IL GOOFYNOMISMO COME STRIPTEASE NARCISISTICO E CASTRANTE

IL GOOFYNOMISMO COME STRIPTEASE NARCISISTICO E CASTRANTE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org



Lo striptease è la danza, forse la più originale del mondo occidentale contemporaneo, dice Jean Baudrillard. E’ una danza seducente, è la celebrazione autoerotica da parte della donna del proprio corpo, che diventa così desiderabile. Miraggio narcisistico, sostanza di tutti i gesti, gestualità di carezze che avvolgono il corpo, stigmatizzato come oggetto fallico. È una masturbazione sublime: denudare, carezzare, fino a mimare il piacere supremo. I gesti sono quelli dell’altro, del partner sessuale, ma di colpo quell’altro è escluso, perché lei si sostituisce a lui e si appropria dei suoi gesti.

La striptease/girl infatti è una dea, una divinità che non prende nulla e che non dà nulla, vive in una perfetta trascendenza assolutamente lontana, indifferente ai desideri degli astanti, estranea ai loro sogni, danza appagata di se stessa, e il suo corpo emerge come effigie fallica al ritmo della musica. Non è quindi un gioco di spogliamento di segni verso una “profondità” sessuale, verso la “verità nuda”, ma al contrario un gioco di costruzione di segni, esibizione minuziosa di un senso differito, che mima la “perdita” e la “castrazione”.

Lo striptease dunque non è l’offerta generosa del proprio corpo agli altri, ma esattamente il contrario, è un processo di castrazione, dietro i veli che cadono a terra non c’è il corpo nudo della donna che si offre alla soddisfazione del desiderio, ma il corpo che è appagato di se stesso e quindi esclude l’altro. Tutto il comportamento occidentale, che sbocca in una coazione realistica vertiginosa, è affetto da questo strabismo della castrazione: sotto l’apparenza di ricostruire il “fondo delle cose”, si guarda incoscientemente sul vuoto. (Jean Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte).

Un esempio evidente di “striptease narcisistico” è il “goofynomismo”, diramato da alcuni anni dal Professore Alberto Bagnai, l’economista più famoso del web, il “guru” del progetto anti-euro, che dalle pagine del suo blog ammaestra e seduce le candide menti dei suoi followers adoranti, impartendo loro chiarimenti sulle gravi questioni economiche che stanno devastando il tessuto sociale e democratico dell’Italia e dell’intera Eurozona. Ma l’operazione di Bagnai, alla luce dell’analisi di Baudrillard, appare più come castrazione di senso che come generoso disvelamento di conoscenze, al fine di un riscatto politico che parta dal basso della società, per la riconquista della democrazia (demos/cratos, governo del popolo).

Il suo narcisismo esasperato, autarchico e quasi autistico, divulga lusinghe di “verità” lungo le pagine del suo blog, ma in realtà sono solo verità economiche, non politiche e quindi precludono la partecipazione sociale alla risoluzione del problema politico italiano, castrano l’intervento attivo dei cittadini che frequentano il blog, che sono costretti a subirne le scelte dispotiche oppure “invitati”, non sempre serenamente, ad andarsene.

Bisogna ammetterlo, il Professore ha il merito di aver scritto un bel libro sulle dinamiche della crisi economica attuale, “Il tramonto dell’euro”, e di essere stato tra i primi a divulgare le scomode verità di questa tragica crisi, quotidianamente sconfessate dai mass media, completamente asserviti al sistema neoliberista finanziario che detiene il vero potere. Non è stato l’unico intendiamoci, però particolarmente dirompente fu un’intervista rilasciata al videoblogger Claudio Messora , dal titolo “Ce lo chiede l’Europa”.

Dunque lo Spin Professor (http://sollevazione.blogspot.it/2014/10/lo-spin-professor-di-fiorenzo-fraioli.html) appare come il “profeta dell’economia” più adorato dal web, proprio perché si è fatto carico di rischiarare già da qualche anno le menti inesperte dei suoi adepti, prive di quegli strumenti di conoscenza macroeconomica e finanziaria che permettono di comprendere le vere cause della crisi. Però ad anime un po’ meno ingenue sorgono alcuni dubbi: come mai il prof, che si dichiara così esperto in dinamiche economiche monetarie, non si è fatto sentire prima? Le origini della crisi risalgono ad un periodo precedente, che va dal Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992), all’ingresso nel sistema della moneta unica del 2002, dunque perché il Professore non ha cominciato a denunciarne l’anomalia fin da allora? Perché ha aspettato tanto tempo?

