FONTE: ZEROHEDGE.COM
Un articolo rilanciato da Zero Hedge ci apre una finestra sull’orrore in cui la Libia è stata gettata dal cosiddetto intervento “umanitario” dei paesi NATO e dalla primavera araba. Nel paese nordafricano, privo di un controllo politico, si fa apertamente compravendita di esseri umani come schiavi, li si detiene per ottenere il riscatto e se non sono utili alla fine li si uccide. Il disordine e le atrocità che seguono la cacciata del dittatore – per quanto odioso possa essere – dovrebbero essere tenuti ben presenti oggi che il cerchio si sta stringendo intorno alla Siria.
“Gli ultimi report sul ‘mercato degli schiavi’ a cui sono sottoposti i migranti si possono aggiungere alla lunga lista di atrocità [che avvengono il Libia]” ha detto Mohammed Abdiker, capo delle operazioni di emergenza dell’International Office of Migration, un’organizzazione intergovernativa che promuove “migrazioni ordinate e più umane a beneficio di tutti“, secondo il suo stesso sito web. “La situazione è tragica. Più l’IOM si impegna in Libia, più ci rendiamo conto come questo paese sia una valle di lacrime per troppi migranti.”Il paese nordafricano viene usato spesso come punto di uscita per i rifugiati che arrivano da altre parti del continente. Ma da quando Gheddafi è stato rovesciato nel 2011 “il paese, che è ampio e poco densamente popolato, è piombato nel caos della violenza, e i migranti, che hanno poco denaro e di solito sono privi di documenti, sono particolarmente vulnerabili”, ha spiegato il Guardian. Un sopravvissuto del Senegal ha raccontato che stava attraversando la Libia, proveniendo dal Niger, assieme ad un gruppo di altri migranti che cercavano di scappare dai loro paesi di origine. Avevano pagato un trafficante perché li trasportasse in autobus fino alla costa, dove avrebbero corso il rischio di imbarcarsi per l’Europa. Ma anziché portarli sulla costa il trafficante li ha condotti in un’area polverosa presso la cittadina libica di Sabha. Secondo quanto riportato da Livia Manente, la funzionaria dell’IOM che intervista i sopravvissuti, “il loro autista gli ha detto all’improvviso che gli intermediari non gli avevano passato i pagamenti dovuti e ha messo i passeggeri in vendita”. La Manente ha anche dichiarato:
“Molti altri migranti hanno confermato questa storia, descrivendo indipendentemente [l’uno dall’altro] i vari mercati degli schiavi e le diverse prigioni private che si trovano in tutta la Libia”, aggiungendo che la OIM-Italia ha confermato di aver raccolto simili testimonianze anche dai migranti nell’Italia del sud.Il sopravvissuto senegalese ha detto di essere stato portato in una prigione improvvisata che, come nota il Guardian, è cosa comune in Libia.
“I detenuti all’interno sono costretti a lavorare senza paga, o in cambio di magre razioni di cibo, e i loro carcerieri telefonano regolarmente alle famiglie a casa chiedendo un riscatto. Il suo carceriere chiese 300.000 franchi CFA (circa 450 euro), poi lo vendette a un’altra prigione più grossa dove la richiesta di riscatto raddoppiò senza spiegazioni”.Quando i migranti sono detenuti troppo a lungo senza che il riscatto venga pagato, vengono portati via e uccisi. “Alcuni deperiscono per la scarsità delle razioni e le condizioni igieniche miserabili, muoiono di fame o di malattie, ma il loro numero complessivo non diminuisce mai”, riporta il Guardian.
“Se il numero di migranti scende perché qualcuno muore o viene riscattato, i rapitori vanno al mercato e ne comprano degli altri”, ha detto Manente.Giuseppe Loprete, capo della missione IOM del Niger, ha confermato questi inquietanti resoconti. “È assolutamente chiaro che loro si vedono trattati come schiavi”, ha detto. Loprete ha gestito il rimpatrio di 1500 migranti nei soli primi tre mesi dell’anno, e teme che molte altre storie e incidenti del genere emergeranno man mano che altri migranti torneranno dalla Libia.
“Le condizioni stanno peggiorando in Libia, penso che ci possiamo aspettare molti altri casi nei mesi a venire”, ha aggiunto.Ora, mentre il governo degli Stati Uniti sta insistendo nell’idea che un cambio di regime in Siria sia la soluzione giusta per risolvere le molte crisi di quel paese, è sempre più evidente che la cacciata dei dittatori — per quanto detestabili possano essere — non è una soluzione efficace. Rovesciare Saddam Hussein non ha portato solo alla morte di molti civili e alla radicalizzazione della società, ma anche all’ascesa dell’ISIS. Mentre la Libia, che un tempo era un modello di stabilità nella regione, continua a precipitare nel baratro in cui l’ha gettata “l’intervento umanitario” dell’Occidente – e gli esseri umani vengono trascinati nel nuovo mercato della schiavitù, e gli stupri e i rapimenti affliggono la popolazione – è sempre più ovvio che altre guerre non faranno altro che provocare ulteriori inimmaginabili sofferenze. Fonte: http://vocidallestero.it Link: http://vocidallestero.it/2017/04/17/nellultimo-paese-che-lamerica-ha-liberato-da-un-malvagio-dittatore-oggi-si-commerciano-apertamente-gli-schiavi/ 16.04.2017
Alessandro Farolfi 19 aprile 2017
Bisogna capire che tra la Libia di Gheddafi del 2011e la Siria di oggi(ma anche qui i disordini sono cominciati guarda caso sempre nel 2011)con presidente ancora Bashar Al Assad c'è un abisso,perchè mentre la Libia NON era protetta più da nessuna superpotenza,causa il voltafaccia di Gheddafi che era transitato all'inizio degli anni '90 dall'essere alleato dell'allora URSS a diventare diciamo un cliente"vicino"all'occidente(leggi USA/UE)con la"speranza"di rimanere tollerato indefinitamente da Washington e le altre capitali occidentali,ma aveva fatto male i suoi conti x il fatto che le potenze occidentali NON tollerano assolutamente che qualcuno si smarchi da essere o una colonia o un cliente/vassallo fedelissimo,ma viste le azioni contrastanti di Gheddafi negli ultimi anni,era ovvio anche ad un cieco che le potenze occidentali,lo avrebbero rovesciato non appena lui avesse fatto il passo più lungo della gamba.
Viceversa x la Siria,la quale aveva quando era presidente Assad padre,stipulò nel 1971 un trattato ventennale di mutua alleanza economica/politica e soprattutto militare,trattato poi rinnovato alla fine del 1991 poco prima che si sciogliesse l'URSS,x altri 20 anni,però anche Bashar ristipulò lo stesso trattato con la"nuova"federazione Russa non appena diventò presidente nel 2000 ovviamente x altri 20 anni,quindi Assad oltre ad essere alleato strettamente della Russia di Putin,è anche il miglior"amico"dell'Iran ma soprattutto anche della Libanese Hezbollah,entrambi Sciiti,mentre la Siria è diventata anche uno dei migliori partners commerciali della repubblica popolare Cinese,quindi ha dalla sua parte un buon numero di alleati e che alleati!
un saluto
Alexafro