Noi, a casa senza cure. Storie di abbandono terapeutico

Dopo un anno le cose non sono cambiate molto: la strategia sanitaria nazionale continua a mettere al centro gli ospedali (adesso anche il vaccino), ma di cure domiciliari non si parla.

Evidentemente non interessa curare precocemente la malattia associata a sars-cov-2 e sconfiggerla.

E così aumentano i ricoveri perché non serve a nulla assumere paracetamolo e stare ‘in vigile attesa’ come raccomandano i protocolli del Ministero MAI REVISIONATI nonostante le richieste di alcuni medici che già nei mesi scorsi si sono attivati con abnegazione nel territorio ottenendo risultati eccezionali.

Come abbiamo avuto modo di scrivere più volte, la Covid-19 si supera facilmente se presa per tempo e trattata subito con i farmaci giusti. Invece moltissime persone sono finite in ospedale in gravi condizioni perché non hanno ricevuto dai loro medici di base la necessaria assistenza, spesso non sono stati nemmeno visitati.

Il quotidiano cattolico ‘La Nuova Bussola Quotidiana’ ha raccolto alcune di queste storie di abbandoni terapeutici. Riproponiamo ai nostri lettori questo bel lavoro d’inchiesta di Andrea Zambrano con 3 articoli che si succederanno a partire da oggi.

Purtroppo questi fatti continuano a verificarsi e ogni giorno nuovi pazienti vanno a ingrossare il numero dei ricoveri ospedalieri finendo per aumentare la paura della gente e giustificare misure sempre più restrittive.

L’unico passo sensato da fare è quello di riformare i protocolli. Ma di cambiare le linee guida ancora non se ne parla,  eccetto qualche isolata iniziativa regionale.

A quanto pare così vuole la politica ed è uno scandalo per il quale è difficile trovare spiegazioni accettabili.

* * *

 

di Andrea Zambrano
www.lanuovabq.it

Le loro storie hanno un comune denominatore: sono stati abbandonati a casa alle prese col covid e con una terapia insufficiente a base di solo paracetamolo fino a quando non hanno chiesto aiuto in ospedale e sono guariti, alcuni di loro dopo mesi di terapia intensiva. Sono le storie di abbandono terapeutico di questa pandemia.

Storie di pazienti normali, che però non hanno ricevuto dai loro medici di base la necessaria assistenza per poter aggredire il covid fin da subito e hanno così ingrossato le fila dei ricoverati. Spesso non sono stati nemmeno visitati. Raccontarle è un imperativo: per mostrare come il protocollo di cura licenziato dal ministero della Salute il 30 novembre scorso, che prevede in fase iniziale la sola vigile attesa a base di Tachipirina, sia insufficiente e vada cambiato al più presto. Troppo poco, e per certi versi anche sbagliato perché il paracetamolo non è un antinfiammatorio e rischia di far correre il virus ancora di più.

Il dottor Antonio Palma dal suo ambulatorio di Milano dispensa consigli telefonici per curare. È uno dei coordinatori dell’assistenza medica del sito Ippocrateorg.org, una delle esperienze di cura del covid più significativa, che cresce nel corso dei mesi mentre i medici di medicina generale, non tutti ovviamente, vengono meno, ingabbiati come sono dalle linee guida insufficienti dei protocolli ministeriali.

«Arrivano richieste via telefono, via mail – spiega alla Bussola -. Ci chiamano perché stanno male». Hanno tutti alle spalle chi cinque, chi dieci giorni di vigile attesa, perifrasi ambigua utilizzata per tutti i pazienti sintomatici che all’inizio della malattia da Coronavirus manifestano sintomi come febbre o mal di testa. Poco per allertare gli ospedali, ma già troppi per una malattia che in poche ore può peggiorare drasticamente. «Quella della vigile attesa – prosegue Palma – e della sola Tachipirina è frutto di una circolare che è stata scritta dall’AIFA e dal ministero. Se un medico di base usa la testa capisce che la Tachipirina non è un antinfiammatorio e forse arriva a dire che non va bene. Ma buona parte dei medici non lo fa, si limita a dire al paziente di aspettare e nel frattempo per il paziente la situazione può peggiorare drammaticamente».

