La tecnologia come male o salvezza? Oltre la dicotomia

La tecnologia viene vista in una duplice veste, come male o salvezza da tutti i mali, ma è possibile andare oltre questa dicotomia?

La tecnologia come male o salvezza? Oltre la dicotomia

Di Roberto Siconolfi, blog.advmedialab.com

È possibile una visione equilibrata della tecnologia, che porti ad un rapporto equilibrato con questa, non tanto nella concezione classica ma errata secondo la quale l'importante è utilizzarla bene, bensì nel rapporto equilibrato dell'uomo con se stesso, e dunque anche di quelle che sono sue vere e proprie estensioni: le protesi tecnologiche.

Se la tecnologia è un male, allora la ruota, l'aereo, la stampa, il computer, tutto ciò che ha esteso le facoltà umane è un male?

Se la tecnologia costituisce la salvezza, allora, sempre tutte queste invenzioni hanno portato o ci stanno portando al paradiso terrestre?

Probabile che il tutto sia più complesso, o più semplice, allo stesso tempo!

In quest'articolo parleremo di:

  • Tecnologia, il mito Ned Ludd: distruggere la macchina
  • La Scuola di Francoforte e la tecnologia totalitaria
  • Conservatorismo e fondamentalismo religioso: la tecnologia demoniaca
  • Tecnologia e cospirazione: le tendenze attuali
  • La tecnologia come salvezza e misura del progresso
  • Silicon Valley: l'Atlantide della tecnologia
  • Postumanesimo e transumanesimo: la liberazione attraverso la tecnologia
  • Accelerazionismo, prometeismo, archeofuturismo: tecnologia e movimenti politici radicali
  • Tecnologia e potere: il transumanesimo delle élite
  • Tecnologia, oltre male e salvezza: la terza via
  • Tecnologia: una porta d'accesso alla conoscenza della realtà
  • Il creatore della tecnologia: l'uomo
  • Bibliografia

Tecnologia, il mito Ned Ludd: distruggere la macchina

Uno dei capostipiti della lotta alla tecnologia in quanto tale, è colui che divenne un vero e proprio mito all'interno del movimento operaio del XVIII secolo, ovvero il capitano (o generale) Ned Ludd.

Poco si sa della vita di questo capitano, secondo alcuni egli non è addirittura esistito, tuttavia il suo nome è divenuto leggenda con l'avvento della società industriale, della fabbrica, e delle prime grandi tecnologie dell'industria moderna (macchina a vapore, telaio, ecc.).

Con Ned Ludd nascerà il luddismo, ovvero quel movimento di protesta delle fabbriche che si scaglia proprio contro la macchina, vedendola come l'incarnazione dello sfruttamento e della sofferenza operaia ai tempi dell'avvento della società industriale.

A partire proprio dalla distruzione di un telaio meccanico ad opera dello stesso Ludd in un evento che si presume avvenne nel 1779, il luddismo nasce in quel panorama non solo inglese, ma anche francese e in generale europeo e americano, di diffusione di idee rivoluzionarie, giacobine, egualitarie, proletario quanto borghese, frammisto a movimenti religiosi a base protestante (calvinismo, puritanesimo, metodismo).

Con l'evoluzione del movimento operaio e socialista, il luddismo sarà superato dal marxismo e dal cosiddetto socialismo scientifico, il quale invece promuoverà ideologicamente l'impadronimento dei mezzi di produzione, e quindi anche dei dispositivi e degli strumenti tecnologici.

Questo aprirà un interessante dibattito, all'interno del movimento e del pensiero rivoluzionario e socialista, tra chi crede che la macchina, la tecnologia, sia neutra e finalizzata ad un uso, come il dominio di classe, e chi invece la riterrà intrinsecamente negativa.

La Scuola di Francoforte e la tecnologia totalitaria

L'espressione Scuola di Francoforte è in realtà una definizione generica che inquadra la corrente sociologica, filosofica, e in ultima analisi culturale, politica e scientifica del marxismo storico.

Essa nasce nel 1923 con l'Istituto per la Ricerca Sociale dell'Università Johann Wolfgang Goethe di Francoforte sul Meno, su iniziativa di una serie di intellettuali e ricercatori.

La Scuola di Francoforte si pone in contrasto con il cosiddetto marxismo ortodosso, per una specificità particolarmente importante per il nostro discorso: i rapporti di produzione di marxiana memoria sono incorporati nei mezzi di produzione, e dunque i mezzi di produzione non sono neutri e ad appannaggio della classe al comando (borghese ma anche proletaria nel caso di dittatura di quest'ultima), bensì sono essi stessi i mezzi del padrone: i mezzi di produzione sono la borghesia, sono il capitalismo!

Su questa lunghezza d'onda il saggio di Horkheimer e Adorno Dialettica dell'Illuminismo1, il "doppio volto" dell'illuminismo, che da filosofia di libertà disvela la sua vocazione di sopraffazione, in particolare della scienza sulla natura, e di mantenimento dello status quo della classe dominante.

A questo si aggiunge la capacità totalizzante dei mezzi e della tecnologia, per come vista sempre dai francofortisti e in particolare dal Marcuse2, e che costituisce l'altro punto fondamentale di tale corrente di pensiero, secondo la quale il capitale ha un vero e proprio piano, il cui fine ultimo è il dominio totalitario – una componente che ritroveremo in certe tendenze cospirazioniste odierne.

Conservatorismo e fondamentalismo religioso: la tecnologia demoniaca

Da tutta un'altra prospettiva, in base al pensiero conservatore e a un certo tradizionalismo e fondamentalismo religioso, la tecnologia viene vista come un male.

Sia che la vogliamo vedere come il naturale sviluppo di un moto di decadenza della storia e della civiltà, in particolare occidentale, sia che la vogliamo vedere come espressione di forze demoniache, sataniche o semplicemente espressione della materia, in ambo i casi la tecnologia rappresenta un'impurità, un allontanamento da Dio o dai mondi dello spirito, il metodo/misura di valore delle società materialistiche.

