PENSATE CHE IL NUOVO REPORT SUL CLIMA SIA SPAVENTOSO? L’APOCALISSE ALIMENTARE GI ALLE PORTE

PENSATE CHE IL NUOVO REPORT SUL CLIMA SIA SPAVENTOSO? L’APOCALISSE ALIMENTARE GI ALLE PORTE

DI RICHARD SHIFFMAN
The Guardian

Rivolte. Città a secco. Impennata dei prezzi. Fame devastante. Se questo vi sembra allarmismo dgli scienziati, parlate con gli agricoltori

La madre di tutti i report sul clima è così spaventosa che uno dei suoi autori si è dimesso dal Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) in segno di protesta. "Gli agricoltori non sono stupidi", ha detto la scorsa settimana l'economista della Sussex University Richard Tol, mentre centinaia di ricercatori si sono ritirati a Yokohama, in Giappone, per elaborare il testo finale di un documento che lui ha definito "allarmista" quando tratta delle tante minacce del riscaldamento globale. La gente che coltiva il nostro cibo troveranno il modo di adattarsi, ha detto l’isolato scienziato del clima alla più importante riunione sulla scienza del clima degli ultimi sette anni.

Ma cambiare non è facile, soprattutto quando non si parla della tettonica terrestre. Il testo finale è arrivato oggi, e le le più allarmanti proiezioni del report dell’IPCC chiariscono ciò che avevano ipotizzato tanti altri studi: il futuro dell'agricoltura - della fame nel mondo, della vostro conto dal droghiere – è fottuto. O, come ha detto il Segretario Generale dell’ONU Ban-Ki Moon in modo un po’ più educato all'inaugurazione dei primi incontri per il report dell’IPCC nello scorso settembre: "Il caldo si fa sentire. Dobbiamo agire."

I ghiacciai continueranno a ridursi in Himalaya, secondo l'IPCC, impattando seriamente la disponibilità di acqua per l'agricoltura in vaste aree dell'Asia meridionale e della Cina. Il cambiamento climatico potrebbe danneggiare le colture sensibili al calore come il grano e il mais, e avere un impatto minore sulla produzione di riso e soia. I prezzi per i raccolti essenziali saliranno nel mercato globale. La fame aumenterà in gran parte dell'Asia e dell'Africa. "Nessuno su questo pianeta sarà immune dagli effetti del cambiamento climatico", ha previsto il capo dell'IPCC Rajendra Pachauri alla conferenza stampa della mattina.

Il nuovo rapporto dice che tutte queste cose pessime accadranno nei prossimi decenni, mentre il cambiamento climatico si rafforza. Ma, come ho potuto verificare nell’Africa orientale il mese scorso, questo futuro è già il presente per tanti agricoltori di tutto il mondo. In Tanzania le piogge stagionali biannuali. da cui dipendono tanti produttori, non arrivano mai al tempo giusto, e sono sporadiche, alternando acquazzoni torrenziali a periodi di siccità prolungate. I picchi di calore stanno facendo appassire le colture di mais, mentre i pozzi e i corsi d'acqua si stanno sempre più prosciugando.

La zona in cui le fattorie di Dephath Omondi nel sud del Kenya sembrano lussureggianti, con i campi di mais color smeraldo delimitati dalle alte acacie. Ma lui mi dice che l’apparenza inganna.

Venticinque anni fa, qui il tempo era prevedibile: le lunghe piogge iniziavano a metà marzo fino a maggio, poi le brevi piogge iniziavano a fine agosto, o ai primi di settembre. Negli ultimi dieci anni queste precipitazione non sono mai arrivate in tempo. Abbiamo avuto inondazioni, e poi settimane e settimane senza pioggia. Gli agricoltori sono confusi su quando e cosa piantare. È una cosa davvero preoccupante.

Sconvolgimenti simili sono già una sfida per gli agricoltori di tutto il mondo. Nel delta del Mekong in Vietnam, le popolazioni rurali stanno perdendo i terreni perché le acque salate del mare stanno salinizzando troppo i fiumi per poter crescere il riso. In Nicaragua l'aumento delle temperature sta diffondendo "il fungo della ruggine del caffè”, una malattia che sta uccidendo migliaia di alberi e che potrebbe rendere inutilizzabile l'80% delle aree per la coltivazione del caffè da qui al 2050. E nelle Filippine centrali gli agricoltori di cocco stanno lottando per riprendersi dal tifone novembrino Haiyan, che ha gravemente danneggiato o divelto circa 33 milioni di alberi.

