Home / Anti-Empire Report / Putin ora pensa che le elite occidentali siano dei ‘porci’

Putin ora pensa che le elite occidentali siano dei ‘porci’

 

DMITRY ORLOV
russia-insider.com

Un articolo che avevo pubblicato quasi cinque anni fa, “Putin alle élite occidentali: la ricreazione è finita”, si è rivelato uno dei pezzi più popolari da me scritti finora, con oltre 200.000 letture nel corso degli anni. Avevo commentato il discorso di Putin alla conferenza del Valdai Club, nel 2014. Con quel discorso [Putin] aveva definito le nuove regole in base alle quali la Russia avrebbe condotto la propria politica estera: allo scoperto, completamente in pubblico, come una nazione sovrana fra le altre nazioni sovrane, affermando i propri interessi nazionali e chiedendo di essere trattata alla pari. Ancora una volta, le élite occidentali avevano perso l’occasione per dargli retta.

Invece di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, hanno continuato a parlare un linguaggio fatto di vuote accuse e di inutili e controproducenti sanzioni. E così, nel discorso di ieri [20 febbraio, NdT] davanti all’Assemblea Nazionale Russa, Putin ha avuto un tono di assoluto e totale sdegno e disprezzo nei confronti dei suoi “partner occidentali”, come li definisce di solito. Questa volta li ha chiamati “porci.”

Il discorso annuale del presidente davanti all’Assemblea Nazionale è un avvenimento di una certa importanza. L’Assemblea Nazionale Russa è molto diversa da quella del Venezuela, che in realtà è costituita solo da qualche oscura non-entità di nome Juan che registra video su YouTube nel proprio appartamento. In Russia, questa assemblea è il ‘ritrovo delle celebrità’ della politica russa, tra cui ministri del governo, membri del personale del Cremlino, parlamentari (Duma di Stato), governatori regionali, dirigenti d’impresa ed esperti politici, insieme ad un’enorme folla di giornalisti. Una cosa che si notava durante discorso di quest’anno era l’altissimo livello di tensione nella sala: l’atmosfera sembrava satura di elettricità.

Era subito diventato evidente il motivo di tanto nervosismo fra i quadri superiori della burocrazia statale russa: il discorso di Putin era costituito in parte da ordini di marcia ma anche da una sorta di ‘cazziatone’. I suoi piani per i due anni successivi si erano rivelati estremamente ambiziosi, come lui stesso aveva ammesso. L’asticella è molto in alto, aveva detto, e coloro che non sono all’altezza della sfida non sono obbligati ad affrontarla.  Per quasi tutti quelli che si erano riuniti in quella sala si prospettava un lavoro molto duro, e coloro che avrebbero fallito nei loro compiti difficilmente sarebbero stati presenti la volta successiva, perché le loro carriere sarebbero terminate in disgrazia.

Il discorso conteneva poche cattive notizie e molte ottime notizie. Le riserve finanziarie della Russia sono più che sufficienti per coprire l’intero debito estero, sia pubblico che privato. Le esportazioni di risorse non energetiche stanno crescendo a tal punto che la Russia non ha più bisogno delle esportazioni di petrolio e di gas per mantenere un equilibrio commerciale positivo. È diventata quasi completamente immune alle sanzioni occidentali. I progetti di integrazione eurasiatica stanno andando molto bene. Gli investimenti del governo russo nell’industria stanno pagando i dividendi.

Il governo ha accumulato enormi quantità di capitali, che ora spenderà per programmi nazionali destinati a favorire la popolazione, per aiutare i Russi a vivere più a lungo, a vivere in modo più sano e ad avere più figli. “Più figli-meno tasse” è stato uno degli slogan più accattivanti. Questi sono stati i temi principali dell’intervento: eradicazione della povertà residua; mutui a tassi ridotti e agevolati per le famiglie con due o più figli; pensioni oltre i livelli minimi di reddito ufficiali indicizzate all’inflazione (modificate con valore retroattivo); internet ad alta velocità per ogni scuola; accesso universale all’assistenza sanitaria attraverso una rete di cliniche rurali; diverse nuove cliniche oncologiche di livello internazionale; supporto per le start-up tecnologiche; un programma di “contratti sociali” per aiutare le persone ad avviare piccole imprese; un altro programma chiamato “biglietto per il futuro,” per consentire ai bambini di quinta elementare di scegliere un percorso professionale che includa piani di studio preordinati, tutoraggio ed apprendistato; un sacco di nuovi progetti infrastrutturali, come l’autostrada di prossima inaugurazione tra Mosca e San Pietroburgo, la riorganizzazione della raccolta e del riciclaggio dei rifiuti e l’abbattimento dell’inquinamento atmosferico in una dozzina di grandi città; l’elenco potrebbe continuare ancora per molto. Non si è sentita nessuna critica degna di nota a queste proposte nei commenti sui notiziari e nei talk show televisivi andati in onda subito dopo l’evento; dopo tutto, chi potrebbe mai essere contrario a spendere capitali già disponibili in progetti che aiutino la popolazione?

