IL CAPITALE E I SUOI UTILI IDIOTI: LA SIGNORINA VALENTINA NAPPI

IL CAPITALE E I SUOI UTILI IDIOTI: LA SIGNORINA VALENTINA NAPPI


DI DIEGO FUSARO

lintellettualedissidente.it

Non mi stancherò mai di ripeterlo: viviamo nel tempo dell’identità in atto di destra e sinistra, due falsi opposti che oggi veicolano lo stesso contenuto. E tale contenuto è l’adesione supina al monoteismo del mercato e la stolida accettazione dell’ordine imperiale USA. Destra e sinistra si rivelano interscambiabili, facendo del neoliberismo oggi dominante un’aquila a doppia apertura alare: l’anticomunitaria e globalista “Destra del Denaro” detta le regole econonomico-finanziarie tutelanti gli interessi della global class post- e anti-borghese, mentre la “Sinistra del Costume” fissa i modelli e gli stili di vita funzionali alla riproduzione del sistema dell’integralismo economico (godimento individualistico, relativismo, laicismo assoluto, abbandono dell’anticapitalismo come ferrovecchio, ecc.).

A seguito: “Squirtare in faccia a Diego Fusaro” (Valentina Nappi, blog micromega.blogautore.espresso.repubblica.it);

La “Destra del Denaro” decide che occorre privatizzare tutto, rimuovere i diritti, abbassare gli stipendi, tagliare la spesa pubblica, sempre in nome del sacro dogma “ce lo chiede il mercato”. Dal canto suo, la “Sinistra del Costume” dal Sessantotto ad oggi opera sul piano sovrastrutturale: se la “Destra del Denaro” rende i giovani precari fino a settant’anni, quando non direttamente disoccupati e impedisce loro di farsi una famiglia, ecco che la “Sinistra del Costume” e i suoi utili idioti al servizio del re di Prussia starnazzeranno dicendo che la famiglia è una forma borghese superata e che la precarietà è buona e giusta.

Se la “Destra del Denaro” decide che gli Stati nazionali sono un’invenzione e che l’unica realtà esistente è il one world del mondo globalizzato e ridotto a piano liscio del mercato, con annessa delocalizzazione, ecco che la ridicola “Sinistra del Costume” seguirà facendo l’elogio della globalizzazione dei viaggi low cost e dell’inglese per tutti. Di più, condannerà lo Stato nazionale come foriero di sventure, senza mai dire, ovviamente, che i pochi diritti superstiti per gli offesi del pianeta erano garantiti, guarda caso, dallo Stato stesso e dalle sue politiche di assistenza sociale. Se la “Destra del Denaro” decide che la religione è un’invenzione e che bisogna liberarsene per convertirsi tutti all’unica teologia riconosciuta legittima, il monoteismo del mercato, ecco che la “Sinistra del Costume” seguirà pedestremente portando avanti forme liturgiche di ateismo religioso, senza accorgersi ovviamente che è il capitale stesso a dover distruggere ogni religione che non sia quella del Mercato divinizzato. Se la “Destra del Denaro” decide che a esistere è solo l’individuo consumatore e “la società non esiste” (M. Thatcher), ecco che la ridicola “Sinistra del Costume” seguirà scodinzolando e spiegando che la famiglia come comunità originaria non esiste e che chiunque si sogni di pensare – peraltro in buona compagnia con Platone, Aristotele e Hegel – che la famiglia composta da padre e madre esista subito deve essere silenziato come “omofobo”.

Ancora pochi giorni fa ne ho avuto una (divertente, debbo ammetterlo) conferma. Da un blog organico al partito unico de “La Repubblica” – non quella platonica, bensì quella delle sinistre serve del capitale e della NATO – è emerso un articoletto programmaticamente intitolato “Oggi il fascismo si chiama anticapitalismo” (qui). L’autrice è una certa Valentina Nappi, di cui fino ad allora – lo ammetto – ignoravo finanche il nome. “È un’attrice pornografica italiana. Lanciata da Rocco Siffredi, ha al suo attivo oltre 60 scene in film prodotti da case di produzione cinematografiche hard, tra cui Brazzers, Elegant Angel, Evil Angel e Jules Jordan”: non sto inventando nulla, garantisco. Così dice la sua scheda su Wikipedia.

