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Alcuni deputati della Lega Nord sventolano la bandiera della Catalogna, dopo essersi presentati nell'Aula della Camera indossando sotto la giacca una maglietta con la bandiera della Catalogna, Roma, 11 settembre 2013. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Referendum lombardo-veneto sull’autonomia: i poteri del 1992-1993 tornano all’attacco

DI FEDERICO DEZZANI

federicodezzani.altervista.org

Si respira una pessima aria in Spagna, dove la determinazione di Madrid di impedire il referendum sull’indipendenza della Catalogna si contrappone alla volontà dei secessionisti di svolgere comunque la consultazione. Benché Bruxelles sostenga formalmente il governo centrale iberico, sono molte le pressioni perché l’Unione Europea si proponga come “intermediario” tra le due parti, legittimando così i secessionisti: lo smembramento della Spagna e dell’Europa meridionale coincide, infatti, con l’ultimo stadio dell’eurocrisi. Collegati al voto catalano, sono i due referendum per l’autonomia che si terranno il 22 ottobre in Lombardia e Veneto: gli stessi poteri che sferrarono l’assalto del 1992-1993, hanno oggi condotto l’Italia al default e mirano a smembrare il Paese.
Perché l’Italia deve osservare da vicino quanto accade in Spagna e prepararsi al peggio

Nell’autunno del 2017 è ufficialmente subentrata la penultima fase dell’eurocrisi: sovraccaricata l’Europa meridionale di tensioni economiche /sociali e portato il livello di indebitamento pubblico a livello critico grazie alla moneta unica, si fomentano le spinte secessionistiche in seno ai membri più deboli, in vista di un default più o meno ordinato e lo smembramento dei medesimi. Su questo piano, Spagna ed Italia si trovano appaiate: maggiori le spinte secessionistiche e minore il debito pubblico nella prima, situazione inversa nella seconda. È questa la ragione per cui noi italiani dobbiamo osservare attentamente quanto sta avvenendo in Spagna, capire le dinamiche, le forze coinvolte, gli interessi dei diversi attori: ne va, dopotutto, del futuro del nostro Paese.

Sul referendum secessionista e sul suo inquadramento in un contesto geopolitico, abbiamo scritto di recente: la consultazione per l’indipendenza della Catalogna si inserisce nel più ampio disegno di un superamento degli Stati nazionali, svuotati in alto da un’Europa federale e in basso dalle “macroregioni” e/o dai particolarismi etnico-linguistici.

Si tratta, ovviamente, di un processo che richiede molta delicatezza nella realizzazione, in quanto la posta in gioco è l’integrità territoriale degli Stati membri dell’Unione Europea stessa: la condotta adottata è quindi quella di sdoganare, passo dopo passo, giorno dopo giorno, la secessione di alcune aree, evitando chiare prese di posizioni e pericolosi sbilanciamenti. La Corte Costituzionale iberica vieta lo svolgimento del referendum iberico? Non tutte le Costituzioni hanno lo stesso peso, a leggere i giornali. Il governo centrale chiede il rispetto della legge? Il referendum è sempre un esercizio di democrazia e poi, non è neppure vincolante! Madrid difende legittimamente l’inviolabilità dei suoi confini? La Catalogna non è mai stata davvero Spagna, a essere precisi. Un abile trucco, già utilizzato in Libia per sugellare lo spaccamento del Paese in due entità, è quello che la comunità internazionale offra la propria “intermediazione” nel braccio di ferro, sancendo così l’esistenza di due legittimi contendenti, quando la fazione secessionista è, in realtà, illegale.

Scrive a proposito l’Istituto Affari Internazionali, fondato nel 1965 da Altiero Spinelli e pienamente ascrivibile all’establishment euro-atlantico1:

Nella crisi politica spagnola, l’Unione europea è un attore che può e deve quindi giocare un ruolo importante. Da un lato, essendosi fatta garante dei localismi e del rispetto delle diverse culture e religioni, in un melting pot che da sempre la caratterizza, l’Ue si trova ora chiamata in causa per difendere i diritti dei catalani, che fanno leva sul concetto di cosmopolitismo europeo per rilanciare la legittimità della propria richiesta di indipendenza. Dall’altro, non è compito delle istituzioni europee di intervenire in Spagna.”

Bruxelles non deve rispettare tout court le scelte di Madrid, ma deve difendere i diritti dei catalani (disconosciuti dalla Corte Costituzionale iberica) ed il loro “cosmopolitismo europeo” (musica per le orecchie dello IAI). Non è certo un caso se il sindaco di Barcellona, Ada Colau, abbia proprio seguito il copione suddetto, chiedendo la mediazione dell’Unione Europea, perché Bruxelles “non può non reagire alle minacce ai diritti e alle libertà fondamentali che l’offensiva di Madrid provoca in Catalogna2”.

Chiarita la dinamica di fondo (il tentativo di Bruxelles e dell’establihsment liberal di smembrare gli Stati nazionali), è facile individuare chi sia contrario a questo disegno. Si oppone, ovviamente, il “populista” Donald Trump, messo sotto assedio in patria da quegli stessi poteri che fomentano la secessione della Catalogna: ricevuto il premier Rajoy alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha ribadito la necessità che “la Spagna rimanga unita, perché è un grande Paese”3. Dello stesso parere è la Russia di Vladimir Putin: gigantesco Stato multi-etnico e multi-religioso, già vittima di un tentativo di smembramento da parte dell’establishment liberal appena dopo il default del 1998 (si veda la guerra in Cecenia), la Federazione russa non ha alcun interesse ad alimentare le spinte centrifughe in un Paese storicamente amico come la Spagna (idem per l’Italia). Le accuse mosse da El Pais4 alla Russia di lavorare segretamente per la secessione di Barcellona, sono classica “disinformazione”, cui abboccano, in primis, i micro-nazionalismi à la Lega Nord. Non ha alcun interesse a smembrare la Spagna, infine, la Repubblica Popolare Cinese, che scruta con attenzione ogni mossa atlantica tesa a separarla da Tibet e Formosa. È probabile che anche Tel Aviv sia contraria alla secessione della Catalogna: forte sono i parallelismi con il rapporto Stato d’Israele/Palestina.

Elencati gli attori in scena e gli interessi divergenti, non rimane che augurarsi che il fronte “sovranista-nazionalista” abbia la meglio su quello “globalista-secessionista”: e che abbia la meglio ad ogni costo, compreso il (legittimo) ricorso alla forza da parte di Madrid. La situazione peggiora, infatti, giorno dopo giorno e non è escludibile che il governo centrale debba ricorrere al massiccio dispiegamento della Guardia Civil (la nostra Arma dei Carabinieri) di fronte alla ostinazione degli indipendentisti (supportati da Bruxelles & co.) di svolgere comunque il referendum: domenica 1 ottobre, si rischia quindi di assistere ad un’esplosione della tensione dove, constato il sostanziale ammutinamento della polizia locale catalana5, emergerà con chiarezza il ruolo della polizia militare come garante dell’unità nazionale (e ciò, continuando il parallelismo con l’Italia, spiega le manovre messe in campo ultimamente per indebolire l’Arma dei Carabinieri6).

