrato a Donetsk nel 2015 e che è un vero esperto certificato sul campo, si aspetta un attacco di Kiev ai primi di maggio.

L’assai controverso Igor Strelkov, che può essere definito un esponente del “socialismo ortodosso,” un acuto critico delle politiche del Cremlino ed uno dei pochissimi signori della guerra sopravvissuti dopo il 2014, ha dichiarato senza mezzi termini che l’unica possibilità di pace è che l’esercito russo controlli il territorio ucraino almeno fino al fiume Dnieper. Ha sottolineato che una guerra in aprile è “molto probabile,” che per la Russia una guerra “ora” è meglio di una guerra dopo e che c’è il 99% di possibilità che Washington non combatta per l’Ucraina.

Almeno su quest’ultimo punto Strelkov ha sicuramente ragione; Washington e la NATO vogliono che la guerra sia combattuta fino all’ultimo Ucraino.

Rostislav Ischenko, il massimo analista russo sull’Ucraina, che avevo avuto il piacere di incontrare a Mosca alla fine del 2018, sostiene in modo persuasivo che “la situazione complessiva diplomatica, militare, politica, finanziaria ed economica [ucraina] praticamente obbliga le autorità di Kiev ad intensificare le operazioni di combattimento nel Donbass.”

Tra l’altro“, aggiunge Ischenko, “agli Americani non importa nulla se l’Ucraina resisterà per qualche tempo o se sarà fatta a pezzi in un istante. Credono che avranno tutto da guadagnare da entrambi i risultati.

Bisogna difendere l’Europa

Supponiamo che nel Donbass succeda il peggio. Kiev lancia la sua guerra lampo. L’intelligence russa documenta tutto. Mosca annuncia immediatamente che sta usando la piena autorità conferitale dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per far rispettare il cessate il fuoco secondo gli Accordi Minsk 2.

In quella che potrebbe essere una questione di 8, o al massimo 48 ore, le forze russe fanno a pezzi l’intero apparato della guerra lampo e rispediscono gli Ucraini su quelle che dovrebbero essere le loro posizioni, a circa 75 km a nord della zona di contatto stabilita.

Nel Mar Nero, per inciso, non c’è una zona di contatto. Questo significa che la Russia può inviare tutti i suoi sottomarini avanzati, più la flotta di superficie, ovunque all’interno del “lago russo.” In ogni caso, sono già schierati.

Il presidente russo Vladimir Putin assiste alla stretta di mano tra il direttore generale di Novator Design Bureau, Farid Abdrakhmanov, e il vice ministro della difesa, Alexei Krivoruchko, durante la cerimonia per la firma di contratti governativi ad Alabino, nella regione di Mosca, Russia, 27 giugno 2019. Foto: AFP / Alexei Druzhinin / Sputnik

 

Ancora una volta, Martyanov detta legge quando prevede, riferendosi ai missili russi sviluppati dal Novator Design Bureau: “Distruggere i centri di comando e controllo degli Ucraini è una questione di poche ore, che siano vicino al confine o nella profondità operativa e strategica degli Ucraini. In sostanza, l’intera ‘marina’ ucraina vale meno della salva di 3M54 o 3M14 che sarà necessaria per affondarla. Penso che un paio di Tarantul saranno sufficienti per darle il colpo di grazia, a Odessa o nelle sue vicinanze, e per dare poi a Kiev, specialmente al suo distretto governativo, un assaggio delle moderne armi stand-off.”

La questione assolutamente fondamentale, da sottolineare ancora una volta, è che la Russia non  “invaderà” l’Ucraina. Non ne ha bisogno e non vuole farlo. Quello che Mosca farà di sicuro sarà sostenere le repubbliche popolari della Novorussia con attrezzature, intelligence, guerra elettronica, controllo dello spazio aereo e forze speciali. Anche una no-fly zone sarebbe superflua; il “messaggio” sarebbe comunque chiaro: se un jet da combattimento della NATO dovesse presentarsi vicino alla linea del fronte verrebbe abbattuto senza tante storie.

E questo ci porta al segreto di Pulcinella sussurrato solo nelle cene informali a Bruxelles e nelle cancellerie di tutta l’Eurasia: i burattini della NATO non hanno le palle per entrare in un conflitto aperto con la Russia.

