L’ultimo discorso di George Soros: le guerre della “Società Aperta” e il clima come parte in causa del conflitto

L’ultimo discorso di George Soros: le guerre della “Società Aperta” e il clima come parte in causa del conflitto

Alexandr Dugin
geopolitika.ru

Il testamento di Soros

Il 16 febbraio 2023, George Soros, uno dei principali ideologi e praticanti del globalismo, dell'unipolarismo e della conservazione dell'egemonia occidentale a tutti i costi, ha tenuto alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco in Germania un discorso che potrebbe essere definito una pietra miliare. In esso, il 93enne Soros riassume la condizione in cui si trova alla fine della sua vita, interamente dedita alla lotta della "società aperta" contro i suoi nemici, le "società chiuse", secondo i precetti del suo maestro Karl Popper. Se Hayek e Popper sono il Marx e l'Engels del globalismo liberale, Popper è il suo Lenin. Soros a volte può sembrare stravagante, ma, nel complesso, articola apertamente quelle che poi diventeranno le principali tendenze della politica mondiale. La sua opinione è molto più importante degli sproloqui di Biden o della demagogia di Obama. Tutti i liberali e i globalisti finiscono per fare esattamente quello che dice Soros. È la mente di UE, MI6, CIA, CFR, della Commissione Trilaterale, di Macron, Scholz, Baerbock, Saakashvili, Zelenski, Sandu, Pashinyan e praticamente di tutti coloro che, in un modo o nell'altro, rappresentano l'Occidente, i valori liberali, il Postmoderno e il cosiddetto "progressismo." Soros è importante. E questo discorso è il suo messaggio all'"Assemblea Invisibile" del mondo, in pratica un monito a tutti gli infiniti agenti del globalismo, sia dormienti che risvegliati.

Soros inizia dicendo che la situazione nel mondo è critica. Individua immediatamente due fattori principali:

- lo scontro di due tipi di governo ("società aperta" contro "società chiusa") e

- il cambiamento climatico.

Il clima (ne parleremo più avanti) è evocato da Soros nella prima parte e alla fine del suo discorso, ma lo scontro tra i due tipi di governo, appunto i due “campi”, i fautori di un mondo unipolare (come Schwab , Biden, l'euro-burocrazia e i loro satelliti regionali, come il regime terroristico di Zelensky) e i sostenitori di un mondo multipolare occupano la parte principale.

Esaminiamo con ordine le tesi di Soros.

Società aperte e società chiuse: definizioni fondamentali

Innanzitutto, Soros fornisce le definizioni di società "aperte" e "chiuse". Nelle società aperte lo Stato tutela la libertà dell'individuo. In quelle chiuse, l'individuo serve gli interessi dello Stato. In teoria, ciò sarebbe l’esatto contrario della democrazia liberale occidentale e della società tradizionale (qualunque essa sia). Del resto, nel campo delle Relazioni Internazionali (IR) ciò corrisponde esattamente alla polemica tra i liberali nelle IR e i realisti nelle IR.

A livello di geopolitica, abbiamo l'opposizione tra la "civiltà del mare" e la "civiltà della terra". La civiltà del mare è la società commerciale, l'oligarchia, il capitalismo, il materialismo, lo sviluppo tecnico e l'ideale del piacere carnale egoistico. È la democrazia liberale, la costruzione della politica dal basso e la distruzione di tutti i valori tradizionali – religione, proprietà, famiglia, moralità. Il simbolo di una tale civiltà è l'antica Cartagine fenicia, il polo di un enorme impero schiavista, predatorio e coloniale, con il suo vitello d'oro, i culti sanguinari di Moloch, il sacrificio dei bambini. Cartagine era una "società aperta».

Ad essa si opponeva Roma, la civiltà della Terra, una società basata sull'onore, la lealtà, le tradizioni sacre, l'eroismo militare e la gerarchia, il valore e la continuità delle antiche generazioni. I Romani adoravano i luminosi dei paterni del cielo e respingevano con scrupolo i culti sanguinari e ctonii dei pirati e dei mercanti del mare. Questo potrebbe essere visto come un prototipo di "società chiuse", fedeli alle radici e alle origini.

Soros è l'incarnazione vivente (per ora) del liberalismo, dell'atlantismo, del globalismo e della talassocrazia ("il potere tramite il mare"). Nella battaglia di Cartagine contro Roma è inequivocabilmente dalla parte di Cartagine. La sua formula, simmetrica al detto del senatore romano Catone il Vecchio, "Cartagine deve essere distrutta", è: "No, è Roma che deve essere distrutta". Nelle nostre circostanze storiche, stiamo parlando della "Terza Roma". Cioè di Mosca.

