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Solo i miliardari progressisti possono salvare l’umanità?

DI SLAVOJ ZIZEK

rt.com

Il comunismo ha fallito nel XX secolo, ma ora sta permettendo ai super-ricchi di dettare al resto dell’umanità l’unico sistema alternativo? Forse dobbiamo progettare un sistema socialista, che riconosca anche il successo.

Bill Gates, la seconda persona più ricca sulla Terra, ha ripetutamente criticato il capitalismo. Nel 2015 ha spiegato che il suo ragionamento si basa su un semplice calcolo ecologico: l’uso di combustibili fossili deve essere radicalmente ridotto se si vuole evitare una catastrofe globale, ed il settore privato è troppo egoista per produrre alternative pulite ed economiche,   il che significa che l’umanità deve agire al di fuori delle forze del mercato. Gates stesso ha in programma di spendere 2 miliardi di dollari del proprio denaro per l’energia verde, anche se non c’è alcuna fortuna da ricavarne. Ha inoltre invitato altri miliardari a contribuire a rendere gli Stati Uniti senza fossili entro il 2050 con un simile gesto filantropico.

Da una posizione di sinistra ortodossa, è facile prendere in giro l’ingenuità della proposta di Gates. Tuttavia, più questi rimproveri sono giusti, più rendono palpabile la miseria della sinistra genuina: qual è la LORO proposta plausibile su cosa dovremmo fare?

Perché sappiamo che le parole contano nei dibattiti pubblici: e anche se ciò di cui parla Gates non è “vero socialismo”, parla dei limiti fatali del capitalismo – e, ancora una volta, possiamo chiedere: gli autoproclamatisi socialisti attuali hanno una visione seria di cosa il socialismo debba essere oggi?

Il paradosso della nostra situazione è quindi che, mentre la resistenza contro il capitalismo globale sembra non riuscire ad indebolirne l’avanzata, i suoi oppositori sembrano non essersi accorti dei vari trend che segnalano chiaramente la progressiva disintegrazione del capitalismo.

Ed è come se le due tendenze (resistenza ed auto-disintegrazione) si muovessero a ritmi diversi e non riescano ad incontrarsi: abbiamo dunque inutili proteste in parallelo a voci di imminente decadenza, ma sembra che non ci sia modo di riunire le due in un atto coordinato (come il superamento del capitalismo).

Miliardari buoni?

Come si è arrivati a questo? Mentre la sinistra (o perlomeno la maggior parte) cerca disperatamente di proteggere i diritti dei vecchi lavoratori contro l’assalto del capitalismo globale, è quasi esclusivamente il capitalismo più “progressista” (da Elon Musk a Mark Zuckerberg) che parla del post-capitalismo – come se il vero argomento del passaggio dal capitalismo, come lo conosciamo, ad un nuovo ordine post-capitalista sia stato appropriato dal capitalismo stesso.

Di conseguenza, sta emergendo un nuovo gruppo di “intellettuali organici”, che esemplificano la privatizzazione dei nostri beni comuni. La figura di Elon Musk è emblematica, ed appartiene alla stessa classe di Bill Gates, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg ed altri: tutti miliardari “socialmente consapevoli”. Rappresentano il capitale globale nella sua forma più seducente e “progressista”: in breve, nella sua forma più pericolosa. Ma allora questi ultra-ricchi possono salvarci?

Il filosofo tedesco Peter Sloterdijk non sarebbe Sloterdijk se non avesse tratto questa provocatoria conclusione: prima si pensava che solo i poveri (uniti) avrebbero potuto salvare il mondo, il ventesimo secolo ha invece mostrato le conseguenze catastrofiche di questo atteggiamento e la violenza distruttiva generata da un risentimento universalizzato.

Ora, nel ventunesimo secolo, dovremmo finalmente avere il coraggio di accettare il fatto che solo i ricchi possono salvare il mondo, e possiamo dire che individui eccezionalmente creativi, che donano con generosità, come Gates e Soros, hanno fatto per le lotte per la libertà politica e contro le malattie più di quanto non abbia fatto qualsiasi intervento statale.

La diagnosi di Sloterdijk non deve essere confusa con la solita protesta liberal-conservatrice contro il cosiddetto “risentimento di sinistra”. Perché l’idea centrale che sostiene questo sproloquio è che ne abbiamo avuto abbastanza della “tirannia del welfare” che abbonda nel nostro “dispotismo democratico”; come nel Medioevo, l’orgoglio personale è oggi il più grande peccato, ed il nostro diritto fondamentale è sempre più semplicemente il “diritto alla dipendenza”.