Certo, ci sono dei cagnolini che latrano, come la Polonia, la Romania, la banda dei Paesi Baltici e l’Ucraina, amplificati dai media corporativi in base al copione dell'”aggressione russa.” In realtà, la NATO ha visto il suo posteriore collettivo preso a calci senza tante cerimonie in Afghanistan. Ha tremato quando ha dovuto combattere i Serbi alla fine degli anni ’90. E, negli anni ’10, non ha osato scontrarsi con le forze di Damasco e dell’Asse della Resistenza.

Quando tutto fallisce, il mito prevale. Entra in scena l’esercito statunitense che occupa parti dell’Europa per “difenderla” da – e chi altri? – quei pestiferi Russi.

Questa è la logica dietro l’annuale esercitazione militare US Army DEFENDER-Europe 21, attualmente in corso e che durerà fino alla fine di giugno, che mobilita 28.000 soldati degli Stati Uniti e di 25 Paesi alleati e “partner” della NATO.

Questo mese, uomini e attrezzature pesanti preposizionate in tre depositi dell’esercito americano in Italia, Germania e Paesi Bassi saranno trasferiti in molteplici “aree di addestramento” in 12 paesi. Oh, le gioie del viaggio, niente lockdown in un’esercitazione all’aria aperta, perché tutti sono stati rigorosamente vaccinati contro il Covid-19.

Pipelineistan uber alles

Il Nord Stream 2 per Mosca non è un grosso problema, al massimo è un inconveniente per il Pipelineistan [1]. In fondo, per tutti gli anni ’10, l’economia russa non ha guadagnato un solo rublo dall’ancora inesistente gasdotto e, comunque, è andata abbastanza bene. Se il NS2 venisse cancellato, sono già pronti i piani per reindirizzare la maggior parte delle spedizioni di gas russo verso l’Eurasia, soprattutto in Cina.

L’infrastruttura tedesca di collegamento per il Nord Stream 2 è già pronta. Questa foto, diffusa il 4 febbraio 2020 dal servizio stampa di Eugal, mostra il gasdotto Eugal, Germania. Il gasdotto Eugal, che in futuro riceverà gas dal Nord Stream 2, ha raggiunto la piena capacità di pompaggio ed è stato collegato alla seconda linea del gasdotto. Foto: AFP / Servizio stampa di Eugal / Sputnik

 

Parallelamente, Berlino sa molto bene che la cancellazione del NS2 sarebbe una gravissima violazione del contratto, del valore di centinaia di miliardi di euro, visto che era stata la Germania a richiedere la costruzione del gasdotto.

L’energiewende (la politica di “transizione energetica“) tedesca è stata un disastro. Gli industriali tedeschi sanno molto bene che il gas naturale è l’unica alternativa all’energia nucleare. Non sono esattamente entusiasti del fatto che Berlino diventerà un vero e proprio ostaggio, condannato a comprare gas di scisto ridicolmente costoso dall’egemone, dato e non concesso che l’egemone sia in grado di consegnarne, visto che la sua industria del fracking è in rovina. La Merkel che spiega all’opinione pubblica tedesca perché devono tornare a usare il carbone o comprare gas di scisto dagli Stati Uniti sarà uno spettacolo tutto da vedere.

Allo stato attuale, le provocazioni della NATO contro il NS2 procedono senza sosta, tramite navi da guerra ed elicotteri. Il NS2 aveva bisogno di un permesso per passare in acque danesi, ed è stato concesso solo un mese fa. Anche se le navi russe non sono così veloci nella posa dei tubi come le precedenti navi della svizzera Allseas, che si è tirata indietro, intimidita dalle sanzioni USA, la posatubi russa Fortuna sta facendo costanti progressi, come ha notato l’analista Petri Krohn: un chilometro al giorno nelle giornate migliori o, comunque, almeno 800 metri al giorno. Con 35 chilometri rimasti, non dovrebbero volerci più di 50 giorni.

Conversazioni con analisti tedeschi rivelano un affascinante gioco di ombre sul fronte energetico tra Berlino e Mosca – per non parlare di Pechino. Confrontalo con Washington: i diplomatici dell’UE si lamentano che lì non c’è assolutamente nessuno con cui negoziare riguardo al NS2. E, anche supponendo che si possa arrivare ad un qualche tipo di accordo, Berlino è incline ad ammettere che il giudizio di Putin è corretto: gli Americani “sono incapaci di tener fede agli accordi.” Basta guardare a quelli precedenti.

