Home / ComeDonChisciotte / IL PADRE ACCOLTELLATORE, LA BOMBA ISLAMICA DI MILANO, NIQAB E BURQA

IL PADRE ACCOLTELLATORE, LA BOMBA ISLAMICA DI MILANO, NIQAB E BURQA

NELLA FANTASIE DI MARA CARFAGNA

DI MIGUEL MARTINEZ
kelebek.splinder.com/

A Osimo, nelle Marche, un padre italiano accoltella la figlia, rea di essersi messa con un albanese.

L’episodio viene descritto con estrema ragionevolezza nei media per quello che è: un signore scoppiato che non sopportava il fidanzato della figlia. Non ci sono stati assalti di cronisti con microfoni nascosti per scovare i predicatori dell’odio nelle chiese, né le telecamere hanno inquadrato le opere di Oriana Fallaci esposte nelle vetrine delle librerie.

La seconda notizia.

Un ingegnere, che dirigeva una ditta edile con molti operai, dopo il fallimento della propria azienda, entra in un ciclo di depressione e si fa saltare per aria, con un successo paragonabile a quello del Bombarolo di Fabrizio De Andrè: il suo artigianale ordigno infatti fa male solo a lui. [1]

Nella foto: Mohamed Game Qualcosa della vita di questo imprenditore fallito, il libico Mohammed Game, lo raccontano i giornali:

“«Aiutateci ad avere una casa più dignitosa. Viviamo in sei senza nemmeno il bagno», si era lamentato un paio di mesi fa con una giornalista di «Cronaca Qui» questo ingegnere elettronico mancato di 37 anni, mancato pure come attentatore.

L’appartamento al primo piano lo aveva occupato sette anni fa con Giovanna M., la sua compagna italiana, mai musulmana, badante e colf di professione, innamorata della persona sbagliata dopo aver lasciato un altro uomo da cui aveva avuto due bambini, Davide di dieci anni, Alessandro di nove. Sei anni fa era nato Islam. Tre anni fa Omar. Tutti insieme in quel bilocale pianoterra scala D dove gli agenti della Digos hanno frugato per trovare niente. Non uno straccio di volantino, un proclama, un qualcosa che da qui arrivasse fino ad Al Qaeda e non ai deliri di un uomo frustrato che ce l’aveva con tutto e tutti.”

Attenzione, non intendo con questo partecipare al solito gioco per cui chi compie un’azione di questo tipo viene esaltato da una parte come un terribile fanatico; dall’altra, denigrato come un povero cretino. E’ una persona che ha avuto il coraggio delle proprie scelte, comunque motivate.

Però il caso aiuta a mettere a fuoco tutta la questione del cosiddetto “terrorismo islamico” in Italia.

Quello dell’attentato contro la Caserma Santa Barbara di Milano è il primo caso nella storia di “terrorismo islamico” in Italia, e ha assunto la forma che ci si aspetterebbe.

Statisticamente è inevitabile che dopo un decennio di espulsioni, arresti, minacce,  sorveglianza incessante, gente che non ti affitta casa, parlamentari che gridano che sei un pericolo per l’umanità, trasmissioni televisive che ti attaccano tutti i giorni, librerie piene di testi che ti descrivono come un mostro, guerre in mezzo mondo contro i tuoi correligionari, a qualcuno – su oltre un milione di musulmani immigrati – saltino i nervi.

La chiave sta nel concetto di “saltare i nervi”, fatto non organizzato e imprevedibile: l’attentatore  di Milano non si è formato in alcuna delle mitiche Scuole del Jihad, né è andato a caccia di vergini paradisiache promessegli da barbuti predicatori. Mohammed Game  è scoppiato (mentalmente) guardando il telegiornale, cioè la descrizione edulcorata e sterilizzata di ciò che la spedizione militare italiana sta facendo in Afghanistan.

