Siamo solo tanti “Numero 6” nel villaggio globale del controllo sociale. Vale la pena andare avanti?

DI MAURO BOTTARELLI

rischiocalcolato.it

Prima di tutto, scusatemi in anticipo per la lunghezza dell’articolo di oggi. Immagino che pochi di voi abbiano visto la serie tv “Il prigioniero”, io stesso l’ho scoperto da poco, grazie alla lettura di un articolo del “Boston Globe”. Andata in onda sulla tv britannica 50 anni fa, 17 episodi in tutto, racconta la storia di un agente segreto – il cui nome è semplicemente un numero di matricola, “Numero 6”- che abbandona il suo lavoro ma che si ritrova recluso in una fortezza chiamata “The Village”, dove è controllato, interrogato, sottoposto a test ed esperimenti di controllo sociale in continuazione.

Quello che vedete nella foto di copertina è il protagonista e regista, Patrick McGoohan, di cui rimane famosa una frase: “Siamo governati dal Pentagono, siamo governati da Madison Avenue, siamo governati dalla televisione e fino a quando accetteremo queste cose e non ci rivolteremo, dovremo continuare a scorrere con il flusso della valanga… Fino a quando continueremo a comprare cose, saremo alle loro mercé… Viviamo tutti in un piccolo Villaggio. Il tuo Villaggio può apparirti differente dal Villaggio degli altri ma alla fine siamo tutti prigionieri”.

“Il prigioniero” venne descritto da un critico dell’epoca come “una serie televisiva basata sulla distopia, qualcosa che ricorda James Bond che incontra George Orwell, filtrato attraverso Franz Kafka”. I temi trattati, d’altronde, erano decisamente all’avanguardia: la nascita di uno stato di polizia, la libertà dell’individuo, la sorveglianza h24, la corruzione del governo, il totalitarismo, la corsa agli armamenti sia degli Stati che delle società civili, il pensiero di gruppo e il marketing di massa, fino al dato più devastante.

Ovvero, la tendenza dell’uomo ad accettare di essere prigioniero di un carcere che lui stesso ha contribuito scientemente a costruire. Non a caso, “The Village” ha le sembianza tranquillizzanti e positive di un paradiso cosmopolita in riva al mare ma dove gli abitanti non godono di reale libertà: non possono andarsene, sono sotto costante sorveglianza, ogni loro movimento è tracciato da telecamere o droni e la loro personalità è stata annullata. Sono soltanto identificati attraverso numeri. Come con le fidaty card.

Bene, nel primo episodio della serie, conosciamo appunto il protagonista, “Numero 6”, il quale ha il proprio mantra, ripetuto a ogni episodio: “Io non sono un numero, sono un uomo libero”. La colpa del protagonista, che corrisponde al motivo per cui è rinchiuso in “The Village”, è proprio il suo essere un ex agente segreto: al suo arrivo, gli viene infatti reso noto che dentro la sua testa sono stoccate troppe informazioni, una fattispecie che lo rende troppo prezioso per essere lasciato vagabondare nel mondo esterno. Nel corso della serie, esiste un fil rouge: “Numero 6” viene interrogato con tattiche differenti, viene torturato, costretto ad assumere droghe allucinogene, diviene oggetto di furto d’identità, controllo mentale, manipolazione onirica e altre forme di indottrinamento e coercizione sociale al fine di farlo arrendere e soggiogare al potere, allo status quo. Ma “Numero 6” non molla mai. Resiste.

“Non scenderò mai a patti con te. Mi sono licenziato e non sarò spinto, classificato, indicizzato o numerato. La vita è mia”, è la risposta a ogni tentativo di distruzione dell’identità e superamento dei gradi di resistenza sociale e individuale. Ma c’è un contraltare a questa eroica lotta: per quanto resista, “Numero 6” non può scappare. Per quanto combatta, lo sforzo non è mai sufficiente. E’ il principio del panopticon, il carcere ideale progettato a fine Settecento da Jeremy Bentham: un unico soggetto riesce a controllare tutti i carcerati, senza far loro capire quando sono sorvegliati e quando no. Telecamere, droni e altri strumenti di sorveglianza rendono “The Village” una trappola inespugnabile, mentre i cosiddetti “rovers” – gli omini bianchi della foto di copertina – si prodigano al fine di blindare tutte le vie d’uscita di “Numero 6”: “A differenza mia, molti di voi hanno accettato la situazione di prigionia e moriranno qui come cavoli marci”, ripete il protagonista ai suoi compagni quasi a spronarli, a ottenere solidarietà nella lotta, a fomentare la rivolta.

