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Marianna Madia vuole salvare i Boschi!

DI CARLO  BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Fra le tante nequizie e disperazioni che suscita la nostra amata classe politica, come ogni anno, non mancano gli incendi estivi: stavolta è toccato al Vesuvio, che ha sfoderato un bel pennacchio e copiose nuvolaglie, forse per celare il disgusto che ci circonda. Nonostante gli sforzi dei giornalai e dei tanti parolai di regime, la realtà è amara: dei 38 elicotteri dell’ex Corpo Forestale, soltanto 6 sono in grado di volare. Chi per guai veri, chi per guai burocratici, chi perché ha cambiato arma e destinazione d’uso…non stiamo a sottilizzare. La colpa è tutta sulle fragili spalle del Ministro Madia, colpevole di una riforma della P.A insulsa e senza senso, utile solo a salvare i Boschi, del Veneto e dell’Etruria in primis, sia chiaro.

Fatto è che, nel lungo Stivale e le sue infinite coste, solo 6 elicotteri dell’ex Corpo Forestale (i più esperti, insieme ai Vigili del Fuoco) sono riusciti a levarsi in volo. Per giunta sono in gran parte elicotteri piccoli, che portano un migliaio di litri d’acqua.

Due anni fa filmai un incendio boschivo nei pressi di Spotorno (SV), ed ebbi tutto il tempo di sistemare bene la videocamera: ci misero tre giorni a spegnerlo. Un Canadair sganciava acqua come poteva, sollecitato dalle forti correnti ascensionali che gl’impedivano di collimare bene sul bersaglio, consci anche che gli incendi, in Liguria, sono devastanti: della flotta primigenia di Canadair, ben due si schiantarono nei pressi di Savona, con la morte dei 4 piloti. Mestiere ingrato sganciare acqua sul fuoco: forse, è meno pericoloso sganciare bombe in giro per il mondo.

A far da Sancho Panza al solitario aquilone giallo, un AB-212 con il “secchio” che riempiva in mare: poche centinaia di litri, su un fronte di chilometri di fiamme. Punzecchiature di spillo. Per fortuna, dopo tre giorni, venne un po’ d’acqua dal cielo: Giove Pluvio s’impietosì degli umani e delle loro fatiche di Sisifo.

Come se non bastasse la nostra imperizia ed insipienza nel volerci intestardire a “sganciare” dell’acqua sul fuoco, la politica italiana ha fatto veramente bingo nell’assegnare il Corpo Forestale sotto il comando dei Carabinieri: non c’è nessuno, come i Carabinieri che – storicamente, ma soprattutto negli ultimi decenni – siano lontani da boschi e foreste, montagne e colline. Molte caserme di campagna sono state chiuse, ed i militi fanno solo più comparse sporadiche, due giretti in macchina, una la mattina e l’altro il pomeriggio. Figuriamoci che fine hanno fatto gli uomini della Forestale.

Eppure non mancano i progetti di grandi dirigibili in funzione antincendio, in grado di posizionarsi in alto e, grazie al GPS collegato con l’anemometro, far scendere una pioggia di ore sul fronte dell’incendio. 160 tonnellate d’acqua (progetto Cargolifter) contro la decina dei Canadair, e le poche “secchiate” degli elicotteri. Perché?

Poiché tutti quei progetti sono stati boicottati dalle banche, non perché non potessero diventare remunerativi – antincendio, spostamento di carichi pesanti, aerosoccorso, sorveglianza radar, installazione e manutenzione di strutture isolate (rifugi alpini, aerogeneratori, isole), ecc – ma soltanto perché l’industria aeronautica, grazie al potere del lobbismo ha saputo fermare, ancora una volta, il pericoloso rivale.

Sempre in prima pagina le foto del disastro dell’Hindenburg: pochi lo sanno che oggi i dirigibili sono riempiti con inerte Elio, ed hanno sistemi di casse interne come i sommergibili, per variare la spinta senza sprecare il gas. Basta poco: una leggenda metropolitana, tanta ignoranza, ed “olio” per oliare chi ha il potere. Il quale, nella maggior parte dei casi, non ha nemmeno idea di cosa sia un dirigibile ed a cosa possa servire.