Colgo allora l’occasione per risponderle a tono: come già altra volta dissi, occorre dialogare con tutti, e su ogni argomento. Anche un verme può essere oggetto di attenzione filosofica, diceva Aristotele. Leggendo le fini argomentazioni di quest’amante della “nuda” verità, di questa rampante allieva della scuola di Rocco Siffredi, si ha una chiara prova di cosa effettivamente sia la “Sinistra del Costume”: nel tempo di quello che ne “Il futuro è nostro” ho chiamato il “capitalismo edipico” post-sessantottesco, in cui al pluslavoro marxiano subentra il plusgodimento lacaniano, che a farsi alfiere della “Sinistra del Costume” sia una pornostar è tutto fuorché casuale. Dai “Nuovi Filosofi” alla Bernard Henri-Lévy alle pornostar il passo è più breve di quel che si possa immaginare. Scrive acutamente la Nappi che se “sei una pornostar che promuove l’idea che ‘tutte le donne dovrebbero essere troie’ e che ‘tutte le ragazze dovrebbero essere ragazze ultra-facili’, allora nella Germania nazista, ma anche nell’Italia fascista, avresti certamente fatto una brutta fine” (sic!). Credo non vi sia altro da aggiungere, e stendo un velo pietoso.

Il capitale trasforma tutto in merce e godimento, sveste le giovani ragazze e veste con abiti di marca i giovani ragazzi: è impadronimento della nuda vita e dei corpi. L’austero imperativo categorico del borghese Kant viene spodestato da quello iperedonistico e antiborghese di De Sade (e – sempre si parva licet componere magnis – della signorina Nappi): “devi godere!”, convertendo in ogni istante la trasgressione permanente dei valori tradizionali nel nuovo imperativo della crescita e del godimento senza limiti. Il dovere cessa di essere contrapposto al godimento e ne è interamente riassorbito. Nel capitalismo assoluto post- e anti-borghese, contestativo e sessantottesco, puoi fare tutto ciò che vuoi, a patto che tu abbia i soldi per potertelo permettere. L’importante è godere, Nappi docet. Dalla coscienza infelice borghese si è passati disinvoltamente all’incoscienza felice antiborghese: dall’austero Georg Wilhelm Friedrich Hegel successore di Immanuel Kant alla signorina Valentina Nappi seguace di Rocco Siffredi.

Il godimento illimitato e autoreferenziale, ormai privo di limiti e di misura, domina incontrollato su tutto il giro d’orizzonte, traducendosi puntualmente in Todestrieb, in “pulsione di morte”, secondo le principali patologie del nostro tempo (tossicodipendenza, alcolismo, ecc.). Questa deriva cinica del godimento, avviatasi con la contestazione antiborghese del Sessantotto e con il suo rovesciamento di ogni autorità in grado di frenare l’immediata soddisfazione dei desideri sempre risorgenti, culmina nell’odierno scenario disincantato del mondo ridotto a merce: in cui il discorso trasgressivo del capitalista coincide con quello della “Sinistra del Costume” di cui la signorina Nappi – che lo sappia oppure no – è dramatis persona.

Più precisamente, il discorso del capitalista è oggi quello del signor Marchionne sul versante della Destra del Denaro, e della signorina Nappi, sul versante della Sinistra dei Costumi. Che c’è da stupirsi? Il capitale è oggi oscenità pienamente realizzata, in cui gli intellettuali di regime cedono il passo alle porno-star innalzate a maestri del pensiero. L’importante è godere, ripete urbi et orbi l’ideologia mercatistica. La signorina Nappi è fine e precisa nel suo modo di argomentare pornografico: chiunque dissenta dal pensiero unico, è fascista; chiunque si opponga alla globalizzazione capitalistica, è fascista; chiunque osi pensare diversamente, è fascista; chiunque non faccia del suo corpo una merce in vendita al migliore offerente, è fascista; e così via, di fascismo in fascismo. La signorina Nappi fa bene a esprimere i suoi giudizi, ci mancherebbe. Non sarebbe ozioso, tuttavia, domandarsi perché il ruolo di maître à penser dal gruppo di “Micromega” sia affidato proprio a lei: la categoria di “Sinistra dei Costumi” come l’ho definita può aiutare a capirlo… Compatisco la signorina Nappi e le auguro ogni bene: sono anzi certo che il capitale riconosca pienamente il suo lavoro, sia intellettuale sia – diciamo così – “fisico”. Sicuramente più di quanto non riconosca quello dei giovani studiosi costretti a fuggire all’estero o a vivere con 600 euro al mese. E ora paulo maiora canamus.

Gli esempi che prima ho addotto circa la coppia “Destra del Denaro” e “Sinistra del Costume” si potrebbero moltiplicare, ma non è ciò che mi interessa fare. Mi interessa, invece, insistere su come oggi destra e sinistra marcino separate e colpiscano unite: e lo facciano delegittimando come fascista o stalinista ogni pensiero non allineato con l’insensatezza del coro virtuoso del politicamente corretto che va da tempo ripetendo che la famiglia non esiste, che l’anticapitalismo è superato, che il fanatismo dell’economia è il solo mondo possibile, che i diritti del lavoro debbono essere abbandonati in nome della “concorrenza” e della “competitività” (le parole magiche della sacra religione del libero mercato).

