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Photo by Sasha Maksymenko | CC BY 2.0

La Storia di Charlottesville, scritta con il Sangue in Ucraina

Counterpunch.org

Che cosa ci rappresenta, oggi, il tono della politica razzista di destra? È solo un folle suprematista bianco che vuole soffocare una dimostrazione antifascista a Charlottesville o si può anche far rifripensare alle parole di Lindsay Graham, per cui un attacco contro la Corea del Nord sarebbe solo la perdita di migliaia di vite  …. che resterebbero dimenticate “laggiù”? E che ne pensiamo della recente risoluzione unanime delle due Camere del Congresso che, a sostegno di Israele, hanno criticato le Nazioni Unite per una presunta opposizione anti-israeliana?  Potremmo chiamarla razzista e di destra, dal momento che sembra che le continue sofferenze dei palestinesi non rappresentano una preoccupazione per nessuno di loro? E che dire del voto della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per andare oltre quell’oscena proposta dell’amministrazione di Trump di aumentare il bilancio militare di 54 miliardi di dollari e invece proporre di aggiungere altri 74 miliardi di dollari al già enorme bilancio del Pentagono?

Quello che mi sembra interessante sulla discussione che adesso stanno facendo in molti su quanto sia facile  stimolare il suprematismo bianco radicale e quanto sia facile mobilitare l’opposizione contro quei grezzi e sfacciati suprematisti bianchi che abbiamo visto a Charlottesville. Così facile, infatti, che sembra davvero una distrazione dal lavoro più difficile e pericoloso che deve essere fatto per affrontare i veri broker del potere dell’estrema destra.

La supremazia bianca, che qualcuno di noi vede come una delle cose più insidiose, non si riflette nelle immagini furiose e stereotipate del saluto nazista di estrema destra e nemmeno in Donald Trump. Al contrario, è veramente insidiosa l’ideologia bianca suprematista del-tutto-normale e quindi invisibile,  inculcata nelle istituzioni culturali e educative e dalle politiche che derivano da quelle idee.  Quel processo non produce solo i soldati delle Sturmtruppen di quei folli radicali di una destra armata, ma produce anche delle persone che credono veramente – in quei principi ed in segreto – come Robert Ruben di Goldman Sachs, come Hillary Clinton, come Barack Obama, Tony Blair e Nancy Pelosi – “persone decenti” che non hanno mai messo in discussione, nemmeno per un attimo la superiorità della civiltà occidentale, che credono profondamente al diritto e alla responsabilità del diritto dei bianchi di determinare quali nazioni dovrebbero avere la sovranità e quali dovrebbero essere a capi delle nazioni “minori”. E che credono che non ci sia nessuna alternativa alle meraviglie del capitalismo globale, anche se questo significa che miliardi di esseri umani devono essere consegnati definitivamente a quella che Fanon definì  “zona del non essere”.

Questa è la supremazia bianca di cui sto parlando. E benché riconosca il pericolo e della violenza del movimento di destra, sono più preoccupato per quelle politiche di destra che vengono messe in atto con le leggi e con la politica fatta dai democratici e dai repubblicani a tutti i livelli nel governo.

Più di due anni fa  scrissi :

“La brutale repressione e la testimonianza deumanizzante che attraversò l’Europa negli anni Trenta non è stata ricusata incondizionatamente in tutte le sue espressioni  né in USA, né in Europa, non ancora almeno. Tanto che larghi settori della sinistra americana ed europea sembra che non siano in grado di riconoscere che l’asse U.S.A./NATO / UE, impegnato nel mantenere l’egemonia dei capitali occidentali,  è il risultato di una pericolosa collaborazione con forze di destra sia all’interno che all’esterno dei governi “.

L’animo di quel mio articolo era criticare il pericolo inerente alla cinica  manipolazione di elementi di estrema destra in Ucraina fatta dall’amministrazione Obama, per rovesciare il governo, eletto democraticamente, di Viktor Yanukovych. Non solo fu un atto pericoloso, non solo fu un prevedibile disastro per il popolo ucraino, ma quel sostegno americano dato ad un movimento neo-fascista in Ucraina, avvenne in un contesto in cui la destra stava guadagnandosi legittimazione politica e forza in tutta Europa e l’impatto politico della destra che prendeva il potere in Ucraina, avrebbe potuto non essere un caso isolato, ma rappresentare una spinta per una destra in crescita anche in altri paesi. Ciò ha significato che un piccolo obiettivo egoista e miope dell’Amministrazione Obama, per indebolire la Russia in Ucraina, ha avuto l’effetto di potenziare le destre  e di spostare l’equilibrio delle forze verso destra in tutta Europa.