Martin Heidegger, con le sue riflessioni sulla tecnica3, si concentra sulla differenza tra tecnica classica e tecnica moderna, dove la seconda è causa di uno squilibrio tra l'energia presente nel sistema naturale e quella utilizzata, e che viene immagazzinata a tale scopo.

In pratica la tecnica moderna, diversamente da quella classica, allontana ulteriormente l'uomo dalle dinamiche naturali, e pure da se stesso, essendo la tecnica un qualcosa che va oltre il dato meramente tecnico, e che apre all'essenza delle cose e della realtà.

Ma ancora in una prospettiva simile possiamo citare René Guénon4, per i quali le società con una forte componente tecnica, oltre che economica, rappresentano forse un ultimo stadio del moto di decadenza della storia, un'affermazione di modelli basati sulla quantità, che escludono il primato della qualità, oltre che dello spirito.

E poi ancor più in là troviamo le religioni più tradizionaliste, o le loro correnti meno conciliate con la modernità (cristianesimo ortodosso alle correnti preconciliari del cattolicesimo), fino ai veri e propri fondamentalismi, i quali vedono nella tecnologia l'aspetto prettamente malefico, demoniaco, satanico, e che va combattuto senza sé e senza ma.

"È possibile una visione equilibrata della tecnologia nel rapporto equilibrato dell'uomo con se stesso."

Tecnologia e cospirazione: le tendenze attuali

In maniera più aderente all'attualità politica ed ideologica, la tecnologia assume le vesti del grande oppressore nei confronti degli uomini e dei popoli.

A torto o a ragione, i media, il digitale e la tecnologia più in generale vengono individuati da tutta una serie di correnti politiche e di pensiero alternative attuali, come l'apparato delle élite nel loro governo/oppressione dei popoli.

Il dominio dei media ad opera di pochi grandi gruppi interlacciati a specifici poteri forti, il regime speciale della sorveglianza, le idee green sulla transizione ecologica e digitale, la quarta rivoluzione industriale, il postumanesimo e il transumanesimo: tutto ciò costituisce quel terreno di potere politico sul quale si articola la lotta di quelle aree indicate in senso pieno o dispregiativo come populiste, sovraniste, cospirazioniste o del dissenso.

La base di questa lotta, politica quanto ideologica, è costituita da tendenze di pensiero che in qualche modo miscelano o sono frutto di quelle da noi analizzate in precedenza.

Da una neo-luddista all'interno di un certo populismo e sovranismo popolare, di sinistra, fino alle tendenze più propriamente tradizionaliste, o cattolico preconciliari, o legate a un tradizionalismo ortodosso, che dalla Russia agli Stati Uniti, passando per l'Europa occidentale si oppongono ai piani di disumanizzazione dell'uomo ad opera delle élite dominanti, nel loro tentativo di creare una specie di uomo nuovo transumano e proprio attraverso la componente tecnologica.

Per quest'ultima componente, quella cattolica preconciliare o cattolico integralista, la tecnologia, o meglio taluni aspetti legati al progresso tecnologico, sia in ambito culturale, che negli sviluppi stessi (post e transumaneismo), derivano dalla gnosi, forma sapienziale antica, presente anche nel cristianesimo delle origini, e antico nemico dell'istituzione religiosa cristiana.

In particolare vengono visti come gnostici, a torto o a ragione, gli aspetti legati alla volontà di perfezionamento della natura umana (in particolare il corpo) attraverso la tecnologia, e la volontà di conoscere da parte dell'uomo al di là della religione, intesa particolarmente in senso istituzionale.

Infine, abbiamo un certo ecologismo, sovente legato allo spiritualismo contemporaneo, che vede sempre nell'affermazione di modelli altamente tecnologici la negazione dell'essenza umana più profonda, spirituale, e questo anche nel rapporto con la natura.

La tecnologia come salvezza e misura del progresso

Passiamo al fronte di coloro che vedono nella tecnologia uno dei massimi fattori di progresso civile e sociale, misura dello sviluppo umano e della civiltà, con addirittura una velata, e nemmeno troppo, possibilità di salvezza dell'essere umano.

Il progresso tecnologico, come quello scientifico del resto, come la fonte della verità e delle possibilità di elevazione dell'uomo: sembrerà strano ma è questa la promessa ultima della scienza del nostro tempo, spesso deformata in quel movimento ideologico-filosofico-religioso che investe la scienza di verità, concepite in maniera dogmatica e che possiamo definire scientismo.

Se è l'uomo l'artefice del suo destino, senza l'ausilio di alcun Dio o di alcuna forza celeste, se l'obiettivo fondamentale dell'uomo è la conquista del mondo, piuttosto che dei cieli o del paradiso, allora l'attività conoscitiva e creativa di questi va rivolta alle cose del mondo, ad un'estensione orizzontale verso tutto ciò che ci circonda su questo piano.

E se con l'illuminismo, il positivismo, il razionalismo, il materialismo, si ha l'avvento dal punto di vista non solo filosofico, scientifico e culturale ma anche della percezione del mondo di tale orizzontalizzazione, allora le tecnoscienze, lo sviluppo a oltranza delle facoltà umane in ambito materiale, sensibile, rappresentano la naturale filiazione della Dea ragione.

Se il soggetto si sgancia dall'oggetto, alla maniera di Cartesio, allora il soggetto può immaginare e manipolare l'oggetto a proprio piacimento, in un discorso che non ha più limiti e che va dalla scissione tra il soggetto e l'universo, non concependosi più parte di un Tutto, fino alla creazione della vita in laboratorio, non sentendosi più parte di una creazione a lui superiore.