La tragedia sta proprio nell‘impossibilità di incidere su qualcosa che però entra quotidianamente nella nostra vita: un cittadino straniero non può nemmeno votare per un partito che condanni la spedizione afghana, e Mohammed Game evidentemente non aveva le risorse per sfogarsi vanamente alla tastiera, come abbiamo noi.

Abbiamo sempre detto che gli obiettivi di azioni armate sono obiettivi militari: anche l’11 settembre del 2001, sono stati colpiti il Pentagono e il Centro Mondiale del Commercio, la cosa più simile al cuore economico del pianeta.

Mohammed Game non ha cercato di colpire i mitici “simboli dell’Occidente” cari ai media: che so, un quadro di Raffaello o una ragazzina in minigonna con l’iPod che si beve un whisky. Pur nella sua evidente confusione, ha scelto di colpire un obiettivo indiscutibilmente militare: la caserma da cui sono partiti i carabinieri che partecipano all’occupazione dell’Afghanistan.

Giustamente, il magistrato lo ha incriminato per (tentata) strage, ma non per terrorismo.

Questo non vuol dire che Mohammed Game non avrebbe potuto saltare per aria, per incompetenza, nel tragitto da casa alla caserma, magari su un autobus affollato. Ma se fosse sucesso, non sarebbe perché “i musulmani odiano gli autobus”.

Intanto, il ministro-escort Mara Carfagna propone il divieto del “niqab e del burqa” nelle scuole.

“Non in quanto simboli religiosi, come, per esempio, il velo, bensì per le storie che nascondono, storie di donne cui vengono negati diritti fondamentali come l’istruzione o la possibilità di lavorare, storie di violenza e di sopraffazione”.

Cioè, avete capito bene, in nome del diritto all’istruzione, le studentesse che indossano “niqab e burqa” verrebbero cacciate dalle scuole. [2]

Attenzione però che c’è il trucco: il ministro-escort ha semplicemente parlato “a margine di un convegno”,  storica sede per dire sciocchezze senza seguito.

Notate poi la curiosa erudizione con cui parla Mara Carfagna: se le hanno messo in bocca paroloni come “niqab e burqa” (sommariamente, il velo che copre tutto il volto tranne gli occhi, e il velo a filigrana che copre anche gli occhi), precisando anche la distinzione con il “velo” il motivo ci deve essere. Anzi, ce ne sono due.

Il primo è che in Italia, il velo o foulard non saranno mai vietati per la ferma opposizione della Chiesa cattolica, visto che non sarebbe possibile allora permettere alle suore di girare a capo coperto.

Il secondo è che i miei amici musulmani confermano che non esiste in tutta Italia una studentessa che indossi il “niqab o burqa”, come sottolinea Paniscus. [3]

Insomma, anche se si facesse la legge, non cambierebbe nulla (e quindi non creerebbe problemi per il ministro-escort).

Eppure, Mara Carfagna riesce a trasformare il nulla (zero ragazze con niqab, zero ragazze con burqa) in un pericolo non da poco:

“Il tempo sta per scadere, è in atto un tentativo di sopraffare secoli di civiltà, di instaurare un ‘regime’ che nega i
diritti –  ha concluso la Carfagna – non bisogna permettere che ciò accada”.

A differenza di altri, ammiro la Carfagna. Ha capito perfettamente come si fa politica, inventando notizie, mettendo in imbarazzo i propri avversari (nessuno oserà schierarsi “a favore del burqa”), drammatizzando pericoli inesistenti, operando sulle paure collettive.

Peccato che a guardarla in televisione c’è magari qualche altro Mohammed Game, vagamente musulmano ma molto arrabbiato, a corte di altre guance da porgere.

Note

[1] Vedremo in che cosa consistano i presunti complici di Mohammed Game e l‘esplosivo sequestrato. E’ evidente che un complice, magari involontario, c’è, se l’attentatore si è procurato da qualche parte le sostanze esplosive: un chimico ci potrà chiarire meglio se qualcuno può detenere ingenti quantità di nitrato per motivi pacifici. Pare che i “complici” non abbiano fatto nulla per nascondersi.

