Home / Attualità / “Terrorismo, Terrorismo, Terrorismo”

“Terrorismo, Terrorismo, Terrorismo”

DI SIMON BLACK

SovereignMan.com

C’è qualcosa che ho sempre trovato affascinante nel guardare gli animali in natura. Hanno gli istinti più incredibili e sono il frutto di innumerevoli generazioni di sopravvivenza che hanno vissuto contro minacce costanti.

Gli animali hanno un forte senso del pericolo. Percepiscono immediatamente quando c’è qualcosa che non va bene e reagiscono senza esitazioni. Ne ho visto un esempio incredibile l’anno scorso, mentre visitavo una riserva di fauna selvatica in Zimbabwe. Era un tardo pomeriggio di una calda giornata estiva ed i miei amici e io stavamo aspettando gli animali in un bunker di osservazione nascosto sul bordo di una pozzanghera d’acqua. Gli animali cominciarono ad arrivare, una specie alla volta, per rinfrescarsi prima che scendesse la notte. Prima gli elefanti. Poi i rinoceronti, le zebre, le giraffe e poi i babbuini. Era una cosa giocosa; Tutti gli animali sembravano godersi l’acqua, quando, all’improvviso, tutto tacque. Le gazelle sembravano diventate di ghiaccio e le zebre muovevano solo le orecchie.

C’era qualcosa che non andava. Un odore. Un suono. Qualcosa.

Poi, all’improvviso, è successo un inferno. Solo dopo abbiamo scoperto che nelle vicinanze erano passate un paio di iene affamate, per questo l’istinto degli animali era scattato.

In fondo in fondo, gli esseri umani hanno degli istinti, altrettanto altamente raffinati.

I nostri primi antenati dovettero lottare a lungo contro ogni pericolo immaginabile. E quelle lezioni sono codificate nel nostro DNA. Percepiamo minacce e possiamo sentire se qualcosa è sbagliato.

La differenza tra la nostra specie e gli animali selvaggi, però, è che noi umani subiamo troppe influenze esterne che possono sporcare e attenuare tutto.

Un Caso particolare: la settimana scorsa è stata particolarmente dura per chiunque abbia un senso dell’umanità.

Gli atti di terrorismo impauriscono. E sentire di gente assolutamente innocente che se ne va a passeggio in una zona pedonale che viene abbattuta, come birilli al bowling, da un pazzo qualsiasi è assolutamente una cosa che ci far sentire a disagio.

Almeno qui in America Latina, c’è stata una copertura mediatica con notizie a tutta pagina per vari giorni dopo l’attentato, come non vedevamo più dall’11 settembre.

Tutto quel che abbiamo visto era: Terrorismo. Terrorismo. Terrorismo.

Questo atteggiamento aumenta notevolmente l’effetto del fattore paura per qualcosa che è già difficile da digerire. Quindi è facile capire perché continuiamo a sentire gente che dice cose come: “Stiamo vivendo uno dei momenti più pericolosi della storia umana”.

È facile perdere la prospettiva. Ma più o meno siamo nella media.

  • Gli europei del XIII secolo si trovarono ad affrontare una minaccia molto più grande quando si stava avvicinando l’orda dei mongoli.
  • Un secolo dopo affrontarono un destino ancora più terribile quando arrivò la Peste Bubbonica, che in ultima analisi, cancellò dalla faccia della terra circa il 30% della popolazione europea.
  • Anche in tempi più recenti, la minaccia dell’annientamento nucleare tra Oriente e Occidente ha costituito una minaccia costante.

Si, gli atti di terrorismo sono sconvolgenti. Ma nel contesto storico e matematico il pericolo in questo momento è piuttosto basso.

Il Cato Institute recentemente ha pubblicato alcuni dati i quali mostrano che il rischio di morire in un attacco terroristico è di circa uno su 3 milioni.

Parlando in termini statistici, ci sarebbero maggiori possibilità di morire schiacciati da un distributore automatico di caramelle.

Ma nessuno di noi si immagina di chiedere al suo governo di spendere centinaia di milioni di dollari, chi paga le tasse non si può permettersi di spendere tanto, per proteggersi dai distributori automatici di caramelle.

Questo perché nel profondo del nostro intimo noi ci rendiamo conto, percepiamo, che un distributore automatico, non è una vera minaccia.

Ma con il terrorismo i nostri sensi sono stati pesantemente manipolati fino al punto che noi crediamo che la minaccia sia estremamente più grande di quello che tutte le statistiche possono dimostrarci.

La vera ironia della sorte è che la manipolazione funziona in un senso e nell’altro.

Proprio come noi veniamo manipolati fino ad essere terrificati da certi rischi che non costituiscono una vera minaccia statistica, siamo anche manipolati per ignorare certi altri rischi che sono ben più pericolosi.

Prenderei i mercati finanziari come un esempio evidente.

