PENSATE CHE IL NUOVO REPORT SUL CLIMA SIA SPAVENTOSO? L’APOCALISSE ALIMENTARE GI ALLE PORTE

DI RICHARD SHIFFMAN
The Guardian

Rivolte. Città a secco. Impennata dei prezzi. Fame devastante. Se questo vi sembra allarmismo dgli scienziati, parlate con gli agricoltori

La madre di tutti i report sul clima è così spaventosa che uno dei suoi autori si è dimesso dal Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) in segno di protesta. “Gli agricoltori non sono stupidi”, ha detto la scorsa settimana l’economista della Sussex University Richard Tol, mentre centinaia di ricercatori si sono ritirati a Yokohama, in Giappone, per elaborare il testo finale di un documento che lui ha definito “allarmista” quando tratta delle tante minacce del riscaldamento globale. La gente che coltiva il nostro cibo troveranno il modo di adattarsi, ha detto l’isolato scienziato del clima alla più importante riunione sulla scienza del clima degli ultimi sette anni.

Ma cambiare non è facile, soprattutto quando non si parla della tettonica terrestre. Il testo finale è arrivato oggi, e le le più allarmanti proiezioni del report dell’IPCC chiariscono ciò che avevano ipotizzato tanti altri studi: il futuro dell’agricoltura – della fame nel mondo, della vostro conto dal droghiere – è fottuto. O, come ha detto il Segretario Generale dell’ONU Ban-Ki Moon in modo un po’ più educato all’inaugurazione dei primi incontri per il report dell’IPCC nello scorso settembre: “Il caldo si fa sentire. Dobbiamo agire.

I ghiacciai continueranno a ridursi in Himalaya, secondo l’IPCC, impattando seriamente la disponibilità di acqua per l’agricoltura in vaste aree dell’Asia meridionale e della Cina. Il cambiamento climatico potrebbe danneggiare le colture sensibili al calore come il grano e il mais, e avere un impatto minore sulla produzione di riso e soia. I prezzi per i raccolti essenziali saliranno nel mercato globale. La fame aumenterà in gran parte dell’Asia e dell’Africa. “Nessuno su questo pianeta sarà immune dagli effetti del cambiamento climatico“, ha previsto il capo dell’IPCC Rajendra Pachauri alla conferenza stampa della mattina.

Il nuovo rapporto dice che tutte queste cose pessime accadranno nei prossimi decenni, mentre il cambiamento climatico si rafforza. Ma, come ho potuto verificare nell’Africa orientale il mese scorso, questo futuro è già il presente per tanti agricoltori di tutto il mondo. In Tanzania le piogge stagionali biannuali. da cui dipendono tanti produttori, non arrivano mai al tempo giusto, e sono sporadiche, alternando acquazzoni torrenziali a periodi di siccità prolungate. I picchi di calore stanno facendo appassire le colture di mais, mentre i pozzi e i corsi d’acqua si stanno sempre più prosciugando.

La zona in cui le fattorie di Dephath Omondi nel sud del Kenya sembrano lussureggianti, con i campi di mais color smeraldo delimitati dalle alte acacie. Ma lui mi dice che l’apparenza inganna.

Venticinque anni fa, qui il tempo era prevedibile: le lunghe piogge iniziavano a metà marzo fino a maggio, poi le brevi piogge iniziavano a fine agosto, o ai primi di settembre. Negli ultimi dieci anni queste precipitazione non sono mai arrivate in tempo. Abbiamo avuto inondazioni, e poi settimane e settimane senza pioggia. Gli agricoltori sono confusi su quando e cosa piantare. È una cosa davvero preoccupante.

Sconvolgimenti simili sono già una sfida per gli agricoltori di tutto il mondo. Nel delta del Mekong in Vietnam, le popolazioni rurali stanno perdendo i terreni perché le acque salate del mare stanno salinizzando troppo i fiumi per poter crescere il riso. In Nicaragua l’aumento delle temperature sta diffondendo “il fungo della ruggine del caffè”, una malattia che sta uccidendo migliaia di alberi e che potrebbe rendere inutilizzabile l’80% delle aree per la coltivazione del caffè da qui al 2050. E nelle Filippine centrali gli agricoltori di cocco stanno lottando per riprendersi dal tifone novembrino Haiyan, che ha gravemente danneggiato o divelto circa 33 milioni di alberi.

Così come non ci sono atei in trincea, ci sono pochi scettici del cambiamento climatico tra coloro che coltivano il cibo del mondo, se non nessuno. Gli agricoltori non devono leggersi i resoconti delle Nazioni Unite per sapere quanto radicalmente sta cambiando il loro clima. E i consumatori non hanno bisogno di studi accademici o di prove provate per sapere che i prezzi degli alimenti sono in costante aumento.

