Confermata la condanna a morte per Indi

I giudici inglesi hanno deciso in via definitiva che Indi non deve più vivere.

indi

Dietro questa inumana e infernale decisione non c’è che una certezza ormai: il rischio che la piccola possa avere qualche sollievo o qualche miglioramento della sua tragica situazione qui in Italia, con la conseguente pessima figura che la sanità inglese potrebbe fare, ha spinto la giustizia inglese a non guardare in faccia nessuno, e a non avere alcuna pietà per uno scricciolo che rappresenta tutto per i suoi disperati genitori.

Non è bastata l’agonia di quattro giorni del piccolo Alfie, che ha subito la stessa sorte prospettata a Indi; la nomea internazionale dei cinici giudici inglesi viene confermata, arrogandosi il diritto di vita o di morte su una piccola creatura a dispetto della volontà di chi l’ha messa al mondo.

Pare che sia certezza a questo punto: in Inghilterra, nascere piccolo e gravemente malato può equivalere automaticamente a una condanna a morte.

* * *

rainews.it, 10 novembre 2023

L'Appello dei genitori di Indi Gregory per impedire il distacco delle macchine che la tengono in vita è stato rifiutato ed è stato negato il ricorso alla Convenzione dell'Aja per il suo trasferimento in Italia. Lo hanno deciso i giudici inglesi al termine dell'udienza di oggi, che ha fissato a lunedì il distacco dei supporti vitali. Il giudice Peter Jackson ha definito l'intervento italiano per il trasferimento a Roma della neonata "non nello spirito della Convenzione dell'Aja". I giudici hanno inoltre affermato che i tribunali inglesi sono nella posizione migliore per valutare "l'interesse superiore" della bambina; quindi, non è necessario un tribunale italiano.

Ieri, la premier Giorgia Meloni ha scritto urgentemente al Lord Cancelliere e segretario di Stato per la Giustizia del Regno Unito chiedendo di collaborare per permettere il trasferimento di Indi Gregory a Roma. Lunedì scorso il Consiglio dei ministri aveva conferito alla neonata- affetta da una rara malattia degenerativa - la cittadinanza italiana, per permetterle di essere presa in cura dall'ospedale 'Bambin Gesù' di Roma. Nella lettera Meloni fa riferimento alla Convenzione dell'Aja per la protezione dei minori, in particolare all'articolo 32 paragrafo 1 lettera b, che recita che

"su richiesta motivata dell'Autorità centrale o di un'altra autorità competente di uno Stato contraente con il quale il minore abbia uno stretto legame, l'Autorità centrale dello Stato contraente in cui il minore ha la sua residenza abituale e in cui si trova" potrà "chiedere all'autorità competente del suo Stato di esaminare l'opportunità di adottare misure volte alla protezione della persona o dei beni del minore".

I legali della famiglia Gregory fanno sapere che, dopo la pronuncia di oggi, si lavora ad altri percorsi, che valuteranno da qui fino a lunedì. La piccola ha otto mesi ed è affetta da una gravissima patologia mitocondriale che non lascia scampo e per la quale i tribunali d'Oltre Manica avevano disposto lo stop ai sussidi meccanici “nel maggior interesse del minore”, per evitarle ulteriori sofferenze.

Il ricorso

Ieri mattina i legali della famiglia Gregory avevano presentato il ricorso contro la decisione del giudice che aveva stabilito inoltre

"che il supporto vitale di Indi Gregory deve essere rimosso presso il Queen's Medical Center di Nottingham, dove è ricoverata, o in un ospizio e non a casa, contrariamente alla volontà dei suoi genitori". "Non merita di morire, è ancora una bambina che respira e le batte il cuore",

aveva detto il padre della piccola.

"Lei merita una possibilità",

ha detto l'uomo alla 'Bbc', dopo l'ultima pronuncia del giudice che ha negato ieri anche la possibilità di gestire il fine vita a casa, in quanto ritenuto non nel miglior interesse della bambina e "quasi impossibile" da realizzare al domicilio senza rischi di complicazioni. Ma il papà obietta: "Ha un Paese che si offre di pagare per tutto: dobbiamo solo portarla lì, così non costerà nulla all'ospedale o al governo".

"Sappiamo che Indi è una combattente, lei vuole vivere, e non merita di morire",

ha affermato ancora il papà della piccola in un video in cui ringrazia l'Italia.

