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La spada sikh è questione di legge, non di valori

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

La sentenza della Corte di Cassazione che obbliga lo straniero che vive in Italia a conformarsi ai nostri valori (e implicitamente a quelli occidentali) è aberrante, inquietante, pericolosa e oserei dire paranoica.

Lo straniero che vive in Italia ha il solo obbligo, come tutti, di rispettare le leggi dello Stato italiano. Punto. Il sikh che girava con un coltello kirpan, sacro nella sua cultura, doveva essere condannato perché in Italia è vietato andare in giro armati. Se si accettasse il principio enunciato dalla Corte di Cassazione un italiano che vive in un paese islamico dovrebbe, in conformità alla cultura di quel paese, farsi musulmano.

La sentenza della Cassazione è incostituzionale perché viola l’articolo 3 della nostra Carta che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

La questione non riguarda semplicemente le differenze religiose, punto su cui si sono soffermati quasi tutti, ma è molto più ampia: riguarda l’identità culturale, religiosa e non religiosa. La Cassazione afferma: “La società multietnica è una necessità, ma non può portare alla formazione di arcipelaghi culturali confliggenti a seconda delle etnie che la compongono”. Non so dove la Cassazione sia andata a scovare un principio di questo genere, inaudito nel senso letterale di mai udito fino a oggi. Lo straniero che vive in Italia non ha l’obbligo di conformarsi alle nostre tradizioni, ha il sacrosanto diritto di conservare le sue, sempre che, naturalmente, come si è già detto, non siano in contrasto con le nostre leggi. Al limite lo straniero non ha nemmeno l’obbligo di imparare la nostra lingua, sarebbe più intelligente se lo facesse ma non ne è obbligato. Per decenni ci sono stati italiani emigrati in America che non spiccicavano nemmeno una parola di inglese, ma non per questo sono stati sanzionati.

La questione della sicurezza, importante ma che non ha nessuna rilevanza se lo straniero rispetta le leggi del nostro Stato (il burka va vietato non perché è un simbolo religioso ma perché copre l’intero viso e le nostre leggi prevedono che si debba andare in giro a volto scoperto), sta facendo dell’ ‘arcipelago culturale’ occidentale un sistema totalitario che non tollera le diversità culturali sia all’esterno (vedi le aggressioni armate ad altri Paesi, dalla Serbia alla Libia) sia al proprio interno. Stiamo di fatto calpestando proprio quei valori, democrazia in testa, cui diciamo di appartenere e ai quali vorremmo costringere qualsiasi ‘altro da noi’. Alla povera gente che migra nel nostro Paese e negli altri stati europei, a causa molto spesso delle nostre prevaricazioni economiche e armate che abbiamo fatto nei loro, vorremmo togliere, alla fine, anche l’anima.

Spostando il discorso mi piacerebbe sapere quali sono i nostri valori. A parte quello di una democrazia che in realtà non è tale, perché non appartiene ai cittadini ma è nel pieno possesso di oligarchie, nazionali e internazionali, non vedo in Occidente un altro valore che non sia l’adorazione del Dio Quattrino e la supina subordinazione alle leggi del mercato.

Siamo molto gelosi della nostra identità, più che altro a parole perché un’identità non l’abbiamo più, ma non tolleriamo quella altrui. Io sono libero di essere sikh, sono libero di essere indù, sono libero di essere musulmano, sono libero, se abito in un Paese di cultura diversa, di essere laico e non credente.

Dell’Illuminismo abbiamo conservato e sviluppato il peggio, ma abbiamo dimenticato il meglio che sta nella famosa frase di Voltaire: non sono d’accordo con le tue idee ma difenderò il tuo diritto a esprimerle fino alla morte. E per ‘idee’ bisogna intendere anche le tradizioni, la cultura, la religione, direi meglio: la spiritualità di chi è diverso da noi.

La sentenza della Cassazione ci dice che anche i magistrati –che per fortuna non fanno le leggi ma devono solo applicarle e giudicare caso per caso- hanno perso di vista i princìpi fondamentali del nostro diritto e della nostra cultura. Ma più in generale direi che noi occidentali abbiamo perso la testa.

Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

18.05.2017

 

Pubblicato da Davide

  • robespierre

    Considerazione sbagliata: al di la’ di tradizioni ed usi, in qualunque Paese civile norma basilare e’ il rispetto di regole che poi sono rapportate anche a sicurezza privata e pubblica. Qui infatti non si chiede ad un sikh di cambiare i suoi valori ed il suo credo religioso, semplicemente di non mettere a rischio l’altrui incolumita’. Poi senz’altro un sikh non sara’ portato ad usare il coltello, pero’ di fatto con un coltello a sua disposizione puo’ essere fattore di rischio, dato che l’istinto o il non essere razionali diverse volte prevalgono sulla razionalita’. Perche’ da noi, giustamente, e’ contingentato il porto d’armi?

    • Mechano

      Sta zitto tu! Se non avessi avuto il coltello nel 2001 due delinquenti che mi hanno aggredito a Milano per rubarmi la moto, me l’avrebbero fottuta!

      • Postadelmaga

        ma infatti non e’ il sikh che ha colpa, in questo caso e’ la legge ad essere stupida … non si puo’ manco andare per funghi senza la licenza ora e cmq un coltello in tale occasione sarebbe utile assai ( come per il campeggio e cosi via … ma se uno gira in camper non puo’ portare un coltello per cucinare ?)
        Ora non mi dite che se vuoi andare in giro a far danni ti porti un coltellino svizzero / o il ‘coltello sikh’ che tra l’altro manco e’ affilato

    • GioCo

      la vettura che ci porta in giro è un arma … la vietiamo? Eh?

      • Gino2

        ci sono regole, infatti. devi essere maggiorenne e se sei sotto droga o alcool mentre la usi hai conseguenze penali.
        Devi aver superato degli esami per averla.

      • Giuliano

        E visto che la vettura e’ un’arma, tanto vale portarci dietro qualunque arma, pure il bazooka, eh?

      • robespierre

        Considerazioni stupide e cretine che definiscono lo stato intellettuale!

    • Mario Pansera

      vabbe allora non hai capito niente dell’articolo …sigh

      • robespierre

        Purtroppo per te l’ho capito!!!

