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Italia sconfitta: non solo calcio, è il paese a non vincere più

FONTE: LIBREIDEE.ORG

Campane a morto per l’Italia: «Personalmente vedo l’uscita dal girone finale dei mondiali di calcio come la Nemesi, la giusta punizione per un paese cantato da Dante quale regno dell’ignavia».

Mai definizione fu più azzeccata, per Mitt Dolcino, che ricorda: nel 1996 la sconfitta con la Corea fermò l’invasione dei calciatori stranieri in Italia, concentrandosi sugli italiani e portando in dote il mondiale 15 anni dopo. Che farà l’Italia, ora che anche i giovani italiani scappano? Dettaglio: queste note profetiche, Dolcino le ha scritte (su “Scenari Economici”) prima di conoscere l’esito del catastrofico match di San Siro, conclusosi a reti inviolate tra le lacrime dell’eroe nazionale Buffon. Calcio a parte: un segnale sinistro, simbolico e inquietante, per un’Italia che non riesce più a vincere. Fuor di metafora: «C’è una regola abbastanza affidabile: vittorie ricorrenti nello sport arrivano quando un paese funziona, nel caso del calcio quando l’economia “tira” almeno in certi settori in cui il paese rappresentato eccelle». Questo vale certamente per l’Italia, assicura Dolcino: i 4 mondiali di calcio vinti dalla nazionale azzurra «sono arrivati a seguito di grandi miglioramenti differenziali a livello economico». Anche il mitico “mundial” spagnolo del 1982, quello di Bearzot (con Pertini al seguito) arrivò dopo l’aggancio della ripresa Usa spinta da Reagan.

Stesso discorso per i mondiali pre-bellici, continua Dolcino, in cui «la crescita innescata dalle conquiste fasciste – prima di fare la follia di seguire Hitler – aveva dato nuova linfa alla speranza italica». La stessa “ratio” vale anche per il mondiale del 2006, quando l’Italia «era il darling europeo degli anglosassoni, con la proficua guerra in Iraq, mentre Germania e Francia arrancavano nel Vecchio Continente, incazzate con gli italiani troppo filo-Usa». Tutto sommato «anche per Italia ’90 si poteva vincere», visto che «l’economia italiana pre-Tangentopoli tirava alla grande». Dolcino ricorda anche «i trionfi sportivi del venerato Moro di Venezia figlio di Montedison, azienda poi svenduta ai francesi per via di una tangente pagata alla magistratura milanese». Agli sfortunati mondiali Usa 2000 «si poteva vincere sulle ali dell’illusione speranzosa – mal riposta – della scellerata entrata nell’euro». Oggi, invece, «l’Italia è letteralmente annichilita dallo schema che la Germania ha imposto attraverso l’euro, un piano per affossare il più grande alleato Usa non-anglosassone in Europa».

Peggio: «L’Italia è prossima al fallimento economico». Nei piani franco-tedeschi «il prossimo anno arriverà la Troika per disporre degli asset nazionali più preziosi, in presenza di una classe politica nazionale non-eletta che, da 4 governi, fa gli interessi stranieri e non quelli italiani». Non poteva conoscere il risultato di Italia-Svezia, Dolcino, quando scriveva: «Pensate davvero che possa vincere i mondiali un paese al collasso, prossimo al fallimento, con l’Inps che deve attingere per oltre 100 miliardi di euro annui ai bilanci statali per non fallire?». Pensate davvero che possa farcela, un paese «con crescita del Pil nulla o quasi, con centinaia di migliaia di disperati che arrivano sulle coste», quelli che per la sinistra «saranno il futuro»? Questo è un paese «con le tasse più alte d’Europa per le imprese». In altre parole: così, non si va da nessuna parte (nemmeno ai mondiali di calcio, infatti). Il parallelo con il pallone è suggestivo e impietoso: «Il Milan del Cavaliere vinceva perchè l’economia tirava, perchè il Cavaliere fu un grande condottiero sportivo, perchè c’erano delle nicchie con enorme valore associato che permettevano al calcio italiano di eccellere».

Oggi c’è qualcosa o qualcuno che eccelle in Italia? Voi direte, la Ferrari o qualcosa del genere. Vero, ma allora dovreste tifare Olanda, visto che la sede è là». Colpa delle delocalizzazioni? Certo, «imposte da tasse altissime, come conseguenza del rigore euro-imposto». La fuga delle aziende ormai ha lasciato «il deserto economico (e sociale)», vale a dire «un paese con bassi stipendi, dormitorio di vecchi, a forte emigrazione di italiani capaci e formati, serbatoio di manodopera a basso costo, con masse consumanti ma non risparmianti in quanto il valore aggiunto deve rimanere per forza oltre Gottardo. E tutto questo per preciso volere euro-tedesco». Come non far giungere il nostro sentito grazie agli ultimi quattro premier, tutti rigorosamente non-eletti? Monti e Letta, Renzi e Gentiloni: grazie, «per non aver difeso il paese». Scriveva Dolcino, alla vigilia di Italia-Svezia: «Sappiate che non gioirò per l’eventuale mancata qualifica, spero anzi che l’Italia possa farcela. Ad ogni modo non tutto il male vien per nuocere: se la mancata qualifica potesse essere utile a farvi capire che l’Italia è davvero nella cacca fino al collo – al contrario di quello che i media cooptati al potere europeo vogliono farvi credere, per tenervi tranquilli – beh, questo sarebbe davvero un ottimo risultato. Meglio di una vittoria sportiva».

