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Il Green New Deal non può essere qualcosa di simile al New Deal

DI SAMUEL MILLER MCDONALD

newrepublic.com

I cambiamenti climatici richiedono un piano molto più ambizioso di quello messo in opera durante la Grande Depressione. Chiedono addirittura di rivedere alcuni successi di Franklin Delano Roosevelt.

Il decennio compreso tra il 1929 ed 1939 fu un vero inferno. La Grande Depressione aveva sconvolto il paese, lasciando 15 milioni di americani senza lavoro, un tasso del 25% di disoccupazione. La produzione industriale ridotta della metà, migliaia di banche fallite che azzeravano i risparmi dei clienti. Quando riguardiamo quel periodo rivediamo lunghe code di persone in attesa di un po’ di zuppa alle mense popolari e famiglie di immigrati in preda alla disperazione. Ciò che non vediamo sono le decine di migliaia di persone che si tolsero la vita, causando un picco assoluto di suicidi.

In risposta a tutto ciò il presidente Franklin Delano Roosevelt (FDR) propose il piano più ambizioso di ripresa economica che il paese avesse mai conosciuto. Entro sei anni i sessanta programmi del New Deal avevano toccato ogni angolo della società, dato impiego a 11 milioni di americani e aiutato sei milioni di agricoltori. Una crisi di ampiezza incredibile era stata risolta, ed il capitalismo si poteva considerare salvo.

I Democratici, inclusi Alexandria Ocasio-Cortez sperano di replicare il successo del New Deal attraverso un piano pensato per una catastrofe diversa: il riscaldamento globale. Il Green New Deal, lo dice il nome stesso, promette una trasformazione economica in grande scala in grado di modificare ogni aspetto della società. E qui si dovrebbero fermare i paragoni col New Deal. La crisi legata ai cambiamenti climatici è molto più vasta rispetto alla Grande Depressione, dato che lo stesso destino dell’uomo viene messo in discussione. Peggio: la crisi è continuamente accresciuta da ciò che il New Deal aiutò a salvare: il capitalismo dei combustibili fossili. Per questo motivo, piuttosto che imitare il suo predecessore, il Green New Deal deve disfare molte delle conquiste precedenti.

La crisi climatica ha raggiunto una situazione ormai disperata. Finora ha dato inizio alla sesta estinzione di massa mondiale e a dannosi circoli viziosi del clima. L’economia sta bruciando gas serra dieci volte maggiori rispetto ai vulcani che diedero inizio alle più grandi estinzioni di massa del pianeta, il tardo Permiano (anche conosciuto come la Grande Moria). Nella peggiore delle ipotesi il pianeta ne uscirebbe spoglio di quasi tutte le forme di vita, Homo Sapiens compreso. Ovviamente senza citare gli innumerevoli collassi di sistema che un tale tipo di evento causerebbe, rendendo la Grande Depressione molto simile ad un Mite Disagio.

L’economia industriale degli USA si basa, esattamente come un secolo fa, sul consumo di combustibili fossili. Energia fossile circola nelle vene della rete di trasporti, negli edifici, nelle infrastrutture e nelle catene mondiali di rifornimenti. Ci porta il cibo in tavola. Una ragione di tutto questo? Il New Deal.

I programmi di FDR non solo resero il capitalismo industriale e finanziario socialmente stabile; gli hanno messo il turbo lasciando le situazioni di monopolio intatte, fondando il sistema di autostrade interstatali, espandendo l’edilizia suburbana condizionata all’uso delle auto, incentivando i consumi, moltiplicando i viaggi aerei, accelerando l’estrazione meccanizzata e intensificando manifatture mangia-risorse.