Così come non ci sono atei in trincea, ci sono pochi scettici del cambiamento climatico tra coloro che coltivano il cibo del mondo, se non nessuno. Gli agricoltori non devono leggersi i resoconti delle Nazioni Unite per sapere quanto radicalmente sta cambiando il loro clima. E i consumatori non hanno bisogno di studi accademici o di prove provate per sapere che i prezzi degli alimenti sono in costante aumento.

Ma forse potrebbe essere utile sapere che un report pubblicato dall’Institute of Development Studies nel Regno Unito prevede uno spaventoso aumento dal 20% al 60% dei prezzi degli alimenti per il 2050, a seconda del tipo di cibo, principalmente per la diminuzione della resa dovuta al cambiamento climatico. E se pensate che la cosa sarà dolorosa, il mondo intero potrebbe dover affrontare uno shock ancora più grave: l’IPCC prevede che un aumento di a 2,5°C nelle temperature globali costerà all’economia globale fino al 2% della sua produzione, con una stima di 1,4 trilioni di dollari all’anno.

E potreste anche voler sapere che un report pubblicato la scorsa settimana dal gruppo Oxfam ci avverte che il riscaldamento globale potrebbe far posticipare la lotta contro la fame nel mondo per decenni, mettendo a rischio la vita di altri 50 milioni di persone. Il mondo "è assolutamente impreparato" per l’impatto sul cibo, ha detto Oxfam. Più del 75% della varietà dei semi in tutto il modo è scomparso nell’ultimo secolo, e la spesa di ricerca e sviluppo per l’agricoltura è ai minimi storici.

Lester Brown, il controverso fondatore dell’Earth Policy Institute, afferma che ci troviamo di fronte un incombente "crisi alimentare", non solo a causa del cambiamento climatico, ma anche per le sempre maggiori scarsità d'acqua e per la conversione di terreni agricoli verso usi non alimentari. Le grandi quantità di terreno utilizzate per la produzione di biocarburanti e di grano per nutrire il bestiame stanno riducendo i raccolti dei cereali di base, di cui le persone hanno bisogno per sopravvivere.

Ma non ci sbagliamo: le tensioni più forti per il nostro approvvigionamento alimentare verranno dal cambiamento climatico. "Il sistema agricolo odierno è stato progettato per massimizzare la produzione all'interno del sistema climatico che è esistito negli ultimi mille anni", ha detto Brown all’Harvard Crimson: "Ora, improvvisamente, non sappiamo cosa succederà esattamente nel futuro. Sappiamo che abbiamo bisogno di frenare il prima possibile."

Tol, il ricercatore che ha lasciato l'IPCC in segno di protesta, ha detto che i contadini "si adatteranno". Ma è come aspettarsi che gli scoiattoli si adattino a un incendio boschivo. Come potrà Amani Peter, un giovane agricoltore che ho incontrato in Tanzania, adattarsi se il suo pozzo si prosciuga? Come farà a adattarsi al mais che appassisce, quando le piogge si fermano un mese in anticipo, come hanno fatto lo scorso anno? E cosa faranno i nove agricoltori su dieci della Cina occidentale che non hanno un’assicurazione sui raccolti quando i raccolti di grano cominceranno a mancare? Anche l’agricoltore più brillante potrebbe non farcela.

Sono cattive notizie, e sono parecchie. Quella buona? Che ci saranno anche i vincitori nella roulette globale del cambiamento climatico. I rendimenti per alcune colture che amano il caldo sono in aumento negli Stati Uniti e in Canada, anche se l’agricoltura sta già soffrendo per i raccolti rinsecchiti nel sud-ovest degli Stati Uniti e per una siccità estrema in California.

E l'IPCC ha invitato i politici a prepararsi, da subito: "Gli adattamenti del cambiamento climatico non sono un bizzarro ordine del giorno che non è mai stato provato", ha detto Chris Field, co-presidente di uno dei gruppi di lavoro. Ricordate il costo annuale di 1,4 trilioni di dollari del cambiamento climatico? Se una piccola frazione di questa somma venisse spesa per la ricerca sull’agricoltura locale, sarebbe di grande aiuto. Gli agricoltori hanno bisogno di nuove varietà di semi, resistenti al calore, che tollerino le frequenti siccità. Hanno bisogno di programmi di sensibilizzazione per la loro formazione nelle tecniche di coltivazione più all’avanguardia. E, naturalmente, dobbiamo smettere di vomitare sempre più CO2 nell'aria. Proprio mentre suona l'allarme.