 

Fonte: www.libreidee.org

Link: http://www.libreidee.org/2017/11/italia-sconfitta-non-solo-calcio-e-il-paese-a-non-vincere-piu/

14.11.2017

Pubblicato da Davide

  • disqus_VKUtLIms5T

    Sprofonda in questo tuo ex bel mare,

    libera il mondo…

  • DesEsseintes

    Questa eliminazione lavorerà sotto traccia nell’immaginario collettivo.
    Prevedo una batosta per il PD, o almeno me lo auguro.

    • gix

      Sono d’accordo, il calcio è molto più legato alla società di quanto apparentemente non possa sembrare, per chi dice che si tratta solo di sport. Entrano in ballo concetti come l’autostima collettiva e cose del genere. Così, se sconfitta deve essere, meglio che sia nel calcio, piuttosto che nella esistenza stessa di un popolo. Non so se faccia bene confrontarsi con la propria inadeguatezza, per provare a migliorare la propria condizione, ma certamente ignorare la realtà non porta da nessuna parte. Potrà sembrare assurdo, ma il governo del calcio ha l’occasione per rifondare da zero la propria struttura e potrebbe portare un concreto esempio parallelo di quello che sarebbe possibile fare a livello economico e sociale.

      • Quasar

        certo con le dimissioni dei vertici

        ps. qualcuno si e’ dimesso?

      • ZENA

        Dubito fortemente, finche si continua a finanziare tutto il carrozzone( politico e sportivo) perché cambiare?

    • A 19th century man

      E a che serve? Il parassita anglosionista abbandonerà il cadavere e andrà ad infestare il corpo del vincitore di turno e tutto rimarrà uguale.

      • DesEsseintes

        Ragazzi un minimo di autoironia quando esternate…

  • Primadellesabbie

    Inviterei gli appassionati di semiotica a considerare anche cosa significhi la comparsa di certi segni in momenti apparentemente appropriati, un linguaggio del linguaggio.

    Mi spiego, la parola “professionalità”, certo presente nei vocabolari, ha fatto la sua comparsa improvvisa e tempestiva nell’uso quotidiano, alcuni decenni or sono in coincidenza con la scomparsa, progressivamente generalizzatasi, dell’attitudine indicata dal termine. Oggi rivendicata a vanvera dal fruttivendolo in su.

    La medesima constatazione ho potuto fare per il termine “eccellenza”, usato un tempo per riverire certi vanitosi soggetti e poi accantonato, é ricomparso inopinatamente ad indicare una qualità dei prodotti, o delle prestazioni, quando questi hanno iniziato un inesorabile e manifesto declino.

    C’é qualcuno che sappia dare un senso al linguaggio dissimulato in questo fenomeno?

    • Truman

      Le parole sono ormai solo pretesti, vengono usate sempre in modo funzionale ad obiettivi non dichiarati. E allora il pretesto è il motivo occasionale per cui si usa un termine, ma è sostanzialmente inessenziale, il motivo nascosto è ciò che sarebbe interessante conoscere. Quando ci si riesce.

  • Dar56

    Del calcio proprio non me ne frega niente, assolutamente niente… non sapevo nemmeno che ci fosse la partita e non l’ho vista perché non ho nemmeno la televisione. Ho saputo per caso di questa “notizia” navigando in rete. E l’unica considerazione che mi viene da fare è: ma a nessuno viene il sospetto che sia tutto assolutamente pianificato? Pensate davvero che con tutti quei miliardi di €uropoli (€ + Monopoly) in ballo, tutto si svolga secondo qualche regola sportiva pura e genuina? Non dico che i giocatori abbiano giocato male di proposito (hanno giocato male? Se hanno perso, presumo di si) ma forse tutta la squadra e/o la federazione sono state messe nelle condizioni di non poter vincere o di non avere più le qualità per vincere. Perché? perché l’italia non esiste e non è mai esistita, così come non sono mai esistiti gli italiani, è una illusione creata dai soliti massoni & Co.
    Storicamente, culturalmente, geograficamente, etnicamente non sono mai esistiti, e ora che questa illusione non serve più, va fatta sparire nel nulla, li dove era arrivata. L’italia (minuscolo voluto) e l’italiano devono sparire ed estinguersi, si persino l’idea stessa di italia e italiano saranno un giorno (forse) solo un ricordo, un lontano ricordo… come gli Etruschi. Lo dice il “Piano Kalergi” ed è ormai prossimo alla piena attuazione. Forse gli abitanti di questo angolo del mondo si chiameranno Eurichi, da Eurica, metà EURopa e metà afICA… e, ovviamente saranno TUTTI MULATTI.
    Ma tutto sommato, nemmeno di questo mi interessa più di tanto, l’importante è che i futuri italioti saranno felici quando l’Eurica vincerà il mondiale, contenti loro…!

