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Siamo solo tanti “Numero 6” nel villaggio globale del controllo sociale. Vale la pena andare avanti?

DI MAURO BOTTARELLI

rischiocalcolato.it

Prima di tutto, scusatemi in anticipo per la lunghezza dell’articolo di oggi. Immagino che pochi di voi abbiano visto la serie tv “Il prigioniero”, io stesso l’ho scoperto da poco, grazie alla lettura di un articolo del “Boston Globe”. Andata in onda sulla tv britannica 50 anni fa, 17 episodi in tutto, racconta la storia di un agente segreto – il cui nome è semplicemente un numero di matricola, “Numero 6”- che abbandona il suo lavoro ma che si ritrova recluso in una fortezza chiamata “The Village”, dove è controllato, interrogato, sottoposto a test ed esperimenti di controllo sociale in continuazione.

Quello che vedete nella foto di copertina è il protagonista e regista, Patrick McGoohan, di cui rimane famosa una frase: “Siamo governati dal Pentagono, siamo governati da Madison Avenue, siamo governati dalla televisione e fino a quando accetteremo queste cose e non ci rivolteremo, dovremo continuare a scorrere con il flusso della valanga… Fino a quando continueremo a comprare cose, saremo alle loro mercé… Viviamo tutti in un piccolo Villaggio. Il tuo Villaggio può apparirti differente dal Villaggio degli altri ma alla fine siamo tutti prigionieri”.

“Il prigioniero” venne descritto da un critico dell’epoca come “una serie televisiva basata sulla distopia, qualcosa che ricorda James Bond che incontra George Orwell, filtrato attraverso Franz Kafka”. I temi trattati, d’altronde, erano decisamente all’avanguardia: la nascita di uno stato di polizia, la libertà dell’individuo, la sorveglianza h24, la corruzione del governo, il totalitarismo, la corsa agli armamenti sia degli Stati che delle società civili, il pensiero di gruppo e il marketing di massa, fino al dato più devastante.

Ovvero, la tendenza dell’uomo ad accettare di essere prigioniero di un carcere che lui stesso ha contribuito scientemente a costruire. Non a caso, “The Village” ha le sembianza tranquillizzanti e positive di un paradiso cosmopolita in riva al mare ma dove gli abitanti non godono di reale libertà: non possono andarsene, sono sotto costante sorveglianza, ogni loro movimento è tracciato da telecamere o droni e la loro personalità è stata annullata. Sono soltanto identificati attraverso numeri. Come con le fidaty card.

Bene, nel primo episodio della serie, conosciamo appunto il protagonista, “Numero 6”, il quale ha il proprio mantra, ripetuto a ogni episodio: “Io non sono un numero, sono un uomo libero”. La colpa del protagonista, che corrisponde al motivo per cui è rinchiuso in “The Village”, è proprio il suo essere un ex agente segreto: al suo arrivo, gli viene infatti reso noto che dentro la sua testa sono stoccate troppe informazioni, una fattispecie che lo rende troppo prezioso per essere lasciato vagabondare nel mondo esterno. Nel corso della serie, esiste un fil rouge: “Numero 6” viene interrogato con tattiche differenti, viene torturato, costretto ad assumere droghe allucinogene, diviene oggetto di furto d’identità, controllo mentale, manipolazione onirica e altre forme di indottrinamento e coercizione sociale al fine di farlo arrendere e soggiogare al potere, allo status quo. Ma “Numero 6” non molla mai. Resiste.

“Non scenderò mai a patti con te. Mi sono licenziato e non sarò spinto, classificato, indicizzato o numerato. La vita è mia”, è la risposta a ogni tentativo di distruzione dell’identità e superamento dei gradi di resistenza sociale e individuale. Ma c’è un contraltare a questa eroica lotta: per quanto resista, “Numero 6” non può scappare. Per quanto combatta, lo sforzo non è mai sufficiente. E’ il principio del panopticon, il carcere ideale progettato a fine Settecento da Jeremy Bentham: un unico soggetto riesce a controllare tutti i carcerati, senza far loro capire quando sono sorvegliati e quando no. Telecamere, droni e altri strumenti di sorveglianza rendono “The Village” una trappola inespugnabile, mentre i cosiddetti “rovers” – gli omini bianchi della foto di copertina – si prodigano al fine di blindare tutte le vie d’uscita di “Numero 6”: “A differenza mia, molti di voi hanno accettato la situazione di prigionia e moriranno qui come cavoli marci”, ripete il protagonista ai suoi compagni quasi a spronarli, a ottenere solidarietà nella lotta, a fomentare la rivolta.

E, soprattutto, per rivendicare la propria diversità, la propria resistenza, la propria superiorità morale di fronte a un mondo che precipita nel totalitarismo più bieco senza battere ciglio. Ma “Numero 6” in cuor suo sa una cosa – e la serie lo fa capire in maniera chiara – e la sua lotta ne è la riprova: ogni sforzo è soltanto esaltazione della futilità della sua stessa volontà di resistenza. Lui combatte, per sé e per gli altri ma sa che non serve a nulla, nel concreto: quando McGoohan morì nel 2009, un critico scrisse che “la serie era un’allegoria dell’individuo, un qualcuno che sta cercando di trovare pace e libertà in una mascherata dispotica spacciata per utopia”.

