Sancho #8 - Fulvio Grimaldi - Canti e disincanti del Risorgimento perduto

"Piccoli patrioti", dipinto di Gioacchino Toma del 1862
"Piccoli patrioti", dipinto di Gioacchino Toma del 1862

La puntata #8 è una rapsodia, contaminazione di Fulvio Grimaldi tra poesia e narrazione storica, perché i popoli fanno la loro identità con i canti e le battaglie.

L'Italia, cantata e subito disincantata, oggi si trova a dover fare della sua resistenza una battaglia di memoria, perché le future generazioni abbiano ancora un retroterra culturale su cui formare la propria identità, e non farsi imporre quella artificiale e dispotica del transumanesimo.

Temi della puntata:

- I canti che hanno fatto l'Italia: excursus su battaglie e protagonisti del Risorgimento

- I disincanti: il massacro del Sud ad opera di Borbone e Savoia

- Distruggere la scuola per cancellare l'Italia dalla memoria delle future generazioni.

Sancho da un'idea di Giuseppe Russo. Conduce Massimo Cascone. Produzione Bagony Snikett

Buona Visione!

Link su DailyMotion: https://dai.ly/k1MtR1APmZE0kkwLdV1

Commenti (5)

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    1. cave canem 31 marzo 2021

      Sulla Rivoluzione napoletana del 1799 Fulvio Grimaldi è fermo a quanto la Scuola di matrice crociana e la storiografia accademica gli hanno raccontato: il mito degli illuminati giovani borghesi che versano il loro sangue (spesso blu) sotto i colpi della masse contadine brute, borboniche e ,ovviamente, non credenti ma superstiziose.
      In realtà questo pugno di figli di papà si comportarono da perfetti ascari sparando cannonate alle spalle dei lazzari che difendevano la loro patria, Napoli, dall'invasione dell'esercito francese, che così potè conquistare la città. Eroi o collaborazionisti? Con lo stesso sistema della repressione militare si "democratizzò" il resto del Sud. Tanto per avere un'idea delle stragi provocate da questi liberatori tra le file dei resistenti, si può citare il caso della Capitale, dove, per ammissione del generale francese Thiébault, si arrivò a 60.000 morti, e quello di Andria dove furono passate per le armi 4.000 persone. La proclamata Repubblica scriveva nella sua Costituzione che ogni deliberazione del governo provvisorio diventava operante solo previa approvazione della MadrePatria Francia.
      Restaurata la Monarchia borbonica, alcuni tra i promotori della rivolta furono condannati a morte, di 104 sentenze ne furono eseguite 99. Tutte le rimanenti condanne furono dichiarate estinte entro il 1801 e le relative pene sospese. Erano reazionari i Borbone? E perché, altrove i regnanti avrebbero agito diversamente? E poi Anita, chi? La donna che aveva lasciato su due piedi il marito, che di lì a poco sarebbe stato trovato con una baionetta conficcata nel petto, per seguire l'eroe dei due mondi? E fermiamoci qui.
      Resta un mistero come l'ottimo Grimaldi voglia svelare le piaghe dell'Italia presente alimentando ad oltranza le mistificazioni risorgimentali, la radice di ogni male del Paese.

    1. robertis 27 marzo 2021

      Aggiungo tra le antiche attestazioni la monetazione degli alleati italici nella Guerra sociale (90-88 a.C.). ITALIA o VITELIU.

    1. Dante Bertello 26 marzo 2021

      Non conosco così bene la storia italiana dell'ottocento, da poter confutare quanto asserito da Fulvio Grimaldi, che comunque preferisco quando narra il presente o il passato recente, che ha toccato con mano, ma anche quando non si fa annebbiare dalla passione politica.

      Diversamente, il passato remoto, anagraficamente deve averlo anche lui studiato o letto da testi altrui, quindi passibile di difformità dovute ai diversi autori.

      Ho trovato però interessante il filmato che posto in basso dove, la questione meridionale, viene vista con gli occhi di Giorgio, un ragazzo del sud, emigrato al nord, che analizza dati concreti, per dare poi una sua risposta al quesito.

    1. Giampy 25 marzo 2021

      Grazie Fulvio . Sei sempre una luce in fondo al tunnel.

    1. Nightwhisperer 25 marzo 2021

      Bellissima puntata. Grazie infinite.
      Circa 10 anni fa lessi il libro pieno di spunti e immagini di Nicoletta Bazzano "Donna Italia" (Angelo Colla Editore) molto storico e poco celebrativo, che consiglio per approfondimenti.

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