E, soprattutto, per rivendicare la propria diversità, la propria resistenza, la propria superiorità morale di fronte a un mondo che precipita nel totalitarismo più bieco senza battere ciglio. Ma “Numero 6” in cuor suo sa una cosa – e la serie lo fa capire in maniera chiara – e la sua lotta ne è la riprova: ogni sforzo è soltanto esaltazione della futilità della sua stessa volontà di resistenza. Lui combatte, per sé e per gli altri ma sa che non serve a nulla, nel concreto: quando McGoohan morì nel 2009, un critico scrisse che “la serie era un’allegoria dell’individuo, un qualcuno che sta cercando di trovare pace e libertà in una mascherata dispotica spacciata per utopia”.

Non notate qualche somiglianza con la situazione attuale? Le nostre società cosmopolite, integrazioniste, super-tecnologiche non sono in fondo tanti “The Village” ultra-sorvegliati e che non ci lasciano via d’uscita, pena l’isolamento, la criminalizzazione sociale e la ghettizzazione ideale? La televisione, i media in generale, la logica delle fake-news e della post-verità, non sono moderne e meno invasive forme di condizionamento e controllo sociale, esattamente come gli esperimenti cui venivano sottoposto “Numero 6”? Non siamo, forse, già un uno stato di polizia? Anzi, in un prodromo di legge marziale, de facto? Pensateci: la più grande democrazia al mondo, il faro di libertà, non è forse guidata da un uomo che, a sua volta, non si azzarda a prendere nemmeno un caffé senza l’ok dei suoi generali? E lui li chiama proprio così, quando parla delle iniziative di politica estera che presenta al mondo: “Me lo hanno detto i miei generali”.

Di fatto, gli USA sono retti da una “junta” militare, esattamente come fu negli anni per Cile, Argentina, Turchia e Grecia: meno plateale, non abbiamo i colonnelli alla Bruce Willis in “Attacco al potere”, né i carrarmati a presidiare il ponte di Brooklyn ma, guardando in faccia la realtà, chi governa davvero in America, con il beneplacito e la copertura “sociale” del comparto bellico-informativo-industriale? E’ la classica “junta” militare a tre: il generale James Mattis, capo del Pentagono, il generale John Kelly, chief of staff del presidente e il generale H.R. McMaster, consulente per la sicurezza nazionale. Casualmente, i tre uomini che il Deep State voleva in quei posti, dopo le sliding doors poste in essere alla Casa Bianca, con licenziamenti davvero degni di “The apprentice” e il Russiagate a facilitare il lavoro. E’ stato Mattis a bloccare reazioni “di pancia” verso la Corea del Nord, Kelly ha imposto l’ordine allo staff della Casa Bianca e McMaster si è distanziato con grande rapidità e fermezza dalle parole del presidente rispetto ai fatti di Charlottesville: di fatto, hanno mano libera.

E le leve del comando reale: non a caso, è di stamattina la notizia che altri 3mila soldati USA partiranno per l’Afghanistan. L’atto di cessione di potere verso il Pentagono firmato da Trump ad aprile e ratificato a tempo di record dal Congresso a luglio, sta entrando nel vivo. L’America è in mano a generali che, insieme, vantano 119 anni in divisa, gente che vede il mondo e le sue dinamica da una naturale prospettiva marziale e bellica. Gente che ai problemi offre risposte militari, non diplomatiche. Nè, tantomeno, politiche. Gente che parla poco e twitta ancora meno. E, caso strano, quel tipo di risposte sono quelle che il Deep State e il comparto bellico industriale, preferiscono. E la gente è pronta ad accettare di buon grado, visto l’ottimo lavaggio del cervello fatto dai media attraverso la strategia della paura permanente.