Non notate qualche somiglianza con la situazione attuale? Le nostre società cosmopolite, integrazioniste, super-tecnologiche non sono in fondo tanti “The Village” ultra-sorvegliati e che non ci lasciano via d’uscita, pena l’isolamento, la criminalizzazione sociale e la ghettizzazione ideale? La televisione, i media in generale, la logica delle fake-news e della post-verità, non sono moderne e meno invasive forme di condizionamento e controllo sociale, esattamente come gli esperimenti cui venivano sottoposto “Numero 6”? Non siamo, forse, già un uno stato di polizia? Anzi, in un prodromo di legge marziale, de facto? Pensateci: la più grande democrazia al mondo, il faro di libertà, non è forse guidata da un uomo che, a sua volta, non si azzarda a prendere nemmeno un caffé senza l’ok dei suoi generali? E lui li chiama proprio così, quando parla delle iniziative di politica estera che presenta al mondo: “Me lo hanno detto i miei generali”.

Di fatto, gli USA sono retti da una “junta” militare, esattamente come fu negli anni per Cile, Argentina, Turchia e Grecia: meno plateale, non abbiamo i colonnelli alla Bruce Willis in “Attacco al potere”, né i carrarmati a presidiare il ponte di Brooklyn ma, guardando in faccia la realtà, chi governa davvero in America, con il beneplacito e la copertura “sociale” del comparto bellico-informativo-industriale? E’ la classica “junta” militare a tre: il generale James Mattis, capo del Pentagono, il generale John Kelly, chief of staff del presidente e il generale H.R. McMaster, consulente per la sicurezza nazionale. Casualmente, i tre uomini che il Deep State voleva in quei posti, dopo le sliding doors poste in essere alla Casa Bianca, con licenziamenti davvero degni di “The apprentice” e il Russiagate a facilitare il lavoro. E’ stato Mattis a bloccare reazioni “di pancia” verso la Corea del Nord, Kelly ha imposto l’ordine allo staff della Casa Bianca e McMaster si è distanziato con grande rapidità e fermezza dalle parole del presidente rispetto ai fatti di Charlottesville: di fatto, hanno mano libera.

E le leve del comando reale: non a caso, è di stamattina la notizia che altri 3mila soldati USA partiranno per l’Afghanistan. L’atto di cessione di potere verso il Pentagono firmato da Trump ad aprile e ratificato a tempo di record dal Congresso a luglio, sta entrando nel vivo. L’America è in mano a generali che, insieme, vantano 119 anni in divisa, gente che vede il mondo e le sue dinamica da una naturale prospettiva marziale e bellica. Gente che ai problemi offre risposte militari, non diplomatiche. Nè, tantomeno, politiche. Gente che parla poco e twitta ancora meno. E, caso strano, quel tipo di risposte sono quelle che il Deep State e il comparto bellico industriale, preferiscono. E la gente è pronta ad accettare di buon grado, visto l’ottimo lavaggio del cervello fatto dai media attraverso la strategia della paura permanente.

E i media, quale parte giocano nell’enorme Village globale, nel panopticon invisibile in cui viviamo ogni giorno di più? Un esempio arriva fresco fresco dagli USA, notizia di ieri pomeriggio. Se non lo sapete, l’informazione locale negli Stati Uniti è stata, di fatto, una sorta di siero anti-vipera rispetto all’offensiva mainstream, soprattutto per quanto riguarda tematiche spinose come il linguaggio dell’odio, le fake news, il gender e il politicamente corretto. Insomma, la censura delle elites. La spina dorsale di questo contropotere fatto dalle varie “gazzette” ed “eco” è la Report for America (RFA), la quale però, non godendo di laute inserzioni pubblicitarie o danarosi editori o tantomeno stanziamenti federali, vive con le disponibilità all’osso. E, ultimamente, quell’osso ha cominciato anche a rosicchiarlo, per sopravvivere. Bene, da ieri e per i prossimi cinque anni, cambia musica, come mostrano queste immagini:


Google, attraverso il progetto Google News Lab Summit, piazzerà 1.000 giornalisti fidati nelle newsroom di tutta l’America, le quali fino al 2022 potranno attingere a fonti di notizie notoriamente indipendenti ed equidistanti come Peace Corps, Americorps, Teach for America e altri media pubblici. La seconda immagine, vi mostra l’imparzialità di cui l’America potrà godere di qui in poi, visti i nomi presenti nell’advisory board del progetto di Google. Come vedete, nulla – ma proprio nulla – è lasciato al caso. Non vi sentite nemmeno un po’ dei “Numero 6” chiusi in un Village di iPhone ultimo modello, Starbucks, informazione e fonti a direzioni unificate e sospensione, de facto, della democrazia rappresentativa? Non sentite su di voi il controllo di droni, camere a circuito chiuso, password, pin, fidaty card, fra poco chip sottopelle al lavoro e quant’altro trasforma la nostra vita in un codice tracciabile? E controllabile.