    • oriundo2006

      Eurichi ? O Euricchioni ?

      • Dar56

        Forse più la seconda che hai detto!!

  • lupodeicieli

    Così l’articolo : Ad ogni modo non tutto il male vien per nuocere: se la mancata qualifica potesse essere utile a farvi capire che l’Italia è davvero nella cacca fino al collo – al contrario di quello che i media cooptati al potere europeo vogliono farvi credere, per tenervi tranquilli – beh, questo sarebbe davvero un ottimo risultato. Meglio di una vittoria sportiva».
    Capo primo: sono cose che si sanno, e non da oggi, e non c’era bisogno di finire esclusi dalla competizione 2018 per venirne a conoscenza, e ciò nonostante tv e premier parlino di ripresa.
    Capo secondo: tutti Soloni e tutti che indicano cose che non vanno, mai qualcuno che vada oltre fornendo suggerimenti e offrendo soluzioni reali e concrete, mai che si veda qualcosa realizzato da chi ha indicato e denunciato tutte le cose sbagliate ideate e messe in pratica dal nostro governo , dai nostri imprenditori, dai tecnocrati e burocrati dell’Unione Europea.
    Capo terzo : di solito questi Soloni sono persone che non hanno grossi problemi a unire il pranzo con la cena, forse alcuni ipotizzo che tengano un profilo basso, e tanti blogger o la maggior parte di costoro ,indicati come controinformazione, non appaiono quasi mai in tv né sono citati dai media di regime (ci mancherebbe) : ragion per cui possono pure permettersi di sbagliare, tanto loro non devono andare a chiedere un fido né hanno idee da farsi rubare (così che il presunto consulente,messo a disposizione dalla banca o da qualche associazione , possa far utilizzare “le buone idee” dal proprio figlio o qualche amico), non operano in sostanza in regime di concorrenza.
    Conclusione: se chi suggerisce di far giocare giocatori italiani, si impegnasse per dare una mano ai tanti a cui chiederanno il voto per le prossime elezioni, forse ci sarebbe davvero una ripresa economica, e gli italiani sarebbero contenti di essere italiani e di poter vivere in Italia.

  • Pyter

    I mondiali in Usa furono disputati nel 1994, non nel 2000, come dice l’articolo e l’euro non c’era ancora se non nella testa di quei pochi.

    • DesEsseintes

      No ma poi li chiama sfortunati…il culo allucinante di Sacchi era diventato proverbiale… 😀

  • mingo

    Nel mio piccolo sono proprio felice , perché l’italiano medio che preferisce ignorare la realtà, per una volta non potrà distrarsi con la nazionale a giugno .
    Insomma il pane e circensi è andato per un mese ma c’è sempre il campionato fino a maggio per pensare ad altro (il pane comunque spero che non finisca presto).

  • il gobbo

    Certo che con questa vergognosa ma prevedibile eliminazione il prestigio
    poco per la verità di cui godeva l’Italia nel Mondo subirà un drastico
    ridimensionamento,eravamo bravi a giocare a calcio, adesso manco
    questo ci resta, ma cosa ci resta? Un solido esame di coscienza e
    ammettere che siamo dei falliti, in una cosa siamo ancora i migliori:
    “riempirsi le tasche” ma non ne sono troppo fiero….

  • Skaramakay

    Al di lá del risultato di ieri, di cui non mi occupo affatto, mi auguro anche io una prossima disfatta elettorale, non per un partito, ma per tutti i servi degli stranieri, e sono tanti.
    Il che significherebbe una emersione di voti “estremi”, peraltro improbabile, vista la natura dell’italico elettore medio.
    Al momento il mio telefono riceve tanti commenti ironici sul fatto: non so perché, ma ci vedo una sorta di avvio delle operazioni di disinnesco.

  • gilberto6666

    Si vuole promuovere l’idea dell’italietta anche attraverso il calcio, strumento potentissimo, con i sempre pronti soffiatori sul fuoco, soprattutto indigeni. Tutto fa brodo per la decadenza, a partire dalla nouvelle cousine degli scorpioni e vermi vari al posto dell’amatriciana.