    • Luigi Fabozzi

      Ma mi perdobi ma proprio mentre aleggeriamo l’uso delle armi per leggittima difesa? Era una cosa così importante creare tensioni anche con la comunità sikh che da sempre è stata pacifica? Capisco se fossero avvenuti centinaia di omicidi con questo “coltello” ma nemmeno quello è successo. Ormai siamo pieni di divieti di tutti i tipi.
      La nostra democrazia è la democrazia dei divieto e basta.

      • robespierre

        Il fatto e’ che la legge deve, giustamente, essere uguale per tutti. Anche se la comunita’ sikh e’ da sempre pacifica, puo’ pur sempre accadere che un sikh si senta offeso o comunque si arrabbi e reagisca. L’assoluto e l’assolutismo nella realta’ non esistono, in quanto ci puo’ essere sempre l’eccezione. La legge deve prevenire le eccezioni. Anche tu potresti essere la persona piu’ pacifica del mondo, ma davanti a reiterate accuse e offese potresti reagire!!! Semplice considerazione: se tutti potessimo girare armati ci sentiremmo piu’ o meno sicuri? Che poi il potere attualmente ci stia vincolando tramite eccessivi divieti o vincoli e’ vero e tali limiti possono essere giustamente contestati quando in effetti ledano la propria liberta’, ma non quando questa poi metta a rischio quella altrui. E’ la norma basilare della pacifica convivenza!

  • ignorans

    Certamente è una storia sintomatica della società confusa nella quale viviamo. Noi siamo il nulla che però deve rispettare le leggi. Congratulazioni!!

    • Mechano

      In Sicilia non avrebbero avuto problemi. “U liccasapuni” il coltello a serramanico della cultura siciliana, che ogni “picciotto” o siciliano comune si porta dietro per gli usi generici e anche meno ortodossi a cui può servire, fa parte della nostra cultura perché la Sicilia è in Italia…

      • ignorans

        Ma infatti quello che volevo dire è che sarebbe meglio che la nostra “cultura” o “valori” affermasse qualcosa invece di negare sempre tutto. Finchè continua a negare tutto non è cultura, non è valore o meglio è il valore del “No!” Ma con il valore del no non si vive

        • Mechano

          Come ho scritto sopra,
          Che cultura e tradizioni ha l’Italia che abbiamo importato dagli USA le peggiori aberrazioni consumiste.
          A parte rincoglionirsi davanti alla merda che ti riversa addosso la TV, e vagare come zombie nei centri commerciali.
          Ci resta la domenica con la lasagna dopo l’ulteriore indottrinamento religioso in chiesa.
          Andare tutte le domeniche in chiese rende abitudinari non buoni cristiani.

        • ha negato perfino se stessa.

      • Holodoc

        Mio nonno che era contadino e giardiniere andava sempre in giro con un coltello da innesto pieghevole in tasca, E lo usava anche a tavola per mangiare.

        • Mechano

          Oggi sarebbe passibile di denuncia per porto abusivo di arma da taglio.

        • alessandroparenti

          Quando andava in giro tuo nonno da me la gente usciva di casa e lasciava la chiave nella toppa.

      • Annibale Mantovan

        penisola italica.

      • Luigi Fabozzi

        Senta ma lei vede la sicilia come nell’800?
        Io sono palermitano e le assicuro che u liccasapune non l’ho mai avuto

  • disqus_VKUtLIms5T

    GIUSTE QUANTO CONDIVISIBILI LE RIFLESSIONI DI FINI…

  • PietroGE

    Massimo Fini ha preso una enorme cantonata, è il suo articolo che è aberrante non la sentenza :

    1) L’Italia non è un albergo. È un Paese con identità culturali e religiose. Se lo straniero non intende rispettarle deve essere rimandato a casa sua.
    2)La società multietnica non è una necessità e gli “arcipelaghi culturali confliggenti a seconda delle etnie” sono già realtà in questo come negli altri Paesi europei.,
    3)Fini non contempla il caso in cui le identità culturali dello straniero confliggono con quelle degli autoctoni. È giusto dire, come fa lui, che non si può chiedere a chi arriva di appendere la sua identità all’attaccapanni come se fosse un cappotto. Ma se è noto, come nel caso degli islamici, che esiste questo conflitto non gli si permette di entrare nel Paese, e basta.
    4)Se veramente si applicasse l’articolo costituzionale sulla parità tra uomo e donna si dovrebbe per conseguenza proibire l’islam in Italia. Il rispetto della legge è anche questo.
    5) Le leggi si fondano su un substrato culturale. L’esempio del burka che Fini cita è esemplare. Questa legge ovviamente non esiste nei Paesi islamici nonostante il conflitto con le ragioni di sicurezza.

    • Gino2

      Fini sta dicendo un’altra cosa. Portare o no il coltello, in Italia è una questione di leggi e non di valori.
      Lo straniero deve uniformarsi alle leggi non ai valori.
      La cultura e i valori sono altra cosa e ognuno nei paesi civili è libero. deve essere libero. I limiti sono la legge!

      • PietroGE

        Le leggi non scendono dal cielo. Come ho detto si basano su un terreno culturale. Prendi come esempio l’islam. Non è solo una religione è anche una ideologia politica e culturale. Si dice agli islamici di conformarsi alla legge italiana, ma questa è in conflitto con la loro religione e ideologia. Per obbedire alla legge italiana dovrebbero rinnegare i loro valori e accettare i nostri. E allora?

        • Gino2

          A noi deve bastare che seguano la legge. Si, le leggi si basano su un terreno culturale. Ma il terreno culturale è ampio, In italia esistono diversi terreni culturali. Ma non essendo un paese islamico in cui la legge è religione e viceversa, abbiamo la legge, delle regole comuni (laiche) a cui attenersi. Lo straniero può avere la cultura che gli pare, basta che rispetti la legge.