È chiaro che anche in questi giorni l’approccio per tutti i pazienti dovrebbe cambiare, ma per farlo bisognerebbe che venissero emanate linee guida ufficiali che spostino l’attenzione più che sull’attesa, sulla cura diretta e precoce. «Cambiarle significherebbe riconoscere di aver sbagliato strategia in tutti questi mesi. Chi può permetterselo?».

C’è ad esempio la storia di Cleante, 80 anni di Pordenone. Ci racconta il suo calvario la figlia Barbara: «Ha cominciato l’8 marzo 2020 con i soliti sintomi da raffreddamento. Telefono al medico di base e parte così la vigile attesa a base di Tachipirina. Per lui, come tanti altri pazienti, il medico non è mai arrivato a casa a visitarlo. Dopo quattro giorni è crollato, ho chiamato il 112 e sono venuti a portarlo via in ambulanza».

Cleante viene trasportato a Udine dove viene defibrillato, poi arriva in terapia intensiva a Pordenone». Uscirà soltanto a giugno, dopo aver avuto anche una tromboembolia ed essere stato trattato con la PEG. «Ho contattato il dottor Luigi Cavanna  (in foto) dopo aver assistito alla trasmissione tv Fuori dal Coro (condotta da Mario Giordano su Rete 4, che da mesi si occupa di terapie domiciliari e denuncia l’abbandono terapeutico dei pazienti ndr.) e ho capito che nella nostra situazione erano davvero in tanti, forse la maggior parte dei pazienti che vengono ricoverati in ospedale».

dott. Luigi Cavanna
dott. Luigi Cavanna

Ma se per il signor Cleante si poteva in un qualche modo dare ancora la colpa al primo mese di pandemia, quando ancora non si conoscevano bene i meccanismi di intervento, gli abbandoni terapeutici avvengono ancora oggi nel silenzio generale e sono un piccolo esercito di pazienti che vanno a ingrossare le fila dei ricoverati giornalieri, insieme a quelli che davvero sono gravi e non si è riuscito a curare a casa.

Come il caso di Luigi Stella, 44 anni di Savona. La moglie Elisabetta ora può tirare un sospiro di sollievo: «Mio marito è stato lasciato a casa da solo con il paracetamolo per tre giorni – racconta –. Il medico ci ha risposto: “La città è piena di casi così”. Poi, non si è più fatto sentire». Nel corso della terza notte Barbara sente il respiro del marito affannato. Chiama allora il pronto soccorso». Luigi viene intubato e rianimato. Rimarrà in ospedale un mese e mezzo, fino a fine febbraio.

«Quello delle visite assenti è uno scandalo – aggiunge Palma -. Tanti miei colleghi non visitano e si accontentano di applicare i protocolli, eppure se prima avevano la scusa della paura del contagio, ora non hanno neanche più quella: i medici sono tutti vaccinati, quindi non possono accampare scuse: devono andare a visitare i loro pazienti».

Da Savona passiamo a Mantova, dove vive Lino Magri, 85 anni. «Il 3 febbraio – dice la figlia Ilaria – papà si alza col mal di testa e febbre a 37.5. Il medico prescrive Tachipirina e vigile attesa, ma dopo cinque giorni, è sabato, decido di chiamare la guardia medica, che invece di dargli una terapia gli prescrive un tampone». Appuntamento al lunedì, ma l’indomani Lino peggiora. «Andiamo in ospedale e gli viene detto di tornare a casa, di continuare a prendere la Tachipirina e di aspettare il suo medico».terapia intensiva

L’esito del tampone arriva il mercoledì seguente: positivo. «Ma non ci voleva un genio per capirlo, i sintomi erano quelli. Ormai però era troppo tardi. Nonostante mi fosse stato impedito di avvicinarmi alla sua abitazione, lo raggiungo e chiamo il contatto di Ippocrate.org. Mi risponde il dottor Palma, mi chiede di effettuare una video chiamata dandomi le istruzioni per provare l’ossigenazione col saturimetro. Il dottore, dopo averlo sentito tossire, ci ha detto di andare subito in ospedale senza neanche aspettare l’ambulanza».

Una volta arrivato a Mantova in ospedale, Lino viene visitato, gli fanno i raggi. La diagnosi è sempre quella: polmonite interstiziale. Inizia a prendere Eparina e tutti i farmaci che se gli fossero stati somministrati prima, gli avrebbero risparmiato tanta sofferenza. «È ancora in ospedale, ma solo oggi ho capito che papà è guarito. Sono convinta che se lo avessero curato bene per tempo non sarebbe mai andato in ospedale. Il medico si preoccupava solo di fare i tamponi e non si preoccupava di come stava realmente».