[2] Ricordiamo en passant il tentativo del sindaco di Milano, sempre del partito della Carfagna, di vietare l’iscrizione alla scuola dell’infanzia ai figli di immigrati irregolari.

[3] Questo è un fatto, non un giudizio. Due delle donne più toste che io conosca in rete vestono integrale: Barbara Aisha Farina   e Malika el Aroud

Il padre accoltellatore, la bomba islamica di Milano, niqab e burqa nelle fantasie di Mara Carfagna”
P.S. Leggiamo adesso che

“nel corso delle indagini sono stati sequestrati “circa 40 chili di nitrato d’ammonio e sostanze chimiche utili, ove combinate al nitrato, per la fabbricazione di ordigni esplosivi apparentemente dello stesso tipo di quello esploso in piazzale Perrucchetti”. Il nitrato, venduto come fertilizzante in pacchi da 50 chilogrammi, sarebbe stato rinvenuto in uno stabile in via Gulli, lo stesso dove abitava il libico fermato e frequentato anche dagli due. Il procuratore ha rivelato inoltre che il nitrato d’ammonio servito a confezionare l’ordigno rudimentale fatto esplodere ieri “è stato acquistato una settimana fa da Game”.

Difficile al momento capire quindi che ruolo avrebbero dovuto avere i presunti complici.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com
Link: http://kelebek.splinder.com/post/21490062/Il+padre+accoltellatore%2C+la+bo
13.10.2009

Pubblicato da Davide

  • illupodeicieli

    Quando ti chiudono le porte in faccia, quando ti impediscono di lavorare, quando sai che “stai perdendo la battaglia per una vita migliore” ingiustamente, allora ti possono venire in mente cose “da poter fare” per rimediare e che difficilmente farai . Lo dico da fallito, da persona fatta fallire da gente che ha manipolato gare d’appalto, mi ha fatto annullare delibere e mi ha messo con il sedere per terra. E’ stata sufficiente un’istanza di fallimento per impedirmi di partecipare alle gare d’appalto. Quando sai che potresti farcela, che con alcuni appalti o lavori da poter realizzare,(anche conto terzi) , potresti raddrizzare la barca, e invece ti mettono e ti lasciano fuori e ,siccome non basta, ti fanno fuori commercialmente così che non puoi rientrare in pista nemmeno dalla finestra, può nascere ed è legittimo che nasca un sentimento di rivalsa, di vendetta, di pareggiare i conti. Con chi? Nel mio caso non certo con la guardia di finanza o con i carabinieri, per quanto questi ultimi,al pari della polizia, si siano mostrati con me comprensivi e abbiano capito che non ero e non sono un delinquente: se mai con chi ha manovrato o con chi non ha capito (leggi curatore e giudice fallimentare). Sono passati più di 5 anni e non posso ancora riprendere a lavorare in maniera autonoma: non sono nemmeno come Mohammed Game, un artigiano, uno che può lavorare con le mani oltre che con la testa, come è lui un ingegnere o un tecnico specializzato: purtroppo io non lo sono e ,a parte l’età, ho meno possibilità di lui di rientrare nel mondo del lavoro. Capisco il suo disagio e penso che la cavolata può venire in mente a chiunque in quella situazione: anche a me è venuto in mente di suicidarmi, proprio quando c’è stata mancanza di comprensione, quando mi sono spaccato la schiena e fatto pure male facendo il muratore (dando una mano , per una settimana a un conoscente che è impresario edile:ovviamente in nero). Quanto alle manipolazione mediatiche queste sono da mettere in conto: se un extracomunitario viene pagato in nero e va a lavorare ,o vi è costretto dalle necessità, per meno di quanto potrei andarci io o un italiano, la colpa è di chi paga in nero e poco lui. Tuttavia non voglio difendere per forza gli imprenditori, ma il costo del lavoro è quello che è, ossia carissimo, e gli adempimenti formali numerosi. Io stesso negli anni 90 pagavo,in nero, dalle 50 mila alle 100 gli operai non specializzati o anche 150 mila lire al giorno, tecnici specializzati, quando c’era da montare pareti attrezzati o pareti mobili. Non potevo che permettermi un operaio e una segretaria, oltre al sottoscritto. Qualcuno l’ho fatto inserire nel mondo del lavoro così bene che ,ancora oggi, è titolare di un’azienda di montaggi e traslochi di mobili. Se il gesto di Mohammed Game lo avesse fatto un italiano, forse, come è già accaduto quando hanno rapinato banche ,avrebbe trovato comprensione e sarebbe stato in qualche modo giustificato.Chi ha avuto la disavventura di fallire sa che cosa succede e a che coas può andare incontro.

