L’imminente colpo di stato della sinistra potrebbe ottenere l’effetto opposto, proprio come in Unione Sovietica nel 1991

Wayne Allensworth
unz.com

Il nostro paese sembra essere avviato verso una crisi politica, mentre i movimenti dei nemici dell’America dei Deplorabili farebbero capire che è in progetto contro Trump un colpo di stato post-elettorale del genere “Rivoluzione Colorata.” Come osservatore da lunga data della Russia, sono del parere che il fallito colpo di stato del 1991 in Unione Sovietica e il successivo collasso dell’URSS potrebbero esserci di lezione.

Il Comitato Statale Sovietico per lo Stato di Emergenza, agosto 1991

Quell’anno, il momento cruciale era arrivato quando le unità militari e di sicurezza sovietiche si erano rifiutate di muoversi contro Boris Yeltsin e i suoi seguaci. Potrebbe succedere qualcosa del genere qui, con Trump nel ruolo di Yeltsin?

Quello che il sottoscritto ha soprannominato il Blob globalista ha fatto capire da tempo che, nel giorno delle votazioni, non ha nessuna intenzione di riconoscere [l’eventuale] vittoria di Trump. Hillary Clinton, nella sua veste di Madam Defarge post-americana dell’attuale Rivoluzione Culturale, ha persino dichiarato pubblicamente che Joe Biden non dovrebbe, “in nessun caso,” riconoscere l’elezione di Trump. [Morning Greatness: Hillary Clinton Says Biden Should Not Concede ‘Under Any Circumstances’, di Liz Steele, AmGreatness.com, August 26, 2020]

Nel frattempo, i Democratici, con l’aiuto di rabbiosi Never Trumpers [Mai con Trump], come Bill Kristol e David Frum, hanno prospettato scenari da wargame che, nel caso di una sua vittoria, impedirebbero a Trump di entrare in carica, preparando i piani per quella che Trump ha correttamente descritto come “un’insurrezione[The Billionaire Backers of the ‘Insurrection’, di Julie Kelly, AmGreatness.com, Sep 14, 2020]. L’intenzione è dichiarare che Trump ha rubato, o ha tentato di rubare, le elezioni. “Per quanto riguarda i nostri nemici,” come avevo scritto il mese scorso, “pensano di essere dalla parte giusta della storia e, né la legge elettorale, né la Costituzione né alcun antiquato concetto di fair play li fermerà.” [Revolution and Resistance: How can elections continue?, American Remnant, September 4, 2020]

Il progetto di voto per corrispondenza è un punto di favore nel wargame del Blob. Se i Democratici non riuscissero a pilotare il risultato elettorale, con le buone o con le cattive, allora il macchinoso processo di verifica di tutte le schede inviate per posta potrebbe essere utilizato come mezzo per seminare confusione e caos, dando loro lo spazio di manovra necessario all’indomani della giornata elettorale.

I tirapiedi del Blob hanno già manifestato l’intenzione di tirare per le lunghe il conteggio dei voti. La governatrice del Michigan, Gretchen Whitmer, ad esempio, ha dichiarato a Face the Nation che il suo stato non sarà tenuto a rispettare “scadenze artificiali” per la comunicazione dei risultati elettorali [MI Gov. Whitmer: No ‘Artificial Deadlines’ for Announcing Election Results, di Jeff Poor, Breitbart, October 11, 2020]. In un classico esempio della proiezione psicologica caratteristica dei Democratici, la Whitmer ha inoltre affermato che quelli che potrebbero voler accelerare il conteggio dei voti lo farebbero sulla base di “interessi politici.”

Nel frattempo, l’ala militante del Blob ha fatto circolare un piano per manifestazioni di piazza post-elettorali. [DA LEGGERE: Left-wing Radicals Post Online Guide to ‘Disrupting’ the Country if Election is Close, by Joel Pollak, Breitbart, October 12, 2020].  Un gruppo di sinistra che si fa chiamare ShutDownDC [qui i loro Tweet] ha in progetto di prevenire un “colpo di stato” da parte di Trump  (altre proiezione qui ) bloccando il paese e costringendo Trump alle dimissioni, se il risultato elettorale dovesse essere troppo contestato. Il piano prevede “movimenti dirompenti e sostenuti in tutto il paese.” I militanti affermano inoltre che è loro intenzione chiedere che “non venga annunciato alcun vincitore fino a quando non sarà stato conteggiato ogni singolo voto.”

ShutDownDC proclama inoltre che non ha nessuna intenzione di consentire al paese di ritornare alla normalità. L’obiettivo è “smantellare” quelli che chiama i “sistemi di oppressione interconnessi.”

Non si tratta solo di un’elezione: è un progetto per completare la rivoluzione culturale antiamericana della sinistra.

Nel caos sempre più probabile che seguirà la tornata elettorale, potremmo non avere le idee chiare su quello che sta succedendo e, in effetti, questo potrebbe far parte del progetto del Blob.

In un recente intervento sulla “teoria critica della razza” vista con sempre più favore dal Pentagono, Tucker Carlson si è chiesto perché la Sinistra sia così desiderosa di accaparrarsi le simpatie dei militari.

