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PD: uno degli ultimi giorni di carnevale

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

La notte dei lunghi coltelli non è ancora finita, modulata in più sequenze prima sul palco del teatro Vittoria di Roma, dove è andata in onda in diretta la prima puntata di “The Scission’s day” … poi all’Assemblea Nazionale di domenica … l’avevano ribattezzata la kermesse dei tre tenori della minoranza dem (Enrico Rossi, Roberto Speranza e Michele Emiliano), però alla fine si è sentito un unico assolo: quello di Michele Emiliano, data la dialettica da fagiani morti degli altri due.

Il governatore della Puglia, tutto concretezza e cozze pelose, si è rivelato l’oratore che più degli altri sa accendere il pubblico, lo fa sognare, lo fa piangere, proponendo una possibile palingenesi alla ricerca degli atavici valori di un partito, che ormai rappresenta soltanto l’evoluzione postmoderna del PCI, e si riduce miseramente ad un ectoplasma nato ibrido e incapace di raccogliere le sfide del presente, operando sulla società secondo politiche plurali, laiche e democratiche.

Sempre Emiliano, dopo aver incontrato i congiurati, Roberto Speranza ed Enrico Rossi, chiede a Renzi di fermarsi, la stessa richiesta che fa Andrea Orlando, regolando i conti nei Giovani turchi e schiacciando la minoranza filo-renziana di Orfini.


La stessa richiesta del resto di Piero Fassino, che auspica un rallentamento della corsa verso il congresso lampo per disinnescare la scissione. Ma anche Franceschini è preso dalla stessa paranoia, e spinge poi l’ex premier a riflettere: «Tanto le elezioni a giugno non ci saranno, e forse neanche a settembre. Valuta tu se è il caso di insistere subito con un congresso che inizia con un pezzo del partito che se n’è già andato».

Intanto D’Alema dal palco sembra dare l’impressione di essere già oltre: «I partiti sono diventati tutti delle macchine elettorali asfittiche. Quando c’ero io il mio partito aveva 600mila iscritti, poi ci siamo uniti per fare un partito più grande, ora siamo 180mila. Vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Il contenitore deve avere un buco».

Poi è proprio Matteo Renzi a proporre una forte mediazione: congresso nei prossimi mesi e silenziatore sulla data delle elezioni. La bufera del 4 dicembre sgronda con affanno, ed esige una nuova legittimazione del popolo piddino, date le nuove sciagure in agenda: babbo Renzi indagato per gli appalti truffa della Consip, l’affare Monte dei Pacchi da sbrogliare, una nuova manovra correttiva ad aprile, i rilievi mossi da Bruxelles a cominciare da quello sul «debito» e sui «fattori rilevanti» (bassa crescita, deflazione ecc.) che gravano sullo scostamento dai target.

Ma l’ex premier sembra avere in programma solo lo sprint delle primarie, quando sul suo blog lancia un primo appuntamento in un luogo simbolo per il Pd, il Lingotto di Torino, dove dieci anni or sono Walter Veltroni partorì la prima candidatura nel congresso fondativo del partito.

«Per prepararci a vivere il congresso non come scontro sulle poltrone, ma come confronto di idee, ho bisogno del vostro aiuto. Intanto sui progetti per il futuro dell’Italia, dal 10 al 12 marzo con gli amici che sosterranno la mozione congressuale ci vedremo a Torino, al Lingotto. Nel luogo dove nacque il PD a fare …  Ma anche a fare le pulci all’azione di governo di questi tre anni per costruire il prossimo programma. Cosa ha funzionato, cosa no. Una discussione vera, senza rete. Su ambiente, cultura, scuola, lavoro, università, sanità, infrastrutture, tasse, giustizia e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Venite al Lingotto, se potete».

Il Partito Democratico era nato nel lontano ottobre 2007, dalla malsana confluenza kattocomunista (Margherita-PCI), una sorta di spurio politico, immediatamente rispondente al neoliberismo dilagante, contenente nel suo manifesto augurale una spiccata e confusa confluenza di riformismo, europeismo, socialismo, democrazia e progresso. Forse pura illusione, certamente un aborto molto distruttivo verso il benessere degli italiani, i risparmi delle famiglie (le più ricche d’Europa, perché proprietarie per l’80% delle loro abitazioni) … distruttivo verso la produzione industriale con l’adozione dell’euro e verso l’occupazione, con il dumping salariale indotto dalle politiche dei trattati capestro, Jobs Act, immigrazione selvaggia.

Dopo il vertice notturno di San Valentino al Nazareno per fingere di mediare, Matteo Renzi perseverava nella finzione di voler ricucire, in realtà il suo progetto prevede proprio la scissione del partito, per trasformare la decennale mutazione genetica del PCI, da partito dei lavoratori italiani, col simbolo “falce e martello”, a quello del neoliberismo finanziario, secondo il modello di Tony Blair, col simbolo dell’euro, non una moneta, ma un progetto politico distruttivo del benessere e della pace sociale.

Un weekend carnevalesco, la sceneggiata patetica di un comitato d’affari che non ha più alcun contatto con la società civile, ma divenuto vassallo dei poteri finanziari, agisce alle dirette dipendenze della Troika. L’euro e l’Europa sono stati una disgrazia, nonostante ciò gli officianti del Partito dei Banksters non cessano di esaltare il sogno europeista, come fosse l’unica aspirazione di un’Italia che ha visto calpestare diritti, redditi, occupazione e dignità.

Emiliano appare particolarmente impegnato nel cercare un compromesso, del tutto diverso da D’Alema, che da tempo teorizzava e praticava la rottura, così da indebolire il leader del Pd e garantire alla «ditta» un ruolo che nel partito aveva ormai perso.

Mentre i sondaggi mainstream tutti taroccati oscurano il collasso del partito, colpito a morte dai nuovi populismi, inevitabilmente i vertici stanno tentando di rimescolare le tessere del puzzle, per poter mantenere il potere. Le scissioni non sono presagio di morte, ma di metamorfosi politica, il Pd di Renzi, anche se ridotto, potrà così governare la solita ammucchiata di partitini di centro sinistra, del resto lo stesso schema metrico che usava il Berlusca negli anni d’oro della sua arrampicata al potere.

Non importa se il partito ha portato l’Italia nella più nera recessione, fregandosene alla grande degli alti tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile, della chiusura di molte aziende, della delocalizzazione delle industrie, della perdita di un quarto del comparto industriale del Paese, della continua riduzione del welfare. Da quando sono iniziate le riforme liberiste, le privatizzazioni, lo smantellamento del Settore Pubblico e la progressiva demolizione delle Istituzioni Italiane nate nel Dopoguerra, l’Italia è all’ultimo posto mondiale per risultati di crescita. E Renzi non è che l’ultimo anello della catena di progetti politici volutamente fallimentari.

Ma le cause profonde vengono da lontano. Dopo la caduta del muro di Berlino, il capitalismo trionfava sul comunismo, dimostrando che la “fine della storia” prospettata da Francis Fukuyama non era che un bluff alla ricerca di nuovi nemici. L’Italia cresceva non solo per l’esigenza della ricostruzione post bellica, ma anche perché il capitalismo in quel momento si alimentava di produzione, quindi pretendeva quadri dirigenziali, welfare e settore pubblico, per i propri profitti, ora invece il capitalismo trae linfa vitale dalle rendite finanziarie, specula in borsa e sui Btp, dunque non ha più bisogno di welfare e della piena occupazione.

