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In America tutti parlano della MMT (Modern Monetary Theory) di Mosler

DI GIOVANNI ZIBORDI

cobraf.com

In America, dove l’economia va bene (crescita del PIL 2,7% e disoccupazione ai minimi storici) con Trump ci sarà quest’anno un deficit pubblico di 900 miliardi di dollari, dove per confronto in Italia invece avremo un deficit intorno a 40 miliardi (espresso in dollari).

Ma nessuno tra i repubblicani e i democratici sembra preoccupato e parla di ridurlo, come si farebbe qui da noi nella UE. Anzi, come leggi su Bloomberg (13 marzo) si sta discutendo molto “Una Visione Alternativa al Dilemma di Indebitarsi o Aumentare le Tasse Per I Governi in Deficit,”

I nuovi leader e candidati Democratici più in vista per l’elezione alla presidenza dell’anno prossimo sponsorizzano infatti le idee della “MMT” (“Modern Monetary Theory”o “teoria monetaria moderna”) lanciata venti anni fa da Warren Mosler (“Alexandria Ocasio-Cortez, il nuovo volto dei progressisti al Congresso, sostiene la MMT e propone maggiori deficit per investimenti ecologici e altri pezzi grossi del Partito Democratico propongono l’altra idea della MMT, l’idea che il governo garantisca un lavoro a tutti quelli disposti a lavorare. Quattro senatori che si sono candidati per la nomina all’elezione presidenziale dell’anno prossimo, Cory Booker, Kirsten Gillibrand, Elizabeth Warren e Bernie Sanders, hanno sottoscritto entrambe le iniziative (da finanziare in deficit)”).

La MMT spiega che il deficit pubblico non è un problema per uno Stato che abbia la propria moneta  la propria banca centrale perchè può sempre ripagare il debito pubblico creando moneta e solamente quando si verifica una situazione di alta inflazione il deficit va contenuto. Come tutti sanno però nel mondo industrializzato da 30 anni l’inflazione e i tassi di interessi sono molto bassi, per cui la MMT sostiene che l’evidenza empirica mostra che oggi si possono tenere deficit pubblici ampi per finanziare programmi sociali, riduzioni di tasse o infrastrutture

La “MMT”, o teoria monetaria moderna di Warren Mosler (e altri come Galbraith junior, Stephanie Kelton, Bill Mitchell, Randall Wray…) è stata portata anche qui in Italia quando Moser tra il 2014 e il 2017 ha tenuto decine di conferenze in giro per l’Italia grazie a Paolo Barnard, che poi ne aveva anche parlato nelle sue apparizioni TV nella trasmissione di Paragone. I professori di economia invece l’avevano largamente snobbata, forse perchè veniva predicata da un giornalista alternativo. Quest’anno però se si scorrono il Wall Street Journal, Washington Post, New York Times, Forbes, Bloomberg, i blog di economia come quello di Paul Krugman, si scopre che tutti gli economisti americani la stanno discutendo e l’interesse è esploso (come mostra l’aumento di oltre 100 volte su Google della ricerca del termine “Modern Monetary Theory”).

Il fatto macroscopico e difficile da ignorare è che sotto Bush, Obama e poi ora con Trump gli USa hanno aumentato il debito pubblico da 8 mila a 22 mila miliardi di dollari negli ultimi dieci anni. Con Trump, che sarebbe un “conservative”, si è aumentato ancora il deficit per tagliare le tasse e stimolare l’economia e quest’anno il deficit arriverà a 900 miliardi di dollari portando il debito pubblico a 22mila miliardi (nonostante l’economia cresca quasi al 3%).

Questo non ha provocato nessuna inflazione o svalutazione del dollaro, a dispetto delle previsioni della maggioranza degli economisti. Gli USA mostrano un deficit intorno a 900 mld di dollari l’anno, la UE invece ha un deficit complessivo sui 150 mld l’anno e il Dollaro sale e l’Euro scende perchè il mercato dei cambi premia la maggiore crescita del PIL americana.

