NON credere, NON obbedire, NON combattere

NON credere, NON obbedire, NON combattere

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

Stiamo parlando di come comportarsi nei confronti del protagonista di questi tempi bui, proprio lui, “satana in persona”, che è un modo di dire per riferirsi al male in senso mitologico, o forse anche ontologico, oltre che religioso. Il diavolo non è una persona, è piuttosto parte variabile, spesso nascosta, di ogni persona, il lato oscuro dell’essere, il cui fine ultimo è il non essere.

Viviamo in società organizzate, e dove c’è organizzazione c’è gerarchia, che si traduce praticamente in catene di comando. Il male si amplifica così, sfruttando il comando, al quale non si può disobbedire, pena l’espulsione dal sistema, cioè la morte civile.

E’ tale il terrore di non essere accettati dal sistema che si arriva al massimo della violenza su se stessi: credere alle menzogne evidenti, obbedire ad ordini disumani, combattere tutti contro tutti, in continue guerre fratricide tra poveri. In definitiva tradire se stessi e gli altri. E così facendo rendersi volontariamente poveri di spirito, pur di non diventare poveri di soldi, cioè di non essere privati di quell’energia virtuale che il sistema impone a chiunque per poter vivere al proprio interno, accettandone tutto, anche l’irricevibile, che di questa obbedienza si alimenta.

Sopravvivere o vivere alla grande non fa differenza, la logica è sempre la stessa, senza soldi sei “out”. E così il male ha “pensato bene” di monopolizzare la centrale stessa del denaro, il banco pigliatutto, rappresentato da banche private fallimentari capeggiate dalla banca centrale, l’unica che non può fallire mai, per definizione.

Sembra proprio un maleficio, un incantesimo fatto di nulla, una prigione immaginaria che diventa realtà concreta, quotidiana, dalla quale sembra impossibile evadere, se non emarginandosi, rinunciando ai confortevoli benefici del sistema che ci mantiene in vita, in questa vita fasulla.

Nella catena di comando tutti obbediscono al superiore, dal livello più basso della scala sociale fino a quello più alto, verticistico, che sfuma nella vaghezza del nulla. Un vertice piramidale che sembra avere nomi e cognomi, ma in realtà essi stessi servitori, sacerdoti alieni di un male che non ha nome, che è diffuso e si diffonde, preferibilmente dall’alto verso il basso, amplificato da questa logica della catena di comando.

Per questo la “meritocrazia” domina, ma praticata al contrario, come tutto del resto, cioè premiando i peggiori ai posti di comando. Il merito è quello del gusto e della ferocia nell’eseguire ordini malvagi, anche criminali se occorre, ipocritamente conditi con stupidità in dosi variabili, comunque quanto basta caso per caso, burattino per burattino.

In fondo tutti lo sanno, tanto quanto fanno finta di non saperlo, per quieto vivere nella propria nicchia confortevole se pur precaria, come si conviene ai comuni mortali.

Certo è che ci vuole una bella corazza per difendersi, per campare in questo inferno in terra.

Ma la corazza rende anche insensibili al mondo, anzi è fatta soprattutto di questo, di indifferenza al male che c’è fuori, per ignorarlo nell’illusione di respingerlo, anche se paradossalmente questo è il modo migliore per farsene contaminare.

I più svegli a questo punto si chiederanno che fare, come spezzare l’incantesimo, come disintegrare queste sbarre immateriali, eppure solidissime, della trappola diabolica che ci imprigiona tutti.

Mohamed Konare propone una soluzione semplice e incruenta: bloccare tutto rimanendo a casa in massa per una settimana, come fosse uno sciopero esistenziale contro la degenerazione del sistema.

Secondo lui sarebbe sufficiente per lanciare dall’Italia quel messaggio forte che il nostro mondo malato si aspetta, per farsi coraggio ed avviare una reazione efficace che vada necessariamente ben oltre i confini nazionali. Una reazione spirituale generalizzata ancora inespressa, ma precompressa al massimo proprio di conseguenza agli eccessi malefici che l’umanità sta subendo in un crescendo sempre più insopportabile e insostenibile.

Una sorta di resistenza gandhiana attualizzata alla gravità del presente storico globalizzato.