Storie a lieto fine, di pazienti salvati dopo giorni e giorni di attesa, ma anche storie di abbandoni terapeutici che hanno ingrossato le fila dei nosocomi di tutt’Italia facendo così aumentare la paura del governo che per definire le politiche di lockdown si basa sul numero crescente di ricoveri ospedalieri. Quanti potevano essere evitati? E quante storie invece non sono andate a lieto fine con la morte che è sopraggiunta in ospedale perché ormai era troppo tardi?

1/3 (continua)

Andrea Zambrano
www.lanuovabq.it
FONTE: https://www.lanuovabq.it/it/noi-a-casa-senza-cure-storie-di-abbandono-terapeutico

Scelto e pubblicato da Valentina Bennati – ComeDonChisciotte.org

 

 

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Holodoc
Holodoc
29 Marzo 2021 3:52

Situazione che ho già toccato con mano a gennaio con mio padre.

Il punto debole sono i medici di base, tutti (o quasi) condizionati a non fare niente per i malati Covid se non disporre il ricovero quando è ormai troppo tardi.

AlbertoConti
AlbertoConti
29 Marzo 2021 4:31

L’ordine dei medici e l’ordine dei giornalisti sono associazioni a delinquere di stampo mafioso. Il mammasantissima è Bighpharma, che ha colonizzato OMS-EMA-AIFA (ramo europeo). Dall’altro lato c’è la politica e la giustizia, che come tutti i pesci marci puzza dalla testa. Sono loro che proteggono i “picciotti” operanti in campo sanitario.

Non è un complotto, è la naturale e logica conseguenza, inesorabile, di fusioni e acquisizioni di aziende private di settore, oligopoli privati che necessitano (per funzionare al meglio, ovvero per perseguire e massimizzare lo scopo di lucro privato) di oligocrazie private, cioè nascoste dietro l’apparenza delle istituzioni pubbliche “democratiche”.
Socialismo o barbarie. Neoliberismo = barbarie.
O lo Stato rappresenta il Popolo o lo stato rappresenta le elite del denaro concentrato, che usano il loro strapotere di nascosto per consolidarsi tramite politiche antipopolari. In ogni caso lo Stato è necessario alla gestione del potere, il potere di organizzare la società ordinatamente, secondo il modello ideologico culturalmente vincente. Cultura popolare non pervenuta.

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  AlbertoConti
29 Marzo 2021 4:52

Ottimo commento soprattutto nella prima parte. Aggiungo, mi sono stufata delle terapie intensive al collasso. Lavorino invece di lagnarsi!

alfvanred
alfvanred
Risposta al commento di  lady Dodi
29 Marzo 2021 5:10

Faccio anch’io come lo zio Putin: ti auguro buona salute e aggiungo che tu non possa mai aver bisogno di apprezzare di persona come si lavora lì.

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  alfvanred
29 Marzo 2021 5:30

Si lavora come in tutti i posti, cioè uno lavora e nove cincischiano.
Ho accompagnato una volta un anziano parente per cambiare il pace marker. La dottoressa che ci accolti ha rilevato che c’era un’autonomia di ancora 15 giorni.
Per favore, non possiamo venire al pelo, abbiamo qui la valigia pronta.
Aspettate un attimo.
È andata agli uffici , ha sbrigato tutte le pratiche e scesa e ricovero.
Il giorno dopo operazione fatta da lei.
Tutto bene ma cambiano le medicine.
Chiedo e la dottoressa che faceva il giro: ” Mi hanno dato queste, non so….
La mattina dopo arriva la dottoressa che ci aveva accolti e operato il mio parente e con dovizia di particolari, ci ha spiegato il cambio delle medicine.
Vuoi ridere? Quella che ha fatto tutto, percepirà lo stesso stipendio di quella che girava col carrellino delle pastiglie e che non sapeva niente.
Mai generalizzare caro mio, ma constatare.

alfvanred
alfvanred
Risposta al commento di  lady Dodi
29 Marzo 2021 6:51

Non generalizzare e soprattutto non confondere una UTI con un ambulatorio.