Con l’elezione presidenziale del 2020 che si avvicina i candidati e leader democratici invece di attaccare Trump sul deficit “irresponsabile” rincarano la dose e propongono piani di investimenti pubblici e sostegno all’occupazione che implicano deficit sempre elevati (oltre il 4% del PIL), che farebbero inorridire i nostri soci finlandesi, tedeschi e olandesi. Sia da destra che da sinistra quindi in America si vuole stimolare l’economia con deficit che in UE verrebbero “sanzionati” dalla Commissione UE nella UE “germanica”.

La MMT era la teoria economica che invece aveva previsto in modo chiaro e netto che questi deficit non avrebbero portato inflazione e svalutazione (e lo stesso per il Giappone, tra parentesi) e ora importanti leader politici fanno proprie le sue proposte. Più che una teoria Mosler la definisce come una descrizione del reale modo di funzionare del sistema monetario moderno, che poca gente comprende. Anche se non ce ne rendiamo conto, il 97% del denaro che circola è debito, perchè i soldi in banca sono creati dalle banche quando erogano un prestito (e per le banche sono contabilmente debito). In realtà non c’è nel sistema monetario moderno una vera differenza tra i conti in banca e i titoli di stato. Entrambi funzionano come denaro perchè si ha fiducia nello Stato, che in caso di bisogno grazie alle tasse che incassa può ripagare i titoli emessi e sovvenzionare e garantire i conti in banca dei cittadini.

Nel sistema monetario moderno avere 100mila in conto corrente in banca o 100mila in Bot o altri titoli di stato è funzionalmente la stessa cosa, sono entrambi liquidità e, se ci pensi bene, ti fidi dei soldi che hai in banca perchè sono garantiti dallo Stato che sostiene e salva sempre le banche. Gli italiani hanno 4,300 miliardi di ricchezza finanziaria, di cui circa 1,500 miliardi sono conti di liquidità. Lo Stato italiano ha un poco più di 2mila miliardi in titoli. Il valore degli uni e degli altri si basa sulla fiducia nello Stato perchè tecnicamente sono solo numeri nei computers delle banche, entrate contabili e tutti sanno che non è possibile chiedere in banconote i soldi depositati in banca perchè sono stati prestati a qualcun altro per il 90%. Ci si fida delle banche perchè dietro c’è lo Stato e non a caso tutti gli Stati hanno raddoppiato il debito pubblico dopo la crisi del 2008 per garantire in vari modi le banche ed evitare che crollassero.

Logicamente dovresti forse fidarti di più di avere 1 milione di euro in Bot e Btp che 1 milione di euro in un conto bancario. Senza contare che quando “presti soldi allo Stato” comprando 100mila di Btp non rinunci alla liquidità perchè se hai bisogno di soldi cash la banca ti presta quasi la stessa cifra dando in garanzia i Btp.

Se parliamo di istituzioni finanziarie poi con miliardi da gestire, usano i titoli di stato come moneta di scambio tra loro, per cui quando un fondo compra 1 miliardo di Btp poi lo gira una banca per avere liquidità e questa a sua volta ad un altra o un altro fondo e vengono “ipotecati” anche tre volte.

Mosler spiega che quando lo Stato emette titoli fornisce un servizio al pubblico e agli investitori che vogliono un rendimento sicuro, ma non ha bisogno di farlo perchè potrebbe emettere biglietti di 100 euro invece che 100 euro di BTP.  La prova è che esistono paesi come Singapore che non ha quasi mai deficit, ma ha un debito pubblico del 100% del PIL lo stesso perchè emette titoli di stato per appunto fornire ai risparmiatori qualcosa in cui investire. Anche l’Australia aveva eliminato il debito pubblico e il mondo finanziario se ne lamentava per cui ha ricominciato a fare deficit per emettere titoli richiesti dal mercato finanziario.