La stessa Costituzione Italiana, nata dal compromesso ideologico tra Dc e PCI, forgiava l’ossatura politica, economica e sociale dell’Italia del dopoguerra, sostenendo la nascita di un capitalismo produttivo di stato, che avrebbe garantito posti di lavoro e ricchezza della nazione, favorito inoltre da una moneta sovrana e libera dal debito, che avrebbe aumentato anche il benessere e il risparmio delle famiglie.

Il Pd ha sempre abbracciato l’idea di questa Europa antidemocratica, dove la nuova Germania unificata, più grande territorialmente e più forte, iniziava grazie al cambio fisso a perseguire una politica germanocentrica, molto pericolosa per i famigerati Piigs. Un’Europa mostruosa, un’idra deforme dominata politicamente e militarmente della testa americana ed economicamente dalla pancia tedesca.

Emiliano punta alla segreteria e divergendo dagli scissionisti potrebbe tentare una scalata solitaria contro Renzi, una una sorta di sceneggiata alle cozze pelose, dal titolo «Renzi, restiamo insieme per sempre, fraternamente! Io mi fido del mio segretario!» Insomma un giorno da rivoluzionario e 1000 da pecora, una giravolta spaziale che manco Goldrake o Jeeg Robot d’acciaio.

Un Partito Democratico al collasso, nonostante i media raccontino lucciole, con una struttura ormai totalmente liquida e in via di mutazione connaturale nel partito personale di Renzi, si è accorto solo ora dell’emorragia di consensi e sta cercando di correre ai ripari … una sorta di rimescolamento delle carte, fatto da bari esperti dell’inganno a scapito dei tanti cittadini ignari e ingenui, per salvare il salvabile.

Serve un cambio della guardia, più in termini cosmetici che strategici, Pisapia incoronato come nuovo federatore del centro-sinistra, rende bene l’idea dei valori sociali sostenuti in tema di lavoro e precarietà, dimenticando il suo passato di portatore insano del modello Expo.

 

Proprio il problema più rilevante che interessa il futuro dei giovani, che per l’81% ha votato NO al referendum, rimarcando in maniera eclatante l’enorme distanza tra le fasce giovanili della popolazione e questo partito sedicente di sinistra, che sembra odiarle, se ricordiamo le stupide dichiarazioni del ministro Poletti, riguardo alla fuga dei giovani all’estero «I giovani italiani vanno all’estero? Alcuni è meglio non averli tra i piedi».

Fuga dei cervelli in cambio del rimpatrio di sistemi privatistici del welfare, come nel marzo 2016, quando l’allora premier Matteo Renzi, durante il suo viaggio negli Stati Uniti, firmava a Boston un Memorandum of understanding con l’Ibm, corporation americana che farà sorgere a Milano – sull’area Expo, accanto all’ipotizzato polo di ricerca Human Technopole – un suo centro europeo, con investimenti per 150 milioni di dollari.

Quello che non si dice è che lo sbarco di Ibm  è subordinato alla consegna a Ibm dei dati sanitari degli abitanti della Lombardia, una delle regioni più ricche d’Europa. Sono le cosiddette “Protected Health Information”, che includono “i dati dell’assistenza sanitaria”, le “cartelle cliniche personali”, le “informazioni fiscali nominative o anonimizzate”. Ibm potrà venderli alle industrie sanitarie o alle compagnie d’assicurazione. Cedendo all’azienda americana i “diritti all’uso per la memorizzazione ed elaborazione di tali dati a fini progettuali, una sorta di Grande Fratello della Sanità Privata. (Gianni Barbacetto)

Poi c’è Mps, e D’Alema che rigira il coltello nella piaga «Pd contro pubblicazione lista debitori? Mi vergogno di avere tessera» … «Le risorse per l’occupazione giovanile sono 15 volte più basse di quelle usate per ricapitalizzare Mps. Il Parlamento ha votato per non pubblicare le liste dei debitori, ricchi signori che non hanno restituito i soldi. Compreso il mio partito, di cui ho la tessera in tasca, con un qualche sentimento di vergogna».

Il tempo però cura le ferite e pacifica gli animi … tutto scolora, tutto si somiglia, tutti i gatti sono bigi nella nebbia dell’oblio. Tanto che Matteo Orfini, presidente del Pd, ha spiegato a Otto e mezzo: «Mafia Capitale? … Noi ci siamo passati in una vicenda analoga: quando è esplosa Mafia Capitale anche il nostro partito è stato coinvolto». Di fronte alle obiezioni di Marco Travaglio «Anche Buzzi, come Marra, allora era incensurato». Peccato fosse stato solo condannato all’ergastolo, e poi graziato, per aver ucciso con 40 coltellate il suo socio in affari. Orfini si rianima, ma colpa di Freud, incespica ancora: «Sì, era il fondatore di una cooperativa di rieducazione di deputati … opsss di carcerati».

Insomma #Ore decisive in casa #PD. Come finirà?

30% A tarallucci&vino (uniti)
60% A mazzate (scissione)
05% A metà (dalemiani in)
05% A caso (il grande boh!)

 

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

20.02.2017

 

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • Fulminato1975

    No vi prego, parliamo d’altro invece di questi teatrini finto scissionisti dove tutto è già deciso 6 mesi fa. Parliamo del coltan aut similia, ok?

  • mingo

    IN VERITA E’ QUESTO IL VERO OBBIETTIVO. Mentre i sondaggi mainstream tutti taroccati oscurano il collasso del partito, colpito a morte dai nuovi populismi, inevitabilmente i vertici stanno tentando di rimescolare le tessere del puzzle, per poter mantenere il potere. Le scissioni non sono presagio di morte, ma di metamorfosi politica, il Pd di Renzi, anche se ridotto, potrà così governare la solita ammucchiata di partitini di centro sinistra, del resto lo stesso schema metrico che usava il Berlusca negli anni d’oro della sua arrampicata al potere.

  • fastidioso
  • Bellissimo articolo di Rosanna, dal quale si capisce che tutto questo teatrino serve solo a nascondere il fatto che ormai il PD non è più il partito dei lavoratori o delle classi sociali più bisognose, ma è ormai diventato il partito delle banche e della grande finanza.
    Accettando di realizzare le loro “riforme strutturali” e la loro richiesta di continue politiche di austerity, il PD ha prodotto come conseguenza, il più grande accentramento delle ricchezze, nelle mani di poche persone, della storia dell’umanità.
    Quelle che abbiamo visto in questi giorni sono solo divisioni apparenti o lacrime di coccodrillo : dov’era la minoranza interna quando si votava sui singoli provvedimenti a favore delle banche e delle privatizzazioni o contro i pensionati ed i lavoratori?
    Stanno solo facendo finta di interessarsi al malumore che sta crescendo in settori sempre più ampi della società, verso questo tipo di politiche che sono sempre a vantaggio di pochi ed a scapito di tutti gli altri, nella “Speranza” di intercettare un pò dei voti che se ne vanno irrimediabilmente.
    Perchè i cittadini, magari non si rendono pienamente conto dei meccanismi che lo hanno permesso, ma intuiscono con la pancia che il PD e la sua maggioranza, hanno permesso e seguitano a permettere che succeda tutto ciò.
    E non basta tutto questo teatrino per convincerci che sono dalla parte del 99% della popolazione che è stata “rovinata” dalle loro politiche.
    Delle due l’una, o sono in malafede, e allora sono responsabili e criminali, o sono in buonafede, e allora sono incompetenti e pericolosi.
    In tutti e due i casi, prima ce ne liberiamo, meglio è.