Dietro le nebbie della guerra, però, emerge uno scenario chiaro: l’accoppiata Stato Profondo/NATO che usa Kiev come ultima carta per iniziare una guerra per bloccare una volta per tutte il NS2 e, di conseguenza, le relazioni russo-tedesche.

Allo stesso tempo, la situazione si sta evolvendo verso un possibile, nuovo allineamento nel cuore dell'”Occidente“: USA/Regno Unito contrapposti a Germania/Francia. Alcuni “eccezionali” dell’Anglosfera sono certamente più russofobi di altri.

Anche se il NS2 dovesse essere completato, lo scontro mortale tra russofobia e Pipelineistan non sarà certo finito. Ci saranno altre sanzioni. Ci sarà un tentativo di escludere la Russia dallo SWIFT. La guerra per procura in Siria si intensificherà. L’egemone continuerà, senza esclusione di colpi, a creare ogni sorta di molestia geopolitica contro la Russia.

Che bella operazione di disinformazione per distrarre l’opinione pubblica nazionale dalla stampa massiccia di denaro che maschera un incombente collasso economico. Mentre l’impero si sgretola, la narrativa è scolpita nella pietra: è tutta colpa dell'”aggressione russa.”

Pepe Escobar

[1] Il termine Pipelineistan si riferisce al sistema di oleodotti e gasdotti che attraversano l’Eurasia e che costituiscono il vero e proprio sistema circolatorio energetico della regione.

Fonte: asiatimes.com
Link: https://asiatimes.com/2021/04/ukraine-redux-war-russophobia-and-pipelineistan/
07.04.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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AlbertoConti
AlbertoConti
12 Aprile 2021 , 2:46 2:46

“Washington e la NATO vogliono che la guerra sia combattuta fino all’ultimo Ucraino.”

Prima gli offrono il thé coi pasticcini in piazza Maidan, poi li sacrificano senza pietà per avere un alibi che non sta in piedi comunque lo metti: l’agressore che fa finta di essere l’aggredito.

Stiamo pur certi che lo stesso vale anche per l’Europa in generale e per l’Italia in particolare. La Nuland nel suo precedente mandato era stata chiarissima: “Fuck the Eu”. La battutaccia alla Nuland è scappata nel corso di una telefonata con l’ambasciatore americano a Kiev, nel 2014.

Il comico al potere in Ucraina non esita a gettare il suo paese nel baratro della distruzione per compiacere gli yankee. Fortunatamente Beppe Grillo si è defilato, altrimenti avrebbe sicuramente fatto lo stesso. C’è solo da sperare che il duo Merkel-Macron sia un po’ meno comico di questi pagliacci prestati alla politica.

Draghi non ha mai fatto ridere nessuno, ma il risultato non cambia. Quanto a Mattarella chi ha il senso dell’humor lo apprezza, come comico involontario. Per tutti gli altri c’è covidcard.

Annibal61
Annibal61
Reply to  AlbertoConti
12 Aprile 2021 , 3:38 3:38

Il comico al potere in Ucraina è ebreo. Nulla di personale ma più probabile faccia gli interessi degli israeliani piuttosto che degli ucraini. Non di tutti gli israeliani naturalmente ma solo quelli da qualche fantastiliardo in su.

VincenzoS1955
VincenzoS1955
12 Aprile 2021 , 3:14 3:14

L’intensificarsi della politica d’accerchiamento della Russia è il sintomo della profonda crisi in cui versa il regime liberal-capitalista occidentale, crisi sociale, economica e di valori. Per sopravvivere l’infame sistema richiede, come imponeva ai popoli conquistati l’Impero Achemenide, ” terra e acqua”, cioè popoli e territori da asservire e sfruttare dopodiché non ci saranno che lande desolate, inquinate e devastate (in tutti i sensi) come è già successo dove si è affermato (il sistema). Insomma, sullo scacchiere si sta già delineando la stessa situazione che portò all’invasione dell’Unione Sovietica da parte dei nazifascisti nel 1941. Oggi al posto dei nazifascisti c’è la Nato e gli italioti non hanno ancora imparato la lezione mettendosi ancora una volta dalla parte del torto e, forse, degli sconfitti. Purtroppo in una eventuale disastrosa guerra verremo ineludibilmente coinvolti anche noi, alleati pedissequi e senza capacità decisionali della Nato, con il territorio pieno di basi USA, bersagli primari di eventuali rappresaglie, nucleari e no, Russe. E questo gli italioti non lo capiscono! Dunque e lo ripeto: l’Italia deve assolutamente uscire dalla Nato e dal contesto economico dei G7 o dei G20 ove ha tutto da perdere e niente da guadagnare e attuare una politica di equidistanza dai… Leggi tutto »

