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The Auschwitz-Birkenau Concentration Camp in Poland. Auschwitz was a network of concentration and extermination camps built and operated in occupied Poland by Nazi Germany during the Second World War. It was the largest of the German concentration camps. May 10, 2017. Photo by Isaac Harari/FLASH90 *** Local Caption *** ??????? ????? ??????? ????? ???? ???? ??????

Tra il revisionismo polacco dell’Olocausto e la negazione israeliana della Nakba

DI HANEEN ZOABI

972mag.com

Le risposte che arrivano da Israele alla nuova legge polacca, che proibisce di discutere i crimini di guerra commessi dal popolo polacco durante l’Olocausto, non sono nient’altro che una cosa paradossale. Mentre l’establishment israeliano, destra e sinistra, nega l’identità, la storia e la catastrofe del popolo palestinese, rimprovera coloro che negano la propria responsabilità per il destino degli ebrei durante l’Olocausto.

L’Olocausto, un genocidio mostruoso, ben pianificato, fu possibile non solo per l’attuazione orridamente meticolosa dei nazisti, ma anche per quelli che si sono messi da parte quando questo stava accadendo. I tedeschi avevano complici volontari, tra cui molti polacchi, che parteciparono attivamente alle persecuzioni ed agli omicidi. I libri di storia parlano della “caccia agli ebrei”, che portò all’uccisione di centinaia di migliaia di questi, sia direttamente che indirettamente, durante la seconda guerra mondiale.

Il presidente della Polonia – non lo stato polacco – del partito di destra Diritto e Giustizia, nega il coinvolgimento dei cittadini polacchi nell’assassinio degli ebrei durante l’Olocausto, e sta tentando di promuovere una “nuova strategia nella politica storica”. La nuova legge, che criminalizza qualsiasi ricercatore che osi pubblicare la verità, è un tentativo di revisionismo storico. Non c’è dubbio che i nazisti, che progettarono la soluzione finale, furono quelli che portarono a termine i crimini, ma molti polacchi collaborarono volentieri con loro.

Fino a che punto quei polacchi erano diversi dalle altre nazioni europee? Cosa si poteva davvero fare di fronte alla ben oliata macchina nazista? Solo pochi si presero il rischio di offrire protezione agli ebrei. Quante persone fornirono davvero loro riparo, cibo o aiuto in quegli anni? La maggior parte si fece da parte ed ignorò quel che stava accadendo, forse per impotenza o mancanza di volontà di aiutare. Eppure, c’è ancora una gran differenza tra il “non aiutare” e l’unirsi attivamente ai cacciatori. Ecco perché la legge polacca è problematica: è un tentativo di criminalizzare chi racconta la verità e di riscrivere la storia. Il clamore, quindi, è interamente giustificato.

Uno stato che non vuole ammettere la realtà

In che modo questa legge è diversa dalla legge Nakba, che nega fondi statali ad istituzioni culturali ed educative che commemorano gli orrori che colpirono i palestinesi nel 1948? Non è anch’essa un tentativo di riscrivere la storia? Di nascondere e negare parti di essa? È vero che la legge Nakba non criminalizza – ancora – gli individui. Nella propria essenza, però, cerca di mettere a tacere, proprio come fa quella polacca, e permette l’effettiva negazione della catastrofe palestinese.

Al contrario della Polonia, che ha emanato questa vergognosa legge per volere del proprio presidente di destra, lo stato sionista è stato interamente creato per negare la mia identità ed il mio legame con la mia patria. Un esempio di questa negazione è la separazione artificiale tra “arabi israeliani” e palestinesi. “I parlamentari arabi devono prendersi cura degli ‘arabi israeliani’, non dei palestinesi”, ci viene detto più e più volte. È un termine di addomesticamento – di diniego – ed io, secondo loro,  dovrei identificarmici, adottando questa separazione.

Non c’è dubbio che la legge polacca sia sbagliata. Ma non è meno sbagliata della legge Nakba. Eppure quella polacca non nega l’Olocausto, mentre quella israeliana nega la Nakba. Quella polacca nega che parte del popolo polacco fosse responsabile per l’Olocausto – distingue cioè tra crimine e criminali. Questi ultimi sono “gli altri”, i cattivi, i nazisti. I polacchi erano “ok”, erano vittime del Terzo Reich, proprio come gli ebrei.