    • Hai ragione, credo anche che stiano perdendo numerosi consensi, per questo sono entrati in fibrillazione, si dividono per poi riproporre le solite ammucchiate di sempre, magari anche con il centrodestra di Berlusconi, se non bastassero le sinistre … però stavolta credo che avranno qualche difficoltà, perché il Paese è veramente allo sbando. Renzi non ne ha indovinata una, l’unica sua risorsa è una dialettica straordinaria da show man, e purtroppo è quello che interessa ai padroni della grande finanza per incantare le masse, ormai ipnotizzate dalla spettacolarizzazione di tutti i settori della società, quindi anche della politica.

  • PietroGE

    Una farsa vergognosa, gente in preda al panico di perdere poltrona e vitalizi vari che non sa più dove sbattere la testa. Un ex premier che cerca in tutti i modi di arrivare a elezioni perché ha paura di dover portare sulle spalle la responsabilità della manovra per il prossimo anno, una stangata da 18 miliardi complessivi, che affosserebbe ancora di più il Pd. E che dire dei nostalgici di Bandiera Rossa, cosa rossa, Gramsci-Togliatti-Longo e Berlinguer? Se Renzi non sa cosa diavolo fare per rimettere in Piedi il Paese loro non sono da meno, sognano patrimoniali per riportare in auge l’unico programma politico che ha sempre avuto un posto di primo piano nel mondo delle chimere di sinistra : la redistribuzione della ricchezza. Solo che la ricchezza se l’è portata via la globalizzazione e ci ha lasciato una montagna di debiti, una disoccupazione giovanile paurosa e una immigrazione che prima o poi porterà alla guerra razziale. Che la ricchezza poi dovrebbe prima essere creata e poi redistribuita, a questo non ci sono ancora arrivati. Ma già, a loro cosa importa dei problemi del Paese? Ha ragione Blondet : 15 000 mensili, vitalizi, poltrone e poi intrighi e intrallazzi di potere. Con simile gente al timone il Paese non va da nessuna parte.

  • gilberto6666

    La scissione del PD è indubbiamente divertente, aggiunge una nota di colore al grigiore politico attuale. Ho infatti deciso di votare l’eventuale lista scissionista dello “Spezzaferro” per vedere quanto romperà, o farà finta di farlo, al Rottamatore di Pontassieve, che ho recentemente visitato, trovandola molto accogliente, come del resto tutta la Toscana. Almeno per divertimento, visto che solo questo, parlo a titolo personale, offre lo scenario politico attuale, nessuno escluso, fatta eccezione per i Dem, unici a far discutere e divertire, sia pure involontariamente. Se non altro con gli ex Pci, Pds, Ds, ed ora Pd, c’è da divertirsi. È già tanto di questi tempi.

  • gix

    A prescindere dalla fine che farà il PD, almeno fino a settembre, mi pare, non accadrà nulla di particolare per questo governo e questo parlamento; sempre che non esploda l’euro e l’europa appresso. Fino a settembre (di fatto fino al 2018), perché la casta dovrà maturare almeno i privilegi pensionistici della legislatura. Certo, chissà quanti del PD si erano resi conto all’inizio che portare a termine la missione “cerca e distruggi” contro l’economia e l’intera società italiana avrebbe fatto perdere loro il consenso, ma questo non è più un problema, come lo era ai tempi della prima repubblica, ormai il consenso che conta sta all’estero. Il Fiorentino probabilmente lo sapeva, visto che si era dichiarato pronto per fare il presentatore televisivo. Il patriziato privilegiato, come lo chiama Alceste, sta intorno al 20% anche meno, quindi poco ma sufficiente a mantenere l’iniziativa e il potere, se la massa degli Italiani continuerà ad astenersi o a indebolire l’unica vera opposizione possibile, in questo momento, il M5S, almeno come traino. 30.000 euro al mese al T-Rex…povera Raggi che per monetizzarli una volta sola avrebbe dovuto trasformarsi in killer e far fuori il proprio amante…

  • Toussaint

    Il PD è morto ormai da parecchio tempo, ammesso e non concesso che sia mai nato.

    Intervistato da Il Foglio nel Giugno del 2012, Renzi illustrò la sua idea di “rinnovamento” del PD, proponendosi di dimostrare, fra le altre cose, che: “”” … non è vero che l’Italia e l’Europa sono state distrutte dal liberismo, ma che al contrario il liberismo è un concetto di sinistra, e che le idee degli Zingales, degli Ichino e dei Blair non possono essere dei tratti marginali dell’identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore”””.

    What’s else? Com’è possibile che un “liberista” sia una persona di sinistra? Che Renzi possa essere il leader di un Partito che nel suo statuto dovrebbe avere l’obbligo di difendere il mondo del “lavoro” da quello del “capitale”? Se poi a contendergli il “trono” è D’Alema, il bomber di Belgrado, l’amico personale di Blair, cosa resta ad un vecchio socialista come me? Imbracciamo il fucile e torniamo sulle montagne (metaforicamente, altrimenti google s’incazza e non ci indicizza più).

  • natascia

    Ma che questi parassiti, che oramai stanno perdendo voti in ogni dove, debbano decidere quando votare mi sembra veramente il colmo.

  • Tonguessy

    Mah, da tempo ho ormai preso le distanze da questi teatrini politici. Quello che invece trovo una nota stonata all’interno della descrizione di un desolante quadro italiota è la frase: “la “fine della storia” prospettata da Francis Fukuyama non era che un bluff alla ricerca di nuovi nemici.”
    Non capisco né in che modo c’entri con il PD né che senso abbia questa frase. Il pensiero di Fukuyama è abbastanza interessante, se non altro per il fatto che abbia permesso l’insediamento di Trump. I think tank dove opera fanno parte di quei WASP definitivamente patrioti e religiosi che non vedono di buon grado il cosmopolita capitalismo globalista (in quanto sostanzialmente ateo e antipatriottico) e non ha mai pensato di “ricercare nuovi nemici”. La fine della storia è in realtà la lettura (goffa e autoreferenziale fin che si vuole) di una vittoria (sul comunismo) che non ammette repliche e promette di rendere inutile lo studio degli avvenimenti. Il passaggio dal mondo bipolare (USA-URSS) a quello unipolare attuale (davvero?) non prevede in alcun modo la “ricerca di nuovi nemici” quanto il porsi a garante di ogni avvenimento per sopraggiunto abbandono dei nemici. Cioè l’esatto contrario.