Ora, non si tratta di “sparare sul pianista” come al solito, ma la Riforma Madia – pur portando il cognome della grande “protetta” di Walter Veltroni – ci sembra eterodiretta, perché dalle parti di via Nazionale e da quelle del Ministero dell’Economia, si chiedeva una sola cosa: risparmi.

Tutti dobbiamo risparmiare, anche i Carabinieri ed i Forestali, perché la vicenda delle banche fasulle richiede montagne di denaro, denaro vero, non la fuffa che hanno spacciato per molti anni.

Questo sistema è ottimo solo per tosarci ancora una volta: saggezza vorrebbe che il sistema bancario fosse responsabile in toto dei guai che combina – come al tempo del Banco Ambrosiano, quando tutto fu sistemato all’interno del sistema bancario – perché se c’è qualche deficiente che medita d’arricchirsi sulle spalle dei correntisti, se a pagare sono le altre banche, saranno le banche stesse a metterlo sul chi vive. Se a pagare è la fiscalità generale, è un invito a nozze: ruba tu che rubo anch’io, tanto, poi…

Come si può notare, anche dei fenomeni che sembrano assai distanti hanno origini comuni: brucia tutto perché non si costruiscono mezzi adatti, perché quelli esistenti sono obsoleti e di scarso numero, poiché le “riforme” impongono di “risparmiare”, poiché – infine – ci sono voragini innominabili da colmare. Perché qualcuno, prima, s’è riempito le tasche.

Ci vuole, però, un capro espiatorio: oh com’è gratificante assicurare alla giustizia il colpevole! Dagli al piromane! Dagli al nuovo untore!

Non nego che possa esistere qualche pazzoide del genere, e che qualcuno abbia da nascondere qualche abuso edilizio dando fuoco a tutto, però… sapeste com’è facile che tutto prenda fuoco in condizioni di calore come le attuali! Sapendo già che l’incendio, per legge, bloccherà ogni tentativo di cementificazione.

Nel 1976 bruciò la cascina dove abitavo: barre di ferro e bottiglioni di vetro, immagazzinati nel fienile, innescarono del fieno, forse troppo fresco, che era appena stato ammassato.

Ferro nei boschi? Ci ho trovato anche delle lavatrici! Un mio collega, appassionato storico, riuscì a scovare anche il relitto di un B-17 dell’ultima guerra. Vetro? Centinaia di bottiglie di birra: sono più pericolose delle pietre aguzze e delle vipere.

Lo strame che s’accumula nel bosco, anno dopo anno, con un po’ di rugiada notturna fermenta e produce gas infiammabile, in pratica metano. Basta nulla, una bottiglia che faccia da lente, un pezzo di ferro rugginoso che si scalda al sole…chilometri quadrati di bosco, e nessun sistema antincendio di prevenzione… non si può sostenere che non si è in grado di spegnere gli incendi: è colpa dei piromani!

Io, al posto dei giornalai di regime, i “piromani” li andrei a scovare dalla parti di via Nazionale…

 

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2017/07/marianna-madia-vuole-salvare-i-boschi.html

16.07.2017

Pubblicato da Davide

  • Invisible man

    Secondo me questa dei piromani è un’invenzione. Gli incendi spontanei sono normalità.

  • Holodoc

    La tesi di Bertani è interessante, in effetti è un vizio dei mostri amministratori incolpare i cittadini di ogni carenza: le strade sono sporche? Colpa dei cittadini maleducati non della mancanza di netturbini!

    Riguardo ai dirigibili però ho dei grossi dubbi.
    L’elio non è una risorsa così disponibile e costa quasi 10 dollari al litro, chissà quanto ce ne vorrebbe per sollevare 160t di carico utile.
    E soprattutto l’azienda da lui citata è stata solo capace di costruire un enorme hangar nella ex DDR, ma neanche un prototipo funzionante di aerostato, nemmeno a scala ridotta. Quindi non sappiamo se il loro progetto fosse o no funzionante.