*************************

RICHARD SHIFFMAN
The Guardian

Link: Think the new climate report is scary? The food-pocalypse is already upon us

31.03.2014

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da SUPERVICE

Commenti (10)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 10 caricati
    1. mago 1 aprile 2014

      Condivido in toto.

    1. Eshin 1 aprile 2014

      SE TUTTO FOSSE COSi GRAVE PERCHE' NON TENGONO CONTO DI UNA COSA, DA POTER FARE CON FACILITA' ......http://www.nogeoingegneria.com/interviste/biosfera-e-geoingegneria-le-improbabili-ragioni-di-una-convivenza-impossibile/

    1. Georgios 1 aprile 2014

      Ci sarebbe da dire sull'industria privata (però pagata dai cittadini) creata con la scusa delle rinnovabili che spesso se ne frega dell'ambiente che pretende di difendere. Ne sappiamo noi qualcosa qua. Tralascio anche certe notizie che appaiono di tanto in tanto su dei giornali di "garantita serietà". Come ad esempio questi (un "piccolissimo errore" sulla catena montuosa più grande del pianeta):

      http://www.telegraph.co.uk/earth/environment/climatechange/7031403/UN-climate-panel-admits-mistake-over-Himalayan-glacier-melting.html

      http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/01/autocritica-onu-scioglimento-ghiacci-himalaya.shtml?uuid=5336fd80-05cb-11df-aef6-5105311e2a74&DocRulesView=Libero

      Mi limiterò invece a qualche dato scientifico di indubbio valore. A meno dunque che la scienza non sia un'invenzione, esistono dei diagrammi su Wiki che, secondo me, parlano chiaro. Basta studiarli un po.
      Per esempio

      http://en.wikipedia.org/wiki/File:Vostok_Petit_data.svg

      Notare che la prima curva (in blu) non e' temperatura ma variazione di temperatura (ΔT).

      Questo si riferisce agli ultimi 400 mila anni ed e' tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Ice_ages

      Poi, per gli ultimi 500 milioni di anni, c'è questo

      http://it.wikipedia.org/wiki/File:Phanerozoic_Climate_Change.png

      tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Era_glaciale

      Certo, "hot" significa caldo e "cold" significa freddo. In rosso e blu rispettivamente, come il rubinetto di casa.

    1. Tonguessy 1 aprile 2014

      Se tutte le teorie possono essere contemporaneamente confermate e confutate esiste un serio problema sui metodi di valutazione. Questo e non la "buona creanza" dovrebbe essere oggetto di un maggiore e conclusivo dibattito sull'utilità di certe misurazioni e statistiche.

      Comunque sia è oggettivamente confortante che si sia passati dal perentorio "global warming" al più soft "climate change". Almeno la truffa perpetrata dall IPCC non è passata inosservata. Al punto che Chris Landsea si è dimesso dal Panel, dichiarando "Non capisco perché i miei colleghi utilizzino i media per avvalorare l’insostenibile tesi che la recente attività degli uragani sia dovuta al riscaldamento globale....non posso in buona fede continuare a contribuire a questo procedimento che ormai ritengo motivato da agende pre-concette e scientificamente infondate".
      http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=160

      Insomma si tratta della solita vecchia ed ammuffita politica (carriera, prebende, bonus, gloria e fama) anteposta a qualsiasi ricerca. Ah, già...la buona creanza....
    1. grindelia 1 aprile 2014

      Per un attimo prova a slegarti dagli articoli che trovi e che leggi ( entrambe le teorie posso essere sostenute o confutate sempre e comunque apportando dati veritieri o sballati che non si ha comunque modo di verificare appieno ): prova a pensare agli ultimi inverni che abbiamo passato. Non hai la vaga impressione che siano stati un po' troppo caldi rispetto a quelli a cui eravamo abituati solo un ventennio fa?

      Più di 2 decenni fa le stagioni avevano un' alternanza evidente che è andata sempre più scemando e questa è un' esperienza che abbiamo vissuto e che possiamo ripescare serenamente dalla nostra memoria senza bisogno nemmeno di leggere studi a riguardo.

      E' indubbio e alla luce del sole la nostra esperienza che non può essere turlupinata con grafici di dubbia provenienza.

      Nell' era in cui si afferma e si scrive tutto e il contrario di tutto apportando anche studi e grafici ( di cui sappiamo benissimo che possono essere letti in vari modi e soggetti a interpretazioni ), è sempre più necessario utilizzare la nostra buona creanza e soprattutto il buonsenso delle nostre dirette percezioni della realtà che ci circonda.