          (non puoi imporre la stessa cultura ma devi imporre le stelle leggi)

        • Holodoc

          Le leggi in Italia si basano su i nostri valori: individualismo, disonestà (falso in bilancio non è reato), familismo (che significa: si fotta il mondo fuorché la mia famiglia), ideologia politica (la sinistra è l’unico modello la desta è merda… o viceversa), visione ossessiva della genitorialità (anche se hai 40 anni voglio che ti metta la maglia di lana), etc etc etc
          Sul Familismo Amorale sono stati fatti studi antropologici circa 100 anni fa, ma in Italia è taboo parlarne…

      • jjjjhhhaaaa

        Fini quando parla è ubriaco.In Italia solo alcuni possono circolare armati.

        • alessandroparenti

          Non è che si capisca molto quello che vuoi dire.

          • appunto….è grave che ci sia bisogno che qualcuno ti spieghi una evidemza del genere….

    • DesEsseintes

      Segnalo che in India, Inghilterra, USA, Canada il Kirpan è legale.
      In Svezia lo è a patto che non sia affilato né appuntito.
      In Danimarca è proibito ma il reato per portarlo in pubblico è considerato meno grave del reato di porto d’armi abusivo perché rappresenta un simbolo sacro.

      Pietro, mi pare che pecchi di eccesso di zelo finendo per fare del danno alle tue stesse tesi.
      Quello a cui mirano i globalisti è lo svilimento delle identità o appartenenze e per questo mettono subdolamente avanti la “legge” alle “usanze”.
      Dovreste al contrario prendere le parti del Sikh se voleste portare acqua al vostro mulino.
      Dal punto di vista della ricerca del consenso c’è una regola che sarebbe il caso di tenere presente: chi si presenta programmaticamente “contro” qualcosa, sale rapidamente e poi si arena a un livello che non gli consente mai di governare; il salto di qualità decisivo avviene solamente quando si dimostra di saper compiere dei gesti di generosità.
      Non generosità stupida ma mirata al vostro obiettivo politico.

      Salvaguardando il diritto di “usanza identitaria” del Sikh contro quello della “civil law” che gli nega l’esibizione del simbolo, voi portetereste avanti nella maniera più efficace il vostro ideale di recupero delle identità contro l’uniformazione forzata dei globalisti che, attenzione, avviene proprio ponendo una astratta “civil law” come superiore alle “usanze” dei vari gruppi (non globalizzati) che ancora compongono la società.
      Cioè anche di voi leghisti…

      Non limitatevi alle questioni per la pancia affrontate di pancia altrimenti il vostro tetto di consenso resterà molto basso.

    • MarioG

      Penso che dopotutto il ragionamento di Fini fili.

      Quello che è aberrante è proprio quello che dice la Cassazione, che ormai, a forza di sentenze aberranti, forzando il potere legislativo, è diventata la tomba del Diritto.

      La Cassazione doveva limitarsi a ribadire quanto detto da Gino2: il tizio violava la legge perchè girava armato, NON perchè non si conformava ai “valori”.

      Si immagina se dovessimo aderire tutti ai “valori” promossi negli anni, con le sue sentenze, proprio dalla Cassazione?

      Una prova?

      “La società multietnica è una necessità, ma non può portare alla
      formazione di arcipelaghi culturali confliggenti a seconda delle etnie
      che la compongono”.

      La Cassazione, ormai investita di funzione di guida politica e sorvegliante del sistema dei valori (tutto tranne che il suo mestiere), ci ammonisce che la società multietnica è proprio una NECESSITA’. Questo è l’assunto, non è nemmeno in discussione. Che poi non possa o non debba portare ad “arcipelaghi culturali”, non si capisce da cosa scaturisce nelle menti dei giudici più pagati del pianeta.

      Ecco, io penso che Fini volesse sottolineare il marciume dei (cosiddetti) “nostri” valori, vale a dire quelli certificati dalle “nostre” care istituzioni, non fare uno spot al multiculturalismo a tutti i costi e all’immigrazionismo.

    • Holodoc

      Se le leggi italiane riflettessero il substrato culturale italiano, gli italiani le rispetterebbero…

    • Mario Pansera

      ti pareva che il razzista di turno non appariva…

      • PietroGE

        Un po’ in ritardo, però il troll compare sempre.

        • Mario Pansera

          in ritardo? ma se commenti dovunque eheheh

          • PietroGE

            È buon segno quando appare il troll perché vuol dire che CdC è seguito. Evidentemente coloro che mandano i troll non amano la piega che ha preso la discussione in questo sito, in particolare su certi argomenti.

          • Mario Pansera

            ‘coloro che mandano i troll’… pure paranoico sei. Il sottoscritto troll da mesi si lamenta della marmaglia di razzisti come te che affollano il sito. io metto nome e cognome e sto assistendo al degrado del tono dei commenti su un sito che seguo da anni… con tristezza infinita

          • PietroGE

            A parte il fatto che quando usi simili termini dovresti guardarti allo specchio, la definizione di troll ti si addice perfettamente : cercare di far degenerare la discussione e basta, proprio perché a te o a chi ti manda non piace la diversità di opinioni e non piace che si discuta nel merito. Dopotutto per quelli che hanno fatto tanto per controllare i media, la libertà di espressione su internet è una spina nel fianco. Capisco benissimo….

          • Mario Pansera

            guarda io ti rispondo giusto perche sono annoiato. ma di quale diversita di opinioni stai parlando? le cose che scrivi sono accozzaglia di luoghi comuni pseudo leghisti ascoltati in bettola o al bar. parli di globlizzazione, di globalisti, di identita senza cognizione di causa. Non c’e’ nessuna riflessione seria nei tuoi commenti su identita nazionale, indentita religiosa, solo profonda ignoranza di tutto quello che si e’ scritto e detto sia nel dibattito accademico che in quello pubblico sul tema. e soprattutto un grande razzismo latente. La critica che fa Fini al globlismo e’ anni luce distante dai buzzurri come te che dicono: a casa loro! Parli di indentita culturale dello straniero che entra in conflitto con l’autoctono usando categorie che la sociologia usava 50 anni fa, senza un minimo di approfondimento… cosi per sentito dire. Tu sei libero di dire tutte le cavolate che vuoi qui e altrove, nessuno vuole limitare la tua liberta di dire stupidaggini. Anzi al massimo sei materiale di studio… Io mi limito solo a segnalare come da posto dove si dibattevano idee alternative questo sito sia diventato un posto di commentatori razzisti con banali e sempliciste visioni del mondo che riciclano 4 cose lette qua e la o ascoltate al bar.

