Il destino dei popoli del mondo

 

Paul Craig Roberts – 26 Aprile 2021

 

Questo articolo non riguarda il riscaldamento globale, la guerra nucleare, la Covid o qualche altra piaga, orchestrata o reale che sia. Tratta piuttosto della fiducia in se stessi dei popoli del mondo.

Di tutti i popoli, le etnie bianche del mondo occidentale hanno le prospettive peggiori. La ragione di ciò è che i bianchi hanno perso la fiducia in se stessi, dopo decenni di indottrinamento al disprezzo di sé da parte di intellettuali bianchi e marxisti culturali ebrei. Oggi i governi di Stati Uniti, Canada, Regno Unito ed Europa occidentale hanno una preferenza per le persone di colore, compresi gli immigrati illegali, rispetto alle etnie bianche nate in patria, le quali stanno venendo rimpiazzate nei loro stessi paesi. Già negli anni ’70 Jean Raspail osservò il crollo dell’autostima dei bianchi e ne scrisse le conseguenze nel suo romanzo, Il campo dei santi. Il romanzo è così accurato nella descrizione del nostro tempo da essere bandito dalla discussione pubblica, mentre il suo autore viene demonizzato.

Negli Stati Uniti il Civil Rights Act del 1964 fu approvato per dare applicazione legale al 14° emendamento della Costituzione, che garantisce l’eguaglianza sotto la protezione delle leggi. La legislazione vieta specificamente di favorire o limitare qualsiasi razza o genere per mezzo di quote. Ciononostante, la legge è stata violata dalle autorità regolatrici, e si è imposto alle università, ai datori di lavoro ed a tutta la popolazione un sistema di privilegi razziali per i neri. Nelle ammissioni all’università, nell’impiego lavorativo e nelle promozioni viene data la precedenza a neri meno qualificati piuttosto che a bianchi più qualificati. Si sospendono le ammissioni, l’impiego e la promozione dei bianchi fino a quando l’equilibrio razziale non verrà raggiunto. Ci sono state molte conseguenze negative, come il declino degli standard educativi [vedi per esempio, https://www.rt.com/usa/521986-virginia-cancels-racist-math/ ], il declino delle prestazioni lavorative e l’indebolirsi dell’autorità dei supervisori sugli impiegati di colore, dato che ogni problema disciplinare può essere trasformato in un problema di razzismo. Licenziare un nero vanificherebbe gli sforzi di un’azienda verso l’equilibrio razziale, e causerebbe facilmente problemi al supervisore.

Ma la principale conseguenza negativa è stata quella di convincere i neri che hanno dei privilegi derivanti dall’aver subito il razzismo. Il fatto che siano proprio i bianchi a innescare questo meccanismo viene inteso come l’ammissione che i neri siano in una condizione di sofferenza per abusi passati. In altre parole, i bianchi hanno ufficialmente ammesso la loro colpa e ora pagano il pegno trasformandosi in cittadini di seconda classe.

Di conseguenza, le richieste “di risarcimento” stanno aumentando. Ad esempio, alcuni pretendono che i voti dei neri, per compensare la schiavitù finita 156 anni fa, valgano il doppio. La cultura bianca, non solo le sue statue, i suoi affreschi, la musica e l’arte, ma la storia bianca stessa devono essere abbattuti e cancellati. I musei vengono chiusi. La teoria critica della razza viene insegnata nelle scuole ai bambini per fargli il lavaggio del cervello contro se stessi, e per impedirgli di opporsi efficacemente al degradante ruolo di cittadini di seconda classe [vedi: https://www.paulcraigroberts.org/2021/04/24/teacher-fired-from-elite-nyc-school-for-defending-white-students-from-demonization/ ]. L’indottrinamento ha avuto un tale successo che le orde di Antifa e Black Lives Matter sono piene di etnie bianche, e ai bambini bianchi, nonostante le proteste dei genitori, nelle scuole viene costantemente detto che sono razzisti sistematici. Gli impiegati bianchi delle varie compagnie, del governo degli Stati Uniti, compreso l’esercito, e delle università sono tenuti a frequentare un corso per la sensibilità razziale, in cui viene spiegato chiaramente che considerare responsabile di un problema una persona di colore è un comportamento razzista.