    • CarloBertani

      Se hai letto bene, i progetti furono creati, ma poi le banche (sotto pressione dell’industria areonautica) fermarono gli investimenti. Gli USA sono dovuti ricorrere a finanziamenti federali per costruirne uno. E’ la solita storia, si costruisce quel che rende denaro a breve termine, non ciò che risolve il problema. Il guadagno della collettività, in termini di servizi, non conta più. 160 t? Equivalgono a 160.000 litri di Elio, costo, 1,6 milioni di euro. Ciao

      • Vamos a la Muerte

        “Noi abbiamo un prodottino che può Rimediare al tuo problema.
        NO, NON LO RISOLVE, ah ah! Non serve al Sistema.
        La Soluzione dei Problemi blocca il Sistema.
        Ah Ah Ah!
        Quello che ci serve è rimediare al tuo problema solo temporaneamente così poi il problema si ripresenta e noi possiamo venderti un nuovo rimedio.
        È L’ECONOMIA, BELLEZZA!”
        (Cit. Natalino Balasso)
        Ha proprio ragione: “si costruisce ciò che rende denaro a breve termine, non ciò che risolve il problema”.
        Grazie per l’articolo, chiaro, esaustivo e senza fronzoli.

  • Ronte

    Mandiamo in avanscoperta i Droni e poi facciamo intervenire gli F35 per combattere gli indiani pellerossa…

  • Mario Poillucci

    Proprio per questo motivo, stimatissimo sig. Bertani, ho provveduto a denunciare la insipiente, dannosa, inadeguata, servile e disastrosa madia alla procura della repubblica di Roma per svariate ipotesi di reato. Se nicchieranno, traccheggeranno, cincischieranno, provvederò a denunciare anche loro per denegata giustizia! E’ ora e passata di finirla, perdio, con politici servi, schiavi, complici, disgustosi mezi al servizio della stramaledette lobby e banche d’ogni genere e risma disfacitori di decenza, giustizia, legalità! Italioti, prendiamo le armi e ripuliamo il paese da queste malsane tenie prima che sia troppo tardi!! Oppure i vs primari interessi consistono in droghe, alcool, calcio, gossip, mazzette e bustarelle, giochi a premio televisivi e slot???? Sveglia smidollati!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • permaflex64

      Certo che tra gli interessi la gnocca la potevi anche mettere

    • Gino2

      ci puoi rendere noti i reati che ipotizzi?

  • Gino2

    (…)ma la Riforma Madia(…) ci sembra eterodiretta.
    Ma no…io non credo. È proprio lei che sceglie e decide.

  • Zerco

    Quello che vuole Marianna Madia veramente è salvare LA Boschi.

  • Annibale Mantovan

    Boh…sembra un articolo pieno di fantasie. Un dirigibile da 160 ton di carico….i carabinieri …le banche…Dov’ è il costrutto?

    • CarloBertani

      Semplicemente, non ha compreso i nessi logici: Risparmi> Inefficienza. Risparmi> soldi per il sistema bancario. E’ più chiaro così?

  • MarioG

    Quindi e’ tutta un’invenzione il fatto che la maggioranza degli incendi e’ dolosa? Anche quando partono da piu’ focolai differenti?

    • CarloBertani

      Non c’è ragione di appiccare incendi: c’è una legge che proibisce la lottizzazione delle aree combuste per molti anni. Molto semplicemente, quando si raggiunge l’effetto soglia – calore, biomassa in fermentazione – l’incendio può scoppiare anche in dieci punti diversi, perché i boschi sono sporchissimi e zeppi di “esche” per il fuoco. Poi, ci potrà essere anche qualche deficiente o deficiente prezzolato (per cosa?), ma la solfa del piromane è quella che assolve tutti dalle loro responsabilità

      • dom

        non sono d’accordo, ma solo tecnicamente, oggi a castel fusano era doloso, appiccato a poca distanza temporale in almeno tre punti diversi e in linea partendo da nord con vento che toh!, soffiava da nord! per estendere il fronte su 3 km e rallentare spegnimento aereo, che peraltro era già in ritardo di suo, cominciato dopo 1 ora e mezza, incredibile!

      • Gino2

        Fonti dirette di pompieri esperti in servizio mi comunicano che generalmente questo tipo “massiccio” di incendi sono di origine dolosa. Le cause di innesco naturali sono rarità.

  • Nathan

    In questo articolo c’è da pensare ma : troppa fiducia nelle menti che ci governano sono molto più semplici e stupidi di quello scritto,
    Poi credo che se i dirigibili siano boicottati le ricordo che stessa sorte inizialmente tocco ai droni poi sappiamo tutti come è finita,
    Infine concordo con il velato pressappochismo che lei addossa ai nostri dirigenti e alla mancanza di visione futura.