Ma forse potrebbe essere utile sapere che un report pubblicato dall’Institute of Development Studies nel Regno Unito prevede uno spaventoso aumento dal 20% al 60% dei prezzi degli alimenti per il 2050, a seconda del tipo di cibo, principalmente per la diminuzione della resa dovuta al cambiamento climatico. E se pensate che la cosa sarà dolorosa, il mondo intero potrebbe dover affrontare uno shock ancora più grave: l’IPCC prevede che un aumento di a 2,5°C nelle temperature globali costerà all’economia globale fino al 2% della sua produzione, con una stima di 1,4 trilioni di dollari all’anno.

E potreste anche voler sapere che un report pubblicato la scorsa settimana dal gruppo Oxfam ci avverte che il riscaldamento globale potrebbe far posticipare la lotta contro la fame nel mondo per decenni, mettendo a rischio la vita di altri 50 milioni di persone. Il mondo “è assolutamente impreparato” per l’impatto sul cibo, ha detto Oxfam. Più del 75% della varietà dei semi in tutto il modo è scomparso nell’ultimo secolo, e la spesa di ricerca e sviluppo per l’agricoltura è ai minimi storici.

Lester Brown, il controverso fondatore dell’Earth Policy Institute, afferma che ci troviamo di fronte un incombente “crisi alimentare“, non solo a causa del cambiamento climatico, ma anche per le sempre maggiori scarsità d’acqua e per la conversione di terreni agricoli verso usi non alimentari. Le grandi quantità di terreno utilizzate per la produzione di biocarburanti e di grano per nutrire il bestiame stanno riducendo i raccolti dei cereali di base, di cui le persone hanno bisogno per sopravvivere.

Ma non ci sbagliamo: le tensioni più forti per il nostro approvvigionamento alimentare verranno dal cambiamento climatico. “Il sistema agricolo odierno è stato progettato per massimizzare la produzione all’interno del sistema climatico che è esistito negli ultimi mille anni“, ha detto Brown all’Harvard Crimson: “Ora, improvvisamente, non sappiamo cosa succederà esattamente nel futuro. Sappiamo che abbiamo bisogno di frenare il prima possibile.

Tol, il ricercatore che ha lasciato l’IPCC in segno di protesta, ha detto che i contadini “si adatteranno“. Ma è come aspettarsi che gli scoiattoli si adattino a un incendio boschivo. Come potrà Amani Peter, un giovane agricoltore che ho incontrato in Tanzania, adattarsi se il suo pozzo si prosciuga? Come farà a adattarsi al mais che appassisce, quando le piogge si fermano un mese in anticipo, come hanno fatto lo scorso anno? E cosa faranno i nove agricoltori su dieci della Cina occidentale che non hanno un’assicurazione sui raccolti quando i raccolti di grano cominceranno a mancare? Anche l’agricoltore più brillante potrebbe non farcela.

Sono cattive notizie, e sono parecchie. Quella buona? Che ci saranno anche i vincitori nella roulette globale del cambiamento climatico. I rendimenti per alcune colture che amano il caldo sono in aumento negli Stati Uniti e in Canada, anche se l’agricoltura sta già soffrendo per i raccolti rinsecchiti nel sud-ovest degli Stati Uniti e per una siccità estrema in California.

E l’IPCC ha invitato i politici a prepararsi, da subito: “Gli adattamenti del cambiamento climatico non sono un bizzarro ordine del giorno che non è mai stato provato“, ha detto Chris Field, co-presidente di uno dei gruppi di lavoro. Ricordate il costo annuale di 1,4 trilioni di dollari del cambiamento climatico? Se una piccola frazione di questa somma venisse spesa per la ricerca sull’agricoltura locale, sarebbe di grande aiuto. Gli agricoltori hanno bisogno di nuove varietà di semi, resistenti al calore, che tollerino le frequenti siccità. Hanno bisogno di programmi di sensibilizzazione per la loro formazione nelle tecniche di coltivazione più all’avanguardia. E, naturalmente, dobbiamo smettere di vomitare sempre più CO2 nell’aria. Proprio mentre suona l’allarme.

