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Invece di creare più ricchezza con meno lavoro, l'automazione potrebbe creare più ricchi senza lavorare. Foto: Paul Hanna / Reuters

Non solo i Robot ci levano il lavoro, ma renderanno i ricchi sempre più ricchi

DI BEN TARNOFF

Robotica e intelligenza artificiale continueranno a progredire  – ma senza un vero cambiamento politico, come una tassa, quello che succederà potrà oscillare tra  “male e male apocalittico”

 I robot devono pagare le tasse?

Può sembrare strano, ma parecchia gente importante  recentemente si è fatta questa domanda, per timore, forse, che l’impatto di una crescente automazione,  possa richiedere che si introduca una “robot-tax” a tempi brevi.   All’inizio di questo mese, il Parlamento europeo ha preso in considerazione   una proposta di Benoît Hamon, del partito socialista francese, candidato presidenziale – spesso assimilato nel suo paese a Bernie Sanders – che ha inserito una robot-tax nel suo programma. Anche Bill Gates recentemente ha appoggiato l’idea.

Le proposte variano, ma condividono una premessa comune. Dato che macchine e algoritmi diventano sempre più intelligenti, presto sostituiranno una fetta sempre più ampia della forza lavoro. Una tassa sui robot potrebbe far aumentare le entrate per riqualificare i lavoratori licenziati, o per fornire loro un reddito di base.

L’automazione non è cosa nuova. Alla fine del 16 ° secolo, un inventore inglese sviluppò una macchina per la maglieria nota come stocking frame. A poco a poco, i lavoratori passarono da una media di 100 punti al minuto al telaio ad una media di 1.000 punti al minuto. Questo era il modello di base, ripetuto poi per secoli: quando la tecnologia migliora, si riduce la quantità di lavoro necessario per produrre un certo numero di prodotti.

Finora, tuttavia, questo fenomeno non è ancora arrivato a produrre una disoccupazione estrema. Questo perché l’automazione può creare posti di lavoro così come può distruggerli. Un esempio recente sono i cassieri delle banche: i primi sportelli automatici apparvero  nel 1970, ma il numero totale degli sportelli è molto cresciuto da allora. Così i bancomat  hanno reso più conveniente tenere aperta una filiale e le banche hanno aperto più filiali, portando ad un esubero generale dei cassieri, infatti la loro job description è cambiata e oggi passano più tempo a vendere i servizi finanziari che a distribuire denaro – ma i lavoratori sono ancora lì.

Quello che è diverso questa volta è la possibilità che la tecnologia diventi tanto sofisticata, da non lasciare più nulla che debbano fare degli esseri umani. Cosa succederà se lo sportello ATM potrà, non solo,  darvi qualche centinaio di dollari, ma se potrà anche vendervi un mutuo a tasso variabile? Mentre si parla tanto di intelligenza artificiale,  ci sono stati progressi importanti negli ultimi anni e non è escluso che siano all’orizzonte scoperte molto più grandi. Invece di limitarsi a trasformare il lavoro, la tecnologia potrebbe cominciare ad eliminarlo. Invece di rendere possibile creare più ricchezza con meno lavoro, l’automazione potrebbe rendere possibile la creazione di più ricchezza senza nessun lavoro.

A fully automated economy would make workers not just redundant, but powerless. 
Un’economia completamente automatizzata renderebbe i lavoratori non solo ridondanti, ma impotenti. Foto: Lluis Gene/AFP/Getty Images

Che cosa c’è di male in una ricchezza prodotta senza lavoro? Dipende da chi entrerà in possesso di questa ricchezza. Sotto il capitalismo, i salari corrispondono ad una parte di quanto viene prodotto con il lavoro. La parte è sempre stata piccola, rispetto al quanto scivola in tasca ai proprietari del capitale. E nel corso degli ultimi decenni, questa parte è diventata ancora più piccola: la quota di reddito nazionale che va ai salari è in costante contrazione, mentre la quota che va al capitale è costante in crescita. La tecnologia ha reso i lavoratori più produttivi, ma i maggiori profitti vanno verso l’alto, non verso il basso. La produttività è aumentata dell’ + 80,4% tra il 1973 e il 2011, ma la vera retribuzione oraria del lavoratore medio è salita solo del  + 10,7%.