Silicon Valley: l'Atlantide della tecnologia

Passiamo a quella che forse è la punta più avanzata della concezione della tecnologia come salvezza dell'umanità, quella che possiamo definire non a torto come un'Atlantide tecnologica, una terra perfetta, utopica, dove il progresso scientifico e tecnologico si mischia ad atmosfere e culture di stampo esoterico-paganeggianti.

Una conoscenza senza limiti della realtà, a similitudine delle suddette atmosfere e culture, e sempre a similitudine, o forse a parodia, di certe concezioni gnostiche sulla possibilità dell'uomo di potersi elevare da sé, senza limiti, giungendo ad una piena conoscenza e comprensione della realtà.

La Silicon Valley nasce proprio in questo mix a sfondo esoterico-tecnologico, che riprende, e in molti casi scimmiotta, determinate dottrine altamente sapienziali, riproponendole nella versione più contemporanea, occidentale, hippie, cyberpunk, utopico socialisteggiante, anarcoide e con venature gerarchico-meritocratiche.

Ma la Silicon Valley e tutto l'apparato tecnico-scientifico da essa generato, prende piede anche per l'utilità del sistema militare e spionistico della più grande potenza mondiale, gli USA, e contemporaneamente come testa d'ariete di una novella forma imperiale, non più basata su confini spaziali, ma creatrice di nuove frontiere, allo stesso modo territoriali e disciplinanti.

Sebbene situata in un territorio preciso, tra San Francisco a San Jose, essa si traspone su quello virtuale, formato dalle più grandi imprese hi-tech del nostro tempo (Amazon di Jeff Bezos, Apple di Steve Jobs, Meta di Mark Zuckerberg, Microsoft di Bill Gates, e poi Linkedin, eBay, Intel, PayPal, Nvidia, ecc.), e da questo piano ancora a quello politico, nel senso neo-imperiale, di un impero a-geografico, come da noi brevemente descritto.

Postumanesimo e transumanesimo: la liberazione attraverso la tecnologia

In questo quadro, che vede nella tecnologia una specie di terra promessa, uno strumento per la liberazione della specie umana, nascono due correnti di pensiero il postumanesimo e il transumanesimo.

La prima più di taglio filosofico-scientifico riflette sull'avanzata del progresso tecnologico, dalle biotecnologie fino all'ibridazione con l'umano, e su tutte le ricadute conseguenti da un punto di vista della concezione antropologica oltre che etica e filosofica.

Secondo Roberto Marchesini il postumanesimo, e la nuova figura del Multividuo, si caratterizzano per un'apertura costante all'alterità, la quale non è più concepita come un qualcosa di impuro, alla maniera degli umanisti oppure degli essenzialisti5.

L'uomo si apre permanentemente all'alterità, si ibrida con il non umano, e non ha più identità, centri di gravità, non ha essenza, appunto, non ha un centro di coesione.

Se il postumanesimo definisce le possibilità di evoluzione antropologica e degli aspetti filosofici, umanistici e biologici, il transumanesimo è un vero e proprio movimento sub-culturale, per certi versi politico.

Un movimento che ritiene l'umanità ancora incompiuta, e che mira a raggiungere la compiutezza proprio attraverso lo sviluppo tecno-scientifico, pur nella consapevolezza di quanto di oscuro ciò possa comportare.

Il transumanesimo si batte per la possibilità dell'uomo di condurre liberamente la propria vita, includendo in ciò la possibilità di modificazioni antropologiche e tecnologiche, propugnando politiche inclusive e un'eguaglianza tra tutti gli esseri non solo umani, e dunque anche animali e macchine6.

Il transumanesimo e il postumanesimo affondano le loro radici, inoltre, nella letteratura cyberpunk e fantascientifica, nella body art, e nel cinema sempre fantascientifico o body horror.

In generale da un punto di vista estetico viene celebrato quel sex appeal, che miscela organico ed inorganico, pulsioni sessuali con oggetti inanimati, scenari distopici e futuristici.

La nuova alba della tecnologia: dichiarazione transumanista

Il movimento transumanista propone una vera e propria nuova alba della tecnologia in grado di liberare, emancipare e realizzare definitivamente l'essere umano e la sua libertà.

Ecco la sintesi della dichiarazione (l'ultima versione del 2009), firmata dai principali esponenti del movimento:

  • L'umanità sarà profondamente trasformata dalla scienza e dalla tecnologia del futuro
  • Crediamo che il potenziale dell'umanità sia ancora in gran parte irrealizzato
  • Siamo consapevoli di come l'umanità si trovi ad affrontare gravi rischi, in particolare derivanti dal cattivo uso delle nuove tecnologie
  • Sforzi di ricerca sistematici vanno indirizzati alla comprensione di tali prospettive
  • La riduzione dei rischi esistenziali, lo sviluppo dei mezzi per la preservazione della vita e della salute, l'alleviamento delle sofferenze gravi, e il miglioramento della lungimiranza e della saggezza umana
  • La formulazione delle politiche dovrebbe essere guidata da una visione morale responsabile e inclusiva
  • Sosteniamo il benessere di tutti gli esseri senzienti
  • Siamo favorevoli che agli individui venga riconosciuta un'ampia libertà di scelta su come condurre le proprie vite

Accelerazionismo, prometeismo, archeofuturismo: tecnologia e movimenti politici radicali

Poi ci sono movimenti più propriamente politici, che hanno la tecnologia come fondamento della propria visione, e in un'ottica assai radicale e volta a superare lo status quo, sia in un ambito economico e che socio-politico.

Il primo è sicuramente l'accelerazionismo, nelle sua varianti di sinistra e di destra, che propugna un'accelerazione delle dinamiche capitaliste, al fine di distruggere e superare tale sistema economico.