E quelli che di voi utilizzano Facebook e hanno dato il loro “like” alla pagina di RischioCalcolato, non hanno notato che dal 7 settembre scorso non vengono più aggiornati i nuovi post pubblicati? Pensate sia una scelta del blog? Siamo tutti dei “Numero 6”, destinati alla futilità da un potere troppo più grande di noi e troppo facilitato nel tagliarci le gambe dalla sera alla mattina, per quanto duri e determinati siano i nostri sforzi di resistenza. E’ giunto il tempo della riflessione. E delle decisioni. Serie.

Pubblicato da Davide

  • DesEsseintes

    È giunto il tempo delle decisioni serie, dice Bottarelli.

    Quale è la decisione seria fondamentale?

    Che se vuoi ribellarti devi capire che è necessario compiere un sacrificio cioè rinunciare a qualche vantaggio di quelli che derivano dall’essere un subalterno nel Villaggio governato dalle oligarchie.

    Che – attenzione – per trovare l’orizzonte di senso per la rinuncia ossia per il sacrificio, bisogna cercarlo nell’ambito di un senso di appartenenza nuovo che sia antagonista e irriducibile a quello fittizio imposto dal potere delle oligarchie del Villaggio.

    Su cosa si fonda questo nuovo senso di appartenenza?
    Come TUTTI i sensi di appartenenza, su una rinuncia ossia un sacrificio primario CONDIVISO DAI MEMBRI DEL GRUPPO.
    Un sacrificio “quasi” qualsiasi, che il potere non possa impedire, basta che abbia un minimo di legame materiale e/o simbolico con la situazione di subalternità dalla quale ci si vuole riscattare.

    Niente è più perfetto a questo scopo di due cose:

    1) smettere di guardare la tv sia generalista che quella a pagamento di cui bisogna buttare l’abbonamento e non rinnovarlo alla sua scadenza

    2) smettere radicalmente di seguire il calcio.
    Naturalmente praticarlo va benissimo ma quello professionistico deve essere abbandonato “totalmente” e dimenticato

    Questi due sacrifici SE CONDIVISI da un numero sufficiente di persone costituirebbero AUTOMATICAMENTE il fondamento di un fortissimo senso di appartenenza di cui sarebbero una sorta di rito di iniziazione e tratto distintivo di uno stile di vita.

    Su questi due sostenibilissimi eppure decisivi sacrifici primari si potrà quindi costruire anche l’aspetto della concreta soggettività politica di quel gruppo i cui membri, uniti da questa sorta di iniziazione e impegnativa pratica quotidiana di vita, diventeranno finalmente in grado di recepire quelle idee alternative e più complesse indispensabili per trasformare quel nuovo senso di appartenenza da “identità antagonista” a “identità capace di un progetto autonomo” quindi a “identità di lotta”.

    • Truman

      Qualcosa di simile diceva Renè Girard per spiegare la nascita delle società umane. Egli sosteneva che all’origine della società c’è un sacrificio umano, l’uccisione di un capro espiatorio a cui tutti partecipano, per poi farlo diventare un dio che adorano.

      • DesEsseintes

        Il sacrificio primario di cui parlo è piuttosto assimilabile a riti di iniziazione come la circoncisione, la proibizione delle trasfusioni di sangue, l’obbligo di una continenza sessuale molto sorvegliata etc etc
        Oggi però sarebbe il caso di rivolgere il sacrificio iniziatico “personale” verso forme meno astrattamente simboliche e più direttamente indirizzate alla creazione di una nuova soggettività politica antagonista sia sul piano identitario (prima fase, quella del codice di comportamento) che su quello della concreta e attiva prassi politica (seconda fase che diventa automaticamente possibile avendo realizzato la prima).

        PS: oggi siamo in tempi di bio-potere quindi abbiamo il vantaggio di poter fare la rivoluzione senza metodi cruenti, sarà sufficiente essere capaci di resistere insieme ossia di “condividere la rinuncia”.
        Faccio presente che di fronte a questo il potere è completamente disarmato e impossibilitato a mettere in atto qualsiasi contromisura.

        • robertis

          Il potere addolcisce ogni pillola rendendola desiderabile. La comodità, l’ appagamento dell’ ego e la paura rendono dolce qualsiasi pillola. Accidia, superbia e codardia ci muovono come pupazzi.

          • DesEsseintes

            La mia opinione è che funzioni in una maniera leggermente diversa e sarebbe una maniera in cui noi avremmo ampi margini di manovra.

          • robertis

            Concordo sui margini di manovra ma ad oggi mentre noi masse ci siamo accorti che è in atto una bella frenatura. Non c’è comunione di analisi delle cause né certamente comunione di intenti. Ergo i margini di manovra sono ampi solo potenzialmente.

      • adestil

        roma si fondò sul sacrificio da parte del fratello,di Remo.Anche gli USA sono fondati sul sacrificio degli indiani o di presidenti come Lincoln…Poi ovviamente il sacrificio va ripetuto periodicamente per lo stesso motivo..

        • DesEsseintes

          Sono sacrifici diversi che non hanno nessuna relazione.

        • virgilio

          be se e per quello gli USA di sacrifici ne fa tutti i santi giorni ininterotamente da 241 anni!!

    • Holodoc

      Beh… la TV la guardo pochissimo, la pay non ce l’ho mai avuta, il calcio e F1 hanno smesso di divertirmi da almeno quattro lustri… quindi sono già “sacrificio ready”.