La MMT spiega che l’idea che lo Stato abbia bisogno di indebitarsi per poter spendere è falsa, perchè lo Stato può farsi dare soldi dalla sua banca centrale o farsi comprare i titoli che emette dalla Banca Centrale senza costo di interessi creando moneta. Per lo Stato a differenza di una famiglia indebitarsi è opzionale, ma sfortunatamente il mondo della finanza (con cui lo Stato si indebita) è riuscito a spargere una cortina fumogena per nascondere questa verità.

Ovviamente si parla di paesi industriali che siano in grado di finanziare i deficit esteri attirando capitali come gli USA o lo UK oppure non abbiano deficit esteri come il Giappone (ma anche l’Italia rientra nella categoria). Paesi come l’Argentina o la Grecia in deficit estero cronico e che non attirano capitali esteri per finanziarlo, hanno problemi perchè poi si indebitano con l’estero per importare.

Ma la stragrande maggioranza dei paesi asiatici e occidentali esportano e attirano investimenti, per cui possono fare deficit del 3% o 5% o 7% del PIL a seconda delle esigenze della produzione e dell’occupazione o per tenere a galla le proprie banche ed evitare che taglino il credito.

Abbiamo detto: “se hanno la propria Banca Centrale e moneta” e purtroppo l’Italia aderendo al sistema della BCE e dell’Euro vi ha rinunciato, per cui non ha potuto come in USA, UK e Giappone aumentare i deficit per ridurre le tasse e ripulire i bilanci delle banche pieni di crediti incagliati.

Morale. In America in effetti, per alcune cose, sono più avanti di noi. Hanno stimolato l’economia e tenuto a galla a tutti i costi il sistema bancario facendo ampi deficit per dieci anni e ora invece di smettere continuano

In Italia la discussione di economia sembra spenta, ci siamo rassegnati al famoso 2% di deficit pubblico e alla crescita più o meno zero e ringraziamo iddio se non siamo già in recessione.

Anche avere portato al governo populisti e sovranisti finora non ha cambiato la politica di austerità che ci soffoca da 20 anni, perchè il famoso deficit del 2% del PIL, a cui anche Salvini e Di Maio si sono adattati, significa in realtà un “surplus” di tasse. Lo Stato paga infatti interessi pari al 3,8% del PIL per cui in realtà le tasse sono maggiori delle spese di un 1,7% del PIL (3,7% di interessi -2% di deficit appunto = 1,7% o se vogliamo in miliardi, 60 miliardi di interessi meno 35-40 miliardi di deficit = 20-25 miliardi circa di surplus (usiamo il circa perchè il deficit effettivo è sempre più alto di quello programmato).

In parole semplici, lo stato tassa di più di quello che spende, di circa 25 miliardi e va in deficit solo per pagare interessi che però vanno all’estero o a banche e banche centrali e non all’economia. Dato che in aggiunta le banche continuano a tagliare il credito alle imprese, (di circa 45 miliardi nell’ultimo anno) e preferiscono comprare Btp, il denaro che gira nell’economia si è ridotto ancora (di circa 60-70 miliardi)

Come abbiamo fatto notare in precedenti articoli però la ricchezza finanziaria detta anche risparmi invece aumenta.

 

Giovanni Zibordi

Fonte: http://cobraf.com

Link: http://cobraf.com/forum/forum/banche-centrali-e-moneta-237/topic/chi-crea-oggi-il-denaro-21450/?post=1091104#1091104

18.03.2019

 

Pubblicato da Davide

4 Commenti

  1. “la MMT sostiene che l’evidenza empirica….”
    Ma quale evidenza empirica? Quella USA evidentemente, terra di falsi e bulli, che purtroppo domina la finanza mondiale per parassitare il resto del mondo, e chi non ci sta … bombe lo colgano!

