
DI MIGUEL MARTINEZ
kelebek.splinder.com
Siccome siamo troppo vecchi per rischiare la bocciatura, ci permettiamo una discreta libertà, sostenendo ogni volta qualche variante di un concetto molto semplice.
Esistono innumerevoli "Giornate della Memoria": lo sono anche le feste dei santi cristiani, ad esempio, o il 4 novembre.
Simili Giornate non hanno nulla a che vedere con le persone che commemorano. Separare attentamente i morti dei campi nazisti, o della prima guerra mondiale, o delle persecuzioni romane, dalle loro relative Giornate.
Le Giornate non parlano affatto della memoria, cioè dei ricordi miei o tuoi, e nemmeno di quelli dei miei o dei tuoi nonni, ma di ciò che un sistema di dominio ha deciso di ricordare o meglio ricostruire per motivi suoi.
Il dominio decide di ricordare i morti, perché la morte è inviolabile, irrevocabile e al di sopra della critica. I morti risorgono ogni anno, puntualmente, per trasmettere questa loro santità e fissità al dominio.
L'anno scorso, ci siamo fatti aiutare da Giancarlo Elia Valori per avere un'idea dell'uso politico del Giorno della Memoria.
Quest'anno, abbiamo fatto ricorso al grandissimo poeta israeliano, Yehuda Amichai, che mi auguro molti lettori conoscano.
So per mestiere quanto si perde nelle traduzioni, per cui mi limito a riportare la versione inglese, che immagino sia già povera rispetto all'originale.
And I do now what every memory dog does:
I howl quietly
And piss a turf of remembrance around me,
No one may enter it.
Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com
Link: http://kelebek.splinder.com/post/22130754/Memory+dog
27.01.2010
cesare52 31 gennaio 2010
@Simulacres. Ecco una altra anguilla. Ma per quanto si divincoli il disprezzo della stragrande parte dell'umanità sulle tesi che propugnate è un dato di fatto Chissà se se le è lette lei le frasi che aprono questo sito e che c'entra un neo nazista con la tolleranza, proprio lei parla che rimpiange il Terzp Reich?. E si ricordi che tutto quello che dice, anzi che traduce in italiano è costato anni di galera a quelli che lei traduce. Ma soprattutto la ripulsa della stagrande maggioranza della gente. Non si illuda. E singolare che chi considera pecore e bigotti quelli che se comandasse lui metterebbe in un lager poi piagniucoli sulle leggi liberticide delle pecore e bigotti che gli consentono di propugnare ideologie sulla razza ariana e che invoca proprio queste leggi per prepararsi a rifare i lager. Per fortuna la storia una volta è tragedia l'altra è farsa e dopo i dinosauri vengono gli iguana. Solo una parola: mai più il terzo reich, lasciamolo dove sta: nelle fogne della storia. Quello è il suo posto