VincenzoS1955
VincenzoS1955
Reply to  VincenzoS1955
12 Aprile 2021 , 5:00 5:00

P. S.: …Sennonché gli “infami” hanno fatto il conto senza l’oste: la Cina, la quale potrebbe allearsi, anzi è già alleata, con la Russia contro gli infami e che potrebbe beneficiare del petrolio e del gas Russo, per l’appunto…

VincenzoS1955
VincenzoS1955
Reply to  VincenzoS1955
12 Aprile 2021 , 5:00 5:00

P. S.: …Sennonché gli “infami” hanno fatto il conto senza l’oste: la Cina, la quale potrebbe allearsi, anzi è già alleata, con la Russia contro gli infami e che potrebbe beneficiare del petrolio e del gas Russo, per l’appunto…

Annibal61
Annibal61
12 Aprile 2021 , 3:41 3:41

Ad essere sincero io, dal 2014, vedo l’ Ucraina come una gigantesca Verdun. Prima o poi anche la NATO dovrà metterci gli scarponi…Non che a Stoltenberg (o Mattarella) importi la vita dei soldati NATO ma temono le conseguenze interne…e qui la “militarizzazione” Covid ci cade a fagiuolo…

Vlado Cremisi
Vlado Cremisi
12 Aprile 2021 , 3:17 3:17

Vogliono bloccare il gasdotto russo/tedesco minacciando Putin dal Mar Nero, qualcuno piangera’ .
Non voglio mettere le mani avanti ma considero fondamentale l’appoggio di Bucarest a movimenti bellici sia terrestri che marittimi in ambito NATO, la Romania è uno stato al di fuori dell’area Euro e dai trattati di Schengen …

danone
danone
12 Aprile 2021 , 5:21 5:21

Negli Stati Uniti, Ron Paul è stato una delle pochissime voci ad affermare l’ovvio: “Secondo le notizie di stampa del complesso militare-industriale-congressuale-mediatico degli Stati Uniti, i movimenti delle truppe russe non sono una risposta a chiare minacce provenienti da un paese confinante, ma, invece, solo e sempre ‘aggressione russa.’” Ron forse il problema è avere un complesso militare-industriale-congressuale-mediatico, invece di una sana democrazia, che dici? Comunque per chiunque abbia una minima preparazione in studi strategici ed elementi di analisi tattica come me, che ho studiato nel dettaglio opere come “l’arte della guerra” di Jackie Chang, è evidente la sofisticata strategia che sta usando la Nato in Ucraina, con la Russia, ci giocavo anch’io da ragazzino coi miei amici del cortile, si chiama “paghi la mossa”. Il gioco consiste nell’avvicinarsi molto al soggetto preso di mira, di solito un compagnuccio un pò antipatico e fare un gesto improvviso col braccio verso di lui, dandogli l’impressione di volerlo colpire, ma in realtà facendo solo finta. Ovviamente il malcapitato reagirà istintivamente, al primo gesto, con un altrettanto rapido gesto del suo braccio, che alzerà per proteggersi a mo di scudo, ed ecco che scatta la rappresaglia del primo, che esclama “paghi la mossa!!”… Leggi tutto »

Haytham
Haytham
Reply to  danone
12 Aprile 2021 , 6:06 6:06

Queste sono le primissime fasi, in cui la Russia si può ancora permettere l’atteggiamento dello scacchista. Ma arriverà la provocazione per la quale sarà sconveniente o immorale rimanere inermi, e allora ci sarà il punto di non ritorno del possibile conflitto. E’ da vedere se Putin abbia plasmato una classe dirigente all’altezza delle sue ambizioni, anche quando non sarà più al comando; se così non fosse ci penseranno gli “spartachisti” a dissolvere il paese dall’interno.