Dire che un ragionevole Green New Deal debba porre fine a tutto questo e trovare alternative valide non è frutto di ideologia. E’ un fatto acclarato. E’ opinione diffusa in ambito scientifico che, per limitare il riscaldamento a 2° Celsius, le nazioni maggiormente responsabili di questo fenomeno debbano avere emissioni zero per il 2050, quindi bisogna che tutte le industrie inizino a ridurre drasticamente le emissioni fossili già da subito. Per raggiungere questo scopo il Green New Deal dovrà assomigliare poco al New Deal e molto alla rivoluzione industriale che ha permesso di cambiare radicalmente i modi in cui vengono prodotte e distribuite tutte le merci, e costruire interamente nuovi settori mentre vengono smantellati quelli vecchi. Dato che le emergenze climatiche sposteranno centinaia di milioni di persone, avremo la possibilità di ricostruire le città e cambiarne i modelli realizzativi.

Ciò richiederà non solo prodezze amministrative e tecnologiche mai messe in opera precedentemente, ma la capacità di superare ostacoli molto maggiori di quanto il New Deal si trovò a dover affrontare. L’industria dei combustibili fossili sta mettendo soldi e potere politico dietro a soluzioni misere o ad una aperta resistenza, e altri attori sicuramente si aggiungeranno alla battaglia: latifondi, industria aerospaziale, automobilistica e del legname, edilizia, e-commerce e militari. I sostenitori dovranno vedersela con potenti lobby e super finanziatori, e potrebbero trovarsi anche a combattere contro i sindacati che rappresentano i lavoratori in quelle industrie.

E’ confortante immaginare che ciò di cui abbiamo bisogno per salvare l’umanità sia il New Deal 2.0, ovvero copiare qualcosa che gli USA sono già stati capaci di fare. Possiamo collegare dei pannelli solari alla rete elettrica lasciando che l’economia si tracanni tutto. Possiamo usare il biodiesel per alimentare i trattori e mantenere la stessa produttività in agricoltura. Possiamo sintetizzare carburanti a basso impatto per alimentare i mezzi militari del maggiore consumatore di energia mondiale. Possiamo sostituire i motori endotermici con motori elettrici e far circolare solo veicolo elettrici.

Possiamo fare tutto questo, ma non servirà a salvarci. Le risorse necessarie a mantenere la nostra attuale produzione semplicemente non esistono in questo pianeta. Non c’è abbastanza terra per sostenere la produzione agricola; a questo ritmo la terra sarà impoverita entro pochi decenni condannando ingenti masse alla morte per fame. Non esiste abbastanza cobalto, litio e altre risorse per realizzare trasporti elettrici di questa portata; la domanda ha già superato le disponibilità di questi minerali nonostante i veicoli elettrici rappresentino solo il 2% del mercato. Non ci sono abbastanza pesci per continuare con l’attuale intensità di pesca e virtualmente ogni pescheria al mondo è destinata a chiudere. Non esistono abbastanza foreste vergini per continuare la deforestazione all’attuale ritmo di 60 campi da calcio distrutti ogni minuto con dozzine di specie estinte ogni giorno.

Ma tutto questo va ancora bene. Ci offre, caso più unico che raro, l’opportunità di costruire un’economia più felice, più sana di quella che ci sta facendo dannare oggi.

Per raggiungere questo risultato dobbiamo innanzitutto avere una visione chiara delle sfide da affrontare. Ovviamente nessuna legge potrà mai sistemare tutto. Ciò di cui il Green New Deal ha bisogno è iniziare a definire le condizioni politiche e culturali attraverso le quali la transizione diventa possibile, e farlo entro due elezioni presidenziali. Non è esattamente chiaro a cosa dovrebbe assomigliare, dato che i sistemi umani non hanno mai prodotto qualcosa del genere. Sicuramente è qualcosa che non può essere descritto nella sola risoluzione Ocasio-Cortez.