Il mercato azionario negli USA ha toccato dei picchi estremamente alti, con una scala di valutazione che raramente è arrivata a certi livelli degli ultimi 100 anni di rilevamento dati.

I mercati obbligazionari in tutto il mondo non sono mai stati tanto -letteralmente – CARI- .

Per tornare a livelli più in linea con le medie storiche di lungo termine, questi due mercati dovrebbero subire delle forti perdite.

Ma invece di incoraggiare gli investitori a valutare con la propria testa, quali e quanti sono i rischi finanziari che stanno correndo, i media mainstream spesso si scagliano contro chiunque si permetta di fare certe affermazioni e li chiamano “gufi”.

Oppure un altro evidente rischio che corriamo a lungo termine è che finiscano i soldi per pagare le spese della Previdenza Sociale.

Su questo argomento ho scritto spesso e anche chi amministra le spese per la previdenza sociale, incluso il segretario al Tesoro degli Usa, ha dichiarato molto chiaramente nella sua relazione annuale che la maggior parte dei fondi per la previdenza “saranno esauriti nel 2034”.

Eppure la gente viene manipolata in modo che non veda questi rischi, malgrado che gli effetti che essi produrranno siano assolutamente prevedibili ed inevitabili e che ricadranno su quella che è la fonte primaria di redditi da pensione degli americani.

Invece della verità, continuiamo a sentire il solito spossante mantra – “La Previdenza Sociale va bene” malgrado che tutti i sintomi e le prove obiettive dimostrino il contrario.

Ci dicono anche di credere a certi assiomi ridicoli come “Il debito del governo USA non ha importanza” anche se abbiamo più di 20 trilioni di dollari di debiti e se continuiamo a spendere come marinai ubriachi.

Ma no. Gli esperti ci dicono che questo non è un rischio e che non ci riguarda. Si tratta solo dell’Uomo-Nero che vuole ucciderci tutti.

Pensiamo a questo piuttosto:

Gli esseri umani hanno una possibilità su 3 milioni di essere colpiti in un attacco terroristico.

Già esiste oggi il 100% di chance che il Social Security USA finisca i soldi entro il 2034.

Ma solo di uno di questi rischi trova spazio tra le notizie .

Nemmeno a dirlo, se fossero correttamente informate, le persone in realtà potrebbero fare qualche cosa almeno per il secondo punto. Ci sarebbe abbastanza tempo per gente con una intelligenza media per prepararsi.

AVETE UN PIANO B?

 

Simon Black

Fonte : http://www.zerohedge.com

Link: http://www.zerohedge.com/news/2017-08-21/terrorism-terrorism-terrorism

21.08.2017

 

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

 

Pubblicato da Bosque Primario

  • Grandepuffo

    Anche questo articolo serve a fare “terrorismo”……

  • Glock

    Gli USA sono padroni dei dollari, decidono loro quanto valgono, e dal momento che nesun paese del mondo può fare a meno dei dollari, se mai sono i creditori degli americani ad essere nei guai. Gli USA non finiranno mai i dollari, li fabbricano.

    • DesEsseintes

      Sì sì, ma la Social Security la levano lo stesso.

  • clausneghe

    A volte gli animali sono scemi e inermi di fronte alla morte quanto noi se non peggio. Pensiamo al cane che scodinzola ignaro dal veterinario per ricevere l’iniezione letale..Altro che jene.
    Questo articolo ha bisogno di essere spessorato e forse è per questo che ricorre all’orribile grassetto urlato per dire nulla, alla fine.
    Gli Americani sono minacciati da ben altro che la perdita del soldo.
    Hanno i germi di una guerra”civile” in casa, vedasi l’affare delle statue, e subito fuori dalla porta ci sono i Russi con armi stratosferiche, vedasi il nuovo Mig 41 in grado di volare dentro e fuori l’atmosfera terrestre.
    L’Impero è fottuto e per questo molto pericoloso, per via del famoso colpo di coda.

    • Nieuport

      Abbia pazienza, caro Clausneghe, il MiG-41 non esiste. Qualcuno ha detto che forse la MiG sta iniziando a studiare un nuovo progetto di supercaccia, ma se anche fosse vero lo vedremo fra 15 anni.

      • clausneghe

        Secondo quanto dice Sputnik in un articoletto che ora non trovo più, il CEO dell’azienda che produce i Mig ha detto che il Mig 41, che sostituirà il già inarrivabile, per i gringos, mig 35,è totalmente nuovo e sarà in grado di volare dentro e fuori l’atmosfera. Entro due anni, il che significa che il prototipo è già pronto.
        Non credo che raccontino tante balle, mai sottovalutare e sminuire il nemico. è la prima regola.
        Cordialità.

        • Cataldo

          Si, ma nemmeno sopravvalutarlo 😉 non è nemmeno un progetto prioritario per i russi, che hanno gia con la nuova versione del mig 31 un assetto importante per la difesa aerea avanzata. Il nuovo aereo avrebbe un ruolo più sofisticato, compreso la messa in orbita in emergenza di satelliti in caso di crisi, ma credo che una decina di anni sia il minimo per vederlo operativo.