E i media, quale parte giocano nell’enorme Village globale, nel panopticon invisibile in cui viviamo ogni giorno di più? Un esempio arriva fresco fresco dagli USA, notizia di ieri pomeriggio. Se non lo sapete, l’informazione locale negli Stati Uniti è stata, di fatto, una sorta di siero anti-vipera rispetto all’offensiva mainstream, soprattutto per quanto riguarda tematiche spinose come il linguaggio dell’odio, le fake news, il gender e il politicamente corretto. Insomma, la censura delle elites. La spina dorsale di questo contropotere fatto dalle varie “gazzette” ed “eco” è la Report for America (RFA), la quale però, non godendo di laute inserzioni pubblicitarie o danarosi editori o tantomeno stanziamenti federali, vive con le disponibilità all’osso. E, ultimamente, quell’osso ha cominciato anche a rosicchiarlo, per sopravvivere. Bene, da ieri e per i prossimi cinque anni, cambia musica, come mostrano queste immagini:


Google, attraverso il progetto Google News Lab Summit, piazzerà 1.000 giornalisti fidati nelle newsroom di tutta l’America, le quali fino al 2022 potranno attingere a fonti di notizie notoriamente indipendenti ed equidistanti come Peace Corps, Americorps, Teach for America e altri media pubblici. La seconda immagine, vi mostra l’imparzialità di cui l’America potrà godere di qui in poi, visti i nomi presenti nell’advisory board del progetto di Google. Come vedete, nulla – ma proprio nulla – è lasciato al caso. Non vi sentite nemmeno un po’ dei “Numero 6” chiusi in un Village di iPhone ultimo modello, Starbucks, informazione e fonti a direzioni unificate e sospensione, de facto, della democrazia rappresentativa? Non sentite su di voi il controllo di droni, camere a circuito chiuso, password, pin, fidaty card, fra poco chip sottopelle al lavoro e quant’altro trasforma la nostra vita in un codice tracciabile? E controllabile.

E quelli che di voi utilizzano Facebook e hanno dato il loro “like” alla pagina di RischioCalcolato, non hanno notato che dal 7 settembre scorso non vengono più aggiornati i nuovi post pubblicati? Pensate sia una scelta del blog? Siamo tutti dei “Numero 6”, destinati alla futilità da un potere troppo più grande di noi e troppo facilitato nel tagliarci le gambe dalla sera alla mattina, per quanto duri e determinati siano i nostri sforzi di resistenza. E’ giunto il tempo della riflessione. E delle decisioni. Serie.

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DesEsseintes
DesEsseintes
19 Settembre 2017 14:41

È giunto il tempo delle decisioni serie, dice Bottarelli. Quale è la decisione seria fondamentale? Che se vuoi ribellarti devi capire che è necessario compiere un sacrificio cioè rinunciare a qualche vantaggio di quelli che derivano dall’essere un subalterno nel Villaggio governato dalle oligarchie. Che – attenzione – per trovare l’orizzonte di senso per la rinuncia ossia per il sacrificio, bisogna cercarlo nell’ambito di un senso di appartenenza nuovo che sia antagonista e irriducibile a quello fittizio imposto dal potere delle oligarchie del Villaggio. Su cosa si fonda questo nuovo senso di appartenenza? Come TUTTI i sensi di appartenenza, su una rinuncia ossia un sacrificio primario CONDIVISO DAI MEMBRI DEL GRUPPO. Un sacrificio “quasi” qualsiasi, che il potere non possa impedire, basta che abbia un minimo di legame materiale e/o simbolico con la situazione di subalternità dalla quale ci si vuole riscattare. Niente è più perfetto a questo scopo di due cose: 1) smettere di guardare la tv sia generalista che quella a pagamento di cui bisogna buttare l’abbonamento e non rinnovarlo alla sua scadenza 2) smettere radicalmente di seguire il calcio. Naturalmente praticarlo va benissimo ma quello professionistico deve essere abbandonato “totalmente” e dimenticato Questi due sacrifici SE CONDIVISI… Leggi tutto »

Truman
Staff CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
19 Settembre 2017 14:59

Qualcosa di simile diceva Renè Girard per spiegare la nascita delle società umane. Egli sosteneva che all’origine della società c’è un sacrificio umano, l’uccisione di un capro espiatorio a cui tutti partecipano, per poi farlo diventare un dio che adorano.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Truman
19 Settembre 2017 15:07

Il sacrificio primario di cui parlo è piuttosto assimilabile a riti di iniziazione come la circoncisione, la proibizione delle trasfusioni di sangue, l’obbligo di una continenza sessuale molto sorvegliata etc etc
Oggi però sarebbe il caso di rivolgere il sacrificio iniziatico “personale” verso forme meno astrattamente simboliche e più direttamente indirizzate alla creazione di una nuova soggettività politica antagonista sia sul piano identitario (prima fase, quella del codice di comportamento) che su quello della concreta e attiva prassi politica (seconda fase che diventa automaticamente possibile avendo realizzato la prima).