La legge Nakba, d’altra parte, nega la storia stessa, poiché secondo essa la Nakba non avrebbe mai avuto luogo. Ci sarebbero invece stati villaggi palestinesi i cui residenti rifiutarono il piano di spartizione e “volontariamente” se ne andarono, “con la prospettiva di tornarci dopo pochi giorni”. Non ci furono espulsioni, omicidi o case demolite. Gli eventi a Deir Yassin sono stati un’eccezione – se mai siano accaduti.

La legge Nakba è il risultato naturale di un processo iniziato molto tempo fa. La strumentalizzazione dell’Olocausto da parte dello stato, inoltre, non è meglio della negazione dello stesso. L’Olocausto si è trasformato in un’arma politica da scagliare contro chiunque osi criticare lo stato. Le accuse di antisemitismo sono diventate un modo per difendere Israele, che afferma di rappresentare l’ebraismo mondiale.

Noi, i nativi palestinesi di questa terra, incolpiamo la società israeliana, nella sua interezza, per la sua indifferenza e cecità storica. Lo accusiamo di negare la nostra esistenza, la nostra identità ed i crimini compiuti dallo stato fino ad oggi – da ambo le parti della Linea Verde.

Come palestinese, sento un’affinità con le vittime dell’Olocausto. Sono arrabbiato con tutti quelli che continuano ad uccidere e rimanere in silenzio, quelli che costringono gli altri a rimanere in silenzio.

Israele espelle, denuncia e perseguita non solo i palestinesi, ma chiunque si identifichi con loro: attivisti per i diritti umani, parlamentari, sostenitori del BDS. Israele ha bisogno di un mondo assediato dalla paura – uno che vede ciò che sta accadendo e si giri dall’altra parte. Proprio come la Polonia.

 

Haneen Zoabi

Fonte: https://972mag.com

Link: https://972mag.com/between-polands-holocaust-revisionism-and-israels-nakba-denial/132744/

28.01.2018

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • A 19th century man

    Ma perché ci spaccate la uallera con quest’Olocausto un giorno si e l’altro pure a media unificati da almeno 40 anni?

    • pincopallo

      Hanno imparato da Goebbels

  • Tonguessy

    “La nuova legge, che criminalizza qualsiasi ricercatore che osi pubblicare la verità, è un tentativo di revisionismo storico.”

    Qui sta criminalizzando (purtroppo) il revisionismo storico che è (wiki) ” il riesame critico di fatti storici sulla base di nuove evidenze”. Due considerazioni:
    1-la Storia ha bisogno di revisionismo. Vedi la questione brigantaggio. La vulgata di stampo propagandistico non posa quasi mai su prove inossidabili.
    2-Le recenti leggi polacche NON sono opere di revisionismo storico. Sono leggi che impediscono il dibattito sui fatti accaduti. Quindi l’esatto contrario.

    • stefano passa

      leggi simili ci sono in altri paesi europei

  • gix

    La principale illusione dei governi come quello polacco (benché per certi versi comprensibile) è quella di pretendere di negare la realtà dei fatti con un semplice tratto di penna, con una legge, o un editto che dir si voglia. Quanto impegno sarà necessario per gli anni ancora a venire, per rafforzare con le menzogne ogni tentativo del genere? E quanto tempo ci vorrà perché si capisca il vero scopo di simili tentativi di piegare la realtà ai propri interessi? Questioni sempre aperte.

  • virgilio

    si il giorno del ricordo perche non bisogna dimenticare……ipocriti,
    quelli stessi che per piu di 40 anni ci scassano con questo hanno gia dimenticato l’ennesimo massacro che hanno compiuto ieri!