      Personalmente credo che ci sia ancora tanta confusione in merito e che i cambiamenti climatici siano realmente in atto, ma sono insufficienti le nostre conoscenze scientifiche a riguardo per poter studiare i dati a nostra disposizione e poter prevedere senza errori grossolani un possibile e reale scenario futuro.
      Saluti.
    1. Servus 1 aprile 2014

      L' IPCC ha già commesso errori più che grossolani.


      Che siano in atto cambiamenti climatici è evidente, ma penso abbia più ragione il direttore dell'istituto di climatologia di Pietroburgo, che afferma che secondo i suoi studi proprio in questo anno stiamo entrando in una piccola era glaciale.

      D'altronde mi sembra quasi evidente, in America non hanno mai visto tante tempeste polari come quest'anno, e in Italia è da anni che non nevicava come questo inverno.

    1. geopardy 1 aprile 2014

      Dipende, in certe zone prevarrà la siccità, mentre in altre la piovosità e terre, ora troppo fredde, potrebbero diventare coltivabilissime.
      Il fatto, però, non è soltanto dovuto al fattore aumento della piovosità, bensì, il modo di come piove; infatti, se abbiamo piogge torrenziali e concentratissime, l'utilità in agricoltura potrebbe essere nulla, se non addirittura sortire l'effetto contrario.
      La risposta a livello globale, poi, non è lineare, quindi, se le previsioni sul riscaldamento sono esatte, assisteremo a sconvolgimenti che colpiranno un anno una zona un anno un'altra e così via e tutto fino alla stabilizzazione auspicabile del clima.
      In tutto ciò, secondo studi condotti negli anni '80, specificatamente per l'emisfero nord, a causa dello scioglimento dei ghiacci artici e la conseguente interruzione della corrente del golfo, si potrebbe innescare un periodo glaciale.

    1. Keope 1 aprile 2014

      Le piogge sono diventate più rare perchè gli aerei NATO distruggono sistematicamente le nuvole con le scie chimiche che imbrattano quotidianamente i cieli di tutte le nazioni appartenenti a questa famigerata organizzazione. Quello che non possono distruggere con le scie chimiche, lo fanno con il sistema H.A.A.R.P. sparando milioni di Kw verso la ionosfera che di conseguenza si deforma e quando riassume la sua posizione normale,scarica sulla terra tutta l'energia riflessa che provoca terremoti artificiali e surriscaldamento delle aree colpite da queste onde. ( Tutti i terremoti con un ipocentro inferiore ai 10 Km, portano la firma di H.A.A.R.P.), compreso quello che colpì il Giappone e distrusse le centrali nucleari di Fukushima, peccato che gli USA non avessero previsto tutte le conseguenze del loro atto criminale e adesso si dovranno godere per qualche secolo le acque radioattive che stanno lambendo le coste della California e uccidendo tutta la fauna marina; proprio come i famosi "pifferi di montagna". Ma loro non resistono alla loro vocazione di pistoleri, per loro il Far West non è mai finito.

    1. parsifall 31 marzo 2014

      Non sono uno scienziato, ma mi hanno insegnato a scuola che solo al ghiaccio non e' coltivabile la terra. Viceversa il caldo potrebbe rendere coltivabile a latitudini che ad ora non e' possibile far crescere nulla. In sostanza quello che fa paura è la glaciazione. Può essere che l' IPCC si stia sbagliando? Ammettiamo che il globo terrestre si stia surriscaldando, cio' non comporterebbe un aumento dell'evaporazione di acqua dal mare con conseguente aumento della nuvolosità? Quindi più pioggia? magari qualcuno che legge può darmi qualche risposta


    1. Fabionocensura 31 marzo 2014

      - Pagina ogm [www.disinformazione.it]

      L’interrogativo inquietante è: a chi giova questa campagna mondiale di disinformazione forzata? Cosa c’è sotto di così importante da voler mettere la museruola ai governi del pianeta? Cosa hanno in mente per il nostro futuro coloro che stanno organizzando la più grande truffa?