I medici inglesi si sono arresi

I medici che curano Indi al Queen's Medical Center di Nottingham avevano ribadito di non poter fare altro per lei. I genitori avevano chiesto che potesse tornare nella loro casa a Ilkeston, nel Derbyshire. Un'opzione che non è stata ritenuta praticabile.

"Tutti pensano: 'perché non la lasciano andare?'. Non hanno nulla da perdere",

ha detto Dean Gregory, sicuro del fatto che, se Indi avesse avuto il permesso di viaggiare in Italia, avrebbe potuto essere salvata.

Keith Girling, direttore medico del Nottingham University Hospitals (NUH) Nhs Trust ha dichiarato di essere consapevole del fatto che "è un momento incredibilmente difficile per Indi e la sua famiglia, e i nostri pensieri sono con loro oggi. A seguito della decisione dell'Alta Corte, la nostra priorità - ha assicurato - rimarrà quella di fornire a Indi cure specialistiche adeguate alle sue condizioni e in linea con le indicazioni della Corte, sostenendo la sua famiglia in ogni modo possibile".

Il caso continua a riscuotere attenzione e scatena polemiche anche in Italia

La Cei richiama al valore della vita e sottolinea come oggi ci siano "troppe vite negate". "La vita dei malati e disabili gravi viene giudicata indegna di essere vissuta, lesinando i supporti medici e arrivando a presentare come gesto umanitario il suicidio assistito o la morte procurata", fa sapere.

In prima linea contro la decisione del giudice britannico si schiera anche il Codacons che annuncia la presentazione di una denuncia alla Procura di Roma contro l'Alta Corte di Londra.

"Al di là degli aspetti etici della questione - scrive il Codacons in una nota - si apre un aspetto meramente tecnico-legale che riguarda la possibilità di un giudice straniero di pronunciarsi sulla vita di un cittadino italiano. Come noto, infatti, la neonata ha ottenuto la cittadinanza italiana grazie al Governo che ha emesso misure di emergenza, tramite il console italiano a Manchester, che ne autorizzano il trasferimento all'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma".

Secondo il Codacons

"la decisione dell’Alta Corte britannica di disporre lo stop ai supporti vitali per Indi potrebbe quindi configurare un'interferenza illecita della giustizia straniera sulla vita di una cittadina italiana, aprendo un caso che non è solo diplomatico ma anche giudiziario. Per tale motivo abbiamo deciso di presentare un formale esposto alla Procura della Repubblica di Roma affinché apra una indagine sul caso, accertando se il comportamento della Corte e del giudice Robert Peel possano configurare ipotesi penalmente rilevanti ai sensi del nostro ordinamento penale",

conclude l’associazione.


Fonte: https://www.rainews.it/articoli/2023/11/caso-indi-gregory-stop-giudice-genitori-4117d45c-66c4-44d6-bf4e-6d9b0f7dec94.html

Commenti (37)

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    1. Sonia Milone 12 novembre 2023

      E' già il quarto caso in cui il governo inglese stacca la spina a un bambino malato entrando prepotentemente in decisioni che dovrebbero riguardare solo i genitori e i medici.
      4 casi in pochi anni sono un'inquietante deriva della biopolitica che assume sempre più il volto di un monarca assoluto che si arroga il diritto di vita e di morte delle persone parandosi sotto la retorica di evitare le sofferenze ai malati...la stessa cosa la disse Hitler nel primo olocausto tedesco, quello degli handicappati, in cui democraticamente sterminò ebrei, ariani, tedeschi, stranieri, ecc. Voglio ricordare anche che la medicina non è una scienza esatta. Posso testimoniare che ad una persona a me vicina, in gravidanza, vennero diagnosticate gravi lesioni del feto, lei andò anche in America per una diagnosi, alla fine, fece di testa sua e oggi ha una figlia perfettamente sana. Non ha mai avuto nemmeno un capello fuori posto....

    2. sarah 13 novembre 2023

      Torniamo in qualche modo ad una nota dolente, un tema cruciale di questi tempi: qualcuno, a nome delle istituzioni che rappresentano "la collettività", esercita il diritto di stabilire ciò che è meglio per noi. Non è una novità, senza dubbio, e sono innumerevoli gli obblighi a cui ci sottoponiamo e che concorrono, bene o male, alla gestione del consesso sociale. Il problema nasce, ora più forte che mai, quando tali istituzioni intraprendono direzioni "alienate" rispetto alla collettività che dovrebbero rappresentare. La forma dell'azione istituzionale diviene perciò eccessivamente coercitiva, oltre che poco compresa. Lo scopo si perde di vista quando addirittura non appare invertito rispetto all'impostazione originale. Per di più questo processo di alienazione è sempre più manifesto, non sente più il bisogno di camuffarsi dietro troppe "buone maniere". Ci deve piacere e basta, d'altronde siamo in democrazia.