  • Lino Berto

    I polacchi hanno mandato al potere il nuovo fresco premier Morawiecki che è ebreo. Lo si dica ! E questo si è accordato con Netanyhau per riconoscere la complicità dei polacchi nel genocidio cui seguirebbe la richiesta di ebrei trasferitisi in Israele e USA di rientrare in possesso di loro presunte proprietà per un valore stimato di 62 miliardi di dollari. Lo stesso Finkelstein polacco – americano riconosce peraltro che forse le sue fabbriche di famiglia in Polonia sono state distrutte dalla guerra. >>> Fino a prima della guerra nella zona di Oswiecin / Auschwitz, Cracovia, Wadowice (dove nacque Wojtyla con sangue ebreo) – ed anche a Gomel – esempio a me noto in Bielorussia – la popolazione era al 50 % ebrea. A quel tempo ebreo era sinonimo di bolscevico, come quei fuoriusciti atei ebrei russi, appunto bolscevichi, che rientrarono dotandosi di uno pseudonimo e, come narra Solzhenitzin, a Pietrogrado compirono il colpo di Stato, massacrarono la famiglia dello zar cristiano ortodosso (i loschi figuri Sverdlovsk, Zdanov a Ekaterinburg etc.) che aveva già abdicato nel marzo 1917, sterminarono 60 milioni di russi etnici e imposero la pena di morte per antisemitismo nella neonata URSS (cioè pena di morte per gli oppositori dei nuovi padroni apolidi che agivano per conto degli gnomi apolidi di Wall Street – Stalin li ha poi fottuti benché fosse anch’egli khazaro, Josif Vissarionovich Giudashvili !). >>> Quasi tutti i Paesi europei ad eccezione degli inglesi, ma perfino la Svizzera, la Romania etc. hanno già rifuso in vario modo organizzazioni ebraiche che reclamano indennizzi per i torti subiti allora.

  • disqus_VKUtLIms5T

    Nessuno può impedire che uno stato sovrano difenda il proprio buon nome ed onore nel mondo…
    E’ un diritto sacrosanto della Polonia a fare quanto è nei suoi mezzi in un ottica di amor proprio…

  • XL

    Accusare la Polonia perché ci furono collaborazionisti polacchi è come accusare Israele perché ci furono (e ci furono!) collaborazionisti ebrei.
    E’ una cosa che non ha senso.
    Ha un senso solo perché è mirata al solito sistema di furti ed estorsioni chiamato ipocritamente “risarcimenti”. La legge polacca non è negazionista, ma è fatta solo per poter dire risarcimenti? No grazie.

  • PietroGE

    La legge polacca non va messa a confronto con quella israeliana della Nakba ma con le leggi liberticide che colpiscono in alcuni Paesi europei, tra i quali l’Italia, chiunque osi mettere in dubbio la storicità dell’olocausto. Sei anni di galera sono previsti per il negazionismo in Germania e durante il processo non è possibile per l’avvocato difendere l’accusato senza incorrere anche lui nel reato di negazionismo e quindi nella galera. Credere che si siano date queste leggi da soli è come credere alla Befana. È evidente chi le ha imposte. Gli stessi che ora insorgono perché vedono la gallina con le uova d’oro polacca allontanarsi all’orizzonte. E che di uova veramente d’oro si tratti non ci possono essere dubbi. Dice il Blondet : https://www.maurizioblondet.it/auschwitz-polonia-governo-deve-pagare-le-vittime-della-shoah/

    Insomma la “narrativa” evolvendosi, ed avendo ormai stabilito che la Polonia è la vera co-autrice dell’Olocausto ed è per giunta Negazionista, deve risarcire tutti gli israeliani, americani, inglesi di origine ebraica che vantano un qualche ascendente in Polonia nel 1939-45. Si è calcolato che se tutte queste pretese dovranno essere soddisfatte, Varsavia dovrà sborsare 62 miliardi di dollari.

    Israele non dovrebbe protestare perchè proprio la pratica delle estorsioni, ricordiamo la storia dei conti nelle banche svizzere, ha generato la legge polacca.