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  alfvanred
29 Marzo 2021 8:05

Non si cosa sia l’uti ma per me la prima ha fatto più del suo dovere e la seconda poteva essere sostituita da chiunque .
Ma lo stipendio è o non è uguale?
Io ho sempre telefonato in ospedale a cose fatte per ringraziare perché mi piace rendere merito a chi lo…… merita. Ed è stato apprezzato.

R66
R66
Risposta al commento di  alfvanred
29 Marzo 2021 8:27

Tento di riassumere.
Si sta ipotizzando (la parola “ipotizzando” va considerata una gentilezza) che finire in terapia intensiva sia dovuto alla negligenza/vigliaccheria/menefreghismo/malafede di una buona fetta della classe medica.
Con questo presupposto cosa si dovrebbe fare secondo te?
Lodare quelli che tramite il silenzio contribuiscono al processo?
Medici, infermieri & company si possono metter l’anima in pace, escludendo i disegnini dei mentecatti e gli articoli dei farabutti, senza un dietrofront pubblico, testa china e denunce ai colleghi, non riceveranno molti altri complimenti (ballicchiare Jerusalema non conta).

alfvanred
alfvanred
Risposta al commento di  R66
29 Marzo 2021 15:18

No di certo. Le responsabilità di queste morti o malati che finiscono in terapia intensiva sono chiare, e qualcuno dovrebbe pagare per questo.
Ma di certo non sono d’accordo con certi commenti in cui si vuol far intendere che nei luoghi sopra citati non si lavora sodo.

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  alfvanred
29 Marzo 2021 6:36

Può provare le miniere di carbone del Belgio…

alfvanred
alfvanred
Risposta al commento di  giovanni
29 Marzo 2021 6:49

Tu le hai provate?

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  alfvanred
29 Marzo 2021 6:51

No, ma neppure mi lamento o mi elevo ad eroe.
Se il suo lavoro non la soddisfa, cambi…

alfvanred
alfvanred
Risposta al commento di  giovanni
29 Marzo 2021 7:32

Risposta sbagliata. Ritenta sarai più fortunato. P.S. mai lamentato del mio lavoro. Quello che non sopporto invece è il giudizio dato da persone assolutamente ignoranti (sia detto senza offesa)in merito.

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  alfvanred
29 Marzo 2021 13:18

Combinazione!
Appena salutato amica infermiera “reduce” da un ospedale covid: giudizio del personale in perfetta linea con il commento di dody….

AlbertoConti
AlbertoConti
29 Marzo 2021 4:31

L’ordine dei medici e l’ordine dei giornalisti sono associazioni a delinquere di stampo mafioso. Il mammasantissima è Bighpharma, che ha colonizzato OMS-EMA-AIFA (ramo europeo). Dall’altro lato c’è la politica e la giustizia, che come tutti i pesci marci puzza dalla testa. Sono loro che proteggono i “picciotti” operanti in campo sanitario.

Non è un complotto, è la naturale e logica conseguenza, inesorabile, di fusioni e acquisizioni di aziende private di settore, oligopoli privati che necessitano (per funzionare al meglio, ovvero per perseguire e massimizzare lo scopo di lucro privato) di oligocrazie private, cioè nascoste dietro l’apparenza delle istituzioni pubbliche “democratiche”.
Socialismo o barbarie. Neoliberismo = barbarie.
O lo Stato rappresenta il Popolo o lo stato rappresenta le elite del denaro concentrato, che usano il loro strapotere di nascosto per consolidarsi tramite politiche antipopolari. In ogni caso lo Stato è necessario alla gestione del potere, il potere di organizzare la società ordinatamente, secondo il modello ideologico culturalmente vincente. Cultura popolare non pervenuta.

R66
R66
29 Marzo 2021 4:40

L’abbassamento forzato della temperatura corporea potrebbe essere la causa principale dei casi finiti in ospedale, mi piacerebbe leggere una statistica estesa su ciò.
Anche se i medici meritano la gogna solo per questo, un buona parte della colpa va all’ometto moderno che non riesce più a concepire un disagio momentaneo.
Ahhh quale orrore dottore, me tapino, mi è stata immessa la malattia della febbre!
Io me la tengo sempre gelosamente dato che me la prescrive il mio corpo.
Se i “batteri e i virus” avessero il pollice opponibile penserei che la Tachipirina sia una loro invenzione… anzi, forse è proprio così. 🙂

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  R66
29 Marzo 2021 6:40

Un secolo di medicina allopatica vuole cancellare migliaia di anni di evoluzione.
Inoltre vi è sempre un maggiore attaccamento alla vita in parallelo ad un aumento del male di vivere…

lady Dodi
lady Dodi
29 Marzo 2021 4:56

Posto che il paracetamolo è inutile e pure dannoso, CdC farebbe cosa buona e giusta a dire quali sono invece i farmaci occorrenti, senza fare lunghi sproloqui partendo dalla Torre di Babele. Quei medici spesso qui citati come validi ci possono dire i dosaggi e le modalità d’uso e poi alla larga dagli ospedali e medici di base, se le cose stanno così.

