Katechon e Antikeimenos, la battaglia geopolitica dello Spirito

Katechon e Antikeimenos, la battaglia geopolitica dello Spirito

Di Lorenzo Maria Pacini, ideeazione.com

Quella che è in atto non è una guerra cominciata poche ore, né un botta e risposta fra nazioni già in conflitto da anni. Stiamo assistendo ad uno scontro fra due visioni del mondo: da un lato, la visione postmoderna, tecnofluida, dell’impero materiale, della democrazia importata con le bombe, del dirittoumanesimo colorato che si rivela tirannia, dei big tech e dei big pharma, della distruzione delle identità e dell’asservimento delle masse alle élite oligarchiche di potere, il Great Reset; dall’altra, la visione che afferma l’autodeterminazione, la libertà, le identità di ciascun popolo, la Tradizione, i diritti ontologicamente fondati, l’indipendenza finanziaria, la politica volta al bene comune, il grande Risveglio. È uno scontro apocalittico, intrinsecamente escatologico, e non capire la portata metafisica di questa battaglia significa mancare il cuore di ciò che sta avvenendo.

Non si tratta, occorre ripeterlo, di una guerra di meri interessi, con da una parte l’Occidente atlantista che tenta, come da sempre ha fatto, di espandere il proprio impero e schiacciare i popoli liberi, in questo momento rappresentanti dalla Russia quale capofila di una piccola rimanenza nel mondo; non siamo nemmeno semplicemente davanti a due visioni politiche, una della tirannide liberale e l’altra del socialismo nazionale democratico; neppure, ancora, è una questione di sola storia e conflitto etnico; ci troviamo ad un bivio evolutivo per l’umanità intera, una tappa che segna già una presa di posizione ed un discernimento profondo fra coloro che sostengono e alimentano la involuzione del grande reset globalista e quanti, invece, si fanno pionieri di un nuovo mondo nel risveglio globale delle coscienze.

La confusione mefistofelica con cui avviene la comunicazione circa ciò che sta succedendo è tale da lasciare disorientati, ma anche questo serve, perché solo le menti più fini riescono a passare fra le maglie di questa rete che separa la crusca dal grano. È più col cuore che bisogna decidere da che parte stare, perché solo tramite esso il mondo può cambiare.

La Russia in questo momento rappresenta il baluardo contro l’egemonia dell’Occidente pervertito, che ha tradito le sue origini, la sua Fede, che ha soggiogato con la violenza, le guerre palesi ed occulte, la colonizzazione culturale e militare la maggioranza del globo. Assieme agli altri Stati che non si sono piegati ad alcun padrone politico e che hanno custodito la propria identità e tradizione, c’è una luce dall’oriente che nel tracollo della dualità di questo mondo si pone come contro-bilanciamento nella Storia e ci interroga a scegliere da che parte stare. Ex oriente lux, dicevano gli antichi, e proprio quella salvezza preconizzata la possiamo allegoricamente riconoscere in questo tragico momento.

Sia chiaro: non è con la guerra che si fa la pace. Nessuna guerra, di nessun tipo. La guerra è un atto che non può generare altro che guerra, prima o dopo, richiamando vendetta nello stesso sangue di quei popoli che la fanno e che la subiscono. Non è alimentando ancora questa gigantesca egregora che il mondo cambierà, da qualsiasi parte si decida di stare. Ciò che nutriamo vive, pertanto se continueremo a farci guerra il mondo non potrà fare altro che essere guerra.

Eppure, è proprio attraverso un conflitto su scala globale che, secondo i racconti escatologici delle diverse religioni, si instaura prima il regno del Male e poi trionfa il regno del Bene, è solo tramite il crollo totale di questo mondo così come lo abbiamo costruito che sarà possibile edificarne uno nuovo.

Tutto ciò che è stato predetto deve compiersi, ecco perché ci troviamo in mezzo ad un conflitto epocale, inevitabile per il varco fra due ere e due mondi come quello che stiamo oltrepassando. È la battaglia del Katechon contro l’Antikeimenos, e le sorti sono già scritte.