  • Tonguessy

    Spero che il tuo periodaccio finisca presto….
    Ciao

  • maumau1

    capisco cosa vuoidire..
    però mi raccomando se ti devi vendicare fallo solo ed esclusivamente con chi ti ha fatto il torto ,non vorrei che metti una bomba e ci capito io o altri innocenti…anzi altri che come te hanno subito torti(chi non ne ha subiti!).

    Purtroppo è cosi’ molti uomini potenti,quelli che costringono gli altri a subire,sanno di essere forti del loro potere economico o di conoscenze e quindi sanno che anche se finissero in un processo accusati,si potrebbero permettere i migliori avvocati e investigatori ed il processo con tutta probabilità si concluderebbe con una assoluzione mentre per il denunciante i definitivo fallimento economico con le spese giudiziarie…
    Quindi la giustizia non si può fare nei tribunali li la giustizia la ricevono solo i ricchi e gli ammanicati,tutto secondo legge.
    Se poi andiamo in alto magari ai parlamentari li l’autorizzazione a procedere manco se ne parla..

    Quindi farsi giustizia da solo è una cosa sbagliata,da selvaggi,ma alcune persone (in Italia parecchi milioni)solo quella possono farsi…
    chi compra una pistola per difendere se e la propria famiglia è un disperato ma in uno stato in cui la persona normale è abbandonata a se stessa,non resta altro…
    In USA esiste una massa di disperati che lo stato ha abbandonato ognuno si difende da se,con armi,vendette(e un morto tira l’altro) mentre i ricconi ed i potenti sono aldisopra di tutto questo…

    ciao

  • illupodeicieli

    Forse sta per finire: mi pare manchi poco, aspetto notizie importanti a giorni.
    Grazie.

  • illupodeicieli

    Alla fine scopri che sono persone non degne di essere bastonate. Però non mi reputo così coraggioso o criminale da coinvolgere persone innocenti. Dici bene che non vengono poi nemmeno processati. Un vicedirettore di banca, ad esempio, che mise una mia amica nei guai, falsificò con il bianchetto o scolorina le date di un estratto conto e di altre comunicazioni.Lei fu assolta, ma la sua azienda era già stata dichiarata fallita (ma con la revoca dei fidi, con gli assegni che dovevano essere coperti e pagati ma che lui fece protestare, si innescò quel meccanismo che portò al fallimento): lui fu rinviato a giudizio d’ufficio, ma mai processato. Oggi è un consulente di una nuova banca cooperativa locale, ossequiato e riverito, lei si sta riprendendo bene. Come ho detto :da un lato avrei voluto e vorrei appiccicare al muro alcune di queste persone,inette (dal mio punto di vista); dall’altra vorrei sparire io. Talvolta mi sento stanco,debole,incapace,impotente e mi vergogno di ciò che è successo. Perchè a differenza di altri non ho fregato nessuno:c’è la merce,mi hanno pure bloccato i conti corrente, pignorato incassi, e sputtanato alla grande.Quindi non mi piace essere assimilato ai bancarottieri di cui parla Grillo o di altri che hanno,poi, altre aziende e che secondo di come si mettono le cose le possono sacrificare e far fallire mettendo la gente sulla strada. Per questo capisco il giovane (rispetto a me) ingegnere mancato e imprenditore che ,credo, sia anche capace o così lo voglio immaginare, nel suo campo: magari ha idee e le vede realizzate da altri e soffre anche doppiamente. Comunque non corri nessun pericolo , nessuno in verità, al massimo posso sparire io.

