Investire sulla fiducia

Di Daniele Ioannilli per ComeDonChisciotte.org

 

Secondo L’Osservatorio Blockchain and Web3 della School of Management del Politecnico di Milano gli italiani che posseggono Cryptovaluta sono circa 3,6 milioni, per un giro di affari di 38 milioni di euro.

https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/tecnologia/2024/01/20/oltre-36-milioni-di-italiani-possiedono-criptovalute_a8665907-bb14-49fd-85a5-659e3dcd52ab.html

Se a quegli stessi italiani chiedessimo di cambiare investimento, di spostare altrove i loro soldi, dandoli per esempio a ME, oppure mettendoli in un sofisticato sistema Ponzi, oppure ancora dandoli direttamente alla BCE, sicuramente accetterebbero al limite solo l’ultima opzione ridendo delle altre due. Eppure, tecnicamente, quelle ‘provocatorie’ opzioni e il sistema della cryptovaluta sono la stessa cosa!

Cosa orienta e fa accettare allora una soluzione piuttosto che un’altra? La fiducia, solo e semplicemente un emozione umana. E il Sistema regge per due motivi basilari: la fiducia di chi investe e la correttezza di chi offre. Se uno di questi motivi viene meno il sistema crolla.

Il Potere si focalizza sulla fiducia ed ecco spiegato il costante lavaggio del cervello del Mainstream.

Ma realmente cosa sia una moneta lo abbiamo capito? Prendiamo un oggetto qualsiasi, per esempio un giacca bella pesante e calda. Dove farà freddo sarà un oggetto di grande valore, dove farà caldo nessuno la vorrà. Eppure la giacca è la stessa. Questo ci dice che la giacca di per sè è neutra, siamo noi che gli diamo o meno valore. Con la moneta succede la stessa cosa: non esiste in natura è una creazione artificiale e siamo noi a dargli valore in base a quanta fiducia abbiamo in lei. Si dice infatti “una moneta forte” se abbiamo in lei molta fiducia, viceversa “una moneta debole” se ve ne abbiamo poca.

Cosa ci fa avere fiducia? Principalmente sapere che è garantita da qualcuno. Riteniamo che la BCE in quanto Istituzione garantisca la moneta che emette, quindi ci fidiamo, mentre di ME o del sistema Ponzi non si fida nessuno perchè tutti pensano che non siano in grado di garantire nulla.

La Cryptovaluta è una via di mezzo, si ha fiducia o meno a seconda di chi sia l’emettitore; infatti si sottolinea molto l’attributo di “affidabilità” del sito emettitore. Non tutti sono affidabili allo stesso modo, non a tutti si può fare fiducia, potrebbero un giorno chiudere e sparire con i soldi. (Piccola parentesi: investendo si danno soldi concreti in cambio di una “promessa”, di un qualcosa che concretamente non lo possediamo ancora. Da tenere sempre a mente).

Tutta la Finanza si basa sull’emozione umana della fiducia. E allora investire in una delle quattro possibilità di cui sopra non fa nessuna differenza. Cambia solo il come si comporterà colui che riceve l’investimento. E non è detto che io mi comporterò peggio di chi offre Cryptovaluta. La cronaca finanziaria è piena di esempi. E non è detto che un ente come la BCE si comporti meglio. Chi emette moneta in Europa oggi, in qualsiasi forma e denominazione, è un soggetto privato e non ha come missione quella di fare il bene pubblico. Deve fare il suo di bene. Quindi sceglierà a seconda delle convenienze cosa fare, e per questo privato i guadagni si fanno sia quando l’investimento che propone è in attivo sia quando è in passivo, e non si può essere mai solo e sempre in attivo o solo e sempre in passivo. Deve esserci un ciclo, prima l’attivo poi il passivo e ancora l’attivo e passivo. Avete mai sentito l’espressione “l’economia funziona a cicli espansivi e recessivi“?

Il dato proposto per positivo che ci siano quasi 4 milioni di italiani che investono in moneta virtuale, e che il giro di affari sia di quasi 40 milioni – sottintendendo quindi che la Cryptovaluta sia una realtà solida e affidabile verso cui investire – è privo di fondamento; ci dice solo che siamo un ciclo espansivo di questa moneta che potrebbe durare mille anni facendo felici tutti…oppure cambiare stato in recessivo e far perdere tutto in breve tempo.

C’è un altro dato che non si dice: ogni moneta virtuale è proposta da più soggetti che hanno funzione di intermediari, quindi se un soggetto intermediario è in attivo non significa che un altro soggetto non possa decidere di passare all’incasso e sparire nel nulla facendo perdere l’investimento, non è come in Borsa. Nel Mercato c’è poca poesia, c’è solo chi compra e chi vende, c’è solo un venditore e un cliente. Il venditore non è detto che sia sincero ed è dovere del cliente sapere esattamente cosa sta comprando senza lasciarsi sedurre dalle chiacchiere!

Se poi partecipare a questo sistema di investimento sia ‘sano’ è una domanda a cui rispondere in propria coscienza.

Di Daniele Ioannilli per ComeDonChisciotte.org

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