Ponendo costantemente l’enfasi sulle morti di neri per mano della polizia, senza mai riportare il numero più elevato di bianchi che muoiono per la stessa causa, i media nazionali hanno intenzionalmente creato l’impressione, tra le persone di colore, che la polizia uccida per motivi razziali. Questi sentimenti sono stati gonfiati fino al punto da far sì che il video che, con distorsione prospettica della telecamera, faceva sembrare che l’ufficiale di polizia Chauvin tenesse un ginocchio sul collo di George Floyd, mentre questi si lamentava di non poter respirare, diventasse sufficiente per condannare un uomo innocente. Questo video è stato mostrato costantemente per settimane a livello nazionale, e ha indottrinato così ogni giuria. Chauvin è andato al processo già condannato. Il fatto accertato che Floyd si fosse lamentato di far fatica a respirare prima di qualsiasi costrizione, che avesse in circolo tre volte la dose letale di fentanyl, che uccide bloccando la respirazione, e che i video ravvicinati della polizia mostravano che il ginocchio di Chauvin era sulla scapola di Floyd, non sul suo collo, sono fatti che non hanno avuto alcun peso nel verdetto della giuria. In realtà, se durante le settimane precedenti il processo il video della polizia non fosse stato ripetutamente mostrato al mondo intero, nessuno avrebbe accettato un verdetto di colpevolezza, come ci si aspetterebbe considerando le prove effettive.

L’establishment americano, a seguito della condanna di un’innocente, si è sentito sollevato, e questo perché crede che la condanna di Chauvin convincerà i neri che il sistema giudiziario non è razzista, e le varie orde smetteranno così di bruciare e saccheggiare i quartieri commerciali delle città governate dai democratici. Questa speranza, però, è un po’ ingenua.

I neri hanno capito che non devono essere ritenuti responsabili, ma che la polizia, al contrario, lo è. La violenza è accettabile se sono i neri a commetterla, ed è invece inaccettabile per la polizia. I poliziotti hanno potuto osservare come ci fosse molto più sostegno pubblico per il criminale nero Floyd che per il poliziotto bianco Chauvin. Se i poliziotti sono esseri razionali, allora si tuteleranno. Questo vorrà dire che saranno molto riluttanti e si rifiuteranno di intervenire contro i crimini commessi da gente di colore. Tutti soffriranno, ma i quartieri neri saranno quelli che soffriranno di più, venendo a mancare lì la protezione della polizia.

In Europa la situazione è la stessa. Per gli inglesi e per i principali paesi europei il colonialismo prende il posto della schiavitù e, oltre ai neri d’Africa, c’è anche una forte presenza di arabi, indiani e pakistani. Nella stampa europea la razza del sospettato non viene menzionata, a meno che il sospettato non sia bianco. In Svezia e in Germania la polizia è maldisposta verso le denunce di stupro da parte di donne bianche se lo stupratore è una persona di colore. Questo perché l’aumento della criminalità, risultato della politica delle frontiere aperte voluta dai partiti al potere, va contro gli interessi di quegli stessi partiti.

Di tutte le etnie bianche europee il popolo tedesco ha le prospettive peggiori. Negli Stati Uniti sono stati i liberali bianchi e i marxisti culturali ebrei a distruggere la fiducia dei bianchi. In Germania la demonizzazione americana, britannica e sovietica del Terzo Reich, e il controllo da parte degli americani dell’istruzione tedesca, hanno minato la fiducia del popolo tedesco. Washington e i suoi governi fantoccio tedeschi del dopoguerra hanno messo in atto leggi che rendono impossibile qualsiasi risposta alle accuse, o anche qualsiasi analisi imparziale, del Terzo Reich. La propaganda di guerra della Seconda Guerra Mondiale e la storia sionista dell’Olocausto hanno fatto vergognare i tedeschi di se stessi. In sostanza sono un popolo, come lo stanno diventando gli americani, che si vergogna del proprio paese. Un tale popolo non può difendersi.