Ma poiché Obama era erroneamente visto come un liberale, fu in grado di evitare molte critiche per la sua politica in Ucraina, in Europa ed in casa sua. Infatti, i liberali e la sinistra, sia negli Stati Uniti che in Europa, in generale hanno sostenuto la sua politica in Ucraina.

Comunque, far piedino a quelli della destra in Ucraina e sottovalutare il crescente potere della destra ha portato ad un un poderoso rafforzamento dei movimenti di destra da entrambi i lati dell’Atlantico. Movimenti che si sono efficacemente appoggiati su un razzismo bianco endemico e sulle contraddizioni della globalizzazione capitalista neoliberista. L’ascesa di Donald Trump non può essere decontestualizzata dalla politica razziale, classista e di genere che si vive, in questo momento qui e all’estero.

L’estrema-destra che si è presentata a Charlottesville quest’ ultimo fine settimana, ha usato le stesse tattiche dei soldati neo-fascisti che erano in prima linea e che orchestrarono il colpo di stato in Ucraina, ma tutti dicono che è  colpa di Trump. Il fatto oggettivo è che gli U.S.A. sono diventati una pericolosa società di destra, come risultato di un costante spostamento verso destra avvenuto negli ultimi quattro decenni. L’idea che con l’elezione di Trump, in qualche modo, si sia  “creata la destra” non può essere presa sul serio e non può essere ridotta alle semplici e rozze espressioni messe in campo dall’estrema-destra.

Le strutture del potere bianco, cioè le strutture e le istituzioni che sono alla base materiale della supremazia bianca euro-americana e la sua riproduzione ideologica, dovrebbero essere il fulcro di tutta l’opposizione radicale. Ma l’ordine capitalista e tutte le sue istituzioni – l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la FMI, la Banca Mondiale e il Sistema di Istruzione Superiore dell’Occidente, come dicevamo le fondamenta dell’egemonia del potere suprematista bianco – sfuggono a un controllo critico perché l’attenzione della gente è rivolta contro David Duke e contro Donald Trump.

Trump e l’estrema-destra sono diventati utili diversioni per i liberali suprematisti bianchi e per quelli della sinistra che preferirebbero combattere contro quelle caricature superficiali del razzismo, piuttosto che impegnarsi in un lavoro ideologico più difficile che richiederebbe autentici sacrifici – ripulendosi l’anima da ogni sentimento razziale associato al mito di un mondo dell’uomo bianco, della civiltà bianca e della bianchitudine del mondo,  per intraprendere un lungo percorso di giustizia che porterebbe alla perdita del privilegio materiale dell’ essere uomo bianco.

Guardando alla supremazia bianca da questa ottica più ampia, è chiaro che appoggiare lo Stato israeliano, far guerra contro la Corea del Nord,  incarcerazione in massa i negri, votare per un grottesco budget militare, nobilitare le periferie, sovvertire il Venezuela, fare una guerra contro i neri, controi  bruni e contro le persone di qualsiasi genere è una guerra diretta contro quei diritti che sono manifestazioni di un’ideologia (nascosta) forzata di destra che non può essere convenientemente e opportunamente ridotta solo a Trump e ai repubblicani.

E quando comprenderemo che la supremazia bianca non è solo quello che passa per la testa di qualcuno, ma è anche una struttura globale con continui e devastanti impatti sui popoli di tutto il mondo, comprenderemo meglio perché qualcuno ha detto che per far sì che il mondo vada avanti,  quel vecchio patriarca di 525 anni, suprematista bianco Pan-europeo, colonialista e capitalista deve morire.

Ora la scelta sarà più chiara: o ci si metterà dalla parte dei becchini che scavano le fosse o ci si dovrà arrendere ai privilegi della classe e della razza e mettersi dalla parte del fronte che sventola la bandiera a croce.

L’estrema-destra aspetta e sta arruolando quelli che, pur essendo di sinistra, sono stanchi della “politica dell’identità”.

 

Link   : https://www.counterpunch.org/2017/08/17/the-story-of-charlottesville-was-written-in-blood-in-the-ukraine/

17.08.2018

 Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • DesEsseintes

    C’è una inesattezza

    “Nobilitare le periferie” non è la traduzione corretta.