Da un lato la sinistra vuole l'evoluzione tecnologica per fini di emancipazione sociale (vedere Mark Fisher, o anche Nick Srnicek ), la destra invece, con una matrice maggiormente capitalista, vuole promuovere una gerarchia ed una sorta di super razza (vedere le teorie di Nick Land).

Il centro nevralgico dell'accelerazionismo è il Cybernetic Culture Research Unit (CCRU) fondato da Nick Land e Sadie Plant all'Università di Warwick in Gran Bretagna nel 1995, dove si miscelano influenze cyberpunk, horror gotiche, esoterismo, numerologia, demonologia, e sperimentazioni di musica elettronica e sostanze psicotrope.

L'accelerazionismo alla Nick Land, ritratto nelle sue opere, in particolare in Dark Enlightenment7 è sicuramente tra i punti di riferimento della cosiddetta alt-right, la destra alternativa americana, pur divergendo per la vocazione di questa in senso populista e anti-capitalista.

Ma sempre in seno alla destra alternativa, stavolta europea, nasce il prometeismo, e a partire dall'opera dell'intellettuale francese Guillaume Faye, già facente parte del movimento della Nuvelle Droite e del Groupement de recherche et d'études pour la civilisation européenne (GRECE) ma che ruppe con questo nel 1986.

L'intellettuale in Archeofuturismo8 delinea nella sua visione la coniugazione dei valori originari del mondo arcaico, con l'avanzata del progresso tecnico e tecnologico.

La figura di Prometeo, che darà vita anche a tutto il movimento culturale conseguente, viene letta come il Dio, che non facendosi scrupoli di una certa morale cattolica, supera determinati limiti, ma non a fini prettamente sovversivi, anti-divini, ma per servire in qualche modo l'uomo e la sua conoscenza.

Tecnologia e potere: il transumanesimo delle élite

Altro tema fondamentale di questa rassegna è il rapporto tra tecnologia e potere, affrontato non tanto nell'aspetto critico, come abbiamo visto con nei primi paragrafi.

Determinate idee, orientamenti, prassi sono frutto dello spirito del tempo, delle idee collettive e della forma mentis di un dato periodo.

Da questo punto di vista tutto quello che riguarda il postumanesimo, il transumanesimo, ecc., è inevitabilmente parte, con le dovute differenze, anche della cultura dominante. È il brodo di coltura del XXI secolo, del mondo postmoderno, degli esordi del nuovo millennio, un brodo di coltura nel quale affondano determinati gruppi di potere.

Tra questi vi è sicuramente il World Economic Forum (WEF), con l'uomo di punta Klaus Schwab, autore de La quarta rivoluzione industriale9, il quale analizza, prefigura, e progetta, un mondo dove la componente robotica, di intelligenza artificiale, sia preponderante, fino a giungere a delle vere e proprie modifiche antropologiche, degli ordinamenti giuridico-politici e della struttura socio-politica mondiale.

Tutte idee dominanti anche in ambito politico, pensiamo alla UE e ai suoi piani relativi alla transizione ecologica e digitale.

Altro progetto d'élite è il Great Reset, un piano articolato insieme all'Agenda 2030 dell'ONU e sostenuto dallo stesso WEF, volto ad una riarticolazione della vita sul pianeta (per ora si riscontra molto nel cosiddetto Occidente), al fine di creare un rapporto ottimale tra uomo e natura e attraverso le nuove tecnologie.

Ma ancora tra i potenti transumanisti non possiamo non citare il magnate Elon Musk (Tesla, Neuralink, Twitter, Space X, ecc.). Le sue idee, i suoi desideri, talvolta i suoi capricci, sono di dominio pubblico attraverso le sue stravaganti uscite. Anch'egli uno degli uomini di punta della rivoluzione digitale, forgiatosi proprio tra gli ambienti della Silicon Valley.

Interessante notare anche il suo riposizionamento politico da quando è divenuto il proprietario di Twitter (ora X), facendo sbloccare l'account del presidente Donald Trump con il quale sembra aver instaurato una simpatia e comunanza di intenti.
È tra i firmatari, inoltre, della moratoria internazionale per l'Intelligenza Artificiale, paventando i sinistri scenari ai quali questa può portare.

Tecnologia, oltre male e salvezza: la terza via

Oltre i fronti anti-tecnologico e pro se non ipertecnologico è possibile tracciare una possibilità alternativa, una terza via alla tecnologia.

Una terza via che tenga conto delle criticità espresse dai due fronti in tutte le loro sfaccettature, ma che sia basata sostanzialmente sulla presenza mentale.

Il vivere la realtà che abbiamo sottomano implica il confronto inevitabile con la tecnologia, le nuove tecnologie multimediali, il digitale.

È importante, dal nostro punto di vista, fare propria la lezione di Marshall McLuhan secondo la quale medium is the message, e che dunque la componente dei media è fondamentale nella vita e nella storia umana, tanto da riconfigurare la sua stessa antropologia e nei suoi vari aspetti.

Tra i filosofi della comunicazione del nostro tempo vi è sicuramente Cosimo Accoto, il quale in alcuni suoi scritti riferisce esplicitamente sull'erroneità dell'atteggiamento di respingimento oppure di ingenuo entusiasmo.

L'era inflazionaria, alla quale andiamo incontro va affrontata secondo il filosofo italiano, dal punto di vista della tollerabilità da parte dell'umano dei continui input, stimoli e avanzamenti tecnologici.

Ma potremmo citare anche Luciano Floridi, il quale nel suo concetto di On life riferisce che oramai le coscienze umane sono già connesse e viventi in una gigantesca Infosfera10, che ricalca il concetto di Noosfera elaborato dal filosofo gesuita Teilhard de Chardin.

Sempre dal nostro punto di vista, però, l'unico strumento che ci può garantire di far fronte all'avanzata travolgente, all'uncanny valley delle nuove tecnologie, è la coscienza.