          • PietroGE

            La non risposta conferma la qualifica da troll. Come tutti i troll, infatti non entri mai nel merito. Non sei solo, ci sono almeno un paio d’altri qui che operano così : Non dicono niente nel merito e non prendono posizione. Controllano chi va contro le idee (ideologie) che vogliono portare avanti e lo attaccano. Cercano di vedere se ha seguito o no e, se si, quanti sono quelli che la pensano come lui. La caratteristica principale è che prediligono solo un certo tipo di argomenti ed è proprio questo che li espone.
            Io, come hai potuto constatare, parlo di tutto quello che giudico interessante, non mi sono mai rivolto ai gestori del sito per censurare qualcuno (altri lo hanno fatto) e accetto il confronto nel merito con chiunque. Sono su questo sito da anni e ne ho visti diversi apparire attaccare sul solito argomento (sempre quello) e poi sparire.

          • Mario Pansera

            io non sparisco mica, hai il mio nome e cognome vero caro… sono qui e altrove se mi vuoi cercare per continuare a dirti che le tue non sono opinioni ma banale razzismo provinciale. un caro saluto e buona notte

          • Mario Pansera

            anzi sai che c’e’ caro ignorantone leghista ti rispondo punto per punto al vomito razzista di cui sopra, cosi non hai piu la scusa di dire che non rispondo nel merito:

            1) L’Italia non è un albergo. È un Paese con identità culturali e religiose. Se lo straniero non intende rispettarle deve essere rimandato a casa sua.

            baggianata. quello che chiami italia e’ una costruzione recente. Per secoli la penisola e’ stata un crogiuolo di culture diverse e lingue diverse, Io sono napoletano, ho la mia lingua e da noi per secoli si e’ parlato greco antico, latino e sannita fino al medio evo. Le identita religiose sono fluide, basta leggersi un po di M. Foucault e le moderne teorie sulla sociologia dell’identita. In Italia solo i vecchi vanno in chiesa… nessuno ormai si puo definire realmente religioso quindi sti stranieri non devono rispettare proprio nulla. Inoltre la molti parte degli stranieri, si anche i mussulmani sono poco religiosi, soprattutto i giovani. Poi ovvio che se io vado a vivere a Dubai per lavoro non mi sogno di ‘adattarmi alla cultura locale’. quindi hai detto la prima stupidaggine. Chiunque viva in Italia deve solo rispettare la legge. Punto

            2)La società multietnica non è una necessità e gli “arcipelaghi culturali confliggenti a seconda delle etnie” sono già realtà in questo come negli altri Paesi europei.

            di cosa parli? etnie? un concetto ottocentesco. I conflitti esistono tra classi sociali e gruppi di potere. In italia i piu grandi conflitti sono le mafie e i traffici. Non ci sono gravi conflitti dovuti all’immigrazione. Ve li sognate, ci sono conflitti dovuti all’incapacita del sistema economico italiano di assorbire manodopera senza sfruttala. Vedi Rosarno. seconda cretinata.

            3)Fini non contempla il caso in cui le identità culturali dello straniero confliggono con quelle degli autoctoni. È giusto dire, come fa lui, che non si può chiedere a chi arriva di appendere la sua identità all’attaccapanni come se fosse un cappotto. Ma se è noto, come nel caso degli islamici, che esiste questo conflitto non gli si permette di entrare nel Paese, e basta.

            il conflitto sta in testa a te. Io ho amici mulusmani come io sono cristiano, se ne fregano della religione. La cosa che li fa reagire al massimo e’ la discriminazione di gente come te. Il fatto di vietare l’ingresso solamente perche uno appartiene a una religione, a parte che e’ una cosa incostituzionale, fascista e discriminatoria (come fa uno a decidere che religione ha un certa persona?) e’ proprio una cosa impossibile da fare. Si dovrebbe fare un test a tutti quelli che entrano e discriminare in base al credo… assurdo. stupidaggine grande come una casa.

            4)Se veramente si applicasse l’articolo costituzionale sulla parità tra uomo e donna si dovrebbe per conseguenza proibire l’islam in Italia. Il rispetto della legge è anche questo.

            enorme baggianata. Ci sono tante interpretazioni dell’Islam, la donna, al contrario del cristianesimo ha il diritto al divorzio, e vari altri benefici. Inoltre l’idea della donna nell’islam non e’ molto piu retrograda di quella di San Paolo e della chiesa cattolica. Sei un razzista anche in questo oltre a ignorare i fondamenti delle gradi religioni monoteiste

            5) Le leggi si fondano su un substrato culturale. L’esempio del burka che Fini cita è esemplare. Questa legge ovviamente non esiste nei Paesi islamici nonostante il conflitto con le ragioni di sicurezza.

            Grandissima cretinata. A parte il fatto che in alcuni paesi esiste il bando del burca, in Turchia per esempio. Ma poi il sistema di leggi continentali si basa essenzialmente sul diritto romano, che per sua natura tende a una struttura che evita gli aspetti culturali. I romani assorbivano le culture che conquistavano non le distruggevano o bandivano come farebbero i razzisti leghisti come te.

            Beh non c’e’ male come collezioni di cretinate per oggi.
            cordiali saluti

          • PietroGE

            Io dico queste cose da anni su questo sito, vedo che ora che è cominciata la campagna elettorale per le politiche qualcuno appare a contestare questo mio punto di vista. Mah, sarà una coincidenza?
            Nel merito : l’Europa e l’Italia si sono formate respingendo i conquistatori islamici. Quello che vuol dire essere non islamici in un Paese islamico te lo devi far raccontare dai pochi cristiani rimasti in MO. Una ideologia che va contro i principi costituzionali deve essere vietata. Basta una semplice ricerca su internet per informarsi che l’islam non è solo una religione e non contempla la democrazia. Quindi deve essere vietato.
            Quanto alla convivenza pacifica delle culture e all’arricchimento culturale degli autoctoni tramite immigrazione, dai una occhiata alle notizie, ci sono state 22 morti (per ora) in Inghilterra. Le tue stronzate valle a raccontare ai parenti delle vittime e ai feriti. Vediamo che cosa ti rispondono.