Per esempio il Professore spesso sostiene sui suoi post che il fallimento politico totale del Sessantotto sarebbe stata la causa prima che avrebbe impedito ai piddini, eredi appunto del ’68, di rivelare le vere cause della crisi, provocata da quell’europeismo che loro stessi hanno inaugurato (Romano Prodi) e caparbiamente sostenuto fino ad ora.

Ma lo “Spin Professor” ricorda quello che è successo nel ’68? E’ vero lui non era ancora nato, data la sua giovanissima età, quindi non può ricordare, ma forse ha letto qualche testo di storia, qualche pagina al riguardo. Infatti il “pensiero forte” del ’68, a differenza del “pensiero liofilizzato” postmoderno, è stato in grado di cambiare la storia, e le rivendicazioni operaie, le contestazioni studentesche hanno dato inizio ad un periodo importante di “Riforme Sociali”, “Vere Riforme” (non come quelle fasulle e devastanti degli ultimi anni), “Uniche Riforme” socialmente vantaggiose dal dopoguerra ad oggi: Statuto dei Lavoratori, Consigli di Fabbrica, Scala mobile, Welfare State, Riforma Diritto di famiglia, Decreti delegati, Organi collegiali, Scuola Media unica, Legge sul Divorzio, Legge sull’Aborto.

Dunque “cambiare la memoria del passato” è un’operazione sempre molto rischiosa, è la stessa operazione che faceva Winston Smith nel romanzo di George Orwell “1984”, quando doveva confondere la memoria del tempo trascorso per giustificare la Dittatura del Grande Fratello. Ma il Professore perché cerca di offuscare il passato? Forse per impedire la piena e consapevole comprensione della realtà odierna? Forse perché tenta di giustificare le proprie scelte politiche e le conseguenti indicazioni date con fruediano “senso di colpa” ai suoi followers, ipnotizzati dalla “Sindrome di Stoccolma”. Seguaci e fedeli del blog, che presi da ingiurie continue, mascherate da goliardismo “all’amatriciana”, provano orgasmi multipli dinnanzi ai cazzeggi del loro “guru”. Ma nel mondo globalizzato del “pensiero scialacquato” tra i megabyte che trascorrono da un software ad un altro, la dignità è un lusso che solo pochi si possono permettere.

L’offesa infatti si fa più dura e diretta, non quando il povero “ortottero” di turno, dalla voragine abissale del suo QI, si azzarda a contestare qualche dato economico, ma piuttosto quando tocca le dinamiche oscure degli accordi politici, e soprattutto quando tocca il tasto M5S. Allora “Ipse dixit” si trasforma in un “Lupo Mannaro”, pronto a sbranare chiunque abbia osato avanzare un giudizio irrispettosamente critico. E il percorso logico è chiaramente sempre quello che aveva già indicato come consiglio elettorale in occasione delle Europee del maggio scorso. Praticando la riesumazione di un partito ormai morto e sepolto, la Lega Nord, dopo un’accurata respirazione bocca a bocca, un partito che si era distinto per aver collaborato insieme con tutti gli altri all’adesione al progetto eurocratico, firmando tutti i trattati europei e consegnando gli italiani all’euro-sistema, che li avrebbe condannati alla crisi (non firmò il Fiscal Compact, “errore”che poi ha immediatamente riscattato alleandosi con gli altri partiti).

In occasione delle Elezioni Europee infatti sfilarono sul suo blog numerosi panegirici rivolti a personaggi dell’establishment destroide, scritti direttamente in neolingua e dettati da una perfetta interpretazione postmoderna del gattopardismo più audace: Giuliano Ferrara, Mario Giordano, Gianni Alemanno, Giorgio 
La Malfa, Giorgia Meloni, Magdi Allam, Matteo Salvini … Quelli erano modelli da seguire, perché a differenza dei piddini, sostenevano l’uscita dall’eurozona. Non venne mai in mente al Professore che quei personaggi erano stati complici del grande capitale oligarchico finanziario, al fine di demolire la struttura dell’economia sociale, e per praticare l’erosione della società dei diritti e l’attacco storico alla Costituzione democratica? Come si poteva riconsegnare loro la fiducia, anche se ora si mostravano come “Salvatori della patria”? “Timeo Danaos et dona ferentes”: Temo i Danai anche quando portano i doni … (Virgilio, Eneide, Libro II).

