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IL DISEGNO AMERICANO CHE VUOL SPEZZARE L'EUROPA

DI MAURO BOTTARELLI
ilsussidiario.net

La crisi greca ha reclamato le prime vite. Verrebbe voglia di fermarsi, in segno di sdegno e di rispetto. Invece non è possibile. E nemmeno giusto. Occorre invece continuare, il più possibile, a dire la verità. Quella scomoda, quella che urtica, quella che obbliga al realismo.

Quindi è giusto dire che i governi greci hanno colpe enormi, che le banche ne hanno ancora di più, ma che occorrerebbe dire qualcosa anche a quei cittadini greci abbienti che, dati alla mano, hanno fatto ripartire il mercato immobiliare di lusso a Londra: comprano case da milioni di euro perché vedono nel mattone britannico un bene rifugio al pari dell’oro.

A dirlo non è il sottoscritto, ma i dati diffusi da Knight Frank, agenzia leader del real estate, in base ai quali nell’ultimo mese le vendite di case con costo superiore al milione di sterline sono cresciute del 21%. Per l’agenzia, i proprietari di casa greci contano ora per il 6% nel mercato britannico di immobili con valore superiore ai 2 milioni di sterline, il doppio rispetto allo scorso anno. La realtà è questa, certificata dagli atti d’acquisto con nome e cognome.La finanza è certo spietata, ma finché non metteremo in conto che l’avidità è diffusa ovunque e il bene comune è un valore sempre meno perseguito, continueremo a fare la caccia alle streghe contro gli hedge funds e gli speculatori: se i derivati, sempre più rischiosi e per questo sempre più in grado di offrire profitti, sono andati a ruba non è solo perché qualche “delinquente” li vendeva, ma anche perché qualcuno, anzi moltissimi, li compravano. Si chiama legge della domanda e dell’offerta, una base dell’economia.

Detto questo, la realtà è una sola: questa seconda ondata di crisi, basata sul debito, è eterodiretta. C’è un piano di crollo generalizzato delle Borse per ottenere un effetto Idra nell’eurozona, una sorta di sabotaggio – anche valutario – orchestrato non tanto dai fondi speculativi, i quali salgono in giostra e poi scendono al volo, quanto da istituzioni politiche, banche e major per spostare il mirino verso il Club Med e dettare le nuove regole dell’economia e degli assetti istituzionali.

Non si spiegherebbe, infatti, il perché nel pieno dell’incendio greco Moody’s abbia sentito il bisogno di annunciare di aver aperto una procedura di rivisitazione del debito portoghese per la possibilità di un downgrade non di uno, ma addirittura di due livelli di rating. Chi getta benzina sul fuoco, difficilmente l’ha scambiata per acqua: lo fa scientemente.

Attualmente i bond di Lisbona sono valutati Aa2 dall’agenzia di rating, la quale ha motivato la sua decisione in base «al deterioramento delle finanze pubbliche portoghesi anche a fronte delle sfide economiche che si pongono ad esse di fronte». Un tempismo straordinario: per anni hanno valutato AAA dell’immondizia confezionata su mutui a tassi di insolvenza stellare e, ora, di colpo sono attentissime nel valutare variazioni nelle finanze pubbliche di un paese nell’arco temporale di mutamenti di due settimane.

Di colpo l’euro ha toccato il minimo da 13 mesi contro il dollaro e il livello dei cds ha toccato record stellari. Lo conferma CMA Datavision, azienda che monitora i mutamenti dei credit default swaps: quelli per assicurarsi a cinque anni sul rischio di default portoghese sono saliti a 407 punti base da 344 e questo comporta un’implicita percentuale di default del Portogallo pari al 29,6%. I cds greci sono ora a quota 850 punti base da 764.5, una soglia che potremmo definire “islandese”: il Club Med sta andando letteralmente a pezzi e dall’altra parte dell’Oceano non sembrano particolarmente preoccupati.

E nemmeno a Londra, visto che questa instabilità dell’euro sta facendo da salvagente alla sterlina, valuta da tutti in grave pericolo sia per il debito pubblico stellare sia per il rischio che dalle elezioni di oggi non esca una maggioranza chiara per governare. È la legge della giungla al suo meglio – o peggio -, il tutti contro tutti più devastante che l’Europa abbia mai vissuto, fatta eccezione per i due conflitti mondiali: e questo, alla luce di quanto sta accadendo, getta ombre di responsabilità ancora più gravi sull’operato della Germania, nei fatti una sorta di fiancheggiatore interessato delle manovre dei veri poteri forti internazionali.