      E non penso di essere un’eccezione, anzi, calcio e TV sono ormai in declino, specie tra le nuove generazioni, che ormai hanno Youtube come maggiore fonte di intrattenimento.

      Ed è qui che dovremmo spostare la lotta, INSTALLANDO TUTTI SOFTWARE AD BLOCK E ANTI TRACCIAMENTO.
      Questo sì che sarebbe sovversivo!

      • adestil

        anche usare internet per chi detiene il potere,significa controllarci..
        anche usare l’auto ti rende dipendente(senza petrolio ossia guerre vai a piedi,senza accettare ricatti lavorativi ,abolizioni di diritti e di welfare, sei senza stipendio quindi senza casa o se ce l’hai non riesci a pagare utenze(luce acqua gas telefono),oltre all’auto ed infine il cibo..
        ovviamente non avrai nè moglie(le mogli per definizione sono conservative quindi seguono le regole) nè figli…figuriamoci un conto corrente…
        ma di che parliamo….qui ed altrove non è che non ci siano gente disposte a rinunciare a tutto questo(non è certo cosa facile!!!)qui dentro ed altrove c’è gente che non riesce a rinunciare manco ad un conto corrente o carta prepagata…figuriamoci che razza di rivoluzione possiamo mai fare,l’armata di brancaleone al nostro confronto è l’esercito tedesco del terzo reich…

        In ogni caso non serve andare tanto indietro basta vedere un passaggio del grando fratello vip…per capire come funziona il tutto…intanto già dal titolo ti dicono chiaramente che esiste un grande fratello(che non si vede mai) che ti ordina di stare in un luogo chiuso sempre sotto le telecamere h24 ed ad ogni sgarro sei fuori dalla casa…e tutti fanno di tutto per non farsi buttare fuori..
        basta solo una bestemmia o dire una cosa non politically correct sui gay sugli immigrati sul sesso…

        addirittura uno di loro ha affermato di sentirsi padrone dentro al grande fratello e che gli va bene non c’è stato verso di fargli capire che non era lui il padrone lui continuava a dire che era padrone come era padrone il graqnde fratello ossia che tutti siamo padroni…non capendo che era in carcere…cosi’ figuriamoci il livello di consapevolezza di costoro che sono la punta avanzata della popolazione..

        ovviamente questi programmi che hanno odiens di milioni di giovani non sono casuali ma servono a ”vaccinare” milioni di persone..in modo che quando sarà applicato totalmente nessuno avrà da ridire…

        ci mettono i vip perchè sono idolatratti quindi si accentua l’effetto emulazione rispetto a persone qualsiasi…
        ovviamente sono vip in declino che hanno assaggiato il miele della fama e dele denaro e che ora sono in disgrazia e disposti a tutto pur di tornare in auge e quindi rientrare a punto nel recinto del sistema..ossia poter avere degli agi a patto di rinunciare alla propria libertà di muoversi,pensare,agire in maniera indipendente..
        a questi si aggiungono giovani rampanti che non sanno far niente e vengono mandati in tv dopo che altri programmi li hanno resi noti a milioni di giovani adolescenti che devono essere addestrati al sistema sin da piccoli…

        e tutto sotto gli occhi di tutto,il che ha dell’incredibile…tutti l’appoggiano pur di non essere cacciati dal sistema

        • Holodoc

          Ok… il ragionamento fila… ma lascia stare gli adolescenti, non sono più i tempi di Happy Days o Saranno Famosi.
          La TV ormai la guardano solo le persone dai 40 in su… gli adolescenti oggigiorno la TV non sanno nemmeno come si accende, guardano solo videoblogger su Youtube.

          • Tizio8020

            Mi sa che non hai adolescenti in casa..

    • MarioG

      3) Niente più “shopping, misunderstanding, managment, jobsact…”. Anzi, per ripicca, tradurre tutto, anche Donaldo Briscola!

      • DesEsseintes

        Ecco, la questione della lingua è essenziale.
        Naturalmente no alla pizza e fichi come pensano quelli di destra.
        Casomai ne scrivo ma ho suscitato un vespaio anni fa in un ambiente di “persone colte di destra” che poverine non capivano e soffrivano tanto.

        • Nexus

          La questione della lingua è essenziale… come dici tu.
          Come disse Philip K. Dick: “Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole.”

  • Grandepuffo

    Tutte le strade portano a Roma, a orwell ci arrivi sia da sinistra che da destra.

  • Truman

    Se non ricordo male la storia, tutto il villaggio è dominato da un fantomatico “numero uno” che viene citato in continuazione, ma non si vede mai.
    Ma in uno degli episodi finali il numero sei riesce finalmente a vedere la faccia del numero uno e scopre con sgomento che è la sua stessa faccia.

  • Mario Poillucci

    William Tenn: the servant problem” anno 1953. Buona lettura!!