Forse l’obiettivo più ambizioso di Putin era quello di ricostruire l’intero sistema dei regolamenti governativi russi, sia federali che regionali, che definiscono ogni aspetto della vita pubblica e del commercio. Nei prossimi due anni verrà esaminata ogni singola caratteristica delle varie normative, per verificare se è veramente necessaria e se risponde alle necessità odierne e, se la risposta sarà negativa, sarà eliminata. Tutto questo ridurrà in modo significativo gli oneri di adeguamento alla conformità normativa, abbattendo i costi d’impresa. Un altro obiettivo era quello di continuare a far crescere il settore delle esportazioni agricole, già in forte espansione. L’anno scorso la Russia aveva raggiunto l’autosufficienza per le sementi cerealicole, ma il traguardo generale è quello di raggiungere la completa autosufficienza alimentare e diventare il fornitore mondiale di alimenti ecologicamente puliti. (Come sottolineato da Putin, la Russia rimane l’unico grande produttore agricolo al mondo non contaminato da veleni OGM di origine americana). Un altro obiettivo è quello di sviluppare ulteriormente l’industria turistica russa, già in fase di forte crescita, introducendo i visti turistici elettronici, che saranno molto più facili da ottenere.

Il discorso dell’anno scorso aveva sorpreso il mondo nella sua seconda parte, quella in cui Putin aveva reso pubblico un intero set di nuovi sistemi d’arma russi, in grado di contrastare in modo efficace ogni residuo di superiorità militare statunitense. Quest’anno, ha aggiunto solo un nuovo sistema: un missile da crociera supersonico chiamato “Zirkon” con una portata di 1000 km e in grado di volare a Mach 9. Ma ha anche fornito un resoconto dei progressi di tutti gli altri [sistemi]: tutto procede secondo i piani; alcuni nuovi armamenti sono già stati consegnati, altri stanno entrando in produzione di massa, il resto è in fase di test. Ha parlato a favore di relazioni normalizzate con l’UE, ma ha accusato gli Stati Uniti di “ostilità,” aggiungendo che la Russia non minaccia nessuno e non è interessata ad uno scontro.

Le parole più dure Putin le ha riservate alla decisione USA di abbandonare il trattato INF. Ha detto che gli Stati Uniti hanno agito in malafede, accusando la Russia di aver violato il trattato, mentre erano stati loro ad averlo fatto, in particolare gli articoli 5 e 6, dispiegando in Romania e in Polonia sistemi di lancio a doppio uso, che possono essere utilizzati sia per la difesa aerea che per il lancio di armi nucleari offensive, che il trattato proibisce in modo specifico. I missili da crociera Tomahawk a testata nucleare, che gli Stati Uniti potrebbero schierare in Polonia e in Romania, rappresenterebbero certamente un rischio, ma non garantirebbero agli Stati Uniti nulla di paragonabile ad un vantaggio da primo attacco, dal momento che questi missili da crociera sono talmente obsoleti che persino le difese aeree siriane dell’era sovietica erano state in grado di abbattere la maggior parte di quelli lanciati dagli Stati Uniti come rappresaglia per il finto attacco con armi chimiche a Douma.

Parlando del sogno americano di un sistema di difesa aerea globale, Putin ha esortato gli Stati Uniti ad “abbandonare queste illusioni.” Gli Americani possono pensare a tutto ciò che vogliono, ha detto, ma la domanda è: “capiscono la matematica?” Questa affermazione ha bisogno di una spiegazione.