Per salvare sé stessa, Berlino ha accettato di buon grado di mandare sulla forca prima Atene, poi Lisbona e se servirà Madrid, l’altro giorno vittima di un clamoroso caso di disinformazione e turbativa dei mercati: far circolare la voce che Madrid avesse chiesto aiuto al Fmi, significa voler affossare l’euro e destabilizzare l’intera area. E qui non stiamo parlando di scommesse sul forex, di cross più o meno azzardati allo scoperto contro l’euro per guadagnare dei bei soldi: qui si parla di geofinanza al livello più alto.

Le proteste di piazza sono soltanto il cotè violento ed esasperato di un disegno più grande, un disegno di stabilità e nuovo ordine politico-economico che necessita, come le rivoluzioni, di sangue per poter crescere: gli stessi poteri che hanno messo alla Casa Bianca l’inattaccabile – di colore, giovane, progressista – Barack Obama, ora sono passati alla fase 2 del loro piano. Destabilizzare per stabilizzare, non serve Sun-Tzu per arrivare a capire cosa è in atto nel mondo: l’America non può permettersi di fallire e nemmeno di restare artificialmente in vita grazie al “kiss of death” del gigante cinese, deposito del debito pubblico.

Occorre spostare il focolaio della crisi, scompaginare i competitors, creare un nuovo ordine gestibile anche in situazione di debolezza: nulla di cui vergognarsi, quando il gioco si fa duro e in ballo c’è la sopravvivenza della società stessa, Machiavelli ci insegnava che ogni mezzo è lecito. Sono i collaborazionisti stile Bce, Ue e Germania a doversi vergognare e portare il peso delle proprie responsabilità. E del proprio tradimento.

P.S. Credete che la cartina di fanta-politica pubblicata dall’Economist, con l’Europa ridisegnata e l’Italia spaccata in due con un Doge a capo delle regioni settentrionali, sia solo una boutade per sdrammatizzare la crisi greca? Credeteci se volete.

Mauro Bottarelli
Fonte: www.ilsussidiario.net
Link: ttp://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2010/5/6/CRAC-GRECIA-2-Il-disegno-americano-che-vuol-spezzare-l-Europa/84316/
6.05.2010

VEDI ANCHE:  IL CLUB DI LONDRA VUOLE UN’ITALIA DIVISA E DENIGRATA

Pubblicato da Davide

  • Kerkyreo

    Poco tempo fa mi venne in mente un idea che ancora non so quanto possa essere realistica! L’Asia sara’ il fulcro dell’economia del futuro e America ed Europa non potranno piu’ primeggiare come mercati di riferimento! Ma se si unissero ecomicamente America ed Europa cosa succederebbe? Una moneta unica!questo forse potrebbe giustificare l’insensata nascita dell’Euro il quale aveva l’unico scopo di raggruppare piu paesi possibili per poi cadere ed aggromerarli in una moneta unica Occidentale! Magari sono cazzate , pero’ non riesco a capire quale e’ lo scopo di tutto sto bordello mondiale! E’ possibile che gli analisti non sapevano di cosa sarebbe successo? Fanno previsioni economiche ventennali e non riescono a capire cosa succedera’ nell’immediato futuro! Qual’e’ lo scopo di tutte ste merde?

  • Xeno

    Per me non sono cazzate.
    Anzi è possibilissimo quello che dici.

  • nautilus55

    Bottarelli ha ragione. Invece di perdersi nei rivoli delle guerre in Oriente come Bush, l’amministrazione Obama – per prima cosa – “regola i conti” con un’Europa che li pensava spacciati. E che è, non dimentichiamo, la ruota di scorta USA almeno dal 1945. Si potrà discutere di molti aspetti, ma questo è un articolo serio e gravido di triste “sostanza”.

  • KATANGA

    ….E SI,SONO PROPIO DEI BAMBASCIONI STI AMERIKANI!!!