Ma il Professore si è anche costruito con il suo impegno una fama piuttosto accreditata di “salvatore della patria”, lui dice di essere stato unicamente interessato alla divulgazione delle dinamiche economiche responsabili della crisi, ma da molte sue affermazioni, sorgono diversi dubbi sulla sua presunta “generosità disinteressate e salvifica”. Infatti quando afferma, a proposito del ’68 , le sue strane teorie, propone un’analisi politica antistorica e fuorviante, scritta direttamente in neolingua orwelliana, sostenuta altresì anche grazie al contributo di “amici come Fusaro e Barra Caracciolo”.

Alcuni esempi tratti dal blog: Alberto Bagnai, Agosto 2014 - (http://goofynomics.blogspot.it/2014/08/il-keynesianesimo-per-le-dame-e.html )“… Con questo assetto istituzionale – e con i fondi del Piano Marshall – l’Italia risalì la graduatoria delle nazioni più evolute a livello mondiale fino al quarto posto; la Lira vinse altresì il primo premio per la valuta più stabile a livello mondiale. Poi arrivò il ’68 e tutto cominciò a rotolare verso il basso; solo il debito internazionale cresceva. Tutto ciò, per dirle che, nonostante una costituzione socialista, l’economia era ai primi livelli mondiali, il proletariato si avviava a divenire piccola borghesia e il benessere era abbastanza ben distribuito su tutte le classi sociali. Dunque, le ragioni del declino furono altre: culturali prima che economiche ...”

“… L'attacco neoclassico scatenato da Milton Friedman nel 1968, al grido di "vietato vietare" (che era lo slogan del sessantottini a Chicago come a Parigi - cosa sulla quale giustamente insiste Diego...), dal punto di vista tecnico consisteva sostanzialmente nell'imporre alla professione (con l'aiuto dell'oscillazione a destra del pendolo della storia) l'idea che il modello EEG fosse corretto anche nel breve periodo ...”

“... ma anche perché qui avete potuto avviare un discorso critico sui fondamenti culturali della crisi che stiamo vivendo, grazie al contributo di amici come Fusaro e Barra Caracciolo, e grazie alla vostra e mia multidisciplinarietà. Questa non è una cosa da trascurare, perché, vedete, ormai lo avete capito: il problema è rovesciare un frame, cosa pressoché impossibile se non se ne individuano e non se ne minano i pilastri ...”

Dunque il ragionamento politico del “guru” dotato di ingegno sovrumano, sarebbe questo:


• Il Sessantotto è stato un fallimento culturale
• Gli ex68 sono i piddini di oggi
• I piddini non vogliono uscire dall'euro
• Allora è meglio andare a destra, votiamo la Lega di Salvini 


Ma affidarsi a Matteo Salvini, il “ball boy” del sistema, il raccattapalle che raccoglie consensi elettorali per poi consegnarsi direttamente alle destre, responsabili del disastro, non sarebbe l’esito più auspicabile, dunque la montagna ha partorito il topolino, il “profeta” probabilmente ha interessi e ambizioni personali ben precisi.

Intanto il giovane Con/Fusaro fa eco al Professore ad ogni occasione, il ragazzo dagli occhioni azzurri divulga ossessivamente il mantra goofynomista ovunque gli sia possibile, giornali, tv, web:

“… ho chiamato il “capitalismo edipico” post-sessantottesco, in cui al pluslavoro marxiano subentra il plusgodimento lacaniano …"

“Questa deriva cinica del godimento, avviatasi con la contestazione antiborghese del Sessantotto e con il suo rovesciamento di ogni autorità in grado di frenare l’immediata soddisfazione dei desideri sempre risorgenti, culmina nell’odierno scenario disincantato del mondo ridotto a merce …”

“ … la “Sinistra del Costume” fissa i modelli e gli stili di vita funzionali alla riproduzione del sistema dell’integralismo economico (godimento individualistico, relativismo, laicismo assoluto, abbandono dell’anticapitalismo come ferrovecchio, ecc.).”