Ciò di cui possiamo essere sicuri è che il Green New Deal necessario a riformare l’economia fin dalle fondamenta e salvare il pianeta non assomiglierà al New Deal. Il nostro compito è molto più arduo e ampio rispetto a vincere la Grande Depressione, o anche una perdurante Seconda Guerra Mondiale. Chiamiamola “Green New Deal” se vogliamo oppure, che diamine, perché non un “Green Dream” (Sogno Verde)? Dobbiamo prima interiorizzare queste sfide prima di iniziare a immaginare e quindi realizzare soluzioni che siano all’altezza della situazione. Dopo tutto l’obiezione al Green New Deal tanto dei Democratici che dei Repubblicani è che si tratti di un programma troppo ambizioso. Si dovranno rendere conto (e in fretta) che non lo è più di tanto.

 

Samuel Miller McDonald studia politiche energetiche e climatiche alla Oxford University.

Fonte:https://newrepublic.com/

Link: https://newrepublic.com/article/153996/green-new-deal-cant-anything-like-new-deal

31.05.2019

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da TONGUESSY

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

16 Commenti

  1. l’articolo presenta alcuni spunti interessanti:
    1-esiste una generazione di adolescenti o poco più che si impone di salvare il mondo, con o senza sindromi dichiarate.
    2-salvare il mondo non passa attraverso una rivoluzione ma si tratta di”cambiare radicalmente i modi in cui vengono prodotte e distribuite tutte le merci”
    3-“Non è esattamente chiaro a cosa dovrebbe assomigliare” questo cambiamento, ovvero quali siano “le condizioni politiche e culturali attraverso le quali la transizione diventa possibile”
    4-le green economy apparentemente non risolve nulla, dato che i materiali necessari sono comunque insufficienti per soddisfare le esigenze del mercato globale.
    5-il punto più interessante è comunque l’idea del Green Dream: svanito il sogno modernista, ne occorre un altro che permetta di “interiorizzare le sfide”, ovvero che crei il necessario legame tra le persone affinchè si uniscano nel creare questa società nuova. Una puttanata pazzesca chiederlo: il sogno modernista ha creato un certo benessere (ascensori sociali ed altro); questo cosa darebbe, a parte ore di meditazione spese nel cercare quello che non c’è?
    Insomma anche questo articolo di stampo green mostra tutto l’affanno della postmodernità: la modernità è morta, e non c’è proprio nulla all’orizzonte. Il deserto dei tartari.

    • Dai il Green Dream non è così inutile. Ha la stessa funzione che aveva il peccato originale cristiano. Infatti come questo ha il solo scopo di fare sentire le persone in una perenne condizione psicologica di colpevolezza che predispone alla sottomissione.

      Folle di cittadini sono entusiaste di farsi tassare in nome dell’ambiente come una volta pagavano felici per le indulgenze. E si devono vergognare di ogni loro attività che produce CO2, perché è colpa loro se sta arrivando la fine del mondo.

  2. Io penso che è semplicemente troppo tardi.

  3. Ma non diciamo cavolate, la Ocasio Cortez è un bluff, la crisi del 1929 fu provocata dalla finanza speculativa giudaica e Roosevelts rappresentò la precedente classe dirigente industriale bianca e cristiana che riprese in mano il paese e lo salvò, la Ocasio Cortez è un burrattino in mano a Soros, ovvero alla finanza speculativa giudaica, ovvero come mettere Dracula a guardia della banca del sangue.
    Roosevelts tra l’altro era antisemita, la resistenza polacca aveva le prove del genocidio nazista ma gli Alleati non fecero niente, e nemmeno Stalin che non fece bombardare i campi di sterminio, anzi dopo la guerra ricominciò a perseguitare gli ebrei.

  4. Bella la fantascienza, mi è sempre piaciuta. E come a me piace a tantissima gente. Ecco perché la favoletta dei cambiamenti climatici ha tanto successo, così come l’illusione che un “capitalismo green” possa risolvere tutti i problemi dell’umanità.

    Ma questa non è finzione, direte voi, è realtà. Sicuri?