Per quanto siano preoccupanti questi dati, l’automazione di massa rischia di essere molto peggio. Se si pensa che la disuguaglianza è già un problema, provate ad immaginare un mondo dove i ricchi possono diventare ancora più ricchi da soli.  Una volta che il Capitale che si libera dal lavoro (che serve per produrlo) sarà la fine non solo per il lavoro, ma sarà la fine anche del salario. E senza il salario, i lavoratori perdono il loro unico accesso alla ricchezza – o per meglio dire al loro unico mezzo di sopravvivenza – e perderebbero anche la loro fonte primaria di potere sociale. Finché saranno i lavoratori a controllare i luoghi di produzione, potranno bloccarli. Lo sciopero è ancora, per i lavoratori, l’arma più efficace di cui dispongono, anche se ormai la usano sempre più raramente. Una economia completamente automatizzata li renderebbe non solo ridondanti – esuberi – ma impotenti.

Nel frattempo, un capitale-robotico permetterebbe ad una élite dei ricchi di staccarsi completamente dal resto della società. I ricchi che vivono tra jet privati e isole private, già dedicano una gran parte del loro tempo ad isolarsi dalle altre persone. Ma anche il miglior bunker di lusso fortificato deve avere dei legami con il mondo esterno, per il fatto che il capitale ha ancora bisogno del lavoro (umano) per riprodursi. L’automazione di massa permetterebbe di recidere questo nodo. Appena i ricchi avranno a disposizione una infinita ricchezza prodotta senza lavoro umano, le élite potrebbero rinchiudersi in un paradiso dorato, lasciando le masse di disoccupati a marcire fuori.

Se questo scenario non appare  abbastanza desolante, allora pensiamo alla possibilità che l’automazione di massa potrebbe portare non solo all’impoverimento di chi lavora, ma anche al loro annientamento. Peter Frase, nel suo libro Four Futures, ipotizza che le orde di gente economicamente ridondante – gli esuberi – che stanno fuori dai cancelli,  sarebbero tollerati solo per un certo tempo. Dopo tutto, potrebbero non stancarsi di restarsene lì (fuori dai cancelli)  – e questo potrebbe provocare un sacco di fastidi. “Che cosa succederebbe se le masse diventassero pericolose ma, non essendo più  classe operaia, non avessero anche perso qualsiasi valore per chi governa?” – Scrive Frase : ” A qualcuno potrebbe venire l’idea che forse sarebbe meglio sbarazzarsene –  Frase dà a questa ipotesi-di-futuro un nome, appropriato e spaventoso: “exterminism” –  un mondo caratterizzato da una “guerra genocida dei ricchi contro i poveri”.

Quando chiesi  a Matt Bruenig, uno dei massimi pensatori della sinistra, qual era il suo pensiero, mi  spiegò che qualsiasi cosa facciamo, non dovremmo cercare di scoraggiare l’automazione. “Il problema con i robot, non è la produzione ed il loro utilizzo per la produzione – cosa che effettivamente è un bene per la produttività.” mi ha detto. “Il problema è che i robot sono di proprietà dei ricchi, il che significa che il reddito che producono resta quasi completamente in mano alla gente ricca.”

I robot che ammazzano il lavoro sono una cosa buona, in altre parole, lo sono se la prosperità che producono viene distribuita a tutta la popolazione. Un report di Oxfam uscito all’inizio di quest’anno ha rivelato che gli otto uomini più ricchi del mondo possiedono più ricchezza di metà della razza umana. Immaginate a che livello potranno arrivare queste cifre se l’automazione accelererà ancora questa discrinimazione. Ad un certo punto, una piccola manciata di miliardari potrà controllare quasi al 100%  di tutta la ricchezza della società.

Poi, forse, l’idea che la ricchezza deve essere proprietà di molti,  e non monopolizzata da pochi, non sembrerà più così radicale, e quindi non sarebbe sbagliato, fin da adesso, assicurarci che si cominci con un po’ di dolorosamente necessaria redistribuzione  – prima che il capitalismo-dei-robot ci uccida tutti noi.