  • gix

    Non ho capito la morale del discorso: cosa dovremmo fare, lasciar perdere tutto e arrendersi definitivamente perché tanto contro il sistema non c’è alcuna speranza? Bisogna diffidare di chi dice questo perché è a suo modo, inconsapevolmente o meno, un servo del sistema, un cane da guardia. Spero non sia il caso di Bottarelli, il finale criptico lascia una speranza, visto il richiamo alle decisioni serie (l’ora delle decisioni irrevocabili…anche se poi non è finita bene). In fondo è come quando i genitori ti terrorizzavano da ragazzino dicendo di non fare una certa cosa perché tanto lo avrebbero scoperto e ti avrebbero punito. Cosa facevamo da bambini? La facevamo lo stesso, magari con un po’ di paura, ed è questo l’atteggiamento giusto. Per il resto il sistema stesso, finchè è governato da uomini, non sarà in grado di gestire l’enorme capacità tecnologica attuale. Il problema, semmai, verrà quando a gestire il controllo dei dati saranno le macchine, ma a quel punto l’essere umano probabilmente si sarà rintanato nelle caverne.

    • adestil

      no,bottarelli si è reso conto di quello che io sapevo da tempo…sono anni che mi censurano su ogni tipo di forum..quindi figuriamoci se non glielo facesse facebook lo scherzetto,ma che pensava?Forse era un pò illuso.Se un media è letto da molti vieni subito censurato,li la censura funziona…come detto non è impossibile battere il sistema il problema che bisogna battere prima le nostre aspirazioni di successo o di non fallimento di rimanere dentro al sistema che ci garantisce tutto sommato ospedali(sempre più messi male),cure medicine(sebbene sempre meno efficaci),cibo(sebbene sempre più scadente),un auto per muoversi,la possibilità di metterci benzina,la possibilità di avere un tetto..cosa che diamo per scontato ma fuori dal sistema non lo è……e se provi a dire scomode al sistema vieni censurato o cacciato dal sistema con un calcio nel sedere(ossia perdi il posto di lavoro ,oppure pensate che i giornalisti non sanno come stanno le cose,si censurano per paura di perdere i privilegi,idem i medici che tacciono sui vaccini se no vengono radiati e perdono i privilegi del medico)se poi sei un pelitzzo grosso o ti ordiscono contro uno scandalo o ti uccidono(vedi Mattei,Moro,Falcone ,Borsellino etc..e le decine di giornalisti uccisi per aver indagato e trovato prove contro fatti efferati messi in atto dal sistema politico mafioso internazionale).
      Finchè hai un odiens di 4 gatti,non interessi a nessuno.

      faccio un esempio del patto sistema-singolo cittadino:i vaccini!
      Non ti vaccini in modo che sfuggi al sistema di controllo sul tuo corpo(limitazione del sistema immunitario dipendenza da big pharma,danni spirituali incalcolabili)e sul tuo spirito e sulla possibilità di prendere consapevolezza e poter far ammeno dei gingilli del sistema?Si?Ecco che non ti faccio andare i figli all’asilo o a scuola…ecco che se mi gira mando i genitori in carcere e ti faccio perdere la patria potesta..
      Perchè pochi lo sanno ma pigi battista a la7 ci ha ricordato,proprio sui vaccini, ”i figli sono dello stato” ed ha ragione perchè sin dall’atto di nascista all’infante viene associato un codice fiscale scritto a carattere maiuscolo ossia è una persona fisica di proprietà di una multinazionale che è l’Italia…come se fosse il marchio di una vacca..e quindi tenuta a lavorare anche gratis (come nelle piantagioni americane)o pagare solo tasse e a non avere proprietà…Monti una volta disse ” le proprietà degli italiani sono fittizie sono solo un surplus che non gli spetterebbe,se il sistema funzionasse correttamente non dovrebbe rimanere niente da mettere da parte”
      capito?Anche Amato in precedenza l’aveva detto quando affermò che per ripianare il debito bastava creare un fondo con tutti i beni immobili degli italiani(che sono i veri debitori secondo contratto in quanto i politici stipulano contratti secondo la delega che gli diamo col voto,quindi non responsabili dei debiti)e poi quotare il fondo…se il fondo guadagnava il debito veniva ripagato di quel guadagno se il fondo era in perdita gli italiani dovevano pagare una tassa sulla loro casa..un specie di affitto o una specie di mutuo come se dovessimo ricomprarla di nuovo…

      difatti questo dimostra che gli italiani non sono veri proprietari dei loro beni…in quanto avendo un debito ,bene (credito)e debito sono messi su un bilancio…e non è affatto detto che sia positivo…

  • Holodoc

    Mi ricordo quando da bambino guardavo “il prigioniero” sulla TV in bianco e nero… le sfere bianche che lo fermavano ogni volta che provava a scappare me le sognavo di notte da quanto mi spaventavano.