L’interesse italiano è che, il primo ottobre, il governo iberico stronchi a qualsiasi costo le pulsioni separatiste ed ristabilisca un ordine duraturo: il prossimo Paese nella lista, come dicevamo, è infatti il nostro. Il referendum catalano avrebbe dovuto (e dovrebbe tuttora) fungere da apripista per due iniziative analoghe: i referendum sull’autonomia di Lombardia e Veneto del 22 ottobre. Qualcuno potrebbe obbiettare che si tratta di “autonomia” e non di “secessione”, ma conta soprattutto il messaggio politico che, con questa consultazione, la Lega Nord vuole lanciare al resto del Paese: la “macroregione del Nord” lavora per svincolarsi dal resto dell’Italia.

Sulla natura massonico-atlantista della Lega Nord scrivemmo in tempi non sospetti, quando analizzammo il tormentato biennio 1992-1993. Aggiungiamo soltanto che i promotori del referendum sono Roberto Maroni, leghista della prima ora, ex-ministro dell’Interno e storico uomo di fiducia degli Stati Uniti, e Luca Zaia, presidente di una regione dove è ben visibile la presenza NATO: l’iniziativa dei due non è certamente autonoma, ma va piuttosto ricondotta agli stessi ambienti che appoggiarono le manovre secessionistiche del 1992-1993 (c’è sempre il solito George Soros di mezzo, benché invecchiato). Sottoposto il Paese ad una micidiale cura di austerità, esasperate le tensioni sociali ed economiche, portato scientemente il debito pubblico a livelli record, l’Italia è oggi più fragile che mai. Un “sì” all’autonomia di Lombardia e Veneto, seguito da un governo vacante dopo le elezioni del 2018 ed un default controllato o caotico, sarebbe il prodromo della balcanizzazione del Paese: le regioni del Nord-Italia sarebbero staccate dal resto del Paese per annetterle al nocciolo franco-tedesco federale o, più probabilmente, alla “Grande Germania”.

“Sì all’Europa delle regioni”, “Alto Adige ai tedeschi”, “Non comprate i titoli di Stato italiano” gridava nel 1993 la coppia Umberto Bossi-Gianfranco Miglio7, mentre i Btp affondavano, la lira precipitava, le bombe dei servizi seminavano lo sconcerto ed i pescecani dell’alta finanza facevano a brandelli l’IRI. “Sì all’Europa delle regioni”, “Sì alla macroregione alpina”, “Sì alla permanenza nell’euro” grideranno probabilmente Roberto Maroni e Luca Zaia quando, in un futuro non troppo lontano, l’Italia sarà spinta al default. Si completerebbe così l’opera avviata dopo il crollo della Prima Repubblica: saccheggio delle imprese pubbliche, taglieggiamento dei risparmi residui, smembramento del Paese.

Si eliminerebbe così dalla carta geografica un Paese che, seppur soltanto durante la breve parentesi del periodo fascista, ha dimostrato grandi potenzialità geopolitiche, grazie alla sua doppia natura di Stato continentale e marittimo: protetto al Nord dalle Alpi, che lo incastonano allo stesso tempo nell’Europa Continentale, l’Italia domina naturalmente il Mar Mediterraneo grazie alla sua posizione. Una spina nel fianco per la massa terrestre e una base ideale per qualsiasi operazione nel Mediterraneo. La divisione dell’Italia riporterebbe la penisola al XIX secolo, dove gli austriaci (ora tedeschi) controllavano il Nord-Est, francesi ed inglesi si contendevano il controllo del Meridione e nessuna potenza significativa occupava il quadrante mediterraneo.

Che fare, quindi? Come evitare la balcanizzazione del Paese?

Come in Spagna, bisogna essere pronti a soffocare a qualsiasi costo le pulsioni secessionistiche, tenendo ben presente che i particolarismi locali (micro-nazionalismo veneto, lombardo, sardo e siciliano) sono semplici pedine dell’establishment euro-atlantico. Dall’altro lato bisogna traghettare l’Italia fuori dalla gabbia dell’eurozona, una gabbia che ha ormai portato l’Italia ad un passo del default e ha reso possibile il suo smembramento. Come nel caso iberico, amici e nemici del nostro Paese sono chiari. Russia, Cina e, forse, Trump, tra i primi. La UE/NATO, Soros ed i masso-secessionisti tra i secondi.

La partita, arrivati all’ottobre del 2017, si avvicina alla fine: è il tempo delle scelte.

 

Federico Dezzani

Fonte: http://federicodezzani.altervista.org

Link: http://federicodezzani.altervista.org/referendum-lombardo-veneto-sullautonomia-i-poteri-del-1992-1993-tornano-allattacco/

29.09.2017

 

1http://www.affarinternazionali.it/2017/09/catalogna-referendum-prova-europea/

2http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/stati/europa/2017/09/28/catalogna-sindaco-barcellona-chiede-mediazione-ue_927d93e9-802e-4e65-b358-8b00446f259a.html

3http://www.lastampa.it/2017/09/27/esteri/trump-si-schiera-con-rajoy-la-spagna-deve-restare-unita-ozxxXOky9cU6VvbZNRoQRK/premium.html

4https://politica.elpais.com/politica/2017/09/22/actualidad/1506101626_670033.html

5http://www.repubblica.it/esteri/2017/09/23/news/mossos_barcellona_referendum_catalogna_spagna-176295101/

6https://www.forzearmate.eu/2017/08/20/minniti-sfratta-i-carabinieri-nelle-grandi-citta-solo-la-polizia/

7https://www.forzearmate.eu/2017/08/20/minniti-sfratta-i-carabinieri-nelle-grandi-citta-solo-la-polizia/

Pubblicato da Davide

83 Commenti

  1. Chi ha costruito la UE?
    Proprio gli stati nazionali.
    A quali altri misteriosi “stati nazionali” che non sarebbero fedeli all’establishment euroatlantico si riferirebbe Dezzani?
    Lo “stato nazionale” italiano, l’unico che esista realmente, è Gentiloni che va a farsi prendere per il naso da Macron sulla questione del 51% di Stx. Non ce n’è un altro.

    Lo stesso per la Spagna.
    Chi è che ha voluto la Spagna in Europa? Chi è che attacca i diritti del lavoro per adeguarsi ai parametri imposti dalla UE?
    Lo stato centrale con capitale Madrid.

    Il discorso di Dezzani è sbagliato perché insiste a vedere il vecchio stato nazionale come unico baluardo politico e ideologico contro il dilagare del dominio delle oligarchie cosmopolite.

    Quello stato nazione senza un popolo che scenda in piazza è una mera astrazione, è un ricordo idealizzato del passato. I cittadini scendono in piazza per le loro appartenenze locali, non per quelle nazionali, bisogna orenderne atto.
    È il momento di elaborare altri ideali e altri punti di riferimento.
    Intanto, di concreto, c’è che la vicenda catalana potrebbe dimostrare che la partecipazione popolare di massa a un evento politico è in grado di sovvertire i rapporti di forza stabiliti istituzionalmente e se domani questo avvenisse sarebbe un evento di portata epocale che potrebbe spargere il contagio in tutta Europa.
    Non solo per le questioni indipendentiste ma per tutte le rivendicazioni “dal basso”.

    • concordo sul fatto che sia auspicabile ascoltare di piu’ le rivendicazioni “dal basso”, ma non sul rifiuto dello Stato nazione. Anche la Catalogna diventerebbe uno Stato nazione (a meno che non voglia restare del tutto succube dell’oligarchia di Bruxelles)

      • Infatti, è proprio questo che sto cercando di dire.
        Se sei un nazionalista come scegli fra Spagna e Catalogna? Qual è il nazionalismo buono e quello cattivo?
        Perché il Kosovo è diverso dal Veneto o dalla Catalogna?