Più il soggetto è presente a se stesso, cosciente, più sarà in grado di affrontare il mondo per come si sta dispiegando, compresi gli aspetti più strabilianti come la modifica antropologica postumana.

Su questa linea, va superata anche quella vecchia concezione positivista del mezzo, visto come sganciato dal fine. Anche in questo caso medium is the message, medium che ha una capacità travolgente e non può essere vissuto come neutro e semplicemente utile o non utile a qualcosa.

Esso configura, ricrea, pervade, e dunque solo un'attività umana estremamente cosciente può dirigerlo.

Tecnologia: una porta d'accesso alla conoscenza della realtà

In un senso ancor più profondo tutta una serie di riflessioni possono essere fatte e grazie alla conoscenza che si ha della tecnologia e di tutto il movimento di trasformazione della realtà dovuto ad essa.

Attraverso l'uso della tecnologia, dei nuovi media in particolare, è possibile comprendere il funzionamento della realtà nelle sue leggi universali, così come abbiamo chiarito in precedenti elaborazioni scritte e in alcuni dei nostri webinar.

È possibile trovare quelle connessioni psichiche che fanno del mondo un tutt'uno, per così dire, è possibile notare quei risvolti karmici dovuti alla nostra carica emozionale sul mondo (nell'uso dei social media in particolare), è possibile notare quelle integrazioni verso i nostri stessi dispositivi che li rendono oramai parte di noi e del nostro tessuto neuro-cognitivo, seppure in forma invisibile.

Ma ancora, è possibile comprendere chi è il dominatore, il creatore di tutto ciò, e cioè l'uomo, e da qui comprendere che la macchina potrà solo emulare l'uomo, e i suoi sistemi algoritmici essere solo una riduzione descrittiva dell'esperienza umana, come chiarisce l'inventore del microprocessore Federico Faggin in Irriducibile11.

E questo segna un punto a svantaggio di tutte quelle concezioni meramente evoluzioniste e materialiste che assimilano l'uomo e il suo cervello ad una specie di macchinario meramente computazionale che si evolve sostanzialmente a caso, seguendo delle leggi di mera convenienza naturale.

Il creatore della tecnologia: l'uomo

È l'uomo che crea tutte queste meraviglie a partire da una visione più profonda, che è situata inevitabilmente in altri mondi, invisibili, che sono quelli che poi si appoggiano, si incarnano, agli organi materiali (il cervello), dando vita al mondo per come lo conosciamo e al progresso della tecnologia.

A riguardo sempre le riflessioni di Faggin sull'invenzione del primo computer ad opera di Alan Turing, frutto proprio di una visione profonda, un'intuizione sovrasensibile per dirla con Platone, una connessione tra mondi visibili e invisibili, con il computer che in qualche modo è stato già generato in questi ultimi.

A riguardo tutto lo studio e la ricerca sulle relazioni tra tecnologia e magia, che vede nella pubblicazione di Andrea Venanzoni Il trono oscuro12 un'esaustiva disamina storica e intellettuale sul come, e in quali ambienti esoterici, determinate scoperte siano state partorite.

Di Roberto Siconolfi, blog.advmedialab.com

29.08.2023

Roberto-Siconolfi-BLOG-1

Roberto Siconolfi. Sociologo; collabora con diversi giornali, riviste, centri di ricerca, blog, canali on line e cartacei. Autore del saggio “Il Nuovo Totalitarismo e la Rivoluzione della Coscienza” (Milano, AGA Editrice, 2019). Lavora presso Adv Media Lab, dove con articoli e webinar si occupa del funzionamento dei media e dei fenomeni ad ampio raggio della postmodernità.

Bibliografia

1 Horkheimer, M. & Adorno, T. W., Dialettica dell'illuminismo (R. Solmi, trad.). Einaudi, 2010.

2 Marcuse, H., L'uomo a una dimensione. L'ideologia della società industriale avanzata, Einaudi, 1967.

3 Heidegger M., Die Frage nach der Technik (1953), in Vorträge und Aufsätze, Neske, 1957, trad. it. La questione della tecnica, in Saggi e discorsi, Mursia, 1976.

4 Guénon R., Il regno della quantità e i segni dei tempi, Adelphi, 2009.

5 Marchesini R., Posthuman. Verso nuovi modelli di esistenza, Bollati Boringhieri, 2001

6 Haraway D., Manifesto cyborg. Donne, tecnologie e biopolitiche del corpo, Milano, Feltrinelli, 1995

7 Land N., Illuminismo oscuro, Gog, 2021.

8 Faye G., Archeofuturismo, Aga editrice, 2020.

9 Schwab K., La quarta rivoluzione industriale, Franco Angeli, 2016.

10 Floridi L., La quarta rivoluzione. Come l'infosfera sta trasformando il mondo, Milano, Raffaello Cortina, 2017.

11 Faggin F., Irriducibile. La coscienza, la vita. i computer e la nostra natura, Mondadori, 2022.

12 Venanzoni A, Il Trono Oscuro. Magia, potere e tecnologia nel mondo contemporaneo, Luiss University Press, 2021.

Commenti (48)

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    1. ndr60 14 settembre 2023

      Che cosa rende le oligarchie (capitaliste o comuniste d'antan, poco importa) davvero pericolose? La loro mancanza di accountability, ovvero l'impossibilità, da parte del comune cittadino, di rendere conto dei loro errori o dei loro crimini. Il possesso di tecnologie sempre più sofisticate in mano a lorsignori è pericoloso soprattutto per questo, e soltanto la condivisione delle conoscenze (e quindi, una vera democrazia) potrà riuscire a risolvere tale problema. Difficile, in un mondo dominato da corporations e tecnofinanza.