La mia risposta: il Blob sta contemplando la possibilità di utilizzare l’esercito come parte di un tentativo per bloccare un secondo mandato di Trump.

È abbastanza chiaro che i massimi vertici militari hanno conosciuto il “Grande Risveglio” e soffrono della “Trump Derangement Sindrome,” tanto quanto il resto della burocrazia federale. L’establishment militare ha resistito con fermezza all’intenzione di Trump di disimpegnarsi dagli interventi all’estero. Inoltre, il Pentagono ha anche messo i bastoni tra le ruote all’ordine di Trump di smetterla di indottrinare il proprio personale con la “teoria critica della razza.” [Trump’s Anti-Critical Race Theory Order is Necessary But Insufficient, By Timon Cline, AmGreatness.com, October 5, 2020]

Nel suo libro, Rage, Bob Woodward riferisce che l’ex segretario alla Difesa e generale della marina in pensione, James Mattis, una volta aveva riferito all’allora direttore dell’intelligence nazionale, Dan Coats, che “potrebbe venire un momento in cui si debba intraprendere un’azione collettiva” contro Trump, e questo perchè che Mattis riteneva il presidente “pericoloso” e “inadatto.” [Mattis told Coats Trump is ‘dangerous,’ ‘unfit’: Woodward book, by Tal Axelrod, The Hill, September 9, 2020]

È probabile che l’opinione del generale Mattis su Trump sia ampiamente condivisa tra gli ufficiali dell’esercito di grado superiore.

Quindi, quale sarebbe il ruolo dell’esercito nei giochi di guerra del Blob? Peter van Buren contempla uno scenario post-elettorale in cui potrebbe venir costituito un governo militare “temporaneo,” perché questo sarebbe l’unico mezzo per sbloccare una situazione di stallo e porre fine ai disordini post-elettorali. [What if Trump Won’t Leave The White House? The fearmongers are at it again, this time with their mantle-holder Biden, warning of the coming dictatorship ( E se Trump non lasciasse la Casa Bianca? Gli allarmisti sono di nuovo all’opera, questa volta con il loro portabandiera Biden, e mettono in guardia sull’imminente dittatura) American Conservative, June 30, 2020]. Van Buren ci ricorda che gli oppositori di Trump non hanno mai accettato la sua legittimità, che il “RussiaGate” è stato per loro un buon allenamento (un buon allenamento per un colpo di stato) e che si stanno preparando ad uno sforzo totale per allontanarlo dalla Casa Bianca.

Obama, Comey ed Eric Holder alla Casa Bianca

Van Buren osserva inoltre che Joe Biden, che in precedenza aveva affermato che è Trump che “tenterà di rubare queste elezioni,” ha anche detto senza mezzi termini di  “essere assolutamente convinto” che, se Trump si rifiutasse di lasciare la presidenza, i militari lo “scorterebbero fuori dalla Casa Bianca con la massima celerità.” [Biden: Military Will Remove Trump From the White House if He Refuses to Leave, by Julie Ross, Daily Beast, June 11, 2020]

Vale la pena ricordare che van Buren non è un sostenitore di Trump, faceva parte del personale di carriera dei servizi esteri ed è un uomo onesto, che ha divulgato parecchie cose sulla guerra in Iraq e che ha scritto un libro eccellente, We Meant Well: How I Helped Lose the Battle for the Hearts and Minds of the Iraqi People [Avevamo buone intenzioni: come ho contribuito a far perdere la battaglia per i cuori e le menti del popolo iracheno], sulle sue esperienze in quel paese. (L’avevo recensito qui). Non crede che un colpo di stato appoggiato dal Pentagono sia semplicemente “materiale da libro giallo.” È uno scenario plausibile.

Tuttavia, il tentativo di usare i militari per bloccare la rielezione di Trump potrebbe far cadere i cospiratori nella loro stessa trappola.

Questo è quello che era successo durante il fallito tentativo di colpo di stato del 1991 in Unione Sovietica.

Il 18 agosto 1991, mentre Mikhail Gorbaciov si preparava a firmare un trattato che avrebbe decentralizzato l’Unione Sovietica, i suoi più intransigenti oppositori politici all’interno della leadership sovietica avevano fatto arrestare il padre della perestrojka nella sua dacia in Crimea, proclamando che il Comitato di Stato Sovietico sullo Stato d’Emergenza era, a tutti gli effetti, in carica.

La cospirazione contro Gorbaciov era stata organizzata dal presidente del KGB, Vladimir Kryuchkov, dal ministro della Difesa Dmitry Yazov e da altri sei alti funzionari politici e della sicurezza. Erano allarmati dalle riforme di Gorbaciov, che avevano già dato il via nell’URSS a forze centrifughe che minacciavano il potere del partito comunista e della burocrazia sovietica.

Ma, nel giro di tre giorni, il tentativo di colpo di stato era fallito.

Boris Eltsin davanti alla Casa Bianca russa, 19 agosto 1991.

Il colpo di stato era fallito a causa della resistenza dell’allora presidente della Federazione Russa, Boris Yeltsin, e dei suoi sostenitori e per il rifiuto delle unità militari d’élite e delle forze di sicurezza di muoversi contro di loro.