          • clausneghe

            So che sei un esperto, Cataldo, e credimi, in tempo di guerra (come è ora) i tempi si accorciano moltissimo, fanno miracoli.

    • Truman

      Ho rivisto un po’ le formattazioni.

      • clausneghe

        Grazie e scusa,non volevo offendere ma solo osservare.
        Ciao e grazie per il lavoro che fai, tu Davide e i traduttori.

    • An 19th century man

      Il cane lo ha creato l’uomo. L’esempio non è molto calzante. Per il resto d’accordissimo con te.

      • clausneghe

        Come, lo ha creato l’uomo…questa non la sapevo…
        Era per dire che di fronte al non noto essi, gli animali, si comportano come noi ma ancor più ingenuamente.
        A noi ci fottono con le menzogne a trappola, per dire, non meno mortali e che però non riconosciamo in tempo.

  • cenzino fregnaccia pettinicchi

    Fregnacciume che non va oltre il naso. Qui non si tratta solo di puri numeri statistici, ma ciò che l’europa sta diventando con le suicide politiche immigrazioniste.

  • Annibale Mantovan

    Il problema non è il terrorismo, sono i MEDIA che amplificano a dismisura. E’ quindi lecito supporre che ci sia uno stesso padrone a dirigere l’ orchestra.

    • An 19th century man

      È chiaro che è cosi. Alcune volte lo fanno maldestramente tanto che la regia occulta non è poi tanto occulta a chi ha occhi per vedere. Un esempio è il “trittico” mucca pazza-suina-aviaria, la gente non si accorge dell’ispirazione a tema “nella vecchia fattoria”. Poi, avendo esaurito il filone, si sono inventati la zanzara.

  • An 19th century man

    E ditelo, cari signori della pseudocontroinformazione che gli attentati sono orchestrati da chi musulmano non è! Invece fate tutti gli introspettivi, ma di fatto sostenere le tesi del mainstream, cioè che trattasi di terrorismo islamico, che il terrorismo islamico è una realtà, quando invece non è così.

  • Tonguessy

    Ci risiamo. Arridaje con la statistica. Serve solo a dare una veste matematica a tesi già precostruite. Nulla di nuovo, insomma. A qualsiasi tesi scientificamente valida serve una statistica. Nel caso se ne fabbrica una ad hoc. Il problema quindi è: ma davvero serve una statistica per dimostrare qualcosa? E’ passata di moda la dialettica, fosse anche la maieutica socratica? Fino a poco tempo fa anche l’economia (oggi un guazzabuglio di complicate formule) poteva essere discussa senza matematica. Né Keynes né Von Hayek amavano il formalismo matematico, preferendo ad esso la forza del ragionamento.
    Ma Scienza significa matematica. Quindi senza matematica non è vera scienza. Cioè è falsità. Questa è la mostruosità: al dialogo, al ragionamento si è sostituito il formalismo matematico. Meglio se statistico. Intendiamoci: sarà anche vero che i distributori automatici uccidono più persone dei terroristi, ma non è questo il punto. La questione vera è: ma perchè bisogna ricorrere ad artifici matematici per dimostrare qualcosa? Perchè se non si ha un supporto numerico il ragionamento scivola inevitabilmente verso una presunta non scientificità e quindi non validità? Eppure ce la siamo cavati benissimo per millenni senza matematica: Keynes aveva indovinato tutto senza dovere infarcire i propri discorsi di formule. Ma a quell’epoca remota l’economia non era ancora scienza. Ah, la scienza!

  • Marco

    io sono d’accordo e aggiungo, come molti spero già sapranno : più la gente ha paura, più è manipolabile e più la si può indirizzare, come il gregge , verso la greppia che il “pastore” desidera che vada …
    Mi sono permesso di aggiungere “come don chisciotte” al mio blogroll , e lascio qui il link del mio , qualora interessasse darci un occhio … sono dell’idea che se molti di noi fanno così , sarà sempre più dilagante l’informazione “vera”… un saluto
    Marco

  • ignorans

    Gli uomini hanno un istinto animale che gli fa fare le scelte più appropriate in caso di minaccia, dice l’articolista. Ma questo istinto si attenua fino a scomparire in seguito al fatto di vivere in una società “mediata” come quella umana attuale.
    E per forza, è una società artificiale. Come fai a proteggerti da qualcosa di artificiale? Non hai controllo reale su quello che accade. Di conseguenza l’istinto non ti serve e si atrofizza rendendoli più vulnerabile. Quindi, come mantenere attivo questo prezioso istinto? È una questione non da poco e da lunghe discussioni.

  • Terrorismo, guerre, religioni. Sul Manifesto un accenno di dibattito che sarebbe utile approfondire seriamente http://lecorvettedellelba.blogspot.it/2017/08/terrorismo-religioni-guerre-sul.html