  • nettuno

    Come al solto il Bottarelli gira intono alla cloaca senza nominarla. Spieghi prima cosa si intende per debito pubblico e spieghi che l’obbiettivo e quello di impossessarsi dei paesi sovrani . Non c’è piu bisogno di fare la guerra , come in passatpoper derubare il paese avversario. Basta farlo entrare in un sistema economico a moneta unica e farlo indebitare. In realtà, nella crisi del debito greco, questa previsione tanto desiderata dai poteri finanziari globali non si è realizzata del tutto. Anzichè correre a consegnare a Bruxelles i poteri sovrani residui, gli Stati si sono (più male che bene) accordati fra loro per il «salvataggio» del debito pubblico di Atene.
    Da qui la necessità, per Londra, di aggravare ed estendere la crisi del debito pubblico ad altri Paesi, per scardinare questo principio di intese bilaterali fra Stati sovrani. E per sventare una regolamentazione delle attività speculative, che danneggerebbe il business degli hedge funds londinesi. In questo gioco, Bruxelles è oggettivamente complice delle oligarchie finanziarie globali, perchè dall’aggravarsi della crisi continua a sperare di vedersi consegnare dai governi i poteri assoluti a cui aspira. Da gestire poi insieme ai fondi speculativi e ai suoi Soros e Goldman Sachs. La Banca Centrale Europea è parimenti complice, vietando ogni flessibilità di manovra ai Paesi in crisi, e rifiutandosi di monetizzare. Si ricordi che Trichet presta alle banche tutto il denaro che vogliono all’1%, ma alla Grecia no. Alla Grecia, gli Stati europei hanno promesso di prestare al 5%, il che per la Grecia significa un maggior esborso di 9 miliardi di euro l’anno .
    Capito Mauro Bottarelli ?? datte una botta.. pardon , una mossa..

  • Tao

    USA PEGGIO DELLA GRECIA, MA FANNO IL DOPPIO GIOCO

    DI MARCELLO FOA
    ilgiornale.it

    Atene affonda perché ha un deficit pubblico di circa il 12%, che i mercati giudicano insostenibile. Ma un altro Paese sta in condizioni altrettanto gravi ed è molto più grande della Grecia, dunque potenzialmente molto più destabilizzante: gli Stati Uniti d’America. Sìssignori. Tutti sembrano essersene dimenticati, ma Washington registrerà quest’anno un deficit pari al 12% del Pil, il debito pubblico salirà oltre l’80% ed è destinato a toccare il 100% nel 2012. Numeri da brivido, con un problema. Anzi, due. Gli americani non risparmiano abbastanza, dunque, contrariamente a noi italiani, non sono in grado di finanziare da soli gli acquisti di Buoni del Tesoro: pertanto, oltre la metà del debito pubblico è finanziato da stranieri.

    Il secondo problema è che l’America è gravata anche da un enorme debito privato, che, sommato a quello pubblico, raggiunge il 300% del Pil. Un abisso.
    Conti alla mano, gli Usa, finanziariamente, sono messi peggio dell’Unione europea. Pechino, che è il maggiore acquirente di Buoni del Tesoro Usa, se n’è accorta e ha deciso di ridurre gradualmente la propria esposizione. Da qualche mese i cinesi comprano meno T-bons nella persuasione che il buco Usa sia insostenibile nel lungo periodo; preferiscono l’euro e, soprattutto, l’oro.

    Voi direte: e tutto questo che cosa c’entra con la Grecia? C’entra, eccome. Il disimpegno cinese spaventa gli Usa, che devono assolutamente trovare altri acquirenti. Impresa vana, fino a pochi mesi fa. I lettori più attenti ricorderanno che molte banche pronosticavano l’euro a 1,50 o addirittura 1,60.

    Ma poi è esplosa la bolla di Atene. Com’è giusto. Quando uno Stato falsifica i conti viene punito dai mercati. A suscitare giustificate perplessità è la drammatizzazione della crisi; è il tentativo di estendere il contagio al Portogallo e alla Spagna, sulla base non di fatti accertati, ma di voci, ipotesi, stime, scanditi dagli annunci di Moody’s, Standard & Poor’s, Fitch, ovvero dalle agenzie di rating che nel 2006 davano triple A ai bonds basati sui mutui subprime.

    Tre agenzie che non dovrebbero nemmeno esistere, tanto sono screditate; eppure sono proprio loro, con straordinario tempismo, ad indicare la strada agli speculatori. Che senso ha annunciare, nelle fasi cruciali della crisi greca, che il Portogallo potrebbe subire un lieve downgrading? Perché aggiungere un meno al debito spagnolo in assenza di nuovi elementi? Strane agenzie. Distratte con Lehman, Citigroup, Enron, inflessibili ed esasperanti con Atene, Madrid, Lisbona. Il doppiopesismo impera.