Il 19 agosto, i Moscoviti si erano riuniti presso la “Casa Bianca” russa, la sede del parlamento russo nel centro di Mosca, e avevano eretto barricate attorno ad essa. Boris Yeltsin era salito su un carro armato e aveva parlato alla folla. Yeltsin aveva condannato il Comitato Statale di Emergenza definendolo una banda illegale di golpisti e aveva chiesto alle forze militari e di sicurezza di non sostenere la “Banda degli Otto.”

Il maggiore Sergey Yevdokimov, un comandante di battaglione nella divisione Tamanskaya, aveva già dichiarato la sua fedeltà a Yeltsin (era sotto il suo comando il carro armato da cui Yeltsin aveva tenuto il suo storico discorso). Yevdokimov in seguito aveva asserito che, all’inizio, aveva deciso che non avrebbe sparato a nessun cittadino russo. Mentre il suo battaglione si avvicinava alla “Casa Bianca,” uno dei sostenitori di Yeltsin era salito sul suo carro armato e gli aveva chiesto di passare dalla loro parte. Il maggiore aveva così fatto la sua scelta, storicamente significativa, mettendo in moto quegli eventi che avrebbero contribuito a far fallire il colpo di stato.

Le unità delle forze speciali del KGB non erano mai apparse sulla scena. Quando il previsto assalto alla “Casa Bianca” russa (“Operazione Tuono“) non si era concretizzato, dopo una breve scaramuccia il fallimento del colpo di stato era risultato evidente. Successivamente era avvenuto il crollo del Partito Comunista, dell’apparato amministrativo sovietico e, infine, la dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Era stata un’enorme sorpresa per la maggior parte dei cremlinologi occidentali dell’epoca.

Naturalmente, la situazione negli Stati Uniti di oggi non è esattamente la stessa. In primo luogo, Trump sta operando in un ambiente ostile (“la palude“) dominato e controllato dai suoi nemici. I generali non sono dalla sua parte. Sembra improbabile che un folto gruppo di cittadini di Washington DC possa rapidamente materializzarsi per sostenere Trump contro un colpo di stato sostenuto dai militari.

È possibile, tuttavia, che Trump non sia nemmeno a Washington nel momento in cui potrebbe nascere un colpo di stato. Questo gli darebbe l’opportunità di fare ciò che sa fare meglio: organizzare manifestazioni di massa per infiammare la sua base elettorale nelle aree “deplorevoli” del paese.

Le aree “rosse” e “blu” in tutto il paese si stanno già separando di fatto, minacciando di secedere dagli Stati Uniti e annullare le leggi federali ritenute incostituzionali. L’ancora rudimentale resistenza della cosiddetta “Middle America” ha tuttavia dimostrato di essere in grado di ribattere. [Organizing Middle American Resistance: Who Will Take the Next Step ?, American Remnant, July 31, 2020]

Se il disordine generale e una situazione di stallo durante lo spoglio elettorale facessero da copertura per il dislocamento di unità dell’esercito, ci troveremmo di fronte alla stessa domanda che gli ufficiali e i cittadini sovietici si erano posti nell’agosto 1991: i soldati in prima linea obbediranno agli ordini?

Trump potrà anche non piacere agli ufficiali di grado superiore. Ma la mia sensazione è che sia popolare tra la truppa. E se un numero significativo di soldati si rifiutasse di obbedire ad un ordine chiaramente illegale? Potrebbe essere necessario un solo maggiore Evdokimov che si rifiuta di eseguire ordini illegali perché l’intero complotto vada a rotoli.

I Deplorabili hanno buone ragioni per pensare che il Blob trucchi o, in qualche modo, possa alterare i risultati elettorali. Gli ultimi quattro anni ce l’hanno insegnato. E il lungo braccio mediatico del Blob è andato giù pesante nel vendere la narrativa di un Trump che avrebbe rubato la sua elezione. La base dei Democratici sembra essere pronta e disposta ad accettare misure drastiche contro Trump e la Middle America, che detestano con tutto il cuore.

Il potenziale per una enorme crisi politica è evidente.

Stiamo assistendo a ciò che avevo definito “la fine della politica” [Chronicles, May 2019]. Le elezioni americane stanno diventando sempre più simili ai giochi a somma zero tipici del mondo sottosviluppato (ed anche, in una certa misura, della Gran Bretagna premoderna). Una crisi post-elettorale, soprattutto in una situazione di forza maggiore aggravata da un intervento militare, accelererebbe le forze centrifughe già all’opera all’interno degli Stati Uniti.

Il fallimento di un tentativo di colpo di stato potrebbe fare alla “Coalizione delle Frange” dei Democratici quello che il fallimento del colpo di stato di agosto aveva fatto ai comunisti in URSS: aprire spazi di manovra per quello che io chiamo il Retaggio Americano e VDARE.com la Nazione Americana Storica.

Date le circostanze, questo potrebbe essere un risultato provvidenziale.

Wayne Allensworth

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/article/this-coming-leftist-coup-could-backfire-like-1991-in-soviet-union/
17.10.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org