 

Fonte: https://www.theguardian.com

Link: https://www.theguardian.com/technology/2017/mar/02/robot-tax-job-elimination-livable-wage

2 mar. 2017

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A seguire un estratto di un articolo di Daniel Lang   pubblicato su Shtfplan.com  :

The Guardian dà l’allarme : L’ Automazione può portare a Guerre di classe e Genocidi

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Quello che è più interessante di questo articolo, è il futuro da incubo che ci sta predicendo. Se – alla fine – l’automazione eliminerà tutti i posti di lavoro; e con questo anche il potere politico e la ricchezza dell’uomo qualunque, come dovranno reagire le élite? Dovranno vivere isolati da tutto il resto della società, chiusi in  comunità private fortificate, e poi  sterminarci tutti se qualcuno dovesse  far vedere che c’è rimasto male?

Per essere onesti, non ho nessun dubbio che questo sia quello che vogliono le élite (e per elite, non intendo l’1% della popolazione, ma più esattamente lo 0,00001 %), o almeno questo mi sembra qualcosa di spiacevole ma inevitabile. Quello però che è pura propaganda in questo articolo è la soluzione che viene presentata per questo problema.

Lo vedete adesso dove sta la propaganda?

Ci vogliono far pensare che abbiamo solo due scelte. In entrambi i casi dovremmo accettare dei livelli quasi inimmaginabili di disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza e una lotta di classe, oppure potremmo accettare il socialismo e la sua ridistribuzione della ricchezza fatta con una pistola puntata. Ma come tutti sappiamo, il socialismo non è quello che toglie veramente ai ricchi per dare ai poveri. Il socialismo toglie alla ricca borghesia, e lo dà agli ultra ricchi.

In altre parole, questo articolo propone due soluzioni ad un problema, e entrambe le soluzioni porteranno vantaggi alla sola classe delle élites. Ma ancora meglio, propone due soluzioni ad un problema che non esiste.

La verità di cui si parla, è che la disuguaglianza della distribuzione della ricchezza non è causata dalla automazione. Nel corso della storia umana, qualsiasi meccanismo che ha prodotto risparmio di lavoro ha sempre e solo prodotto benefici per l’uomo comune –  facendo scendere i prezzi e riducendo la quantità di ore di lavoro che servono per raggiungere un buon tenore di vita. La  disuguaglianza nella suddivisione della ricchezza in realtà aumenta quando un governo crea della normative che producono vantaggi solo per una piccola élite di persone. Succede quando si gonfia il valore della moneta, concedendo più vantaggi agli ultra-ricchi, buttando loro un amo che ha come esca tanto nuovo denaro appena stampato, in modo che possano spenderlo subito, prima che arrivi anche agli altri e che cominci a perdere valore.

Se, in futuro,  l’automazione dovesse arrivare a portare allo sterminio dei poveri da parte dei ricchi, questo potrà accadere solo perché i governi hanno creato condizioni economiche che concedono, a una manciata di uomini,  quei soldi e quelle leggi che servono per avviarsi su questa strada. Accadrà perché alcune politiche del governo faranno in modo che la gente della strada non possa avere abbastanza soldi per comprarsi dei propri robot, e per poter competere con i ricchi.

L’automazione è una cosa spaventosa. Molti di noi non sanno ancora come dovremo adattarci. Ma non dobbiamo permettere a questo establishment di  convincerci che l’unico modo per sopravvivere alla prossima ondata di automazione sia accettando che la redistribuzione della ricchezza porti alla tirannia.

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Fonte: www.shtfplan.com/

Link : http://www.shtfplan.com/headline-news/guardian-warns-automation-may-lead-to-class-warfare-and-genocide_03032017

4.03.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

 

 

Pubblicato da Bosque Primario

  • Servus

    L’articolo di The Guardian pone seriamente un interrogativo a cui si dovrà rispondere al più presto: tassare il lavoro dei robots in modo da redistribuire la ricchezza prodotta.

    L’articolo di Daniel Lang invece mentre etichetta quello di The Guardian come “pura propaganda” non è altro che pura disinformazione. Quando dice alla fine infatti:
    “Ma non dobbiamo permettere a questo establishment di convincerci che l’unico modo per sopravvivere alla prossima ondata di automazione sia accettare la redistribuzione della ricchezza che porta alla tirannia [nota: ho corretto la traduzione altrimenti non intelligibile]” dice solo una vera sciocchezza, come affermare che le tasse portano alla tirannia.
    Dunque le tasse sui lavoratori umani sono democratiche, mentre le tasse sui robots sono tiranniche?