Ovviamente il punto debole della proposta è sempre lo stesso: “se tutti facessero così”, il che è a dir poco utopico. Eppure anche i grandi cambiamenti apparivano utopici fino al giorno prima.

Per contro le alternative politiche istituzionali più che utopiche appaiono oggi impraticabili, impossibili visto il grado di contaminazione raggiunto dal sistema vigente, dove il male ha quasi completamente conquistato il terreno di gioco, e sembra non fermarsi mai in questa folle corsa verso il baratro morale e materiale ormai imminente. Non è accettandone le regole che si può vincere la partita contro il male, agendo sul suo stesso terreno. Duole dirlo, ma per ora è così, in attesa di una forte proposta politica, nuova e rivoluzionaria, la cui gestazione prevede tempi storici troppo lunghi per poter evitare il peggio.

Quello che realisticamente può fare ognuno di noi è continuare a coltivare la propria coscienza, e praticare il bene che ne scaturisce naturalmente. Più che i modi sono determinanti i contenuti, anche se una qualche azione collettiva liberatoria è finalmente nell’ordine delle cose. A questo sì che occorre credere, da qualunque punto di vista la si voglia vedere.

Credere in se stessi “liberati”, esprimere la propria volontà di bene fino a che diventi collettiva.

E’ la soluzione più semplice, più realistica e in fondo anche più logica, alla quale affidare le nostre speranze. Ovviamente se ci sono idee migliori ben vengano, mai porre limiti alla provvidenza, o se si preferisce alla biodiversità dell’anima.

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

12.08.2023

Alberto Conti. Laureato in Fisica all’Università Statale di Milano, docente matematica e fisica, sviluppatore software gestionale, istruttore SAP, libero pensatore, collaboratore di Giulietto Chiesa, padre di famiglia, appassionato di filosofia, psicologia, economia politica, montagna, fotografia, fai da te creativo, sempre col gusto alla risoluzione dei problemi.

Commenti (41)

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    1. clausneghe 14 agosto 2023

      Condivido il motto "non credere non obbedire non combattere" che è il rovescio del motto fascista scaturito da quel minimo uomo che fu Mussolini=moscerini in Emiliano, nomen omen, che portò alla rovina l'Italia diventata, grazie alle sue guerre perse, una colonia schiava dell'Egemone.
      Poi, nella gente che si illumina e si comporta come suggerito da M. Konare, non ho fiducia, sono sempre quel 90% che ha subito il ricatto o peggio ancora era favorevole al siero sperimentale da iniettare a tutti pena la multa o peggio.
      Ecco, questi non saranno mai miei amici e non me ne frega nulla se faranno una brutta fine, memore di quello che dicevano volevano fare a quelli come me, i resistenti che non si sono piegati, disubbidendo e mandandoli a quel paese.

    2. AlbertoConti 14 agosto 2023

      Il paese del 90% è anche il nostro paese, questo è il problema. Ma il problema ancora più grosso è che occorre saper perdonare, e ancora più difficile, come se non bastasse, "amare i propri nemici". Triste destino per quei popoli ove si odiano tra fratelli. Ne abbiamo un esempio sotto gli occhi, d'infinite sofferenze causate dall'esterno, ma non senza la partecipazione volontaria di una parte interna consistente. Specialità della CIA-NATO-ecc. è proprio quella di scatenare e alimentare queste follie, sfruttando la debolezza dell'essere umano.

    3. clausneghe 14 agosto 2023

      Ciao Alberto! Sì, posso perdonare ma non dimenticare e non mi fiderò mai più di costoro e tanto meno li seguirò nel loro pascolare da pecore..

    1. absitiniuriaverbis 14 agosto 2023

      I racconti di Belzebu' a suo nipote. cap. 31

      Dio , per i nostri peccati ci ha inviato due tipi di medici : gli uni per aiutarci a morire , gli altri per impedirci di vivere ".