      La megatruffa del riscaldamento globale
      Gianni Zulato, ricercatore Free Energy indipendente

      LA TRUFFA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE.
      I grafici alla fine dell’articolo.
      Da 15 anni veniamo bombardati da allarmi sull’aumento delle temperature causate dalle attività umane, con futuri scenari catastrofici della più varia natura. Sarà veramente così, oppure è un falso ben venduto per scopi occulti?
      Molti, nella comunità scientifica contraria al global warming, definiscono il riscaldamento globale indotto da attività umane “la più grande truffa scientifica di tutta la storia umana”, oppure “bugie e solo bugie”. In questo scritto lascio che a parlare siano i fatti, ma prima, per introdurre l’argomento riporto delle predizioni, raccolte da un climatologo, fatte nel 2000 dai sostenitori del caldo, così potete avere un assaggio di come stanno le cose.

      DISSERO: Il riscaldamento globale è fuori controllo. REALTA’: il mondo è diventato più freddo.

      DISSERO: Siccità e ondate di caldo in Inghilterra. REALTA’: inondazioni, freddo.

      DISSERO. Fine delle precipitazione nevose entro il 2010. REALTA’: battuti record secolari di innevamento.

      DISSERO: Più uragani. REALTA’: Meno uragani.

      DISSERO: Massiccia fusione dei ghiacci a livello planetario. REALTA’: Più ghiacci a livello planetario, dati diffusi disonesti e falsi (più avanti i dati reali).

      DISSERO: La primavera arriverà in anticipo. REALTA’ Forse stavano scherzando.

      DISSERO: grande aumento del livello dei mari. REALTA’: Stesso lentissimo aumento dall’ultima era glaciale.

      L’INIZIO
      Tutto è iniziato nel 1997-98 da una ricerca di Michael Man, per conto dell’IPCC ( la commissione ONU sul clima) attualmente direttore del: The Earth System Science Center al Pennsylvania State University. Mann studiando l’andamento delle temperature degli ultimi 1.000 anni ha prodotto il famoso grafico a forma di bastone da hockey, in cui si vede che le temperature negli ultimi 1.000 anni sono state stabili, per poi in tempi recenti, avere una impennata verso l’alto, la causa venne attribuita all’aumento delle emissioni umane di anidride carbonica (un gas serra), la sua ricerca venne pubblica su Nature, così uno sconosciuto professore dal giorno alla notte è diventato famosissimo. Gli scenari futuri cupi, subito vennero prodotte ricerche che provavano le conclusioni di Mann. I ghiacciai planetari in fusione, idem per quelli delle regioni polari, si fecero previsioni secondo cui in pochi anni l’artico sarà privo di ghiacci, i livelli dei mari in aumento con catastrofe futura assicurata. Al Gore presentò il suo famoso documentario An Inconvenient Truth, sugli effetti del caldo, che gli valse il premio Oscar.

      La NASA e altre organizzazioni governative ed universitarie, hanno nel tempo prodotto dati e grafici preoccupanti. Una ricerca recente su certi organismi marini, ha provato che mai negli ultimi 2.000 anni è stato così caldo, la NASA pochi anni fa ha pubblicato dati che provavano che l’autunno appena passato è stato il più caldo. Gli orsi bianchi sono in pericolo. La foto di mamma orso con il suo piccolino alla deriva su un fazzoletto di ghiaccio ha commosso il mondo, ed è diventata una icona del riscaldamento. Grandi fondi sono stati dati ai ricercatori del caldo. Riunioni di governi a livello planetario per definire le strategie future, ed una diminuzione dell’anidride carbonica, con accordi e protocolli vari tipo Kyoto. Recentemente fa Mann ha pubblicato una ricerca che prova un preoccupante aumento futuro del livello dei mari, è recente la notizia che l’anidride carbonica ha raggiunto 400 ppm. Poco tempo fa la BBC (TV inglese) ha diffuso la preoccupante notizia che i ghiacci dell’artico sono in scioglimento, come mai prima d’ora.

      Questa, è in breve la storia dei fatti.
      La situazione è molto grave, tranne per uno spiacevole inconveniente, E’ TUTTO FALSO, ricerche false, dati modificati e disonesti, e cosi via, l’unica cosa vera sono i livelli di CO2.

      E il Sole? Dove è il Sole? Da nessuna parte, i sostenitori del caldo si sono dimenticati che è il Sole la fonte di tutto, e molto opportunamente lo hanno escluso dalle loro ricerche, più avanti in questo scritto vedrete che il sole è la causa di un disastro in corso. L’ultima spiaggia dei disperati del caldo è l’affermazione che è il caldo che provoca il freddo, questa affermazione ha provocato ilarità e vignette di ogni tipo. Non viene detto che gli studiosi contrari al caldo provocato da attività umane sono oltre 31.000. Esistono moltissime testimonianze affermanti (con nomi) che i ricercatori favorevoli al caldo hanno ricevuto fondi, fama, visibilità, carriere, riconoscimenti, mentre molti dei contrari hanno avuto i fondi per le loro ricerche interrotti, sono stati intimiditi, ed in alcuni casi licenziati per non adeguarsi o almeno stare zitti. Proprio in questi giorni è uscito un documento in cui viene spiegato che sono stati investiti moltissimi milioni di dollari per finanziare i sostenitori del caldo.