    In inglese è “urban gentrification” cioè quel fenomeno per cui persone benestanti si comprano case in quartieri fino allora considerati poveri.
    Per esempio Trastevere, Testaccio, Garbatella erano aree molto popolari e piano piano sono diventate o stanno diventato quartieri residenziali di buono o alto livello.
    Il problema è che questo implica che i vecchi abitanti meno abbienti devono andare altrove in zone più lontane dalla città.
    Quel quartiere migliora per gli investimenti che fanno i nuovi abitanti ma i benefici non vanno a vantaggio dei vecchi abitanti che sono dovuti andare altrove.

    Qui una lista di pro e contro della gentrification:

    https://en.wikipedia.org/wiki/Gentrification#Effects

  • DesEsseintes

    I due articoli di gran lunga migliori pubblicati su CdC in questi ultimi mesi sono stati stati scritti, guarda caso, da due neri, Wedikorbaria e Baraka.

    Quest’ultimo in particolare è di una profondità sorprendente: un nero americano che ha la lucidità di dire che non sono i suprematisti il problema principale bensì proprio quegli stessi liberal che a chiacchiere si oppongono ai suprematisti.

    Mette sotto accusa il sistema patriarcale, coloniale e capitalista del mondo dei bianchi ossia ha messo a fuoco in maniera quasi definitiva il problema.
    E cita Frantz Fanon, un altro nero franco antillano che ha scritto dei libri fondamentali come “I dannati della terra”.

    Quando, qualcuno fra i suprematisti dei forum italiani riuscirà a liberarsi dalle filastrocche imparate a memoria e a levarsi a questi livelli?

    Per adesso vedo su CdC due neri che scrivono articoli eccellenti molto migliori di quelli dei bianchi e nel mondo solo i mulatti sudamericani che hanno il coraggio di provare a ribellarsi.
    I bianchi sono superiori, questo non si discute…ci mancherebbe…però che strano…i greci non si ribellano…gli italiani nemmeno…i francesi votano Macron…e che succede…al bianco gli si sono abbassati gli ormoni…?
    O forse è ora di guardare le cose da un altro punto di vista?

    • MarioG

      Giusto, non male l’articolo di Wedikorbaria sul padre missionario.

      Questo invece e’ solo poco meno indecente di un articolo che leggeremmo sul Manifesto.
      Tre esempi:

      -” L’ascesa di Donald Trump non può essere decontestualizzata dalla politica razziale, classista e di genere che si vive, in questo momento qui e all’estero”
      Razziale, classista e di GENERE: il mostro a tre teste del perfetto attivista liberal. Chissa’ poi dove le vede queste politiche… (lasciando forse da parte il “classista”: dipende a cosa si riferisce).

      -“Le strutture del potere bianco, cioè le strutture e le istituzioni che sono alla base materiale della supremazia bianca euro-americana e la sua riproduzione ideologica, dovrebbero essere il fulcro di tutta l’opposizione radicale. Ma l’ordine capitalista e tutte le sue istituzioni – l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la FMI, la Banca Mondiale e il Sistema di Istruzione Superiore dell’Occidente, come dicevamo le fondamenta dell’egemonia del potere suprematista bianco – sfuggono a un controllo critico”
      Qui, in pratica, il geniale commentatore nero IDENTIFICA il potere, l’elite, l’intero ordine capitalista col “potere bianco” o con la bianchitudine del potere. Il che significa (o significherebbe) che tutti i bianchi ne sono parte, compreso l’ultimo deplorable elettore di Trump, e tutti i colorati ne sono esclusi, compreso il presidente abbronzato, a dispetto di quanto fa mostra di sostenere altrove.

      -“un lungo percorso di giustizia che porterebbe alla perdita del privilegio materiale dell’ essere uomo bianco.”
      Questa e’ la frase piu’ significativa. Data la dubbia fondatezza -per essere prudenti- del suddetto privilegio, cioe’ del vantaggio materiale dell’individuo IN QUANTO bianco nei tempi attuali (ricordo che LE UNICHE DISCRIMINAZIONI GIURIDICAMENTE A BASE RAZZIALE sono le ‘affirmative actions’, che sono a danno dei bianchi), ebbene si tradisce l’aspirazione a istituire un privilegio di colore differente.

      Infine un po’ di frasi retoriche e strampalate:
      “incarcerazione in massa i negri, […] fare una guerra contro i neri, contro i bruni e contro le persone di qualsiasi genere”
      Per caso si riferisce ai detenuti neri americani?

      Un misero articoletto di rivalsa lodato come una perla dell’intellettualita’ non bianca. Che bel servizio le ha fatto!