    2. AlbertoConti 14 agosto 2023

      "Se Satana è il principe di questo mondo, allora vuol dire che siamo sotto la sua dittatura?"
      La risposta cristiana è forte e chiara: NO! (non necessariamente, dipende solo da noi stessi)

      ( https://www.amicidomenicani.it/se-satana-e-il-principe-di-questo-mondo-allora-vuol-dire-che-siamo-sotto-la-sua-dittatura/ )

      Non è solo una questione di fede in questa o quella religione. Infatti a chi sa leggere tra le righe qui si tratta della contraddizione (apparente) del vivere da mortali, che è la forza motrice di tutte le religioni.

      Se il bene non lo si vede e non lo si pratica su un orizzonte che va ben oltre la nostra effimera esperienza "mondana" (cioè ben oltre il nostro ego), allora non è vero bene, ma semplice egoismo, come è fisiologico nei bambini piccoli, che pure sono innocenti per definizione. Ma è anche fisiologico che i bambini crescano e maturino, come in tutte le specie viventi. Qui fede e laicismo si fondono, senza contraddirsi reciprocamente. Almeno io la vedo così.

    3. absitiniuriaverbis 14 agosto 2023

      La forza motrice di tutte le religioni monoteiste, secondo me, è cercare di convincerci che siccome abbiamo commesso un peccato in origine, dobbiamo essere salvati. Ed a me questo non convince. La paura è, ritengo, una tra le forme di controllo più subdole.

      Quando il cristianesimo ti dice come comportarti e a che cosa credere, a me sta benissimo: lo dice a te e seguaci. Non ad altri, me compreso. Penso che la differenza sia chiara. In caso contrario, sarebbe bene riflettere su questa differenza.

      Altrove ho scritto che cosa ritengo che sia il bene. Quindi non mi ripeto.

      L'essere umano è una macchina, diceva Gurdjieff, condizionata da influssi esterni, planetari, sociali, familiari che ci impediscono di essere quello che realmente siamo. Per questo è necessario riconoscere il nostro sonno, morire a noi stessi, risvegliarci e infine rinascere.

      Alcuni si lasciano ingannare dal titolo del libro da cui ho tratto l'inciso, accetto che possa non piacere, tuttavia non siamo tutti uguali nel senso che siamo mossi da spinte diverse.

      Mi sorprende giusto un poco, invece, la tua opinione riguardo ai bambini.
      Il 'Sinite parvulos venire ad me. Ne prohibueritis eos; talium est enim regnum Dei' dovrebbe illuminare più i cristiani che me.
      Forse ti ho frainteso.

    4. AlbertoConti 14 agosto 2023

      Il discorso sui bambini, intesi sia in senso anagrafico che psicologico, è ampio, complesso, interessantissimo, e non si può liquidarlo nel breve spazio di un commento. Basti qui ricordare che il cucciolo umano nasce fortemente immaturo rispetto ad altre specie, proprio perchè ha un cervello destinato a crescere a dismisura rispetto alla fisiologia del parto.
      Il neonato non ha ancora un ego vero e proprio, che si formerà parallelamente alle funzioni cognitive, ma si comporta da perfetto "egoista" per puro istinto di sopravvivenza. Del resto non potrebbe in alcun modo comportarsi da "altruista", non ne ha i mezzi biologici.
      Che poi questo egoismo fisiologico alla fase di crescita si manifesti grazie all'assenza d'ipocrisia (che è una funzione tipicamente dell'età adulta) è un esperienza che come me penso molti abbiano fatto, ridendoci sopra con tenerezza. In ogni caso ogni bambino ha potenzialità enormi che quasi mai vengono valorizzate dagli adulti di riferimento, e i risultati lo dimostrano ampiamente.

    5. absitiniuriaverbis 15 agosto 2023

      Nessun problema. Ci mancherebbe altro.
      Avevi introdotto il tema e possiamo chiuderlo qui.

      "Che il cielo vi protegga e vi benedica, perché io ci riesco a malapena qualche minuto su sette giorni. Tutti gli altri minuti della settimana vi spedirei all’inferno per la vostra perpetua negligenza."

      Insomma, io inizio così. E per il resto, non posso che ripetere col cieco: «Si vedrà!