Detto e fatto. E Soros crea un'opposizione liberale artificiale nella stessa Russia, in tutti i paesi della CSI organizza e sostiene vari regimi, partiti, movimenti, organizzazioni non governative russofobe e ostili alla Russia, alle sue tradizioni e alle sue autorità. "Roma deve essere distrutta". Dopotutto, "Roma" è una "società chiusa" e la "società chiusa" è nemica della "società aperta". E i nemici devono essere distrutti. Altrimenti saranno loro a distruggerti. Una logica semplice ma chiara, da cui sono guidate le élite globaliste liberali dell'Occidente e i loro rami "proxy" in tutta l'umanità. E quelli nello stesso Occidente che non sono d'accordo con Soros, come ad esempio Donald Trump e i suoi elettori, vengono subito dichiarati "nazisti", discriminati, "cancellati". Inoltre,"Nazisti" secondo Soros sono tutti coloro che gli si oppongono. Se un terrorista ucraino con la svastica e le braccia insanguinate fino ai gomiti si schiera contro Roma, non è più un “nazista”, ma semplicemente uno [di quelli che] “sono solo dei bambini”. E chi è per Roma è sicuramente un “nazista”. Trump, Putin, Xin Jiang Ping, Erdogan, gli ayatollah iraniani, i populisti europei: una doppia logica manichea, ma è questo che guida le odierne élite globali.

Poteri esitanti

Dopo aver diviso gli attori principali in due campi, Soros ispeziona quei regimi che si trovano nel mezzo – tra Cartagine (gli Stati Uniti e i satelliti), i suoi idoli, e l'odiata Roma (Mosca e i satelliti). Tale è l'India di Modi, che, da un lato, ha aderito all'alleanza atlantista QUAD (Cartagine) e, dall'altro, acquista grandi quantitativi di petrolio russo (quindi, secondo Soros, collabora con Roma).

È anche il caso della Turchia di Erdogan. La Turchia è un membro della NATO ma, allo stesso tempo, anche un feroce antagonista dei terroristi curdi che Soros sostiene attivamente. Erdogan dovrebbe, secondo Soros, distruggere lo Stato con le proprie mani, allora sarebbe veramente un "bravo ragazzo", cioè dalla parte della "società aperta". Nel frattempo, lui e Modi sono "mezzi nazisti". Con discrezione, Soros suggerisce di rovesciare Modi ed Erdogan e di provocare un sanguinoso caos in India e in Turchia. Dopodichè le società "semichiuse/semiaperte" diventeranno completamente "aperte". Non c’è da meravigliarsi che Erdogan non ascolti tali consigli e, se li ascolta, faccia esattamente il contrario.

Anche Modi sta cominciando a capirlo. Ma non in modo così acuto.

Soros suggerisce al presidente di sinistra del Brasile recentemente rieletto, Inácio Lula, la stessa scelta tra l'obbedienza servile all'oligarchia liberale globale (cioè tra la "società aperta") e la conservazione della sovranità o la partecipazione a blocchi multipolari (come i BRICS). Secondo Soros, Lula, se dovesse disobbedire ai globalisti e schierarsi nel campo delle "società chiuse", dovrà affrontare un caos sanguinoso. Soros traccia un parallelo tra la rivolta trumpista del 6 gennaio 2021 a Washington e quelle dell'8 gennaio 2023 organizzate dai sostenitori di Jair Bolsonaro in Brasile. Soros dice a Lula: "Fai come Biden, e Cartagine ti sosterrà. Altrimenti..." Poiché Soros è noto per il suo sostegno attivo alle "rivoluzioni colorate" (a favore della "società aperta") e il suo aiuto a terroristi di ogni tipo, solo perché attacchino Roma, le sue minacce non sono parole vuote. È in grado di rovesciare governi e presidenti, far crollare le valute nazionali, iniziare guerre e organizzare colpi di stato.

Ucraina: il principale avamposto dell'egemonia liberale nella lotta al multipolarismo

Soros passa poi alla guerra in Ucraina. Afferma che, nell'autunno del 2022, l'Ucraina aveva quasi vinto la guerra contro la Russia, e questo perchè, nella prima fase del conflitto, gli infiltrati di Soros nella stessa Russia stavano apparentemente frenando l'azione decisiva da tempo attesa da parte del Cremlino. Ma, dopo il mese ottobre, qualcosa era andato storto per Cartagine. Roma aveva effettuato una mobilitazione parziale, aveva proceduto alla distruzione delle infrastrutture industriali ed energetiche dell'Ucraina, aveva cioè iniziato a combattere per davvero.

Soros si sofferma soprattutto sulla figura di Yevgeny Prigozhin e il gruppo Wagner. Secondo Soros, è lui il fattore decisivo che ha ribaltato la situazione. C'è da chiedersi: se una Compagnia Militare Privata relativamente piccola, che si impegna a combattere "come si deve", può veramente cambiare gli equilibri nella grande guerra delle "società chiuse" contro quelle "aperte" (e questo presuppone una portata globale delle operazioni di combattimento in diplomazia, politica, economia, ecc.), allora la vera capacità di dominio del globalismo deve essere davvero fragile.

Per quanto riguarda la sua sopravvalutazione del pericolo di Yevgeny Prigozhin, ero inizialmente propenso a credere che qui Soros avesse torto nella sua ricerca di simboli appariscenti. Ma troppo spesso ha ragione. Inoltre, sa di cosa è capace un piccolo ma coeso gruppo di valorosi. Sostenuto da gruppi simili, Soros ha ripetutamente portato a termine colpi di stato, vinto guerre e rovesciato leader politici indesiderati. E, quando tali valorosi sono dalla parte di Roma, per la stessa Cartagine è tempo di preoccuparsi.