    • Lupis Tana

      no robots e no tasse… ciao tan lup

  • cedric

    Non mi è chiaro come si possa redistribuire la ricchezza tassando la produzione robotica a meno che il gettito fiscale di provenienza robotica (tutto da inventare come individuarlo) venga interamente destinato al welfare (sanità, case popolari, ecc) e non a spese militari o ad aumentare le retribuzioni dei dipendenti pubblici. Con il welfare c’è una ridistribuzione in natura mentre per ridistribuire il reddito in quattrini reali o si diminuiscono le tasse (ma servirebbe a poco perchè chi non ha reddito non paga tasse) o si elargiscono bonus elettorali more renziano. Alla fine spunta sempre fuori la frase maledetta che nessuno vuole pronunciare reddito di cittadinanza.

  • Holodoc

    Bell’articolo, ma l’autore perde di vista il nocciolo della questione.
    La tassa sui robot sarà solo il pannicello caldo messo per farci accettare la nostra graduale esclusione dal ciclo economico.

    Perché la posta in gioco è questa, e la lotta per farlo è già iniziata.

    Le Corporation ormai sono esseri automatici dotati di vita autonoma.
    Neanche gli azionisti di maggioranza le posseggono, infatti possono essere scalzati dalla dirigenza da scalate finanziarie ostili.

    Queste aziende sono per ora guidate da esseri umani, ma umani che ragionano tutti allo stesso modo: massimizzare i profitti e ridurre le spese, a qualsiasi costo.
    Come abbiamo letto in un recente articolo qui pubblicato le aziende ormai formano e selezionano i dirigenti in base alla loro mancanza di emozioni e scrupoli.
    Cosa sono se non macchine biologiche? E su quali informazioni basano le loro decisioni? Su ricerche di mercato elaborate da computer, ovvio.
    Se l’Intelligenza Artificiale controlla la finanza globale, perché non può controllare un’azienda?

    L’essere umano è quindi in procinto di essere scalzato dall’amministrazione e dalla produzione di beni e servizi.
    Gli rimane solo un ruolo, quello di cliente/consumatore.

    Per il momento è essenziale per questo scopo, ecco perché vengono studiati metodi per farci sopravvivere anche se non abbiamo più il lavoro (tasse sui robot, reddito di cittadinanza), ma la situazione cambierà.
    Se un’auto a guida autonoma scoprirà di avere un guasto potrà andare da sola alla più vicina officina automatizzata per farsi riparare.
    Basterà dotarla di una carta di credito e pagherà da sola il conto. Sarà LEI quindi il CLIENTE.

    L’esclusione dell’uomo dal ciclo economico sarà completa, e noi esseri umani saremo solo dei parassiti, magari da eliminare con droni militari (che esistono già).

  • Emanuele Kalomirakis

    Gli autori di questo genere di articolo dimenticano sempre di confutare un osservazione banale:
    se la maggioranza della popolazione non avrà accesso alla ricchezza e di conseguenza alla produzione di beni da parte dei robot, a che cosa serviranno robot e beni prodotti alle elite? Vendere a chi? In una società nella quale i poveri vengono annientanti, i ricchi semplicemente smettono di esistere. Questo è un mondo duale. Se c’è l’alba, per definizione c’è anche il tramonto e viceversa…

    • Giuliano

      Non mi farei illusioni su questo, ci sarà il mercato low cost per il 99% ad alimentare l’economia e il mercato esclusive per i ricconi. Non si blocca niente, però vivi da schifo.