    1. Icronic 14 agosto 2023

      Più il male ci attanaglia, e più dobbiamo sforzarci a pensare e comportarci bene. Troppo facile esserlo quando va tutto bene, qui ed ora si vedrà la vera tempra dei giusti. Notte

    1. carla 13 agosto 2023

      Al giorno d'oggi su l'esistenza di Dio si possono anche avere dubbi, ma di sicuro esiste Satana e lo vediamo di continuo.
      Si usa il termine satanista perchè per certe facce da nuland sarebbe difficile trovare un altro termine

    1. uparishutrachoal 13 agosto 2023

      Lo sforzo della mente di creare una soluzione a tavolino non appaga..e non può farlo, per quanto il discorso sia sensato e corretto.
      Il nodo della vera soluzione è cambiare se stessi..e non è cosa da poco, visto che per farlo dobbiamo usare tutti gli strumenti disponibili e invertarcene quando non sono disponibili.
      Una volta che saremo cambiati non esistendo più nella forma che abbiamo, rimasta solo come residuo karmico, allora troveremo il nostro ruolo nel mondo, magari quello di isolarsi da tutti o di scendere ta le genti...chi può dirlo?
      In attesa mastichiamo propositi come una gomma, che pur non nutrendo realmente, ci tiene occupati nel gesto di fare qualche cosa e ci ricorda che il non fare nulla consapevolmente è ancora un sogno ..

    2. sbregaverse 13 agosto 2023

      Chi dorme non peccat ed in paradiso trottolat.

    1. Ricciardo 13 agosto 2023

      Grignone Grignetta Legnone; e un reticolo di sentieri che pare infinito. Ecco qualcosa in cui credere.

    1. gix 13 agosto 2023

      Sappiamo, ormai per averlo capito in maniera sempre più cosciente, peraltro grazie alle esperienze, sia particolari che collettive, che la partecipazione al "gioco" si svolge su due livelli. Il primo è quello del "banco" che apparentemente gestisce tutto; di solito il "banco" è considerato una entità vincente a prescindere, ma, a parte l'ovvia considerazione che non è detto sia sempre così, quel livello del gioco non è gestibile dai singoli giocatori o partecipanti, a meno che non abbiano prerogative particolari, compresa quella di potersi permettere di perdere. La gestione del "banco", solitamente, prevede implicazioni che vanno ben oltre la semplice partecipazione al gioco del singolo; per fare un esempio, chi detiene il banco potrebbe avere risorse impensabili per il singolo giocatore, utilizzate appunto anche in perdita, per fini che il singolo partecipante ignora. Da qui, se ne deduce che la partecipazione del singolo può avvenire su due livelli, il primo tendente ad un impegno responsabile, in un ambito possibilmente comune con altri soggetti aventi simili obiettivi, il secondo tendente ad un accrescimento e miglioramento della nostra consapevolezza riguardante, oltre che il gioco in se, anche e soprattutto la conoscenza delle regole del gioco stesso. La cosa importante è che le due linee di impegno possono coesistere e procedere contemporaneamente.

    2. Martin 13 agosto 2023

      OK ma ci sono tanti banchi in concorrenza, alcuni di gran lunga molto piu' potenti ed organizzati di altri

    3. gix 13 agosto 2023

      Certamente, se è per questo c'è anche una terza alternativa, non giocare.

    1. Martin 13 agosto 2023

      "La storia ci insegna e ci dimostra che non impariamo dalla storia" - George Frederich Hegel

    1. Gear of destiny 13 agosto 2023

      giusto approccio "laico" alla resistenza, ma per l'offensiva si deve ricorrere alla fede e alla mistica, che non sono solo parole, ma l'unico modo per accomunare la forza dello Spirito che è in noi contro un Nemico comune. Agli "occhi" dello Spirito, il Male esiste ed è reale e tangibile, e può essere vinto, anzi è sulla via della sconfitta perchè si è dovuto rivelare e non si può più nascondere. Siate consapevoli per essere pronti

    2. Martin 13 agosto 2023

      Gatebreaker, il tuo e' un ragionamento da credente classico

    3. Gear of destiny 13 agosto 2023

      fortunatamente non sono l'unico

    1. Jimbo 13 agosto 2023

      Fino al coso19 lo zero virgola aveva capito il mondo che viviamo, adesso un buon 10% forse 15 ha prima intuito poi consolidato le porcherie che fanno andare avanti il circo.
      Questa é la novitá piú rilevante ed é una novitá strepitosa anche se fine a sé stessa in quanto allo stato attuale non porta a nulla perché il "forse 15" non é destinato a salire per l'indifferenza degli altri e perché é composto da egoisti morbidi non disposti a perderci.