  • Emanuele Decarli

    Riguardo a queste tematiche, da anni penso che il voto e tutte le sciocchezze relative a giustizia e governo sono pura immondizia. Al giorno d’oggi si vota producendo e consumando. E pagando le tasse a uno stato patetico. Io ho deciso di licenziarmi (impiegato a tempo determinato ma resistente al livellamento mentale burocratico) e di vivere di sussistenza. Cercando di dover avere meno necessità di lavoro salariato (arricchire i padroni e lo stato patetico italico) e di spendere meno. Rispetto agli umaninsetti semi-inetti e iper-specializzati che come zombies vagano nel mondo occidentale; rispetto ai fulminati miei coetanei (classe 1983), io so cucire abiti e borse, cucinare, coltivare la terra, curare e potare gli alberi da frutta e i vigneti e gli uliveti, allevare le api, allevare galline e macellarle, allevare pecore e mucche e fare il formaggio, filare e tessere la lana, lavorare il legno, saldare il metallo, smanettare nei circuiti elettronici, smanettare negli impiani elettrici, smanettare nei motori e apparati meccanici, fare lavori di muratura e carpenteria, riparare le biciclette, costruire le ruote di bicicletta, scrivere poesie, suonare la chitarra, il basso, il flauto e la batteria, dipingere, progettare una casa (sono geometra), stampare foto in camera oscura. E l’elenco potrebbe continuare ancora e aggiornarsi, giorno dopo giorno, grazie al tempo, il mio tempo di vita PREZIOSO E UNICO, bene non rinnovabile che ho deciso di togliere ai tagliagole della produttività e ai maledetti yuppies cravattari del capitalismo per donarlo alla mia moglie, ai miei figli, ai miei campi, ai miei genitori, ai miei amici e a tutti gli esseri che vivono in questo pianeta. Ma soprattutto per donarlo a me stesso per vivere felice e in semplicità. So che non potrete capire, chi mai ha scelto di buttare nel CESSO tutte le “conquiste della tecnologia e della modernità” per tornare al telaio a mano? voi forse direte: ma come ha fatto ad imparare tutte queste cose di cui ciancia? E’ presto detto: dall’età di 16 anni non guardo la televisione, non perdo tempo davanti ai videogames o ai video di gattini, VOMITO SUL CALCIO!, evito le serate di baracca alcoolica come i coetanei. Preferisco passare la domenica mattina a mungere le capre. Non voglio dirvi come vivere la vita ma se il quotidiano vi fa orrore, se sapete di mangiare gli escrementi da supermercato o di respirare aria fritta e velenosa…. Fateci un pensiero. Baci e abbracci

    • natascia

      Grande persona. Così giovane, mi fai quasi piangere.

    • Tonguessy

      Andiamoci piano, visto che anch’io posso vantare capacità analoghe:
      1-potare alberi senza adeguata imbragatura ti porta a salatissime multe, se quelli della ASL ti scoprono
      2-macellare animali idem
      3-formaggio idem
      4-non osare mettere mano agli impianti elettrici, se non è completato da una dichiarazione che solo i professionisti possono stilare l’impianto è abusivo. Vedi sopra.
      5-non osare fare lavori di carpenteria o muratura senza adeguata certificazione. Le multe che il comune ti può comminare sono salatissime. Per rifare una staccionata di un pezzetto di terreno devo sborsare 650€ per il professionista (obbligatorio) che mi scrive la SCIA, poi ci sono altri 100€ di tasse comunali. La staccionata (che faccio io) mi costa 200€. Se lo faccio senza certificazione sono 1000€ di multa più tutta la manfrina che ho descritto (750€)
      Questo di dovrebbe far pensare (ma io lo so che tu lo sai) che Bottarelli tanto torto non ha quando parla di come siamo ridotti. E che qualsiasi “numero 6” ha comunque vita grama, anche se si toglie diverse soddisfazioni.

      • Emanuele Decarli

        Me ne sbatto. Faccio le cose senza troppo clamore. Con calma. Con pazienza. E se devo fare documenti mi metto pazientemente a compilatli oer conto mio. E se devo fare una scia o un qualsiasi altro documento sto valutando di iscrivermi all’albo dei geometri per il tempo necessario alla firma del progetto e alla fine di eventuali lavori. Il costo é di 6000 euro all’anno. E posso fare anche altri lavori fatturando. Già fatto in passato per dei miei parenti. Bisogna anche avere il coraggio di esporsi e di disubbidire. Cmq sia non abbiamo nulla quindi nulla da perdere, se non la vita. E quella ancora non ce l’hanno privatizzata.

    • panchis

      Io ti capisco, eccome! Complimenti.

    • ccris

      Grazie per questa testimonianza.Ammiro profondamente questa tua scelta. Posso sentirti in privato ? Grazie

    • Eric Maria Gerets

      Grandissimo, ho qualche anno più di te ma sono giunto alle stesse conclusioni.

    • Nexus

      Ti stimo.
      Veramente.
      Hai avuto ed hai un grande coraggio, consapevolezza e capacità.

  • adestil

    d’altronde non tutti sanno che gli stati non esistono più dal 1929 quando fallirono tutti e furono riacquistati dalle banche d’affari internazionali…che fecero fallire anche le principali aziende private(circa 40mila sono negli USA)rilevandole a prezzi stracciati..

    Quindi l’Italia come altri stati è una corporation registrata alla SEC ecco l’elenco ufficiale della SEC dover poter trovare insieme all’Italia ,la Procter and gamble,Microsoft etc..

    Da quel di gli stati sono aziende private che offrono beni e servizi a masse di popolazione ch pagano con le tasse questi beni e servizi….Una particolare forma di azienda ovviamente..dove non ti puoi rifiutare di pagare dove tutto è tassato.