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  lady Dodi
29 Marzo 2021 7:49

Non credo che un sito non medico possa permettersi di dare un protocollo terapeutico fra l’altro credo non autorizzato a livello nazionale.Io comunque ce l’ho il protocollo di terapiadomiciliarecovid19, ci si può organizzare via mail

danone
danone
29 Marzo 2021 5:06

Non si può avere una pandemia senza vittime. Noi quì sappiamo almeno da un anno che per riprodurre scenari pandemici sono serviti dei tamponi farlocchi per pilotare i contagi e linee guida per le cure domiciliari atte a produrre i casi gravi da terapia intensiva, se no sarebbe passata come ogni anno come una seria sindrome influenzale. E’ tutta quì la finto-demia. “Il dottor Antonio Palma dal suo ambulatorio di Milano dispensa consigli telefonici per curare. È uno dei coordinatori dell’assistenza medica del sito Ippocrate.org, una delle esperienze di cura del covid più significativa,” “i medici sono tutti vaccinati, quindi non possono accampare scuse: devono andare a visitare i loro pazienti»” e questo medico è uno dei migliori.. Questa però non si può sentire, ma è la prova provata che il livello cognitivo dei medici è una parte del problema, secondo me. Ps: ieri da ciccio bello Fazio, in prima serata, c’era l’umanoide Burioni che elogiava i vaccini definendoli “miracolo della scienza”, e questo ci sta viste le autorevoli fogne in questione, ma ad un certo punto Fazio da una notizia, e fa vedere l’articolo di un giornale (non so quale), il cui titolo informava della nascita di due pargoli… Leggi tutto »

Platypus
Platypus
Risposta al commento di  danone
29 Marzo 2021 5:23

C’è poco da dire, nomen omen. Fazio è proprio Fazio-so.

Lupis Tana
Lupis Tana
Risposta al commento di  Platypus
29 Marzo 2021 16:41

è qualcosa di più… uno stipendiato da noi (tramite canone) per contare fandonie, verrà giustiziato appena cambierà il vento… spero.

Holodoc
Holodoc
29 Marzo 2021 3:52

Situazione che ho già toccato con mano a gennaio con mio padre.

Il punto debole sono i medici di base, tutti (o quasi) condizionati a non fare niente per i malati Covid se non disporre il ricovero quando è ormai troppo tardi.

lady Dodi
lady Dodi
29 Marzo 2021 6:08

Ormai esiste solo il Covid.
Appena entri: “Vuole il vaccino? Ce l’ha lo smartphone o la prenoto io?”
“Ma veramente son qui per la cataratta…..
Un altro. ” Vuol prenotarsi per il vaccino?
“Ma veramente ho la prostata che mi scoppia e il covid l’ho già fatto….”
Sto partorendo
Ma intanto che è qui, lo vuole il vaccino?
Si, mi dia anche due pentole antiaderenti.

lurisia
lurisia
29 Marzo 2021 4:47

Redazione scusate se mi permetto ma il sito del Dott. Palma è ippocrateorg.org (non ippocrate.org), buona giornata

WM
Risposta al commento di  lurisia
29 Marzo 2021 7:35

@comedonchisciotte-0a3b5a7a477d359746061d41c3a04fd6:disqus Hai ragione, ma il link era corretto, porta al sito giusto, solo che il testo era così sull’articolo originale e noi non li manipoliamo.
In ogni caso hai ragione e la cosa può indurre in errore, così l’ho cambiato.
Grazie per la segnalazione.

lurisia
lurisia
Risposta al commento di  WM
29 Marzo 2021 7:56

Grazie per il vostro prezioso lavoro, in effetti io non avevo provato il link.