  • Lino Berto

    L’eccidio di Katyn (Smolensk) fu addebitato ai tedeschi nel processo di Norimberga. Io crebbi con la narrativa che 4000 nobili graduati polacchi furono trucidati a Katyn dai nazisti. Dal 1990 la storia cambia. Furono i bolscevichi a trucidare, stavolta un numero gonfiato, 22.000 soldati polacchi. >>> STORIOGRAFIA a GEOMETRIA VARIABILE. Ribadisco che il neo-premier polacco Moraviecki è ebreo, come lo fu l’ex presidente, il comunista convertito al neo-liberismo e pro-junta ucraina Kwasniewski, come lo fu Sikorski ministro degli Esteri, come lo fu Balczerovich, quello della terapia economica d’urto 1990 e chissà quanti altri tra cui Walesa che ha il figlio eurodeputato. Gli stessi gemelli Kaczinski (grottesca situazione di dieci anni fa con uno presidente della repubblica e l’altro presidente del consiglio), Kacz è come Katz in tedesco, hanno accontentato ogni capriccio della nota consorteria la quale in quei Paesi ha una presenza dilagante. Gli Elkann ebrei hanno lo splendido stabilimento Fiat Auto a Tychy (5 km a nord di Oswiecin). Nella Budapest dell’autocrate Orbàn sono state riaperte 37 sinagoghe, nella Polonia dove vivevano tre milioni di ebrei askenaziti khazari è stata chiusa una discoteca di fronte all’ingresso dello Stammlager Auschwitz e sfrattato dal campo il convento delle suore carmelitane cattoliche (complice Wojtyla) per farne il Golgota esclusivamente ebraico dell’Olocaustianità.

  • Vamos a la Muerte

    Lo scrivente o è molto stupido o è molto furbo.
    A distanza di 70 anni i discendenti – o presunti tali – di vittime dell’Olocausto sognano di spolpare lo Stato Polacco chiedendo ricche compensazioni per le proprietà espropriate durante il Periodo della Guerra.
    La legge voluta dal governo polacco che è SACROSANTA mette in rilievo che Auschwitz e gli altri campi di concentramento siti in territorio polacco erano realtà costruite e gestite dai Tedeschi che avevano occupato Militarmente la Polonia. La Polonia sta cercando, GIUSTAMENTE, di difendersi da un branco di sanguisughe assetate di soldi che hanno trovato un possibile modo per arricchirsi (si calcola che se il governo di Varsavia dovesse pagare tutte le richieste piovutegli addosso dai sionisti alla fine dovrebbe sborsare oltre 62 MILIARDI di Euro!!!)
    E poi, questo Haanen Zoabi lascia intendere tra le righe, con sommo Sprezzo del Ridicolo, che tutti i cittadini del mondo dovrebbero essere dei Cuor di Leone pronti a sacrificare loro stessi (e le proprie famiglie) per salvare il prossimo. La Realtà è molto molto diversa, la Vita è molto più ordinaria di un film strappalacrime hollywoodiano.
    P.S. Anna Frank e la sua famiglia furono denunciati alle Autorità Naziste da una zelante cittadina olandese: a quando una richiesta di risarcimento miliardario al governo dei Paesi Bassi? Ma forse che in quel caso i soldi da estirpare non sarebbero poi molti?
    E comunque:

    https://www.maurizioblondet.it/auschwitz-polonia-governo-deve-pagare-le-vittime-della-shoah/

  • Antonio XV

    Fin dalle prime batture si capisce che l’autore sposa in pieno la vulgata sterminaziozionista. A mio avviso, il fatto più grave dello stesso «Olocausto» è che dello stesso non se ne possa parlare come di un qualsiasi fatto storico, né di più né di meno. Si è voluta imporre per legge una Verità, discostandosi dalla quale, anche marginalmente, si va dritti in galera… Ripeto: questo fatto è più grave dell’«Olocausto» stesso. Perché lo si sia fatto, e come, è più importante del se ciò sia mai stata fatto per davvero nel modo in cui si vuole sia stato. Il fine della strumentalizzazione, e della speculazione, come ha documentato Finkelstein, è evidente. Adesso però, per ironia della sorte, si verifica una Nemesi. I Polacchii impongono pure per legge una loro Verità storica, per cui si danno tre anni di carcere a chi parla di campi di concentramento “polacchi”, ovvero contro chi vuole rendere i polacchi responsabili delle “colpe” che i tedeschi hanno accettato di addossarsi in perpetuo, facendola ricadere sulle generazioni future. Ed è spassoso come gli Sterminazionisti invochino oggi la libertà di pensiero contro i polacchi che seguendo il principio sterminazionista hanno pure loro adottato una loro verità storica fissata per legge, come pure mi pare abbiano già fatto i turchi… L’unica cosa che si può e si deve “negare” è l’esistenza del genocidio palestinese che non richiede nessuna ricerca storica, perché è attuale ed evidente: basta la verifica, la commissione di inchiesta internazionale e indipendente. Insomma, per essere il 2018 non mi pare che sia questo il secolo dei Lumi.