    • Forse non mi sono spiegata bene, ma volevo chiarire che con la caduta del muro di Berlino è finito il periodo dell’equilibrio tra due blocchi contrapposti ed è iniziato un periodo di instabilità crescente … la guerra fredda in realtà non è mai finita, perché l’impero del caos ha bisogno sempre di nuovi nemici da controbattere, per seminare il terrore e controllare i territori sottomessi … gli Usa rivestono perfettamente il ruolo di “poliziotto globale”, quindi per mantenere in vita la NATO (che avrebbe dovuto sciogliersi insieme con il Patto di Varsavia), hanno dovuto cercarsi sempre nuove minacce, vedi Al Qaeda, ISIS. Per l’occidente ciò ha significato più guerre, più terrorismo e più migranti. Questo equivale alla fine della storia, in realtà la strategia del caos, prevede sempre e comunque altre storie, altri nemici … semplicemente perché l’unica superpotenza rimasta non riesce ad accettare il ritorno ad un mondo multipolare.

      • PietroGE

        Il mondo multipolare c’è già e la scalata della Cina al ruolo di superpotenza lo dimostra. Il libro di Fukuyama non era altro che ‘wishful thinking’ la speranza cioè di immortalare per sempre il secolo americano. La storia non si può fermare e la visione di Trump della politica estera americana è già un distacco enorme dal mondo unipolare dell’unica superpotenza rimasta degli anni ’90. Lo dimostra la critica alla globalizzazione e la volontà di stipulare accordi con i singoli Paesi, ritornati, guarda un po’, sovrani e indipendenti. Già questo è l’accettazione del mondo multipolare.

        • E’ vero solo in parte, il mondo multipolare ci potrebbe essere solo se alcuni di questi paesi riuscissero a raggiungere i livelli economici del Pil americano, che sono ancora nettamente superiori … Stati Uniti 17.418.925 (milioni di dollari), Cina 10.380.380, Russia 2.097.000 … quanto a Trump e alle sue promesse di guerra alla globalizzazione, distensione con la Russia, difesa della pace in Palestina, smantellamento dell’UE, contenimento della Nato, mi sembra che stia deludendo di molto le aspettative, tanto che ha spedito in UE Mike Pence a fare affermazioni sgradevoli e a svolgere il lavoro sporco: “L’America sostiene con forza la Nato e non vacillerà in questo impegno” … “Gli Stati Uniti sono determinati a proseguire la cooperazione con l’Unione europea” …

      • Tonguessy

        Ma questa è la visione dei democrats, non dei repubblicani come Fukuyama e Trump. Ti sei dimenticata che Trump ha parlato di ridimensionamento della NATO e di azioni distensive verso la Russia? Che strategia di “cercarsi sempre nuove minacce” sarebbe mai questa? In realtà esiste un poco conosciuto movimento USA di destra antiglobalista, che tende a ristabilire l’egemonia neocon attraverso un neofordismo (quindi con un ritorno del capitalismo produttivo), e non attraverso la speculazione finanziaria e l’escalation bellica mondiale che arricchiscono solo poche elites e i cimiteri di nuove presenze. La cosa straordinaria è che Wall Street ha avuto un’impennata dopo l’elezione di Trump, il che dimostra che alla fine non sono poi così contrari al suo mandato. L’apparente guerra intestina avrà delle teste che saltano, ma saranno sempre figure intermedie. In realtà si tratta solo di controfigure mentre i veri pupari si scambiano piacevolmente dei consigli su come continuare indisturbati a fare affari.

        • E’ vero che l’anima profonda della nuova Casa Bianca è nazionalista, razzista e patriottica, rappresentata soprattutto da Steve Bannon, però Trump è sostanzialmente un affarista, per di più ricattabile, tanto che sta smentendo quasi tutte le promesse fatte in campagna elettorale, per questo Wall Street ha festeggiato … quindi anche se la cultura profonda degli States sembra essere complessa e diversificata, non sembra esserci molta differenza d’intenti tra le due compagini che si scambiano il testimone del potere, negli ultimi tempi il neopresidente ha fatto affermazioni assolutamente imbarazzanti riguardo alla distensione con la Russia, difesa della pace in Palestina, smantellamento dell’UE, contenimento della Nato, mi sembra che stia deludendo di molto le aspettative, tanto che ha spedito in UE Mike Pence a svolgere il lavoro sporco: “L’America sostiene con forza la Nato e non vacillerà in questo impegno” … “Gli Stati Uniti sono determinati a proseguire la cooperazione con l’Unione europea” … “Il presidente Trump ha detto chiaramente che si aspetta dal governo russo una de-escalation delle violenze in Ucraina e la restituzione della Crimea”: lo ha affermato il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer. Quindi che differenza c’è tra democratici e repubblicani? Differenze minime, forse resta ancora valido il progetto di ristabilire una sorta di neofordismo, ma la fedeltà alla speculazione finanziaria sembra confermata dal cerchio magico dell’amministrazione, composto da esponenti della finanza e l’escalation bellica mondiale sembra mantenere il suo solito livello di aggressività. Per di più Trump potrà ridisegnare la Federal Reserve e le sue attività di regolamentazione, perché Daniel Tarullo, il governatore nel board della Fed che dal 2009 aveva nei fatti gestito la supervisione bancaria di pari passo con le strette della legge Dodd Frank, ha annunciato le sue dimissioni, effettive da aprile, quindi Trump avrà la possibilità di nominare ben tre esponenti per seggi vacanti nel consiglio della Banca centrale, in tutto composto di sette membri, e di cominciare a mettere la sua impronta in vista di scelte ancora più influenti: l’anno prossimo scadono gli incarichi del presidente Janet Yellen e del vicepresidente Stanley Fischer. Non credo che qualsiasi presidente degli USA possa prescindere dall’occuparsi di finanza, anche internazionale …
          http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-02-11/trump-potra-nominare-suo-uomo-board-fed-102816.shtml?uuid=AEACPKT

          • Tonguessy

            “Quindi che differenza c’è tra democratici e repubblicani?”
            E quando lo dicevo io, sostenendo che Trump poteva farcela proprio per questo principio? I neocon alla Fukuyama se ne sono stati buoni per troppo tempo e adesso stanno tornando fuori. Gli americani si sono stancati delle frottole newage alla Al Gore oppure green alla Obama e ancora di più si sono stancati della Clinton Foundation. Se ne sono stancati per un semplice motivo: non hanno mai avuto grande interesse per la politica, sempre più accartocciata su sé stessa, e oggi più che mai autoreferenziale e distante dai veri interessi dei cittadini. Quando qualcuno parla il loro linguaggio si risvegliano e mostrano qualche segno di interesse. Anche da noi è successo così con i 5stelle. Purtroppo dal dire al fare c’è una bella differenza, e le scaramucce ideologiche (meglio: postideologiche) tra Trump e Clinton diventano farse kafkiane. Per questo non ho più interesse verso questa politica ed i teatrini relativi, frutto di pessime recitazioni di parti già scritte.
            Alla fine ci sarà un’altra disillusione: i conti torneranno sempre nelle tasche dei soliti, che avranno qualche discussione sulle percentuali di spartizione della torta. Tutto lì. I cittadini, i taxpayers hanno il destino segnato.