Di Lorenzo Maria Pacini, ideeazione.com

Lorenzo Maria Pacini – Direttore Editoriale di Idee&Azione. Professore di Filosofia e Sociologia presso UniDolomiti di Belluno, Accademia San Pietro di Pavia, Libera Accademia degli Studi di Bellinzona (CH) – Istituto di Neuroscienze Dinamiche Erich Fromm

Fonte: Idee&Azione - https://www.ideeazione.com/katechon-e-antikeimenos-la-battaglia-geopolitica-dello-spirito/

Foto: Idee&Azione

26.02.2022

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Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (21)

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Mostra commenti 21 caricati
    1. natascia 27 febbraio 2022

      Per chi ne ha consapevolezza questo momento storico è una suprema sintesi del senso della vita. Poter vedere la fine della genesi del male, ci darà inoltre la forza che ci è fino a qui mancata per trasmettere alle future generazioni l’esperienza necessaria affinché esso non possa implementarsi nel breve termine. Si, infatti credo che ciclicamente esso torni. Il desiderio di morte appartiene all’animo umano e l’autodistruzione è rilevabile in tutte le società mature, esauste. Oggi tuttavia esso ha travalicato il sopportabile per l’umanità intera e la sua inutilità sarà finalmente svelata proprio perché esso porta sofferenza, disordine, dispendio,inconcludenza. I limiti dei progetti del NWO non possono che essere palesati e derisi da chi sogna, ama, guarisce.

    1. AlbertoConti 27 febbraio 2022

      L’autodeterminazione dei popoli è una giusta sintesi, attualizzata, tra i due opposti estremismi dell’autodeterminazione dell’individuo e l’autodeterminazione dell’umanità.

      I davosiani invece ben rappresentano l’identificazione in entrambi questi opposti estremismi: pochi superuomini che governano il destino dell’umanità con metodi zootecnici, pretendendo di sapere. E mostrando così tutto il disprezzo per ciò che intendono superare. Immaginando un delirante oltrenatura senza limiti e senza freni morali.

      Le periferie contadine, gli umili, i pochi intellettuali rimasti puri di spirito, avvertono invece il fascino salvifico del sentirsi rispettosamente popolo tra i popoli, come in Russia e in misura minore perfino in Germania e un po’ ovunque, alla faccia della globalizzazione livellante e spersonalizzante.

      C’è sempre stato il conflitto tra la fede salvifica nel Dio creatore e la ribellione demoniaca all’ordine naturale che di quel Dio è realtà testimoniale. Tuttavia è proprio ora che la conoscenza ha reso possibili le prime rozze violazioni dell’ordine naturale delle cose e della vita stessa.
      Ed è proprio ora che diventa determinante l’atteggiamento verso il possibile tecnologico, derivante da conoscenze scientifiche pur sempre imperfette ma in via di rapida ed inebriante evoluzione, la cui efficacia si dimostra nelle imprevedibili e sensazionali manipolazioni della realtà naturale. C’è chi sa di non sapere, e intravede in tutto ciò la meraviglia dell’universo dato, e chi crede di sapere e non prova alcun rispetto per la superiore complessità del creato, insensibile a qualsivoglia argine morale. Anche perché la potenza manipolatoria non è prerogativa di chi più conosce, quanto piuttosto di chi più possiede in termini di ricchezza materiale. Una ricchezza privata alle masse che l’hanno resa possibile, ridotte perciò a gregge passivizzato e consenziente.

      E’ una trappola epocale, sicuramente comune a qualsivoglia forma di vita intelligente e dominante nel proprio pianeta d’origine. Probabilmente alcune “civiltà” ce l’hanno fatta a superare questa crisi di crescita nella luce, altre no, si sono autoestinte sulla via delle tenebre dello spirito.

      Per noi umani la partita inizia ora, è ancora tutta da giocare, in un teatro di guerra sempre più impressionante.

      Una cosa è certa, se ce la faremo pur provenendo da una storia plurimillenaria di guerre fratricide, nella logica violenta dei rapporti di forza fisica, ci dovrà pur essere un’ultima guerra più giusta delle altre, che pone fine al massacro reciproco, segnando il confine, la transizione tra queste due epoche ineluttabili. Direi che demilitarizzare e denazificare è un obiettivo promettente in tal senso.

    1. IlContadino 27 febbraio 2022

      "Commento alla guerra in Ucraina" di S. Brizzi, un articoletto che merita una lettura, perché no?!:-)
      http://www.salvatorebrizzi.com/2022/02/commento-alla-guerra-in-ucraina.html?m=1

    1. Papaconscio 27 febbraio 2022

      Oggi che sono venute giù le maschere di democrazia e libertà nell'intero Occidente, mostrando il volto putrido della propaganda anglo-sionista che ci opprime da oltre settant'anni di menzogne a tutto campo, oggi è il momento di scegliere da che parte stare, se dalla parte del transumanesimo di Davos o contro di esso, invece di ritirarsi in quello che rischia di diventare uno sterile pacifismo meditativo, che alla fine non fa altro che il gioco del Nuovo Ordine Mondiale. Krishna, nella Bhagavad Gita, non dice ad Arjuna di meditare, ma gli dice "ora è il momento di combattere, combatti, uccidi, perché questo è il tuo dovere qui e ora".