  • SanPap

    La testata al cronista di Nemo è sparita rapidamente dall’orizzonte dilavata dalle lacrime per l’esclusione dell’Italia dal campionata mondiale: una dimostrazione di forza di un malavitoso che sarà mai a confronto di una gara di calcio. Ma forse sarebbe il caso di ricordare quali sono le radici profonde della testata;
    è un po’ lungo ma ne vale la pena di leggere, ricordare e riflettere
    (CC: http://www.labur.eu/public/blog/?p=1796, non sono state apportate modifiche al testo originale)

    Recentemente LabUr ha inoltrato un Accesso Civico al Comune di Roma, volto a conoscere la composizione del Collegio di Vigilanza relativo all’Accordo di Programma che ha portato alla realizzazione del Porto di Roma. Essendo “un accordo di programma, nel diritto amministrativo italiano, una convenzione tra enti territoriali (regioni, province o comuni) ed altre amministrazioni pubbliche mediante la quale le parti coordinano le loro attività per la realizzazione di opere, interventi o programmi di intervento” abbiamo chiesto chi abbia vigilato sulla corretta realizzazione di quest’opera strategica, dato che l’art. 34, comma 7, D.Lgs. 18 Agosto 2000 n. 267, prevede tale organo di controllo. Ebbene, dopo 15 anni dall’inaugurazione avvenuta nel 2001, LabUr ha scoperto che non c’è mai stato un Collegio di Vigilanza, così come previsto dall’articolo 5 dell’Accordo di Programma firmato in data 26 luglio 2000 e ratificato ai sensi dell’art.27 della legge 142/90 dal Comune di Roma con delibera n.134 del Consiglio Comunale in data 31 luglio 2000.
    Il Collegio di Vigilanza doveva essere composto dal Sindaco (o suo delegato) e da un rappresentante di ciascuno degli enti firmatari: Regione Lazio, Ministero Beni Culturali (Soprintendenza di Ostia e di Roma) e Ministero delle Finanze (Direzione Centrale Demanio). Dall’Accordo di Programma è per esempio scomparsa la Caserma della Guardia di Finanza che ha lasciato il posto ad un albergo e a un residence, nonché al museo della LIPU, fatto che avrebbe dovuto bloccare la realizzazione del Porto di Roma.

    LA RINUNCIA DELLA GUARDIA DI FINANZA
    Da un carteggio tra la Guardia di Finanza e la società di Mauro Balini del 27 dicembre 2008 (prot. n.40152/52, II Gruppo Roma) si evince che già il 26 aprile del 1999 la Guardia di Finanza sottolineava che la costruzione dell’immobile non era da considerarsi vincolante per il Corpo in quanto non era mai “stato assunto alcun impegno formale a nome dell’Amministrazione” con l’A.T.I., la società di Balini che ha realizzato il Porto grazie all’Accordo di Programma del 2000. Dunque, a dicembre 2008, la Guardia di Finanza si sente libera di rifiutare la Caserma. Questa circostanza era già nota a Balini almeno due mesi prima, visto che il 10 ottobre 2008 il Comune di Roma vendeva a Balini un pezzo di terra in esecuzione della deliberazione n.35 adottata in data 17 marzo 2008 dal Commissario Straordinario del Comune di Roma, Mario Morcone. Proprio su una parte di quel terreno di 31.578 mq ubicato dietro al Porto (lungo via Carlo Avegno, oggi ancora abbandonato), venduto a 3.819.934,40 euro (circa 121 euro/mq) doveva infatti sorgere la Caserma. Balini però aveva già pronto un altro progetto che prevedeva la costruzione di un residence, di un albergo e altro ancora. A prescindere dai dettagli tecnici, questa era una delle situazioni in cui avrebbe dovuto intervenire il Collegio di Vigilanza.

    LA CAMPAGNA ELETTORALE DI RUTELLI
    Dal 14 febbraio al 28 aprile 2008, Roma ha avuto un Commissario Straordinario a seguito delle dimissioni del Sindaco Veltroni (PD), candidato alla Presidenza del Consiglio. Il Prefetto era Morcone, che a marzo del 2008 rende ‘vendibile’ l’area dove Balini vuole sviluppare il nuovo progetto. Circa un mese dopo, il 7 aprile 2008, Francesco Rutelli, candidato a Sindaco di Roma per il centrosinistra, viene invitato a fare il suo comizio elettorale dentro gli uffici del Porto di Roma da Mauro Balini, patròn del Porto, finito nelle cronache di Mafia Capitale. Erano presenti, oltre all’ex Assessore comunale al Commercio prima sotto Rutelli (1997-2001) e poi sotto Veltroni (2001-2008), Franco Cioffarelli (PD), che accompagnava Rutelli, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Ricerca Innovazione e Turismo, Claudio Mancini (PD), l’assessore al Turismo della Provincia di Roma, Patrizia Ninci (PD), il presidente uscente del Municipio, Paolo Orneli (PD), compresi esponenti locali come Domenico Pizzuti (PD) e altri. Queste le testuali parole di Mauro Balini: “Volevo soltanto dire dell’incontro del Porto di Roma con l’onorevole Rutelli. Che per noi romani è Rutelli, Francesco. E’ nato nel 2000-2001. Avevamo un problema serio con l’iter procedurale e chiedemmo aiuto al nostro Sindaco, Francesco Rutelli. Quel giorno mi accompagnò l’assessore Franco Cioffarelli. Francesco Rutelli aveva altre cose da fare, ci fermò in un salotto e ci disse soltanto due parole (non so se te le ricordi), mi fece: “Balini, ma i posti di lavoro, li lasci?” “Come no!” “L’imprenditoria la vuoi?” “Si!” “Riesci a dare altra forza lavoro sul territorio, ripristinare il parco Pasolini?” “Si!” Siamo andati via e si fece quella sera il porto turistico di Roma“. Rutelli annuisce e promette che il futuro raddoppio del Porto e la realizzazione del nuovo ponte della Scafa si faranno.