Approccio alternativo

“Il welfare oggi è una droga dalla quale dipendono sempre più persone. Una buona idea umana diventata una sorta di oppio dei popoli”, ha detto Norbert Bolz, un altro pensatore tedesco.

Quel che rende Sloterdijk diverso però è che intende la propria proposta come strategia per assicurare la sopravvivenza della più grande conquista economico-politica dell’Europa moderna, il social-democratico welfare state. Secondo Sloterdijk, la nostra realtà – perlmeno in Europa – è la democrazia sociale “oggettiva”, in contrapposizione alla democrazia sociale “soggettiva”. E per tenerla in vita, dovremmo creare una “nuova semantica”, un nuovo spazio di idee egemoniche in cui la cultura dell’orgoglio ed il riconoscimento dei vincenti (non solo in senso economico ma anche morale) avranno il proprio posto.

Ma può funzionare? Io non la penso così. Torniamo a Bill Gates: individua correttamente la causa ultima dei nostri problemi (ecologici) nel capitalismo, e poi, invece di proporre cambiamenti al sistema stesso, fa appello al senso comune dei singoli capitalisti.

Non sarebbe molto più appropriato cercare di creare un sistema non capitalista, che però premi anche i vincenti? Questi due desideri sono veramente inconciliabili?

 

Slavoj Zizek

Fonte: www.rt.com

Link: https://www.rt.com/op-edge/412495-zizek-gates-capitalism-planet-socialis

8.12.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org  a cura di HMG

Pubblicato da Davide

31 Commenti

  1. ma chi è questo che scrive? o un pazzo o s è dato alla vodka…..
    la sinistra difende disperatamente i diritti dei lavoratori? ma dove
    la dittatura del welfare?
    solo i ricchi possono salvare il mondo? la generosità di Gates e Soros?

    ahahahah a no ho capito é ironico… ahahh

  2. Non esistono miliardari progressisti.

  3. Siamo tutti, compresi i Bill Gates, ostaggi di un sistema al quale tutto, religioni, scienza, ricerca, educazione, arte, cultura, si piega e si sottomette.

    E questa é il guaio.

    I Bill Gates hanno (hanno sempre avuto ma questi lo rendono pubblico e facendolo mostrano anche i loro limiti personali), di tutta evidenza, la possibilità e l’occasione di poter uscire da questa cultura asfittica e di guardare oltre il recinto.

    Non sono i soli, e purtroppo la cosa in sé non consente alcuna speranza, solo un cambiamento di mentalità (e finalità) generalizzato potrebbe riservarla, credo.

    • I Bill Gates sono diventati chi sono PERCHE’ hanno quella mentalità.
      Chiedere a Bill Gates di essere diverso da sé stesso… divertente…

      • Non so, se vogliamo essere sbrigativi o formulare giudizi morali su ciò che hanno fatto o che si vuole prevedere che faranno, é un altro discorso.

        É difficile sostenere quanto espresso dal titolo dell’articolo, ma che ci siano elementi per accorgersi che alcuni di loro riescano a vedere oltre gli sbarramenti culturali imperanti, ricordo di averlo potuto constatare, come pare sia accaduto all’autore, da diverse fonti.

        • A casa mia si dice “predicare bene e razzolare male”.

          E’ quello che hanno fatto vescovi e cardinali per secoli… adesso che il potere è in mano ai capitalisti fanno la stessa cosa…

          • “Predicare bene e razzolare male”, non ci entra per nulla con la osservazione che propongo sopra, e di cui ripeto qui una parte:

            “I Bill Gates hanno (hanno sempre avuto ma questi lo rendono pubblico e facendolo mostrano anche i loro limiti personali), di tutta evidenza, la possibilità e l’occasione di poter uscire da questa cultura asfittica e di guardare oltre il recinto.”

            Quante persone hai conosciuto che abbiano una percezione della realtà svincolata dai limiti definiti dalla cultura (senza aggettivi) che ci beviamo da mattina a sera?

            Se condividi la mia attenzione nel cercare di individuarli non puoi aver mancato di notare la puntualità del fenomeno, non sistematico, richiamato nell’articolo.

            (Tra l’altro, Gates é il meno brillante del gruppetto, dal mio punto di vista e da quello che riesco a capire.)