    1. Jimbo 11 settembre 2023

      Molti aspetti della nostra vita sono migliorati grazie alla tecnologia, in altri ambiti non si migliora, in altri ancora la tecnologia ha subito degli stop.
      Ma alla fin fine tutta 'sta tecnologia cosa cia ha portato negli ultimi 5 anni ad esempio?
      Dove c'é stato un beneficio effettivo? In quali campi?
      Se penso alle catastrofi naturali, alla medicina, ai mezzi di trasporto bah..
      Faccio un esempio sportivo.
      Le racchette da tennis migliorarono un botto a metá degli ottanta.
      Poi di nuovo verso fine secolo.
      Poi basta.
      C'é un problema di non miglioramento della tecnologia in tanti settori ed un altro di potenziale miglioramento della tecnologia ma che non migliora le nostre vite.

    2. Nonso 11 settembre 2023

      Non penso sia il suo scopo, migliorare le nostre vite

    3. Jimbo 11 settembre 2023

      Puó essere.
      Oppure era tra gli scopi tempo fa, ma poi non lo é piú ultimamente, che dici?
      La maggioranza della gente lo sa?
      Perché la sensazione é che si aspetta tanto dalla tecnologia.

    4. Nonso 11 settembre 2023

      Io suppongo che la gente non si aspetti proprio nulla, altrimenti non si berrebbe qualsiasi cosa, avrebbe delle pretese, come chi si aspetta qualcosa di specifico

    5. Nonso 11 settembre 2023

      Tra gli scopi tempo fa? Stai parlando di millenni o proprio di una diversa dimensione spaziotemporale?

    6. sbregaverse 11 settembre 2023

      Eh sì oramai anche lo scôpo è diventato tecnologico ed il metaverso chiuderà del tutto la partita.

    7. Jimbo 11 settembre 2023

      Siamo stati piuttosto bene qua ad ovest per decenni credo per merito anche della tecnologia.
      Ora é possibile che chi tirava le fila lo facesse senza scopo ma mi pare assai strano.
      Ma ti sento molto pessimista in proposito e non voglio insistere.

    1. TorreNera 11 settembre 2023

      Il mio presupposto, non solo mio, è semplice: ho paura di ciò che non conosco.
      Detto questo benvenga la tecnologia. Nella mia esperienza professionale posso dire che mi ha semplificato e migliorato molto aspetti. Ha permesso di risparmiare parecchi danee e accorciare di parecchio le tempistiche. Non gratis, nella maggior parte dei casi, ma l ho sempre vista come un investimento per il futuro.
      Detto questo non posso fare a meno che sto da D...o quando posso passare qualche giorno nella mia cascina in montagna dove il massimo della tecnologia è l acqua, rigorosamente fredda, che esce dal rubinetto.

    1. ignorans 11 settembre 2023

      Ogni progresso contiene un regresso, da questo non si scappa. Il mondo è un palindromo. Cercare il guadagno conduce alla perdita.
      La tecnologia viene usata per rendere la vita più comoda, ma questo produrrà delle scomodità.
      Amen

    1. LuxIgnis 11 settembre 2023

      La tecnologia non è mai un problema di per sé e il medium non è il messaggio come asserisce un certo pensiero. Su quest'ultimo ci sarebbe da approfondire bene ma tralascio.
      Ma la tecnologia deve essere commisurata in rapporto alla crescita dell'uomo. Qualcuno potrebbe definirla una crescita spirituale e sarei anche d'accordo ma la faccio semplice.
      In altre parole, se do un cucchiaio (mi allineo all'esempio fatto da un altro utente) a un bambino di 1 anno non succede nulla o poco. Se gli do un coltello il rischio aumenta. Se gli do una pistola siamo tutti nei guai. Così se do una clava a una persona aggressiva i suoi danni saranno limitati ma se gli do un AK47 son problemi seri.
      La tecnologia è cresciuta enormemente negli ultimi due secoli ma non è stata seguita da una crescita di coscienza dell'essere umano. Per niente. Abbiamo le atomiche e ci comportiamo come cavernicoli.
      Pensiamo che la tecnologia ci avrebbe dovuto affrancare da un impegno gravoso - molti teorici dell'800 lo prevedevano - e invece in media l'uomo lavora molto più che nel Medio Evo! E la concentrazione di ricchezza in mano a pochi è dovuta in buona parte alla tecnologia. Il colonialismo, l'imperialismo, un certo capitalismo, hanno potuto realizzarsi grazie alla tecnologia.
      Noi non siamo per niente civili, per nulla di più di coloro che in maniera sprezzante ancora adesso definiamo incivili, primitivi, barbari.
      Se non si risolve questo, sarà la fine. Grazie alla tecnologia.

    1. uparishutrachoal 11 settembre 2023

      Finalmente uno scritto leggibile e nei suoi limiti esauriente.
      Chi lo ha scritto è certamente una persona che usa la mente ma non è dominato, per questo va all'essenziale senza indugiare nel barocchismo dei pensieri astrusi e macchinosi.
      La coscienza è la base di tutto, ma già capire cosa sia, è operazione proibitiva per la maggior parte degli uomini, che sono costretti a cedere nell'ideologia con la sua parzialità e limitatezza, generando solo confusione, madre di angoscia e poi disperazione per dirla alla Jaspers, senza entrare nella conoscenza orientale che ha risolto questi problemi da un bel pezzo.
      Qualsiasi macchina, che aiuta e non ostacola a diventare sempre più coscienti, è utile e benedetta, ma poi, necessariamente, il diavolo ci mette sempre lo zampino per guastare tutto irretendo gli uomini nell'illusione, alla cui base c'è sempre l'eccesso di ciò che dovrebbe essere limitato appunto dalla Coscienza, da cui non è possibile scappare.
      La Coscienza di Sé è la roccia dove edificare la Fortezza, capace di resistere alle orde di Gog e Magog..e chi lo capisce può anche fare a meno della scienza, oppure usarla se la trova disponibile..ma finché domina il "principe di questo mondo", la strada rimarrà in salita, e arrivare alla pianura sarà un bello sforzo, sia personale e poi sociale.