Marx rivisitato dal ragazzo dagli occhi azzurri sembra essersi trasformato in Soros. Un Marx così a destra non l'avevo mai visto, ma del resto i “profeti della moneta” sanno benissimo che il dopo euro sarà gestito dalle destre, quindi si stanno opportunamente attrezzando... poteva accadere solo in epoca postmoderna e a contatto con lo striptease narcisistico e castrante del pensiero goofynomista.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

1.11.2014

Commenti (131)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Merlin 4 novembre 2014

      si intende?! ma questo è come l'intedi tu, divina Zucconcella. Parli per tutti? diffido sempre di quelli che dicono "noi" e ti arruolano nolente o volente nelle loro schiere. Se avessi scritto "gli ItaGliani" hanno nostalgia del "dio, patria e famiglia" sarebbe stato meglio e più realistico. Comunque ti saluto cordialmente. "Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto...chi ha dato, ha dato, ha dato...scurdammoce 'o 'passato, simm 'e Napule paisá!"...Bacilli :)

    1. Rosanna 4 novembre 2014

      Merlin, con "sacro" non si intende una interpretazione mistico /religiosa della realtà, quanto un'interpretazione "valoriale" della società e della politica, valori quali: diritti sociali e civili, sacralità della persona, con tutto quello che ne consegue, sacralità del lavoro, sacralità della salute, sacralità della cultura ...

      cioè un'idelogia che proceda verso orizzonti di senso per il benessere della persona, inserita all'interno di una dimensione sociale e politica ...

    1. Merlin 4 novembre 2014

      Il Rabbi ribelle di Palestina parlava di "salute della mente". Come tutti gli sciamani sapeva di cosa parlava. Poi fu stato travisato.


    1. Merlin 4 novembre 2014

      mon dieu! ora il "sacro". Quasi quasi mi arrendo; cosa non si fa per épater le bourgeois? Ma noi che nel 68 avevamo vent'anni lo facevamo meglio, oso credere. Che posso dire Reverenda Madre? per ora le lascio le lascio uno spunto su cui meditare: "Due Mondi...io vengo dall'altro" Cristina Campo. Saluti :(

      consiglio di lettura quasi impossibile vista la difficile reperibilità del libro (in Italia)

      http://www.ibs.it/code/9788882461140/campbell-joseph/riflessioni-sull-arte.html


    1. Rosanna 3 novembre 2014

      “Manca il sacro in tutto questo. Il sacro che non è eterno ed immutabile, ma ha una valenza squisitamente culturale: certe culture (tutte?) funzionano bene solo se esiste una condivisione pressochè totale su segni e ruoli, quindi sulla loro funzione sacra (collante socialmente indispensabile). Mancando quella condivisione viene meno anche la credibilità di tutto l'apparato culturale (quindi politico e sociale).”

      “Per questo credo che arrangiarsi, ovvero saper discernere tra le varie sfumature di dogmatismo ed i vari gradi di relativismo (ovvero tra genesi modernista ed esegesi postmodernista), sia essenziale. La tabula rasa dei precedenti precetti e linee guida è diventata la mappa dell'argonauta postmoderno, e questo pone dei problemi. Dai carteggi analizzati (eh, ci risiamo con le analisi) non si riesce ad identificare alcun fattore aprioristico in grado di fornire indicazioni sul percorso. Streap tease o economia? In mancanza di sacro "anything goes".

      Tonguessy, hai fatto un viaggio straordinario su Argo alla ricerca del vello d’oro, navigando dal dogmatismo moderno fino al relativismo postmoderno. Fulminante ! "anything goes", tu dici, dunque “va bene tutto”, l’eccesso ridondante di segni ha dato origine all’assoluta mancanza di significati.

      Ecco perché un filosofo postmoderno, quale è Fusaro, confonde il ’68 della modernità, con l’avvento della postmodernità, che comporta una tale profusione di segni da far impallidire qualsiasi altra cultura della storia. E non comprende che solo il demone post-moderno ha potuto progettare il disordine sociale, disprezzare la narrazione di senso compiuto, districarsi tra miriadi di oggetti i più diversi e disparati.