          • Chi ha potere da sempre è svincolato dai limiti della cultura, chi invece si ciba delle briciole di quel potere contento di farsi comandare e schiavizzare no.
            Questo non rende le prime persone migliori delle seconde, solo più furbe.

          • Ancora mi ripeto da sopra:

            “Siamo tutti, compresi i Bill Gates, ostaggi di un sistema al quale tutto, religioni, scienza, ricerca, educazione, arte, cultura, si piega e si sottomette.”

            Se fosse vero quello che dici, in fondo, chi ci comanda avrebbe titolo per stare dove sta e comandare, ed é precisamente quello che io nego possa avvenire sulla base del denaro.

            Sembra trattarsi di fenomeni sporadici e non troppo “liberi”, più evidenti ed estesi nel caso di Musk.

          • Non ho capito dove vuoi arrivare.
            Dov’è la novità nel sostenere che l’uomo più ricco del mondo è più scaltro ed intelligente della media?!?

            Anche Steve Jobs diceva che non faceva usare ai suoi figli usare i tablet perché non rincretinissero. E non buttava certo via il suo tempo facendo la fila davanti ad un Apple Store.

            Queste persone hanno comunque usato la loro intelligenza, intuito, scaltrezza, per arricchirsi alle nostre spalle collaborando senza vergogna con istituzioni dedide al controllo delle masse, che si tratti di CIA, di OMS, o del governo cinese poco cambia.
            Quindi non vedo come aspettarsi da loro alcun contributo disinteressato al vero sviluppo della nostra civiltà.

          • “Dov’è la novità nel sostenere che l’uomo più ricco del mondo è più acuto ed intelligente della media?!?”

            Davvero? Che cosa curiosa! Dove l’hai trovata?

            Ma non vedo l’utilità di queste considerazioni, e nemmeno dei giudizi dai quali sembra che alcuni di noi siano travolti.

            Come puoi leggere sopra ho già messo dei commenti, ad un aspetto dell’articolo che mi é sembrato interessante, ai quali non ho nulla da aggiungere.

  4. L’occidente si dibatte nella trappola della materia nella quale ci si è infilato da solo.

    “Non sarebbe molto più appropriato cercare di creare un sistema non capitalista, che però premi anche i vincenti? Questi due desideri sono veramente inconciliabili?”

    Il fatto è che devi premiare l’artista, il poeta, l’illuminato, il saggio e non il ricco. Devi premiare chi non ha bisogni materiali. Chi non chiede nulla è l’esempio.

    • Purtroppo il sistema attuale, e anche l’articolista mi sembra, considera vincenti e da premiare gli psicopatici.

  5. Mah secondo me i riccastri sono solo ipocriti quando lanciano questi proclami di salvezza. Cioè, Bill Gates, un alfiere del controllo globale, con le rinnovabili, che non funzionano, e che sono solo un nuovo mercato finanziario, una nuova borsa con il (finto) vestitino etico, secondo voi vuole fare veramente il filantropo?

  6. Bill Gates che promuove qualcosa in cui non ci guadagna??!?!? Ma cosa si è bevuto questo tizio??!!?

    La socialdemocrazia FUNZIONAVA fino a che non è stata sottomessa dal liberismo e la globalizzazione!

    Pensate alla Svezia anni ’80, un paese così ricco in cui noi italiani neanche osavamo andare in vacanza da quanto era caro e i cui i servizi (tutti pubblici) erano efficientissimi.
    Poi sono arrivate la Nato e la UE e hanno rovinato tutto.

  7. Alberto Capece Minutolo

    Come si può ampiamente constatare quando si diventa noti per le capriole e le mode dell’ambiente intellettuale, alla fine si manca di materia e di stoffa per confezionare considerazioni intelligenti

  8. …beata ghigliottina…Si deve metter un limite, non esistono miliardari buoni. Uccidono il sano capitalismo, come uccidessero la gente!

    • Bill Gates uccide materialmente la gente sperimentando i vaccini in Africa

      • Dopo aver ammazzato decine di migliaia di bambini in India per cercare di scoprire l’elisir di lunga vita (perché alla fine, è quello a cui puntano tutti i miliardari che, come novelli Mazzarò, sono troppo legati ai propri soldi per abbandonare serenamente questo mondo).
        Insomma, un vero filantropo!