        E’ giusto un senso di appartenenza politico territoriale e tradizionale ma devi rielaborare il concetto perché oggi, all’attuale livello di elaborazione, non si è in grado di dare una definizione univoca e in queste condizioni il “sistema” può tranquillamente giocare con le istanze di liberazione rivolgendole a proprio favore (vedi appunto il Kosovo, i Curdi etc etc).

        Il risultato che mi auguro è che l’esempio della spontanea partecipazione popolare catalana generi uno spirito di emulazione in tutta Europa.
        A tutti i livelli quindi anche a quello sindacale.

        • Il Kosovo e’ stato solo una manovra a guida americana per mettere in difficolta’ un popolo slavo (i Serbi) e favorire degli islamici (meglio se estremisti e disposti a dare una base agli USA)

          • E vabbe’…

            Lo sanno tutti Emilia…il problema è che indipendentismo/identitarismo NON COSTITUISCE ideale se non ha un contenuto politico.
            Purtroppo questo contenuto politico non è stato elaborato collettivamente e quindi il potere è in grado di usare l’indipendentismo/identitarismo per i propri scopi quindi spiazzando i movimenti di opposizione.

            Ora se si dice “elaborare collettivamente un ideale” la gente non capisce nemmeno di cosa parli e secondo me questo è un grosso ostacolo.

    • Alberto Capece Minutolo

      Rimane il fatto che le realtà locali hanno ancor meno possibilità di opporsi ai poteri sovranazionali: questo è un fatto. Altro dato di fatto è che la vicenda lombardo veneta non ha proprio nulla a che fare con quella catalana,: anche in questo caso non esiste un popolo, ma una retorica localistica funzionale agli interessi dei clan di potere. Se non ci si accorge di questo si finisce per ricoprire di panna la merda.

      • Ecco, però non è che uno parla di panna e merda e poi è più convincente, non credi?

        Ho scritto e purtroppo ripetuto (anche qui sopra, ma tanto è inutile) che le differenze esistono solo che non sono definite dall’ideale politico identitario al quale si riferiscono.

        E’ del tutto inutile mettersi a fare dei distinguo se non in riferimento a un ideale.
        Che oggi è “indefinito” e quindi l’identitarismo si trova in grosse difficoltà.

        Disgraziatamente sono quei ragionamenti non riducibili a schemini da asilo e nemmeno a panna e merda per cui la gente ci va nel pallone e se la prende con me.

        Leggete e riflettete, forza che ce la fate!

        • Ogni volta che leggo i tuoi commenti mi torna in mente il Marchese del Grillo: “Io so’ io e voi nun siete un c.xxxx”.

          • Ma questo è un problema tuo che sei permaloso.
            Sai da cosa si capisce?
            Io qui ho preso insulti da quasi tutti ma non tanto per le mie idee politiche – che è sbagliato ma che avrebbe un minimo di senso – …per le mie “interpetazioni” artistiche di cinema, libri e musica…
            Non ti sembra tanto curioso che uno venga insultato per opinioni sull’arte?
            Eppure…
            La cosa stranissima, pensa, è che poi nessuno si azzarda…ma mai…a proporre le sue…

            Ho sempre detto che mi interessano le opinioni di chiunque…ma se le esprime…se non le esprime o si limita ad atteggiarsi o a ripetere a pappagallo quelle degli altri io lo sfotto.

            Ora tu già non mi hai risposto a una semplice domanda che ti avevo fatto…ed è tanto strano se ci pensi…ma nemmeno adesso mi dici nulla sul merito eppure ho detto una cosa precisa.

            Ogni tanto vogliamo esprimere le opinioni “nostre”?

            Ripeto: la gente che si mette in trincea rioetendo luoghi comuni, atteggiandosi o citando fonti autorevoli secoondo me va un po’ scossa vigorosamente e questo proprio perché NON penso che gli altri non valgano ma anzi che valgano twlmente tanto che io senza il loro coontributo non sono capace di pensare.

            PS e mi ci infogno come con il ragazzino sull’altro thread che è de legno in una maniera da far paura…

          • Fai molte domande e non si capisce bene a quali bisogna rispondere. A me sembrava di aver risposto. Comunque per tutto il resto la mia risposta è 42. (Ulteriori dettagli su wikipedia)
            PS: A titolo di esempio qui sopra si sono tre “?”

          • Lo so che hai difficoltà a sostenere un discorso.
            Quando vuoi parlare di qualcosa che non sia la mia persona fammi sapere.

            PS: 42 è la risposta esatta, complimenti. Conosci meglio quello dei testi sacri in aramaico. O erano in greco…?
            Fatto sta che la CEI proprio non sa tradurre, bisognerebbe protestare.

          • No, vieni insultato (non certo da me, mi limito a farti notare certi tuoi atteggiamenti che non gradisco) perchè sei presuntuoso e spesso offensivo nel tuo riferirti agli altri. E questo non è sintomo di intelligenza. Le tue opinioni non sono migliori se le condisci con un complesso di superiorità. Nessuno ti impedisce di essere educato e di trattare gli altri con rispetto. Tuttavia non lo fai. Dal mio punto di vista perchè non sei così intelligente come probabilmente credi di essere. Tutto qui.

      • “…ancora meno possibilità…”

        Ma offre la preziosa possibilità di esistere ad un’umanità meno uniforme, e questo rappresenta un ostacolo di prim’ordine ai poteri di qualsiasi genere, per limitarsi a questo ordine.

        • Sono d’accordo, infatti senza stare a fare i professoroni, nel senso che non mi sono formato un’opinione, tanto è moderno il fenomeno, devo dire è interessante. Per come la vedo io potrebbe aver ragione l’articolista a dire che dall’alto c’è una speranza di smembramento dello stato nazione. Ma questo finchè rimangono delle autonomie “paracule” ovvero la Catalunya, come il nord Italia della prima Lega vuole il primato industriale, proprio come la Lega di Miglio, è sostanzialmente europeista nell’establishment, pare. Eppure la differenza con la lega di miglio è che questa Catalunya scende in strada, il sentimento dal basso, è più autentico. Ha una storia. Potrebbe essere un boomerang e questo lo sanno bene, infatti lasciano che sia Madrid a sbrigarsela per non entrare in contraddizione (dopo aver predicato per anni i tanto sbandierati diritti democratici, presi alla lettera, giustamente, dai catalani). Quindi sinceramente sto a guardare, una cosa è certa, se fossero stati baschi o corsi ci sarebbe stato un intervento militare e pesante.