PS: oggi siamo in tempi di bio-potere quindi abbiamo il vantaggio di poter fare la rivoluzione senza metodi cruenti, sarà sufficiente essere capaci di resistere insieme ossia di “condividere la rinuncia”.
Faccio presente che di fronte a questo il potere è completamente disarmato e impossibilitato a mettere in atto qualsiasi contromisura.

robertis
robertis
Risposta al commento di  DesEsseintes
20 Settembre 2017 16:00

Il potere addolcisce ogni pillola rendendola desiderabile. La comodità, l’ appagamento dell’ ego e la paura rendono dolce qualsiasi pillola. Accidia, superbia e codardia ci muovono come pupazzi.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  robertis
20 Settembre 2017 18:21

La mia opinione è che funzioni in una maniera leggermente diversa e sarebbe una maniera in cui noi avremmo ampi margini di manovra.

robertis
robertis
Risposta al commento di  DesEsseintes
22 Settembre 2017 11:34

Concordo sui margini di manovra ma ad oggi mentre noi masse ci siamo accorti che è in atto una bella frenatura. Non c’è comunione di analisi delle cause né certamente comunione di intenti. Ergo i margini di manovra sono ampi solo potenzialmente.

adestil
Utente CDC
Risposta al commento di  Truman
19 Settembre 2017 18:08

roma si fondò sul sacrificio da parte del fratello,di Remo.Anche gli USA sono fondati sul sacrificio degli indiani o di presidenti come Lincoln…Poi ovviamente il sacrificio va ripetuto periodicamente per lo stesso motivo..

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  adestil
19 Settembre 2017 18:32

Sono sacrifici diversi che non hanno nessuna relazione.

virgilio
virgilio
Risposta al commento di  adestil
20 Settembre 2017 11:00

be se e per quello gli USA di sacrifici ne fa tutti i santi giorni ininterotamente da 241 anni!!

Holodoc
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
19 Settembre 2017 16:11

Beh… la TV la guardo pochissimo, la pay non ce l’ho mai avuta, il calcio e F1 hanno smesso di divertirmi da almeno quattro lustri… quindi sono già “sacrificio ready”.

E non penso di essere un’eccezione, anzi, calcio e TV sono ormai in declino, specie tra le nuove generazioni, che ormai hanno Youtube come maggiore fonte di intrattenimento.

Ed è qui che dovremmo spostare la lotta, INSTALLANDO TUTTI SOFTWARE AD BLOCK E ANTI TRACCIAMENTO.
Questo sì che sarebbe sovversivo!

adestil
Utente CDC
Risposta al commento di  Holodoc
19 Settembre 2017 18:23

anche usare internet per chi detiene il potere,significa controllarci.. anche usare l’auto ti rende dipendente(senza petrolio ossia guerre vai a piedi,senza accettare ricatti lavorativi ,abolizioni di diritti e di welfare, sei senza stipendio quindi senza casa o se ce l’hai non riesci a pagare utenze(luce acqua gas telefono),oltre all’auto ed infine il cibo.. ovviamente non avrai nè moglie(le mogli per definizione sono conservative quindi seguono le regole) nè figli…figuriamoci un conto corrente… ma di che parliamo….qui ed altrove non è che non ci siano gente disposte a rinunciare a tutto questo(non è certo cosa facile!!!)qui dentro ed altrove c’è gente che non riesce a rinunciare manco ad un conto corrente o carta prepagata…figuriamoci che razza di rivoluzione possiamo mai fare,l’armata di brancaleone al nostro confronto è l’esercito tedesco del terzo reich… In ogni caso non serve andare tanto indietro basta vedere un passaggio del grando fratello vip…per capire come funziona il tutto…intanto già dal titolo ti dicono chiaramente che esiste un grande fratello(che non si vede mai) che ti ordina di stare in un luogo chiuso sempre sotto le telecamere h24 ed ad ogni sgarro sei fuori dalla casa…e tutti fanno di tutto per non farsi buttare fuori.. basta solo… Leggi tutto »