    Cominciamo dall’inflazione: esiste un’inflazione diversa per ogni classe sociale, dipende dal “paniere” dei beni di consumo dei quali si monitora il prezzo, tramite agenzie di statistica direttamente controllate dal governo. Ma anche presi per buoni i dati “ufficiali” sull’inflazione, si è scoperto un metodo banalissimo per imbrigliarla e frenarla verso lo zero. Basta ridurre i salari di massa, ed ecco che d’incanto chi non ha più soldi non compra più niente, e quindi i prezzi, se proprio non calano, nemmeno più aumentano. Ma questo non è l’intero mondo, è solo il mondo delle grandi masse parassitate. Accanto convive il mondo dei “rentiers”, quelli che di soldi ne hanno smodatamente, perchè hanno trovato la “pietra filosofale”, cioè, in chiave moderna, il far soldi con i soldi, quei soldi che loro (in pochi) già hanno e continuano ad accumulare nel tempo a ritmi sempre più rapidi. E’ il fenomeno dell’anatocismo al contrario. Mentre aumentano debiti pubblici e privati (degli sfigati) quei pochi aumentano i loro patrimoni con la ricetta degli interessi composti (all’attivo però).

    E’ proprio per questo che le masse monetarie plasmate in tutte le forme del cosiddetto “risparmio finanziario” possono crescere senza far aumentare i prezzi al supermercato.

    Ma non basta agli USA, loro hanno anche bisogno dei petrodollari, di “prestare” dollari al resto del mondo, di farli circolare in ogni barrio dell’america latina, di invaderne l’Asia, il Medio Oriente, le banche del mondo intero. E poi gli MMT si lamentano che questo è troppo poco, che il governo USA non fa la “cosa giusta” al 100% come loro vorrebbero.

    Intanto, alla faccia dei vari ISTAT, il dollaro vale sempre meno, e i 35 dollari per oncia d’oro della truffa di Bretton Woods, acclarata pubblicamente nel 1971, sono un ricordo ancestrale che sembra appartenere ad altre ere geologiche. Oggi l’oro viene artatamente sottovalutato dal solito circo della finanza USA-centrica attorno ai 1.300 dollari l’oncia. Ma l’inflazione tende a zero …. sì, come no!

  2. Premesso che la “grotta di Platone” ha evidentemente disabituato alla luce molti di noi (grazie all’azione incessante di un mainstream alla merce’ del sistema imperante), se anche quanto afferma Zibordi fosse del tutto esatto (ma le cose sono sempre più complesse di quanto pensiamo), rimane sospeso nell’aria il problema principale…
    Per attuare la MMT occorre una dirompente azione politica che consenta di riappropriarsi, da parte del nostro Paese, delle principali leve economiche, quali la possibilità di emettere moneta sovrana, di rivedere il ruolo di Bankitalia, di nazionalizzare alcune banche rendendole prestatrici di ultima istanza ecc.

    Queste azioni, nonostante Zibordi la metta facile, sono di una difficoltà incredibile, se non altro perché verrebbero osteggiate in maniera violentissima da tutto quel sistema economico/finanziario che, solo per aver osato uscire da una semplice unione commerciale, sta cercando di provocare un “bagno di sangue” in UK.

  3. La teoria MMT è applicabile, come scritto nell’articolo, solo in stati con propria moneta e banca centrale, quindi non mi arriva il senso dell’articolo, da applicare tale teoria alla UE. Bello emozionante che ci siamo sempre nuove teorie economiche, ma se queste ultime si basano solo una tale configurazione dello stato, Mosler la vince facile.
    Lo spazio di manovra è quello Europeo, molto più vincolato e forse un po cieco, ma credo che con un po di riforme l’Europa se la caverà anche senza teorie economiche, Made in US.

  4. Nel 2012 sono andato a Rimini al summit dell’ME-MMT; mi piacque ed interessò molto, e capii, che si poteva applicare solo a stati sovrani, tanto che interpretai il summit come un suggerimento a liberarci dall’EU/Euro; ogni volta che sento parlare dell’MMT la domanda si pone nuovamente oppure c’è qualcosa che mi sfugge, che non capisco ?