      Da https://gilbertdoctorow.com/2022/02/26/the-russian-way-of-war/
      La via russa alla guerra
      Ho tre punti da sottolineare oggi su come i russi stanno conducendo la loro campagna militare in Ucraina.

      Il primo punto è una generalizzazione delle osservazioni che ho fatto ieri sul trattamento umano riservato ai militari nemici. Questo approccio ai compiti militari deriva dalla consapevolezza che i militari sono un'ancella della diplomazia e della politica, non viceversa, come è avvenuto in ciascuna delle grandi guerre che gli Stati Uniti hanno combattuto e infine perso negli ultimi trent'anni.(...)

      Il secondo punto è strettamente legato al primo.(...) In definitiva, ciò che conta per proiettare potere a livello regionale, dove si posiziona la Russia, sono le armi convenzionali che possono essere e vengono utilizzate nel tentativo di risolvere conflitti intrattabili con la forza delle armi. Questo è esattamente il punto in cui i russi hanno raggiunto sorprendentemente gli Stati Uniti, aggirando, per inciso, tutta l'industria delle armi dell'Europa occidentale in termini di qualità e quantità.

      Quindi i russi hanno i loro "giocattoli per i ragazzi", che hanno progettato, prodotto e implementato nelle loro forze di terra, aria e mare. Hanno fatto tutto questo a prezzi stracciati. Ma li usano con parsimonia e in modo dimostrativo piuttosto che come brutali strumenti di distruzione di massa. Questa è una differenza fondamentale rispetto allo stile di guerra americano.

      Il terzo punto è che c'è continuità nel comportamento militare russo che lo rende prevedibile. Nell'acquisizione della Crimea, il punto di svolta a favore della PsyOp russa è stata la loro capacità di interrompere completamente le comunicazioni militari del nemico ucraino, così che le unità sul campo hanno perso il contatto con i loro comandanti e sono state esposte sul posto a richieste di resa o diserzione, a cui ha subito aderito la vasta maggioranza demoralizzata e confusa. Ci sono prove che la stessa tecnica sia praticata oggi dalla Russia in Ucraina.
      (...)
      Infine, desidero condividere un altro modello che definisce il comportamento militare russo oggi, che deriva dalle loro operazioni nella campagna siriana per distruggere i gruppi terroristici sostenuti dagli Stati Uniti in quel paese. In Siria, l'esercito russo ha istituito unità speciali per separare sul campo i terroristi cattivi dai terroristi peggiori. I primi potevano deporre le armi e tornare a casa dalle loro famiglie. Gli ultimi sono stati combattuti fino alla morte e “neutralizzati”.

      Questo sforzo lento e scrupoloso per distinguere i nemici che possono essere riportati nella società civile da quelli che non possono è tipico dell'attuale modo russo di condurre una guerra, e merita molta più attenzione di quella che riceve dai nostri media. È sicuramente il risultato dalla formazione psicologica avanzata degli ufficiali incaricati. Ed è una mentalità completamente diversa dalle tecniche di "controinsurrezione" che David Petraeus ha reso popolari e portato alla fama nella guerra in Iraq.

    1. Arthur 27 febbraio 2022

      Ok, seguire il cuore, ma a volte è necessario altro.

      Le guerre non dovrebbero esistere, ma c'è anche la legittima difesa.

      E reputo doveroso dire una cosa: in questo momento ci sono da una parte i guerrafondai, dall'altra una nazione guerriera che vuole essere lasciata tranquilla.

    1. JA 27 febbraio 2022

      La guerra è la politica e viceversa la politica è la guerra, condotte con altri mezzi.
      Come il filosofo della guerra Clausewitz per primo capì e a suo tempo il grande Eraclito profetizzò.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Della_guerra

    1. LuxIgnis 27 febbraio 2022

      Profezia degli Hopi
      https://afrikhepri.org/it/profezie-delle-popolazioni-indiane-del-nord-America-indiano-hopi/

      E' lunghetto ma leggetelo se vi va perché vi sono molti spunti interessanti.

    2. Arthur 27 febbraio 2022

      Ho letto.

      Alla fine si parla di dodici grandi principi che saranno portati al genere umano.