      • e quale sarebbe il popolo? L’italiota ? “fatta l’italia, facciamo gli italiani£ diceva d’azeglio… Beh se in 150 anni non son riusciti, L’unica cosa che han fatto è un etnocidio culturale che ha colpito tutti i veri Popoli della Penisola e a far parlare come bestie, ogni popolo a modo suo, gli abitanti del neostato con una versione artificiale della bella, colta e musicale lingua toscana

    • a me pare che il problema, sicuramente esistente e pressante della globalizzazione, dei grandi cartelli e di tutto quello che comporta, sia cavalcato dall’italianismo, quell’ideologia ( che tale è come dichiarato da d’azeglio “fatta l’italia, facciamo gli italiani” -ossia facciamo l’uomo nuovo) che negli anni ’20 ha partorito il fascismo. Essendosi risolti i vari tentativi in una maniera a volte tragica, altre ridicola, adesso additano il nuovo Uomo Nero, come ieri la perfida albione, lo slavo cattivo, ecc ecc.ecc.-.. Anche prendendo per vera la storia dello Stato Nazione (in maiuscolo 😀 ) Il discorso filerebbe se l’italia fosse uno stato coi coglioni e controcoglioni, ma visto che storicamente, per natura e tradizione _usiamo questo termine forse esagerato anche per ciò che riguarda questo stato è sempre stata arrogante e feroce coi deboli ma umile, remissiva e scodinzolante col potente di turno, cambiando idee come una banderuola… beh ragazzi, per chi davvero in buona fede ci crede….. io non ci farei troppo conto che questo stato-nazione vi difenda…. Al massimo son buoni a difendersi le loro prebende e cadreghe, fare gli umili feudatari locali, afferrare qualche osso lanciato dal padrone di turno

    • Il tuo discorso è completamente falsato alla radice da una considerazione del tutto inesatta, e cioè che la UE sia stata voluta “dagli stati europei”. Non è così. La UE innanzitutto è stata voluta negli USA, ed è stata voluta principalmente dal grande potere economico finanziario apolide e scollegato dagli interessi delle popolazioni residenti. Quel potere che ha trionfato evidentemente sulla democrazia dalla fine degli anni 70 in poi.
      I politici sono i camerieri dei banchieri, ricordatelo…

  2. Dezzani deve aver preso un insolito colpo di sole di fine estate. Non vale nemmeno la pena di rispondere. Su una cosa però può aver ragione. Premetto che io sono un indipendentista Serenissimo da sempre (non padano). 20-25 anni fa circa, non ricordo in quale occasione, lessi uno studio di un autore inglese, una relazione, non ricordo l’ autore, ricordo solo che lessi qualcosa al riguardo. In tale relazionene veniva considerata ineludibile la secessione-indipendenza della parte nord-est del paese. Fin qui tutto regolare, niente di nuovo. La cosa che mi colpì era che veniva fissata una data: 2017! …Giuro.

  3. Gli Stati Nazionali imo li si supera creando un megastato supepartes, cioè una Unione Europea forte e con poteri decisionali sugli stati membri e NON provocando la frammentazione degli stati membri in sottostati autonomi (che potrebbe anche staccarsi dall’unione e farsi a fatti propri). Questa analisi di Dezzani vale ben poco, imo.

    • Un megastato superpartes. Con capitale a Berlino?

      • Credo che i poteri occulti dediti alla creazione di una U.E. forte e succube loro non siano a Berlino, è che la Germania non è solo una potenza, è LA POTENZA vicino alla Russia e probabilmente la sua fedeltà ai sopracitati poteri occulti è considerata ago della bilancia della sudditanza di tutta la U.E..

        • D’accordo, pero’ mi sembra che in cambio la Germania ottenga la liberta’ di fare la prepotente con i paesi europei piu’ deboli (Italia, Grecia ecc.)

  4. Consiglio a Dezzani la lettura di “La CIA en España” di Antonio Grimaldos [si può scaricare in pdf] nel quale viene narrata l’adesione della Spagna alla NATO subito dopo la transizione pacifica alla democrazia.
    L’attentato a Carrero Blanco – che doveva essere il successore di Franco – da parte di ETA fu parte del progetto per entrare nella NATO.
    Il passaggio dal franchismo alla democrazia fu un’operazione voluta dagli USA, ma fu solo di tipo cosmetico: la Spagna doveva aderire al sogno chiamato Europa e una dittatura avrebbe fatto perdere credibilità al progetto.
    In realtà chi ha governato la Spagna in questi ultimi 40 anni sono sempre le vecchie oligarchie franchiste [e pre-franchiste] con l’aggiunta delle false sinistre [Felipe Gonzales, sindacati, ecc.] corrotte.
    In sostanza, i separatisti catalani si ribellano a questo blocco di potere.

    • Non ho capito che relazione ci sia fra l’uccisione di “El ogro” e l’adesione alla NATO.

      Quanto ai pacifici catalani sembra che riescano a ottenere più dei bellicosi baschi

      • Se non ricordo male [il libro l’ho letto dieci anni fa] Carrero Blanco si opponeva all’adesione alla NATO.
        Anche il falso golpe del 23-F è stato opera della CIA.

  5. Benché non avessi mai immaginato che un giorno mi sarei dovuto riconoscere nazionalista, che dire, approvo in pieno l’appello per una “resistenza italiana”.

  6. Ci sono molti piani che si intrecciano nella vicenda catalana, un elemento di fondo è che la mancanza di una narrazione e prassi politica realmente alternativa sul governo degli stati, tipo quelli ingabbiati dalle sovra-strutture europee, genera una risposta popolare che si aggrappa all’elemento localistico. Questa canalizzazione su base locale delle istanze popolari mi sembra comunque un altro sviamento, tipo quello di base, ormai antropologicamente operante a livello globale, tra diritti individuali e diritti socialmente rilevanti. E’ chiaramente una fase che si presta ad essere strumentalizzata a vari livelli.

  7. “Come nel caso iberico, amici e nemici del nostro Paese sono chiari.
    Russia, Cina e, forse, Trump, tra i primi. La UE/NATO, Soros ed i
    masso-secessionisti tra i secondi.”
    I peggiori nemici sono, e di gran lunga, la Francia e la Germania. Specialmente la prima, che da quasi trent’anni mira a mettere fuori gioco il suo principale concorrente, ed accaparrarsi il meglio delle sue industrie, grandi e piccole. Obbiettivo della Francia (parola di Attali) è quello di mettersi alla pari con la Germania in termini di PIL e potenza industriale. La via maestra per realizzare questo folle progetto è cannibalizzare il suo vicino, ancora ricco ma indebolito: l’Italia.

    • Tema
      Temi ricorrenti dal 1500 fra Francia e Germania e fra Germaia e Italia fin dai Lanzichenecchi. La GEOPOLITICA è sempre quella, anche se gli Usa a volte vorrebbero cambiarla.

  8. Ma siete proprio sicuri che se una regione ricca se ne va quelle restanti, povere, crollano sotto le difficoltà?

    Quando Miglio guidava la Lega e diceva, probabilmente a ragione, che la parte del Paese che avrebbe retto l’impatto con l’Europa avrebbe dovuto staccarsi dal resto, io avrei scommesso sulle regioni meridionali, non sulla ricchezza ma su una ritrovata civiltà, al punto che dichiaravo, e pensavo seriamente, che se fosse successo sarei andato a vivere a Palermo.

    • Si ma non tieni conto del fatto che le macro-regioni le volevano gli USA, quando il progetto è stato cannato, il senatur è rientrato dalle bizze secessioniste, e lesto. Ma il problema è che sia Miglio che la lega non avevano nessuna pretesa indipendentista, “reggere l’impatto con l’Europa” è un modo molto ipcrita per affermare la tesi seguente: NOI siam bravi e il SUD NO. La stessa cosa che poi avrebbe detto l’Europa di loro. Infatti se leggi la tesi di Miglio, nel libro “Le mie riforme” egli sperava che la macro-regione Nord cadesse sotto l’egida tedesca, non aveva capito che i tedeschi volevano smembrarli e de-industrializzarli. Non aveva capito l’europa. Ben gli sta, a mio avviso, perchè non si basava sul genuino sentimento lombardo-veneto (quel lato della lega lo condivido in pieno, purtroppo la lega non è stato solo quello).

      • In un primo momento cadrebbero in difficoltà, successivamente si potrebbe riequilibrare tutto ma nella zona EURO questo è molto molto difficile.