    • fastidioso

      Infatti un certo Ford alzò il salario dei suoi dipendenti perchè potessero comprare le automobili che producevano…

    • Holodoc

      L’economia potrebbe andare avanti benissimo senza gli uomini e la ricchezza privata.
      Non sono solo gli uomini a possedere ricchezza, anche le aziende possiedono ricchezza, e a differenza nostra possono pagare le tasse dove vogliono e non nel paese di residenza.
      Le Corporation ormai hanno diritti legali anche maggiori dei singoli esseri umani… il TTIP avrebbe dato a loro diritti ancora maggiori permettendo di svincolarsi dalle leggi nazionali.
      Per il momento l’accordo è saltato, ma sicuramente chi lo aveva proposto non si arrenderà facilmente.
      Le Corporation ormai si possono equiparare ad esseri giuridici veri e propri.
      E fanno muovere l’economia con l’acquisto di beni e servizi, come gli esseri umani, che se non si svegliano presto verranno esautorati del tutto dal loro potere e dalla loro ricchezza.

      • Giuliano

        Al Nottip a Roma eravamo ben pochi, sta gente si incazza solo per il pallone…

  • Giuliano

    La prima parte del commento e’ molto interessante. La seconda si spera sia solo fantascienza. Ma non mi stupisco più di niente….

    • Holodoc

      Il fatto è che se lasciamo che le “macchine” (fisiche o meno) ci sostituiscano in ogni ambito, qualora dovessero decidere che siamo sacrificabili sarebbe troppo tarli per fermarle. Dobbiamo quindi affrontare il problema adesso.
      Purtroppo tasse su i robot e reddito di concittadina serviranno solo rendere accettabile la nostra inutilità.

      • Giuliano

        Dovremmo considerare di più le idee della decrescita e dell’autoproduzione. Poi impedire l’eccessivo uso di automi e droni nelle forze dell’ordine, come si comincia a vedere con gli USA. Però andiamoci piano con le macchine che decidono tutto, non esageriamo.
        La riduzione di posti di lavoro , si parla fino al 66% secondo ONU, va ormai affrontata col controllo demografico. Assurdo aumentare ancora la popolazione.

        • Holodoc

          Nel controllo demografico mi trovi d’accordo al 100%.
          E vedo come una buona notizia il calo della popolazione in Italia… peccato che che governa faccia di tutto per contrastare questo calo, compensando con i migranti.

          • Giuliano

            Finalmente qualcuno che la pensa così ! È un tabù per molti. I migranti fanno gioco al capitale. L’automazione peggio…

          • Holodoc

            È una questione puramente matematica: se la ricchezza privata di una nazione diminuisce ma la poolazione no, allora ognuno diventa in media più povero. Ma la ricchezza o il reddito pro capite non sono parametri presi in considerazione da chi ci governa, loro considerano solo il PIL.

  • Truman

    Chiedo scusa a Bosque Primario, ma ho dato una sistemata al titolo. La mia traduzione preferita sarebbe stata “I robot non si limiteranno a toglierci il lavoro, essi rendereanno i ricchi sempre più ricchi”, comunque un po’ troppo lunga.

  • fastidioso

    “Se un’auto a guida autonoma ha un guasto può andare da sola in officina a farsi cambiare il pezzo rotto.”

    Se va in officina da sola , funziona!
    E alora perchè deve andare in officina ?

    • Holodoc

      Beh un guasto non così grave… oppure per fare il tagliando. 😉

  • GioCo

    Il problema dell’automazione secondo me va riportato al problema del rapporto che intercorre tra l’Uomo e la macchina. Il cellulare e l’automobile, ma anche la TV sono esempi perfetti per studiare come l’Uomo intende il rapporto con la macchina. A prima vista questo è descrivibile come una relazione funzionale a ottenere dalla macchina vantaggi che non sarebbero accessibili altrimenti. Per esempio, nel caso del cellulare una garanzia sulla comunicazione: avere a disposizione un canale d’accesso privilegiato, ininterrotto e selettivo verso alte persone di fiducia. Infatti proprio quando questo rapporto si spezza (momentaneamente) avvertiamo disagio (preoccupazione o fastidio).