Soros prosegue analizzando la quantità di aiuti militari forniti a Kiev dall'Occidente e chiede che siano aumentati quanto basta per sconfiggere definitivamente la Russia. Questa sarebbe la vittoria decisiva della "società aperta" – per Soros il coronamento del lavoro di una vita e l'obiettivo principale dei globalisti. Soros dice senza mezzi termini: l'obiettivo della guerra in Ucraina è "la dissoluzione dell'Impero Russo". Nella guerra contro la Russia Prigozhin e gli altri valorosi dovrebbero essere eliminati e dovrebbero essere sostenuti i loro oppositori, sia interni che esterni.

La Cina e il pallone che ha rovinato tutto

Soros passa poi al suo secondo peggior nemico, la Cina, un'altra "società chiusa". Soros crede che Xi Jinping abbia commesso errori strategici nella lotta contro la Covid-19 (sicuramente di origine artificiale e diffusa a livello mondiale su diretta istruzione dello stesso Soros e dei suoi sodali della "società aperta" per renderla ancora più aperta a Big Pharma, al controllo globale e alla sorveglianza totale).

Soros ritiene che la posizione di Xi Jinping si sia indebolita e che, nonostante qualche miglioramento nei rapporti con Washington, la vicenda del pallone cinese abbattuto porterà ad un nuovo raffreddamento dei rapporti. La crisi di Taiwan è congelata, ma non risolta. Ma ora tutto dipende dalla Russia. Quando la Russia sarà stata sconfitta, la Cina cesserà allora di essere un ostacolo invalicabile per una “società aperta”. E le rivoluzioni colorate potranno iniziare anche lì: rivolte etniche, colpi di stato e attacchi terroristici – Soros sa bene come si fanno, e probabilmente le ha già insegnate a coloro che rimarranno dopo che lui stesso se ne sarà andato.

Trump come portavoce di una "società chiusa" negli Stati Uniti

Negli stessi Stati Uniti, Soros sta maledicendo Trump, che considera un rappresentante di una "società chiusa" che ha adottato il modello di Vladimir Putin.

Soros sogna che né Trump né DeSantis siano nominati alla presidenza nel 2024, ma, come sempre, sosterrà i suoi sogni con l'azione. Questo, agli occhi del Governo Mondiale, è un altro punto a sfavore dei Repubblicani.

Soros come praticante globale

Questa è la mappa del mondo, secondo l'uscente George Soros. Ha trascorso i quasi 100 anni della sua vita lavorando duramente per renderlo esattamente così. Ha avuto un ruolo nella distruzione del campo socialista, nella rivoluzione antisovietica del 1991, nello smantellamento dell'Unione Sovietica e nell'inondare i governi dei nuovi Paesi post-sovietici con i suoi agenti. Negli anni '90 controllava completamente i riformatori russi e il governo Eltsin, che, all'epoca, aveva giurato fedeltà ad una "società aperta". Sì, l'arrivo di Putin gli ha strappato la vittoria finale. E, quando questo è diventato ovvio, Soros ha contribuito a trasformare l'Ucraina in un aggressivo e sanguinario zoo nazista e russofobo. Questo è leggermente in contrasto con il dogma liberale di una "società aperta", ma va benissimo nella lotta contro una "società chiusa" così pericolosa.

Tutto verrà deciso in Ucraina, dice Soros. Se vincerà, la Russia farà arretrare di molto la "società aperta" e l'egemonia liberale globale. Se cadrà, guai ai vinti. La causa di Soros allora avrà vinto per sempre. Questa è la sintesi geopolitica.

Il "riscaldamento" globale

Sia all'inizio che alla fine del suo discorso, Soros parla un altro fattore che rappresenterebbe una minaccia per la "società aperta". Il cambiamento climatico.

Il modo in cui è stato messo sullo stesso piano delle grandi trasformazioni, dei conflitti e degli scontri geopolitici e di civiltà è spiegato argutamente in un canale Telegram russo, "Eksplikatsiya". Ecco l'intero frammento preso in prestito.

“Il 16 febbraio 2023, uno speculatore globale, un fanatico seguace dell'ideologia estremista della "società aperta", George Soros, ha tenuto un discorso programmatico in Germania, alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. Gran parte dell’intervento era dedicata alla geopolitica e al duro confronto dell'ordine mondiale unipolare globalista liberale con ciò che Soros e le élite mondiali chiamano "società chiuse". [...]

Mi interessava sapere, invece, come queste costruzioni geopolitiche si rapportino al problema del riscaldamento globale, con cui Soros ha iniziato e concluso il suo discorso. Mettendo tutto insieme, sono giunto alla seguente conclusione.

Soros afferma chiaramente che lo scioglimento dei ghiacci dell'Antartide e dell'Artico, insieme a Putin, Xin Jiang Ping, Erdogan e Modi, sono minacce reali per una "società aperta", infatti l'agenda climatica è integrata direttamente nel discorso geopolitico e diventa un attore di primo piano nel grande confronto.