    IL DEPISTAGGIO DI SERAFINA BUARNE’, SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DI ROMA
    La mancanza del Collegio di Vigilanza di un Accordo di Programma così importante doveva esser già nota al Comune di Roma, anche perché è obbligo di legge la pubblicazione dell’avvenuta composizione. A maggior ragione ciò doveva esser fatto dal Comune di Roma dopo i fatti di Mafia Capitale e l’arresto di Mauro Balini. Invece, il 15 gennaio 2016, alla richiesta di LabUr, Serafina Buarnè, Segretario Generale del Comune di Roma (preposto alla trasparenza amministrativa e scelto dall’Assessore alla Legalità, Alfonso Sabella), nega l’Accesso Civico rispondendo testualmente che quanto richiesto “non soggiace agli obblighi di pubblicazione previsti dal D.Lgs. n.33/2013“. Non era il primo rifiuto. Nel frattempo la Buarné ha lasciato l’incarico e dopo l’ennesima richiesta di LabUr è arrivata la risposta il 5 febbraio 2016 da parte della dott.ssa Maria Rosaria Pacelli, che intimava la pubblicazione richiesta da LabUr entro il 24 febbraio 2016. Ad oggi, 28 febbraio, però ancora nulla.

    L’IMBARAZZO DELLA COMMISSIONE PREFETTIZIA DI OSTIA
    Nonostante il Municipio X sia stato commissariato per mafia, né l’Assessore Alfonso Sabella né la Commissione Prefettizia hanno saputo dare una risposta sulla Commissione di Vigilanza. La cosa davvero incredibile è che non si riesce a chiarire se Balini abbia pagato interamente i canoni demaniali mentre ci si accanisce contro tutti gli stabilimenti balneari, senza alcuna distinzione. Addirittura al Dipartimento di Programmazione e Attuazione Urbanistica non si trova il progetto del Porto: l’Ing. Antonello Fatello (che istruì l’Accordo di Programma) oggi è indagato e non si conoscono i nomi della Commissione di Vigilanza sulle opere pubbliche e di interesse pubblico del Porto. Lo stesso Sabella diceva ai suoi collaboratori: “Stiamo attenti quando trattiamo il Porto, li ci sparano sul serio”. Ma non ha fatto nulla. Sarebbe stato un inizio di percorso di legalità da parte di Sabella quello di nominare chi doveva controllare che tutto fosse in ordine, un’azione ordinaria, non straordinaria.
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    vorrei aggiungere una “banalità” : il costruttore del porto mandava il figlio all’asilo comunale, scalando la graduatoria degli aventi diritto: immigrati, rom, ragazze madri, indigenti vari.

    Corruzione dilagante a tutti i livelli politico, dirigenziale, impiegatizio (le manine che hanno fatto sparire il progetto del porto e hanno messo in graduatoria le domande di iscrizione all’asilo nido)

    • Nathan

      E poi dicono che il film suburra da una idea distorta di ostia….

      • SanPap

        La zona case popolari (8 kmq) è stata voluta da Andreotti, che l’ha popolata di malavitosi con l’idea di fondo che avuto un tetto sulla testa i malavitosi avrebbero iniziata una nuova vita ( qualcosa di analogo è successo con il quartiere dormitorio di Corviale, una casa popolare lunga 1 km e alta 10 piani; una diga che ha modificato il microclima della zona: il ponentino, un leggero vento locale, che risaliva la collina dalla valle delle fornaci e rinfrescava e puliva l’aria di Roma, non ce la fa superare la diga). Ma non basta avere un retto sulla testa, serve anche altro; ad es. serve che i cittadini abbiano un lavoro. Vi viene in mente niente di attuale ? a me ricordano i quartieri, le caserme dismesse che verranno riempiti di immigranti.
        Ma ci sono problemi più gravi in giro, l’Italia che non partecipa ai mondiali ad esempio.

        • DesEsseintes

          Cito:

          “Ma non basta avere un retto sulla testa…”

          Chi non vorrebbe avere un retto sulla testa?

          • SanPap

            è colpa di Freud … sempre li pronto

    • Tizio8020

      Il problema è proprio questo: se la suonano e se la cantano da soli.
      Rossi, neri, finti rossi e finti neri…son tutti uguali.
      Spartiscono da anni, e nessuno li tocca.
      Eh, ma il problema è la Raggi!
      Non tutti i parassiti che ci mangiano sopra da secoli.