    1. Fantine 12 novembre 2023

      Che un giudice debba decidere al posto di due genitori è una vergogna.
      La decisione di sopprimere i malati gravi è una vergogna.
      Non c'è bisogno di richiamare tutti i bambini che soffrono sulla terra, come se questa bambina fosse solo una delle tante. Ogni bambino non è solo uno dei tanti.
      Ogni bambino è una vita.
      E di questa bambina sta decidendo un giudice al posto di due genitori che non sono né pazzi, né delinquenti cui è stata sottratta la responsabilità genitoriale.
      Che non si colga l'abominio di una tale prevaricazione mi lascia basita.
      Come il fatto che non si colga la gravità di decidere della sorte di malati gravi e terminali.
      L'ipocrisia e l'arroganza di far passare tutto per un gesto di umanità mi indigna e solo il pensiero che due genitori debbano assistere impotenti alla condanna a morte della loro piccola, pronunciata da un giudice che si arroga di decidere della sua vita, mi stringe il cuore.
      Come la sorte di quella piccola, malata e indifesa.
      Vergogna.

    2. Jimbo 12 novembre 2023

      Da incorniciare.
      Quello che è successo è orrore puro.

    3. Fantine 12 novembre 2023

      Ti ringrazio, Jimbo.

    4. absitiniuriaverbis 12 novembre 2023

      E siamo sempre li: oggigiorno ci vuole sempre un giudice o, più in generale, qualcuno diverso dal nucleo di pertinenza o di diverso dal singolo individuo e dalla sua coscienza per stabilire che cosa si e che cosa no, quando si e quando no, come si e come no, dove si e dove no..., il tutto tra leggi e leggine e postille e cavilli di ogni tipo, nazionali ed internazionali, quando poi il tutto non si applica agli amici ed agli amici degli amici e, soprattutto, quando non fa comodo.

      Concordo con il tuo punto di vista.
      Ma di questa 'giustizia' ne farei un falò.
      L'individuo e la sua coscienza sono condannati e ben ci sta'.

    5. Fantine 12 novembre 2023

      Questa non è "giustizia", caro Abs.
      Questa è prepotenza di Stato.
      Ius dicere.
      Il diritto non si chiama ius a caso.

    6. absitiniuriaverbis 12 novembre 2023

      Avevo scritto appunto tra virgolette 'giustizia' e quindi concordo.

      Il tuo nuovo commento però apre un portone in merito al legame giustizia/stato che non so se esprimere come la giustizia dello stato (ente) o lo stato(condizione) della giustizia.
      Quando anche la magistratura e le corti e le organizzazioni sono asservite alla politica, non vedo differenza, purtroppo, tra stato e giustizia.

    7. Fantine 12 novembre 2023

      Entrambi, Stato e giustizia sono per il cittadino. La "cosa pubblica" ha un valore, caro Abs.
      Discorso complesso, sotto diversi profili.
      Di certo avremo modo di tornarci.
      Da molto in vari ambiti c'è una voluta e preordinata infiltrazione dello Stato oltre ogni tollerabilità (oltre ogni sfacciataggine) ed una evidente inversione tra il fine, che è il benessere dei cittadini, e i mezzi. Quasi tutto è contro l'umanità.
      Il punto è che ogni cosa (si) inizia da noi stessi.

    8. absitiniuriaverbis 13 novembre 2023

      Scrivi 'sono' per il cittadino.Sarebbe più realistico scrivere 'dovrebbero'.

      Non ho mai ritenuto le parole e le teorie elementi per valutare, ho creduto e credo al fare e dal fare, quello fatto in pratica, estrarre elementi di valutazione.
      Il predicare bene e razzolare male lo lascio a chi fa politica e giustizia e stato a seconda delle convenienza.

      E sicuramente dovrebbe esserlo la giustizia a servizio del cittadino ammesso che esista una giustizia in comune regolata da leggi ed ammesso che esista il cittadino. Il servo volontario, quello si che esiste.

      Quanto allo stato, sarà l'età sarà la nausea degli esempi provvisti sarà l'anarchia che mi appassiona da sempre, ebbene per lo stato, anche il dovrebbe sarebbe superfluo. Nessuno stato e meno che mai quelli attuali. I popoli, forse, ma non a milioni.