    In generale abbiamo verso la macchina delle aspettative di assistenza continua, come la tetta della mamma o il biberon. La macchina ci garantisce un cuscinetto tra noi e la realtà da sfruttare per riuscire a rispondere a una serie di esigenze implicite e del momento (non necessariamente “oggettive”, ma comunque avvertite come importanti a livello soggettivo) che altrimenti la realtà non consentirebbe. Se voglio arrivare a Roma in poche tempo, con una buona automobile posso riuscire a partecipare a una riunione organizzata all’ultimo minuto, e se ci vado in aereo forse arrivo pure in anticipo. Questo però struttura la mente all’aspettativa che la macchina risolva i problemi contingenti, cioè gli imprevisti, lasciando l’individuo incapace di rispondere adeguatamente se e quando la macchina ci lascia a piedi.
    Questo aspetto che ho chiamato “disfunzione strutturale” è il primo dei due aspetti fortemente negativi di una società automatizzata e il motivo per cui siccome “il mediatore non è mai neutrale” nella nostra società è sbagliatissimo considerare un bene l’automazione in generale. Ho lottato e lotterò ferocemente con chiunque propaghi il meme che la tecnologia non è in se pericolosa ma è solo come la usiamo che la rende pericolosa. Questo pensiero è generato da una ignoranza nei principi ed apre scenari talmente inquietanti che quelli previsti dall’articolo mi paiono sciocchezze in confronto.

    Questo non vuol dire che la tecnologia in sé è negativa, vuol dire che NON BASTA l’uso corretto per saperla positiva per l’Uomo, è cruciale l’educazione alla sua assenza PRIMA del suo sfruttamento. Oppure saremo condizionati ad essere fottuti.

    Il secondo aspetto riguarda un altro gravissimo implicito e cioè che più tecnologia significhi più sicurezza. Questo principio che apparentemente si misura nei fatti (pensiamo alla sorveglianza e agli impianti di allarme ad esempio) è un dramma anche più grottesco della “disfunzione strutturale”. L’ho chiamato “processo proprio” (proprio equivale ad alienante) in quanto a differenza del primo riguarda una relazione dinamica del rapporto tra l’Uomo e la macchina. La necessità di sicurezza costruisce un mondo il cui perno è l’aggressività e viceversa, l’idea del mondo aggressiva induce a sempre maggiore sicurezza. Un esempio storico di come funziona bene nella mente umana questo processo è la guerra fredda e la corsa agli armamenti. Ma funziona ottimamente anche nella piccola scala, pensiamo a chi accumula in casa immaginando di difendere la famiglia da fantomatici farabutti, armi sempre più letali, anche quelle militari più illegali.
    Il dramma sta tutto nella ricaduta pratica che concentra la risposta tecnologica nel soddisfare la domanda di sicurezza. Più viene avvertita la necessità di sicurezza, più la tecnologia si orienta a costruire paraventi illusori di sicurezza.
    Ogni stratega militare (serio) potrà confermare che la sicurezza illusoria delle tecnologia sempre più complicata è un facile bersaglio che rende fragile qualunque difesa. Perchè la complessità la rende incontrollabile: basta conoscerla per sfruttarla a proprio vantaggio con una spesa ridicola.

    In altre parole fidarsi della tecnologia equivale a maggiore incertezza nei risultati attesi. Lo spiego in un altro modo (perchè il concetto è più articolato di quello che sembra). La tecnologia si basa sul principio della prevedibilità dei fenomeni. Questo è cruciale e attraversa tutta la struttura della ricerca tecnologica. Qualunque imprevisto può mettere in crisi la tecnologia (questo è pacifico e nella realtà civile accade raramente per fortuna) ma il punto cruciale è che l’azione umana volontaria è implicitamente imprevedibile. Siccome la guerra è il fondamento per regolare tutte le diatribe politiche globali presenti e future (oltre ogni ragionevole dubbio), va da se che qualsiasi desiderabile utilizzo della tecnologia per la sicurezza individuale diventa utopia o al meglio un modo velato di costruire una differente forma di ricatto. Tipo: vuoi il cyborg terminator tuttofare che ti difende dalle orde dei bruti Umani? Peccato che potrà sbarazzarsi anche di te con banale comodità e GRATIS, dal momento che chiunque anonimamente può prenderne il controllo e farci quello che preferisce semplicemente sapendo come funziona.

    Attenzione che la stessa cosa vale per qualsiasi soluzione tecnologica ci culli i sonni felici delle sicurezze fasulle (guardiamo le vicende ultime delle navi da guerra americane la cui difesa elettronica è stata disattivata dai caccia russi e immaginiamo in caso di guerra come le cose sarebbero andate a finire quelle navi “sicure” della propria potenza tecnologica).

