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La guerra del Deep State a Trump porterà ad una guerra civile ?

DI ANDREW KORIBKO

orientalreview.org

Dopo soli otto mesi dall’entrata in carica, abbiamo assistito alle dimissioni ed al licenziamento di 15 alti funzionari dalla Casa Bianca. Pensate che Trump riuscirà a completare il suo primo mandato? Alcuni analisti dicono di no. Quanto instabile pensate che sia la situazione politica in America, e quanto grave è la minaccia che pone alla presidenza?

Ci sono stati più di una dozzina di spostamenti di personale nell’amministrazione negli ultimi 9 mesi, anche se non dovrebbero essere interpretati come segnali di dimissioni. Queste sono solo vittime della guerra di Trump col Deep State (permanenti burocrazie militari, diplomatiche e d’intelligence), in cui i poteri USA stanno combattendo per sconfiggere il movimento “Make America Great Again” (MAGA). In tutto il corso di questo conflitto, Trump è stato chiaramente messo sulla difensiva ed ha dovuto fare compromessi in politica estera per ottenere successi sul fronte domestico. Ora però lo “stato profondo”, aiutato dai RINO (Republicans In Name Only), mina anche il MAGA.

Se riescono a sottomettere Trump e a trasformarlo nel proprio fantoccio, come stanno cercando di fare, allora non sarebbe neanche necessario cercare di allontanarlo dall’Office; allo stesso modo, se continua a resistere, come sta facendo sulle questioni interne, allora lo scenario diventa più possibile. Anche così, è improbabile che riescano a cacciarlo, tranne nel caso in cui i suoi nemici lo trasformino nel “dittatore fascista” che hanno spacciato fosse ancor prima dell’elezione.

L’unico modo plausibile perché ciò accada è se i disordini tra Alt-Left ed Alt-Right diventino così incontrollabili da costringere il presidente ad attuare una parziale legge marziale. In alternativa, se un gruppo di una minoranza razziale venisse ucciso in questo periodo, indipendentemente dalle circostanze, ciò verrebbe usato per portare rapidamente avanti i tentativi di impeachment. Non è detto che la cosa andrebbe in porto, ma solo che, se si parla di scenari di impeachment, allora questo è l’unico che abbia una realistica probabilità di successo, ancorché poca.

In un  recente articolo del New Yorker si afferma che razzismo e fascismo sono in aumento dall’elezione di Trump, indicando l’incidente di Charlottesville come prova.

Il New Yorker, data la sua tendenza liberal-progressista ed endemicamente anti-Trump, non dovrebbe essere considerato una fonte affidabile, ma il fatto che il mainstream dica che il presidente sia appoggiato da razzisti e fascisti merita di essere elaborato. Si tratta di un falso stereotipo, per il quale i “bianchi” (caucasici) siano razzisti meramente per il proprio colore della pelle, e che abbiano pertanto votato Trump solo per questo motivo. La cosa è falsa e sdegna le decine di milioni di persone che lo hanno sostenuto per le sue politiche.

Detto questo, esistono razzisti e fascisti che lo sostengono apertamente, ma sono una piccola minoranza, statisticamente non rilevante. Ad esempio, il famigerato Ku Klux Klan ha solo decine migliaia di membri a livello nazionale, molto meno degli almeno 100.000-200.000 membri degli Antifa, che si sono rivelati molto più violenti e pericolosi delle loro controparti Alt-Right.

La ragione per cui il deep state sta cercando di collegare razzisti e fascisti a Trump è quello di screditare la sua vittoria elettorale. I loro mainstream media amplificano le voci ed i numeri di una minuscola minoranza di individui per ingrandire questa percezione. Tuttavia, sono pericolosi e meritano di essere condannati. Ad essere onesti, però, così dovrebbero essere anche la maggior parte dei loro contraltari Alt-Left, e per motivi ancor più urgenti.