    Se così fosse il Potere con la P maiuscola avrebbe selezionato per guidarci verso la salvezza dei grandi climatologi, oppure dei giovani economisti usciti a pieni voti da Harvard o statisti di grande esperienza…

    Invece ha scelto la Ocasio-Cortez che è… un’attricetta!!!

    Ancora dubbi?

  5. Sarò breve, forse siamo in troppi?
    Scusate, ma per me è così e gioco di anticipo dicendo che non voglio nessuna guerra mondiale.

  6. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Qualsiasi misura non servirà a niente se non si crea prima l’alternativa al sistema capital-consumistico, al suo liberismo sfrenato e se l’occidente “civile” (notate le virgolette) non rinuncia al suo aberrante modo di vivere. E trovare questa alternativa non è una scelta: è una necessità! Diversamente per l’umanità non ci sarebbe scampo.
    Un ritorno alla terra, al modo di vivere come ai tempi dei nostri padri è necessario e possibile e senza nessun problema di sorta considerato il livello di conoscenza raggiunto: un’ agricoltura biologica, un adeguato sistema di produzione di beni strettamente necessari per vivere dignitosamente e un equo sistema sociale possono benissimo sopperire ai fabbisogni dell’attuale (e anche oltre) popolazione mondiale senza alterare ulteriormente l’equilibrio naturale. E’ tutta una questione di volontà politica e di potere, quel potere che si basa, per l’appunto, sul consumismo sfrenato e sui profitti incrementati all’infinito.
    Rousseau sull’origine della disuguaglianza afferma che: “[…]Il primo che dopo aver recintato un terreno disse: questo è mio!” e trovò altri tanto ingenui da credergli fu il primo vero fondatore della società civile.”
    Quanti crimini, conflitti, omicidi, orrori, avrebbe risparmiato al genere umano colui che strappando i paletti avesse gridato: “non date ascolto a questo impostore, i frutti sono di tutti e la terra è di nessuno. […]”.

    Evidentemente anche Rousseau con la parola civile usa una metafora perché nel prosieguo del discorso attribuisce implicitamente alla “società civile” crimini, conflitti, omicidi, orrori: aberrazioni che proprio non sono sinonimi di civiltà .
    P. S.: In effetti il new deal della “grande crisi” non risolse i problemi strutturali del “paradigma” capitalista anglo-giudaico-amerikano. Tali problemi vennero solamente “procrastinati” con l’entrata nella seconda guerra mondiale e con la successiva conquista dei mercati mondiali, sempre con lo scopo di ottenere profitti (e consumi) incrementati all’infinito. Ma la paranoia di questa gente è quella di non considerare che il sistema Terra è un sistema “finito” e che il loro “paradigma” (più si consuma oltre i propri reali bisogni più si guadagna) è solamente un’aberrazione mentale.

  7. L’articolo finisce dove dovrebbe cominicare, al posto del ‘Affare Verde’ il Sogno Verde’.
    Quello è tutto da fare e sarebbe ora di cominiciare a farlo piuttsoto che lasciare nelle mani degli affaristi ‘il mondo nuovo’ da creare in nome della CO2.

  8. no..la questione non si risolve con un new o un old deal…
    la soluzione è una sola:
    una guerra mondiale totale dove piu della meta della popolazione viene soppressa(può toccare anche a me…)e chi rimane conscio degli errori fatti da chi li ha preceduti potrà ricostruire una società ed un sistema(soprattutto)equo sia verso le specie animali e sia verso le specie vegetali.
    Oltretutto ci stiamo affidando ad occhi sempre piu chiusi a queste nuove tecnologie all’AI al punto di delegare non solo la vita di ognuno(auto autonome)ma l’esistenza di intere popolazioni, se si considera che centrali elettriche,rete idrica, rete viaria comunicazioni, big data,sistema di difesa militari, centrali atomiche,arsenali atomici etc..tutto è delegato alla rete telematica..che Dio non voglia, ma se succede un guasto..o un sabotaggio..o peggio uno scompenso elettromagnetico dovuto ai raggi cosmici solari o qualche astro che passa troppo vicino alla terra è la catastrofe totale , peggio che rimanere bloccati in ascensore e precipitare nel sottoscala…
    qui lo dico e qui lo nego:questa nostra civiltà sta andando troppo oltre al punto non solo di stravolgere le normali regole naturali(come la manipolazione genetica) ma addirittura di rinnegare la natura stessa….senza renderci piu conto che cenere eravamo e cenere torneremo e pretendere addirittura un esistenza eterna…come se tutto quello che respiriamo quello che mangiamo quello che beviamo, il concepimento stesso, la vita e la morte dipendesse solo dall’uomo…e non da qualcosa o qualcuno per i quali siamo
    normali elementi al pari della roccia,della luce dell’acqua del fuoco.
    Insomma siamo arrivati al punto che l’uomo si sente il creatore ed il padrone di tutti gli elementi che lo circondano e quindi può usarne ed abusarne a volontà…