            Purtroppo anche la scena politica italiana sta ricalcando fedelmente quella USA. Ci sono specificità molto aderenti quali il nazionalismo di destra che fa a pugni con il globalismo dei diritti umani della sinistra e lo scontro è tutto qui. La vecchia lotta di classe grazie alla liturgia del “né destra né sinistra” è andata in pensionamento anticipato. Ed era l’unica che avesse permesso qualche risultato qui da noi, perchè invece dello scontro orizzontale tanto filosofico (dirittumanesimo contro identitarismo) che pragmatico (vegani contro carnivori) propugnava lo scontro verticale, cioè la classe lavoratrice contro il padronato.

            Capisci la differenza?

          • No, purtroppo non lo capisco, perché vedo la questione in termini diversi … se “destra e sinistra” non esistono più, a chi si devono rivolgere le persone? I partiti dei due schieramenti, una volta così avversi, hanno capito che caduto il comunismo non conveniva farsi la guerra tra di loro, ma bastava spartirsi la torta … lo hanno fatto DC e PCI attraverso il consociativismo degli anni ’70, lo fanno oggi con i governi delle Larghe Intese, oppure con i vari patti del Nazareno ecc. Le ideologie però sono quei grandi lanternoni assolutamente indispensabili per non perdere la strada, quindi in mancanza di “guide”, serve comunque una presa di consapevolezza ed un attivismo più concreto, quello che stanno facendo i 5 S, una forza politica, inizialmente osteggiata dai media ed ora invece tragicamente ammessa e presente 24 ore su 24, più per gli scandali e le inefficienze presunte, che per la possibile buona riuscita delle sue amministrazioni, e questo è proprio la prova del fatto che il sistema cerca di demolirla, con tutta la violenza mediatica possibile (gli stessi siti di controinformazione le sono ostili, anche Sollevazione spara a zero senza mezzi termini), quindi la soap opera di Virginia Raggi va in onda ormai quotidianamente, meglio dell’Isola dei famosi, un sorta di “Virginia Show”, che sviscera fatti e misfatti, amori e odi, conflitti interni e congiure al cianuro, con il preciso intento di distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi che assillano il Paese. Quale sarebbe dunque la soluzione? Standosene in disparte a criticare gli uni e gli altri, sentendosi superiori intellettualmente, perché più scaltri o più scafati? Oppure tentare di cambiare le cose, magari mischiandosi tra le mille difficoltà e contraddizioni? Il partito più nutrito è proprio quello dei non votanti, dei nichilisti, dei delusi … ma a cosa serve? se non a permettere il consueto avvicendarsi dei rapporti di forza, senza scalfire minimamente il potere in carica? Per di più chi non partecipa al gioco in verità ha già perso a priori.

          • Tonguessy

            Stai dando per scontate alcune teorie non dimostrate.
            1-destra e sinistra non esistono più. Falso. Hanno fatto e stanno facendo di tutto per farlo credere ma finchè ci saranno le classi (anche questo vogliono farci credere che sia un momento storico ormai superato) ci saranno ideali e progetti che ne difendono gli interessi. Se in Italia (ma non solo) non esiste più una forza politica che sia in grado di difendere gli interessi dei lavoratori questo NON significa che non esistano i lavoratori. Luciano Gallino ne parla estesamente nel suo bel libro “La lotta di classe dopo la lotta di classe”. Finchè esisteranno le classi esisteranno le lotte di classe e quindi destra e sinistra. Punto.
            2- il consociativismo era finalizzato alla realizzazione del capitalismo produttivo che scalzava l’obsoleta società agricola. Un passo epocale che ha visto impegnati tanto DC che PCI (oltre al resto).
            Impossibile fare un parallelo con i tempi attuali, dato che il capitalismo produttivo è stato abbandonato per favorire il capitalismo speculativo, che spinge la middle class verso il lumpenproletariati. Il patto del dopoguerra era coinvolgere tutte le forze nella realizzazione della nuova società. Oggi invece stanno abbandonando a sé stesse molte di quelle forze, a cui fanno credere che quella scelta sia stata causata dalla mancanza di destra e sinistra, cosa che inverte causa con effetto.

            Infine non capisco la tua strenua difesa d’ufficio del M5S. Excusatio non petita. Ho già scritto in tutti i modi che non sono interessato ai teatrini politici postmoderni, ma vedo che è un concetto che difficilmente accetti (decadimento nel girone del perdente in quanto non partecipante la teoria qui in gioco). Partecipa pure a Syriza e M5S e all’elezione di Trump, nessuno te lo impone né nessuno te lo impedisce. Ma dare la patente del perdente a chi ha già letto lo stato delle cose in chiave assolutamente diversa dal “né destra né sinistra” mi sembra un’assoluta stupidaggine che non fa onore a chi la sostiene.

          • Con l’elezione di Trump o con Syriza non ho nulla da spartire, ma trovo curiosa la graduatoria squalificante delle patenti, che nessuno ha mai preteso di affibbiare ad alcuno … tanto quanto la garanzia di stare sempre e comunque dalla parte della ragione, mentre gli altri al contrario stanno sempre dalla parte del torto …

          • Tonguessy

            Non sono stato io a scrivere ” chi non partecipa al gioco in verità ha già perso a priori.” Siccome (e lo sai) io non partecipo al “gioco” ne consegue che io (secondo te) sono un perdente. A priori poi. Se non è una patente questa, cos’è?

          • Questa è paranoia … perché il concetto di “perdita” in questo caso non coinvolgerebbe la sfera esistenziale, ma solo la sfera ideologico politica, nel senso che “perde” chi non partecipa, chi si astiene con atteggiamento snobistico critico, chi non vuole cambiare la società mettendosi in gioco, ma se ne sta in disparte a pontificare gufaggini.

    • Cataldo

      Fukuyama è un classico prodotto della cultura “umanistica” USA, ovvero un precotto da mettere al microonde per la formazione “alta” ammannita dall’apparato militare-industriale-universitario. E’ un pensiero politico abbozzato e castrato sul nascere, come tanta parte della produzione americana degli ultimi decenni.

      • Tonguessy

        Non sono d’accordo. Fukuyama ce l’ha a morte con l’apparato universitario, definitivamente radical chic e ateo. Non sopporta le forze globalizzanti che fanno dei diritti umani il proprio vessillo principale, è un WASP totale che rivuole indietro patriottismo e identità nazionale. In questo senso è fuori dei tempi e sta lottando contro le elites atee e globalizzanti di Wall Street (ma solo figurativamente, ci mancherebbe!). Rivuole indietro i redneck, ne vuole il doppio di prima, ascolta i ZZtop (assolutamente repubblicani) e “Sweet Home Alabama” come risposta a “Alabama” e “Southern Man” di Neil Young. Sembra assurdo ma è così: negli USA ci sono think tank neocon che amano i decibel sudisti. Che questo possa apparire agli occhi di un europeo ” un pensiero politico abbozzato e castrato sul nascere” ci può anche stare. Ma denota anche una scarsa conoscenza dei fenomeni culturali americani.

