Sardine e pesci rossi

DI MAURO POGGI

mauropoggi.wordpress.com

La lettura del “Manifesto delle sardine”, disponibile qui, è imbarazzante per la pochezza politica che palesa. Ognuna delle “tesi” (?) sostenute potrebbe essere presa a esempio dell’orientamento culturale espresso, ma un paragrafo in particolare mi è sembrato rappresentativo, laddove si afferma:

Siamo un popolo di persone normali, di tutte le età: amiamo le nostre case e le nostre famiglie, cerchiamo di impegnarci nel nostro lavoro, nel volontariato, nello sport, nel tempo libero. Mettiamo passione nell’aiutare gli altri, quando e come possiamo. Amiamo le cose divertenti, la bellezza, la non violenza (verbale e fisica), la creatività, l’ascolto”.

Questo paragrafo secondo me descrive plasticamente il ceto sociale di provenienza dei redattori: la nicchia privilegiata che negli ultimi dieci anni ha avuto la fortuna di vedere la crisi dal di fuori ed è convinta di averla scampata per intrinseci meriti. Il suprematismo morale che trasuda la colloca direttamente nell’area della sinistra rosée: quella politicamente corretta, compassionevole “quando e come può” e comunque quanto basta per sentirsi in pace con la propria coscienza; convinta che la propria bolla di riferimento sia accessibile a chiunque, purché dotato di buona volontà e merito.

Al di là della stucchevolezza, da concorso Miss Italia, lo trovo offensivo: per tutti i disoccupati e i precari che riempiono questo paese, per gli indigenti che si sono triplicati, per tutti coloro che la “durezza del vivere” di questa eurocomunità costringe a fare i conti ogni giorno con il rischio di precipitare nella povertà da un momento all’altro. In breve, la vasta umanità di disagiati che l’ordoliberismo eurocomunitario ha creato, e che guarda caso è del tutto assente nell’orizzonte cognitivo che il manifesto illustra.

E allora mi chiedo se queste sedicenti sardine non siano poi solo dei pesciolini rossi, che immemori nuotano in tondo nella loro boccia di vetro presumendo di essere in mare aperto.

 

Mauro Poggi

Fonte: https://mauropoggi.wordpress.com

Link: https://mauropoggi.wordpress.com/2019/11/22/sardine-e-pesci-rossi/

22.11.2019

17 Comments
  1. Tonguessy says

    Ottimo articolo, che mette in luce quanto pervasiva sia la filosofia neoliberista che trova fondamento nell’etica protestante.
    “averla scampata per intrinseci meriti” non è null’altro che una forma raffazzonata di destino manifesto.
    Lo scrivo da anni: ormai l’etica protestante ha invaso ogni anfratto sociale, trasformando la sinistra storica attenta ai diritti sociali in sinistra buonista attenta ai diritti umani. Intanto i disoccupati e gli indigenti aumentano, e nessuno si prende cura di loro.

  2. ton1957 says

    C’è una certa anologia con la marcia dei 40.000, anch’essi sbucati dal nulla ed in apparenza organizzati da nessuno, in realtà vennero scelti uno ad uno per tradire il movimento operaio, utili idioti a cui fecero promesse, poi neppure mantenute, di mantenimento dei propri privilegi.

  3. Holodoc says

    Ho già scritto altre volte che per un certo periodo ho frequentato un gruppo di meditazione. Erano persone piacevoli, a parte il fatto che appartenendo tutti a categorie poco impattate dalla crisi del mondo lavorativo, insegnati, pubblici impiegati, pensionati, avevano conservato una visione del mondo analoga a quella delle “sardine”.

    Ho smesso di frequentarle fisicamente quando il lavoro non me l’ha più permesso… ma è stato un bene, non avrei certo continuato a reggere senza incazzarmi i loro discorsi buonisti.