A prima vista, questo sembra assurdo. Come un ipotetico riscaldamento globale (anche se lo accettassimo come reale) possa essere annoverato tra i nemici dei globalisti, e addirittura ottenere lo status di "minaccia numero 1" [ha dell’incredibile, però è così], visto che Soros mette al primo posto nel discorso il pericolo dello scioglimento dei ghiacci e solo come secondo quello di Putin al Cremlino e delle truppe russe in Ucraina.

Ricordiamo che la geopolitica parla di un confronto tra la "civiltà del mare" e la "civiltà della terra". Di conseguenza, tutti i principali centri dell'atlantismo si trovano nelle città portuali, sulla costa. Questo era stato il caso di Cartagine, Atene, Venezia, Amsterdam, Londra, e oggi New York. Questa caratteristica si estende anche alla geopolitica elettorale degli Stati Uniti, dove gli Stati blu che tradizionalmente sostengono i Democratici, tra cui l'ultraliberale New York, si trovano lungo entrambe le coste – occidentale e orientale – e i più tradizionali Stati repubblicani rossi, il cui sostegno aveva portato al potere Trump, il principale nemico di George Soros, costituiscono l'Heartland americano.

Più o meno lo stesso è vero in altri continenti. È stata la "civiltà del mare" a costruire quella "società aperta" che George Soros difende con fervore, mentre le "società chiuse" ad essa opposte sono le civiltà della Terra, tra cui quella russo-eurasiatica, cinese, indiana, latinoamericana, e persino il nucleo nordamericano (gli Stati rossi). Quindi, se il ghiaccio si sciogliesse, il livello degli oceani del mondo salirebbe rapidamente. E ciò significa che i primi ad essere sommersi sarebbero proprio i poli della talassocrazia mondiale: la zona del Rimland, gli spazi costieri che sono le roccaforti dell'oligarchia liberale globale. In tal caso, la società liberale aperta, chiamata anche "società liquida" (Sigmund Bauman) sarebbe semplicemente spazzata via: rimarrebbero solo "società chiuse", situate nell'entroterra, all'interno dei continenti.

Il riscaldamento della terra renderebbe fertili molte zone fredde, specialmente nell'Eurasia nord-orientale. In America rimarrebbero solo gli Stati sostenitori dei Repubblicani. Le roccaforti democratiche finirebbero sott’acqua. E, prima che ciò accada, il morente Soros annuncia il suo testamento ai globalisti: "è adesso o mai più: o la 'società aperta' vince oggi in Russia, Cina, India, Turchia, ecc. (il che consentirebbe all'élite globalista di salvarsi spostandosi nelle regioni interne dei continenti) o la “società aperta” finirà”.

Questo è l'unico modo per spiegare l'ossessione per il cambiamento climatico nelle menti dei globalisti. No, non sono pazzi! Non lo è Soros, né Schwab, né Biden! Il riscaldamento globale, come aveva fatto un tempo il "Generale Inverno" durante la Seconda Guerra Mondiale favorendo i Russi nella lotta contro Hitler, sta diventando un fattore importante nella politica mondiale, ed è ora dalla parte di un mondo multipolare.

Questa è una spiegazione molto intelligente. A me non era venuta in mente

Soros come rete neurale e sistema operativo di Roma

In conclusione, dobbiamo prestare attenzione a quanto segue. Le parole di George Soros, quando ci ricordiamo di chi è, di cosa è capace e di cosa ha già fatto, non vanno prese alla leggera. Alcuni critici osservano che "il vecchio speculatore finanziario è fuori di testa". Soros non è solo un individuo ma una sorta di "Intelligenza Artificiale" della civiltà liberale occidentale. È il suo codice, il suo algoritmo su cui viene costruita l'intera struttura del dominio globale occidentale nel XXI secolo. In questo approccio a tutto spettro, l'ideologia si intreccia con l'economia, la geopolitica con l'istruzione, la diplomazia con la cultura, i servizi segreti con il giornalismo, la medicina con il terrorismo, le armi biologiche con l'agenda ecologica, la politica di genere con l'industria pesante e il commercio mondiale. Con Soros, abbiamo a che fare con un sistema operativo di "società aperta" in cui tutte le risposte, le mosse, i passaggi e le strategie sono deliberatamente pianificate. Nuovi input vengono immessi in un sistema ottimizzato che funziona come un orologio, o piuttosto come un supercomputer, una rete neurale globalista.

"Una società chiusa", cioè "noi", deve costruire il proprio sistema operativo, creare i propri codici e algoritmi. Non basta dire “no” a Soros e ai globalisti. È necessario dare qualcosa di positivo in cambio. E di altrettanto coerente, sistemico, radicato, sostenuto da risorse e capacità. In sostanza, un tale sistema Anti-Soros sono l'Eurasianismo e la Quarta Teoria Politica, la filosofia per un mondo multipolare e una difesa a tutti gli effetti della tradizione sacra e dei valori tradizionali. Di fronte a Soros è necessario non giustificare, ma attaccare, a tutti i livelli e in tutte le sfere. Fino all'ambiente. Se Soros pensa che il riscaldamento globale sia una minaccia, allora il riscaldamento globale è un nostro alleato, proprio come lo era stato il "Generale Inverno." Dovremmo arruolare il riscaldamento globale -- questo iper-oggetto non identificato -- nel gruppo "Wagner" e dargli una medaglia.