      Iniziano le ricerche imbarazzanti.
      Il metodo scientifico impone la verifica e riproducibilità delle ricerche.
      Nel 2.000 un altro ricercatore ha rifatto la ricerca di Mann e, sorpresa!!! Si è accorto che la ricerca di Mann è uno spudorato falso, perché ha escluso i dati del caldo medioevale, che è ben provato e fuori discussione, a quel tempo faceva più caldo di oggi, (vedi grafico) se si escludono i dati sgraditi si può provare scientificamente tutto, anche che l’acqua scorre verso l’alto.
      Nature si è rifiutata di pubblicare questa imbarazzante ricerca, così come tutte le riviste scientifiche, alla fine il malcapitato ricercatore si è ridotto a pubblicare la sua ricerca su internet, la sua ricerca ha aperto il vaso di Pandora che ha sputato il peggio del peggio.

      IPCC pochi anni prima ha prodotto uno studio sul clima in cui non vi era traccia di riscaldamento in corso, questa ricerca molto opportunamente è stata seppellita. La foto molto commovente di mamma orsa alla deriva per mancanza di ghiacci, pure lei un falso. La irata ricercatrice che l’ha scattata si è fatta avanti, accusando un altro ricercatore a bordo della stessa nave di avergliela presa perché bella e poi usata come icona dello scioglimento dei ghiacci. L’autrice della foto ha affermato che mamma orsa si stava solo riposando in un piccolo pezzo di ghiaccio e che la banchisa era alle sue spalle a poca distanza dall’orsa. E siamo solo all’inizio, la foto ovviamente è stata mantenuta come “prova” dei poveri orsi in pericolo, ma c’è di più. Nel 2011 il governo canadese ha fatto come di consueto un censimento degli orsi bianchi ed è risultato che sono numerosi come non mai.

      Per smentire la ricerca di Mann e del riscaldamento globale basta il primo grafico da cui si vede come le temperature negli ultimi 10.000 anni erano più alte di oggi, tranne che per brevi periodi. Un altro dato è stato “dimenticato”, l’Impero Romano è conosciuto come il caldo romano, si sa con certezza che faceva molto più caldo di oggi e senza industrie. Se mai ci fosse qualche dubbio sulla truffa del caldo messa in piedi con la complicità dell’ONU e dei governi, ci hanno pensato gli hacker a dissiparli del tutto. Nessun media ne ha parlato, la cosa ha fatto scalpore e ovviamente nessun ripensamento o presa di distanza. Gli hacker hanno rubato e diffuso migliaia di mail dei ricercatori del riscaldamento e dell’IPCC, il loro contenuto prova che i sostenitori del riscaldamento sono realmente implicati nel fabbricare falsi e provano l’esistenza di una vasta cospirazione.

      I ricercatori si scambiano consigli su come falsificare i dati, su cosa mettere nelle ricerche per sostenere il caldo, su come evitare di essere scoperti e via discorrendo, attraverso internet è possibile accedere a tali mail.
      Il Nobel per la pace a Gore, potrebbe fare pensare che la cospirazione, forse, comprende anche la commissione del Nobel, perché non hanno fatto nessuna verifica dei dati, e nessun controllo. Costui è un guerrafondaio, non un pacifista, e con l’ambiente ha un rapporto predatorio, la sua storia di Vice Presidente USA parla per lui. Con il clima ha un rapporto monetario, è stato introdotto il CARBON TRADE, la compravendita di quote di CO2. Ebbene Gore e l’ex presidente inglese Tony Blair hanno fondato aziende per tale commercio ed è provato che hanno fatto enormi profitti.