        • Cataldo

          Ti ringrazio per le precisazioni sul personaggio, lessi all’epoca il testo citato, e non ne ricavai molto, mi sembrò un redivivo pangloss, ne trasparivano queste indicazioni, vedrò di leggere qualcosa della sua produzione successiva.

          • Tonguessy

            Questo scritto spiega meglio di qualsiasi analisi recente il successo di Trump. Datato 2004, redatto da Huntington.
            Buona lettura

  • cicciopazzo

    Scusate, ma nessuno fa notare che tutto questo pietoso marasma (non solo del PD) accade in Italia all’indomani del Brexit e dell’ingresso sulla scena politica mondiale di Trump. Quindi a seguito di tutto ciò che sta dietro a questi due eventi così “disrupting”.
    Credo sia evidente che è cambiato il paradigma, e che i partiti italiani si affrettano a conformarsi (leggi obbedire) alle nuove policy atlantiste. Non vi pare?

    • Gino

      Concordo! Non solo, la scissione del PD è piuttosto scontata da vari anni. Come lo era la scissione nel PCI . Ognuna di queste scissioni è stato uno spostamento a destra. Adesso addirittura il PD “renziano” rivendica il liberismo come “di sinistra”. Ovviamente ci vuole una parte piu piccola e un po’ più a sinistra che rappresenti il PD che c’è stato fino a ora. Come dal PCI si staccarono costole più piccole come rifondazione e comunisti italiani mentre il resto più massiccio si spostava a destra. Sono dinamiche che come dici, seguono le dinamiche modialiste infatti gli altri grossi movimenti avvennero ovviamente dopo la caduta del muro. E’ segno evidente che qualcosa è già cambiato . Probabilmente l’elezione di Trump e il Brexit, come fai notare, sono due punti di svolta importanti.
      Per questo trovo sempre ridicolo seguire il “gossip” politico che è chiaramente solo fuffa mediatica per giustificare e “abbellire” una manovra dovuta e persino scontata.

      • Cataldo

        Questo non è uno spostamento a destra, ma uno spostamento verso il vuoto, serve svuotare la politica italiana da qualsiasi contenuto utile al Paese, la colonizzazione deve fare un ulteriore salto di qualità, visto l’enorme divario che c’è oggi tra le istanze degli italiani e gli interessi delle elite estere o eterodirette che lo sgovernano.

        • Gino

          se fosse il vuoto ci andrebbe meglio. Per destra intendo la destra finanziaria liberista capitalista globalista, che nonostante si sia travestita da sinistra, intendendo io come sinistra la rappresentanza dei lavoratori, certamente di sinistra non è ma è certamente di destra (dei padroni)

          • Cataldo

            Quella dei padroni nel 2017 non è “destra”, intanto per la destra storicamente c’è sempre un interesse nazionale da difendere, anche se mal pensato e mal progettato, questi invece sono sostanzialmente apolidi, non etichettabili ne come destra ne come sinistra, le vecchie categorie non reggono più.

          • Gino

            Vedo che non cogli ciò che sto dicendo. La destra storica è borghese (proprietari terrieri, imprenditori, nobiltà). La sinistra storica è popolare(operai)!
            Intuisco che sei ( stato?) di destra e sentirti dire che ti hanno buggerato ti invepirsce. Mi spiace ma è cosi.

            Aggiungo che generalmente quelli che hanno insistito a dire che le etichette non esistono più sono proprio le destre borghesi!
            Infatti siamo nelle mani delle borghesie elite che non sono certo socialiste ovvero di sinistra!

          • Cataldo

            Io non sono mai stato di destra, ho militato fino alla direzione regionale dei giovani democristiani, democristo di sinistra, e pensare che sono anche ateo :-), l’unica vera sinistra in Italia nel secondo dopoguerra; ho lasciato la politica attiva quando hanno reso eleggibile il padrone delle tv, prevedendo lo sfacelo attuale con troppo anticipo, i miei compagni di allora oggi sono quasi tutti ben piazzati nelle mangiatoie partitiche, per me invece anni ed anni di avvilimento, stante che mi davano del folle, quando preconizzavo tanta parte di quanto e poi via via accaduto. La destra aveva qualche nozione di stato sociale, per quanto creata e sostenuta dai padroni, non ha nulla ha che vedere con le politiche della classe dirigente attuale, che non ha alcun patema a impoverire i “borghesi” come accade in USA e ora anche da noi. Le etichette non esistono più, ma i padroni ci sono ancora, sono di meno ma sempre più lontani da ogni tentativo di ricondurli alla sovranità della legge dello stato, anzi, sono ormai sovranazionali in tutto e per tutto, pensa a come è andata a finire l’unione europea.

    • Gino

      PS: Un’altra cosa che va notata è che in pochissimo tempo nasceranno nuovi frame decantati da nuovi (o vestiti di nuovo ma vecchi) leader e ” la gente” si abituerà istantaneamente, come cancellando del tutto in pochi giorni, la storia fino ad oggi. Così avvenne quando finì il PCI. I politici ex PCI divennero istantaneamente “democristiani” con i frame democristiani, gli slogan democristiani, i valori democristiani…. e la gente attorno a me si modifico all’istante come non accorta della trasformazione che stava avvenendo adeguandosi come per magia! Mi sentivo un po’ come in quei film in cui il mondo cambia e solo uno se ne accorge e lo fa notare agli altri che non capiscono di cosa quello gli stia dicendo….e il protagonista (e lo spettatore) diventa pazzo per l’evidenza del cambiamento che nessuno sembra notare,
      Fu così che smisi di “credere” nella politica e nella “gente”.

      • Risponde perfettamente al pensiero di Marx, secondo cui “Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti” (Ideologia Tedesca) … anche Gramsci però si è occupato di chiarire il concetto di “egemonia culturale”, che segnala le varie forme di dominio culturale e/o politico da parte di un gruppo sociale che sia in grado di imporre ad altri gruppi i propri punti di vista, fino alla loro interiorizzazione, creando i presupposti per un complesso sistema di controllo. Il Grande Fratello non è nato solo in epoca postmoderna, ma è praticato da parecchio tempo, da parte di quei gruppi di potere che aspirano a mantenere sotto controllo la società.

    • La scissione però risponde anche a manovre pre-elettorali, in previsione della nuova legge che sarà inevitabilmente proporzionale, visto che l’Italicum, non solo è stato bocciato dalla Consulta (per motivi meramente politici), ma avrebbe consentito la vittoria dei 5S, quindi anche il ballottaggio è stato dichiarato incostituzionale … una meraviglia per la casta …

  • Cataldo

    Quando è emerso Renzi per la prima volta alla mia attenzione, non riuscivo bene a capire perchè i burattinai esteri del PD avessero fatto ricorso a tale figuro, appartenente alla terza fascia dei soliti massoncelli toscani, stante che la prima era composta da personaggi comunque di un qualche spessore*, la seconda da fortunati manutengoli di banche e cariche statali incistati nei gangli finanziari e politici, la terza al momento dell’epifania renziana era rappresentata al più da macellai associati alla corte di finivest, tutti erano comunque in posizioni poco esposte, se non sul piano giudiziario a partire da mani pulite in poi.