      Scrivo sempre che la coscienza individuale è un traguardo da conquistare. Non inganniamoci di esserci già staccati dai blocchi di partenza.

    9. sarah 13 novembre 2023

      "Una voluta e preordinata infiltrazione dello stato" con relativa inversione di finalità è una frase che centra il cuore del problema. Da parte del cittadino c'è ancora una forte richiesta di intervento "pubblico" o statale che dir si voglia anche nel merito di queste questioni delicate. Vogliamo insomma la sanità pubblica, l'accesso alle cure, la garanzia di protezione per i minori e non possiamo non pensare allo stato come soggetto garante finale. E in un certo senso abbiamo ragione, pensiamo bene. Ciò che ci sfugge però è questo: è l'apparato pubblico che ormai è stato infiltrato da volontà "estranee" che allontanano lo scopo della sua azione complessiva da ciò che ci si aspetterebbe. La giustizia non fa giustizia, la sanità spesso non cura, la scuola non istruisce. Tutto questo ci disorienta. Purtroppo lo troveremmo più comprensibile se indagassimo sui veri intenti della "macchina pubblica" che ci inganna perché sa di apparire irrinunciabile ai nostri occhi ma agisce spesso in senso opposto.

    10. Cachafaz 14 novembre 2023

      Cosa vuoi che colgano? Sono quasi tutti tri e quadrivaccinati, se non penta...e con le nanotecnologie che si assemblano a comando e li guidano, per non parlare del condizionamento haarp...un 85% delle persone sono zombie, ormai. Ma forse lo erano an che prima, e' che volevano essere sicuri. Andra' tutto bene!-:=-

    11. Fantine 15 novembre 2023

      Cara Sarah, l'infiltrazione dello Stato si presta a due diverse considerazioni, non necessariamente confliggenti, anzi, forse funzionali l'una all'altra.
      Certamente infiltrare uno Stato consente di esercitare "il potere (di)" in maniera pressoché incontrastata, beneficiando dell'accentramento del potere nelle istituzioni di uno Stato di diritto.
      Nel contempo infiltrare uno Stato ne mostra i limiti (che invero sono prima degli uomini, più che dello strumento di turno) e con ciò si cerca di insinuare l'idea della inutilità tanto dello Stato che delle istituzioni a favore di non meglio precisate entità.
      Il "partenariato" pubblico/privato è l'indicazione di moda e di fatto in auge.
      Ed è solo l'inizio.
      In buona sostanza, per semplificare, è come buttare via l'acqua sporca con tutto il bambino.
      Personalmente, per forma mentis e per scelta, anche di vita, credo davvero che lo Stato di diritto e le istituzioni (fatte da uomini e per gli uomini, senza inversioni concettuali prima ancora che praticate in concreto) siano una conquista che va difesa. Non entro nei distinguo delle varie forme che uno Stato di diritto può assumere, ma ne rivendico la funzione di garanzia.
      Coloro che pensano che poiché gli uomini sono/dovrebbero essere tutti fratelli e vivere in pace e senza ordinamenti e regole - perchè tutto va da sé e si autoregola nel mondo delle meraviglie (un po' come i lestofanti dicono agisca il "mercato", termine a cui sono allergica) e perché tutti concorrono al bene di tutti naturalmente/spontaneamemte/concordemente - o sono anime belle, ma ingenue o sono profondamente ignoranti o sono in malafede, fatta salva la percentuale ineliminabile di stupidi (che tuttavia, proprio per tale loro limite, non sono rimproverabili).
      Il fatto è che non ci si rende conto di cosa sia uno Stato di diritto, nè di tutte le implicazioni nella vita di ciascuno, ogni giorno.
      Questo, almeno, è il mio pensiero. E il mio sentire.
      Spero di tornare a parlarne insieme, cara Sarah.

    12. Fantine 15 novembre 2023

      @sarah

      Naturalmente lo Stato di diritto è e resta uno strumento. E deve essere effettivo ed efficace.
      Mi piace tornare a condividere il discorso di Victor Hugo all’Assemblea nazionale di Francia del 9 Luglio 1849, che ho già riportato tempo addietro.

    13. Fantine 15 novembre 2023

      Discorso di Victor Hugo all’Assemblea nazionale, Parigi, 9 Luglio 1849.