  9. Per queste cose ci sarebbe Stiltman.

  10. Giusto l’altro ieri passavo per caso davanti ai cancelli di Mirafiori, c’era un gruppetto di cassintegrati (aspiranti disoccupati o suicidi) della ex FIAT ( che, al momento era anche ex FGA, per via dei Francesi) discutevano animatamente di GREEN DREAM o qualcosa del genere (incubo di restare al verde)……ma chissà se, l’autore dell’articolo, ci avesse voglia di espletare/divulgare la sua impellente necessita di rendere tutti al verde, ai sensibili e quasi disoccupati di Mirafiori ?
    In caso affermativi ci organizzo un incontro la prossima assemblea sindacale.
    P.S.
    Onde evitare chiavate inutili, la prossima assemblea sindacale (quando verrà sto tizio) le chiavi inglesi dalla 30 in sù……saranno vietate ( e le presse tutte spente)

  11. Da quando Malthus scrisse il suo “Saggio sul principio di popolazione” per le oligarchie degli affari è stata come un illuminazione, finalmente qualcuno era riuscito per via “scientifica” a giustificare il mantenimento delle masse in una condizione di perenne indigenza, non chiedevano di meglio e quindi nei secoli successivi hanno continuato a sostenere le sue teorie, anche se la Storia ha dimostrato più e più volte quanto fossero fallaci, quindi le note centrali del potere quali bilderberg, trilateral e compagnia cantante è dal dopoguerra che fanno proclami sull’impossibilità di andare avanti con livelli di benessere [consumismo] estesi a tutte le popolazioni, prima degli anni ’70 il problema era il raffreddamento globale, in seguito si impose quello del riscaldamento globale, poi ci aggiunsero l’origine antropica ed ora vorrebbero che il mondo intero venga dato in gestione a loro, gli illuminati capaci di guidarci verso un futuro prospero in una specie di paradiso terrestre dove è il verde il colore dominante.
    É chiarissimo che il loro intento è quello del dominio assoluto, che intendono raggiungere prima attraverso la manipolazione dell’informazione, nella misura in cui riescono a convincere la maggioranza delle persone che “non abbiamo più tempo” e “non c’è alternativa”, parole d’ordine lanciate negli anni ’70, che stanno via via diventando un must, poi sottotraccia lavorano alla riduzione della popolazione ad un livello che loro ritengono gestibile, ma sempre in funzione del loro dominio assoluto.
    Il New Deal fu la vittoria del capitalismo industriale su quello bancario-finanziario, un capitalismo che contemplava un minimo di ridistribuzione dei redditi contro un moloch che per via speculativa aspirava a dterminare il sistema di sviluppo, queste due anime del capitalismo sono in perenne lotta e da quando billy clinton nel 1999 ha abolito il glass-steagall act il capitalismo speculativo ha riguadagnato il comando.
    Mentre quesi signori forti del possedere il monopolio dell’informazione e della divulgazione scientifica ci parlano di sogni verdi si danno da fare per avvelenare ogni forma vivente con un’enormità di nuove sostanze chimiche che immettono nei cicli industriali e agro-alimentari, i cui effetti sono sconosciuti o sottovalutati oppure chissenefrega, basta che rendano, oltre a questo basterebbe l’esempio della vaccinazione di massa obbligatoria per rendere note le loro intenzioni, e non seguirli sul loro terreno, in economia questi signori sono la cd lobby della deflazione, quella che governa l’€U preoccupandosi del diesel ma lasciando campo libero al glifosato, a dimostrazione caso mai ce ne fosse ancora bisogno che ci stanno fregando alla grande.
    L’unica vera lotta è smascherare questi ipocriti e i loro galoppini, sul tipo dell’articolista.