      Il demone post-moderno ci sguazza, si immerge, nelle frammentate e caotiche correnti dell’ambiguità del pensiero, come se non esistesse che ambiguità e ipocrisia. Credo che avesse ragione Nietzsche quando percepiva la sensazione che il nichilismo ci stesse incatenando e soffocando verso la prospettiva di un futuro privo di senso.

    1. Tonguessy 3 novembre 2014

      Cara Rosanna,
      i dubbi nascono proprio dalla linguistica da De saussure in avanti: se distinguiamo tra significanti e significati, ad esempio, vuol dire che siamo andati avanti nell'analisi fino al punto in cui l'analisi ha preso il sopravvento sulla comunicazione stessa, lacerandola e destrutturandola. E' un processo inevitabile che nasce dalla specializzazione che l'era moderna impone come standard.
      D'altro canto avere dubbi sul senso di "tradimento/lealtà" non è nient'altro che la quintessenza del pensiero debole di chiara matrice relativista (siamo qui in piena modernità): tutto è lecito pensare perchè nulla è lecito fissare, pena il ritorno al vecchio dogmatismo di natura feudale. C'è stato il mare (anzi l'oceano) della modernità in mezzo a fare da spartiacque (vedi un po' come certe espressioni verbali creino immagini più che appropriate).
      La scienza ci ha traghettati dal mondo dogmatico eppure magico della sottomissione al culto dell'improbabile, alla accettazione del culto del probabile, anzi del certo perchè dimostrato numericamente. Insomma oggi il
      senso di "tradimento/lealtà" non è altro che un'analisi statistica. E sappiamo bene, ahinoi, che la statistica è l'arte di dimostrare matematicamente ciò che si ha ipotizzato (teoria del cigno nero inclusa).

      L'analisi statistica si basa su simboli (matematici) così come l'analisi linguistica (o, per quello che conta qui, l'analisi economica).
      Dici che
      abbiamo ancora molti dubbi sul senso dei segni : vero. Il problema è che esiste un errore fondamentale nel confondere i segni (la mappa) con il reale (il territorio). Possiamo (come sistematicamente avviene ad ogni cambiamento di paradigma, suggerisce Kuhn) credere fermamente in quei segni, in quelle mappe. Quindi in quei territori, per caduta teorica. Ma restano sempre e soltanto segni e mappe che rimandano a qualcos'altro.
      Insomma se ieri abbiamo creduto (stoltamente?) a dei segni, e adesso non ci crediamo più, è veramente colpa di un'interpretazione parziale e quindi fallace, o non è puttosto colpa della limitatezza dei segni stessi?
      Ecco, questo è un classico discorso postmodernista, e l'ho fatto a bell'apposta.
      Manca il sacro in tutto questo. Il sacro che non è eterno ed immutabile, ma ha una valenza squisitamente culturale: certe culture
      (tutte?) funzionano bene solo se esiste una condivisione pressochè totale su segni e ruoli, quindi sulla loro funzione sacra (collante socialmente indispensabile).
      Mancando quella condivisione viene meno anche la credibilità di tutto l'apparato culturale (quindi politico e sociale).
      Ci troviamo così a disquisire su tradimenti e lealtà in funzione di una ridotta capacità di interpretare quei segni, irrimediabilmente compromessi da un nuovo modello sociale che, come ricorda Marx, è il modello delle classi dominanti. Cultura e potere, classi e conquiste sono definitivamente "entangled": non si riesce a separare uno dall'altro senza menomare tutta la percezione fenomenica. La postmodernità ha trascinato nelle acque fangose dell'oblio tutta la fenomenologia moderna.
      Oggi il tradimento non è il tradimento di ieri, così come la lealtà:
      Meine Ehre heist Treue (Il mio onore e' la fedelta ) era scritto nelle fibbie delle SS. Oggi quell'onore non ha più senso. E' mia opinione che con il nazismo muoia l'ultimo baluardo modernista, che con le sue propaggini di macchine ed autobahn è comunque arrivato a lambire i giorni nostri. Quell'onore è diventato un orrore.
      Per questo credo che arrangiarsi, ovvero saper discernere tra
      le varie sfumature di dogmatismo ed i vari gradi di relativismo (ovvero tra genesi modernista ed esegesi postmodernista), sia essenziale. La tabula rasa dei precedenti precetti e linee guida è diventata la mappa dell'argonauta postmoderno, e questo pone dei problemi. Dai carteggi analizzati (eh, ci risiamo con le analisi) non si riesce ad identificare alcun fattore aprioristico in grado di fornire indicazioni sul percorso. Streap tease o economia? In mancanza di sacro "anything goes".

