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DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Molto strano … Marika Cassimatis, la candidata sindaco di Genova esclusa dalla corsa per il Movimento 5 Stelle con una decisione insindacabile del capo, comunicherà presto cosa farà … ci sono voci di un avvicinamento a “Possibile” di Pippo Civati (ex dem, ma comunque pronto all’alleanza in previsione del proporzionale), ma è probabile che alla fine unisca il suo percorso a quello di Paolo Putti, l’ex capogruppo M5S in consiglio comunale, che ha creato “Effetto Genova” insieme ad altri tre fuoriusciti, formando il primo nucleo ufficialmente affiliato a quello di Parma (che strano).

Le gesta del Putti sono già state seguite da un altro consigliere comunale ligure, Fabio Vistori, che dopo un altro atto di imperio guidato dalla fedelissima di Grillo in regione Alice Salvatore ha creato “Effetto La Spezia”, a cui potrebbe presto unirsi anche il sindaco di Comacchio Marco Fabbri, cacciato dai 5 Stelle insieme a tutta la sua giunta nel 2014.

Il sindaco di Parma quindi sta organizzando una rete dei “delusi”, ben fornito della sua carta dei valori perché, lo ha detto e ripetuto «non possiamo imbarcare tutti», ma solo quelli che sono pronti a massacrare il Movimento 5 Stelle, a parole e con i fatti (ndr). Il suo campo di riferimento infatti è quello di centrosinistra, cioè quello di Renzi, Prodi, Letta, Gentiloni (via Pisapia) … dunque tutti quelli che si sono votati anima e corpo alle dinamiche ordoliberiste, hanno impoverito l’Italia, le hanno affibbiato l’euro, l’hanno sottoposta ai trattati capestro, hanno provocato una disoccupazione giovanile del 43%, hanno demolito la sua florida economia (da quarta potenza industriale ad economia costantemente sotto il ricatto della recessione). Solo lui e gli addetti ai lavori infatti hanno il coraggio, la sfrontatezza, o l’insipienza di definirli ancora di “sinistra”.

«Cara Cassimatis, vieni con noi, le porte sono aperte. Qui si parla di fatti, non di persone», dice Pizzarotti, che irrompe con astuzia sul caso che agita il M5s di Genova.

Quali sono i fatti? Ce lo dice Fabrizio Savani, consigliere comunale rimasto fedele al Movimento.

  • Inceneritore da sostituire con piano alternativo? NON FATTO
  • Attivazione del Trattamento Meccanico Biologico a freddo, che trasforma i rifiuti in biogas? NON FATTO
  • Piantumazione boschi cittadini? NON FATTO
  • Rotazione dei fornitori del Comune a favore di imprese locali? NON FATTO
  • Affitti agevolati per l’imprenditoria giovanile? NON FATTO
  • Incentivi per il telelavoro? NON FATTO
  • Agevolazione del credito alle aziende agricole? NON FATTO
  • Riappropriazione della rete energetica del comune su esempio di Schonau, attraverso una società con azionariato di diffusione popolare? NON FATTO
  • Costituzione di una E.S.C.O. pubblica (Energy Service Company)? NON FATTO
  • Scuolabus gratuiti? NON FATTO
  • Raccolta e smaltimento rifiuti affidati a due enti separati? NON FATTO
  • Bilancio partecipato con i cittadini? NON FATTO
  • Chiusura di Equitalia. NON FATTO
  • La rinegoziazione e riduzione del debito. NON FATTO
  • Referendum cittadino sull’opportunità di esternalizzare un asilo comunale. NON FATTO
  • Difesa dell’ambiente e del territorio (trovate 37 discariche abusive dopo 5 anni di giunta). NON FATTO

L’analisi è lunga e corposa, continua Fabrizio Savani.

Molti dubbi sulla fedeltà del Pizzarotti al MoV sorgono già all’inizio del suo mandato, dopo poche ore dall’elezione a maggio 2012 il sindaco dà lustro alla sua immagine con un servizio fotografico su “Chi” il settimanale del gruppo Mondadori diretto da Signorini. Seguiranno diverse comparsate sui network nazionali.

Il Pizzarotti show inizia poi con la cena “segreta” con Giuseppe Villani, allora esponente di Forza Italia e vice presidente Iren, il gruppo multiutility dell’inceneritore di Parma.

Si prosegue col sindaco che dichiara che non ha mai promesso di chiudere il forno di Parma, invece l’avviamento dell’inceneritore poteva essere evitato e lui non ha giocato tutte le carte a disposizione. Il Consiglio comunale all’unanimità ad ottobre 2014 incarica la Giunta a realizzare vari obiettivi fra i quali:

a) strategia di riduzione dei rifiuti anche attraverso la raccolta differenziata;
b) riconversione dell’inceneritore con un sistema di trattamento a freddo dei rifiuti (TMB) che prevede costi di gestione inferiori rispetto al sistema attuale (a caldo);
c) tema della tariffa dello smaltimento dei rifiuti e divieto di conferimento rifiuti da fuori Provincia;
d) separazione del servizio di raccolta dal servizio di smaltimento dei rifiuti.

Tutte delibere smentite poi dai fatti.