  9. Sono riusciti a farli diventare liberisti senza che nemmeno se ne accorgessero.
    Con un lavaggio del cervello senza precedenti, dagli anni 80 è iniziata una campagna di infiltrazione culturale che dalle teorie sul lavoro ha spostato il centro del discorso su altri temi, chiamati diritti civili, che dopo un ventennio hanno preso il sopravvento facendo addirittura sparire dall’agenda le tematiche sul lavoro.
    Quindi, una azienda che ha un ceo omosessuale, o degli impiegati di varie etnie (possibilmente del terzo mondo, che fanno tendenza), non soltanto viene tollerata, ma addirittura sostenuta e promossa.
    Ciò ha permesso agli squali della nuova finanza di espandersi a livelli mai visti prima, e di non avere alcuna opposizione, dato che i potenziali oppositori sono i suoi sostenitori più sfegatati.
    Sono gli stessi poi che si credono i nuovi rivoluzionari, eredi del Che.

  10. Sempre detto che Zizek è un frescone.
    Era uscito un suo film in Italia, non i ricordo il titolo, ma era bastata mezz’ora per alzarsi e andarsene.
    Eppure anche un attrezzo del genere riesce a trovare i suoi seguaci…

  11. La mentalità di sinistra a mio parere, rasenta ormai il patologico. Si chiudono nei salotti e nelle sale riunioni e fanno dibattiti lunghi ore ed ore. Si confrontano spesso solo con chi non è distante da loro, chi la pensa diversamente viene tacciato come culturalmente inferiore o fascista. A mio parere il senso dell’articolo rispecchia per buona parte la realtà.

  12. Mi sembra che questo sia uno scritto provocatorio teso ad esacerbare e di conseguenza a depotenziare ogni ragionamento diverso dalla tendenza in atto volta al furto di sovranità in ogni ambito della vita umana. Paradossalmente e’ come voler giustificare colui che in compagnia di 10 persone e davanti ad una tavola imbandita per 10 dopo aver mangiato tutto disquisire sulla sua bontà per aver lasciato delle briciole.

  13. Inutile ciarpame. Come si diceva un tempo, un solo consiglio al tizio che scrive: “DATTI ALL’IPPICA!”

  14. Zizek e un pazzo sloveno detto il Salvador Dali della scrittura,apparte che Salvador Dali qualche copolavoro lo ha realizato Zizek nulla,deve essere un artista incompreso!

  15. Bisogna ammettere che questa gente ha una enorme faccia di bronzo basata sul vuoto assoluto presente nella testa di chi li sta ad ascoltare:
    Quanto danno hanno prodotto all’ecosistema l’accumulo di tutti quei miliardi di dollari che vantano di possedere?

  16. Premare i migliori. Se i migliori dimostrano di esserlo perché fanno soldi e li premiamo con più soldi, siamo in un circolo vizioso senza uscita.
    E’ ora che i migliori siano premiati in termini di felicità. E, ad esempio, per un artista essere felice significa poter lavorare all’opera dei suoi sogni, non starsene in panciolle ai caraibi. Per soros essere felice si realizzerà il giorno del suo funerale, quando vedrà quanta gente esulta per la sua dipartita (anche far felici gli altri è una forma di felicità).

  17. A parte il minuscolo particolare che mentre questi ricchi pensano a come “salvarci” da loro stessi e dalla loro avidità rendono nella pratica impossibile ogni alternativa a quelle da loro proposte se non hanno come primo obbiettivo salvare la loro avidità, principalmente perchè non le finanziano, l’ostacolo maggiore deriva dal fatto che i ricchi rappresentano oggi dei veri e propri mega-aspiratori di ricchezza. Quindi se non finanziano loro qualcosa di respiro globale, semplicemente questa cosa non può essere realizzata.
    Per ciò fa ridere pensare che questi ci possano salvare da loro stessi e non è nemmeno un pensiero radicale, è piatto e banalissimo buon senso da 4soldi. Immagino ci arrivi pure il mio cane, basta si riempia di zecche velenose e l’effetto diventa identico.

  18. E’ necessario sottolineare che il comunismo non è fallito, bensì è stato tradito! Potremmo incominciare dal sig. Stalin…ma la cosa avrebbe bisogno di pagine e pagine del sito…perciò mi limito a dire che, nessuno può sostituire l’identità di classe e di popolo per capovolgere il Sistema, se non l’unità di un ‘fronte di lotta’ dei lavoratori e subordinati tutti. Difficile? Certo, ma quella è l’unica strada…