    • Luigi Fabozzi

      Ma quali sono queste identità culturali? Me lo si spiega una volta per tutte?

      • DesEsseintes

        Ahahah…ma come si fa a farsi un domanda del genere…
        ragazzi siamo a livello di non sense ontologico da far spavento.

  • jjjjhhhaaaa

    Che differenza c’è tra un tizio mascherato da fachiro che và in giro con il coltello ed un tizio che va in giro mascherato con una divisa da poliziotto(o metronotte) che va iin giro con una pistola?
    In usa la legge è uguale x tutti.Se lo Stato circola Armato anche i Cittadini circolano armati.
    In inghilterra lo Stato non circola armato e i cittadini non circolano armati.
    Direi che il fachiro indiano condannato non ha avuto un buon avvocato.Si è solo conformato ai nostri valori,in cui è solo lo stato a decidere.Solo perche ARMATO.

  • Primadellesabbie

    Osserva Fini:

    “…Siamo molto gelosi della nostra identità, più che altro a parole perché un’identità non l’abbiamo più…”

    come questa perla, comparsa sul blog qualche giorno fa, conferma puntualmente:

    “…La educazione specialistica deve venire dopo quella identitaria culturale… . Al bambino o al ragazzo fino alla superiori si deve insegnare chi è lui dal punto di vista della cultura, storia, identità nazionale e tradizioni. …”

    Il sostenitore di questa tesi, uso a chiamare in causa l’identitarietà ad ogni piè sospinto per giustificare il suo traballante credo, non si rende conto di quanto radicalmente si smentisca in queste righe e come, proponendo questa pratica aliena, adatta solo ad un (fantomatico) terreno vergine da ogni identificazione, possa provvedere qualsiasi identità a chiunque, ma sarebbe inutile farglielo notare.

    • PietroGE

      L’educazione specialistica e non identitaria è tipica della scuola americana moderna (non quella degli anni ’50), una scuola che insegna a leggere scrivere e far di conto E BASTA. Perché? Siccome ci sono molte razze e nazionalità in classe e non bisogna offendere nessuno, si abolisce l’educazione identitaria culturale. Si forma così il cittadino consumatore che non sa chi è e l’identità la cerca nelle droghe e nella subcultura e nella sballo del Sabato sera. La scuola italiana segue a ruota. Questo è proprio il cittadino marionetta, incapace di un discorso critico, che il potere ( e il PdS, suo ammiratore) vuole perché è facilmente manipolabile dai media e se gli dici che Saddam o Assad ha armi di distruzione di massa è capacissimo di arruolarsi volontario per andare a combattere contro il nuovo Hitler. Inutile poi dibattere con chi è d’accordo a trasformare il Paese in un albergo credendo (o forse sapendo e sperando) che le differenti identità non si trasformino prima o poi in differenti nazionalità poi in conflitti per il controllo del territorio.

    • Mario Pansera

      e che cavolo centra con l’argomento dell’articolo?

  • jjjjhhhaaaa

    Che differenza c’è tra un tizio mascherato da fachiro che và in giro con
    il coltello ed un tizio che va in giro mascherato con una divisa da
    poliziotto(o metronotte) che va iin giro con una pistola?
    In usa la legge è uguale x tutti.Se lo Stato circola Armato anche i Cittadini circolano armati.
    In inghilterra lo Stato non circola armato e i cittadini non circolano armati.
    Direi
    che il fachiro indiano condannato non ha avuto un buon avvocato.Si è
    solo conformato ai Valori della gggente…i valori citati da Fini e per i
    quali è la gggente che attribuisce solo ad alcuni il diritto di
    circolare armati,non la Costituzione.

    • Tizio.8020

      Non avrà avuto un “buon avvocato”, ma sicuramente aveva un bel pò di denaro: hai idea di quanto costi arrivare fino in Cassazione????

    • alessandroparenti

      C’è differenza eccome! Al fachiro le armi non sono necessarie per svolgere il suo mestiere. Del resto non permettono anche a te di usare i coltelli quando lavori?

  • fuffolo

    Nessuno sa o dice che il coltello in questione è più che altro un accessorio, normalmente privo di filo (per il taglio) e spesso bloccato nel fodero, non potendolo estrarre neanche per necessità.
    Provato con mano, esperienza diretta e non sentito dire.
    Anche il turbante, spesso è più simile ad un cappello che ad una striscia di stoffa avvolta secondo rituali religiosi.
    E allora perchè un finto coltello ed un finto turbante, producono una vera paura ed un reale allarme sociale? Che siano tutti privi di cultura è evidente ma certo non gli mancano le informazioni…

    • Gino2

      andiamo al pratico. Se non sanzioni, avremo molti indiani con finti coltelli.
      LI possiamo andare a controllare tutti per federe se il filo è affilato o meno?
      IN italia non si può andare in giro armati di coltello. legge. non basta?
      perchè complicare le cose semplici mettendoci religione cultura coltelli non affilati ufo e quant’altro?

      • fuffolo

        Un coltello che non taglia e non buca, non è un’arma ad il tipo deve essere assolto perchè il reato è detto appunto impossibile o non capace a ledere l’interesse protetto dalla norma incriminatrice.
        La loro cultura vale se stanno in quel posto dove è nata, se si trasferiscono dovranno rispettare le regole del nuovo paese dove si trovano e se vi permarrano tempo bastante, si abitueranno a magiare maccheroni, fave e pecorino, affettato con un coltello (tenuto in un cassetto o in una tasca). A quel punto racconteranno di essere stati dei sikh, ai loro nipotini che giocano a tretre giùgiù oppure giocheranno gridando Arimo!

        • alessandroparenti

          La legge mi permette di girare con una pistola finta in macchina senza il bollino rosso nella canna? No,perchè non si sa se è vera o no. Il pugnale pure:non puoi sapere se ti trovi davanti un uomo con un coltellaccio o no. Quindi aspetterà poi carnevale per andare in giro così.