Oggi la raccolta dei rifiuti a Parma tocca il tariffario più alto di tutta l’Emilia, per di più essendo l’impianto di ultima generazione, dopo la chiusura degli altri forni tranne quello di Forlì, a Parma arrivano i rifiuti di Reggio, Bologna, Piacenza. L’inceneritore si poteva fermare, come hanno dimostrato due avvocati,  Pietro De Angelis e Arrigo Allegri  «Il progetto di PAIP prevedeva infatti la realizzazione di tre comparti: il C1, il C2, il C3.Viceversa IREN ha realizzato soltanto il comparto C3 del termovalorizzatore (TVC). Vale a dire la parte “forno” che incenerisce quindi i rifiuti. Mentre il comparto C1 prevedeva lo stoccaggio e trattamento dei rifiuti urbani, ed il C2 prevedeva lo stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi. E’ chiarissimo che i comparti C1 e C2 dovevano essere realizzati per primi; dovevano quindi essere prodromici nella costruzione – e nella messa in funzione – al c.d. inceneritore (TVC/comparto C3). Perché è capitato questo? Il termovalorizzatore è la parte che rende in termini economici, perché produce energia o calore da utilizzare, quest’ultimo, per il teleriscaldamento. »

Oggi le “fosse”, i locali del termovalorizzatore di Ugozzolo in cui viene stoccato l’indifferenziato in attesa dell’incenerimento o del trasporto verso altre strutture, sono così colmi, che ormai i rifiuti devono essere scaricati fuori. I cumuli emanano un odore insopportabile, per cui nemmeno le mascherine protettive sono più sufficienti, inoltre, sono abitati da frotte di topi e ratti.

Queste le condizioni denunciate dagli addetti di Iren che lavorano nell’inceneritore di Ugozzolo durante il presidio organizzato da Funzione Pubblica Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel in occasione della giornata di sciopero nazionale per il rinnovo del contratto del settore igiene ambientale.

Interessante poi il tema della proprietà della rete del teleriscaldamento, perché l’amministrazione smentisce chiaramente la decisione dell’ANAC, che nel maggio 2016 aveva ribadito che le reti del TLR erano da considerarsi un Servizio Pubblico Locale, quindi assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria. Il Comune invece non l’ha pensata nello stesso modo, evidenziando (dopo un anno) che le reti del TLR nel territorio comunale non potevano essere considerate opere pubbliche, quindi vengono disciplinate come opere private.

Ulteriore imbarazzo quando si scopre che la società di riscossione del Comune, Parma Gestione Entrate, sembra non fosse iscritta all’albo dei soggetti accreditati per farlo, di conseguenza la visita della Guardia di Finanza che esegue controlli, infine indagati i vertici di PGE (avvisi di garanzia con l’accusa di usura, peculato e falso ideologico) e successivamente in un infuocato Consiglio comunale vengono annunciate le dimissioni del CdA di PGE (nominato dal sindaco).

Altro passo falso del sindaco quando, comportandosi come un segretario di partito, organizzò autonomamente, senza averlo in alcun modo concordato né con lo staff del M5S né con Beppe Grillo, l’evento della convocazione dei candidati sindaci delle amministrative.

Diverse scelte poi testimoniano i rapporti con la vecchia politica del PD. La prima è l’approvazione a giugno 2013 della governance Iren targata PD che politicamente lo conduce dentro ANCI, uno scambio di “interessi” che mostrano il modus operandi tipico degli inciuci da prima repubblica.

Poi nel 2014, nonostante l’espresso divieto di Beppe Grillo, il sindaco raggiunse un accordo con Pd e centrodestra per eleggere un esponente Pd (o il sindaco di Fidenza o quello di Salsomaggiore) alla presidenza della Provincia di Parma, lui stesso si candida come consigliere provinciale nella lista unitaria.

Per quanto riguarda le politiche urbanistiche, il Consiglio comunale di Pizzarotti ha semplicemente adottato quelle della giunta precedente, senza fare alcuna critica di sorta ai piani urbanistici ereditati dalla precedente amministrazione. Il massimo organo di rappresentanza cittadina ha abdicato dunque al suo ruolo analisi e pratica politica antisistema, abiurando consapevolmente i valori e i principi del M5S.

Trincerandosi dietro alle solite giustificazioni da vecchia politica di sempre dei «diritti acquisiti» … «carte in regola per costruire» … «non possiamo farci niente, è tutto regolare».

Il M5S nel caso di Genova non ha rispettato la libertà e la democrazia?  Beh … la libertà e la democrazia allora l’hanno rispettata i fuoriusciti di Genova che hanno scimmiottato il Pizzaballa 2012-2017, come riporta un gruppo satirico FB.

Perché l’Italia è il paese dei voltagabbana, quindi oltre a quelli dei comuni e delle regioni, ci sono anche quelli del Parlamento, infatti dal 2013 ci sono stati 388 cambi di partito … alcuni parlamentari hanno cambiato partito anche 6 volte negli ultimi 4 anni, e la terza forza politica del Senato e della Camera è proprio il gruppo misto. Se un politico volesse cambiare partito, liberissimo di farlo, però dovrebbe dimettersi, come accade ad esempio in Portogallo, ma anche in Gran Bretagna.

Nella civilissima Italia invece, una volta che i puri di spirito sono arrivati in Parlamento dimenticano gli elettori e le promesse elettorali, quello che conta è la poltrona e il megastipendio. Molti governi hanno fatto approvare le peggiori porcate, proprio grazie ai voltagabbana. Da Monti a Letta, da Renzi fino a Gentiloni, le leggi più vergognose della storia della repubblica si sono votate grazie ai traditori del mandato elettorale, ai  camaleonti del gruppo misto.

Si chiama vincolo di mandato, serietà istituzionale, rispetto della volontà popolare, se ti metti a dileggiare il MoV remandogli contro, non sei più affidabile.

Però il Pizza in fondo è un romanticone … anche se taglia i servizi ai disabili, alle famiglie e alle fasce deboli, cementifica tutto quello che è cementificabile, arricchisce Iren e i super costruttori, si fa pubblicità sugli autobus forse con soldi pubblici (?), lascia interi quartieri in mano agli spacciatori … ora, in prossimità delle amministrative, sboccia il profumo dei fiori lungo i viali di Parma.

Tu chiamale se vuoi … emozioni.

 

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

22.03.2017

 

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