        • Io ho messo la cosa per sommi capi, come la vedevo io, non volendo entrare nel merito del comportamento di ciascuno dei protagonisti, sui quali formulo giudizi anche più severi dei tuoi.

          A proposito dei progetti tedeschi posso raccontarti un fatto a conoscenza di pochissimi. Devi sapere che dal golfo di Trieste parte un oleodotto che arriva ad Ingolstadt, subito a nord di Monaco, ed ha rifornito, dal 1964 o ’65 mi pare, tutto il greggio necessario all’apparato industriale bavarese.
          Ora, nel 1986 (posso sbagliare di poco) durante uno dei nostri soliti periodi di crisi, maturarono certi interessi, al punto che un bel giorno, a bordo di un elicottero arrivò a Trieste, in forma privata, il potentissimo, allora, presidente della Baviera e capo della CSU, Franz Josef Strauss che, atteso, si recò alla sede della DC locale. Testimoni mi riferirono che fece un brevissimo discorso, senza perifrasi: “Datemi le chiavi del porto e alla città e a tutto il resto ci penso io”. Nessun giornale riportò la minima notizia.

  9. Tu, Dezzani, rompi le palle con quel “A qualsiasi costo bisogna stroncare”.
    Lo sai che lo Stato spara e uccide?
    Tu vuoi questo?
    Io no ed è per questo che dico ben venga la secessione pacifica Catalana e in genere tutte le secessioni che possano portare alla morte degli Stati tradizionali, vero assembramento di delinquenti dediti alle guerre e agli omicidi, altro che ordine e libertà.
    Gli Stati devono sparire e con loro anche i suoi ignobili servi, anche quelli da tastiera.
    Anche il nostro ignobile e anonimo Stato deve sparire.
    Dove c’è lo Stato non c’è libertà, ricordatelo.

    • Attenzione: “libertà” al singolare è un termine che può essere facilmente travisato. Se parliamo delle “libertà” (al plurale), specificando pure di quali libertà si parla, si riesce forse con fatica, a capire qualcosa in più. Sarebbe interessante sapere se negli stati originati dalla ex-Jugoslavia le varie libertà sono andate in avanti o all’indietro.
      Però mi torna in mente un veccho dubbio: servono davvero le libertà a famiglie o persone che non hanno da mangiare, o non possono curarsi, o non possono studiare? Non è una domanda, è un mio dubbio, che mi fa venire in mente che nei liberissimi USA l’unica libertà disponibile per tante persone è quella di crepare.

      • Negli Usa non c’è libertà, questo è lampante.
        Non c’è nemmeno negli Staterelli tipo ex Yugoslavia se è per questo.
        Non c’è da nessuna parte, dove c’è lo Stato, appunto.
        Appoggio la lotta dei Catalani contro lo Stato Spagnolo che vuole privarli del diritto di non essere sudditi, e anche di voto.
        Chi sono quei burocrati per minacciare con gli armati (guardia civil) la gente? Sono dei violenti che non accettano un popolo che non li sopporta più.
        Anche noi in Italia dovremmo ribellarci contro lo Stato governato dalla teppaglia violenta ignorante e arrogante come il trio Gentilrenzilorenzin….

    • Quello che scrivi è innegabile, ma il problema sta nel fatto che la prospettiva appare in senso negativo, cioè come un rafforzamento e un espansione di quegli stessi poteri.
      Perlomeno, secondo me, l’operazione Catalogna (falso attentato compreso) rientra in un progetto elitario, che nulla ha a che fare con la libertà.

      • Con la Libertà con la elle maiuscola non ha nulla a che fare, è vero, ma con la elementare libertà di esprimersi con un voto, si, ha a che fare.
        Non difendo il nascituro (forse) Stato Catalano, difendo il diritto di autodeterminazione di un Popolo contro uno Stato oppressivo e malevolo come sembra sia quello Spagnolo detestato dai suoi stessi sudditi.
        Poi le Elite le conosciamo, e stanno proprio dentro gli Stati che controllano come un parassita controlla i corpi delle sue vittime.
        Ciao.

        • Adesso ci inventiamo anche la repressione …. Ma di cosa stiamo parlando?
          Quando mai c’è stata repressione in catalogna?
          Stavano bene e godevano di una vasta autonomia, questa operazione non ha senso, a meno che non la si inquadri in un contesto di egoismo economico di stampo borghese leghista e nella distruzione degli stati nazionali, tanto cara a Bruxelles.
          Diritti, democrazia, non sono aggettivi da usare a piacere e sono relativi, non assoluti.
          Essere democratici in Spagna vuol dire stare nell’alveo delle leggi spagnole e della costituzione, sulla quale anche i governanti catalani hanno giurato.
          Piaccia o no, il referendum è illegale e non democratico.
          Un eventuale secessione della Catalogna dev’essere discussa in parlamento a Madrid, e per porla in essere occorrono modifiche costituzionali.
          Chi pensa che basti alzarsi la mattina e votare, ha un concetto confuso e distorto della democrazia.
          L’infantilismo politico rischia di fare grossi danni.

          • Così, a titolo di curiosità, che ne pensi del referendum in Crimea?

          • Premetto che non sono contro i catalani, e riconosco ai popoli la libertà di autodeterminazione, ma sono contrario al metodo con cui la vogliono ottenere in questo caso.
            La questione crimeana mi sembra parecchio diversa da quella catalana. Innanzitutto perchè la Crimea è ritornata alla Russia, alla quale già apparteneva prima dell’Urss, e lo Stato ucraino neanche esisteva.
            La Crimea è stata inglobata nell’Ucraina per questioni amministrative, nel contesto dell’Urss, ma è sempre rimasta terra russa, sia etnicamente che culturalmente, Sebastopoli e Odessa fanno parte della cultura russa, non di quella ucraina.
            La secessione crimeana è stata la risposta ad un colpo di Stato di stampo nazista e russofobo, e all’inizio di una repressione finalizzata alla pulizia etnica.
            È stato, in pratica, un autodifesa, per non finire come il Donbass.
            Penso che su quest’ultimo punto, le differenze con la Catalogna, dove non c’è nessuna repressione, siano notevoli.

          • E’ uguale, come lo è il Donbass.
            Cmq gli zelanti difensori dello “Status quo” Spagnolo stanno pestando la gente, sappilo.

          • Sarà uguale per i buonisti e i cultori del “senza se e senza ma”, cioè per l’ignorantismo pseudopacifista.
            Per chi si documenta, le differenze appaiono palesi.

          • Se la gente è così stupida da dare retta a dei politici sciagurati, sono queste le conseguenze.
            Sappilo tu che questo giro, i disegnini, i girotondi e le azioni simboliche non saranno tollerate perchè sono andate oltre i limiti.
            Si assiste, da parte dei globalisti/ europeisti, ad una esposizione del populismo più subdolo e infimo, che si basa sull’ignoranza della gente.
            Mettere a repentaglio la vita delle persone, perchè ignorano che per ottenere quel diritto ci vogliono altri metodi, facendogli credere di essere nel giusto, è quantomeno criminale, e i politici catalani se ne dovranno assumere la responsabilità.
            Anche quelli come te, secondo come andrà a finire, dovranno almeno assumersi la responsabilità morale di quello che scrivono.
            Che serva almeno per evitare di scrivere altre fesserie in futuro.
            Il tutto può essere ridotto ad un esempio.
            Alcune persone si trovano al decimo piano di un palazzo e devono scendere a terra.
            Il metodo più normale e quello di fare, con un pò di fatica, le scale.
            Mentre invece ci sono alcuni che ritengono che il metodo migliore per arrivare prima, sia buttarsi dalla finestra (i catalani), per il semplice fatto che ignorano le conseguenze del gesto.
            E riescono pure a convincere altri, ignoranti a loro volta, che quella sia la soluzione migliore.

