La verità sull’attacco di FangoPage a CDC

Chi c'è dietro la macchina del fango di FanPage e La7? Quali sono gli obiettivi? Radicalizzare lo scontro sociale grazie a montaggi artefatti e agenti provocatori

Dove non può arrivare la DIGOS, arriva FangoPage: così le pesanti infiltrazioni che hanno provato a distruggere le piazze di Roma, Trieste e Milano, ora si scagliano sulla libera informazione. È vero che ComeDonChisciotte, come ci attestano quotidianamente sia sul web che in piazza i nostri lettori, è ormai un faro nella notte buia che attanaglia la nostra democrazia. Diversamente dalle testate della Cairo Communication, che pubblicano scene di film fantascientifici spacciandole per l’assalto di Capitol Hill; diversamente dai prodotti di Ciaopeople che, come ammesso da loro stessi alla Procura spacciano veri camorristi ancora in attività per pentiti di camorra e aiutare i loro amici del PD, noi vagliamo accuratamente ogni singola fonte, animati da uno spirito di libertà e resistenza che ci spinge a donare intere giornate, quando non settimane, senza tornaconto economico.

Per questo ComeDonChisciotte deve essere distrutto, infamato, sputtanato. Perché noi siamo l’opposto speculare del mainstream, siamo la prova quotidiana del loro fallimento, come uomini e come giornalisti.

In anteprima alla nostra inchiesta – al cui nocciolo purtroppo gli amici di FanPage non hanno potuto attingere e nella quale vi sveleremo gli interessi politici e i mandanti dietro la dozzinale propaganda messa in atto dagli editori Cairo e Ciaopeople e dal comportamento parassitario dei loro agenti provocatori – diamo la parola a coloro che sono stati obiettivo degli attacchi infondati e illogici perpetrati ne “I superdiffusori”, retti solo su accostamenti di montaggio e senza alcuna prova reale.

Quando si è vittime di un certo modo di lavorare che nulla ha del giornalismo e tutto della diffamazione violenta e intimidatoria, in realtà, quando le proprie parole dette liberamente in contesti quotidiani si vedono diffuse su scala nazionale completamente deprivate del contesto e per esprimere cose lontanissime dal proprio modo di essere, la prima reazione è emotiva. Ci si sente, senza mezzi termini, violentati.

Questo è lo spazio per dare la parola alle vittime di questo comportamento persecutorio ai limiti dell’illegalità, così che i lettori possano farsi un’idea concreta dei sei mesi di vita che ci sono stati tra noi e l’ “infiltrata”, quella che noi abbiamo creduto l’alba di un’amicizia con una persona timida e gentile, e che invece covava in seno falsità e vigliaccheria. Senza alcun fine che giustificasse i mezzi, perché rivolte contro persone oneste e sincere, che altro non le avevano dato se non affetto e comprensione. Cose che si sono ben guardati dal trasmettere, come non hanno trasmesso tutte le parti – certamente registrate dalla pseudo-Laura – in cui noi esprimevamo professionalità, dubbi e incertezze sul materiale farlocco che ci era stato mostrato, arrivando perfino a ipotizzare in netto anticipo che questa “gola profonda” fosse un infiltrato. Ma di questo si occuperà l’Ordine dei giornalisti, proprio come sarà la Procura della Repubblica a trattare le accuse pesanti fatte a Raffaele Varvara e Adriana Perugini. Chapeau all’attrice Gaia Martignetti, che per sei mesi è riuscita a fingersi chi non era, e al suo amico Salvatore Garzillo, che deve aver sudato copiosamente sotto il passamontagna, anche se ci hanno ricavato un pugno di mosche, e addio.

Per FangoPage, invece, è solo un arrivederci.

Buona Visione!

 

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