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RICHARD SHIFFMAN
The Guardian

Link: Think the new climate report is scary? The food-pocalypse is already upon us

31.03.2014

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da SUPERVICE

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Fabionocensura
Fabionocensura
31 Marzo 2014 , 20:44 20:44

– Pagina ogm [www.disinformazione.it] L’interrogativo inquietante è: a chi giova questa campagna mondiale di disinformazione forzata? Cosa c’è sotto di così importante da voler mettere la museruola ai governi del pianeta? Cosa hanno in mente per il nostro futuro coloro che stanno organizzando la più grande truffa? La megatruffa del riscaldamento globale Gianni Zulato, ricercatore Free Energy indipendente LA TRUFFA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE. I grafici alla fine dell’articolo. Da 15 anni veniamo bombardati da allarmi sull’aumento delle temperature causate dalle attività umane, con futuri scenari catastrofici della più varia natura. Sarà veramente così, oppure è un falso ben venduto per scopi occulti? Molti, nella comunità scientifica contraria al global warming, definiscono il riscaldamento globale indotto da attività umane “la più grande truffa scientifica di tutta la storia umana”, oppure “bugie e solo bugie”. In questo scritto lascio che a parlare siano i fatti, ma prima, per introdurre l’argomento riporto delle predizioni, raccolte da un climatologo, fatte nel 2000 dai sostenitori del caldo, così potete avere un assaggio di come stanno le cose. DISSERO: Il riscaldamento globale è fuori controllo. REALTA’: il mondo è diventato più freddo. DISSERO: Siccità e ondate di caldo in Inghilterra. REALTA’: inondazioni, freddo. DISSERO. Fine delle… Leggi tutto »

parsifall
parsifall
31 Marzo 2014 , 20:52 20:52
Non sono uno scienziato, ma mi hanno insegnato a scuola che solo
al ghiaccio non e’ coltivabile la terra. Viceversa il caldo potrebbe
rendere coltivabile a latitudini che ad ora non e’ possibile far crescere nulla.
In sostanza quello che fa paura è la glaciazione. Può essere che l’ IPCC si stia
sbagliando? Ammettiamo che il globo terrestre si stia surriscaldando, cio’ non
comporterebbe un aumento dell’evaporazione di acqua dal mare con conseguente
aumento della nuvolosità? Quindi più pioggia? magari qualcuno che legge può
darmi qualche risposta 

Keope
Keope
1 Aprile 2014 , 0:44 0:44

Le piogge sono diventate più rare perchè gli aerei NATO distruggono sistematicamente le nuvole con le scie chimiche che imbrattano quotidianamente  i cieli di tutte le nazioni appartenenti a questa famigerata organizzazione. Quello che non possono distruggere con le scie chimiche, lo fanno con il sistema H.A.A.R.P. sparando milioni di Kw verso la ionosfera che di conseguenza si deforma e quando riassume la sua posizione normale,scarica sulla terra tutta l’energia riflessa che provoca terremoti artificiali e surriscaldamento delle aree colpite da queste onde. ( Tutti i terremoti con un ipocentro inferiore ai 10 Km, portano la firma di  H.A.A.R.P.), compreso quello che colpì il Giappone e distrusse le centrali nucleari di Fukushima, peccato che gli USA non avessero previsto tutte le conseguenze del loro atto criminale e adesso si dovranno godere per qualche secolo le acque radioattive che stanno lambendo le coste della California e uccidendo tutta la fauna marina; proprio come i famosi "pifferi di montagna". Ma loro non resistono alla loro vocazione di pistoleri, per loro il Far West non è mai finito.

geopardy
geopardy
1 Aprile 2014 , 4:08 4:08

Dipende, in certe zone prevarrà la siccità, mentre in altre la piovosità e terre, ora troppo fredde, potrebbero diventare coltivabilissime.
Il fatto, però, non è soltanto dovuto al fattore aumento della piovosità, bensì, il modo di come piove; infatti, se abbiamo piogge torrenziali e concentratissime, l’utilità in agricoltura potrebbe essere nulla, se non addirittura sortire l’effetto contrario.
La risposta a livello globale, poi, non è lineare, quindi, se le previsioni sul riscaldamento sono esatte, assisteremo a sconvolgimenti che colpiranno un anno una zona un anno un’altra e così via e tutto fino alla stabilizzazione auspicabile del clima.
In tutto ciò, secondo studi condotti negli anni ’80, specificatamente per l’emisfero nord, a causa dello scioglimento dei ghiacci artici e la conseguente interruzione della corrente del golfo, si potrebbe innescare un periodo glaciale.

Servus
Servus
1 Aprile 2014 , 9:05 9:05

L’ IPCC ha già commesso errori più che grossolani. 

Che siano in atto cambiamenti climatici è evidente, ma penso abbia più ragione il direttore dell’istituto di climatologia di Pietroburgo, che afferma che secondo i suoi studi proprio in questo anno stiamo entrando in una piccola era glaciale. 