    Ovviamente siccome poi l’azienda bada al profitto ed al lucro ovvio che offre servizi(scuole,strade,ospedali,energia)sempre più scadenti ma a prezzi sempre più alti..non essendoci concorrenza ma solo imposizione…una maniera per sfuggire a questa azienda è prendere un altro gestore(come si fa coi gestori dell’energia)magari è meglio ma non cambia tanto…ad esempio la Germania o la Francia gestiscono meglio i loro beni(ossia noi)

    gli italiani sono tra i peggiori…

    ecco i dati della SEC:

    ITALY REPUBLIC OF CIK#:

    0000052782 (see all company filings)

    SIC: 8888 – FOREIGN GOVERNMENTS

    State location: L6 | Fiscal Year End: 1231

    (Assistant Director Office: 99)

    Business Address MINISTRY OF ECONOMY AND FINANCE

    VIA XX SETTEMBRE, 97 ROME L6 00187 (39) 06-86391271

    Mailing Address C/O STUDIO LEGALE BISCONTI

    VIA A. SALANDRA, 18 ROME L6 0018

    ma per scrivergli ci si deve rivolgere agli inglesi(i nostri reali proprietari che ci fecero unire con la finzione di 1000 soldati scalcagnati,storiella che fanno bere e raccontare ai nostri poveri figli a scuola…dalchè siamo sicuri che sia cosi’ grave che i nostri figli non vadano a scuola ad infarcirsi si false storie che condizionerà la loro vita?Meglio ignoranti come diceva Pasolini…(che infatti fu eliminato….e Dell’Utri ,uno dei pochissimi politici cosiddetti potenti ed intoccabili,è invece finito in galera per aver rivelato di avere le prove di come andò l’uccisione di Mattei e di Pasolini….fa capire che il vero potere è altrove ed usa la magistratura oltre che i medici come armi principali..)

    Mailing Address

    C/O SASM&F (UK) LLP
    40 BANK STREET, CANARY WHARF
    LONDON X0 E14 5DS

    ecco il sito governativo:

    https://www.sec.gov/cgi-bin/browse-edgar?action=getcompany&CIK=0000052782

    qui potete divertirvi a mettere la ricerca di ogni azienda registrata alla SEC (tra cui l’Italia)

    https://www.sec.gov/edgar/searchedgar/companysearch.html

    un modo per sottrarre vostro figlio dall’essere proprietà di questa azienda italia e quindi avere sulle spalle oltre 30mila euro sin dalla nascita e quello di far scrivere il codice fiscale in minuscolo perchè rappresenta la persona dotata di intelligenza ed anima e non coercibile da nessuno…mentre scriverlo in maiuscolo è come registrare una azienda per cui il bimbo diviene soggetto di un contratto non con lo stato pubblico ma con una azienda privata registrata alla SEC e cosa può significare registrare il proprio figlio presso una azienda privata se non sottoporlo al debito di cui l’azienza è gravata?Di fatto è sua proprietà come avveniva con la marchiatura degli schiavi e dei piccoli quando nascevano…

    Ma vi dirò che il computer del funzionario comunale(parlo per esperienza diretta)proprio per evitare errori e libere iniziative è stato configurato per prendere solo maiuscole…(tranne per chi ha vecchi programmi ormai aggiornati,l’efficienza c’è sempre quando è un loro interesse!) e quindi il funzionario che non avrebbe problemi a scrivere in minuscolo senza troppi problemi si trova impossibilitato a farlo..
    Non rimane che redigere il documento a mano,si può sempre farlo…o scrivere nella nota in fondo alla registrazione digitale che la persona non è una persona giuridica ma dotata appunto di intelligenza e anima ed incoercibile ed apolide e proprietà di nessun ente o azienda di nessun tipo quindi non sottoponibile alle leggi relative..

    Questo renderà il vostro bimbo non una nuova vacca marchiata..
    Ovviamente molto dipende dalla diposnibilità del funzionario…
    Se si potevano inserire le minuscole nel cod fisc ,erano fottuti ,ma il computer non lo prende…

    • DesEsseintes

      Non ho capito la questione del maiuscolo e del minuscolo nel codice fiscale

    • robertis

      Già vista sta storia. ..ma se uno stato ha una posizione presso la sec o altri enti non vuol dire che è un azienda e basta. È uno stato che ha una posizione aperta presso un ente. Mi sembra più o meno come la teoria della terra piatta… umilmente mi pare!

  • adestil

    mi correggo l’Italia e la Grecia fallirono nella prima grande depressione di cui nessuno parla ma che portò alla prima guerra mondiale
    mentre quella del 1929 portò alla seconda guerra mondial
    e forse visto i toni di Trump che vuole distruggere l’intera Korea del Nord con tutti i suoi milioni di civili solo perchè Kim minaccia senza poter nella realtà fare nulla e solo perchè risponde a quotidiani sorvoli di giappone,usa,corea del sud che cannoneggia quotidianamente i confini ….
    ovvio che si cerca di buttare tutto in caciara ed entrare in guerra indirettamente con cina e russia,la prima soprattutto perchè da sola detiene 1.5trilioni di titoli di stato che se cerca di vendere falliscono all’istante gli USA e poi perchè non sono più disposti a comprarne altri visto che aver stampato cosi’ tanti dollari(QE)per salvare l’economia e le banche fallite ha reso il dollaro ed i titoli carta straccia…

