Il Recovery a McKinsey e il bullismo di Confindustria

radiopopolare.it

di Alessandro Gilioli

Non stiamo parlando, a questo giro, dei silenzi di Draghi, benché continui a essere un caso unico in tutte le democrazie occidentali quello di un capo di governo che non parla ai cittadini nel mezzo di una pandemia recrudescente, con mezza Italia in zona rossa e le scuole chiuse.

Ma stiamo parlando, questa volta, di altri silenzi.

Silenzio, completo, ad esempio, sul Recovery Plan appaltato ai tecnici di una società multinazionale di consulenza, la Mackinsey, con sede mondiale a New York. L’arrivo dei tecnici privati è stato deciso senza renderlo noto, senza spiegazioni e in segreto: si è saputo solo perché trapelato anonimamente.

Un altro silenzio è quello che ha circondato e continua a circondare l’incredibile comunicato di Confindustria in risposta alla proclamazione di uno sciopero dei portuali di Genova: “Si ricordino che una giornata di lavoro oggi è un privilegio“, ha scritto testualmente l’associazione degli imprenditori. Un misto di bullismo, arroganza e avvertimento in stile mafioso. Che è passato come acqua, come normalità, in un Paese dove le disparità sociali sono sempre più larghe e la parte più ricca può permettersi queste prepotenze.

Ecco, questi silenzi attorno a queste vicende non ci piacciono e qui lo denunciamo, in un panorama mediatico sempre più omologato e conformista, e che di questi silenzi è sempre più complice.

Fonte: https://www.radiopopolare.it/il-recovery-a-mckinsey-e-il-bullismo-di-confindustria/

Pubblicato il 05.03.2021

2 Commenti
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Roberto Rey
Roberto Rey
6 Marzo 2021 17:34

Quanto costa McKinsey ? Ma che importa al governo, pagherà con i soldi del recovery, sempre che arrivino…..

merolone
merolone
7 Marzo 2021 1:27

Questo è un governo curioso, imposto da un presidente riservato fino a rasentare la patologia, con un premier che parla perlopiù in inglese in alti consessi, e sostenuto da un partito come la Lega il cui uomo forte, Giorgetti, parla perfino meno dei primi due.
Adesso Giorgetti vuole imporre il golden power del governo sulla cessione di Iveco da parte di CNH ai cinesi di FAW, impedendo agli azionisti di Exor di realizzare un maxidividendo di 1,5 miliardi di dollari sui 3,5 della cessione.
Se Giorgetti non ci riesce questo è un governo molto debole.