D’altronde mi sembra quasi evidente, in America non hanno mai visto tante tempeste polari come quest’anno, e in Italia è da anni che non nevicava come questo inverno.
grindelia
grindelia
1 Aprile 2014 , 9:17 9:17

Per un attimo prova a slegarti dagli articoli che trovi e che leggi ( entrambe le teorie posso essere sostenute o confutate sempre e comunque apportando dati veritieri o sballati che non si ha comunque modo di verificare appieno ): prova a pensare agli ultimi inverni che abbiamo passato. Non hai la vaga impressione che siano stati un po’ troppo caldi rispetto a quelli a cui eravamo abituati solo un ventennio fa?  Più di 2 decenni fa le stagioni avevano un’ alternanza evidente che è andata sempre più scemando e questa è un’ esperienza che abbiamo vissuto e che possiamo ripescare serenamente dalla nostra memoria senza bisogno nemmeno di leggere studi a riguardo. E’ indubbio e alla luce del sole la nostra esperienza che non può essere turlupinata con grafici di dubbia provenienza.  Nell’ era in cui si afferma e si scrive tutto e il contrario di tutto apportando anche studi e grafici ( di cui sappiamo benissimo che possono essere letti in vari modi e soggetti a interpretazioni ), è sempre più necessario utilizzare la nostra buona creanza e soprattutto il buonsenso delle nostre dirette percezioni della realtà che ci circonda. Personalmente credo che ci sia ancora tanta confusione… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
1 Aprile 2014 , 9:56 9:56

Se tutte le teorie possono essere contemporaneamente confermate e confutate esiste un serio problema sui metodi di valutazione. Questo e non la "buona creanza" dovrebbe essere oggetto di un maggiore e conclusivo dibattito sull’utilità di certe misurazioni e statistiche.

Comunque sia è oggettivamente confortante che si sia passati dal perentorio "global warming" al più soft "climate change". Almeno la truffa perpetrata dall IPCC non è passata inosservata. Al punto che Chris Landsea si è dimesso dal Panel, dichiarando "Non capisco perché i miei colleghi utilizzino i media per avvalorare l’insostenibile tesi che la recente attività degli uragani sia dovuta al riscaldamento globale….non posso in buona fede continuare a contribuire a questo procedimento che ormai ritengo motivato da agende pre-concette e scientificamente infondate".

Insomma si tratta della solita vecchia ed ammuffita politica (carriera, prebende, bonus, gloria e fama) anteposta a qualsiasi ricerca. Ah, già…la buona creanza….
Georgios
Georgios
1 Aprile 2014 , 13:04 13:04

Ci sarebbe da dire sull’industria privata (però pagata dai cittadini) creata con la scusa delle rinnovabili che spesso se ne frega dell’ambiente che pretende di difendere. Ne sappiamo noi qualcosa qua. Tralascio anche certe notizie che appaiono di tanto in tanto su dei giornali di "garantita serietà". Come ad esempio questi (un "piccolissimo errore" sulla catena montuosa più grande del pianeta):
 
http://www.telegraph.co.uk/earth/environment/climatechange/7031403/UN-climate-panel-admits-mistake-over-Himalayan-glacier-melting.html

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/01/autocritica-onu-scioglimento-ghiacci-himalaya.shtml?uuid=5336fd80-05cb-11df-aef6-5105311e2a74&DocRulesView=Libero

Mi limiterò invece a qualche dato scientifico di indubbio valore. A meno dunque che la scienza non sia un’invenzione, esistono dei diagrammi su Wiki che, secondo me, parlano chiaro. Basta studiarli un po.
Per esempio

http://en.wikipedia.org/wiki/File:Vostok_Petit_data.svg

Notare che la prima curva (in blu) non e’ temperatura ma variazione di temperatura (ΔT).

Questo si riferisce agli ultimi 400 mila anni ed e’ tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Ice_ages

Poi, per gli ultimi 500 milioni di anni, c’è questo

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Phanerozoic_Climate_Change.png

tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Era_glaciale

Certo, "hot" significa caldo e "cold" significa freddo. In rosso e blu rispettivamente, come il rubinetto di casa.

Eshin
Eshin
1 Aprile 2014 , 13:21 13:21

SE TUTTO FOSSE COSi GRAVE PERCHE’ NON TENGONO CONTO DI UNA COSA, DA POTER FARE CON FACILITA’ ……http://www.nogeoingegneria.com/interviste/biosfera-e-geoingegneria-le-improbabili-ragioni-di-una-convivenza-impossibile/

mago
mago
1 Aprile 2014 , 15:46 15:46

Condivido in toto.