    1. Rosanna 3 novembre 2014

    1. Georgios 3 novembre 2014

      Tutto vale fino ad un certo punto. E quando dico "alleati" li intendo alleati non come voto né come approvazione di certe politiche che lo vedono essere contro il proprio interesse. Ma li intendo come mentalità, come difensori nel profondo di quel mondo che ci ha portati fino a qui. E' questo il messaggio principale della loro appropriazione dei costumi della deriva (promossi dalle elites) che distrugge ogni possibilità di senso comunitario essendosi basata sull'io egoistico e autodistruttivo. In questo senso fanno comunella come dici (parola nuova per me) con le elites che lo sappiano o no (più no che sì).

      Però per i piddini e per la gente di "sinistra" le cose sono molto più gravi perché loro, si suppone, sono la parte "progressista" della società, la parte con le "tradizioni di lotta" e invece si dimostrano più ignoranti e più pericolosi di quelli che si astengono per scelta e non per indifferenza. Anzi, sono più pericolosi anche degli indifferenti. E la cosa veramente oltraggiosa e' che molti di questi comportamenti della deriva promossi dalle elites e che lacerano l'unità popolare, vengono adottati dai sinistri nel nome dei "diritti" e delle "pari opportunità" cioè come segni di progresso.

      Spero di essermi spiegato anche se l'ho detto che il discorso e' lungo.

    1. Tonguessy 3 novembre 2014

      Salvezza? Qu'est ce que c'est?

      Perchè cercare l'elemento salvifico (rigorosamente esterno) quando ci possiamo arrangiare (e non necessariamente salvare) da soli?
      La perdita del senso per abuso e ridondanza è la castrazione postmoderna.
      Abbiamo perduto il senso del sacro, e ne stiamo pagando il fio. Chi ce l'ha fatto perdere (per proprio tornaconto personale) viveva già nella desacralizzazione, che trovava affascinante e ricca (fuor di metaforica). Ma loro, almeno, un motivo valido quantunque venale ce l'avevano e ce l'hanno.
      E noi?
    1. Tonguessy 3 novembre 2014

      la middle class (media e piccola borghesia secondo il mio caro vecchio lessico) ... senza capire che la sua unica possibilità di salvezza e' rifarsi "ai vecchi valori su cui si poggiava la borghesia moderna", diventa alleato acerrimo e cocciuto oltre che idiota del perpetratore del suo stesso sfacelo sociale.


      E' vero fino ad un certo punto. Il vecchio volano fordista è diventato il nuovo volano degli astensionisti, dei delusi, dei nichilisti politici. E una volta messo in moto il volano, se scardinato dal suo asse originario, può provocare danni immensi. In Italia il più numeroso partito è quello degli astensionisti, e credo di non sbagliare se li ascrivo nella middle class ( o media e piccola borghesia, come preferisci). Non fanno sicuramente comunella con le elites, siano esse politiche o economiche. Sono stati spiazzati dal divenire degli avvenimenti, altro che alleati di chi sta perpetrando la macelleria sociale.
      Insomma non tutti sono piddini......
    1. Rosanna 3 novembre 2014

      MarioG io potrei star qua fino a domattina a spiegarle cos'è il M5S, e sono convinta che lei resterebbe della sua idea, quindi non inizio nemmeno a provarci, anche perché io credo che nessuna forza poltica ci porterà fuori dalla crisi,

      oggi leggevo un articolo di Antonio M.Rinaldi, che diceva che quando arriverà la "necessità" (vero motore della storia insieme all'interesse) o esce la Germania, o farà lievitare a tal punto lo spread di un paese, che lui sarà costretto ad uscire.

      Potremmo essere anche noi ...