Guido Bulgarelli
Guido Bulgarelli
29 Marzo 2021 7:30

Non se ne esce finché non si capisce che il protocollo “vigile attesa e tachipirina” non è dovuto a incompetenza ma alla volontà di intasare ospedali e terapie intensive per mantenere alto l’allarme, ovviamente insieme alla PCR a 40 cicli per la quale il povero Kary Mullis si starà rivoltando nella tomba

mingo
mingo
Risposta al commento di  Guido Bulgarelli
29 Marzo 2021 13:11

La verità è tutta qui .Non si vuole attivare protocolli medici che eviterebbero di fatto di intasare gli ospedali ,non si vuole capire che cure mirate e tempestive evitano molti problemi, curando il covid come una malattia delle tante già conosciute .Anche perché se si curerebbe con la normale medicina che bisogno ci sarebbe del vaccino.

redfifer
29 Marzo 2021 5:57

Di cosa vi lamentate esseri indegni?

Non lo avete capito che siete stati nominati per lasciare il paese più bello del mondo alla popolazione più bestiale del mondo della Nigeria?

I confini non li protegge chi è armato dallo Stato, cosi come le persone che non avendo più niente da fare, oggi preferiscono piangersi addosso piuttosto che fare la rivoluzione pur non avendo niente da perdere.

Maurizio
Maurizio
29 Marzo 2021 5:59

Posto che non trattasi di normale influenza, sottolineato 10 volte

sicuramente se con le “normali” sindromi influenzali degli anni scorsi (che già intasavano in alcuni periodi le terapie intensive) si fosse adottato il protocollo di vigile attesa con soggetti fragili avremmo avuto i decessi moltiplicati e le terapie intensive molto più intasate.

I primi responsabili sono coloro che hanno stilato quei protocolli assassini, e i medici che hanno fedelmente eseguito, e questo è da sottolineare non 10, ma 100 e 1000 volte.

LuxIgnis
LuxIgnis
29 Marzo 2021 6:18

Ormai i medici della mutua sono solo degli scribacchini di ricette e di impegnative e niente più. Non sono più capaci di fare una minima diagnosi clinica. Salvo eccezioni chiaramente. E ce ne sono per fortuna. Non è totalmente colpa loro perché gli è stato imposto di fare così, ad esempio non possono deviare dal protocollo imposto per la patologia in esame, e se lo fanno, a loro rischio e pericolo. Però così forse è meglio che vengano sostituiti dai computer che ci azzeccano di più!
La medicina allopatica ufficiale ormai è quasi completamente diretta dalle multinazionali farmaceutiche. E’ solo un gran giro di soldi. Ed odiano, letteralmente, tutto ciò che può essere medicina complementare ed alternativa.

Simsim
Simsim
29 Marzo 2021 7:09

Il cts e i ministri compariranno prima o poi davanti ad un tribunale. Resta solo da capire quando.
Poi vorrei pure capire cosa fare con tutte le virostar, alcune delle quali “solo” colpevoli di reiterate dichiarazioni mendaci. Mi chiedo se non ci sia un modo per trascinare anche loro in tribunale quel giorno.

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  Simsim
29 Marzo 2021 9:17

Temo che per quel giorno avranno già ottenuto lo scudo penale, ammesso che non ce l’abbiano già in tasca.
Intanto, da la 7, in diretta, sfilano queste code lunghissime di persone, in piedi, a Genova, davanti al nuovo hub vaccinale alla Fiera, inaugurata oggi dal generale. Ci sono, fra loro, senza distanziamento, anche le persone ultrafragili: tutti in piedi da ore, adesso gliel’hanno ancora rimandata di un’ora. Intanto c’è l’intervista ad un medico di base a cui avevano già dato l’autorizzazione a vaccinare, e poi gliel’hanno tolta, per portare tutti a piazzale Kennedy con la navetta. Lo so, leggevo ieri sera qui, neppure io riesco a provare tanta compassione per loro, ma è un segno dei mala tempora, per questo l’ho raccontato

Simsim
Simsim
Risposta al commento di  emilyever
29 Marzo 2021 12:45

Nessuna pietà. Io non sono un genio, ma non serve un genio per capire che aldilà di qualsiasi spiegazione uno voglia darsi, questo vaccino è pericoloso perché in sperimentazione.

Quanto allo scudo penale, se cominciano a salire i morti da vaccino, magari non andranno al gabbio…ma se sono costretti all’esilio per campare mi accontento lo stesso.

ignorans
ignorans
29 Marzo 2021 7:09

Per quanto possibile, ognuno deve essere il medico di sé stesso.