      • DesEsseintes

        Sto ascoltando le mazurke complete suonate da Idil Biret godendo come riccio…

        https://www.youtube.com/watch?v=tMU6EEITLXQ

        Comunque scrivi (come al solito):

        “Che bel servizio le ha fatto!”

        Ragazzi non potete metterla sempre sul personale, incaxatevi pure per le idee ma non fatene una questione ad hominem che vi rivelate troppo.

        Dopodiché continui a scrivere:

        “Infine un po’ di frasi retoriche e strampalate:
        “incarcerazione in massa i negri, […] fare una guerra contro i neri, contro i bruni e contro le persone di qualsiasi genere”
        Per caso si riferisce ai detenuti neri americani?”

        Non è che ti viene il dubbio che il traduttore (un bianco evidentemente prezzolato) si sia sbagliato?

        In inglese è:

        “the state war on black and brown people of all genders”

        che è diverso, no?

        Qui poi abbandoni ogni pudore e ti abbassi alla più vile menzogna.
        Ti copincollo:

        “-“Le strutture del potere bianco, cioè le strutture e le istituzioni che sono alla base materiale della supremazia bianca euro-americana e la sua riproduzione ideologica, dovrebbero essere il fulcro di tutta l’opposizione radicale. Ma l’ordine capitalista e tutte le sue istituzioni – l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la FMI, la Banca Mondiale e il Sistema di Istruzione Superiore dell’Occidente, come dicevamo le fondamenta dell’egemonia del potere suprematista bianco – sfuggono a un controllo critico”
        Qui, in pratica, il geniale commentatore nero IDENTIFICA il potere, l’elite, l’intero ordine capitalista col “potere bianco” o con la bianchitudine del potere. Il che significa (o significherebbe) che tutti i bianchi ne sono parte, compreso l’ultimo deplorable elettore di Trump”

        Mario, ha scritto esattamente il contrario solo che hai tagliato dove ti pare.

        Dopo “sfuggono a un controllo critico” il nero aggiunge:
        “…perché l’attenzione delle masse è sviata verso i David Duke e i Trump”

        Quindi lui sta indicando “un” potere dei bianchi che è quello dei nemici di Trump.
        Poi Trump è sostenuto dai suprematisti che sono bianchi anche loro ma le élite attualmente al potere (quelle cosmopolite nemiche di Trump) sono il “vero potere bianco”…CHE E’ CLASSISTA, OK?

        Allora tu prima ti chiedi:

        “gnè gnè gnè…(lasciando forse da parte il “classista”: dipende a cosa si riferisce)…gnè”

        Si riferisce a questo cioè che il potere dei bianchi esclude anche una grande parte dei bianchi. Questi ultimi bianchi perdenti sono dei fessacchiotti perché sono ignoranti e impresentabili per cui il potere li addita al pubblico ludibrio, loro stessi (i suprematisti) rendono credibile la denuncia in quanto trogloditi da imbarazzarsi a dire che li si conosce, e così questi suprematisti con la loro grossolanità fanno stolidamente il gioco delle élite bianche.

        Ma il saggio nero scrive appunto che non sono questi poveri suprematisti il nemico più potente né il principale.

        Il nemico sono quei bianchi che sono i padroni dell’FMI, del WTO, della Banca Mondiale.

        Ossia sta scrivendo quello che ti dico da anni e cioè che certamente devi arrestare l’arrivo degli immigrati però dicendo chiaramente che non sono loro il vero nemico ma appunto quelli indicati da Baraka.
        Anzi loro potrebbero essere l’alleato decisivo se ci si unisse a loro nella lotta per mandar via le corporations che corrompono i loro stati e si sono da tempo impadronite dei nostri. Precisamente quello che ha scritto mi pare oggi o ieri Barnard.

        Ma perché non lo fate anche se sarebbe la mossa vincente che metterebbe la vostra lotta sotto la luce della giustizia per l’umanità sofferente e non solo per i sacri katzi vostri?

        Perché avete paura di rimetterci, tutto qua.
        Quelle corporations sono quelle che hanno permesso alla classe media di accumulare benessere nei decenni.

        Da qui sai continuare da solo.

        • alien2012

          Sei un cogxxxne. Tanto non mi leggi, visto che mi hai bloccato,

          Pirla ! tutti gli altri invece mi leggono Ri-Pirla

          • WM

            Ti avevo avvertito, gli insulti non sono permessi a nessuno, per nessun motivo.
            Grazie per aver partecipato.