  • Hito

    Prima gli italiani!!! E’ un concetto che va oltre le leggi in vigore e anche oltre le tradizioni. Non si può cedere sempre e a prescindere alla religione del multiculturalismo imperante, e dire che è giusto difendere l’altrui espressione di idee differenti, non vuol dire accettarle supinamente… E non deve essere nemmeno questione di democrazia, la costituzione dovrebbe avere alcuni principi cardine cristallizzati nel tempo… Non si cambiano, punto e basta. Uscendo dall’esempio dell’articolo, a me, personalmente, da noia vedere nella mia città un Kebab ad ogni angolo, un McDonald in centro e i ristoranti cinesi o etnici nelle zone chic… A parte il discorso economico, che pure andrebbe fatto (perchè quelli son tutti soldi che escono dal circuito) c’è anche un discorso di integrazione. Penso di non essere l’unico a vedere marocchini che lavorano nel negozio marocchino, mangiano nel Kebabis, pregano in Moschea. fan la spesa nei loro negozi, questa è integrazione? Per me è conduzione di una esistenza parallela, e come due rette parallele, non si incontrano mai.

    • Tizio.8020

      …e, SE si incontrano, NON si salutano!!!

    • Mario Pansera

      mamma mia hai ragione, poi e’ pure pieno di napoletani con le loro zozze pizzerie, e di siciliani con salumeria disgustose, pugliesi coi rasta che schifo, gente che mangia la loro roba e manda i soldi a casa facendoli uscire dal ‘circuito’.. questa e’ integrazione? orrore!

      • Hito

        Ma che problemi hai con la lingua italiana? Se ci fossero un po’ meno Kebabis, McDonald e ristoranti cinesi, magari ci sarebbero più pizzerie napoletane, più salumerie siciliane e più pugliesi… Cosa credi, che si riuscirebbe a mangiare comunque o che la gente patirebbe la fame nella noia? Rispedisco al mittente gli insulti che cerchi di mettermi in bocca e che io non penserei mai, e non uso nemmeno per gli stranieri, solo che al momento cotituiscono comunità a sè stanti e non sono integrate e ti usano solo come vacca grassa da mungere.

        • Mario Pansera

          il mio unico problema e’ la marmaglia razzista che popola ormai da mesi questo sito. te compreso

          • Hito

            Marmaglia razzista vallo a dire a mammina tua bella.

  • Holodoc

    In Gran Bretagna i cartelli di divieto terminano con la frase: “IT IS THE LAW”, è la legge.
    In Italia tale affermazione suonerebbe risibile!!!

    Credo che la Cassazione abbia usato appositamente il termine “valori” e non “leggi” conscia ormai che le leggi da noi non sono rispettate per principio.

  • giorgio peruffo

    Eh, caro Fini, alla Cassazione devono aver fatto la Sentenza dopo aver festeggiato qualche ricorrenza ed alzato un po’ il gomito. Sono cose che succedono.

    • Mario Poillucci

      Non occorre e/o necessita ”alzare il gomito” come lei dice! Caro Giorgio i componenti le nostrane ”corti” sono estremamente esperti in tema di ”VALORI”!!
      Trattasi di puro ”lapsus freudiano”!

  • PietroGE

    Visto che molti hanno criticato il mio intervento, vorrei precisare :
    -Le leggi di un Paese, inclusa la costituzione sono frutto della identità storica culturale e anche religiosa di quel Paese e di chi lo abita. Non vengono dal nulla.
    -Il problema ora è : se arriva qualcuno che ha una cultura differente deve essere obbligato a rispettare solo la legge o anche le tradizioni e la cultura del Paese ospite?
    -Quello che cercavo di esprimere è che le due richieste sono interconnesse l’una con l’altra.
    Probabilmente è proprio questo che la sentenza della cassazione cercava di affermare. In Germania, ad esempio, c’è il dibattito sulla Leitkultur (vedere voce sulla Treccani)
    .. “la «cultura-guida» tedesca cui la Cdu di Angela Merkel nelle sue proposte sull’immigrazione chiede agli stranieri di adeguarsi, ….. il partito che inventò l’economia sociale di mercato,[CDU] sposta l’attenzione dai temi concreti – riforma sanitaria, fisco e mercato del lavoro – ai valori, all’identità tedesca, alla «Leitkultur», la cultura-guida minacciata, secondo la Cdu, dalla babele multiculturale.”
    Questo perché hanno capito che non basta obbligare gli immigrati a obbedire alle leggi, se si vuole l’integrazione si deve cercare di portare questa gente all’interno di una cultura guida, altrimenti prima o poi le differenza culturali sfoceranno nella separazione netta e alla fine nel conflitto, vedere ad esempio quello che succede nelle banlieu francesi.
    -Io sono però molto pessimista sulla riuscita di questa operazione.

    • MarioG

      Io sono altrettanto pessimista. Che poi è un po’ strano che la Merkel, che ha fatto quello che ha fatto, sia ora sensibile alla Leitkultur. Più probabile che sia un nuovo dibattito strumentale per tranquilizzare qualcuno e andare avanti sempre per la stessa strada.

      • PietroGE

        Mario, poi tutti questi discorsi sui massimi sistemi arrivano alle proposte concrete e lì nascono le difficoltà. Supponi io sia un padre musulmano con figli che vanno a scuola e ti dica :
        -Io non voglio avere Dante nel programma scolastico perché mette Mohammed all’inferno.
        -Non voglio avere classi miste e soprattutto non voglio avere educazione fisica mista con ragazzi e ragazze.
        -Voglio la carne halal dappertutto e niente alcool.
        -Non voglio che mia figlia frequenti le ragazze italiane che sono tutte puttane e quindi voglio abitare in un quartiere con gente della mia cultura e religione
        ecc. ecc. ecc. (A Dortmund, quando stavo in Germania, gli islamici protestavano per il suono delle campane perché lo consideravano una provocazione contro di loro.)
        Tu che risponderesti? Perché prima o poi queste richieste arriveranno!
        Io risponderei che il caro signore può fare le valigie e tornarsene da dove è venuto ma temo che ci sia gente pronta a calarsi le braghe.

        • Hito
          • PietroGE

            Esattamente, c’è gente pronta a calarsi le braghe. Il bello che è che poi si lamenta perché i giovani “tendono ad allontanarsi dalla vita della Chiesa”. Che cosa diavolo si aspettava? La conversione dei musulmani?