      Io non sono di coloro, o signori, i quali credono che in questo mondo si possa facilmente sopprimere il dolore. Il dolore è una legge divina; ma sono però di quelli che pensano e che affermano si possa benissimo distruggere la miseria!... (Proteste. — Violenti denegazioni a destra. E Victor Hugo, più forte:) Rimarcatelo bene, o signori, io non dico diminuire, attenuare, limitare, circoscrivere, ecc. io grido alto che la miseria si può distruggere!... (Tumulto a destra).
      La miseria è una malattia del corpo sociale, come la lebbra era una malattia del corpo umano; la miseria può sparire com'è scomparsa la lebbra!... (Sì! Sì! a sinistra).
      Distruggere la miseria, sì, questo è possibile. I legislatori e i governanti devono pensare a ciò costantemente, senza riposo, perché, in una tale materia, finché tutto quello ch'è possibile non è stato fatto, il dovere non è compiuto!... (Grande impressione).
      La miseria, o signori; io penetro nel vivo della questione; volete sapere dov'è la miseria?... Volete sapere fin dove ella arriva, fin dove ella giunge? non dico in Irlanda, non dico nel medio evo, dico in Francia, dico a Parigi, ed ai tempi nei quali viviamo! Volete dei fatti?...
      V'è, a Parigi... (L'oratore s'interrompe).
      Mio Dio; io non esito a citarli certi fatti. Sono tristi, ma è necessario rivelarli; e, guardate, se debbo dire, tutto intero, qual è il mio pensiero, vorrei che da questa Assemblea uscisse, e nel caso sarei pronto a farne formale proposta, una grande e solenne inchiesta sulla vera situazione delle classi operaie e sofferenti. Io vorrei che tanti fatti splendessero alla luce del sole. Come vogliamo guarire il male, se non si conoscono le piaghe?!... (Benissimo! Bravo!)
      Ecco, dunque, dei fatti.
      Esiste a Parigi, nei sobborghi di quella Parigi che il soffio della sommossa sollevava, or non è molto, tanto facilmente, esistono in certe case delle cloache, dove delle famiglie, delle famiglie intere, vivono confuse, uomini, donne, fanciulle, fanciulli, non avendo per letto, non avendo per coprirsi, sto per dire per vestirsi, che dei brandelli putridi di stracci in fermentazione, raccolti nel fango fuori delle barriere, dove si accumulano tutte le ceneri della città e dove delle creature umane corrono per scaldarsi e per vincere il freddo che le assale! (Impressione)
      Questo un fatto. Eccone altri. In questi ultimi giorni, un uomo... Mio Dio; un disgraziato uomo di lettere, un letterato, poiché la miseria colpisce tanto le professioni liberali quanto quelle manuali; un disgraziato, dunque, è morto di fame, alla lettera, e si è constatato, dopo la sua morte, che egli non aveva mangiato da sei giorni. (Lunga interruzione). Volete qualcosa di più doloroso?.,. Il mese passato, durante la recrudescenza del colera, si è trovata una madre coi suoi quattro bambini che cercava un po' di nutrimento fra i ritagli immondi e pestilenziali dei macelli di Montfaucon! (Sensazione).
      Ebbene, io dico o signori che queste sono cose che non debbono esistere; io dico che la società deve spendere tutte le sue forze, tutte le sue sollecitudini, tutta la sua intelligenza, tutta la sua volontà, perché tali fatti non avvengano! Io dico che questi fatti, in un paese civilizzato, impegnano la coscienza della società tutta intera; e che io che parlo, mi sento complice e solidale (agitazione) perché tali fatti non sono solamente delle colpe verso gli uomini, sono anche dei delitti verso Dio! (Sensazione vivissima).
      Ecco perché io sono convinto, ecco perché vorrei convincere tutti quelli che mi ascoltano, della grande importanza della proposta che è sottoposta al vostro giudizio.
      Non è che un primo passo, ma è un passo decisivo. Io vorrei che quest'Assemblea, maggioranza e minoranza, non importa; in tali questioni io non conosco né destra né sinistra; io vorrei che questa Assemblea non avesse che una sola anima per incamminarsi verso il raggiungimento di un tal fine, di un fine così magnifico, così sublime, l'abolizione della miseria! (Bravo! - Applausi.)
      E, o signori, io non mi rivolgo soltanto alla vostra generosità, m'indirizzo a quello che v'è di più serio nel sentimento politico di un'Assemblea di legislatori. A questo soggetto, un'ultima parola, poi avrò finito.
      Signori! come io vi dicevo poco fa, col concorso della guardia nazionale, dell'armata, di tutte le forze vive del paese, voi avete ristabilito ancora una volta l'ordine. Voi non avete retrocesso dinanzi a nessun pericolo, voi non avete esitato dinanzi a nessun dovere. Voi avete salvato la società, il governo legale, le istituzioni, la quiete pubblica, la civilizzazione stessa. Voi avete fatto una cosa considerevole... Ebbene! voi non avete fatto nulla! (Agitazione).
      Si, voi non avete fatto niente, insisto su questo punto; non avete fatto niente perché l'ordine materiale ottenuto, non ha per base l'ordine morale consolidato!
      (Benissimo! Benissimo! Viva ed unanime approvazione). Voi non avrete fatto nulla finché il popolo soffre!
      (Bravo a sinistra). Voi non avrete fatto nulla finché sotto a voi esisterà una parte di popolo che non ha fiducia! Non avrete fatto nulla finchè coloro che sono forti e nell'età della vita e del lavoro, possono rimanere senza pane! finchè coloro che sono vecchi e che hanno lavorato possono restare senza tetto! finchè l'usura divora le nostre campagne, finchè si muore di fame nelle nostre città, (agitazione) finchè non vi saranno delle leggi fraterne, delle leggi evangeliche che da ogni parte giungano a soccorrere le famiglie oneste, i contadini, gli operai, tutti coloro che hanno cuore! (Acclamazione). Voi non avrete fatto nulla finchè lo spirito rivoluzionario avrà per alleato la sofferenza pubblica! Non avrete fatto nulla, fatto nulla, finchè il cattivo, nel suo lavoro sotterraneo e segreto, avrà per collaboratore fatale l'uomo che soffre!...
      Lo vedete, o signori, io lo ripeto terminando: non è soltanto alla vostra generosità che mi rivolgo, è anche alla vostra saggezza; vi scongiuro di riflettere!
      Signori, pensateci bene; è l'anarchia che apre gli abissi, ma è la miseria che li scava! (È vero! È vero!)
      Voi avete fatto delle leggi contro l'anarchia; fate adesso delle leggi contro la miseria!... (Scoppio fragoroso di applausi. Grande agitazione su tutti i banchi. L'oratore scende dalla tribuna e riceve le felicitazioni dei suoi colleghi).

