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Macachi rinchiusi in laboratorio, i loro sguardi sembrano chiederci: è davvero necessario?

FONTE: ILFATTOQUOTIDIANO.IT

Marta, Charlie e altri macachi sono rinchiusi nelle gabbie di uno stabulario, presso un’importante università italiana. Questi non sono i loro veri nomi, che abbiamo deciso di non divulgare così come non divulgheremo il nome dell’università e di chi ci ha lavorato alcune settimane, con lo scopo di documentare e rendere visibile la loro triste vita.

Questi macachi vivono in piccole gabbie spoglie. Inseriti nel cranio e nelle tempie hanno degli elettrodi, necessari per gli esperimenti di neuroscienze a cui sono sottoposti. Una vita di totali privazioni porta molti di loro a comportamenti stereotipati: si muovono avanti e indietro nella gabbia, leccano compulsivamente le pareti e mordono senza sosta lucchetti e sbarre. Immagini come queste lasciano il segno. Non accade spesso di poter vedere video dall’interno dei laboratori di ricerca. Questa è la prima indagine compiuta “sotto copertura” in Italia, mentre le più recenti in Europa sono di cinque o sei anni fa, che diffondiamo oggi in occasione del 40esimo anniversario della Giornata mondiale per gli animali nei laboratori.

Nel video non si vedono esperimenti particolarmente cruenti, ma l’infinita tristezza in cui vivono questi macachi per lunghi anni di ricerche. Oltre la porta del laboratorio, dove vengono portati per gli esperimenti, bloccati nelle gabbie di contenzione, non sappiamo cosa accada. Ma crediamo che queste immagini siano sufficienti per interrogarci sull’utilizzo di primati e altri animali nelle università e nei centri di ricerca italiani. Il loro sguardo impotente tocca il cuore e non può lasciarci indifferenti. La domanda che questi animali sembrano porci è “davvero non possiamo fare in modo che questo non sia più necessario?”.
Nel nostro Paese sono circa 600 i laboratori autorizzati dal ministero della Salute a compiere esperimenti su animali. Si tratta di centri di ricerca pubblici o privati, situati all’interno di aziende farmaceutiche, università e ospedali. Il dato positivo è che anno dopo anno il numero totale di animali utilizzati per la ricerca scientifica è in graduale diminuzione: oggi sono poco meno di 600mila, mentre soltanto dieci anni fa erano quasi un milione.
[Attenzione: le immagini potrebbero urtare la vostra sensibilità]

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Link: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/24/macachi-rinchiusi-in-laboratorio-i-loro-sguardi-sembrano-chiederci-e-davvero-necessario/5132409/?-veleni

24.04.2019

Pubblicato da Davide

9 Commenti

  1. I “ricercatori” passano la vita a ricercare e per questo ricevono uno stipendio. Io ho già trovato, e non ricevo nessuno stipendio!
    Quindi la radice del problema sta nella necessità di dare degli stipendi!

  2. Essere crudeli con gli animali è indice indiscusso di gravi turbe mentali. Per quanto mi riguarda gli animali li rispetto, ho pure fatto donazioni di cibo ai canili, ma devono stare alla larga da me. tutti gli animali. Molto alla larga. Ma ci sono un paio di cosette che dovete sapere. Non è normopensante nemmeno chi li coccola come fossero bambini , o va cianciando che gli “fanno compagnia”. Compagnia de che? Un animale? Tempo fa, sul TG 3, sicuramente per errore perchè l’han fatto sparire subito, Michela Brembilla, che gli animali li rispetta ma che è sicuramente persona NORMALE (termine in disuso da rispristinare), in un corteo, inalberava un cartello con su scritto: “BASTA ABUSARE SESSUALMENTE DEGLI ANIMALI”. QUINDI si abbia la compiacenza di istituire la Giornata del rispetto per gli Animali che basta e avanza e comprende ovviamente la messa al bando di esperimenti inutili e schifosi.

  3. Provate ad immaginare se le immagini si fossero riferite a dei cani, si sarebbe scatenata l’ira dell’inferno, animalisti sul piede di guerra e magistratura a caccia dei colpevoli, i giornali avrebbero sconvolto la nazione.

    Ma questi non interessano a nessuno, non sono neanche figli di un dio minore.
    Sono semplici cavie, come tanti umani privi di coscienza.

  4. Che schifo! L’umanità merita l’estinzione! Che schifo anche sti ricercatori che non sanno quello che li aspetta quando arriverà la loro di fine!

  5. “Il dato positivo è che anno dopo anno il numero totale di animali utilizzati per la ricerca scientifica è in graduale diminuzione”…di questo passo mi domando quando raggiungeremo il livello di civilta`espresso della legislazione della Germania degli anni …. trenta del 900?

  6. Al posto dei macachi,bisognerebbe usare la classe politica italiana ed europea.Poi finiti questi,i banchieri,poi gli amministratori delle multinazionali,poi la classe clericale,poi militari e forze dell’ordine.Visto che a noi,ci stanno già sezionando loro.

  7. Secondo me non stanno facendo nessuna ricerca ma stanno accontentando gli appetiti di qualcuno, soldi ed anche l’Italia ha sempre dimostrato di non avere nessun rispetto neanche per gli animali, fanno anche messe nere con sacrificio di animali che vengono scannati per? C’è un problema serio di salute mentale.