Quando gli Antifa vengono etichettati come “eroi” nonostante la loro intolleranza gratuita e fascista per le opinioni altrui, questo conferisce “legittimità” alle loro tattiche e li «normalizza». In pratica, l’élite vuole che le proteste di strada degli Alt-Left siano considerate come una cosa normale, per spaventare la base moderata di Trump.

A propria volta, questo può provocare una contro-reazione difensiva, il che potrebbe rendere gli scontri destra-sinistra in futuro comuni come oggi in America lo sono le sparatorie tra gang.

Insomma, gli Alt-Left e gli altri gruppi di Soros vogliono alimentare una rivoluzione colorata che costringa Trump ad una legge marziale che lo faccia così apparire fascista e meritorio di impeachment.

 

Andrew Korybko

Fonte: https://orientalreview.org

Link: https://orientalreview.org/2017/09/21/will-deep-states-war-trump-lead-actual-civil-war/

22.09.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • ton1957

    La legge marziale si impone in tempo di guerra……..in tempo di pace invece c’è: “Executive Order National Resources Defense Preparation” che è più o meno la stessa cosa (se non peggio), Trump non può imporla, perchè è già stata imposta ed è tutt’oggi in vigore da Obama nel 2012……….gli esportatori di democrazia, ne hanno esportata tanta da non averne più neppure in casa loro………….ma anche qui a furia di chiedere più sicurezza ci arriviamo anche noi.

    • Lupis Tana

      pensa ton, che noi in cambio di 2 Grammi di sicurezza, siamo capaci di regalare 1 Kilo di libertà all’europa! E’ il massimo, 10 piccioni con 1 fava… saluti t l

  • disqus_iUEFcL1eJR

    Trump è stato già piegato da un bel pezzo! Sia in politica estera che interna. Il presunto conflitto tra lui e il deep state è solo una sceneggiata per tenerlo sotto pressione…il conflitto rimane solo tra lui e le star Holliwoodiane (vedi Robert de niro, Jennifer Lawrence e qualche negroide tipo freemann) oppure la merkel.
    Dei nostri “POLITICI” non vale la pena parlare…loro si adeguano sempre e con prontezza.

    • giulio pelernei

      Se è stato piegato significa che prima era dritto.
      Ma uno veramente dritto non può diventare il POTUS.
      Trump era facilmente pieghevole.

  • alberto_his

    Credo ben poco alla favoletta del Deep State (che c’era prima e ci sarà dopo Trump), più che altro in alibi per far distinguere Donnie dai predecessori (i fatti dicono altro). Lo scenario dell’articolo, non so fino a quanto probabile, sarebbe auspicabile perché porterebbe all’implosione degli USA, forse la prospettiva meno catastrofica per arrivare a fine impero

    • Tipheus

      Invece a me pare ben più che plausibile. Sarà antipatico a qualcuno, ma è sorto un sovranismo americano che non vuole più sottomettere gli USA ai diktat sionisti e della finanza. Lo so, sto semplificando, ma a spanne è così. Non è abbastanza forte da difendere il Presidente, ma è un movimento vero nel paese, non è solo Trump.
      Il quale a un certo punto ha accettato la difensiva. La sua sconfitta in Alabama, e la vittoria di Steve Bannon, testimonia della vitalità di questa America, che potrebbe condurre pure alla guerra civile.
      I nostri media asserviti la presentano come una “sconfitta di Trump”, come se avesse vinto il candidato liberal. E invece è al contrario. Trump si era calato, e aveva acconsentito a mettere il candidato morbido, gradito alle élite. La base trumpiana gli ha rifilato un senatore diverso, che – c’è da giurarci – sarà “A FAVORE” e non “CONTRO” le politiche di Trump.
      Se oggi Trump è in difficoltà è perché il partito repubblicano è pieno ancora di senatori e rappresentanti alla “Bush” per intenderci. Quelli suoi sono pochi. Ma i tempi cambiano.