Primo, gli Americani possono pensare a quello che vogliono perché… sono Americani. I Russi non si concedono il lusso di pensare a cose completamente senza senso. Coloro che non sono ben ferrati nei fatti o nella logica tendono ad essere rapidamente apostrofati con il termine russo “likbez.” Si traduce letteralmente come “analfabeti totali” ed è generalmente utilizzato per tappare la bocca agli ignoranti. Ma, negli Stati Uniti, le manifestazioni di incredibile ignoranza sono abbastanza accettabili. Per fare un esempio, non dovete far altro che documentarvi sull’incredibilmente idiota “Green New Deal” reclamizzato dal neo-congressista diversamente intelligente [congresstwit, twit=idiota, NdT] (vi sembra corretto come termine unisex?) Alexandria Ocasio-Cortez. Se fosse russa, a quest’ora sarebbe già stata coperta di ridicolo.

“Ma riescono a capire la matematica?” Apparentemente no! Esiste un altro termine russo, “matchast,” che, letteralmente, si traduce come “parte materiale” ma con cui si intende la comprensione che può essere raggiunta solo attraverso la conoscenza della matematica, delle scienze sperimentali e dell’ingegneria. In Russia, ignoranti come la Ocasio-Cortez, che pensano che le necessità del trasporto possano essere risolte da veicoli elettrici alimentati da energia eolica e solare, vengono messi a tacere dicendo loro di andare a studiare “matchast,” mentre negli Stati Uniti possono scorazzare nei saloni del Congresso. In questo caso, se gli Americani “conoscessero la matematica”, capirebbero rapidamente che non esiste un sistema difensivo concepibile efficace contro le nuove armi russe, che non è possibile pensare ad armi offensive  in grado di impedire alla Russia di lanciare un inarrestabile attacco di rappresaglia, e che quindi la “nuova corsa agli armamenti” (che alcuni Americani sono stati abbastanza stupidi da annunciare) è effettivamente finita e la Russia ha vinto. Vedi sopra: la Russia non spende i suoi soldi in armamenti; li spende per aiutare la sua popolazione. Gli Stati Uniti possono sperperare in armi tutto il denaro che vogliono, ma questo non farà un briciolo di differenza: un attacco alla Russia sarebbe l’ultima loro azione.

La Russia non ha intenzione di essere la prima a violare il trattato ABM, ma, se gli Stati Uniti dispiegheranno armi nucleari a medio raggio contro la Russia, la Russia risponderà di conseguenza, prendendo di mira non solo i territori da cui viene minacciata, ma anche le località che ospitano i centri decisionali di questi attacchi. Washington, Bruxelles ed altre capitali della NATO sarebbero, chiaramente, in quell’elenco. Ciò non dovrebbe costituire una novità; La Russia ha già annunciato che la prossima guerra, se mai ce ne sarà una, non sarà combattuta in territorio russo. La Russia ha intenzione di portare il combattimento sul suolo nemico, immediatamente. Naturalmente, non ci sarà una guerra, a condizione che gli Americani siano abbastanza sani di mente da capire che attaccare la Russia è l’equivalente di un suicidio atomico. Saranno abbastanza lucidi? Questa è la domanda che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso.

È nel parlare di loro che Putin ha usato la parola più raggelante del suo intero discorso. A proposito della disonestà e della malafede degli Americani nell’accusare la Russia di violare il trattato ABM, mentre sono loro stessi a farlo, ha aggiunto: “… e i satelliti degli Americani grugniscono insieme a loro.”  È piuttosto difficile tradurre in modo adeguato il verbo russo “подхрюкивать”; “grugnire con” [Oink with] è il meglio che riesco a fare. L’immagine mentale è quella di un codazzo di porcellini che accompagnano un grande maiale. L’implicazione è ovvia: Putin pensa che gli Americani siano dei porci e che anche i loro satelliti NATO siano dei suini. Pertanto, non dovrebbero aspettarsi che Putin sparga perle davanti a loro e, in ogni caso, sarà troppo occupato ad aiutare i Russi a farsi una vita migliore, per prestare loro attenzione.

Dmitry Orlov

Fonte: russia-insider.com
Link: https://russia-insider.com/en/putin-now-thinks-western-elites-are-swine/ri26363
22.02.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.