          • Rolmas

            Hai ragione, gli insulti non devono essere permessi a nessuno. Nemmeno le provocazioni però. Alien 2012 è il secondo (o terzo?) che viene bannato per risposte a DesEsseintes. Risposte fuori luogo, va bene, ma ci sono dei motivi, che magari andrebbero chiariti anche con DesEsseintes. O no?
            NB: tutti gli interventi di WM sono collegati alla stessa persona…

          • WM

            Alien2012 non è stato bannato perché critica DesEsseints, è stato bannato perché ha insultato ripetutamente, chicchessìa, non ci sono motivi che tengano.
            Qui non ci si insulta, punto.
            Le provocazioni sono una cosa soggettiva, se censuriamo le provocazioni che non ci piacciono, domani censuriamo qualsiasi cosa che non ci piacerà.
            Alle provocazioni, semplicemente non dovete abboccare, ignoratelo o segnalatelo se viola le regole.
            Quando Desesseints violerà le regole sarà bannato anche lui.
            Per discutere della moderazione c’è l’apposito thread sul forum o scrivete alla Redazione.
            Grazie

        • MarioG

          1) Sulla traduzione: non so se dipenda dal maligno traduttore bianco… Chieda spiegazioni a CdC. In ogni caso, la definizione di STRAMPALATA RETORICA la estendo alla frase originale:
          “the state war on black and brown people of all genders”.
          Anzi, ci sta anche meglio!
          “la guerra di stato ai neri e ai “bruni” di TUTTI i generi” (che in effetti sono proliferati da due a un numero indefinito…). Ma di COSA STA PARLANDO?

          2) Non ho affatto tagliato arbitrariamente la citazione sul “potere bianco”. E non ho ignorato il resto dell’articolo. Infatti ho anche aggiunto: “a dispetto di quanto fa mostra di sostenere altrove”.
          Ho solo messo in rilievo quello che ha sottolineato anche ‘fastidioso’: che il signor Baraka imposta tutto sul fatto che il potere e’ in primo luogo bianco. Mi sembrava un po’ fuori dalla sua “linea”. Cosa che si riflette nella sua curiosa affermazione:
          “il vero potere dei bianchi che e’ quello delle elite cosmopolite”.
          Ripeto quello che dice Baraka:

          “un lungo percorso di giustizia che porterebbe alla perdita del privilegio materiale dell’ essere uomo bianco”.

          Una frase del genere NON PUNTA certo verso le elite, che come dice lei non cura affatto di escludere proprio il ‘fratello’ bianco.
          E allora a cosa punta? In primo luogo punta contro tutti i bianchi in quanto tali (supposti titolari di un privilegio di bianchezza).
          Come vede, il suo “discorso della montagna” sulla fratellanza degli umili deve farsi largo attraverso diverse insidie a destra e a ‘manca’.

          • DesEsseintes

            Scrivi:

            “Una frase del genere NON PUNTA certo verso le elite”

            Ma cosa può fare più che scrivere che “NON SONO” I SUPREMATISTI BIANCHI IL PROBLEMA ma il FMI la World Bank etc etc?

            Per il resto ci si può arrivare con un ragionamento elementare di semplicissimo buon senso.

            A me questo articolo è piaciuto e ne traggo la conclusione che se anche qualche bianco riuscisse vagamente a superare i limiti angusti del pensiero “obbligato” della (pseudo) tribù riusciremmo sicuramente a trovare una strada per una risposta politica di opposizione.

            Se però si preferisce rivendicare la propria identità bianca CHE NON ESISTE, sperando evidentemente di sentirsi alla altezza delle élite vere detentrici del potere bianco, fate vobis e vedrete che avrete tutti i successi del mondo.

          • MarioG

            Vabbeh! Quello che dovevamo dire su questo, l’abbiamo detto.

            Cambiamo leggermente tema. Altrove si legge:

            “L’animo di quel mio articolo era criticare il pericolo inerente alla cinica manipolazione di elementi di estrema destra in Ucraina fatta dall’amministrazione Obama, per rovesciare il governo, eletto democraticamente, di Viktor Yanukovych. Non solo fu un atto pericoloso, non solo fu un prevedibile disastro per il popolo ucraino, ma […] l’impatto politico della destra che prendeva il potere in Ucraina, avrebbe potuto non essere un caso isolato, ma rappresentare una spinta per una destra in crescita anche in altri paesi. Ciò ha significato che un piccolo obiettivo egoista e miope dell’Amministrazione Obama, per indebolire la Russia in Ucraina, ha avuto l’effetto di potenziare le destre e di spostare l’equilibrio delle forze verso destra in tutta Europa.”