  10. A mio parere Dezzani, in questo articolo, ha ragioni da vendere.
    Si dice che la distruzione degli stati nazione sia un vecchio progetto mondialista.
    Si dice anche che per arrivare ad un governo unico europeo sia più facile e rapido tramite un nucleo di macro-regioni ricche che non tramite gli attuali stati nazione.
    Già nel 1970 Edmond de Rothschild disse, anche in pubblico, che per raggiungere lo scopo il catenaccio da far saltare era la nazione.Si dice anche che, pochi anni dopo, per il tramite dell’avvocato Agnelli una banca dei Rothschild la Lazard Freres finanziò la nascita della Lega Nord separatista di Umberto Bossi allora in parlamento come Lega Lombarda. Maroni già a quel tempo , secondo dopo Bossi nella movimento separatista è sempre stato sostenuto dal dipartimento di stato Usa ed è stato un inviato del dipartimento di stato Usa che ripianò i contrasti ,dei tanti oppositori, alla sua nomina a ministro degli interni.

    • Si dice anche che..
      Il PD un tempo era un partito comunista..
      No aspetta, di questo ci sono le prove…😎

      • Le prove? Vuoi le prove? Prova ha chiedere a Bossi , allora squattrinato, dove ha preso i soldi per creare la Lega Nord. Può darsi che te lo dica!

  11. “lo smembramento della Spagna e dell’Europa meridionale coincide …. con l’ultimo stadio dell’eurocrisi”

    Che piaccia o no. potrebbe essere un eurotrionfo, conforme alla volontà dei fondatori di ristabilire l’ordine. che per tanto tempo nell’era moderna ha imperato in Europa: gli Stati centroeuropei forti e nazionali e gli Stati del sud Europa più piccoli, magari localmente ricchi, ma politicamente irrilevanti.

    L’inghilterra, che aveva favorito dietro le quinte la spedizione dei Mille e l’unità d’Italia, è andata via e il grosso impedimento a eliminare quello Stato (italiano), che dai primordi per ragioni geopolitiche ha combattuto tutte le sue guerre contro le nazioni di lingua tedesca, può essere eliminato, l’Italia tornando ad essere un’espressione geografica. Resterà la forza economica del lombardo-veneto unito al Piemonte a alla Liguria, pari, considerata la diversità di tempi, a quella dell’Ungheria nel 1700, terra dei magnati, ma priva di ogni potere politico e sottomessa agli Asburgo.

  12. Che l’operazione Catalogna sia (dopo brexit), un accellerazione del progetto ue, sembra evidente e appare come un azzardo che potrebbe finire male, poichè è saltato un passaggio fondamentale che doveva avvenire prima, ma che non è avvenuto per le forti resistenze, e che serviva ad indebolire lo Stato spagnolo.
    Lo smantellamento della polizia militare.
    La Guardia Civil (e i Carabinieri italiani) secondo l’ue, andavano smantellati.
    Ed è proprio la Guardia Civil, non l’esercito, a gestire la situazione.
    Il paragone con l’Italia è plausibile, ma ha qualche lacuna.
    Non si tiene conto del colore politico del secessionismo italiano rispetto a quello catalano.
    La sinistra ha una capacità di mobilitazione molto superiore alla lega, e può contare anche su tollerate frange di estremismo, che nel caso della lega, considerata un partito di destra, verrebbero immediatamente condannate ed etichettate come fascismo.
    Pertanto un “operazione catalogna” in Italia, la vedo improbabile.

  13. A mio modesto parere si fa troppa confusione tra lo Stato reale e lo Stato che dovrebbe essere, o che si vorrebbe che fosse, dalle parti delle persone perbene, ovvero della maggioranza.
    E’ come per l’Europa, tutti la vorrebbero, ma non certo così com’è adesso.
    Le autonomie regionali sono in tal senso un sintomo della malattia, della schizofrenia istituzionale. La geografia e la lingua non sono opinioni, ma dati di fatto, ed il resto viene di conseguenza. Va semplicemente rispettato e valorizzato, tanto quanto va rispettata la diversità delle parti e una superiore comunità d’intenti.

    Intanto tutto cambia, ma in una fase storica in cui nulla resterà uguale.

  14. io non capisco…. peggio di Pizzemandolinoland, di questa arlecchinata di popoli…..della sua creazione voluta dai massoni, 4 terroristi dell’epoca (borghesi annoiati) e un ladro di bestiame in camicia rossa e per di più con l’aiuto inglese, cosa ci può essere? Dal 1861 questo stato ha creato di rimarchevole solo la mafia e il fascismo…. Se oggi, come allora , la massoneria di oggi aiuta i popoli della Penisola contro questa sciocca parentesi unitari… beh,pazienza 😉

  15. Peccato che a nessuno venga in mente che un’Italia federata può essere più forte di un’Italia centralizzata. In fin dei conti Lombardia, Veneto e provincia di Belluno chiedono solo “autonomia finanziaria”, come Trentino Alto Adige e come Trento e Bolzano, non chiedono la secessione dall’Italia, inoltre la Lega di Salvini e Borghi desidera andare al governo per far uscire Italia tutta dalla gabbia UEM-UE. Per questo ritengo infondati i timori di Dezzani, che comunque stimo ed apprezzo per la lucidità delle sue analisi. Poi tutti sappiamo che la Commissione di Venezia, su incarico UE, ha già predisposto la Macroregione alpina, ma questo non ha niente a che fare col Referendum richiesto “secoli fa”.
    Quanto alla “Serenissima Repubblica”…è morta nel 1797, fu grande e celeberrima, ma “fu”.
    L’Italia deve rimanere unita nelle sue diversità, perché questa è la sua principale ricchezza e maggior vanto, deve federarsi per rispondere meglio alle necessità di ciascuno e deve trovare una nuova classe politica competente e capace. Con la Lega questo sarà possibile, da parte mia sono disposta a rischiare, anche perché Bossi è finito e si è portato via pure tutto il suo ambaradam. Ora si lotta per un’Italia libera ed unita su base federativa.

    • Quindi siamo sicuri che Salvini non si allea con Berlusconi ossia…

      a) non si presterà mai all’inciucio col PD (richiesta inevitabile se si allea con FI perché Silvio a quello mira. Matteo gli fa avere tanti voti ma se non ci sta lo molla per unirsi al PD a due invece che a tre)

      b) non rinuncerà mai al programma anti euro e quindi non si allerà con B. che nell’euro vuole rimanere

      …punto interrogativo…?

      Messi questi puntini sulle i la Lega diventa un partito che effettivamente è molto maturato dai disastrosi tempi di Bossi.