  • GioCo

    Chi ha scelta? Chi non ce l’ha? Se devi guadagnare, la scelta è ridotta a una: devi guadagnare. Non tanto e non solo per partecipare al Villaggio da buon UBBIDIENTE numero 6, dato che è richiesta specificatamente UBBIDIENZA, in quanto ciò che sai o che sei è un pretesto per ottenere incondizionata UBBIDIENZA. Questo è il succo del Serial TV. In quanto alla fuga il personaggio fugge eccome. Ma poi torna e per un motivo preciso, perchè non gli basta fuggire, lui vuole cancellare il villaggio dalla faccia della terra. E ci riesce nell’istante in cui si rende conto che l’intero teatrino lo regge lui, cioè che l’illusione esiste perché è desidera farla esistere. Quando ogni illusione in lui crolla, crolla anche la necessità del controllo.

    Ma l’illusione (modernista e civica) è molto potente e si radica in ogni aspetto della vita, compresa l’infanzia. Per ciò la teoria implicita dell’autore è che esiste qualcosa che caratterizza l’individuo oltre l’illusione modernista e quando si manifesta se l’individuo la fa sua e non molla, non esiste alcun approccio modernista che regga l’esame della pratica. Infatti tutti i suoi detrattori finiscono per impazzire per la frustrazione di non riuscire a piegare la “volontà” di numero 6 e non ci riescono per un motivo banale, che sbagliano mira (non è la volontà a guidare numero 6 ma la semplice presa di coscenza che non vuole tornare a fare l’agente segreto) … In effetti il problema del nostro tempo è lo stesso che ha numero 6: sbagliamo tutti mira. Ma tutti, proprio tutti! Molti ad esempio ritengono che ci sia una regia oscura che abbia tutta la responsabilità, ma la società nel complesso la facciamo noi non la regia oscura che semmai è un al più un esoparassita per la massa senza il cui contributo non ha nessun controllo effettivo. Per ciò ha senso pompi disperatamente a manetta stimoli emotivi (lo show business) che funzionano esattamente come “droga dei poveri” e poi promette nuova droga solo se facciamo i buoni …

  • Filippo Gregoretti

    Proprio così purtroppo. Il prigioniero era molto carina e profetica… e di esempi a supporto, a parte la news room di Google, se ne possono trovare a bizzeffe 🙂 birra, popcorn, e godiamoci lo spettacolo del Kali Yuga…

  • Shidu

    Son nato il 6.1.66 alle 06:00
    Sono, il numero Sei.

  • Ronte

    Un articolo così lungo meritava un analisi un pò diversa. Scrivere degli USA come la più grande democrazia al mondo, faro di libertà, eccetera eccetera, è quantomeno fuorviante.
    Vogliamo ripercorrere la Storia nordamericana fin dalle origini? Quella confederazione è sempre stata nelle mani dei poteri militari e delle oligarchie, dei ricchi. Qualunque Presidente è ‘burattinato’ da quegli apparati!

    A me pare che il Bottarelli sia un perfetto ‘numero 6’.

  • LICIO

    Siamo ancora in grado di valutare quali siano le decisioni serie ? La “gente ” è da molto tempo che ha portato i cervelli all’ammasso e adesso improvvisamente dovrebbe riprenderseli ? Gli zombies hanno di queste capacità ? sono fortemente dubbioso a tal riguardo…

  • thebuke

    una situazione implementata in pieno in Italia attraverso il codice fiscale, strumento che consente di controllarci in maniera totale, in tutte queste situazioni

    Nascita

    Interazione e
    identificazione presso gli uffici pubblici in particolare quando ci
    si siede di fronte a un addetto della Agenzia delle entrate

    Iscrizione a scuola

    Compilazione
    dichiarazioni dei redditi

    Acquisto autovettura

    Apertura conto
    corrente bancario o postale

    Attivazione utenza
    telefonica mobile

    Attivazione utenza
    telefonica fissa

    Attivazione utenza
    energia elettrica

    Attivazione utenza
    acqua potabile

    Attivazione utenza
    gas

    Installazione
    Telepass

    Emissione carta
    bancomat

    Emissione carta di
    credito anche se prepagata

    Cambio assegno allo
    sportello bancario o postale

    Cambio banconote
    allo sportello bancario o postale

    Cambio banconote da
    lire a euro allo sportello bancario o postale

    Iscrizione figli a
    scuola

    Iscrizione a corsi
    extracurriculari

    Rogiti notarili di
    beni iscritti nei pubblici registri

    Accesso alla
    giustizia

    Acquisto giornale
    online (anche singola copia da 1,50 euro)

    Emissione tessera
    fedeltà di supermercati e simili

    Registrazione su
    siti per scommesse e giochi online

    Cambio valuta anche
    in zona extradoganale come ad esempio zona duty free di aeroporti

    Assunzione a tempo
    determinato e indeterminato

    Stipula contratto di
    affitto

    Apertura società e
    trasferimento di quote o azioni

    Abbonamento ai mezzi
    pubblici (esempio GTT – Torino)

    Rilascio tessera
    bibliotecaria comunale

    Invio reclamo a
    poste italiane

    e forse ne ho dimenticata qualcuna