Holodoc
Utente CDC
Risposta al commento di  adestil
19 Settembre 2017 20:09

Ok… il ragionamento fila… ma lascia stare gli adolescenti, non sono più i tempi di Happy Days o Saranno Famosi.
La TV ormai la guardano solo le persone dai 40 in su… gli adolescenti oggigiorno la TV non sanno nemmeno come si accende, guardano solo videoblogger su Youtube.

Tizio8020
Utente CDC
Risposta al commento di  Holodoc
19 Settembre 2017 20:31

Mi sa che non hai adolescenti in casa..

MarioG
MarioG
Risposta al commento di  DesEsseintes
19 Settembre 2017 18:18

3) Niente più “shopping, misunderstanding, managment, jobsact…”. Anzi, per ripicca, tradurre tutto, anche Donaldo Briscola!

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  MarioG
19 Settembre 2017 18:34

Ecco, la questione della lingua è essenziale.
Naturalmente no alla pizza e fichi come pensano quelli di destra.
Casomai ne scrivo ma ho suscitato un vespaio anni fa in un ambiente di “persone colte di destra” che poverine non capivano e soffrivano tanto.

Nexus
Nexus
Risposta al commento di  DesEsseintes
24 Settembre 2017 12:39

La questione della lingua è essenziale… come dici tu.
Come disse Philip K. Dick: “Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole.”

Grandepuffo
Grandepuffo
19 Settembre 2017 14:43

Tutte le strade portano a Roma, a orwell ci arrivi sia da sinistra che da destra.

Truman
Staff CDC
19 Settembre 2017 14:56

Se non ricordo male la storia, tutto il villaggio è dominato da un fantomatico “numero uno” che viene citato in continuazione, ma non si vede mai.
Ma in uno degli episodi finali il numero sei riesce finalmente a vedere la faccia del numero uno e scopre con sgomento che è la sua stessa faccia.

Mario Poillucci
Utente CDC
19 Settembre 2017 15:02

William Tenn: the servant problem” anno 1953. Buona lettura!!

gix
Utente CDC
19 Settembre 2017 16:10

Non ho capito la morale del discorso: cosa dovremmo fare, lasciar perdere tutto e arrendersi definitivamente perché tanto contro il sistema non c’è alcuna speranza? Bisogna diffidare di chi dice questo perché è a suo modo, inconsapevolmente o meno, un servo del sistema, un cane da guardia. Spero non sia il caso di Bottarelli, il finale criptico lascia una speranza, visto il richiamo alle decisioni serie (l’ora delle decisioni irrevocabili…anche se poi non è finita bene). In fondo è come quando i genitori ti terrorizzavano da ragazzino dicendo di non fare una certa cosa perché tanto lo avrebbero scoperto e ti avrebbero punito. Cosa facevamo da bambini? La facevamo lo stesso, magari con un po’ di paura, ed è questo l’atteggiamento giusto. Per il resto il sistema stesso, finchè è governato da uomini, non sarà in grado di gestire l’enorme capacità tecnologica attuale. Il problema, semmai, verrà quando a gestire il controllo dei dati saranno le macchine, ma a quel punto l’essere umano probabilmente si sarà rintanato nelle caverne.

adestil
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
19 Settembre 2017 18:44

no,bottarelli si è reso conto di quello che io sapevo da tempo…sono anni che mi censurano su ogni tipo di forum..quindi figuriamoci se non glielo facesse facebook lo scherzetto,ma che pensava?Forse era un pò illuso.Se un media è letto da molti vieni subito censurato,li la censura funziona…come detto non è impossibile battere il sistema il problema che bisogna battere prima le nostre aspirazioni di successo o di non fallimento di rimanere dentro al sistema che ci garantisce tutto sommato ospedali(sempre più messi male),cure medicine(sebbene sempre meno efficaci),cibo(sebbene sempre più scadente),un auto per muoversi,la possibilità di metterci benzina,la possibilità di avere un tetto..cosa che diamo per scontato ma fuori dal sistema non lo è……e se provi a dire scomode al sistema vieni censurato o cacciato dal sistema con un calcio nel sedere(ossia perdi il posto di lavoro ,oppure pensate che i giornalisti non sanno come stanno le cose,si censurano per paura di perdere i privilegi,idem i medici che tacciono sui vaccini se no vengono radiati e perdono i privilegi del medico)se poi sei un pelitzzo grosso o ti ordiscono contro uno scandalo o ti uccidono(vedi Mattei,Moro,Falcone ,Borsellino etc..e le decine di giornalisti uccisi per aver indagato e trovato prove contro fatti… Leggi tutto »