      • SanPap

        Onestamente certe volte quelli del M5* non li capisco; li accusano di aver fatto poco nulla: un gruppetto di 5-6 persone ha censito tutti gli aventi diritto ad un alloggio comunale e chi ha lo ha senza averne diritto; è venuto fuori che necessitano 10.000 alloggi, non diecimila persone ma diecimila alloggi, una piccola città; che 650 alloggi sono stati affittati a persone che non ne avevano diritto; perché non hanno dato il giusto risalto ad un censimento del genere, mai fatto da nessun sindaco ?
        Problema spinoso perché bisogna anche dire quanti andranno agli italiani e quanti agli altri ? Diciamolo. A che serve nascondersi dietro un dito e abbozzare quando ti accusano di non aver fatto nulla

  • ant85

    L’Italia calcio e Italia politica sono esattamente la stessa cosa, ovvero un sistema di persone raccomandate che continua a gestire le risorse pubbliche a prescindere dai risultati prodotti. La prima ha fallito per colpa di idioti politicizzati e clubs di Serie A che non hanno investito un soldo sui talenti nostrani, la seconda è ben descritta dalla resurrezione di Berlusconi (che ha già anticipato il suo leccare il culo alla Merkel) in Sicilia.

  • Vincenzo Cirigliano

    Bell’articolo in parte anche condivisibile, ma la venerazione del Cavaliere mi sembra esagerata. Ha governato dal 1994 al 2011 e di danni a questo paese ne ha fatto tantissimi. La Sinistra Renziana ha solo completato la sua opera.

  • Pedro colobi

    Bertold Brecht diceva ” Al momento di marciare, molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico” Ecco, le campane a morto suonano da tempo per l’Italia, da tempo, da quando alla testa del paese vi è il nemico che, con l’aiuto dei media , che hanno più di 300 giornalisti con doppio passaporto e con l’aiuto del Vaticano , hanno occupato il paese e tutte le istituzioni e , mentre istupidivano gli italiani con spudorate e false teorie democratiche infarcite di buonismo, le toglievano i diritti,il lavoro,la sicurezza, i valori, la moneta, la nazione e tutto il resto. Ora una minoranza di mercenari governa per conto terzi il paese e la parola nazionalismo è diventata una parola sconcia. Cosa si può fare? Niente!
    Servirebbe un generale con i coglioni ma non c’è più neppure quello.

    • Pierrot Lenolese

      E se ci fosse… il generale, a farlo passare per scemo ci metterebbero un nanosecondo.

      • pincopallo

        oppure gli darebbero qualche milioncino…

  • Tizio8020

    Ma quante minchiate scrive, questa gente?

    Leggo: “Anche il mitico “mundial” spagnolo del 1982, quello di Bearzot (con Pertini al seguito) arrivò dopo l’aggancio della ripresa Usa spinta da Reagan.”

    Peccato che, secondo Wikipedia, la “ripresa” americana cominciò un anno dopo:

    “Dopo una recessione nel biennio tra il 1981 e il 1982, l’economia statunitense iniziò una rapida ripresa nel 1983.”

    Se gli inizi sono questi, e quindi le premesse son sbagliate, allora il resto nemmeno lo leggo…

  • A 19th century man

    Vabbe’ quest’articolo è follia pura. Un conto è fare il parallelo, sensato, economia protezionista che funziona – calcio protezionista che funziona, altra cosa è voler far passare la funzione “economia che funziona”=”nazionale vincente”. Anche perché poi bisognerebbe spiegare come mai sia riuscito il Brasile a vincerne 5 di mondiali.

  • ignorans

    Buffon che piange… che sceneggiata….tutti grandi attori!.
    Io credo che persone autentiche non ce ne siano. E’ tale e tanto l’amore per la recita che ci è stato instillato che siamo tutti attori in questo enorme filmone collettivo.

    • uomoselvatico70 uomoselvatico7

      Infatti ormai è tutta una recita stile grande fratello…
      Dove quasi tutti fingono per tutta la vita di essere qualcun altro, al punto che ormai non sanno più neppure loro se sono falsamente veri, o veramente falsi.
      Piangere per una una merdosa partita…… Figuriamoci!
      Io si è ne che piangevo da bambino……….Le volte che mio padre mi dava le cinghiate sulla schiena.
      Passati i 12 anni mi si son atrofizzate le ghiandole lacrimali mi sa…

      • RenatoT

        … piangono per i contratti/milioni persi… mica per la partita.. 🙂

    • pincopallo

      il colmo è che buffob ha detto che hanno mancato una “funzione sociale”…
      Nel senso che avrebbero potuto, vincendo, continuato a rincoglionire gli italioti ?