Guardiamo ora un altro stato: la Russia. Il presidente della Russia, Putin, è demonizzato in tutto l’Occidente: sarebbe il “nuovo Hitler” secondo Hillary Clinton, oppure “un assassino”, secondo quel personaggio che, con l’inganno, ha rubato il posto alla Casa Bianca. La Russia è falsamente accusata di ogni sorta di crimini: l’abbattimento dell’aereo di linea della Malaysia Airline, l’avvelenamento degli Skripal e di Nalvany, le invasioni di Ucraina e Georgia. Accuse, queste, fatte dagli Stati Uniti e dai suoi vassalli della NATO, i quali insieme hanno devastato sette nazioni e milioni di persone, con la scusa di “portare la democrazia nei loro paesi” con bombe e stermini di civili.

Si potrebbe pensare che le evidenti menzogne contro la Russia e gli evidenti crimini contro l’umanità da parte di Washington e dei suoi burattini concedano un vantaggio morale alla Russia. Ma così non è. Perché? La risposta è che gli accademici e gli intellettuali russi hanno subito il lavaggio del cervello da parte degli americani durante l’era di Yeltsin, quando l’impero sovietico/russo è stato dissolto da Washington. Di conseguenza, gli accademici e gli intellettuali russi, specialmente quelli legati alle relazioni internazionali e all’economia, tengono sempre almeno un piede in Occidente. Vorrebbero essere in Occidente poiché sull’Occidente si fanno molte illusioni. E sono proprio le loro ingenue illusioni a renderli di fatto una quinta colonna per Washington.

È facile capire come si siano generate queste illusioni. Nell’era sovietica, specialmente nel primo periodo, era pericoloso essere un dissidente. Persino Solzhenitsyn fu mandato nel Gulag. Dopo che Khrushchev allentò la stretta, gli intellettuali poterono esprimersi più liberamente, ma l’oppressione sovietica del libero pensiero continuava ad essere un punto dolente. L’immagine di un’America libera risplende ancora, nonostante la sua falsità, nella testa dei professori russi. Oggi in America è molto più pericoloso dissentire dalla narrativa ufficiale di quanto non lo sia in Russia, o addirittura in Cina. Essenzialmente, in America il libero pensiero è morto, ucciso dai guardiani della stampa, della TV, della radio e di internet, e dalle università, le quali stanno rimodellando la storia e la società americana grazie al senso di colpa dei bianchi e all’ideologia “woke”.

Nonostante la quinta colonna composta da intellettuali e accademici russi illusi, la Russia è in una posizione più forte degli Stati Uniti e dell’Europa. Negli Stati Uniti e in Europa l’enfasi è posta sulla decostruzione della storia e della cultura delle varie nazioni, e sulla sua sostituzione con la diversità e con il multiculturalismo. In altre parole, l’Occidente sta venendo trasformato in una Torre di Babele.

Ma in Russia la situazione è diversa. Nel suo discorso all’Assemblea Federale, Putin ha dichiarato:

È molto importante che i nostri giovani conoscano e siano ispirati dalle conquiste e dalle vittorie dei nostri eccezionali antenati e contemporanei, dal loro amore per la nostra madrepatria, e dal desiderio di contribuire personalmente al suo sviluppo”.

Così agli americani e ai loro vassalli della NATO viene insegnato a odiare i loro stessi paesi, e ai russi viene insegnato ad amare la Russia. In un conflitto tra la Russia e l’Occidente, moralmente decadente e pieno di odio verso se stesso, è ovvio chi vincerà.

 

Link: https://www.paulcraigroberts.org/2021/04/26/the-fate-of-the-peoples-of-the-world/

Traduzione di ErnestW per ComeDonChisciotte