      1. Unità di Dio e dei suoi profeti,
      2. Unità della razza umana,
      3. Ricerca personale e indipendente dalla verità,
      4. Religione, causa dell'unione dei popoli,
      5. Accordo di religione con scienza e ragione,
      6. Abbandona i pregiudizi di ogni tipo,
      7. Istruzione universale e obbligatoria,
      8. Uguaglianza tra uomini e donne,
      9. Linguaggio ausiliario universale,
      10. Soluzione spirituale di problemi economici,
      11. Tribunale internazionale,
      12. Pace universale

      Ma non ti sembra che ci siano analogie impressionanti con quello che dicono i fautori del NWO?

    3. LuxIgnis 27 febbraio 2022

      No, non mi pare.
      Peccato che hanno più di 10000 anni.
      E dimmene uno che non sia giusto.
      O vuoi rimanere all'età della pietra?

    4. Arian Van Heisen 27 febbraio 2022

      Si, ci sono, infatti sono parole senza contenuti , cioè un dettato di buone intenzioni come se non esistessero le diversità.

    5. Arian Van Heisen 27 febbraio 2022

      Sono giuste in via di principio , in un Mondo Ideale che non esiste su questo Pianeta.

    6. oriundo2006 27 febbraio 2022

      Temo che ogni 'ordine' tanto più se 'internazionale' e tantopiù con i crismi della definitività sia una gabbia d'acciaio, anzi di titanio ( per ricordare antichi violatori del Dharma ) entro cui ogni e qualsivoglia pensiero personale, anche non critico ma solo riflessivo, sia bandito definitivamente.
      In questo concordo con chi segnala che questo è precisamente l' obiettivo del NWo da cui non si discosta: l' unica divergenza sarebbe come arrivarci e con quali 'principi' condire questa 'minestra' che l'avvenire ci riserva, ingoiata la quale vi sarà tabula rasa persino della facoltà senziente dell' Uomo, se è vero che questa si regge sulla differenza...e sulla ragion critica.
      A questo punto faccio l'apologia dell'anarchia. Preferisco una pluralità di idee anche politiche, persone, stati, popoli persino divergenti fra loro ad una uniformità fosse pure nel segno dell' Assoluto: la totalità sarebbe totalità negativa senza alcun progresso spirituale originale perchè nuovo e dunque potenzialmente disunitivo.
      Il temerario verrebbe messo a morte senza rimpianti, vista la follia del passato considerato talmente negativo da esser tutto da dimenticare e proscrivere, in primis l'arbitraria e temeraria follia di pensare con la propria testa ( per chi ci riesce ).
      Alla fine, questo traguardo sarebbe solo l' ipostasi politica definitiva del 'monstrum' che da tempo punta a questo risultato.
      E aggiungo, non mi consola affatto sapere che dopo, alla fine di tutto, gli umani balleranno e rideranno felici e sdimentichi di tutto perchè li conosco assai bene.
      Questi ballano al suono di qualunque piffero, specie se a suonarlo è l'entità che loro chiamano 'dio' e specie se codesta 'entità' leverà loro ogni facoltà mentale, consentendo liberamente quelle cose che desiderano.
      Avete capito quali: è inutile farne catalogo. E' stato il suo errore capitale nelle religioni la 'repressione'. Oggi ha capito che permettere tutto è vincente. E già vedo oggi ballare gli umani al suono di quel piffero, chiedendo 'pace' ma in realtà il consolidamento senza remore di ogni possibile inclinazione, cedendo in cambio la facoltà di usare la propria mente in cambio di quella collettiva...

    7. LuxIgnis 28 febbraio 2022

      Continuiamo allora a scannarci fra di noi, tanto è la natura dell'uomo dicono: homo homini lupos.
      O forse è proprio questo che le "forze oscure" hanno sempre voluto far credere?