    1. AlbertoConti 13 agosto 2023

      Comunicazione di servizio: invito tutti, possibilmente, a investire una mezz'oretta del proprio tempo cliccando sul link a Konare presente nell'articolo.
      Qui non ho fatto altro che riprenderne i contenuti, che sono anche i miei, sintetizzando a modo mio i concetti espressi nel suo modo colorito ed espressivo, che ritroverà chi già conosce il personaggio.

    2. Jimbo 13 agosto 2023

      Non lo conoscevo, é sveglio e vá dritto ai punti.
      Adesso cosa possono fare svegli e svegliati, grazie all'elaborazione post coso19 e grazie ai social che un tempo non esistevano?
      Bella domanda.
      La risposta é peró semplice a mio avviso: niente.
      Perché?
      Per 4 motivi.
      1) un buon 40% é soddisfatto dello stato dell'arte (pidioti vari, Ztl, meloniani, zombi vari), il 45% é indifferente (copio il termine di Konare perché mi garba da impazzire) e il 15% , composto da svegli e svegliati, é egoista.
      2) tutto sommato la quasi totalitá sta da dio.
      3) alla quasi totalitá non interessa il futuro, vive l'oggi.
      4) la disparitá di forze in campo é esagerata.
      Non si puó fare altro che aspettare e sperare che il sistema imploda o che ci pensino altri popoli.

    1. absitiniuriaverbis 13 agosto 2023

      "Il male in persona", scrivi.

      Ritorno su un punto per me importante, ovvero l'aspetto temporale del bene e del male nella accezione corrente.

      Immaginiamo che il male in persona porti ad un punto tale che non esista altra soluzione che rialzarsi e lottare. E che, per concludere, la lotta porti all'umano-punt10 che 'liberi tutti'.

      Il male in persona, potremmo ancora definirlo male in persona?

      Non ne ho certezza, affatto.
      Mentre, per rialzarsi e lottare,
      è necessario un percorso di crescita individuale che è, nella mia opinione, il bene.

    2. AlbertoConti 13 agosto 2023

      E' un modo di dire, che però si rifà a certe figure tipiche, ad es. i kapò.

    1. IlContadino 13 agosto 2023

      Esprimo un breve pensiero.
      Sono tra coloro a cui garba assai il concetto di responsabilità. Penso che qualsiasi cosa accada alla tua vita sia tua, piena responsabilità. Nessuna influenza esterna può interagire col tuo vivere. Ogni qualsiasi tribolazione che senti di dover affrontare e che sconquassa il tuo animo viene da te, te la sei creata, è una tua responsabilità; bada bene, non una colpa ma una responsabilità. Guai a dire "è colpa mia", la colpa richiama qualcosa di sbagliato, un errore che causa sofferenza, quindi una sofferenza che era da evitare. Ma se eviti la sofferenza non hai crescita. La sofferenza va abbracciata, sofferenza uguale opportunità, di crescita appunto.
      Per fare un esempio: "Ma guarda te in che situazione mi son messo! Vorrei proprio capire il perché, chissà cosa ho da imparare da tutto questo", mi ripetevo durante i lunghi giorni, mesi, anni della pandeidiozia. Idiozia un corno! Responsabilità mia. Idiota io che non afferro appieno i motivi di tanta tribolazione.
      Sentirsi responsabili, al 100%, di tutto ciò che accade alla propria vita, offre un bel modo di approcciare l'esistenza.

    2. sbregaverse 13 agosto 2023

      Benissimo, nobile villano, ora applica, il tuo dettato, pari pari, agli altri otto miliardi di individui affratellati.*
      * In questo caso non si tratta di α privativo)

    3. sbregaverse 13 agosto 2023

      《Un solo DIO PADRE di tutti, che è al di sopra di tutti,
      opera( agisce ,secondo altra traduzione) PER MEZZO DI TUTTI, ed è presente in tutti》
      Efesini 4,6_ C.E.I.
      Se, poi, vuoi l' interpretazione di Don Lurio o Don Chisciotte....