      • ZENA

        Anche un giornalista di sky disse più o meno la stessa cosa

  • Nathan

    AL di là di alcune inesattezze temporali dell’articolo, il fondo di verità è che siamo un paese stanco e senza prospettive se non quello del posto fisso e della casa di nonna….. o diamo una bella sterzata o
    Siamo inguaiati fino a che non tocchiamo il fondo ….. e non dobbiamo iniziare a scavare come farebbero i bravi italici medi

  • Fabio E. Nategh

    ARTICOLO BISLACCO. l italia in pieno boom economico 1958 non si qualifico ai mondiali

  • Eric Maria Gerets

    <Personalmente vedo l’uscita dal girone finale dei mondiali di calcio come la Nemesi, la giusta punizione per un paese cantato da Dante quale regno dell’ignavia».

    -Quindi nel 2006 non era il regno dell ignavia? Lo diventa negli ultimi 10 anni, prima un pardiso terrestre.Semplicistico e non corretto.-

    -A parte l errore (66 non 96), è una ca***a, l Italia calcistica diventerà fortissima alla riapertura agli stranieri(quelli enormi, che fanno la differenza : Maradona, Van Basten, Mattheus, Falcao, Zico, Cerezo,Careca, Gullit, Platini, Ronaldo,ecc)
    INSEGNAMENTO: i migliori insegnano, i giovani imitano, i migliori giovani imparano e diventano forti a loro volta.
    Le RISORSE straniere che arrivano oggi nel calcio italiano sono scadenti, mediocri, pagate poco e senza qualità, giocano al posto dei giovani italiani, infestano i vivai fin dalla categoria allievi, qualche talento va a giocare all estero, gli altri svernano nelle categorie inferiori, ricorda qualcosa questo andazzo??-

    <una regola abbastanza affidabile: vittorie ricorrenti nello sport arrivano quando un paese funziona, nel caso del calcio quando l’economia “tira” almeno in certi settori in cui il paese rappresentato eccelle». 

    -Vero ma non sempre, se parliamo di nazionali, Spagna Brasile Argentina smentiscono l assunto.-

    <Sappiate che non gioirò per l’eventuale mancata qualifica, spero anzi che l’Italia possa farcela. Ad ogni modo non tutto il male vien per nuocere: se la mancata qualifica potesse essere utile a farvi capire che l’Italia è davvero nella cacca fino al collo – al contrario di quello che i media cooptati al potere europeo vogliono farvi credere, per tenervi tranquilli – beh, questo sarebbe davvero un ottimo risultato. Meglio di una vittoria sportiva».

    -Magari, ma ahimè, non servirà a nulla, i media sono troppo forti, prevarrà il malcontento a 5stelle (troppo ricchi, troppi soldi, vertici troppo vecchi, ci vuole ….. rullo di tamburi….il RICAMBIO GENERAZIONALE, [Mecojoni])-

  • pianista

    Anche la Svezia è invasa dalle risorse. Dovevano perdere anche loro!

    • Eric Maria Gerets

      Qualcuno deve pur perdere, l Italia ai mondiali sarebbe stata disastrosa, lo sarà anche la Svezia, è il fatto di doversela giocare alla pari e sullo stesso piano con dei mediocri che fa diventare il tutto addirittura peggiore della sconfitta stessa.

  • Marco Echoes Tramontana

    Ma basta co sta storia.

    Ecco il mio commento inutile per un articoletto inutile su un argomento inutile. Torno a leggermi Il mago di Oz, che l’ho appena iniziato.

  • snypex

    C.V.D. – Continuate ad avere fede, se è commestibile solo quella vi rimarrà da mangiare.

  • Tonguessy

    Ma che razza di incroci logici! Intanto bisogna dimostrare che 11 milionari che inseguono una palla rappresentano l’Italia. Secondo me rappresentano sé stessi ed il declino della classe a cui appartengono. Io con quelli lì ho gran poco a che fare, quindi mi chiamo fuori.
    Secondo: è possibile dichiarare che l’avvento del climate change è imputabile alla scomparsa dei corsari. Oppure alla scellerata distruzione dei pioppi di via Roma.
    Terzo: se è successo ” tutto questo per preciso volere euro-tedesco” ne consegue che la Germania vincerà i mondiali. Anzi c’è da chiedersi come mai non li abbia tutti vinti da quando c’è l’euro. Fare previsioni è facile, difficile è azzeccarle. Troppa sicumera e populismo, temo.

  • Alberto Capece Minutolo

    L’Italia fascista che era cresciuta prima dell’ “errore di mettersi con Hitler”, senza il quale si fa intendere tutto sarebbe andato magnificamente. Qui siamo di fronte alla piena manifestazione di una italiotità che tuttavia pensa di essere acculturata e brillante Basta conoscere un po’ di storia e sapere che gli anni 30 in iItalia furono di gravissima crisi economica, tanto che si dovette arrivare a mettere in piedi l’Istituto per la ricostruzione industriale e abbassare gli stipendi di tutto il puibblico impiego. Le imprese sportive e coloniali (peraltro completamente fallimentari) servivano da compensazione emotiva.e non erano affatto il portato di un Paese in crescita. Il problema dell’Italia è che ci sono troppi italiani buoni solo per il bar

    • gilberto6666

      Il fascismo ha determinato le precondizioni per l’Italia potenza industriale nel dopoguerra, Iri in testa. Oltre ad uno stato sociale avanzato ed oggetto di valutazioni positive anche oltreconfine, come ad esempio in Inghilterra con Churchill. Con i governi liberali antecedenti il fascismo, l’Italia aveva le paludi alle porte della Capitale. Questo al di là delle apologie e dell’antifascismo di maniera. Oltre ad una certa altezzosità anti nazionale, frutto delle propaganda decennale tesa a farci sentire inferiori.