            Io devo ancora capire quale destra europea ha tratto ispirazione-vantaggio-slancio dai cosiddetti nazionalisti ucraini… Orban? La Le Pen? Salvini? (Tra l’altro, poveretti! sarebbero allo stesso tempo anche i servi sciocchi di Putin!). Oddio, il penetrante dottor Baraka e’ americano: apparentemente non si puo’ pretendere che si perda in queste distinzioni eurocentriche! Ma in realta’ qui viene traviato dal tipico tic culturale del sinistro europeo, che deve tutto comprendere nella dualita’ fascismo-antifascismo.

          • DesEsseintes

            Sono d’accordo, quando gli americani parlano di fascismo e comunismo non ci capiscono niente (indipendentemente dal colore della pelle però…).

      • Gino2

        Certo che farsi trascinare giudicando il commentatore BIANCO o NERO è veramente una cosa bassissima.

        Già uno che leggendo il nome di chi scrive l’articolo nella sua testa si immagina che sia bianco o nero è davvero un razzista senza saperlo.
        Ci scrive un commento sopra che vale come lo sterco di coniglio e tu ci rispondi sopra SUL TEMA DEL BIANCO O NERO..
        miodddddio….

        leggere i commenti su CdC stà diventanto sempre più una esperienza aliena…….

        BBBBBOOOHHHH

    • Gino2

      tu ormai sei alla frutta, di quella bacata e marcita.

      Ma chissenefrega di che colore ha chi scrive l’articolo???

      “due neri che scrivono articoli eccellenti molto migliori di quelli dei bianchi ”

      È una frase di una bassezza e ignoranza apocalittica.
      Basta abbi pietà e non ammorbare di PUTT ANATE tutto il forum che pur pieno di gggente con idee strampalate almeno a questo punto non ci era arrivato ancora nessuno!

      • alien2012

        Concordo DesEsseintes è un razzista, troll e quant’altro direi anche coglxxxne e, dato che mi ha bloccato non leggerà questo commento, lo posso offendere quanto voglio ah ah ah. Ho pure scritto con l’apposito form all’aaministratore di questo sito ma concedo che la mancata risposta, sul comportameto di questo personaggio, sia motivata dalle vacanze

        • WM

          Mi sa che non hai capito come funziona.
          Non puoi insultare nessuno, che ti legga o no.
          Alla prossima sei fuori.

  • Holodoc

    Articolo intetessante ma fa una grande confusione identificando il “potere bianco” con WTO, FMI e Banca Mondiale dato che questi ultimi alfieri della globalizzazione sono il nemico nemico n. 1 dei nazionalisti di ogni continente.
    Viene ignorato che tali organizzazioni sono sì eredi del potere coloniale ma come un virus fuori controllo sono mutate ed adeso, dipo avere distrutto i popoli del 3o mondo, si stanno rivoltando, con l’appoggio dei politici liberal, verso chi le ha create.
    La vera guerra non è tra bianchi e neri ma tra l’umanità e le corporation.
    Le corporation, nate per lo sfruttamento delle colonie (le varie “compagnie delle indie”) sono sfuggite al controllo politico delle nazioni che le hanno create e si stanno accaparrando le risorse di tutto il mondo, vecchia Europa compresa.

    • DesEsseintes

      Cito:

      “Le corporation, nate nel Rinascimento per lo sfruttamento delle colonie”

      Ecco, però Baraka ha detto esattamente questo.
      Ha scritto che bisogna abbattere quel potere bianco pan europeo colonialista, capitalista, classista e patriarcale.
      Pan europeo e capitalista significa, come è ovvio, che è nato nel rinascimento e proprio a quel periodo fa riferimento Baraka quando scrive “525 anni”.

      Baraka non ha detto che bisogna dare addosso ai bianchi.
      Ha detto “il contrario”…non “una cosa leggermente diversa”…”il contrario”…

      Il suo è un appello a identificare chi è il nemico principale e invita i suoi fratelli neri a comprendere che i suprematisti bianchi sono dei poveretti del tutto innocui a confronto del vero potere dei bianchi che è quello delle élite cosmopolite.

      Ed essendo hn potere classista arriva a opprimere e sfruttare anche altri bianchi i quali in quanto sfruttati, ANCHE SE DIVENTANO DEI VIOLENTI come i suprematisti, non possono essere il vero nemico.