    Infatti la complessità crescente della tecnologia costruisce una relazione implicitamente gracile, cioè strumentalmente analfabeta dell’utilizzatore: Snowden (unico a noi oggi noto) è la testimonianza vivente di un prodotto di questo processo, lo spartiacque tra chi è condannato all’ignoranza e chi invece sguazza nel controllo tecnofrenico.
    Per questo la tecnologia è una colossale fregatura in primis per chi crede di beneficiarne e per questo chiunque sia minimamente furbo, ne trarrà sempre vantaggio a spese degli stolti che pensano di “usare bene la tecnofrenia”.

    • Giuliano

      Ottimo il primo aspetto del discorso. Quanto al “dipende chi lo usa” ho sempre pensato la stessa identica cosa. C’è poi l’aspetto inquietante, come commentava poco fa un altro lettore : chi non è più utile al sistema, potrà vedersi riconoscere un reddito garantito o dei diritti, ma non ha l’arma dello sciopero per negoziare, non ha un ruolo indispensabile, e prima o poi dovrà accettare condizioni di vita sempre peggiori.
      Quanto ad usare bene la tecnologia… è una dote un po’ rara. A noi deve interessare il cittadino medio.

      • SanPap

        sei ottimista
        “chi non è più utile al sistema, potrà vedersi riconoscere un reddito garantito o dei diritti” fino a quando il sistema riterrà che in qualche modo potrà essere utile, anche se accetterà “condizioni di vita sempre peggiori” tuttavia consumerà risorse non rinnovabili; l’equazione che descrive questo è esattamente la stessa che descrive “la leva”: forza applicata x braccio; nel caso in esame diventa numero di persone che consumano x quantità consumata procapite, e quindi la crescita dei consumatori produrrà (sempre) un consumo di risorse non rinnovabili che disturberà il sonno di qualcuno.
        Come la giri la giri una crescita infinita non è ipotizzabile in un mondo finito.

    • ignorans

      È tutto molto peggio di come la descrivi. Perché l’uomo riceve una educazione che gli fa credere di essere il dominatore, non solo della tecnologia ma di qualsiasi cosa, anche della più semplice.Prendiamo ad esempio l’acqua. Uno può pensare di voler esercitare il massimo controllo sull’acqua, ma questo non cambia il fatto che egli dipende dall’acqua per la realizzazione di ciò che vuole. Perciò il dramma è nella percezione di sé stessi e delle cose, nel pensarsi dominatori mentre si è solo dipendenti. Una volta commesso questo primario errore, tutti gli altri seguono a ruota.

    • Gino2

      Guarda mi ero scollegato per non commentare più ma mi spingi a dire qualcosa.
      Anche la selce del’uomo primitivo , la capanna di legno e la ruota è tecnologia. Lo sviluppo tecnologico è insito nell’essere umano e non volere la ruota perchè poi non sappiamo piu camminare a piedi e quanto di piu retorico possa esistere!
      Il fatto è molto piu semplice: se siamo in grado di progredire tecnologicamente siamo in grado di sfruttare la tecnologia a nostro vantaggio e non svantaggio.
      Il “problema” è che c’è chi sfrutta òa tecnologia per sfruttare l’uomo come però allo stesso modo sfrutta la NON tecnologia. non è questione di tecnologia o no è questione che chi ti sfrutta usa tutti gli strumenti per farlo e lo farà sempre.

  • ignorans

    La vita ci regala sempre sorprese. Quello che era considerato positivo poi si trasforma e diventa negativo. È meraviglioso.