Soros, dacci i soldi! La vergogna del liberalismo russo

Ecco un esempio del mio unico incontro con Soros. All'inizio degli anni '90 ero stato invitato ad un incontro con Soros in una sala per conferenze a Mosca. Soros era stato invitato da Maksim Sokolov, un liberale del quotidiano Kommersant, e da alcuni altri funzionari russi non identificabili della Fondazione Soros. L'incontro era dedicato alla presentazione del libro "The Open Society and Its Enemies" di Karl Popper, una sorta di "testo sacro" per Soros, Biden e tutti i liberali contemporanei. All'inizio erano stati soprattutto i sostenitori di Popper a parlare. Ma quasi tutti dicevano la stessa cosa, che non aveva niente a che fare con Popper, tipo: "Caro George Soros, dammi i soldi e quanti più puoi!" L'unica variazione era: "Non darli a lui/lei che non è nessuno, dalli a me!" Soros si era quasi si addormentato.

Alla fine avevano dato il microfono anche a me. Probabilmente ero l'unico tra il pubblico ad aver letto il libro di Popper in discussione. Non escludo che anche Maksim Sokolov l'avesse letto. Il resto degli invitati continuava a ripetere a macchinetta: "Dammi i soldi, dammi i soldi". Questi sono i nostri liberali. Non c'è da stupirsi che abbiano cambiato le loro posizioni ideologiche così tante volte da far girare la testa. Dove sono oggi con l'operazione militare speciale? Ovunque. Sia dalla loro parte che dalla nostra."Soros, dammi i soldi!" è stato facilmente sostituito da "Putin, dammi i soldi!" Ma non è così importante.

Quando avevo detto tutto quello che pensavo sull'incompatibilità dei valori tradizionali russi con l'individualismo della "società aperta", Soros si era svegliato e si era rianimato. Le sue guance rugose – anche allora non era più tanto giovane – erano diventate rosse.Dopo aver ascoltato la mia mini-conferenza su come il liberalismo non avrebbe mai vinto in Russia, che sarebbe stato respinto e calpestato, che saremmo tornati al nostro modo originale russo e avremmo affrontato di nuovo il globalismo e l'egemonia occidentale con tutta la forza russa (avevo concluso con un patetico "Vada a casa, mister Soros! Prima è, meglio è!"), Soros aveva avuto l'ultima parola. Aveva detto al pubblico: "Per quanto ne so della vostra storia russa, le rivoluzioni sono state iniziate da persone come voi (aveva indicato la maggior parte delle persone sedute in sala) e finite da persone come lui (aveva indicato me). Voi tutti non avete detto una parola su Popper, e sembra che l'unico che abbia letto "The Open Society and Its Enemies" sia stato un 'nemico della società aperta' che mi ha appena detto di andare a farmi fottere. Questa è la tragedia del liberalismo in Russia. Voi pensate ai soldi, mentre lui pensa alle idee.Ma spero di sbagliarmi, e che voi otteniate qualcosa”. Così aveva concluso il suo discorso ed era tornato in Ungheria.

Ora lui e la sua fondazione sono vietati non solo in Russia, ma anche in Ungheria, la Open Society Foundation è riconosciuta in Russia come una pericolosa "organizzazione terroristica". Che poi è quello che è esattamente.

Ma Soros ha sempre analizzato tutto correttamente. Negli anni ‘90 i Liberali avevano tutto il potere nelle loro mani e, gradualmente, quasi impercettibilmente, lo hanno perso.

E oggi stiamo ovviamente seguendo la via russa e combattendo per un mondo multipolare contro l'egemonia globale della "società aperta".

Dopo tutto, noi siamo Roma e loro sono Cartagine.

Aleksandr Dugin

Fonte: geopolitika.ru
Link: https://www.geopolitika.ru/en/article/george-soross-last-speech-open-society-wars-and-climate-combatant-conflict
13.02.2023
Scelto e tradotto da Oldhunter per comedonchisciotte.org

Commenti (32)

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Mostra commenti 32 caricati
    1. Cachafaz 22 febbraio 2023

      Notato cosa ha detto il rappresentante Russo all'onu? Dopo aver individuato i colpevoli della distruzione dekl nord stream 2, cioe' Usa e Norvegia, ha detto che la Russia vuole essere risarcita. Cio' vuol dire a mio avviso, che quando la nato terminera' sia la povera carne da cannone che le armi, se vogliono che i russi si fermino devono pagare. Sara' da ridere!

    2. Petrus 23 febbraio 2023

      Da ridere mica tanto, visto che i soldi li prenderanno dal tuo portafogli...