    • CarloBertani

      I droni sganciano missili, i dirigibili no, perché è uno scherzo per qualsiasi arma – aria aria ed aria terra – distruggerli.

  • clausneghe

    L’onesto maestro Bertani capita a fagiuolo sul “pezzo” come si suol dire…
    Infatti in queste ore a Roma brucia la pineta di Castelfusano, a Napoli brucia dopo il Vesuvio anche la collina di Posilippo e in Toscana a Pistoia un pompiere si è sentito male dopo una lotta di 20 ore contro il fuoco. Pure a Salerno si vedono fuochi e fiamme.
    Insomma l’Italia del verde-grigio secco brucia. Sembra un attacco concentrico.
    L’incuria e l’incompetenza dei governanti è la causa n° 1 e siamo d’accordo, professore, ma- aggiungo io una considerazione del tutto campata in aria- sa, sono “gombloddista”..
    Non potrebbe essere una forma di attacco bellico coordinato da certe forze?
    Pensandoci bene, dei commando di poche decine di piromani istruiti alla bisogna e sparpagliati sulla penisola in questo momento di siccità favorevole potrebbero infliggere più danni dei soliti attentati con esplosivi ai quali ahimè siamo ormai assuefatti.
    Per farla breve:Il Califfo ordina e Roma brucia, in questa guerra a-simmetrica e senza limiti nella quale siamo immersi nostro malgrado e a nostra insaputa,aggiungo.
    Chi sia poi il Califfo non è chiaro, ma c’è sempre un Califfo, dietro ai fatti.

  • enricodiba
  • Cair

    PESSIMO ARTICOLO.
    Sarà introdotto nelle scuole di giornalismo come esempio negativo da non seguire.
    Vengono inserite argomentazioni prive di alcun riferimento e fondate solo sulle convizioni di Bertani.
    Da dove tira fuori il complotto delle industriale e bancario contro i dirigibili antincendio?
    Ridicolo poi come riduce le distorsioni organizzative dell’assorbimento della forestale con le mancate passegiate dei carabinieri dei boschi.
    PESSIMO PESSIMO PESSIMO

    • natascia

      Manca il punto esclamativo con la penna rossa.

      • Cair

        E’ vero, ci voleva anche la penna rossa!
        Non è la prima volta che Bertani pone fatti e circostanze senza alcun riferimento (in questo caso il complotto contro i dirigibili) oppure pone elementi insignificati (presunta scarsa propensione dei Carabinieri a girare nei boschi) per spiegare un fatto.
        Esempi su come non si deve scrivere un articolo.

    • Truman

      Magari venisse imposto nelle scuole di giornalismo, anche marchiandolo come “pessimo” (il suo aggettivo preferito, a quel che vedo). I giornalisti potrebbero imparare che ci sono motivi dietro all’Italia che brucia, e non sono gli untori. Poi quelli più astuti potrebbero praticare una forma di nicodemismo, dicendo ad esempio: “Che pessimo giornalista questo Bertani, che vorrebbe attribuire gli incendi alla Madia, che sarebbe riuscita ad immobilizzare tutti gli elicotteri della forestale. Voi errate, signor Bertani; ciaschedun sa che li responsabili de li incendi sono li piromani”.

      • Cair

        Assolutamente no.
        Certamente non voglio assolvere gli inutili e dannosi politici citati.
        Ho voluto denunciare il METODO utilizzato da Bertani nel costruire le sue argomentazioni.
        E’ un modo di fare che ricorre spesso nei suoi articoli.
        Evoca una sua idea e si rimescola una sua spiegazione senza alcun riferimento. Questi sono i suoi articoli. Analizzateli.
        Ripeto: PESSIMO:

        • CarloBertani

          Vedi, cair, non sempre si possono fornire fonti con precisione, altrimenti si trasforma un articolo in un saggio. Eppure, la vicenda dei dirigibili 2.0, tanto per distinguerli dagli antenati, è lunga e complessa. Ma, capirai, non ho anche il tempo di fornirti tutte le prove: non posso, ogni volta, ricominciare da capo. E poi, scusami, sarei “colluso” con l’industria dei dirigibili che non esiste? Magari qualche sospetto viene. Ciao