Holodoc
Utente CDC
19 Settembre 2017 16:14

Mi ricordo quando da bambino guardavo “il prigioniero” sulla TV in bianco e nero… le sfere bianche che lo fermavano ogni volta che provava a scappare me le sognavo di notte da quanto mi spaventavano.

Emanuele Decarli
Emanuele Decarli
19 Settembre 2017 17:27

Riguardo a queste tematiche, da anni penso che il voto e tutte le sciocchezze relative a giustizia e governo sono pura immondizia. Al giorno d’oggi si vota producendo e consumando. E pagando le tasse a uno stato patetico. Io ho deciso di licenziarmi (impiegato a tempo determinato ma resistente al livellamento mentale burocratico) e di vivere di sussistenza. Cercando di dover avere meno necessità di lavoro salariato (arricchire i padroni e lo stato patetico italico) e di spendere meno. Rispetto agli umaninsetti semi-inetti e iper-specializzati che come zombies vagano nel mondo occidentale; rispetto ai fulminati miei coetanei (classe 1983), io so cucire abiti e borse, cucinare, coltivare la terra, curare e potare gli alberi da frutta e i vigneti e gli uliveti, allevare le api, allevare galline e macellarle, allevare pecore e mucche e fare il formaggio, filare e tessere la lana, lavorare il legno, saldare il metallo, smanettare nei circuiti elettronici, smanettare negli impiani elettrici, smanettare nei motori e apparati meccanici, fare lavori di muratura e carpenteria, riparare le biciclette, costruire le ruote di bicicletta, scrivere poesie, suonare la chitarra, il basso, il flauto e la batteria, dipingere, progettare una casa (sono geometra), stampare foto in camera oscura. E… Leggi tutto »

natascia
Utente CDC
Risposta al commento di  Emanuele Decarli
19 Settembre 2017 19:52

Grande persona. Così giovane, mi fai quasi piangere.

Tonguessy
Redazione CDC
Risposta al commento di  Emanuele Decarli
20 Settembre 2017 8:34

Andiamoci piano, visto che anch’io posso vantare capacità analoghe:
1-potare alberi senza adeguata imbragatura ti porta a salatissime multe, se quelli della ASL ti scoprono
2-macellare animali idem
3-formaggio idem
4-non osare mettere mano agli impianti elettrici, se non è completato da una dichiarazione che solo i professionisti possono stilare l’impianto è abusivo. Vedi sopra.
5-non osare fare lavori di carpenteria o muratura senza adeguata certificazione. Le multe che il comune ti può comminare sono salatissime. Per rifare una staccionata di un pezzetto di terreno devo sborsare 650€ per il professionista (obbligatorio) che mi scrive la SCIA, poi ci sono altri 100€ di tasse comunali. La staccionata (che faccio io) mi costa 200€. Se lo faccio senza certificazione sono 1000€ di multa più tutta la manfrina che ho descritto (750€)
Questo di dovrebbe far pensare (ma io lo so che tu lo sai) che Bottarelli tanto torto non ha quando parla di come siamo ridotti. E che qualsiasi “numero 6” ha comunque vita grama, anche se si toglie diverse soddisfazioni.

