La valorosa Sara Cunial

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La valorosa Sara Cunial è stata respinta mentre provava ad esercitare il suo diritto di voto per l’elezione del capo dello Stato. In base alle norme “sanitarie” messe a punto dalla dittatura, infatti, lei non può votare: non si è sottoposta alla sperimentazione genica, non è “guarita” e non ha modo di munirsi della tessera verde, la cui invadenza di oggi è solo l’antipasto di quella che sarà domani. In un video girato dopo il fattaccio, la Cunial sottolinea un paradosso all’interno del quale si può cogliere l’essenza di un regime autoritario: possono votare anche i “malati” e i “positivi”, ma non può esprimere il suffragio lei che è sana fino a prova contraria; la deputata veneta aveva provato a esercitare il suo diritto proprio nel seggio allestito (nel parcheggio di Montecitorio…) per coloro i quali non possono accedere al palazzo per ragioni “sanitarie”. La scheda di Sara Cunial non sarebbe stata di certo decisiva in questa votazione “preliminare”: si tratta di una pura prepotenza dalla portata “pedagogica”. Ad essere punita è una donna che, forse da sola in quel bordello immondo, può fregiarsi dell’abusato e delegittimato titolo di “onorevole”, una donna dalla schiena dritta che è rimasta coerente coi suoi principi e non si è “greenpassata” per convenienza, una donna che ha saputo tener testa a orde urlanti di predoni incravattati. Non sarà lei a cambiare la Storia, e non si può fargliene una colpa. Intanto, grazie Onorevole Cunial.

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