    14. Nonso 15 novembre 2023

      Viva l'anarchia

    15. Fantine 15 novembre 2023

      Anima bella?

    16. Fantine 15 novembre 2023

      Hai ragione pure tu, Cachafaz ;)

    17. Nonso 16 novembre 2023

      Anima de li mor...
      Anime salve!

    18. absitiniuriaverbis 16 novembre 2023

      Mi domando a quale categoria potrei affiliarmi: anima bella ma ingenua, profondamente ignorante, malafede, stupido...! Dopo il caffè ci ragiono su.

      Però, per esempio, lo stato USA è nato dallo sterminio dei locali, inoltre due popoli (uno senza una terra ed uno a cui l'hanno tolta) senza stato sono in lotta da decenni , in aggiunta altri cosiddetti stati sono stati tracciati per convenienza con la riga, oppure parliamo dello stato Ucraina? Per non parlare di casa nostra.
      Però i pellerossa non avevano stato e, se non fossero stati sterminati da quelli che uno stato lo volevano, non sappiamo dove il loro modello sociale avrebbe potuto arrivare. E questo vale per molte tribù dette aborigene in giro.

      Fantasie, forse.
      Ma meglio non chiudere gli occhi.

    19. Nonso 16 novembre 2023

      Come si fa ad essere profondamente ignoranti? Si può essere profondamente ingenui, profondamente in malafede, persino profondamente stronzi. Ma profondamente ignoranti? L'ignoranza per definizione non ha una profondità. Chi conosce molte cose e sorvola su quelle che non conosce è, appunto, profondamente stupido, ma la sua ignoranza rimane bidimensionale.