    La pochezza del personaggio era però bilanciata da doti formidabili, a partire dall’assoluta ignoranza di qualsiasi nozione utile al bene comune, funzionale alla sua capacità di parlare per slogan vuoti di contenuti in modo continuo, senza inceppi di consapevolezza. L’ascesa gloriosa di Renzi nel PD nel mio giudizio avrebbe segnato ipso facto la sua terminale nullificazione politica, ammesso che ancora rappresentasse qualcosa di concreto per i suoi elettori, lo scopo di un Renzi non può che essere quello di neutralizzare non una linea politica, ma la politica in se dal partito, il problema non è quindi Renzi, ma chi legittima ancora il progetto che Renzi, più o meno consapevolmente, rappresenta.

    *ovvero degni di rispetto anche per chi non li stima.

    • Hai detto benissimo, in un’epoca dominata dalla pseudo-comunicazione televisiva e segnata dall’esplosione della rete informatica, la spettacolarizzazione della politica ha preso il sopravvento sul senso profondo del “fare politica”, inteso come risoluzione dei problemi della polis … oggi il politico migliore è l’affabulatore compulsivo, quello che riesce a padroneggiare il linguaggio fino al punto da stordire l’uditore, quello che usa una dialettica dinamica e vivace, che possa stupefare il pubblico con metafore immaginose e attraenti … non importa se non dice nulla di sensato, se non risolve i problemi sociali, anzi proprio la sua insipienza e la sua incompetenza sono perfettamente funzionali agli interessi dei burattinai.

      • gix

        Vero Rosanna, oggi la comunicazione in politica è determinante, specialmente la comunicazione del nulla elevato a programma politico, ma ci sono degli inconvenienti. In Italia non puoi tirare troppo la corda con la gente, perché prima o poi vieni smascherato. E’ vero che la gente è ignorante, ma è abbastanza smaliziata. Se vai all’estero te ne rendi conto abbastanza facilmente, guarda per esempio uno come Lapo, qui da noi ormai è considerato come minimo uno che ha bisogno di aiuto, all’estero invece va spesso sui giornaloni di tendenza, come esempio di stile e di capacità imprenditoriale. E’ vero che si tratta di fenomeni rinchiusi in una stretta cerchia di iniziati, ma da noi non possono nemmeno proporre cose del genere. Guarda le città stesse come sono diverse, come anche le campagne, guarda che so, Time Square a New York, o i grattacieli d Dubai, con la gente che si raduna guardare i cartelloni pubblicitari illuminati, o le luminarie dei centri commerciali. Certo la uniformità della comunicazione a livello globale sta facendo breccia anche da noi, ma si sta rivelando più dura del previsto. Non dimenticare che di fatto il populismo, nel bene e nel male, è nato qui da noi.

        • Hai ragione gix, per fortuna l’Europa e l’Italia in modo particolare si distinguono dal resto del mondo forse, perché più smaliziata culturalmente, del resto attraverso i secoli abbiamo subito numerose dominazioni di popoli stranieri, quindi conosciamo bene la fatica di essere servi di padroni stranieri … e poi la storia millenaria del nostro paese dovrebbe averci insegnato qualcosa, anche se una vera rivoluzione non l’abbiamo mai fatta …

  • robespierre

    Tutte buffonate, tutti macchiette. Fingono (o quasi) di litigare fingendo pure di recuperare, verbalmente, i valori e principi della sinistra, ovvero diffusione del reddito, diritti dei lavoratori od altro, gli stessi finora avversati, per costituire piu’ poli di sinistra o pseudo tale, pronti poi a vendersi in cambio di favori politici ed economici. Si e’ gia’ capito: si tratta di una pseudoframmentazione, ma poi tutti, una volta parlamentari, faranno convergere, dietro laute ricompense, i loro voti sul PD di Renzi, temendo la vittoria dei grillini. Credono per di piu’ che il presunto 30% attribuito ora al PD di fatto diventi un 40% o piu’ con piu’ poli di pseudosinistra. Queste si chiamano marchette, d’altronde logiche in un Paese da sempre votato al marchettificio. Il fatto e’ che si dovrebbe andare a fondo, veramente a fondo, nel sistema Paese ed individuare tutti quei singoli o pseudosocieta’ di fatto nullafacenti mantenuti dal sistema statale, a partire dagli opinionisti che ancora mi domando come facciano a vivere, per poi passare alla stampa di regime, perennemente mantenuta dallo Stato e a tutte quelle fittizie attivita’ sempre costituite e sostenute con soldi pubblici. Troppa gente vive alle spalle dello Stato, per giunta senza fare nulla!!! Si tratta della stessa gente che poi al voto mantiene il sistema classista, mafioso, marchettaro, nullafacente, delinquenziale che da troppo tempo ha indebolito e impoverito l’Italia.

    • Gino

      io scommetterei (ma non posso essere sicuro sennò avrei gia scommesso) che stavolta invece i “frammenti” in qualche modo daranno una mano al MoV, che accetterà, e andrà al governo. Chi vivrà vedrà!

      • robespierre

        Vorrei crederti, ma temo di no. E’ gia’ successo piu’ volte in passato.

    • Forse stai facendo un errore di prospettiva, perché negli anni ’70 l’Italia aveva lo stesso sistema, classista, mafioso, marchettaro, nullafacente, delinquenziale, magari un po’ più contenuto, però era una delle prime potenze industriali al mondo … allora qualcosa è cambiato da quegli anni.

      • robespierre

        L’Italia di fatto era pero’ allora padrona della propria moneta, con un’indipendenza regolamentare e politica che ora purtroppo ci sogniamo! Di piu’: allora i mantenuti di Stato erano assai di meno, non esistevano tutte queste presunte onlus controllate da fondazioni bancarie o politiche.

        • Quindi la colpa non è del debito pubblico (ma del debito privato), né dei fannulloni statali (la spesa sociale rientra nella media europea), né dei bamboccioni che non trovano più lavoro (disoccupazione indotta dalla perdita di sovranità e dalla globalizzazione) … quindi le vere cause vanno cercate nella finanziarizzazione dell’economia, provocata dal sequestro della sovranità monetaria.