      E lo scioglimento dei ghiacci su scala planetaria?
      A questo punto non è difficile immaginare che è pure questo è un falso. La ricerca che ha “provato” lo scioglimento dei ghiacci è un falso della peggior specie. Delle molte decine di migliaia di ghiacciai del pianeta i ricercatori ne hanno preso in considerazione solo poche decine, questo significa che tale ricerca può essere definita con certezza scienza spazzatura. Venne detto che i ghiacci dell’ Himalaya sarebbero scomparsi entro il 2035. La realtà provata in epoca recente, con dati certi e non smentibili dice che i ghiacciai planetari sono in avanzata non in regresso, questo ha portato nel 2009 allo scandalo che è stato definito Himalayagate. E i ghiacci dei poli che sono in forte scioglimento? Non stupisce che pure questo è un falso. I ghiacci dell’Antartide hanno battuto ogni record storico di estensione, quelli dell’artico contrariamente a quanto annunciato dalla BBC sono nella norma e pure loro un po’ più del solito, lo potete vedere dal grafico.

      E i mari? Misurazioni satellitari precise dicono che vi è il solito lentissimo aumento rimasto inalterato fin dalla fine dell’ultima era glaciale. E’ di questi giorni la notizia che dei russi con un bus sono partiti dalla Russia e attraversando l’artico hanno raggiunto il Canada percorrendo 4.000 chilometri alla media di circa 10 chilometri orari. Partenza dall’arcipelago Severnaya Zemlya arrivo a Resolute Bay. Pare proprio che i ghiacci anziché essere in scioglimento sono solidi abbastanza da consentire il transito di un bus. Chissà se la BBC ha dato la notizia?

      E l’aumento delle temperature? Qui siamo nel campo dell’inventiva fantasiosa. Le misurazioni migliori sono quelle satellitari, integrate dalle stazioni di rilevamento terrestre. Ebbene, sono state inserite le temperature di termometri installati in parcheggi, strade e altri posti non idonei, luoghi dove per loro natura le temperature non hanno alcun significato. Stazioni di rilevamento che davano dati non graditi sono state chiuse, enti governativi hanno bloccato l’accesso dei ricercatori ai suoi dati. E l’annuncio della NASA sull’autunno caldo? Una figuraccia mondiale. La NASA non potendo provare il caldo ha preso i dati di certe zone della Russia e li ha spacciati come europei.

      Sfortunatamente i russi se ne sono accorti, la loro reazione irata, ha costretto la NASA a ritirare la ricerca ed ad ammettere l’errore. Dal grafico degli ultimi 16 anni si vede come non vi sia stato alcun riscaldamento. Grafici di periodi temporali più lunghi dicono che negli ultimi 2.000 anni la terra è sede di un costante raffreddamento.
      Molto opportunamente ci si è dimenticati di dire che le temperature terrestri seguono cicli di caldo/freddo di 25-30 anni, legati all’oscillazione delle temperature delle acque del Nord Pacifico e Atlantico, due anni fa il ciclo è virato verso il freddo. E la ricerca recente sugli organismi marini che ha “provato” il caldo anomalo degli ultimi 2.000 anni?
      Ormai non vi stupirete di sapere che è falsa pure quella. La ricerca è stata controllata e guarda un po’ il caso, si sono dimenticati per strada i dati sgraditi, la verifica ha provato che si e trattato di ricerca spazzatura. Recentemente in Scandinavia è stata fatta una bella ricerca sulla densità degli anelli degli alberi, risulta che negli ultimi 2.000 anni faceva più caldo di oggi, ad esclusione del periodo conosciuto come mini era glaciale. Inoltre si è provato che le temperature sono in calo di 0.31 gradi per millennio.

      E Michael Mann, da cui tutto è partito? Nella comunità scientifica si è guadagnato l’infamante reputazione di scienziato statistico di quackery (ciarlataneria), persino i suoi sostenitori iniziano ad avanzare dubbi sull’uomo, essendosi guadagnato l’imbarazzante reputazione di anti scienza.
      Mann, non ancora contento, ha ora pubblicato una ricerca in cui ha previsto una catastrofico aumento del livello dei mari, che stando alla comunità scientifica è totalmente vuota di ogni base di misurazioni empiriche.

      E il ruolo dell’anidride carbonica sulle temperature, il famoso effetto serra? Ininfluente, è il vapore acqueo il responsabile per il 75% dell’effetto serra. I gas serra sono il 3% dell’atmosfera, di cui CO2 è un gas minore (0.0380%) pressoché ininfluente. Non è un caso che le temperature stanno calando mentre la CO2 è in aumento.
      400 parti per milione sono irrilevanti, inoltre la maggior parte non proviene da attività umane ma dalla natura, in particolare dai mari. Hanno fatto i conti di quanto è aumentata la temperatura a causa della CO2 delle attività umane, risulta essere solo di pochi millesimi di grado. I carotaggi dei ghiacci Della Groenlandia hanno altresì provato che prima aumenta la temperatura dopodiché con un ritardo di 700-800 anni aumenta la CO2, questo è legato a meccanismi di rilascio o acquisizione di CO2, da parte degli organismi marini, dal grafico potete vedere questo. La CO2 non è la morte, ma la vita, il suo aumento porta con se un aumento della vegetazione, varie foto dimostrano che oggi, zone aride hanno avuto un aumento recente di verde come pure altre zone. E’ di poco tempo fa che ricerche satellitari hanno provato che in realtà la CO2 ha, non un effetto serra ma di raffreddamento, le sue molecole nell’alta atmosfera riflettono i raggi solari, venendo dalla NASA, specialista in falsi, la ricerca va presa con cautela.