    20. sarah 16 novembre 2023

      Ma certo. Per dirla semplicemente, questo "imbarbarimento" dello Stato determina la reazione ( probabilmente ben voluta ) di rifiuto dell'apparato pubblico e di tutto ciò che esso comporta. Il nostro comprensibile sdegno favorisce la causa del disimpegno sociale e della mancata solidarietà. E' tutto vero. Voglio essere sincera: quando quasi due anni fa fui privata dello stipendio per non aver esibito il certificato di purezza intellettuale come richiesto dal mio "datore di lavoro" pubblico, provai esattamente questa sensazione. E dissi che avrei preferito mille volte le difficoltà di uno stato assente nel quale non vi è certezza di assistenza sociale piuttosto che l'opprimente presenza di un elefante burocratico che mi perseguita per sottopormi alle cure "adatte". Nel 2021 ho sofferto di una lieve ischemia cerebrale del tutto immotivata che probabilmente è stato il gentile omaggio di chi ha così a cuore la mia salute da ricorrere ai castighi in caso di trasgressione. Mi è difficile, ancora adesso, abbandonare del tutto questo pensiero che allora mi era sembrato come una sorta di "via di scampo" dall'incubo che stavo vivendo. Però hai ragione tu, non si deve buttare l'acqua con il bambino insieme. Lo stato ha a lungo approfittato della nostra percezione di soggetto garante nei suoi confronti per attuare una tirannia che ne ha sovvertito le fondamenta. Con buona pace della suprema corte. Che poi è lo stesso problema della povera bambina inglese per la quale, credimi, provo un'immensa pietà. In una realtà come la Gran Bretagna, percepita e descritta come democrazia liberale, l'ingerenza di questi organismi centrali è difficile da comprendere, a meno che non si ammetta che essi ormai agiscono al di fuori del perimetro non tanto dello stato di diritto, quanto del senso di umanità. Un commentatore, sullo stesso tema, ha fatto un'osservazione interessante che faccio in parte mia: parallelamente alla deviazione rispetto ai consueti principi del diritto si assiste ad una crescita ipertrofica dell'apparato pubblico che appare inesorabile, persino in quei paesi come la Svizzera che parevano inattaccabili da questo punto di vista. Qualcosa vorrà dire. Scusami per la lungaggine e ti ringrazio per il piacevole confronto. E' sempre costruttivo.

    21. absitiniuriaverbis 16 novembre 2023

      ... un caffè non basta, ne bevo un altro.
      Il primo era solo per ricordarmi come mi chiamo.

      Non ti so rispondere, ricordo però:
      "L'ignoranza è una benedizione, ma affinché la benedizione sia completa, l'ignoranza deve essere così profonda da non sospettare di se stessa."
      A naso direi che era di Poe.
      Andrò a controllare.

    22. Nonso 16 novembre 2023

      Non ho paura di mettere in discussione alcuna istituzione, con tutto il rispetto per le tue fragili citazioni

      Che il poeta volesse velatamente, ironicamente, suggerire che è dell'uomo la natura di ricercatore e che quella che lui chiama benedizione, in termini di profondità, possa rimanere nient'altro che una condizione ideale? Azzardo

    23. absitiniuriaverbis 16 novembre 2023

      Non sei solo.

      Non avendo una mia risposta ho fatto ricorso alla memoria. Ho controllato, ricordavo bene.

      Perché fragile?

    24. Nonso 16 novembre 2023

      Perché rafforza il concetto che ho espresso, volendoci ragionare un momentino

    25. absitiniuriaverbis 16 novembre 2023

      Magari è necessario intendersi sui termini.
      La tua definizione di bidimensionale si basa su qualcosa tipo: in ascisse le materie, in ordinate il grado di conoscenza/profondità ?

      Forse su un grafico del genere manca il 'sapere di non sapere' che non è ignoranza in senso di materie ma in senso di consapevolezza.

      Una persona ignorante non è a conoscenza di qualcosa. In generale se dai a una persona dell'ignorante stai dicendo che non sa nulla o molto poco. Una persona stupida invece é una persona che non capisce, che non arriva a comprendere un concetto seppur semplice.
      Se uno 'non sa di non sapere' è stupido o ignorante? O entrambi?

      Come ti ho scritto, non ho una risposta consolidata.

      Ora sono a destinazione, a dopo se ti va.

    26. Nonso 16 novembre 2023

      No. Calma.

      Il mio era un ragionamento diverso, molto più semplice.

      1.
      Quando dai dell' "ignorante" a qualcuno, stai cercando di insultarlo con un aggettivo che spetta a tutti, quindi dimostri stupidità. Non è un esempio utile ai fini del ragionamento.

      2.
      Sulla definizione di stupido siamo d'accordo, ma è stupido anche capire il concetto X,Y e non volerlo riconoscere o non volerlo attuare in azioni. È stupido, quando non è in malafede, se no è, appunto, stronzo. Ma anche questo non è interessante ai fini della questione sulla presunta profondità dell'ignoranza.

      --
      L'ignoranza è ignorare, non sapere. Non tanto o poco o medio, non consapevolmente o inconsapevolmente: semplicemente non sapere delle cose. Ne siamo soggetti tutti.

      Il non sapere, a mio avviso, non può avere profondità, in quanto non ha consistenza qualcosa che si ignora, ha una sua vastità, ma nella bidimensione, cioè nell'astratto teorico.