Haytham
Haytham
Reply to  danone
12 Aprile 2021 , 6:06 6:06

Queste sono le primissime fasi, in cui la Russia si può ancora permettere l’atteggiamento dello scacchista. Ma arriverà la provocazione per la quale sarà sconveniente o immorale rimanere inermi, e allora ci sarà il punto di non ritorno del possibile conflitto. E’ da vedere se Putin abbia plasmato una classe dirigente all’altezza delle sue ambizioni, anche quando non sarà più al comando; se così non fosse ci penseranno gli “spartachisti” a dissolvere il paese dall’interno.

oriundo2006
oriundo2006
Reply to  danone
13 Aprile 2021 , 3:08 3:08

Tutti i contendenti devono far i conti con le rispettive opinioni pubbliche. Questa e’ la condizione essenziale per muovere una guerra ed in che termini nel contesto ‘moderno’ post massacri novecenteschi. In particolare, nessuna guerra puo’ esser fatta in Europa senza la Germania, ovvero senza che l’ opinione pubblica tedesca ne sia consapevole e la accetti…o addirittura la voglia. Allo stato attuale, e’ impensabile questa deriva militarista in un Paese che, tra l ‘altro, ha un buon terzo della popolazione che conosce assai bene i russi, ne parla la lingua o almeno ne capisce la mentalita’ e si ricorda altrettanto bene la spietata durezza dell’ orso moscovita se portato all’estremo. Nessuno di loro ha voglia di fare carne da cannone per Washington … o per gli altri europei: e’ gia’ successo. Conclusione: Zelensky e i vari Stranamore NATO possono studiarsi tutte le trappole che vogliono ma senza una motivo piu’ che valido, certo, inoppugnabile, condiviso nessuno crepera’ per Kiev, Paese di venduti, criminali e bagasce a poco o alto prezzo ( e’ l’ occidente ad averlo reso cosi’, chiaro ? ). L’ unica ipotesi che residua e’ un false flag clamoroso che coinvolga non solo l’ Ucraina ma anche un… Leggi tutto »

giovanni
giovanni
12 Aprile 2021 , 7:39 7:39

Un solito buon articolo dal solito Escobar.
Una precisazione: il gas è indispensabile per la tanto voluta svolta green, non per le ridotte emissioni rispetto al carbone ma per la necessità di sopperire in tempi brevi alle interruzioni di produzione del solare e dell’eolico; una turbogas riesce ad entrare in rete in meno di due ore dall’avviamento contrariamente ad un gruppo a carbone che ne richiedere una dozzina.

cachafaz
cachafaz
12 Aprile 2021 , 5:39 5:39

Ma certo, uno degli obiettivi e’ buttarla sempre in caciara, per avere la scusa di usare a pieno ritmo la stampante. Se avverranno scontri nel donbass, non ho dubbi che per i mercenari provenienti da libia e siria si prospetta un’altra sfoltitina…ma quanti sono, crescono come funghi?

Annibal61
Annibal61
Reply to  cachafaz
12 Aprile 2021 , 6:09 6:09

Il sistema dei Rotschild è perfetto. Con la moneta a debito euro ne stampano finchè vogliono (basta digitarli) da spendere però solo come dicono loro. Con la austerity ed il conseguente impoverimento riservato alle masse ne conservano il valore. Di stupidi o disperati che per pochi euro si fanno ammazzare ne trovano a bizzeffe…

Annibal61
Annibal61
Reply to  cachafaz
12 Aprile 2021 , 6:09 6:09

Il sistema dei Rotschild è perfetto. Con la moneta a debito Euro soldi ne stampano finchè vogliono (basta digitarli) da spendere però solo come dicono loro. Con la austerity ed il conseguente impoverimento riservato alle masse ne conservano il valore. Di stupidi o disperati che per pochi euro si fanno ammazzare ne trovano a bizzeffe…

cachafaz
cachafaz
Reply to  Annibal61
12 Aprile 2021 , 7:33 7:33

…e sanno benissimo che con la Russia ci rimbalzano. il tutto serve per recintare ancor meglio i popoli europei sotto dominio.

giovanni
giovanni
12 Aprile 2021 , 7:49 7:49

L’ Ucraina si trova a condividere con gli usa lo stesso interesse, il NS 2; nel momento in cui questo entrerà in servizio il paese si troverà senza gas e senza proventi dai diritti di transito.
Se il probabile conflitto portasse invece alla sospensione dei lavori di costruzione dello stesso gasdotto e ad una quasi certa ritorsione della Russia con sospensione della fornitura all’attuale linea di transito ucraina allora il prossimo inverno anche per noi sarà piuttosto gelido…
P.s. che sia una ciliegina sulla torta covid?