      A quanto sembra però le trattative LEGA e FI vanno sempre più avanti:

      “Una mossa che corrisponde alla volontà del Cavaliere, condivisa peraltro e più volte ribadita dal leader della Lega, Matteo Salvini, di riconoscere la guida della futura coalizione di centrodestra al partito che conquisterà più consensi alle prossime politiche. È un emendamento che ha poche chance di passare ma che certo suggella il patto tra i due in vista delle Politiche.”

      http://www.ilmattino.it/primopiano/politica/legge_elettorale_patto_berlusconi_salvini-3271629.html

      Se è vero sarebbe una smentita del fatto che Salvini e Borghi vogliono l’uscita dall’UEM e dalla UE

      Dice Silvio

      “Salvini ha detto ‘voglio assolutamente uscire dall’euro’, ma io penso che non si possa uscire dall’euro, che è un punto importante per i Paesi dell’Europa, anche se a pensare al cambio fatto da Prodi e Ciampi ci viene il mal di stomaco. Questa cosa” sull’uscita dall’euro “con Salvini sta andando a posto”, ha garantito il leader di Forza Italia.”

      http://www.repubblica.it/politica/2017/09/17/news/fiuggi_berlusconi_fi_tajani-175731418/

      Chi è addentro alle cose leghiste che dice?

      • A proposito del tono spesso un po’ supponente dei tuoi commenti:
        “ma io penso che non si possa uscire dall’euro, che è un punto importante per i Paesi dell’Europa, anche se a pensare al cambio fatto da Prodi e Ciampi ci viene il mal di stomaco”
        Questa cosa può essere detta e scritta solo da uno che non ha minimamente studiato gli effetti economici (e quindi politici) della moneta unica, e che sostanzialmente non capisce nulla di Economia. A questo punto come fai a fare valutazioni politiche se ancora sei fermo all’idea “che non bisogna uscire dall’Euro “perchè ci fa tanto bene”? Tutte le altre invettive che scrivi perdono completamente di senso, in quanto i tuoi discorsi sono basati sul nulla, poichè non hai capito nulla dell’essenza dell’Unione Europea e della sua moneta, che è elemento fondante e non accessorio del progetto politico oligarchico europeo. La moneta unica E’ L’UNIONE EUROPEA STESSA. Come direbbe Giacchè è stata usata per forzare quella unione politica che non aveva alcun senso di essere.

        • Se mi consente il virgolettato:

          “Salvini ha detto ‘voglio assolutamente uscire dall’euro’, ma io penso che non si possa uscire dall’euro, che è un punto importante per i Paesi dell’Europa, anche se a pensare al cambio fatto da Prodi e Ciampi ci viene il mal di stomacoQuesta cosa” sull’uscita dall’euro “con Salvini sta andando a posto”

          sono parole di Berlusconi, il nano malefico per intenderci 🙂

        • Ho appena avuto testimonianza da un amico, dell’incapacità dei ragazzi di porre attenzione nella lettura.

          Christian, leggi meglio prima di partire in reprimende, ci sono delle virgolette, precedute da: “Dice Silvio”.

          O sbaglio?

          Cerca di rimediare.

          • Senti, non ho capito cosa dice Carpeoro…comincia a parlare del fiume, delle piramidi, entrambe “dal piccolo al grande”…dopodiché lascia il discorso in sospeso, non lo riprende più e comincia a raccontare che Alarico in realtà è perfettamente cristiano e romanizzato…e però anche qui sembra preparare qualcosa e invece niente…

            Siccome mi hai detto che c’era molto di peggio che la disputa sulla vera goticità fra visigoti e svedesi, non è che potresti riassumere il succo della questione a cui ti riferisci?

            Sì, avevo detto “Dice Silvio”, avevo messo le virgolette, il link e pensavo che bastasse.
            Ma quell’utente l’ho bloccato tempo fa quindi se non intervenivate tu e Permaflex non me ne sarei nemmeno accorto.

          • Hai ragione, ma mi disarmi. É un poco complicato, credevo ti incuriosisse il modo in cui, secondo questa prospettiva, i Goti sono intervenuti nella storia dell’Impero.

          • Come no, certo che mi interessa molto, è che lascia le questioni in sospeso e non ho capito (mio limite) dove vuole andare a parare.
            Sembrava ci fosse una questione esoterica di mezzo e poi non spiega chi e perché abbia fatto in modo di far passare Alarico come “goto” invece che romanizzato come in realtà era.

            Mi leggerò quel suo romanzo.

          • É introvabile, sarà ristampato a breve.

          • Hai ragione, non avevo letto bene, chiedo scusa per il commento inopportuno

      • Salvini che non voleva uscire dall’europa l’aveva già detto ad Abete

        https://youtu.be/i2ZFD7D7xro?t=3m1s

    • Se in Italia ci fosse stato un federalismo serio, avremmo potuto assorbire meglio certi colpi, non c’è dubbio. Peccato che la Lega non ha mai voluto veramente questo. Le macro-regioni erano una bizza USA. Salvini è già rientrato sull’euro o sbaglio?

      • Salvini è già rientrato sull’euro o sbaglio?
        hai ragione sono TUTTI GLI ATRI che vogliono uscirne 😎
        Praticamente ne siamo già fuori , o sbaglio ?😈

        • Guarda che il ricattuccio di “o noi o loro” lo ha fatto pure Grillo…che infatti non ha mantenuto mezza posizione sull’euro dando prova di cerchiobottismo da manuale. Tutti gli altri cosa, sto parlando non sto facendo campagna elettorale…

      • La Lega di Salvini e Borghi è altro rispetto a quella di Bossi, se riuscirà ad andare al governo sono certa che riporterà l’Italia sulla buona strada.
        Preciso sempre la Lega di Salvini e Borghi, perché Borghi è il responsabile economico che si è proposto ed ha promesso di portarci fuori dalla gabbia malefica dell’UEM e della UE e di lui ho la massima stima. Quanto a Salvini : è un politico ed usa un linguaggio da politico, ma mai ha detto di voler rimanere in UEM-UE. Cambiare i Trattati? Pura utopia, pertanto si deve uscire. Vorrei Italiani capissero che l’euro non è solo una moneta, ma un sistema di governo, basato sul debito e sull’austerità, col compito, quasi pienamente realizzato, di deindustrializzarci, destrutturarci ( vedi “deforma” Costituzione Renzi-Boschi), impoverirci e schiavizzarci nel NWO.
        Solo la Lega di Salvini e Borghi ha in programma l’uscita dalle gabbie europee globalizzanti, il recupero della sovranità e l’avvio di politiche monetarie ed economiche che favoriscano la nostra ripresa ed io a Borghi and C. credo. Ho dato la mia fiducia e spero non venga tradita nell’interesse di tutto il Popolo italiano e dell’ Italia intera: il Paese più ricco, non di soldi, ma di ricchezze autentiche, del mondo intero ed anche il più bello. Poi voi scherzate, prendete in giro, fate un po’ quello che volete, ma ricordate che solo con la Lega abbiamo una speranza, altrimenti c’è l’esilio o la schiavitù.

        • Mah guarda, Borghi è in gamba, ma non è la Lega, e non è un politico, per quanto mi riguarda sono NOEURO da prima di Borghi credo, sicuramente da prima di Salvini…quindi mi auguro vivamente che tu abbia ragione.