    1. danone 13 agosto 2023

      Alberto condivido ciò che scrivi, ma qui puntualizzo.

      Credere in se stessi “liberati”, esprimere la propria volontà di bene fino a che diventi collettiva.

      Non esprimere la propria volontà di bene, ma imparare ad esprime semplicemente se stessi.
      Credere in se stessi liberati, significa cercare di essere il più possibile se stessi, pure con tutti i nostri limiti ed errori.
      Per ora e per un bel pò ancora, la nostra volontà di bene è inutile, perchè noi non conosciamo la sua direzione.
      Ti ricordo che l'inferno è lastricato di buone intenzioni.
      Essere se stessi è l'unico modo di ottenere due cose fondamentali, la genuinità, da cui poi si approda all'onestà interiore e la capacità di auto-correggersi, segno evidente di evoluzione.
      Esprimere la propria volontà di bene fino a che diventi collettiva non garantisce nulla Alberto, anzi, può diventare pericoloso, poichè prova ad andare contro ad uno che in modo esaltato porta avanti la sua volontà di bene per renderla una dimensione collettiva, diventa un dittatore che per la sua volontàh di beneh massacra i malvagi, cioè tutti coloro che non la vedono come lui.
      Ti ricorda qualcosa questo?
      Abbiamo già visto troppe volte nella storia esempi di questo tipo di esaltati para-etici, ma molto stronzi, che hanno imposto linee guida per il bene collettivo, non è la via giusta.
      Se stessi è la via giusta, la propria volontà di bene vale solo per te, condividerla va bene, ma rinunciare assolutamente a volerla collettiva.

    2. AlbertoConti 13 agosto 2023

      Fai bene a puntualizzare visto che la frasetta citata è, come spesso accade, troppo sintetica, e si presta anche per questo a diverse interpretazioni, come la tua del "voler imporre a tutti la propria idea di bene".
      Non era certo questo nelle mie intenzioni, perciò avrei dovuto spiegarmi meglio.
      Intendevo dire che il bene praticato personalmente è "contagioso" (come anche il male del resto), ovvero il buon esempio vale più di mille parole (e viceversa). A questo punto essersi liberati dai condizionamenti culturali "deviati" da un mainstream completamente asservito a forze demoniache equivale a riconoscere e praticare il bene che sgorga dal proprio animo purificato da queste devianze, ben sapendo però che le stesse non ci sono del tutto estranee, anzi in qualche modo rappresentano il "lato oscuro" di noi stessi, o se si vuole dell'animo umano più in generale. Altrimenti di che "liberazione" parliamo?

      Il diventare "collettivo" dei comportamenti virtuosi non può e non deve certo essere imposto d'autorità, essendo semplicemente una condivisione naturale dell'idea di bene che c'è in ciascuno. Idea sempre relativa ai tempi ed alle circostanze, cioè storicizzata ed espressa da quella che potremmo definire "cultura popolare", ovvero diffusa in una società che prende coscienza di se stessa, tanto quanto avviene a livello individuale. Certo è che questa visione è ottimistica, nel senso che ripone fiducia nel "lato luminoso" dell'essere umano, la cui realizzazione pratica ...

    3. AlbertoConti 13 agosto 2023

      , ripeto, non può che essere figlia dei tempi da un lato, e figlia di una coscienza pura dall'altro. E' un processo di continua maturazione che può avvenire nei tempi giusti, come per la frutta. A mio avviso questo tempo inizia proprio ora.

    4. sbregaverse 13 agosto 2023

      Cari frati leggo che, molto giudiziosamente, utilizzate il lemma ~ bene ~ minuscolato.