Annibal61
Annibal61
Reply to  giovanni
12 Aprile 2021 , 10:05 10:05

Intanto stiamo a casa va…così risparmiamo benzina.

Nightwhisperer
Nightwhisperer
12 Aprile 2021 , 7:49 7:49

L’unica mossa che nessuno si aspetta sarebbe una false-flag di matrice russa alle pipeline che attraversano il Donbass, spacciandoli per attentati ucraini (i quali non hanno in verità nessuno interesse a spararsi sugli zebedei, ma tanto sono idioti….), così gli ucraini perdono le royalties sul passaggio del metano sul loro territorio, l’UE comincia a ca_arsi addosso, e il NS deve completarsi in fretta e furia per non precipitare l’industria al medioevo.

clausneghe
clausneghe
12 Aprile 2021 , 8:04 8:04

Sembra che si stia avvicinando l’ora zero..
Infatti, l’Ansa riporta di scontri e bombardamenti presso Donetsk, ci sono già morti e feriti da ambo le parti.
La Russia questa volta non starà a guardare e saranno cavoli amari per tutti noi schiavi dei criminali Nato-Usa-Ue che ci tireranno in mezzo ad una guerra spaventosa, altro che virus farlocco…

nicolass
nicolass
12 Aprile 2021 , 8:06 8:06

E’ il tempo dei comici…. in Italia abbiamo Grillo mentre in Ucraina hanno Zelensky.. peccato però che non rida più nessuno

Lupis Tana
Lupis Tana
Reply to  nicolass
12 Aprile 2021 , 11:24 11:24

un commento inutile… mi dispiace ma lo vedo così.

Holodoc
Holodoc
12 Aprile 2021 , 9:01 9:01

Il Pentagono è troppo impegnato a decidere di che colore possono tingersi le unghie i marines donne e trans per rappresentare un pericolo per i russi. Il pericolo semmai lo stanno creando a noi, non a caso ci stanno abituando a vivere come in una zona di guerra.

uparishutrachoal
uparishutrachoal
12 Aprile 2021 , 11:13 11:13

Le mire degli USA sono destabilizzare la Russia e cementare l’Europa..per contenere anche la Cina..
Una guerra in Dombass non provocherà la terza guerra mondiale e non verranno usate le atomiche..ma assorbirà ingenti risorse anche per il disastro umanitario..prescindendo dall’occupazione dell’Ucraina..oltre a rinfocolare in Russia il contrasto tra i liberali e i nazionalisti..
L’Europa non solo sarebbe costretta a bloccare il NS2..ma si bloccherebbe anche il commercio..e Macron e la Merkel non potrebbero fare nulla come non hanno fatto nulla per le misure sanitarie imposte dall’alto..anche se la Merkel ci aveva tentato come Johnson a minimizzare al principio..correggendosi subito dopo..
Anche la Cina..alleata della Russia ..vedrebbe ridotta di molto la sua influenza..e alla fine..avremmo realizzata la strategia degli USA..che non potendo prevalere per virtù proprie..cerca di danneggiare quelle degli altri..e in genere ci riesce..almeno finché controlla il dollaro..
Gli USA..o chi li guida..non molleranno mai al progetto di dominio globale..e in un modo o nell’altro renderanno il mondo un enorme teatro di guerra ibrida..senza guerra reale..come col virus..

mingo
mingo
12 Aprile 2021 , 13:23 13:23

Se hanno intenzioni serie finirà male molto male.
Nell’ ipotesi più semplice e meno dolorosa tutto finisce con la Russia che schiaccia l’Ucraina grande spavento per il mondo ma termina lì,nell’ipotesi peggiore finisce in una escalation e termina con i funghi atomici ,fate voi.

Lucio
Lucio
12 Aprile 2021 , 18:16 18:16

una guerra in Ucraina porterà Germania e Turchia a dover mostrare la vera faccia. Cioè se staranno con i russi o con gli americani.
La Germania che spero non ceda su NS2, la Turchia che vuole anch’essa il controllo del Mar Nero e quindi avrebbe da guadagnare dall’estromissione della Russia dalla Crimea.

Vedremo cosa succederà ma comunque penso che alla fine gli americani siano ben felici di frammentare l’Ucraina in due realtà ed approfittare del caos per dividere nettamente l’Europa dalla Russia (e quà starebbe all’intelligenza dei Paesi europei… intelligenza che non brilla).

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