I vaccini Covid non proteggono dall’infezione, inutile e ingiusto concedere privilegi ai vaccinati

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Di Will Jones
lockdownsceptics.org

Creare una società a due livelli, in cui le libertà e le opportunità dipendono dal fatto di aver ricevuto o meno un nuovo vaccino (non completamente testato o autorizzato) e dover rivelare questo fatto agli estranei, non è mai stato un approccio valido dal punto di vista delle libertà civili. Ma man mano che cresce l’evidenza che i vaccini non prevengono l’infezione o la trasmissione, va a rotoli anche la presunta necessità medica alla base questo nuovo apartheid sanitario.

I vaccini Covid, in teoria, sarebbero dovuti servire a proteggere i vulnerabili dalla forma grave della malattia e dalla morte, dopo di che la vita sarebbe potuta tornare alla normalità. Ad un certo punto, però, è emersa una nuova idea: che tutti (compresi i bambini) dovessero essere vaccinati, non per proteggere loro stessi (il loro rischio è basso) ma per fornire un’ulteriore protezione ai vulnerabili. Allo stesso modo, si è arrivati all’idea che i completamente vaccinati, proprio perchè non più in condizione di trasmettere il virus, dovrebbero avere delle libertà che i non vaccinati non hanno.

Sta diventando sempre più chiaro che questa idea è inappropriata e che i vaccini non prevengono significativamente l’infezione o la trasmissione, in particolare [quella] derivante dalle nuove varianti. Ieri [05 luglio 2021], Lockdown Sceptics ha riportato i nuovi dati provenienti da Israele, i quali mostrano che, nell’attuale ondata di Covid, l’efficacia del vaccino Pfizer nei confronti dell’infezione è scesa al 64% rispetto al 94% del mese precedente. (L’efficacia contro le malattie gravi conseguenti all’infezione si è attestata al 93%). Public Health England ha già riferito che l’efficacia del vaccino AstraZeneca è scesa al 60% contro la variante Delta. Anche queste nuove, e più basse, cifre potrebbero comunque essere sopravvalutate, dato che Israele riferisce che il 55% dei nuovi casi sono in persone completamente vaccinate e, dato che il 60% del Paese è completamente vaccinato, questo suggerisce che i vaccini stanno facendo ben poco per prevenire l’infezione (una stima dell’efficacia del vaccino, su queste cifre grezze, darebbe solo il 18,5%).

Ci sono state anche grandi epidemie in Paesi intensamente vaccinati, come Bahrain, Seychelles, Maldive e Cile.

Per rimarcare il concetto, Swiss Doctor ha evidenziato un caso in cui “un Israeliano vaccinato aveva contratto la variante indiana a Londra, aveva infettato un’altra persona vaccinata in Israele, che, a sua volta, aveva infettato un’altra persona vaccinata, che aveva infine infettato circa 80 studenti ad una festa di liceo”.

Per alcuni, l’idea che i vaccini non impediscano l’infezione o la trasmissione non è una sorpresa. Come ha scritto Peter Doshi sul BMJ in ottobre, i trial non erano stati progettati per stabilire una cosa del genere. Inoltre, i vaccini non producono anticorpi IgA mucosali [n.d.T. immunoglobuline], che hanno dimostrato di avere un ruolo cruciale nel combattere le prime fasi dell’infezione.

È ora che i governi abbandonino l’idea che la vaccinazione sia in grado di fornire una protezione significativa contro l’infezione o la trasmissione, e quindi anche qualsiasi idea di vaccinare le persone per proteggere gli altri, o di conferire privilegi ai vaccinati, anche per i viaggi internazionali, come se non diffondessero più il virus.

I governi dovrebbero chiarire che la vaccinazione è puramente per protezione personale, e quindi anche una scelta personale, che comporta un rischio personale. Non c’è nessun obbligo sociale a vaccinarsi per proteggere gli altri, nessun beneficio nel vaccinare i bambini, e nessun motivo per limitare le libertà e le opportunità dei non vaccinati o imporre loro sacrifici extra come la quarantena.

Alcuni sosterranno che questo “fallimento” dei vaccini significa che abbiamo bisogno di continuare ad imporre comunque restrizioni, forse a tempo indeterminato. In effetti, la cosa più allarmante è che il SAGE [n.d.T. Scientific Advisory Group for Emergencies] sembra crederci. Nei verbali di aprile, pubblicati questa settimana, i consulenti scientifici dichiarano: “Saranno necessarie misure di riferimento continuativo e un prolungato cambiamento comportamentale a lungo termine per controllare una recrudescenza delle infezioni”.

Il governo ha già ammesso che i lockdown locali (o livelli) possono dare origine a nuove varianti che eludono i vaccini e di aver mantenuto i poteri di emergenza proprio per questo motivo.

Ma questa è la conclusione sbagliata. Quella corretta è che vaccinando i vulnerabili abbiamo fatto il possibile per proteggerli. Infatti, imponendo restrizioni a tutta la società per oltre un anno, siamo andati al di là di ciò che è ragionevole imporre alla gente, nella speranza di fornire una qualche protezione aggiuntiva ad alcune persone. Ora che sono state vaccinate dobbiamo tornare alla normalità e porre fine allo stato di emergenza, porre fine a tutte le restrizioni sia di legge che di orientamento, a tutte le restrizioni sui viaggi internazionali, e cessare tutte le minacce di imporre nuovamente restrizioni a livello nazionale o locale. Ora che è chiaro che i vaccini non prevengono significativamente l’infezione o la trasmissione dobbiamo porre fine a tutte le ipotesi di privilegi speciali per i vaccinati e all’obbligo di essere vaccinati per proteggere gli altri.

I vaccini sono imperfetti, ma dobbiamo renderci conto che abbiamo raggiunto il limite di ciò che poteve essere ragionevolmente fatto per proteggere le persone – anche se dovremmo certamente mettere più impegno nel trovare e approvare opzioni di trattamento efficaci, specialmente farmaci economici e riproposti, come l’ivermectina e la fluvoxamina, proprio come avremmo dovuto fare fin dall’inizio. Possiamo sviluppare iniezioni di richiamo per nuove varianti ma, come i vaccini antinfluenzali, queste avranno probabilmente un’efficacia limitata e non è ragionevole continuare ad imporre restrizioni, mentre aspettiamo che arrivino [queste nuove iniezioni di richiamo].

È tempo di accettare che abbiamo fatto tutto ciò che è ragionevolmente possibile, e anche di più, per proteggere i vulnerabili e tornare a vivere nuovamente come un popolo libero.

Will Jones
Fonte: https://lockdownsceptics.org/
Link: https://lockdownsceptics.org/2021/07/06/as-evidence-grows-that-vaccines-do-not-protect-against-infection-the-case-for-granting-privileges-to-the-vaccinated-collapses/
06.07.2021

Scelto e tradotto da NICKAL88 per comedonchisciotte.org

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