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  ignorans
29 Marzo 2021 8:12

Grande verità.

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Risposta al commento di  ignorans
30 Marzo 2021 17:48

Anche l’avvocato, il calzolaio, l’ingegnere, il fornaio, il prete…?

(Di solito anziché il medico, siamo la malattia)

ignorans
ignorans
Risposta al commento di  Primadellesabbie
31 Marzo 2021 13:19

(Di solito anziché il medico, siamo la malattia) E’ vero, ma cosa vuoi, sono un idealista!
No, l’avvocato, il calzolaio, l’ingegnere, no. Per quelli non è necessario perchè sono dei privati. L’essere medico di se stessi serve a proteggere lo stato e quindi la collettività. Perchè il problema è lo stato, cioè chi ha dichiarato di prendere in carico il singolo. Lo stato non ce la può fare.

Sergio Severi
Sergio Severi
29 Marzo 2021 7:45

Io quanto detto nell’articolo l’ho vissuto sulla mia pelle, lo scorso novembre. Solo che appena iniziata la febbre al lunedi mi sono fatto un tampone rapido (positivo) e ho litigato col mio medico (che in attesa del tampone molecolare che avrei avuto solo al sabato, mi aveva proposto appunto solo tachipirina, guai a prendere altro), così da iniziare subito a prendere cortisone (sono allergico agli antiinfiammatori FANS), azitromicina ed eparina (ho già avuto una trombosi). Così facendo me la sono cavata con alcuni giorni di febbre alta e altri di febbre bassa, poi solo spossatezza…in pratica come una forte influenza stagionale. Sono certissimo che se fossi rimasto “in vigile attesa”, sarei finito ad andare bene in terapia intensiva. Il mio consiglio quindi è quello di documentarsi per proprio conto, senza fidarsi in genere ma soprattutto di ciò che dice la tv di stato. Sui medici, non so che dire: la mia dottoressa è brava ed esperta, eppure il suo comportamento mi ha deluso profondamente. Durante la malattia non mi ha mai visitato, palesemente terrorizzata dal possibile contagio…e quindi anche io sono rimasto solo, seguito telefonicamente e con la spesa che mi tiravano, letteralmente, sulla porta di casa. E’ evidente che… Leggi tutto »

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  Sergio Severi
29 Marzo 2021 8:09

Complimenti! E auguri sentitissimi.

LuxIgnis
LuxIgnis
Risposta al commento di  Sergio Severi
29 Marzo 2021 10:49

Se un medico ha paura di qualunque virus forse sarebbe meglio che cambi mestiere, eventualmente le protezioni, serie non ste mascherine farsa, esistono ed un medico dovrebbe saperle usare. E consideriamo anche che di virus ne esistono a centinaia di migliaia, forse milioni. Di tipi intendo.
Qualche tempo fa ho letto che dei ricercatori hanno trovato che il numero di tipi di virus che coabitano nel corpo di tutti noi, specialmente nell’intestino (il viroma che fa coppia poi col microbiota composto da batteri) sono poco meno di 150000 (centocinquantamila) e di cui la metà nemmeno ha un nome (non si conoscono).
Poi non parliamo di batteri e parassiti vari.
Eh si, ci sono anche quelli pericolosi ma inattivi, o tenuti a bada.
C’è molto che la medicina non vuole capire.

CARLO
CARLO
29 Marzo 2021 17:20

Rinnegamento del giuramento di Ippocrate. Raggiungere uno status economico-sociale che consente di vivere di agi e comodità. Totò si sarebbe chiesto: “siamo uomini o caporali?”

Seneca22
Seneca22
30 Marzo 2021 2:03

Fine Marzo 2020. Una persona che conosco mi chiama. Febbre alta, non respira, sta male. Sta per chiamare l’ambulanza. Le dico aspetta, non comprare il biglietto ambulanza-intubatio-camion, manda tuo figlio in farmacia e compra l’artiglio del diavolo, te lo danno senza ricetta e io sono guarito da una periartrite pesante. Segue il mio consiglio, in due giorni e mezzo è guarita perfettamente. Naturalmente questo è un caso e non significa che la cura al Covid sia l’artiglio, ma nel caso di quella persona ha funzionato. Hoc habeo quodcumque dedi.