        • Ma la Lega non è per nulla un altro partito, anzi è propriamente sempre lo stesso partito di prima, colluso col sistema mafioso della casta, tant’è che in Sicilia Salvini si è alleato col Berluska, e l’alleanza è pronta anche per le prossime elezioni politiche, diversamente la Lega non avrebbe i numeri per governare … e per amore di verità conviene anche ricordare tutte le ultime news della Lega: “Non solo conti, polizze e diamanti, tra le ricchezze non messe a bilancio dal Carroccio ci sono stipendi, compensi e gettoni d’oro nelle società pubbliche. Emblematico il caso del colosso dell’energia del Triveneto usato da anni come bancomat e poltronificio per i notabili locali del partito. Dove anche un ex assessore alla caccia con la terza media può finire sulla sedia di presidente di una controllata da 17 milioni di fatturato: i suoi 100mila euro di compenso li pagano in bolletta i trevigiani. La cuccagna del gas rischia però di finire per scontri di potere interni al partito. E finisce in Procura e alla Consob. Matteo Salvini è sul piede di guerra. Ai duri e puri di Pontida non va giù la storia del sequestro dei conti alle federazioni regionali, a poche settimane dal referendum in Lombardia e Veneto poi, una carognata. Vero è che – come dimostra quel recente passato tempestato di diamanti – la Lega è ricca anche quando sembra alla canna del gas. Di ricchezze che non mette a bilancio, come quelle che le arrivano indirettamente grazie alle società pubbliche che occupa e usa come bancomat e poltronifici. Eccelle nello sport il Veneto di Luca Zaia, dove il Carroccio può permettersi ancora notevoli lussi, come catapultare sulla poltrona di presidente di una società da 17 milioni di fatturato un ex assessore alla caccia con la terza media. Il suo compenso da 100mila euro finisce nella bolletta dei trevigiani. Succede all’ombra di Ascopiave, multiutility che nasce 65 anni fa per iniziativa di alcuni sindaci a Pieve di Soligo, nella marca Trevigiana. Oggi è un colosso energetico nazionale con 7.300 km di rete, un milione di clienti, 57 milioni di utile netto e 500 di ricavi. All’ombra del quale molti leghisti si sono fatti il nido. E dal cui fusto gemmano i gigli magici di turno. I suoi rami si estendono con 18 società, la maggiore è AscoPiave Spa, quotata dal 2006 con un flottante del 33% circa e il resto controllato da AscoHolding, la holding del gruppo, che a sua volta è controllata per il 90% circa dai Comuni della Provincia di Treviso (e per il 10% da un socio privato, Pavisgas). Ora, è facile capire che in una provincia dove su 95 comuni 55 sono in mano alla Lega Nord quali mani controllino le leve di questo gigante.”
          http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/22/ascopiave-il-forziere-della-lega-in-veneto-la-faida-per-le-poltrone-nel-giglio-magico-verde-tra-figli-e-dirigenti-senza-laurea/3867408/

          • La Lega di Salvini e Borghi ha promesso che ci porterà fuori da UEM-UE: per me questa è la priorità assoluta e voterò e tiferò Lega. Quanto al Fatto Quotidiano: non si sa bene da che parte stia, capace solo di criticare e condannare tutti…per l’amor del cielo…lasciamo perdere…In Veneto funziona come in Germania…però, nonostante tutte le mangiatoie, che esistono dappertutto, la Regione funziona. A me personalmente, Zaia non è mai piaciuto appunto perché attorniato da “mangioni”…ma io sono una e forse pure troppo rigorosa e mai potrei fare politica..
            Tutta quella digressione che trascrivi dal Fatto Q. sarà anche vera, ma non mi tocca, perché al momento il mio nemico è il NWO, manifestatosi nella mia Vita attraverso UEM-UE e vari Trattati capestro, votati da rappresentanti politici che erano ignoranti, incompetenti oppure astuti schiavisti del Popolo italiano, ma questo non lo so e, al momento, non mi interessa proprio.
            Vorrei capiste che ora è indifferibile Italia si tiri fuori da quella gabbia…è fondamentale e percio’ votate Lega e preghiamo lo Spirito Santo che illumini il resto degli Italiani.
            Quanto al “centrodestra”…Salvini cerca in tutti i modi di vincere le elezioni per procedere a fare quello che ha promesso, pure a me non piace Berlusconi, ma per vincere bisogna “adattarsi”…in politica è così.
            Tenete bene a mente che priorità assoluta per Italia e Popolo italiano è uscire da UEM-UE, recuperare nostra sovranità anche monetaria e procedere alla rinascita, anche cambiando classe politica troppo corrotta o di malaffare, ma questo dopo…dopo

  16. Mi meraviglio di Dezzani a scrivere scemenze simili, sembra che viva in una palla di vetro peraltro anche appannata! Dopo tale articolo Dezzani non sarà mai più il “Dezzani” che immaginavo e seguivo, ben venga la “scrematura”!

  17. Sul Lombardo-Veneto non mi esprimo, perché sarebbe un discorso molto complesso. Ricordiamo appena che erano federalisti già nel Risorgimento e che il Veneto in particolare ha avuto uno stato millenario. Mi limito a dire che Lombardia e Veneto sono due cose solo apparentemente simili.
    Però davvero non capisco su quale principio i separatismi insulari, sempre più forti (in specie il sardo, ma in Sicilia sta covando un fuoco, letteralmente oscurato dai media, i “Siciliani Liberi” alle prossime elezioni, formazione separatista, supererà quasi certamente lo sbarramento del 5 %) devono essere “soffocati”.
    Ma ci rendiamo conto o no che la Sicilia e la Sardegna sono due nazioni con storia e stato a sé, diverse dall’Italia?
    Ci rendiamo conto o no che sono due colonie interne, magari dominate con l’aiuto dei marajah locali (specie in Sicilia)?
    Ma dove c’è scritto che devono morire per la grandezza dell’Italia?
    E chi è disposto in Italia ad andare a morire per una guerra civile in Sicilia?
    Ma che ne sanno veramente gli italiani della Sicilia, a parte le “balle” raccontate dalla TV italiana?
    Se il separatismo siciliano di oggi fosse veramente foraggiato da Soros o dagli USA, a quest’ora sarebbero indipendenti da due anni fa.
    Soros (per dire lui, sembra che faccia tutto lui) in Sicilia sta con il potere costituito, con l’Europa, con l’Unità d’Italia. Ma avete mai visto le “facce di culo” dei partiti italiani in Sicilia? Vorreste essere governati da un servo di Renzi, o da un Micciché, o dal geometra grillino di Caltanissetta? Perché mai i Siciliani, a parte l’inerzia, la legge del più forte, la scandalosa censura dei media, anche locali, dovrebbero sorbirsi questa gente?
    Avete mai visto Cancelleri di fronte a Di Maio? Umile e sottomesso, come i soliti siciliani quando arriva “quello importante da fuori”. Una vergogna.
    Per questa volta forse vinceranno ancora.
    Ma si sta svegliando il titano Tifeo….
    Ci va Dezzani in Sicilia?
    Possiamo anche essere d’accordo sulla difesa degli stati nazionali.
    Ma siete sicuri, proprio sicuri, di che cosa sia Italia e che cosa no?
    Trasferitevi in Sardegna allora. Tanto siete “in Italia”.

  18. Fortunatamente Dezzani pone tra virgolette la parola “nazionalista”, esempio di neolingua decisa dai poteri globalisti pro UE, da usare il meno possibile. In generale, ha ragione. La scissione della Catalogna potrebbe essere il tipico passo per muovere la classifica, cioè per far capitare qialcosa che poi la Ue globalista saprà sfruttare a proprio vantaggio. Non che la Spagna unita sia anti Ue (Rajoy è un pro-UE e un pro-austerità), ma credo che sarebbe un intralcio (l’ennesimo) notevole alle ghenghe europeiste (sempre che voglia dire qualcosa).
    Il fatto che poi i Catalani vorrebbero, mi pare, restare nella UE, dice tutto.
    Sono meno ottimista di Dezzani sulla fine della Ue, però devo dire che il cambio euro dollaro mi incoraggia molto.