      • Holodoc

        Ok… ma le élites cosmopolite proprio perché cosmopolite non possono più essere identificate CON I BIANCHI.
        Al loro interno ci sono arabi, cinesi, indiani che si sono inseriti in un meccanismo creato dagli occidentali ma che ormai è accettato a livello globale.
        Ma anche queste élites ormai non sono che prestanomi, le corporation sono organismi che hanno una loro logica freddamente dawiniana che nessun CEO potrà mai osare cambiare.
        Presto, con l’avvento dell’intelligenza artificiale le corporation potranno fare a meno dei manager e nessuno potrà opporsi dato che già hanno a livello legale personalità giuridica e se gli accordi tipo TTIP diverranno esecutivi avranno potere anche sopra gli Stati. E l’umanità sarà schiava in eterno di queste macchine da soldi.

        • DesEsseintes

          Non c’entra.
          Su questo ho risposto sinteticamente a Fastidioso.

  • Mario Vincenti

    Anche negli States a quanto pare utilizzano il termine fascista e antifascista un po’ a caso, a volte solo per indicare cio’ che non e’ di sinistra.

  • PietroGE

    Quando i talebani distruggevano le statue del Budda perchè simbolo del paganesimo tutti dicevano che era un crimine contro l’umanità. Stessa cosa con l’ISIS. Ora vogliono distruggere le statue della storia americana nella speranza, vana e idiota, di cancellare la storia, e chi si oppone viene criminalizzato dal fascismo rosso imperante nei media e negli intellettuali di regime. A chi si lamenta, da nero, del colonialismo della razza bianca ricordo che se ci fossero stati solo i neri, gli USA sarebbero come l’Africa e lui starebbe sul barcone in attesa di raggiungere Lampedusa.

  • fastidioso

    Ma i Condoeezza i Powell i Wolfowitz i Cheney i Bush…. quale “fazione” appartengono ?

    • DesEsseintes

      Baraka lo ha detto chiaramente nell’articolo.

      Quella gente che hai elencato sono il “VERO” potere bianco.

      Come fa a nascondersi questo potere?
      Come fa a evitare che la gente capisca che è contro di lui che deve combattere?

      Per esempio accusando ALTRI, i suprematisti bianchi di Trump e di Bannon (appena licenziato proprio per fare da capro espiatorio) di essere quelli che vogliono “il potere bianco”.

      La cosa notevole di questo articolo è che un nero sta dicendo:

      “Il Ku Klux Klan è meno pericoloso di quelli che dicono di essere anti razzisti di volerci proteggere”.

      Il “vero” potere dei bianchi però non si “auto rappresenta” come potere dei bianchi, quel tipo di definizione la lascia agli ingenui suprematisti perché è stupida in quanto divisiva e contemporaneamente – qui è il paradosso a cui Baraka allude solo di sfuggita quando parla di “cross class united front” – metterebbe sullo stesso piano dei “potenti” i bianchi poveri che si trovano oppressi e sfruttati come i neri.
      Quel potere si pensa come l’unico potere esistente, sono gente che è convinta di essere una sorta di razza differente ma resta il fatto che sono loro gli eredi di quella tradizione patriarcale, capitalista e coloniale che è e resta “europea” quindi bianca.
      Ma su questo termine si gioca una very tricky game.

      Infatti, come reagiscono i bianchi sfruttati?

      1) i suprematisti se la prendono con i neri

      2) i “progressisti” se la prendono con i suprematisti

      Il che è l’analogo e anzi l’identico di:

      1) i fascisti se la prendono con i comunisti

      2) i comunisti con i fascisti

      Ossia il “vero” potere bianco si nasconde dietro etichette di comodo, la gente abbocca perché non ha la forza di studiare e approfondire.
      Risultato finale?
      Il popolo si divide e combatte contro se stesso mentre il vero potere bianco a seconda dei casi….lo aiuta nella lotta…lo difende dai suprematisti ma i suprematisti sono un falso pericolo…non importa, la gente non lo capisce…li difende dai black bloc…stessa cosa…e ogni volta un nuovo falso nemico alla quale la gente crede ciecamente impedendosi cosí di creare un fronte comune contro il vero nemico.

      Almeno Baraka è riuscito ad andare oltre alle generalizzazioni da quattro soldi.
      Ed è un nero.
      Vediamo quando ci riesce un bianco.

      • fastidioso

        “Quella gente che hai elencato sono il “VERO” potere bianco.”

        ma perchè “BIANCO” ?
        Condoleezza , Powell sono Bianchi ?