  4. Riccardo says

    Alla parola manifesto uno pensa che debbano essere associati degli obiettivi, delle idee, dei punti programmatici, delle istanze. Leggendo il cosiddetto programma di questo sedicente movimento ne emerge un quadro di retorica desolante, un nulla totale che riconosce solo l’essenza di un antagonista, rappresentato in questo caso dal populismo. Si vergognano di quello che sono e di ciò che simboleggiano a tal punto dal non schierarsi, non si identificano in nulla infatti fanno riferimento scontati (qualsiasi età, ceto, famiglia, tempo libero) che ben si adeguando al loro modello di vita standardizzato ed omologante, utili idioti funzionali al potere liberista.

  5. enricodiba says

    Saranno anche “imbarazzante per la pochezza politica che palesa”, ma intanto il capitano è dovuto scappare davanti a loro.

    1. Holodoc says

      Davanti a loro o alla potenza di fuoco mediatica che li appoggia?

    2. Populista col Seiko says

      Fosse andato ci sarebbero stati scontri e le sardine avrebbero avuto la peggio perchè sono un branco di fighetti piccolo borghesi.

      Poi le sardine e i media sionisti avrebbero fatto le vittime inneggiando al fascismo dei salviniani e delle f.d.o.

  6. Pfefferminz says

    Articolo perfetto.
    Certo che ci vuole della chutzpah per concludere il manifesto con la strofa di una bella canzone di Lucio Dalla, quando loro, le sardine, al posto del “pensiero che dà fastidio”, hanno il nulla elevato all’ennesima potenza. Cantare poi “bella ciao” in piazza mostra proprio che il mondo è capovolto.

  7. Annibal61 says

    Suggerirei di prendere nomi e cognomi di tutti i signori in giro per le piazze italiani che si fanno chiamare “SARDINE”, NOMI e COGNOMI, ma mica per schedarli bensì fare pagare a loro i danni per “OCCUPAZIONE ABUSIVA DI SUOLO PUBBLICO”. E’ il divieto a cui sono incorsi il movimento denominato “guerrirors del latte” al nord e l’ altro movimento denominato “forconi” al sud. Occupazione abusiva perla quale si sono visti recapitare MULTE da15.000 a 20.000 euro a testa negli anni successivi. Scattate foto e prendete nomi!

  8. lady Dodi says

    E’ vero, i 5 Stelle hanno finito la corsa e ora si fanno sotto le “Sardine”. Non so se sono state create ma di sicuro sia a Cuperlo, di solito così compassato, sia a Formigli, luccicavano gli occhi dall’emozione. Formigli si è prostrato davanti ai nuovi leaders sardiniani, come davanti alla Madonna. E Cuperlo ha attaccato la litania del “Finalmente dei giovani, spontaneamente…..”
    Vediamoci anche questa.

  9. chimbi dfe says

    Lasciamo marinare le piccole sardine rancide, senza ideali nè idee, nella loro salamoia di insipienza, droga, sballi alcolici, lercia ipocrisia e laida malafede. L’ unica differenza tra loro e i morti è il processo di putrefazione, il tanfo però è lo stesso e riesce a oltrepassare i teleschermi..

  10. ignorans says

    Beh, la foto dice tutto, no?

  11. CARLA says

    Le sardine in scatola hanno due caratteristiche principali: 1 – sono tutte uguali, 2 – sono senza testa

  12. passante says

    Questi sono i figli del Deep State “de noantri”

    1. pincopallo says

      i sessantottini che andavano con la ‘500’ all’università ?

  13. Pfefferminz says

    Stanno arrivando i Pinguini sovranisti, quasi 10.000 adesioni in sole 36 ore. Perché si chiamano pinguini? Perché i pinguini mangiano le sardine. Non è uno scherzo. 🙂

  14. Lucio says

    ottimo sunto.
    Ritengo che siano prevalentemente figli di papà che pensano che con i pastelli colorati si combattano i terroristi.

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