    • MarioG

      Gli anni 30 furono di gravissima crisi economica altrove.
      (E non parlo solo di chi perse la I guerra ma anche di chi la vinse e magari aveva ben altre risorse rispetto alla “fallimenare” italia).
      Il problema dell’Italia è che chiunque parla a vanvera.

  • Pippo Spano Pres MEV

    “tra le lacrime dell’eroe nazionale Buffon”

    Calcio scommesse , diplomi truccati e chi piu’ne ha piu’ ne metta.

    Certo in un paese in cui si da un ruolo politico di primo piano ad un indagato per mafia e stragi il titolo di “eroe nazionale per Buffon” ci puo’anche stare.

    Questa é l’italia con i suoi eroi “prêt-à-porter”

  • enricodiba

    Il calcio è lo specchio della società, nel calcio abbiamo incompetenti al governo che mettono incompetenti amici loro e pensano solo a fregare il popolo, organizzando olimpiadi e altre pappattoie statali, basterebbe cacciare questi ladri e tutto migliorerebbe.
    Stessa cosa nella politica, che ci vuole…

  • Lupis Tana

    b. (alias tutankamon) ha rovinato tutto, in primis il calcio,

    non solo per gli stranieri in squadra, ma anche per lo schifoso spettacolo dell’elicottero, dei nani e delle ballerine, di tutta quella oscenità da baraccone,
    quel modo di ostentare tutto e di più umiliando gli altri, comprava, sic? tanti stranieri da tenerli in tribuna per non farli avere alle altre squadre…ed i soldi forse erano i nostri, soldi a gò gò,

    adesso tutankamon si è rifatto la verginità ed anche avrà sbiancato il c… affari suoi, ma in politica è stato anche peggio…. tutto è partito da lì. saluti t l

    • Mario Poillucci

      Personalmente credo che tutto sia partito e coinciso con ”la Milano da bere”, ricordi? Ciao L.T.!!

    • Primadellesabbie

      Forse non tutto, direi che ha fornito una seducente cornice dozzinale che ha convinto molti ad appendere la crosta in salotto, e gli altri a considerarla, dato che sta lì, un dipinto comunque apprezzabile.

  • oriundo2006

    In un attacco di delirio complottista di prima serata sono portato a ritenere che l’errore fatto dall’allenatore ( non inserire una punta ) sia stato voluto e cercato da CHI continuamente ripete il mantra che l’Italia DEVE cambiare: cosa di meglio che inibire l’immaginario collettivo portato ad identificare nazionale con modo-de-fare-de-nojartri ? Era una occasione troppo importante per lasciarsela sfuggire. La sconfitta induce ripensamenti, inclina a manifestazioni di autolesionismo estreme, tipo spegnere la TV fino a Luglio inoltrato, suggerisce ipotesi alternative e porta a chiedersi DOVE abbiamo sbagliato, li’ ed anche prima…e dunque a cambiamenti nel senso che ‘qualcuno’ poi indichera’…
    Ad esempio nel referendum…abbiamo dato torto ai soliti noti, questi padroni nuovi che non apprezzano di esser mandati a quel paese ( il loro, tanto per far capire…). Dunque, se il ragionamento e’ corretto, fra poco vi saranno ALTRE ‘scelte’ ‘obbligate’, altre occasioni in cui l’interesse nazionale verra’ a scontrarsi con le ‘esigenze’ di dominio della nota casta degli ‘intoccabili’, quelli che vogliono aver ragione anche quando hanno torto e che hanno parecchi servi a comando a Roma ( e Milano, sopratutto ).
    E’ troppo per voi ? Sono da TSO ? Puo’ essere. Nel frattempo faccio notare come cosa da un lato ridicola e da un altro preoccupante, il fatto che secondo certuni se vi fosse guerra in qualche paese selezionato, si potrebbe adire ad un ‘ripescaggio’ dell’ Italia…non so se dolermi della c@@@naggine di chi propala notizie simili o mettermi a sorridere: costoro, meno male, non hanno capito niente. E forse hanno pure ragione.

  • mystes

    Questa sconfitta passerà alla storia come la sconfitta del calcio nell’era Renzi-Boldrini i quali come è noto adorano il calcio delle squadre africane e di quelle medio-orientali.

  • Giuseppe Dezio

    ma nel gesto riprodotto dalla foto di copertina, quel signore si sarà mica scompigliato i capelli, che la Head & Shoulders, marchio della multinazionale americana Procter & Gamble, se non glieli trova belli a posto, s’incazza e ne prende un altro