  12. “La crisi climatica ha raggiunto una situazione ormai disperata”.
    !!!
    Finora ha dato inizio alla sesta estinzione di massa mondiale e a dannosi circoli viziosi del clima. L’economia sta bruciando gas serra dieci volte maggiori rispetto ai vulcani che diedero inizio alle più grandi estinzioni di massa del pianeta.

    Mistificatore, catastrofista e pure complottista da strapazzo!

    L’intera attività umana produce una minima parte del rilascio dei gas cosiddetti “serra” che costituiscono il bilancio globale delle emissioni (con collegato riassorbimento).
    Le emissioni vulcaniche sono lungi dall’essere le principali fonti di emissione naturali.
    I grandi disastri di origine vulcanica hanno a che fare semmai con le immissioni di ceneri in atmosfera.

    Di “disperato” c’è solo il clima che permette di fare questi proclami strampalati (quasi) impunemente. Disgraziatamente questa “sesta estinzione di massa mondiale” non sembra avere il target giusto.

  13. Invece della pillola blu, il pillolo verde…e gia’ quella sarebbe una gran conquista di consapevolezza!

  14. Certo sarebbe bello, visto che il 6% della popolazione mondiale mondiale (gli abitanti degli usa) pare producano circa un terzo della CO2 immessa annualmente in atmosfera. Il dibattito sembra aperto e le idee poche e molto confuse. Qui da noi regna il silenzio, la politica attende che Washington detti la linea. Per ora sono rimasti a quella vecchia … il mito del progresso. Aspettiamo con trepidazione che la lega sblocchi il progresso per eccellenza, il tav Torino -Lione, segnacolo di civiltà ed enorme mangiatoia per mafiosi di dx e sx.

  15. “E’ un fatto acclarato. E’ opinione diffusa in ambito scientifico che, per limitare il riscaldamento a 2° Celsius, le nazioni maggiormente responsabili di questo fenomeno debbano avere emissioni zero per il 2050,”

    Che cagata galattica:
    – ” È un fatto acclarato” Acclarato un pene….sono solo modelli previsionali dell’IPCC che è oltre 40 anni che sbagliano e non ne beccano una. Cercate di quanto sono saliti i mari negli ultimi 40 anni….. La previsione minima, acclarata e del 100% di questi pseudoscienziati era di 150cm e fino ai 600cm!!!!!!!!!!
    – “È opinione diffusa in ambito scientifico…” Opinioni appunto, no scienza, opinioni che continuano a sbagliare di brutto da solo 40anni.

    Inutile dire che mi son fermato a leggere in quel punto. Se vi preparassi un buon piatto di pasta con il vs chef preferito e alla fine ci mettessi sopra una bella polpetta di merda fresca, cosa fareste?
    – vi mangereste la merda perché ho diritto ad avere le idee pseudoscientifiche che voglio quindi avete il dovere di mangiarvela?
    – togliereste solo la merda in coppa e vi mangereste la pasta lo stesso perché c’è qualcosa da salvare nel discorso/piatto della CO2?
    – la pasta con la merda mangiatevela voi, inoltre, io direi allo chef ché è proprio un articolo al pomodoro di merda.

    Buona vita nella menzogna 😉