      Mini era glaciale su di noi. E’ un fatto di cui ormai tutti ne siamo consapevoli che qualcosa non va. In tutto l’emisfero nord vengono battuti record secolari di freddo e di innevamento, l’attuale primavera in Inghilterra è la più fredda dal 1891, ed è così ovunque. Le temperature terrestri sono legate a molti fattori, tra cui, inclinazione dell’asse terrestre, variazione dell’eclittica e….. il Sole.
      E’ il Sole la macchina che alimenta tutto. E’ provato da dati certi del passato, che la diminuzione delle macchie solari porta con se una mini era glaciale.
      400 anni fa, il caldo medioevale è cessato per dare inizio alla mini era glaciale, in contemporanea le macchie solari erano assenti. Il Tamigi ghiacciava al punto che vi si facevano fiere e mercati. Dal grafico potete vedere la correlazione macchie solari e temperature. Da alcuni anni il Sole è entrato in fase di quiescenza con assenza o pochissime macchie solari, mini era glaciale certa e assicurata. Un numero elevato di astrofisici e climatologi, affermano che siamo già entrati nella mini era glaciale, o al massimo inizia nel 2014. Questo significa non solo freddo. Le colture dipendono dal caldo. E’ un fatto che tutte le grandi zone agricole del pianeta soffrono di un calo di produzione, i danni all’agricoltura sono grandi ed estesi, in Italia i danni vengono stimati molto gravi ed è così ovunque. Il problema è che le grandi zone agricole del pianeta si trovano proprio dove il freddo picchia di più. Oggi la popolazione mondiale è di 7 miliardi, troppi per sopravvivere tutti ad una mini era glaciale, il futuro che ci aspetta è fosco. E forse, ancora peggiore delle più tragiche predizioni. Vi sono astrofisici che avanzano l’ipotesi che forse in realtà è iniziata una vera e propria era glaciale, che vi ricordo porta con se in tutto l’emisfero nord chilometri di spessore di ghiaccio. Le ere glaciali sono cicliche, i carotaggi hanno ricostruito con buona approssimazione le durate di tali cicli, sfortunatamente stando a tali cicli siamo proprio entrati nel ciclo della glaciazione. Fino a poco tempo fa si pensava che l’era glaciale impiegava millenni per instaurarsi, purtroppo non è così. Nuove metodologie, precise quasi al mese, di analisi dei carotaggi della Groenlandia hanno provato che l’era glaciale si instaura in pochissimi mesi, tali dati sono accettati e non messi in discussione. In definitiva la domanda è: quello che ci aspetta è una mini era glaciale o una era glaciale?

      Tutto il resto sono solo chiacchiere.
      Per chi vuole approfondire l’argomento il migliore punto di partenza è http://www.icecap.us/ si tratta di un sito professionale di consultazione per giornalisti, enti e governi, attraverso i suoi articoli e i numerosi link proposti è possibile accedere all’intera tematica compreso l’accesso ai dati satellitari in tempo reale.

      CONCLUSIONI
      Nel sostenere il falso problema del caldo indotto da attività umane sono implicati scienziati, istituti di ricerca governativi, università, governi, ONU. Ciascuno può trarre da se le conclusioni su cosa c’è dietro. Per capire cose anomale, la regola aurea consiste del chiedersi, “chi ci guadagna e chi ci perde”, e se è il caso, il famoso motto di Giulio Andreotti il quale disse, “a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.

      Temperature negli ultimi 17.000 anni.

      Temperature negli ultimi 16 anni.

      Estensione dei ghiacci artici aggiornato al maggio 2013. Guardare la linea nera.

      Correlazione macchie solari temperature. Il quadro ritrae una fiera sul Tamigi ghiacciato

      Correlazione temperature anidride carbonica.



Visualizzati 10 di 10 commenti approvati.