          • robespierre

            Qui non c’e’ bisogno di essere keynesiani per capire e dedurre che alla base del commercio e della ricchezza di un Paese stanno gli investimenti statali, ovvero il debito pubblico. La storia o psicosi del debito pubblico e’ paradossale e assurda: il debito pubblico definisce e finanzia gli investimenti che creano ricchezza e dunque nuova moneta (questo pero’ in uno Stato proprietario della propria, ergo Italia fuori dall’Euro). L’aumento della ricchezza determinera’ quindi un aumento degli introiti fiscali, quindi si tratta di rientri di capitali allo Stato stesso. Esempio piu’ lampante e’ stata ultimamente  la Spagna, con un rapporto debito/PIL superiore al 10% (e all’Italia fanno le storie per un misero 2,4%). Gli USA, al di la’ degli investimenti borsistici, e’ ripartita con aiuti statali a fondo perduto in primis alle tanto decantate imprese della Silicon Valley. La storia del debito pubblico in ambito UE e’ derivata solo da due fattori, ovvero l’ossessione tedesca per appunto il debito e la chiara volonta’ di mettere in ginocchio il primo competitore appunto della Germania, ovvero l’Italia.
            Da: Disqus
            A: [email protected]
            Inviato: Martedì 21 Febbraio 2017 7:09
            Oggetto: Re: Comment on PD: uno degli ultimi giorni di carnevale

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            Rosanna
            Quindi la colpa non è del debito pubblico (ma del debito privato), né dei fannulloni statali (la spesa sociale rientra nella media europea), né dei bamboccioni che non trovano più lavoro (disoccupazione indotta dalla perdita di sovranità e dalla globalizzazione) … quindi le vere cause vanno cercate nella finanziarizzazione dell’economia, provocata dal sequestro della sovranità monetaria. 10:09 a.m., Tuesday Feb. 21 | Other comments by Rosanna |   |
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      • SanPap

        si Rosanna, qualcosa è cambiato, anzi è cambiato tutto
        prima la politica aveva un qualche potere decisionale e ideologico, ora è solo un megafono di chi ha il potere decisionale
        hai visto ? Renzi è andato negli USA ad acquistare coriandoli e stelle filanti per martedì grasso …
        (vado la Nazzareno, fuori non dentro, a ficcanasare, ciao)

        • Appunto … la politica è ricattata dalla finanza, dalle corporations, da Wall Street, infatti mentre Renzi è volato negli Usa, qui è iniziata la direzione del Pd senza di lui, e a Roma scoppiano delle bombe carta in strada, per la rivolta dei taxisti … quindi la scissione del PD, svoltasi così farsescamente davanti ai nostri occhi, non è che l’ennesima burla verso gli italiani che seguono ormai con grande esasperazione queste false dinamiche, interessate ed autoreferenziali … però c’è anche una soddisfazione, Cuperlo ha appena proposto di fare il congresso, affrontare le amministrative e poi andare a votare il 15 luglio … potrebbe andar bene anche a ferragosto. Cosa ne dici?

  • cicciopazzo

    Mhhh, non credo sia una questione di destra o sinistra, non facciamoci confondere dalle etichette. E guardiamo oltre i nostri confini. Quello che accade nel Pd, ripeto, sta accadendo contestualmente in altri partiti e movimenti italiani ed europei.
    Se continuiamo a parteggiare, rimaniamo miopi e non vediamo il gioco. Che è invece interessante. Perché è euroatlantico.
    Allora okkio alle date:
    -elezioni Usa 8 novembre
    -disfatta della riforma Renzi-Boschi al referendum costituzionale del 4 dicembre
    -caduta del Governo Renzi 7 dicembre
    -Governo Gentiloni insediato il 12 dicembre
    -insediamento Trump 21 gennaio
    -primi rumours di scissione a fine gennaio.
    Non male come sequenza temporale, non vi pare? Non sentite la puzza?

    • Gino

      cicciopazzo non si tratta di etichette. Sinistra dovrebbe essere rappresentanza dei lavoratori per bilanciare il potere dei padroni Destra.
      Qualunque altra contrapposizione tra destra e sinistra è stata “sovrapposta” a questa per rincoglionire e confondere. E ci sono riusciti molto bene convincendo molti operai/lavoratori a votare a destra, in sostanza i partiti dei loro padroni!

      • cicciopazzo

        Però bisogna essere prospettici, caro amico. E avere anche buona immaginazione. Pensa se andasse a pezzi tutto il partito, chi ne beneficerebbe se non il M5S? Sono di dx, di sx? Boh.
        E se poi gli stellati non sapessero governare? Non sarebbe certo un problema per gli atlantisti. Che, anzi, si fregherebbero bene la mani…
        Capisci ora cosa intendo dire? Occorre guardare oltreconfine. E credo che i maggiorenti dell’ex-Pd lo stiano facendo da qualche mese.
        Oh, senti! Te ne dico una fresca fresca: Renzi andrà presto negli States a “imparare” qualcosa da qualcuno…
        Ciao e su con la vita!

        • Gino

          Già! interrogativo corretto!
          Qui sta il dibattito! Se ne beneficerà il M5S (come io credo molto possibile) vedremo subito se il moVimento farà qualcosa per il lavoratori o continuerà il gioco politico di continuare a deregolamentare favorendo i padroni cercando di convincere i lavoratori che invece si muovono a favore loro. La sinistra lo ha fatto fino a ora…..

          (Questa è la vera questione m5S e non (solo) se ripuliranno la classe dirigente di rubagalline e corrotti vari(su cui si ostinano i sempliciotti sostenitori acritici del M5S), perchè la classe dirigente più pulita e onesta del mondo, che però agisce deregolamentando e favorendo i padroni terrà sempre nella gabbia i lavoratori,e su molte questioni cruciali il m5s è sempre stato ed è ancora molto ma molto ma molto molto “ambiguo”).

          Anche qui, chi vivrà vedrà!

          • cicciopazzo

            continui a non capire (ma ti capisco). Non bisogna parteggiare per nessuno, sennò non vedi il grande gioco. Non vedi in quale bicchiere sta la pallina. Non capisci chi tradisce e chi trama. Insomma, non capisci. E giunti a questo punto, credo che un partito valga l’altro, perché la roadmap è tracciata. E il banco vince sempre!

          • Gino

            non sto parteggiando per nessuno, per nessun partito. Di certo non parteggio però per chi vuol farmi credere che le politiche neoliberiste di deregolamentazione del mercato e quindi un togliere tutele ai lavoratori e dichiarare che multinazionali e il mercato in genere deve essere totalmente libero, siano un vantaggio per i lavoratori!

  • silvano

    Il PD diviso vince le elezioni in carrozza, prima faranno una legge elettorale con premio alla coalizione, poi tutti i partitini scissi o no della cosiddetta galassia di sinistra si uniranno per dividersi poltrone e raccattare elettori in ogni dove e daranno luogo alla solita ammucchiata di delinquenti che avranno facoltà in parlamento di legiferare….film già visto e scontato…un po come fece Berlusconi negli anni 90 riunendo le varie correnti inutili di destra o circa… ma la questione fondamentale non è chi vince o chi si scinde e in che cosa, la roba pazzesca è vedere ancora persone che li votano…persone che vanno a mettere una croce su un pezzo di carta buttato in uno scatolone sperando di cambiare qualcosa….quella è la vera notizia su cui riflettere!!

  • Primadellesabbie

    Ma l’impatto delle azioni, su svariati piani, anche personali, specialmente nei confronti di chi fa politica, condotte da organizzazioni come Gladio, nessuno le prende in considerazione?

    A me sembra di aver conosciuto due qualità di italiani: prima e dopo certe (calcolate) rivelazioni.

    Sono propenso a riconoscere alcuni mutamenti generazionali, ma penso anche che la malcelata o chiara intimidazione presente nella vita politica, e non solo in quella, abbia pesato e pesi tuttora in maniera determinante nel delineare il clima anomalo che stiamo vivendo, e a mantenerlo com’é.