    2. LuxIgnis 11 settembre 2023

      La tecnologia a volte (spesso direi) serve nascondere carenze che invece sarebbero visibili senza di essa. Per questo anche piace tanto.
      E come dici tu chi ha coscienza ne può fare a meno o usarla se ha uno scopo. Non ne è dipendente.

    3. Nonso 11 settembre 2023

      Grazie per queste parole. Non so come mai, ma ti leggo sempre volentieri ;)

    4. sbregaverse 11 settembre 2023

      Vecchio upa fai mangiare polvere a tutti, ma dopo la dotta citazione di Gog e Magog , ci vuole sbrega che completi la trimurti........con Maga Magò _

    5. sbregaverse 11 settembre 2023

      Aziz formichiere:-)))

    6. LuxIgnis 11 settembre 2023

      Aziz o azizah?
      Mille e mille notti.
      😁

    7. sbregaverse 11 settembre 2023

      Aziz il turco di Mediterraneo che alle domande rispondeva :
      "non so" e intanto riempiva pipe con roba buona.

    8. LuxIgnis 11 settembre 2023

      Mi avevi fatto venire in mente le 1000 e una notte.
      Vedi riempire di roba buona porta a essere saggi! 😁

    9. Nonso 11 settembre 2023

      Sbregaverse, non so quale sia il tuo problema.

      Non hai piacere di leggere i miei commenti? Puoi sempre non leggerli.

      Mille e mille grazie

    10. sbregaverse 11 settembre 2023

      NON SAI QUAL'E' IL MIO
      PROBLEMA ?!?
      Incredibile Nonso non sa del MIO problema!

    11. Nonso 11 settembre 2023

      Se lo esponi, insieme alla definzione di prize, giuro che non rido.

      Possiamo lavorarci insieme? Al tuo problema dico.

      Magari esiste una formula che non ti imponga di prenderti gioco di tutti su questo portale.

    12. absitiniuriaverbis 12 settembre 2023

      Secondo me fa benissimo a prendersi gioco di chiunque. È lui e, se ti va, lo prendi così come è. Altrimenti vai per la tua strada e lui per la sua.

      Perché poi, cercare una formula per controllare gli altri secondo il proprio personalissimo intendimento?
      Sono del parere che se lui lo ritenesse un suo problema lo risolverebbe. A modo suo.

    13. Nonso 12 settembre 2023

      Non so se conosci il concetto di ironia, ma non credo

    14. Nonso 12 settembre 2023

      Sei pure difeso!
      Io sto morendo, dalle risate

    15. sbregaverse 12 settembre 2023

      Nonso non sai la STORIA .
      (di CDC)
      Abbi ,almeno, l'umiltà, insieme a QUELLA di non sapere[ che viene(arschhhhssh assssshhhhhhhhrrssss aaaahhhhh)riconosciuta], quella anche del novizio~viziato(novizio col vizio di VOLER sapere già tutto) tra queste 4 romite mura.

    16. absitiniuriaverbis 12 settembre 2023

      Cosa tu creda o meno non mi riguarda.
      Non so se mi spiego.

    17. absitiniuriaverbis 12 settembre 2023

      Per definirsi un 'non so' sembra che tu faccia assunzioni delle quali sei certo.
      Non intendo difendere nessuno, ho solo espresso una mia opinione diversa dalla tua senza attribuirti nessun aggettivo per qualificati come persona.
      E sarebbe opportuno che si restasse sul piano delle opinioni evitando di esprimere giudizi sulle persone.

      Poi, ovviamente, fai come credi.
      Tue scelte, tua strada.

    18. Nonso 12 settembre 2023

      Bene, allora non ti riguarderà nemmeno cosa credo dell'amatissimo sbregaverse.

      So che capirai.

    19. Nonso 12 settembre 2023

      Ah, certo (SEI). Perché prima di sperimentare la partecipazione ai commenti, non ho letto CDC per oltre una decade, tranquillo.

      Ho notato che ti burli della gente, tranne alcuni uutenti che, presentandosi come donne, ottengono il tuo favore. Se vuoi saperlo io sono un uomo, ma spesso mi identifico come donna, e svelo il mistero volentieri. Lo faccio per confondere le idee degli interlocutori online, in modo da non ottenere favoritismi ormonali, o penalizzazioni cromosomiche.

      Ti ho letto in molti interventi negli ultimi tempi. Non hai suscitato antipatia, ma ho pensato da subito che potessi essere um disturbatore.

      Cos'è il prize?

    20. Nonso 12 settembre 2023

      La mia opinione è che difendi sbregaverse per anzianità. Ma non ne sarò mai con-vinto (delle mie opinioni), sarò sempre elastica e disponibile a cambiare parere, a seconda delle esperienze.

      Puoi negarlo, naturalmente.

      Nostre scelte, nostra strada. Per Diana!

    1. Jimbo 11 settembre 2023

      L'essere umano occidentale si é evoluto tantissimo dal dopoguerra a una ventina di anni fa grazie ad una serie di cose tra le quali la tecnologia.
      Da quel momento in poi si é fermato ed ora sta regredendo.
      Mi chiedo se c'entri la tecnologia su cui ha puntato.
      Nel contempo avanzano i paesi arabi e il sud-est asiatico ma suppongo per altri fattori e addirittura l'Africa tenta un sussulto ma in totale assenza di tecnologia.
      L'essere umano e l'economia attuale tendono alla crescita perpetua e la tecnologia dovrebbe servire da moltiplicatore ma se invece perduriamo nella stasi e nella decrescita che senso ha?

    1. WarezSan 11 settembre 2023

      Esatto.
      Ma a qualcuno piace pensare che il male non sia umano ma insito in qualcosa di inanimato (per ora), come la tecnologia.