          • Hito

            E’ peggio di quanto uno possa immaginare, nelle peggiori fantasie… Nei giorni scorsi era un continuo fiorire di articoli tendenti ad asserire che i “nuovi batteri ci rafforzeranno” e anche nel mondo vegetale potranno “arricchire” il patimonio genetico delle piante… e poi mettere di mezzo Dio, che, se solo avesse voluto, avrebbe creato un’unica razza meticcia senza difficoltà… bah più gli accadimenti nel mondo dimostrano che il multiculturalismo non funziona, più questi pigiano sull’acceleratore -.-
            edit:
            http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2017/05/mamma-ebola.html

        • fastidioso

          “Tu che risponderesti? Perché prima o poi queste richieste arriveranno!”

          Come ben sai ed hai fatto notare, a Torino sono già state presentate.
          Ottenerle sarà questione di anni…(pochi…)

          Mala tempora currunt.

    • Gino2

      Se in un paese si inizia a discutere di obbligo i rispettare la cultura o i valori etc. meglio darsela a gambe. Cosa significa rispettare un valore? Che non posso dire questo o quello, o esprimermi su questo o quello o pensare quello che mi pare. Cosa significa rispettare una cultura? Che devo vestirmi come vuoi tu, fare quello che vuoi tu. Siamo liberi di fare pensare e parlare fino a che si trasgredisce una legge. Posso vestire come voglio entro i limiti di decoro stabiliti per legge. Se parliamo di cultura si va in una brutta direzione e non esiste una unica cultura neè in un paese né in una città.

  • Tonguessy

    Non sono d’accordo con le tue idee ma difenderò il tuo diritto a esprimerle fino alla morte. La tua.

    • La mia libertà finisce quando affido allo stato la sua difesa.

      • Tonguessy

        molto meglio affidargli l’offesa, in effetti. Allora si che siamo davvero liberi.

        • Infatti la tua libertà dipende dalla mia capacità di togliertela 😉

  • Ketil

    “La società multi-etnica é una necessità”. Questo è inquietante dell’affermazione della Cassazione. La stessa che poi oaggiunge che si creano gli “arcipelaghi culturali confliggenti”. Ma grazie al c! Gli arcipelaghi si creano per forza quando hai a che fare con uno che non disegna esseri viventi perché non gli è permesso, figurarsi opere d’arte come statue, affreschi, quadri con nudità al vento. Si, ok, noi dobbiamo necessariamente integrarci, ok. Buona fortuna e tanti ma tanti auguri.

    • Primadellesabbie

      C.E.I.:

      Esodo 20,2-17

      2 «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù:
      3 non avrai altri dèi di fronte a me.
      4 Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. …..

      Vedi un po’ tu!

      • PietroGE

        A parte il fato che il secondo comandamento in versione originale completa è :

        2) Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti
        È chiaro dal testo che viene vietata l’idolatria, cioè l’adorazione dell’idolo, non la rappresentazione, cioè la scultura o la pittura. E poi gli islamici, che hanno copiato questo divieto dalla Bibbia non lo hanno messo in pratica visto che adorano “la pietra nera caduta dal cielo” nella Ka’aba , cioè un meteorite.

      • Primadellesabbie

        Se poi consideri che, le nostre chiese sono costituite di immagini davanti alle quali i fedeli ed i sacerdoti si prostrano e pregano, e le nostre contrade ne sono punteggiate, capisci, se ti consideri parte della tradizione cristiana, quanto siamo andati fuori strada e che contraddizioni ti trovi a vivere.

        É più utile guardare ai problemi che abbiamo con la nostra tradizione, ché giudicare le altre é fuori discussione.

      • Ketil

        Scusa il ritardo con cui ti rispondo. Prego, vedi, vedi:
        http://islam.forumup.it/about1228-islam.html

        • Primadellesabbie

          Il sito che indichi, di nessun valore, scarica cookies che aprono pagine indesiderate e resistenti alla cancellazione.

          Meglio se scrivi tu ciò che vuoi dire. Grazie.

          • Ketil

            Ti consiglio di installare componenti aggiuntivi che impediscano pop-up e pubblicità, come ho fatto io, per una navigazione più sicura. Che il forum che ti ho puntato sia irrilevante è una tua opinione personale che vale tanto quanto la mia. Vi sono riportate conversazioni di persone reali che ti consiglierei di leggere e che trattano appunto la mia considerazione iniziale. Se non le leggi, non puoi comprendere il mio riferimento alla “calligrafia”.
            Ma, se preferisci qualcosa di “rilevante” sul modo di agire di certe culture che creano “arcipelaghi confliggenti”, prego, vedi, vedi:
            http://www.aljazeera.com/news/2017/04/pakistani-student-killed-alleged-blasphemy-170413132802997.html
            Qui siamo in un’università. Il ragazzo è stato accusato in base a dichiarazioni attribuitegli da un falso profilo. Vuoi vedere il video?

          • Primadellesabbie

            Ti ringrazio ma, come ho cercato di dire altre volte, non sono interessato a confrontare differenti tradizioni dal basso.

            Potrei citare a sostegno della stoltezza di questa attitudine a cercare aspetti “riprovevoli” in tradizioni estranee, testimonianze al più alto livello della spiritualità, cosa che ho fatto in passato, ma che mi guardo dal replicare al cospetto di faziosi impenitenti e tradizionalisti in maschera.

  • Adriano Pilotto

    La società multietnica è una necessità.
    Quanta stupidità in cosi poche parole.
    Su ciascuna di queste parole si possono e si sono scritti trattati e tuttavia non c’è quello che si chiama “consensus”.
    La Corte intende la Società come la intende Locke e da Locke in poi tutto il pensiero liberale, la cui più forsennata interprete fu la Thatcher, per il quale la società nemmeno esiste; a quale concetto di etnia si riferisce la corte, visto che il termine ha una tale varietà di usi politici, sociali, culturali, che l’unica posizione sensata è di quegli autori secondo cui il termine nasconde tante e tali insidie che andrebbe comunque definito prima di essere utilizzato; sulla necessità non vale la pena di indugiare, se non per sottolineare che qui non siamo in presenza della vecchia Ananke, ma della sua albionica e ben più giovane TINA.
    Anche noi, come Giovenale, dobbiamo chiederci, quis custodiet ipsos custodes.