    1. uparishutrachoal 22 febbraio 2023

      Liberismo contro statalismo (come dice Danone), che poi è dire Vaishya contro Kshatriya detto al modo indiano.
      Mancano i Brahmana, che dovrebbero essere la casta guida..e non a caso, sia gli statalisti che i liberisti difettano di prospettive finali all'agire umano..e il reset, come il rifarsi all'Ortodossia sono speculari, nell'essere il primo troppo nuovo e fatuo mentre il secondo troppo vecchio e non appetibile.
      Ci vuole una nuova religione che resetti tutto..e l'India, vero stato neutrale, ha in dote la dottrina da offrire al mondo..ma se anche la musica è quella giusta, alla fine chissà in quale modo verrà percepita, e per quale vie.

    1. Dante Bertello 22 febbraio 2023

      Comunque da quel che si vede nel video qui sotto, sembrerebbe che anche per lui stia per arrivare l'epilogo.

      https://twitter.com/QLexPipiens/status/1627653078110420994

    1. mago 22 febbraio 2023

      Signori parliamo da anni di una persona che si avvia verso il secolo,ho una suocera coetanea e pur essendo in splendida forma dubito che una persona di tale età possa essere ancora nel pieno delle sue facoltà fisiche e mentali per condurre e interferire nella politica Europea,dovremmo cominciare a pensare a chi ha lasciato il testimone altrimenti sarebbe come il Grande Vecchio a cui addebitavano tutte le nefandezze politiche e non Italia anni 70/ 80.
      che ha alimentato le fantasie dei media.

    1. Eugiorso 22 febbraio 2023

      Pronti con il paletto di frassino e i proiettili d'argento per cacciare la bestia sanguinaria di cui all'immagine?
      Forse non ancora, ma si potrebbe cominciare, con un po' di buona volontà, dai suoi accoliti e servi locali ...

      Cari saluti

    2. Petrus 23 febbraio 2023

      Argento? Il piombo costa molto meno....

    1. GioCo 22 febbraio 2023

      Si sta delineando un "noi" e un "loro" fatale se condiviso. Per il semplice fatto che è una guerra privata di gente come Soros a cui siamo tenuti a partecipare per fede. Tifando, ma anche morendo, perché ovviamente non è poi quello che promuove la guerra a farla. Lui non è la "carne da cannone" è il promotore dell'ideologo, il sacerdote della religione del massacro. Roma non è mai stata un modello ideale a cui ispirarsi. Certo nell'antichità era forse la forma di giustizia sociale organizzata più avanzata, ma tra due pezzi di carne marcia, quella che puzza meno non è per questo "buona", è meglio solo per confronto.

    1. emilyever 22 febbraio 2023

      " Noi siamo Sparta, loro sono i Persiani" i due gruppi in cui sono divisi i concorrenti del grande fratello vip di quest'anno. Va beh, magari poi dirò qualcosa di intelligente

    1. IlContadino 22 febbraio 2023

      Povero Soros, l'hanno vampirizzato, nel senso che in questo ritratto sembra proprio un vampiro, da locandina di film horror.
      Putin invece, nell'altro articolo, sembra un santino, di quelli che trovi nel cruscotto del pandino della vecchietta: San Putin protettore dei pandini.
      Nel prossimo articolo-discorso mi aspetto la von der Leyen stile Giovannona coscia lunga

    2. BrunoWald 22 febbraio 2023

      Lui infatti appartiene a un film horror, qualcosa di molto simile a una saga di vampiri. Infatti dura ormai da secoli, se non di più. E la cosa peggiore è che in quel film ci siamo pure noi, a fare da comparse.

      "mi aspetto la von der Leyen stile Giovannona coscia lunga"

      Per l’amord’iddio... nooo!

    1. indipendente 22 febbraio 2023

      E noi, poveri persi dell'italica terra, che veramente saremmo i depositari della prima vera Magna Roma, ora ci ritroviamo con la piccola roma che magna. E solo quello...

    1. danone 22 febbraio 2023

      Dughin più lo leggo e meno mi convince, è troppo ideologizzato anche lui, dalla parte opposta della società aperta sorosiana, ok, ma radicalizza anche lui la questione, quindi dal mio punto di vista è un altro esponente che alimenta il divide et impera esasperato di questi tempi, che non ha ragione d'essere nella realtà, se non venisse certosinamente costruito dagli agenti della divisione come sono sia Soros, che Dughin.
      Questo suo radicalismo ideologico lo allontana da una vera visione spirituale consapevole e si avverte nel leggerlo purtroppo.