      Queste persone, che promulgano un mondo senza tecnica e tecnologia pensano che il male sparirebbe se tornassimo tutti ai "buoni vecchi valori di una volta".

      Non si capisce se preferiscono ammazzarsi con le clave o con le zappe...

    2. Nonso 11 settembre 2023

      Forse mi trovi d'accordo.

      Il male è umano, insito nel disanimato?

    1. WarezSan 11 settembre 2023

      E chi decide quando serve?
      Tu?
      È impossibile che si evolva senza il lucro e senza tecnologia, per come la intendi, tu saresti già morto da un pezzo.

    1. gianB 11 settembre 2023

      Ogni tanto mi chiedo cosa avrebbe detto un grande come Nietzsche (oltre a quello che ha già ampiamente detto) su questo o quest'altro argomento. Allora mi diverto a cercare di indovinare. In questo caso perso avrebbe detto: "La tecnica? Come potrebbe non essere un problema per un'OGM?"

    1. maghi 11 settembre 2023

      in Genesi Dio assegna all'uomo il compito di essere il custode del creato, non lo sfruttatore. Dov'è il male?

    2. gianB 11 settembre 2023

      "E Dio li benedisse; e Dio disse loro: ‘Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela soggetta (altrimenti tradotto con soggiogatela- ndr), e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra’ "
      Quindi gli vengono dati i frutti come cibo.
      Tanto perché si possa capire se è proprio solo un custode o qualcosa di più.
      (Quanto sopra se proprio si vuol dare credito a questa narrazione. Da parte mia, quella antecedente sumerica sarebbe più attendibile).

    3. maghi 11 settembre 2023

      leggi un pò più avanti e vedrai che non è tutto oro quel che luce.

    4. danone 11 settembre 2023

      Il male sta nel fatto che l'uomo non è ancora buono a fare il buon custode.

    5. danone 11 settembre 2023

      Ha detto che va bene dominare sugli animali, non sui suoi simili.

    6. gianB 11 settembre 2023

      Certamente, ma questo non cambia ciò che ho scritto.
      Ps. Comunque, se diamo retta a quello che avrebbe detto e fatto fare dopo, eccome che l'avrebbe detto (ai suoi). E anche ben più di dominare.

    7. maghi 11 settembre 2023

      penso non lo sarà mai, perchè sono troppo pochi coloro che vogliono farlo.

    8. Nonso 11 settembre 2023

      Questo, non so... mi suona bene!

    9. maghi 11 settembre 2023

      anche a me

    10. absitiniuriaverbis 12 settembre 2023

      Gli umani non sono macchine che, in quanto tali, devono necessariamente avere uno scopo, servire a qualcosa.
      Non capisco nemmeno perché debba esserci necessariamente un qualcuno che debba assegnare compiti agli umani: inoltre, se questo qualcuno fosse così onnitutto come lo descrivono, non avrebbe bisogno di nessun altro per fare quello che dovesse ritenere opportuno.

      Il male sta nel fatto di ritenere necessario che ci sia qualcuno altro al di fuori ed al di sopra a dettare le regole (che vanno poi imposte a tutti con tutti i mezzi possibili, altro discorso).
      Il bene di tutto ciò è che quando si capirà che è la coscienza individuale che va coltivata e sviluppata, spariranno i concetti duali e le relative fantasie.

    11. maghi 12 settembre 2023

      il sapiente, un padre dehoniano molto intelligente, che scrive libri per le edizioni dehoniane di Bologna, diceva che alla coscienza profonda non si scappa. Prima o poi ci si deve fare i conti. Poi anche lui rimaneva nell'ambito delle prescrizioni etiche e morali della Chiesa, che si sa, sono state scritte a pro loro, come purtroppo fanno tutte le religioni. Per fortuna a Dio vanno coloro che Lui chiama, perchè li vede degni, non certo quelli che fanno quello che le religioni impongono loro. L'ebraismo ha più di 700 precetti, i cristiani penso anche di più (i dogmi da soli sono una cinquantina), l'Islam ha come via direttissima per un Paradiso di soddisfazioni carnali (le 150 vergini) il pellegrinaggio alla Mecca e la Jihad, la guerra Santa, che fu ripresa pure dal Papa, che prometteva Il Paradiso, se uno nelle Crociate ci moriva,ammazzando gli infedeli. Per me sono per lo più regole imposte arbitrariamente, che non hanno alcun valore spirituale. Se uno in coscienza sente di amare Dio, Lui ne tiene conto e fa di tutto per portarlo a Lui. Ma è dalla coscienza profonda, che possiamo a questo punto chiamare Anima, che parte tutto. Le sovrastrutture, le prescrizioni sono valide solo se in accordo con quello che dice l'Anima, la coscienza profonda e l'unico modo per ascoltarne la voce, è, penso, seguire i consigli evangelici: un luogo silenzioso e appartato, una preghiera profonda e intensa, fatta con fede, speranza e carità,

    12. maghi 12 settembre 2023

      anche se la parola "caris" in greco antico, si traduce con la parola "grazia". Conoscendo la brutta abitudine della religione cristiana e in genere di tutte anche quell'altre, di cambiare e rigirare i significati da spirituali in materiali, non mi meraviglierei fosse stata tradotta con "carità" per scopi materiali. Le virtù teologali sarebbero molto più coerenti se fossero: fede, speranza e grazia. In fondo la carità è un'azione umana, mentre fede in Dio, speranza in Dio e grazia di Dio hanno tutte valenza spirituale. E poi vogliamo mettere la preghiera fatta in Grazia di Dio con quella di uno che fa la carità per motivi e sensazioni umane? Siamo su piani e dimensioni simili, ma molto lontani. Difatti anche San Paolo dice che uno può privarsi di tutti i suoi beni e anche della propria vita, ma, se non ha la Grazia, è tutto inutile.

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