Emanuele Decarli
Emanuele Decarli
Risposta al commento di  Tonguessy
20 Settembre 2017 9:53

Me ne sbatto. Faccio le cose senza troppo clamore. Con calma. Con pazienza. E se devo fare documenti mi metto pazientemente a compilatli oer conto mio. E se devo fare una scia o un qualsiasi altro documento sto valutando di iscrivermi all’albo dei geometri per il tempo necessario alla firma del progetto e alla fine di eventuali lavori. Il costo é di 6000 euro all’anno. E posso fare anche altri lavori fatturando. Già fatto in passato per dei miei parenti. Bisogna anche avere il coraggio di esporsi e di disubbidire. Cmq sia non abbiamo nulla quindi nulla da perdere, se non la vita. E quella ancora non ce l’hanno privatizzata.

panchis
panchis
Risposta al commento di  Emanuele Decarli
20 Settembre 2017 21:45

Io ti capisco, eccome! Complimenti.

ccris
ccris
Risposta al commento di  Emanuele Decarli
21 Settembre 2017 8:20

Grazie per questa testimonianza.Ammiro profondamente questa tua scelta. Posso sentirti in privato ? Grazie

Eric Maria Gerets
Utente CDC
Risposta al commento di  Emanuele Decarli
21 Settembre 2017 10:39

Grandissimo, ho qualche anno più di te ma sono giunto alle stesse conclusioni.

Nexus
Nexus
Risposta al commento di  Emanuele Decarli
24 Settembre 2017 12:47

Ti stimo.
Veramente.
Hai avuto ed hai un grande coraggio, consapevolezza e capacità.

adestil
Utente CDC
19 Settembre 2017 19:13

d’altronde non tutti sanno che gli stati non esistono più dal 1929 quando fallirono tutti e furono riacquistati dalle banche d’affari internazionali…che fecero fallire anche le principali aziende private(circa 40mila sono negli USA)rilevandole a prezzi stracciati.. Quindi l’Italia come altri stati è una corporation registrata alla SEC ecco l’elenco ufficiale della SEC dover poter trovare insieme all’Italia ,la Procter and gamble,Microsoft etc.. Da quel di gli stati sono aziende private che offrono beni e servizi a masse di popolazione ch pagano con le tasse questi beni e servizi….Una particolare forma di azienda ovviamente..dove non ti puoi rifiutare di pagare dove tutto è tassato. Ovviamente siccome poi l’azienda bada al profitto ed al lucro ovvio che offre servizi(scuole,strade,ospedali,energia)sempre più scadenti ma a prezzi sempre più alti..non essendoci concorrenza ma solo imposizione…una maniera per sfuggire a questa azienda è prendere un altro gestore(come si fa coi gestori dell’energia)magari è meglio ma non cambia tanto…ad esempio la Germania o la Francia gestiscono meglio i loro beni(ossia noi) gli italiani sono tra i peggiori… ecco i dati della SEC: ITALY REPUBLIC OF CIK#: 0000052782 (see all company filings) SIC: 8888 – FOREIGN GOVERNMENTS State location: L6 | Fiscal Year End: 1231 (Assistant Director Office:… Leggi tutto »

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  adestil
19 Settembre 2017 19:21

Non ho capito la questione del maiuscolo e del minuscolo nel codice fiscale

robertis
robertis
Risposta al commento di  adestil
19 Settembre 2017 19:58

Già vista sta storia. ..ma se uno stato ha una posizione presso la sec o altri enti non vuol dire che è un azienda e basta. È uno stato che ha una posizione aperta presso un ente. Mi sembra più o meno come la teoria della terra piatta… umilmente mi pare!

adestil
Utente CDC
19 Settembre 2017 19:38

mi correggo l’Italia e la Grecia fallirono nella prima grande depressione di cui nessuno parla ma che portò alla prima guerra mondiale
mentre quella del 1929 portò alla seconda guerra mondial
e forse visto i toni di Trump che vuole distruggere l’intera Korea del Nord con tutti i suoi milioni di civili solo perchè Kim minaccia senza poter nella realtà fare nulla e solo perchè risponde a quotidiani sorvoli di giappone,usa,corea del sud che cannoneggia quotidianamente i confini ….
ovvio che si cerca di buttare tutto in caciara ed entrare in guerra indirettamente con cina e russia,la prima soprattutto perchè da sola detiene 1.5trilioni di titoli di stato che se cerca di vendere falliscono all’istante gli USA e poi perchè non sono più disposti a comprarne altri visto che aver stampato cosi’ tanti dollari(QE)per salvare l’economia e le banche fallite ha reso il dollaro ed i titoli carta straccia…