      Materie/approfondimento è esempio di grafico davvero poco esaustivo ai fini del discorso sulle parole. Già 'materie' è un termine sbagliato, discipline, ambiti del sapere, andrebbero meglio. Ma vabbè. Se vogliamo sbrigativamente raccontarcela è un conto, ben diverso è se vogliamo fare un'analisi. Materie/approfondimento -per farla breve- ti dice cosa sai. Devi avere il discernimento dell'infinito piano sul quale inserire questo, per poi sottrarlo, al fine di ottenere la tua porzioncina di ignoranza. Capisci perché credo che si possa solo immaginare l'ignoto e che l'ignoranza (la condizione) non abbia profondità, ma esista solo nel mondo delle rappresentazioni?

      Se parliamo di ignoranza in senso generale, e non settoriale, conoscere la sua vastità vale il "sapere di non sapere" , ma non ancora una materialità di ciò che non si conosce.

      Sapere di non sapere è già una conoscenza, addirittura è un livello di conoscenza eccellente: certo che ha una sua profondità! Si potrebbe dire che questa è profonda conoscenza. La conoscenza ha, eccome, una sua profondità, un suo spessore. Ciò che la consapevolezza sa di non sapere, questo rimane bidimensionale, intangibile. Appena prende corpo, non è più ignorato.

      Quando invece mi parli di Poe, la sua è una frase che ipotizza una profondità dell'ignoranza, fondamentalmente inarrivabile, che ti rende immune al desiderio di conoscere... questo non ci è dato come esseri umani. Penso lo sapesse anche Ed e penso lo sapesse bene.

    27. absitiniuriaverbis 16 novembre 2023

      Bene direi. Ci siamo.

    28. Fantine 17 novembre 2023

      È sempre un piacere interloquire e condividere con te, Sarah.
      Sulle ingerenze indebite dello Stato sono perfettamente d'accordo.
      E purtroppo più si va avanti e più saremo "soggetti" a tali ingerenze indebite.
      Ci sarebbe tanto da dire.
      Pensa se hai un pezzetto di terra e vuoi costruirti una casa.
      Le vessazioni, a ben vedere, non sono solo di oggi. Sebbene sia certamente anche la misura nelle cose a fare la differenza.
      Anche ad agricoltori e allevatori stanno arrivando regole alla green pass. Non riuscivo a credere alla marea di prescrizioni che hanno partorito menti malate (con tutto il rispetto per i veri malati).
      Torneremo a parlarne, cara Sarah.
      Spero che tu stia bene e non abbia avuto altri gentili regali.

    29. Nonso 17 novembre 2023

      E' nato UN amore

    30. Fantine 17 novembre 2023

      Non da oggi, Nonso.
      Ci sono commentatori che leggo con piacere e con cui interloquisco con piacere e Sarah è tra loro.

    31. Nonso 17 novembre 2023

      Fortunate

    1. uparishutrachoal 11 novembre 2023

      Accadimenti perfettamete in linea con l'andazzo generale..e in futuro si potrebbe anche dichiarare guerra all'Inghiliterra, che non mi meraviglierei per nulla.

    1. uomospeciale 11 novembre 2023

      Possiamo sempre consolarci continuando ad appoggiare chi ammazza migliaia di bambini sotto le bombe a Gaza:

      ( Cittadinanza italiana, trasferimento d'urgenza in Italia, e corridoi umanitari per loro?....Non pervenuti.

      O continuando ad abortirne migliaia all'anno perfettamente sani, anche se ci stiamo estinguendo.

    1. maghi 11 novembre 2023

      dov'era Dio, quando Caino uccideva Abele? Penso che tutto questo buonismo sia esagerato. La povera Indi andrà in Paradiso e questo è quello che conta. Mi dispiace per i suoi genitori, ma mi dispiace anche per le tantissime coppie che non possono avere figli propri, specie se desiderati con amore e non per emulazione o complesso d'inferiorità. Spesso si fanno battaglie inutili o peggio deleterie.

    2. uomospeciale 11 novembre 2023

      Quando si permette all'ideologia, alla politica o alla religione di prendere il posto del puro e semplice buon senso, finisce sempre tutto in merda.
      Questa povera bambina non ha nessuna speranza.
      Nessuna al mondo, zero.
      Perchè prolungarne l'agonia?
      Solo per far sentire alcuni "tanto buoni e giusti" ?
      Solo per un ritorno elettorale o di immagine dell'italia?
      Che schifo.

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