    1. Arthur 13 agosto 2023

      Io resto sempre dell'idea che il mezzo davvero risolutivo, e anche il più suggestivo (che resta impresso nelle menti), sia la ghigliottina.
      Ad ogni modo, dato che questa è difficilmente praticabile, occorre effettivamente trovare altri metodi.
      Iniziative di massa sono fattibili, ma con la pandemia mi sono reso conto che almeno il 50% della gente è fatto di stupidi che si allinea spontaneamente a menzogne e idiozie; poi c'è un altro 30-35% che cede facilmente ai ricatti.
      Quindi i criminali al potere riescono a disporre dell'80-85% della società.
      Dunque, l'80-85% è plebe.
      Purtroppo siamo messi abbastanza maluccio.
      L'unica fortuna, in un certo senso, è che alle leve del comando (che manovra i vari poteri) ci sono psicopatici esaltati, una categoria che prima o poi arriva sempre a fare errori clamorosi e autodistruttivi.
      È verosimile che la risoluzione sarà pertanto spontanea.

      Ad ogni modo, se la Provvidenza esiste, farebbe bene a darsi una mossa.

    2. absitiniuriaverbis 13 agosto 2023

      Aggiungiamo anche il karma. Non gli voglio far fretta ma se si desse una mossa...

    3. mago 13 agosto 2023

      dio e morto o forse non è mai nato duole dirlo da uno che face pure il chierichetto ed ebbe un zio arciprete è uno prete.

    1. uomospeciale 12 agosto 2023

      Da sempre si sa che i peggiori crimini della storia si verificano quando troppa gente è disposta a scattare sugli attenti al grido di:

      " COMANDI! "

      Troppo disposti a ubbidire, a ottemperare, a conformarsi agli ordini superiori:

      Dagli sgherri del potere che sequestrano i poveri cristi per la strada in Ucraina per mandarli a morire al fronte, a tutti quelli che vestono una divisa commettendo spesso le peggiori ingiustizie "a norma di legge" a chi si presta a essere il braccio armato di banche e finanziarie che depredano i poveri dei loro miseri averi, per arrivare fino ai nazisti.
      Anche loro quando gli si chiedeva conto dei loro crimini, rispondevano senza vergogna:
      "Eseguivamo degli ordini"
      Non ho mai avuto nessuna stima di chi esegue degli ordini:

      Preferisco di gran lunga chi segue solo la propria coscienza mantenendo la barra a dritta, non perché gli è stato ordinato o gli convenga, ma solo perchè in cuor suo sente di essere nel giusto.

      Non essere né in vendita né agli ordini di nessuno oggi appare quasi rivoluzionario eppure una volta era appena il minimo per poter camminare a testa alta.
      Brutti tempi questi.
      Speriamo nel futuro, in un nuovo e migliore essere umano 2.0.
      Ma non sono ottimista.
      Forse l'unica soluzione come suggerito, è far crollare tutto il sistema smettendo in massa di ubbidire, di pagare, di uniformarsi, riappropriandoci di noi stessi, della nostra vita, e del nostro tempo.
      Diventando inutili sia per il re, che per la regina.

    2. carla 13 agosto 2023

      L'anticonformismo ormai è cosa dimenticata, parola dimenticata, le nuove generazioni ignorano semplicemente che esista un modo di pensare alternativo.
      Somministrano la ferragni e credono a tutto ciò che dice ferragni, anzi guai a chi gliela tocca, sono persino disposti/e a difenderla dalle critiche quasi fosse una religione o avesse creato qualcosa di nuovo, inarrivabile chessò la minigonna il rock.....mary poppins

    3. Cachafaz 14 agosto 2023

      Infatti, si sa', una buona percentuale di poliziotti si e' tenuta alla larga dalle assurde repressioni in tempo di presunto covid. Purtroppo quelli che ci andavano erano sempre troppi;

    1. mago 12 agosto 2023

      Tutti a prendere gli aerei a fare code kilometriche dopo gli aumenti benzina e autostrade e questo tutti gli anni basterebbe si un mesetto senza viaggiare o fare apero e vedi dove poi se li ficcano gli aumenti altro che algoritmo.

    1. Jimbo 12 agosto 2023

      Non credere, non obbedire e non combattere adesso. Ma saper combattere.

    2. uomospeciale 12 agosto 2023

      Hai dimenticato il non lavorare, oppure farlo giusto il minimo possibile.

      Non è il lavoro a renderci liberi, quello lo dicevano i nazisti.

      L'inutilità rende liberi.

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