GioCo
Utente CDC
19 Settembre 2017 22:38

Chi ha scelta? Chi non ce l’ha? Se devi guadagnare, la scelta è ridotta a una: devi guadagnare. Non tanto e non solo per partecipare al Villaggio da buon UBBIDIENTE numero 6, dato che è richiesta specificatamente UBBIDIENZA, in quanto ciò che sai o che sei è un pretesto per ottenere incondizionata UBBIDIENZA. Questo è il succo del Serial TV. In quanto alla fuga il personaggio fugge eccome. Ma poi torna e per un motivo preciso, perchè non gli basta fuggire, lui vuole cancellare il villaggio dalla faccia della terra. E ci riesce nell’istante in cui si rende conto che l’intero teatrino lo regge lui, cioè che l’illusione esiste perché è desidera farla esistere. Quando ogni illusione in lui crolla, crolla anche la necessità del controllo. Ma l’illusione (modernista e civica) è molto potente e si radica in ogni aspetto della vita, compresa l’infanzia. Per ciò la teoria implicita dell’autore è che esiste qualcosa che caratterizza l’individuo oltre l’illusione modernista e quando si manifesta se l’individuo la fa sua e non molla, non esiste alcun approccio modernista che regga l’esame della pratica. Infatti tutti i suoi detrattori finiscono per impazzire per la frustrazione di non riuscire a piegare la “volontà”… Leggi tutto »

Filippo Gregoretti
Filippo Gregoretti
20 Settembre 2017 0:52

Proprio così purtroppo. Il prigioniero era molto carina e profetica… e di esempi a supporto, a parte la news room di Google, se ne possono trovare a bizzeffe 🙂 birra, popcorn, e godiamoci lo spettacolo del Kali Yuga…

Shidu
Utente CDC
20 Settembre 2017 8:19

Son nato il 6.1.66 alle 06:00
Sono, il numero Sei.

Ronte
Utente CDC
20 Settembre 2017 9:26

Un articolo così lungo meritava un analisi un pò diversa. Scrivere degli USA come la più grande democrazia al mondo, faro di libertà, eccetera eccetera, è quantomeno fuorviante.
Vogliamo ripercorrere la Storia nordamericana fin dalle origini? Quella confederazione è sempre stata nelle mani dei poteri militari e delle oligarchie, dei ricchi. Qualunque Presidente è ‘burattinato’ da quegli apparati!

A me pare che il Bottarelli sia un perfetto ‘numero 6’.

LICIO
Utente CDC
20 Settembre 2017 16:10

Siamo ancora in grado di valutare quali siano le decisioni serie ? La “gente ” è da molto tempo che ha portato i cervelli all’ammasso e adesso improvvisamente dovrebbe riprenderseli ? Gli zombies hanno di queste capacità ? sono fortemente dubbioso a tal riguardo…

thebuke
Utente CDC
23 Settembre 2017 17:57

una situazione implementata in pieno in Italia attraverso il codice fiscale, strumento che consente di controllarci in maniera totale, in tutte queste situazioni Nascita Interazione e identificazione presso gli uffici pubblici in particolare quando ci si siede di fronte a un addetto della Agenzia delle entrate Iscrizione a scuola Compilazione dichiarazioni dei redditi Acquisto autovettura Apertura conto corrente bancario o postale Attivazione utenza telefonica mobile Attivazione utenza telefonica fissa Attivazione utenza energia elettrica Attivazione utenza acqua potabile Attivazione utenza gas Installazione Telepass Emissione carta bancomat Emissione carta di credito anche se prepagata Cambio assegno allo sportello bancario o postale Cambio banconote allo sportello bancario o postale Cambio banconote da lire a euro allo sportello bancario o postale Iscrizione figli a scuola Iscrizione a corsi extracurriculari Rogiti notarili di beni iscritti nei pubblici registri Accesso alla giustizia Acquisto giornale online (anche singola copia da 1,50 euro) Emissione tessera fedeltà di supermercati e simili Registrazione su siti per scommesse e giochi online Cambio valuta anche in zona extradoganale come ad esempio zona duty free di aeroporti Assunzione a tempo determinato e indeterminato Stipula contratto di affitto Apertura società e trasferimento di quote o azioni Abbonamento ai mezzi pubblici (esempio GTT – Torino)… Leggi tutto »