  • dadaolta

    “L’Olocausto, un genocidio mostruoso, ben pianificato, fu possibile non solo per l’attuazione orridamente meticolosa dei nazisti…”
    Davvero? La Zoabi “ignora”,come del resto il “mainstream” nella sua totalità,che Raul Hilberg, il più grande storico dell’Olocausto,dopo tentennamenti e revisioni, arrivò a conclusioni diametralmente opposte! Ecco cosa affermò ,il 22 Febbraio 1983,a un meeting della “Holocaust Survivors Foundation” al Lincoln Center di New York:
    “What began in 1941 was a process of destruction not planned in advance, not organized centrally by any agency. There was no blueprint and there was no budget for destructive measures. They were taken step by step, one step at a time. Thus came about not so much a plan being carried out, but an incredible meeting of minds, a consensus – mind reading by a far-flung bureaucracy.” (Newsday, New York, 23 Febbraio1983)
    [“Quello che iniziò nel 1941 fu un processo di distruzione non pianificato in anticipo, non organizzato centralmente da alcuna agenzia. Non esisteva un programma e non esisteva un budget per le misure distruttive,che furono prese passo dopo passo, un passo alla volta. Nacque così non tanto un piano, ma un incredibile incontro di menti, una consensuale trasmissione di pensiero all’interno di una vasta burocrazia.”]

    • Tonguessy

      Molto interessante. Un libro (Medici nazisti) sostiene la stessa tesi. Un po’ come Sanremo: nessuno ha mai obbligato gli italioti a prederne (attivamente o passivamente) parte. Fatto sta che ogni santo anno che dio manda in terra ce lo ritroviamo tra gli zebedei. Consensuale trasmissione di pensiero, appunto. Non servono ordini scritti, sono già tutti d’accordo anche senza saperlo.
      PS: hai qualche link?

      • dadaolta

        Digita su G. “raul hilberg avery fisher hall”…

  • ci mancherebbe che uno stato e un parlamento sovrani per legiferare debbano prima chiedere permesso e beneplacito a U$rahell ,a Repubbica ;
    se lorsignori hanno prove contro (pochi o tanti) cittadini polacchi procedano a perseguirli

    per legge o, se preferiscono ,mandino il mossad a rapirli,li processino in israhell e li impicchino come d’uso, senza pretendere che un intero popolo si faccia carico di una colpa che non ha.

  • MarioG

    “Ecco perché la legge polacca è problematica: è un tentativo di
    criminalizzare chi racconta la verità e di riscrivere la storia. Il
    clamore, quindi, è interamente giustificato.”

    Frase da scolpire sulla pietra! Intendo LA PIETRA DELL’IPOCRISIA.
    Haneen Zoabi ha perso molte occasioni in passato di ribadire questo concetto, se non sbaglio.

    Poi, come dice, un commentatore precedente, qui il governo polacco ha varato la legge per motivi strettamente contingenti, dovendo correre urgentemente ai ripari rispetto alla solita azione estorsiva che va montando.
    (Non è escluso che tale strategia abbia fini non puramente economici, ma si inserisca nella politica di pressione sulla Polonia da parte della UE)

    Per quanto riguarda il merito, è ovvio che NON HA SENSO chiedere al governo polacco cioè a tutti i cittadini polacchi, compresi i discendenti di coloro che furono vittime (di serie B) degli eventi bellici, di pagare per eventuali “collaborazionisti”. Non mi risulta il governo polacco abbia ricevuto molte riparazioni per gli eccidi di Katyn…
    Diversamente, la cosa HA UN SENSO se si ammette la differenza qualitativa delle vittime, anzi è proprio un’affermazione di questo, a ben vedere, che deve rimanere ben fissa nelle menti.

  • Nicolass

    se i polacchi posso essere accusati di collaborazionismo con i nazisti nella persecuzione degli ebrei allora chiunque, qualsiasi paese o stato può esserlo… e i rabbini si fregano le mani pregustando i risarcimenti miliardari.

  • Diego Binelli

    Finché non si potrà parlare liberamente della “Soluzione Finale del problema ebraico”, è inutile qualunque discussione. E’ fuffa. Parole al vento. Pura espressività fàtica.