    8. LuxIgnis 28 febbraio 2022

      Noi andiamo verso la totalità e l'unione questo è un processo irreversibile iniziato da quando è nato l'uomo.
      L'illusioni delle differenze sono quelle che sono, appunto illusioni. La separatezza non è un valore universale e divino, lo è l'unione. Chiunque e dico chiunque lavori nella separazione è parte delle forze oscure.
      Gli "Ego" sono entità separate, gonfie e tronfie, gli "Io" no, e ne sono consapevoli. Anche qui chiunque non è consapevole della profonda unione in cui già stiamo è ad un livello basso molto basso.
      Detto questo, quei 12 punti vanno visti in un contesto molto più ampio che comprende il conoscere almeno un po' il pensiero spirituale dei Nativi ed aver letto tutto l'articolo.
      I nativi non hanno mai parlato di omologazione ma di unione e quei dodici principi parlano di unione e non di omologazione.
      Mitakuye Oyasin, tutto è connesso.E questa è una grande verità se si è in grado di coglierla.Il fatto che quello che chiamate il NWO, che per me non esiste ma è solo un altro nome per dire sempre la stessa cosa e cioè una forza che si mette in ostacolo al progresso dell'umanità ed alla sua unione, abbia dei punti simili (simile non vuol dire uguale) a questi non c'è dubbio e mi stupirei se non lo fosse. Le forze oppositrici scimmiottano da sempre le forze dello Spirito. Non avendone di proprie rubacchiano qui e lì. E creano confusione, ma è il loro modo di operare, il loro compito.
      Se lo Spirito parla di amore anch'essi parleranno d'amore. Mica penserete che parlassero d'odio? No, parleranno proprio d'amore, e quello vero. Ma lo distorceranno, e ne trascenderanno il significato profondo e diventerà servitù.
      Così per l'unione. Ne parla lo Spirito e ne parleranno anche loro ma diventerà aggregazione di una massa acefala e non cosciente.

      Mi stupisce che ancora non si capisca questo da parte di molti. Eppure è evidente ed è l'ABC della coscienza universale.
      Non capirlo è grave perché fa sì che il buono diventi cattivo ed il cattivo diventi buono. Che è poi lo stesso quello che fanno gli "oppositori". L'inganno è la loro strategia vincente.
      Bisogna saper separare il grano dal loglio, ma bisogna saper conoscere sia il grano e sia loglio per poterlo fare.

    9. Arian Van Heisen 28 febbraio 2022

      "L’illusioni delle differenze sono quelle che sono, appunto illusioni. La separatezza non è un valore universale e divino, lo è l’unione. Chiunque e dico chiunque lavori nella separazione è parte delle forze oscure. "

      Caro Lux, scendi dall' Iperuranio..., siamo sulla Terra, nella tua fantastica e ideale Iperbole descrivi un' utopia da Alice nel paese delle Meraviglie, mentre sul pianeta Terra , il Lupo mangia l' Agnello, chi mangia il Maiale e per qualcuno è peccato, la Cicala canta tutta l' estate mentre la formica lavora sempre.
      Le differenze non sono illusioni, ma l' essenza stessa della natura del pianeta Mondo.

    10. Arian Van Heisen 28 febbraio 2022

      Si può trovare un modo di convivere anche nelle diversità , le diversità sono un valore , il mondo va verso un' unione tra simili , la globalizzazione è un ' esempio negativo di procedere come tu scrivi verso : " verso la totalità e l’unione ".

    11. LuxIgnis 28 febbraio 2022

      E' quello che ti han sempre far voluto credere e ci sei cascato con tutte le scarpe.
      E' esattamente il ragionamento che fa l'Ego. Esso ragiona così e siccome è predominante nell'uomo sembra che sia una regola. Non lo è.
      Qui non si parla di differenze, qui si parla di unione. L'unione non è omologazione. Se non riesci a sentire la correlazione che c'è fra te ed il tutto, sei tu a dover salire un poco, dall'alto si vedono meglio le cose..

    12. LuxIgnis 28 febbraio 2022

      Come cavolo devo fare a dire che unione non è omologazione?
      Possibile che avete questa confusione in testa?
      Se credete che unione sia annichilimento delle differenze cioè omologazione, se credete che totalità vuol dire controllo e non universalità, allora state messi male, veramente male.
      Siete sotto controllo.
      Uscitene fuori è lì che vi fregano.

    13. Arian Van Heisen 28 febbraio 2022

      Mi riferivo a : “L’illusioni delle differenze sono quelle che sono, appunto illusioni."

      che: " L’unione non è omologazione " sono pienamente d'accordo..!

      e poi Lux, cerca di capirmi io ancora non sono salito così in alto ho solo 21 anni.

    14. Arian Van Heisen 28 febbraio 2022

      Mah si..! ci siamo capiti.

    15. LuxIgnis 28 febbraio 2022

      Don't sell yourself short!
      Non c'entra l'età. Moltissimi non hanno ancora capito questi punti basilari.
      Le differenze sono un'illusione, è così. Ma questo non vuol dire che non abbiano nessun valore o che non debbano essere rispettato.
      Uno di razza bianca è uno di razza bianca, uno di razza gialla è uno di razza gialla. E' ovvio. Ma sono entrambi uomini.
      Ad uno piace il sushi, ad un altro la carbonara. Ma mangiano tutti e due.

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