        Chi vuole giocare con gli aggettivi o le parole lo fa con un preciso scopo: disorientare, confondere, menar il can per l’aia.
        Nel torbido gli affaristi (il potere !) si muovono meglio.

        Che lo dica un “colored” o un “pallido” che differenza fa ?

        • DesEsseintes

          Ecco l’errore!

          Se capisci questl fai un grande passo avanti.

          1) ma cosa credi, che il potere per esempio del re sia costituito da un gruppo composto solo da aristocratici?
          Molti funzionari, persone di rilievo, arricchiti vicini al potere o anche servitori con le mani in pasta sono dei plebei.
          Anzi, spesso sono loro i più feroci guardiani dell’ordine costituito.
          Ma nonostante questo quel potere resta il potere della aristocrazia.
          E ogni tanto si nobilita qualcuno, ossia lo si coopta, proprio per dare una patina di democraticità al potere.

          2) perché se Colin Powell e la Rice sono neri tu non accetti più la definizione di potere bianco?
          Non entro nella questione perché te ne risentiresti troppo ma sarebbe proprio qui il punto.
          Cercate di capire il senso di questo articolo di Baraka che è molto interessante e ha la giusta forma mentis.
          Spero che non sia solo lo scritto di uno che parla per i fatti suoi ma che sia la voce di punta di un movimento che sta prendendo forma e coscienza.

          • fastidioso

            Va behhhhhhhh, vuoi dire che le rice e i powel sono i cani che raccattano le ossa lanciate dal “padrone bianco” ?
            Ma che differenza fa ?
            Senza i cani la caccia alla volpe non si fa!
            Questi cani (che ora) dimorano nella cuccia del padrone, quindi anche loro fanno parte del potere.

  • vocenellanotte

    I commenti sono certo più interessanti del post.
    Non si tratta di uniformare verso il basso (come si fa a scuola, con la scusa che essa è per definizione “inclusiva”), ma proprio di definirsi addirittura migliori a priori. La parafrasi della volpe con l’uva.

  • Lizzie

    Il discorso è semplice e lineare: non si possono censurare le idee e le opinioni perchè si corre il rischio di vedere censurate anche le proprie.
    Le idee e le opinioni differenti vanno discusse e contrastate con idee e opinioni differenti, se possibile migliori.
    Se non ci si riesce, occorre un esame di coscienza, non la calunnia, nè tantomeno la distruzione della storia.

  • Annibale Manstretta

    Va bene che leggere opinioni distanti dalle proprie può essere salutare da tanti punti di vista, ma per digerire questa interminabile sequela di fregnacce ci vuole una settimana di decotti di rabarbaro, china, bardana, tarassaco e cardo mariano, con un pizzico di zenzero, coriandolo, finocchio e cumino. E uno sturalavandino.

  • olmo

    Articolo che insieme a diverse ovvietà contiene delle affermazioni discutibili.

    Se le strutture di potere capitalistiche insieme a tutte le istituzioni al seguito ( banca mondiale, fmi, organizzazione mondiale del commercio insomma l’intera rete di rapporti dell’economia mondiale ) sono le fondamenta del vero potere suprematista bianco ( che non viene messo in discussione ), base materiale della supremazia bianca euro-americana e della sua riproduzione ideologica, se ne deduce che gli stessi strumenti di critica radicale NON POTRANNO, SE DEVONO ESSERE TALI, PROVENIRE DAL MONDO DELLA CRITICA EURO-AMERICANA pena la riproduzione di un modello occidentale ( che diversamente-razzisticamente ritenuto bianco ) che si porrebbe di nuovo alla guida del mondo diversamente bianco!

    Scordatevi Marx, i post-keynesiani la psicanalisi, i marxismi, i post-moderni decostruzionisti e non, tutti esponenti della ” riproduzione ideologica ” bianca.
    Penso che nella tradizione indiana, cinese come in generale in asia e in africa esitano struttuture di pensiero autonome e se accettano di entrare in un sistema economico è perchè sicuramente, ciascuno a suo modo, cercherà di trarne i suoi interessi che piaccia o no al potere occidentale (a meno che non vogliamo vederli tutti, e sono migliardi di individui, come dei baluba che si fanno turlupinare da dei pezzetti di vetro colorato! ).
    Quando uno statunitense parla ho sempre la sensazione che in fondo pur guardando il mondo stia solo parlandosi allo specchio, preoccupandosi di quello che vi è riflesso.