  • Glock

    Questi articoli sull’automazione sono un po’ campati in aria. Non spiegano, per esempio, cos’è la ricchezza e come viene prodotta. Non spiegano come si genera il profitto, nè cosa rende un prodotto (o un servizio) più profittevole di un altro. C’è una fondamentale differenza fra la ricchezza prodotta dalle macchine e la ricchezza prodotta dagli uomini. Se due aziende dotate degli stessi robot producono, per esempio, automobili, significa che gli imprenditori delle due aziende impiegheranno lo stesso capitale per costruire prodotti, che, alla fine , andranno sul mercato allo stesso prezzo. Quindi, uno dei due dovrà diminuire il prezzo delle proprie auto per poterne vendere di più del concorrente. Ma per farlo dovrà rinunciare a un po’ del suo profitto. Ma il concorrente farà lo stesso, e per imporsi dovrà rinunciare a sua volta di una quota di profitto ancor maggiore. E così via. Alla fine i due capitalisti si troveranno ad aver prodotto una gran quantità di auto per guadagnare… niente, e le due fabbriche robotizzate chiuderanno. Si potrebbe obiettare che uno dei due capitalisti potrebbe cercare di costruire macchine migliori di quelle del concorrente, ma potrebbe farlo soltanto acquistando robot migliori, che costerebbero di più erodendo ancor maggiormente il profitto finale. A parte il fatto che nulla vieterebbe al capitalista concorrente di acquistare anche lui robot migliori. Non si scappa, il lavoro dei robot DA SOLO non produce ricchezza, perchè non produce profitto, in quanto la macchina si limita ad trasferire il suo valore nei prodotti che costruisce. Solo il lavoro UMANO, il vecchio caro sudore, porta alla creazione del profitto, perchè solo un uomo può essere convinto a lavorare per un salario minore di un altro uomo e garantire la quota di profitto all’imprenditore. Non si può convincere un robot a costare di meno, si può, al massimo, comprare un robot che costa meno. Difatti le macchine si chiamano “capitale fisso”, mentre i lavoratori si chiamano “capitale variabile”. Per cui, se si rimane dentro il capitalismo, non ci sarà MAI l’automazione integrale.
    Paradossalmente la robotizzazione totale della produzione di beni e servizi non rende inutili i lavoratori umani, rende inutili gli imprenditori. Il capitalismo si basa sul fatto che gli imprenditori ricavano un profitto nel produrre beni e servizi. Se tale profitto diventa uguale a ZERO perchè abbiamo automatizzato tutto, chi è che è diventato inutile, i soggetti a cui sono destinati i beni e i servizi (sempre più numerosi, cioè tutte le persone) o i soggetti (sempre meno) a cui è destinato un profitto sempre più piccolo? L’automazione totale potrà realizzarsi soltanto quando i capitalisti diventeranno totalmente estranei al processo produttivo, quando, cioè, il “pizzo” che si intascano sarà il solo contributo che daranno alla produzione di ricchezza, cioè diverranno totalmente dei parassiti. Un po’ quel che successe ai Re, alla nobiltà e al clero, un tempo essenziali al funzionamento dell’economia feudale, oggi pittoreschi souvenir di un passato lontano.

  • natascia

    Nel mondo delle idee, buona cosa sarebbe tassare esclusivamente i robot, anche quelli che guidano le speculazioni in borsa. Superflua e dannosa ogni altra tassazione, che aumenta la facoltà di distruzione sociale ed economica dei detentori di robot. Io le applicherei talmente alte, che ad un certo punto sarebbe perfino controproducente produrre buona parte di merci e servizi. A mio avviso questa è l’unica strada da percorrere per la sopravvivenza della società. Anche avere il coraggio di parlare di tassazione robotica si o tassazione no, con la scemenza di dire no , spiega il perché siamo arrivati a questi punti di crisi economica.

  • SanPap

    si parla di tassare i robot (idea che condivido) ma si fa fatica a immaginarlo;
    può aiutare pensare che i robot paghino la pensione, proprio come fanno i lavoratori, ma che i destinatari delle loro pensioni siano gli uomini (non avendone loro bisogno) ?

  • marco schanzer

    Qui , la confusione matematica e’ in pieno flusso . L’umanita’ deve contarsi….ma deve condividere la ricchezza che produce . La ricchezza non sono i soldi , ma cibo , qualita’ abitativa , igiene , ordine , cultura . Tassare non crea ricchezza . Non lavorare ( il lavoro non manchera’ mai ) perche’ ci sono le macchine che fanno alcune cose , non crea poverta’ se quellle macchine fanno qualcosa di utile . Chi non ha stipendio , nel sistema attuale , non puo’ comprare quello che le macchine producono , e quindi il proprietario non incassa . Non incassa soldi inutili . Ecco , semmai , il vizio puo’ essere questo , la proprieta’ privata delle macchine lavoratrici . Questo no ,.