      Lo scontro fra società aperta e chiusa, personalmente lo leggo banalmente come lo scontro fra il ruolo del pubblico e del privato in economia.
      Tutta la pappardella sulle potenze di mare e di terra, di Roma e Cartagine, a mio modo di vedere è solo una manipolazione propagandistica della narrazione, che aumentare la confusione, invece di chiarire il discorso.
      La realtà è che l'economia deve essere in mano privata per il modello neo-liberista della società aperta sorosiana, la moneta deve essere in mano privata.
      Questo produce una elites ristretta di padroni universali, di cui Soros fa parte, ai quali il ruolo dello Stato, ovviamente di un vero Stato, che faccia gli interessi della sua popolazione, impedisce di assurgere al ruolo di padroni universali.
      Oggi però siamo ad una fase successiva di questa storia, ovvero il modello neo-liberista è arrivato al capolinea da solo e quindi i padroni universali, oggi e non ieri, hanno il problema di riciclarsi sopra al nuovo modello multi-polare,che stanno promuovendo loro stessi, utilizzando altri attori non occidentali.
      Soros quindi oggi, dalla sua parte, come dughin, dall'altra parte, stanno alimentando lo scontro ideologico necessario per giustificare il cambiamento del modello socio-economico mondiale.
      Siccome i nuovi leaders multi-polari e i vecchi leaders dell'unipolarismo liberale sono troppo diversi per potersi consociare pacificamente per promuovere direttamente il nuovo modello, serve lo scontro che individui vinti e vincitori, come avviene sempre dentro la narrazione storica, che ovviamente sono già stati decisi, come i vincitori di Sanscemo.
      Sanscemo e geo-polli-tica, stessa agenda.

    2. Eugiorso 22 febbraio 2023

      Credo che per opporsi a un mostro così potente, si debba essere ideologizzati fino al midollo, integralisti e manichei più del nemico.
      Come sappiamo, la contrapposizione è sanguinosa, senza possibilità di essere santa perché è una guerra culturale, e quindi di questo nemico non si potrà avere alcuna pietà, considerandolo alle stregua di insetti nocivi da disinfestare, e non di uomini, pena la certezza della sconfitta ...

      Cari saluti

    3. Gino 22 febbraio 2023

      Sono d'accordo con tutto ciò che hai detto nella prima parte (ovvero fino a "Oggi però siamo ad una fase successiva").

      Di Dughin posso dire che più lo leggo meno mi piace. In particolare considero puerile il parallelismo da egli utilizzato tra Roma/Cartagine e Russia/USA: lo considero ridicolo.

      Roma della schiavitù ne fece un'arma militare: il suo dominio incontrastato del Mediterraneo lo ottenne incatenando ai remi enormi quantità di schiavi; per conservarlo ebbe poi a doversi incessantemente e prioritariamente dedicare all'acquisizione di sempre ulteriori enormi quantità di nuovi schiavi, dato che la vita media di un vogatore schiavo e incatenato, ovviamente, non poteva che risultare essere molto breve. Quella degli schiavi utilizzati ai remi fu probabilmente la più decisiva innovazione bellica di Roma.

      Cartagine fu sempre conservativa; Roma fin dall'inizio inevitabilmente destinata all'espansione, mediante perenni e interminabili conflitti militari.
      (la Roma occidentale... quella di Bisanzio fu tutt'altra storia)

      Circa la questione delle società aperte e delle società chiuse, per quanto mi riguarda la considero alla stregua delle molte altre questioni ideologiche da questa feccia utilizzate strumentalmente. Come, ad esempio, anche si ha nel caso dell'ecologismo e dell'ambientalismo. Il fatto che questa feccia le utilizzi non necessariamente implica un loro valore negativo. Circa le società aperte sicuro è solamente il fatto di poter esse, da questa feccia, molto più facilmente venire corrotte ed infiltrate.

    4. BrunoWald 23 febbraio 2023

      Senza dubbio, il divide et impera è un vecchio trucco. E in generale, il tuo ragionamento è fondato.
      Ma non puoi mettere sullo stesso piano Soros e Dughin. E nemmeno le filosofie contrapposte a cui si ispirano.
      Dio/patria/famiglia, e il socialismo/capitalismo di stato, avranno tutti i difetti che volete, sarebbero da rivedere integralmente, ma quegli altri sono veleno allo stato puro, e spargono la loro peste maledetta su tutto ciò che toccano.
      Con persone come Dughin si può discutere. Con quegli altri bisognerebbe usare il lanciafiamme.

    1. A.P. 22 febbraio 2023

      Eh cari donchiosciottisti: volete mettere soros col temibile Messina denaro? Sono ironico neh, sono ironico.....

    2. alessandroparenti 23 febbraio 2023

      Messina Denaro ha detto che Putin è stato provocato e che sono gli Americani a provocare e rompere i coglioni. E i nostri giornalisti idioti l'hanno pure pubblicato pensando che se lo dice un cattivone a maggior ragione non va neanche pensato: non sanno che nel vomitevole panorama di politici e personaggi pubblici che si vede nel nostro paese uno come Messina Denaro può piacere,almeno a una certa fetta di popolazione, più di loro. E chissà a quanti guaglioncelli ignoranti di politica internzionale sarà venuto un qualche dubbio e ora si vogliono informare anche autonomamente.