  • airperri

    E’ incredibile come montino certe notizie..
    La Carfagna poi..
    E credo andra’ sempre peggio.

    Ormai e’ 1984 di George Orwell allo stato puro!

  • airperri

    Hai tutto il mio appoggio morale, per quello che vale.
    Spero che ti riprenderai presto.

  • mariosoldati

    Perchè prendersela sempre con quelli che non contano niente? …perchè questo Game non ha sfogato le sue frustazioni contro quelli che che legiferano, lo sanno o no i terroristi e/o presunti tali che il popolo non conta niente e l’occidente è una oligarchia non una democrazia? Insomma nel C…..o lo prendono sempre i soliti poveri cristi…..o sbaglio?

  • sacrabolt

    Oltre alla montatura del terribile burqa (per il quale stiamo tuttora bombardando l’afganistan) fa schifo sentire come i GR mattutini trasformino i 40kg di nitrato in “40g di esplosivo”.
    Il giornalismo italiano propugna l’odio.

  • Tonguessy

    Non è vero che l’italico giornalismo propugni odio. Manco sanno cosa sia l’odio. I giornalisti italioti hanno in testa solo lo scoop, sfondare, sgomitare, emergere, insomma la solita logica da UntodelSignore. E se per farlo occorre dipingere tutto di colori foschi, così sia. In fin dei conti sanno cos’è la libertà di stampa, e non vogliono sentir parlare di altro. Etica? Compassione? Antropologia culturale? Tutte stronzate!

  • Galileo

    Forza LupoDeiCieli

    Mi ha molto colpito il tuo relato, sicuramente molto di piu di buona parte degli arrticoli che leggo qui. Sono le profonditá quelle che contano.

  • Galileo

    I giornalisti sono dei figli di una m*******. Lo spregio con cui rimescalona “pezzi” di realtá con altri “pezzi” cambiandone l’inclinazione è di un meschino che fa schifo.

    E poi noi abbiamo un caso in casa, il barnard…lo abbiamo seguito più o meno tutti con le sue storielle si me ne vado ma cerco intanto gionavi ragazze belle, che poi ritorno e dico qualche…qualche…che tanto muovo un po’ i commenti, che poi me ne rivado, che poi ritorno…però come ritorno, come berluska….

    Che noia.

    Delle peggiori “tertulias” spagnole (che guarda che qui ci van matti) dove tutti dicono di tutto, le voci si sovrappongono, che manca poco che si tirano qualcosa…che poi, neanche manca perchè si sono inventati un programma che lo chiamano “Il fratello maggiore” dove ti entrano in una casa “conflittiva” (insomma dove ci devono essere dei problemi) con una telecamera e ti fanno vedere che il figlio (neanche tanto piccolo) tira un bicchiere in faccia alla madre, che stá li`, e c’è anche il padre, che non fanno niente…

    Ma io ne ho due coglioni.

  • Tonguessy

    Solo tu? Solo due?

  • KATANGA

    quindi scusa ma no ho capito.
    stai inneggiando alla rivoluzione e all’assalto delle banche o a che tanto non si puo’ far nulla ed e’ meglio starsene buoni??
    per inciso io “tendo”piu’ alla prima delle due!

  • KATANGA

    io mi aggiungo

  • mistermister

    Berlusconi firma un accordo con Gheddafi per il gasdotto, petrolio ed affini.

    Il primo “attentato” terroristico in Italia è di un Libico.
    Bah ?

    L’impero Brittannico-Statunitense manda un segnale ?