    Mi chiedo: che rapporti intrattengono con gli hedge funds? E con la Federal Reserve di Bernanke? E con il Tesoro dell’ammanigliato Geithner? Perché Obama non le ha ancora riformate? Perché l’Europa non crea una propria autorità di controllo?
    Gli unici incontestabili giudici sulla qualità del debito continuano a essere tre società inaffidabili. Detengono un potere enorme, ingiustificato. Agiscono in una zona grigia, senza contrappesi, senza concorrenza. E in queste ore contribuiscono in modo decisivo a indebolire l’euro, moltiplicare i dubbi sulla sua tenuta, e dunque rivalutare miracolosamente l’indebitatissima America. Di fronte a un’Europa che potrebbe esplodere, molti investitori sono indotti a pensare che tutto sommato siano meglio i Treasury bonds Usa. Un’operazione raffinata che sfrutta la forza dirompente della speculazione e la psicologia dei mercati. Con un obiettivo: sfiancare l’euro per salvare il dollaro.

    Marcello Foa
    Fonte: http://www.ilgiornale.it
    6.05.2010

  • Nemesi

    Molto bello questo post, del resto se andate a guardare la compagine azionarie delle agenzie di Rating vi fate quattro risate, i fondi di investimento sono i maggiori azionisti di queste benemerite società!
    Gli stati più colpiti dalla crisi sono realmente Gran Bretagna e USA loro in valore hanno il debito in più elevata espansione.
    Ma nessuno sembra accorgersene!
    E’ stato molto più semplice attaccare un paese piccolo come la Grecia, dove non è bastato poco per destabilizzare il mercato dei Bond.
    La Grecia è stata beccata con le mani nella marmellata, dati che ha truccato i suoi dati di bilancio, ma ha avuto dei complici nella sua azione che sono la Goldman Sachs, che guarda caso, dopo ha speculato per un default del debito Greco.
    Questa i signori dell’ “alta finanza” hanno un agire pari a quello di un gruppo di ladri taglia-gole.

  • Kerkyreo

    Esatto!! concordo!

  • dana74

    sono d’accordo nettuno, la base di ricatto per espropriare le nazioni è proprio l’indebitamento.
    In Italia abbiamo grossi fan del debito pubblico, dai Travaglio in là che non fanno altro che buttarci benzina sopra, devono far sentire gli italiani delle merde perché causano l’aumento del debito così che quando il FMI ci imporrà le sue condizioni l’italiano si sentirà abbastanza in colpa da accettare passivamente la punizione

  • LAZZARETTI

    Lei, caro BOTTARELLI continua a girarci intorno come altri.
    La vogliamo finire con questo PSEUDOCIVILISMO, atto a
    salvare il sedere a un sistema crollato definitivamente ?
    Perche’, pur di difendere L’INDIFENDIBILE, continuiamo
    ad ammiccare le colpe alle masse.
    Io mi chiedo perche’ in questo sito, sono in molti
    a giocare contro , per aggirare la radice del problema.
    Io ho l’impressione che stavolta, il mondo intero si rivoltera’
    contro gli USA; questi sono rimasti a 80 anni fa, e siccome
    hanno le armi spuntate, l’unica cosa che gli resta da fare
    per rimanere a galla, e’ il TERRORISMO MEDIATICO soprattutto.
    Sarebbe anche ora, di finirla con tutti questi articoli su presunti complotti,
    mai dimostrati, e sulla finanza.La verita’ la sappiamo tutti.
    A me ragazzi, sta scoppiando il cervello, non ci sto capendo piu’
    un tubo su come potra’ finire.
    Vi risulta in questo quadro apocalittico, che qualcuno dei tanti
    luminari del pianeta abbia la palla di vetro?
    Cerchiamo di proporre qualcosa di traversale, siamo al
    ripetitivo giornaliero, che ci fa star male e basta.

  • idea3online

    Certamente se gli Stati Uniti declassano e rendono non
    appetibili i bond della zona euro verrà raggiunto il risultato che gli
    investitori acquisteranno i bond americani, morte tua vita mea, è semplice con
    questa operazione di guerra finanziaria viene finanziata l’economia americana. Pensate
    per un attimo se la zona euro non fosse sotto attaco, gli investitori
    acquisterebbero bond governativi europei, e gli Stai Uniti andrebbero a gambe
    all’aria.

    Il problema adesso non sono i bond o il debito, ma l’esasperazione
    del popolo.

    2000 CRACK NEW ECONOMY ( Il piccolo risparmiatore o popolo è
    stato tosato con le azioni)

    2007 CRACK SUBPRIME ( Il piccolo risparmiatore o popolo è
    stato tosato con gli immobili)

    2010-? CRACK DEBITO PUBBLICO ( Il piccolo risparmiatore o
    popolo verrà tosato con le tasse)

    A tutti gli uomini di buona volontà auguro una intima
    relazione con Gesù Cristo.