    1. Cachafaz 22 febbraio 2023

      Quando la Russia sara' sconfitta? Traggo nuovo ottimismo dalle farneticazioni di questo vecchio demone.,

    1. mystes 22 febbraio 2023

      "Secondo Soros, Lula, se dovesse disobbedire ai globalisti e schierarsi nel campo delle “società chiuse”, dovrà affrontare un caos sanguinoso." Nessuna paura Lula é culo e camicia con Soros, Vedi: https://forum.comedonchisciotte.org/notizie-dal-mondo/soros-elogia-lula/#post-359700

    2. Petrus 23 febbraio 2023

      Quando il Diavolo ti accarezza e' per farti rilassare prima di mettertelo in quel posto, fossi in Lula camminerei schiena al muro!

    1. clausneghe 22 febbraio 2023

      Grande Dugin, è un vero arricchimento mentale leggerlo.
      E non posso non pensare che Egli, un vero Filosofo contemporaneo e non un semplice laureato in storia della filosofia come è il nostro caro $fusaro, per esempio, ha avuto la unica figlia straziata dalla bomba omicida postata con le mani che magari nutre ancora il Soros, colui che da ragazzino promettente bastardo, ricordiamolo, vendeva i nomi dei suoi "fratelli" Ebrei ai Nazisti, per soldi, i suoi primi soldi maledetti come lo è lui..

    2. alessandroparenti 23 febbraio 2023

      Ben detto!

    1. Divoll 22 febbraio 2023

      Spero che dopo la vita esista davvero l'inferno...

    1. carla 22 febbraio 2023

      SoroS non è la grande mente, semmai è il portavoce ufficiale delle grandi menti che stanno ancor più nascoste, che godono di diritto di privacy assoluta.
      Lui è un arricchito recente e come tale deve pagare pegno ai vari rochfeller rotschild windsor e chi più ne sa più ne metta.
      Molte delle grandi menti non sappiamo nemmeno come si chiamano.

    2. Divoll 22 febbraio 2023

      Si conoscono, si conoscono, alemno quelle principali. Ormai hanno perso l'anonimato.

    3. carla 22 febbraio 2023

      Solo SOROS ha 8 figli, i Rothscild che regnano da 3 secoli hanno più rami nobiliari dei windsor che sono poi relativamente recenti e agevolati nell'ascesa al trono proprio dai Rothschild, tutte le casate reali sono del gioco dai nordici agli spagnoli.
      Del resto ho notato che spesso nelle crisi chi è rappresentato da fam.reali si barcamena meglio di chi vive in repubbliche delle banane.
      Sembra che per pudore i reali tentino di frenare almeno un po' l'avidità dei politici locali memori che l'incaxxatura della plebe potrebbe costare anche a loro.

    4. Cachafaz 22 febbraio 2023

      Uno dei figli di Soros e' andato in moglie ad un negrone, chissa' magari e' l' orgoglio di casa.,

    5. Dante Bertello 22 febbraio 2023

      Io invece penso che siano proprio Soros, Kissinger, o il defunto Brzezinski le menti, o comunque gli attuatori.

      E' anche possibile che ad architettare alcune strategie siano professori universitari lautamente pagati con consulenze.

      I Rothschild o i Rockefeller hanno "Il Capitale", ma ne Jacob come il defunto Evelyn, per i primi, come David o Nelson per i secondi, hanno o avevano le capacità per ideare piani così complessi.

      All'apertura del testamento di Evelyn Rothschild, morto ai primi di novembre del 2022, si è scoperto che ha disposto che sia sua moglie (terza moglie), Lynn Forester, a gestire il suo patrimonio e non i suoi figli (non sono figli di questa moglie).

      Questo sta a significare che, fortunatamente, non hanno una grande fiducia nei loro rampolli.

      Qualche giorno fa il direttore Blondet ha pubblicato un articolo su uno dei figli di Soros, non so se anche gli altri 7 siano come questo ma, se così fosse, capisco perchè vogliano affrettare i loro piani.

      https://www.maurizioblondet.it/foto-rivelatrici/?utm_medium=push&utm_source=onesignal&utm_campaign=push_friends

    6. BrunoWald 22 febbraio 2023

      Se fosse un film di vampiri, Soros sarebbe il semi-umano che va in giro di giorno per conto dei suoi padroni.
      Quelli per cui lavora temono la luce del sole.

    7. Petrus 23 febbraio 2023

      Concordo. A mio avviso la evidente accelerazione nella implementazione della loro agenda globale e' figlia della paura. Paura data dal fatto che Soros, Kissinger e soci sentono ormai in maniera assordante il ticchettio del tempo che passa, si accorgono di puzzare ormai di cadavere ogni mattina di piu, e non hanno fiducia in quelli che li rimpiazzeranno quando saranno andati a fare compagnia a Evelyn Rotschild, Brzezinsky, Elisabetta e Filippo...
      Godo al pensiero del terrore che li attanaglia ogni volta che cala la notte, sapendo che alta e' la probabilita' per loro di non rivedere il sole, e al sapere che se ne andranno col dubbio se la agenda 2030 verra' portata a compimento oppure no, dubbio che li mordera' in eterno!

    8. carla 23 febbraio 2023

      Concordo: i realizzatori ormai hanno superato i caporioni.
      Del resto ho pensato che Filippo&Elisabetta li abbiano sierati per bene sennò carlo (che è anche peggio) non sarebbe mai salito al trono

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