    • Primadellesabbie

      Si tratta di una inspiegabile presa di posizione politica, frutto di una limitata percezione della funzione dei giudici o di un diktat esterno?

      • PietroGE

        -Si tratta di un diktat esterno.

        -Gli “arcipelaghi culturali confliggenti a seconda delle etnie che la compongono” sono già esistenti, basta guardarsi intorno.

    • DesEsseintes

      Sulla società come la intende Locke riporto due passi dalle sue Fundamental Constitutions of Carolina:

      “[Lo schiavo può scegliere la propria religione…] But yet no slave shall hereby be exempted from that civil dominion his
      master hath over him, but be in all things in the same state and
      condition he was In before”

      Da cui inevitabilmente:

      “Every freeman of Carolina shall have absolute power and authority over his negro slaves, of what opinion or religion soever.”

      Come è noto Locke, filosofo della democrazia, investiva i suoi averi nelle azioni della Royal Africa Company, una grande compagnia che si occupava della tratta degli schiavi così come il suo padrone Lord Shaftesbury.
      Voltaire invece investiva nella Compagnie des Indes che era sempre una società che commerciava in schiavi ma francese.
      In quanto lume supremo della nuova visione settecentesca, cosmopolita, aperta alle nuove idee, tollerante e egualitaria, Voltaire – dopo aver detto nel suo Essai sur le moeurs che i neri sono brutti e meno intelligenti – scrive nelle lettere di Amabed:

      «C’est une grande question parmi eux s’ils son descendus des
      singes, ou si les singes sont venus d’eux. Nos sages ont dit que
      l’homme est l’image de Dieu: voilà une plaisante image de l’Etre
      éternel qu’un nez noir épaté, avec peu ou point d’intelligence!
      Un temps viendra, sans doute, où ces
      animaux sauront bien cultiver la terre, l’embellir par des
      maisons et par des jardins, et connaître la route des astres.
      Il faut du temps pour tout»: Lettres
      d’Amabed, Septième lettre. D’Amabed.

      In sintesi il sommo filosofo si chiede se è il nero
      che discende dalla scimmia o viceversa. Ma non dispera e profetizza che
      un giorno anche il nero imparerà ad abbellire la propria casa, il
      proprio giardino etc etc

      La cosa che bisognerebbe comprendere è che per questi signori della classe dominante – o per i loro servi ammessi da avventizi come erano Locke e Voltaire – “uomo” non significava quello che pensiamo noi ma “membro della nostra classe” o “membro della classe dei miei padroni”.
      Gli altri, sempre nelle parole di Voltaire sono dei pezzenti ignoranti che è pericoloso istruire.

      “J’entends, par peuple, la populace qui n’a que ses bras pour vivre. Je
      doute que cet ordre de citoyens ait jamais le temps ni la capaciité de
      s’instruire ; ils mourraient de faim avant de devenir philosophes. Il me
      paraît essentiel qu’il y ait des gueux ignorants. Si vous faisiez
      valoir, comme moi, une terre, et si vous aviez des charrues, vous seriez
      bien de mon avis…Quand la populace se mêle de raisonner, tout est perdu”

      Cioè: “Signora mia, se lei avesse una terra da mandare avanti come me saprebbe che è inutile istruire quella gentaglia. Morirebbe di fame prima di diventare filosofo. Mi sembra essenziale che esistano i pezzenti e gli ignoranti…quando la gentaglia si mette a ragionare tutto è perduto”

      Lo stesso vale per i “signori” di oggi solo che la gente non lo capisce e preferisce votare per i “moderati”.
      Tutto sommato avevano ragione Locke e Voltaire.

  • Vamos a la Muerte

    A parte il fatto che Voltaire non ha mai pronunciato quella frase che, letteralmente, non significa assolutamente una cippa – qualcuno mi saprebbe fare il nome di un solo pincopallino che sia morto per difendere l’idea di qualcun altro che, tra l’altro, nemmeno condivideva? Ecco, per l’appunto – per il resto articolo lucido e condivisibile come sempre.

  • Skaramakay

    Si, certo, molto legato alle sue tradizioni, quel tizio.
    Però non ci ha pensato due volte a fiondarsi in un rituale tipico italiano : il processo. E’ arrivato sino in Cassazione.
    Per un coltello finto.
    In gamba, il suo legale ….
    Vabbé, almeno lui ha fatturato …..
    Sembra una storiella creata per fare discussioni ….

  • olmo

    Di Fini non mi piace questo suo continuo piagnisteo sui valori che non ci sono più come le mezze stagioni, quando questo nichilismo generalizzato è stato cercato, propugnato e ostentato soprattutto da una generazione di intellettuali alla quale, come giornalista e saggista, appartiene.
    Nello specifico mi pare ovvio che certi valori siano sotenuti e sanciti dalle leggi che una comunità si stabilisce.
    L’omicidio, il furto, lo stupro, prima che reati ( LEGGE ) sono limiti sociali invalicabili
    ( VALORI ), a meno che Fini non abbia stuprato o ucciso qualcuno solo perchè le legge glielo vietava, pur essendo entrambi suoi valori.
    E’ inutile perdersi in sofismi, bisogna in questo marasma essere anche pratici. un’arma resta un’arma anche se simbolica ( chi ci va a controllare? Portarmi una glock in giro non potrebbe essere un mio fondante valore?).
    Penoso nascondersi dietro la legge per il divieto del burka ma spesso Fini si bagna le mutandine appena vede qualcuno sotenere i propi valori tradizionali contro il decadente consumismo occidentale ( che tutti inseguono se no non verrebbero qui a frotte! ).
    Che le cassazioni poi abbiano sancito un sacco di “cassiate” richiederebbe troppo tempo per affrontarle.
    Sono d’accordo con chi sostiene che alla fine se al sikh o all’islamico di turno non è gradita l’atmosfera occidentale si possono anche togliere dalle balle che nessuno li obbliga a restare!

  • Shidu

    Son 50 anni che porto con me la sacra Pattada, utensile inseparabile che appartiene al mio popolo. Nessuna legge mi impedirà di averne sempre una con me.
    (infatti siamo alla millemilennesima sequestrata)