    1. MarioG 2 novembre 2014

      Oddio, su quale "rivoluzione abbia rappresentato la "resistenza" ci sarebbe pure da discutere...
    1. MarioG 2 novembre 2014

      Oddio, su quale "rivoluzione abbia rappresentato la "resistenza" ci sarebbe pure da discutere...
    1. MarioG 2 novembre 2014

      Quello che conosco della faccenda lo conosco solo di riflesso dal suo articolo, quindi non posso sapere se veramente il signor Bagnai vuole il dopo euro alla solita casta corrotta etc.

      Ribadisco che l'offerta politica sul fronte del no euro e' quella che e', quindi non vedo nulla di innaturale se ha deciso di appoggiarsi alla lega.
      Poi posso ammettere i suoi caveat sull'affidabilita' della lega.
      Se il signor Bagnai fosse stato francese e avesse appoggiato il FN, come avrebbe reagito?
      Non ritiene possibile che se il signor Bagnai abbia fatto tale scelta sia perche' il M5S non lo ritiene esso stesso affidabile.
      Lei puo' dire quello che vuole, ma il M5S e' un po' l'ultimo arrivato, con tra l'altro proposte un po' strambe (referendum di dubbia utilita') sul tema. Magari qualcuno non si lascia convincere. Difficile dire chi tra Salvini e il M5S abbia deciso di cavalcare il'onda.

    1. Rosanna 2 novembre 2014

      Scherzavo, non se la prenda ... l'ironia è il suo pane quotidiano, quindi dovrebbe riconoscerla ...

    1. MarioG 2 novembre 2014

      L'articolo l'ho letto e non e' breve. Di nomi ne verranno citati due dozzine. Poiche', il personaggio non mi e' comunque noto per vie indipendenti, mi sara' senz'altro sfuggito.

      Chiedere e' lecito.
    1. Rosanna 2 novembre 2014

      Ha ragione, mi sono sbagliata, intendevo aggiungere un approfondimento che poi ho tralasciato, sicuramente la Resistenza ha rappresentato una "rivoluzione" sociale e politica dagli esiti decisamente positivi sulla vita del paese, basti pensare alla formulazione della Costituzione, anche se il dopoguerra deluse molte aspettative,

      Tangentopoli invece "sembrò" proporre una "rivoluzione" che però rappresentò unicamente un camouflage camaleontico per sostituire una classe politica con un'altra, quella che oggi ha perso qualsiasi orizzonte di senso e si è venduta totalmente al capitale finanziario.

    1. Rosanna 2 novembre 2014

      MarioG, hai letto l'articolo? era citato un altro articolo, appunto quello di Fiorenzo Fraioli.
      Un po' di contegno, insomma ...

    1. Rosanna 2 novembre 2014

      MarioG, Lei mi stupisce ogni giorno di più, perché se noi affidiamo il dopo/euro ai soliti noti (casta corrotta), solite forze politiche (partitocrazia), solite norme (disattese e violate), che cosa può cambiare decisamente in meglio? L'uscita dall'euro che da sola non basta, ma è solo un inizio.

      MarioG, ci sono solo le destre che dicono di voler uscire dall'euro? mi sembra che ci sia anche un piccolo movimento (che nel 2013 era il 2° partito italiano), da lei fortemente disprezzato, da tutte le tv miseramente oscurato, da tutti i mass media ostinatamente screditato, che si chiama M5S.

      Orrore, orrore !!! come si permette questo misero movimento di proporre una nuova forma di democrazia? democrazia diretta (e non più rappresentativa). Come si permette questo squallido movimento di proporre referendum propositivi senza quorum? Che indecenza!!

      Come si permette questo disgraziato movimento di difendere la Costituzione, che è diventata ormai carta straccia?

      Come si permette questo spregevole movimento di proporre la partecipazione dei cittadini al potere ? fenomeno unico in tutte le democrazie occidentali?

      Quindi non ci sono solo le destre che voglio uscire dall'euro, ci sarebbe anche questo spregevole movimento. Ah, però dimenticavo ... è una dittatura massonica eterodiretta, quindi la proposta è improponibile, perché Casaleggio e Grillo non sono credibili , bla, bla, bla, ...

    1. MarioG 2 novembre 2014

      Dimenticavo, sostenere che tangentopoli sia stata un'impresa che ha dato vigore alla vita del 'paese' significa aver travisato completamente un passaggio importante della storia recente. Compromettendo la comprensione del seguito. Certi retaggi sono pesanti.

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