Il compito del pensiero critico sta appunto nel ricondurre alla libera discussione razionale ciò che il pensiero unico impedisce di discutere: Stato nazionale come garantimento dei diritti sociali della comunità, opposizione al capitale, famiglia come comunità originaria, ecc. Lo diceva splendidamente Heidegger nei suoi Seminari: “l’essenziale rimane continuare, come qui, a camminare per la stessa via, senza curarsi dell’opinione pubblica, quale che sia, intorno a sé”. Senza curarsi nemmeno – integrerei – di quella specifica forma del “si dice” (man sagt) che è il pensiero unico, ossia il modo con cui la manipolazione organizzata perimetra in maniera millimetrica lo spazio di ciò che si può e non si può pensare e dire.

Non si può oggi essere autenticamente critici senza varcare gli angusti confini del politicamente corretto: finché si permane al loro interno, si pensa e ci si muove nello spazio preordinato dal potere e dalla fabbrica dei consensi. Si sarà diffamati, silenziati, bollati di fascismo e stalinismo, è bene saperlo (Nappi docet): è il prezzo da pagare oggi per chi non accetta il pensiero unico e la sua poderosa macchina di ottundimento programmato delle coscienze. In tempi passati si pagava con la cicuta o con il rogo. Oggi le forme del “sorvegliare e punire” sono mutate, facendosi più capillari e abbandonando la forma dell’estetica dei supplizi. Ma le sbarre della gabbia non sono certo meno robuste. Anzi, tutto l’opposto. Ci attendono tempi in cui l’assioma pornografico della signorina Nappi diventerà sempre più frequente: chiunque oserà mettere in discussone il fanatismo dell’economia e la prosa reificante del capitale verrà sempre più diffamato come fascista, di modo che lo spazio del pensiero critico sia preventivamente addomesticato dal “si dice” del nuovo ordine mondiale.

Non dobbiamo curarcene. La strada è di fronte a noi. Stiamo transitando davvero per un “tempo di gestazione e di trapasso”, per usare la felice formula di Hegel: le vecchie categorie non tengono più, le vecchie mappe non valgono più a comprendere un territorio che è mutato. Certo, vi sono i soliti idioti al servizio del capitale che continuano a usarle, senza neppure avere contezza del fatto che lo scenario è mutato: sono soltanto “polvere sugli stivali della storia” (Hegel), una legione di imbecilli che, come al tempo della linea Maginot, combatte una guerra persa in partenza, perché condotta sulla base delle carte militari del conflitto precedente (fascismo, antifascismo, anticomunismo, ecc.) o, comunque, disegnate ad hoc dal nemico stesso.

Proprio perché le vecchie categorie sono saltate, occorre oggi comprendere la cifra del “regno animale dello spirito” e creare un fronte unitario di lotta contro il capitale, composto da quanti identifichino nel nesso di forza capitalistico la contraddizione e nell’emancipazione del genere umano l’orientamento del pensiero e dell’azione. Contro questa strategia, di per sé non difficile da comprendere, il pensiero unico si opporrà in tutti i modi. Già lo sta facendo, tenendoci divisi tra destri e sinistri, stranieri e autoctoni, atei e credenti: “dividi e comanda” non ha smesso di essere la segreta strategia di un ordine dominante che si riproduce frammentando il fronte dei dominati, di modo che questi, anziché cooperare in vista della loro liberazione, restino invischiati nell’ennesima guerra tra poveri. Anziché tradursi in un fronte unitario contro il potere, la rabbia gravida di buone ragioni viene dissipandosi in inutili lotte tra gli ultimi, cultori ignari della loro stessa schiavitù fintantoché pensano che il nemico sia il destro, l’immigrato, il credente, ecc.

E intanto il capitale non smette di “celebrare le sue orge” (vecchia espressione che, pur uscita dalla penna dell’anticapitalista – e dunque fascista – Marx, forse potrebbe trovare il consenso della signorina Nappi). Occorre proseguire imperterriti, sapendo che quanti continuano a starnazzare in nome dell’antifascismo, dell’anticomunismo e – senza mai dirlo – della strenua difesa del pensiero unico, sono utili idioti e, insieme, inconsapevoli cani da guardia del potere. Continueranno ad abbaiare in difesa delle loro catene: le quali, anche se dorate, restano pur sempre catene. Con il Gramsci delle Tesi di Lione, occorre oggi più che mai “raccogliere intorno a sé e guidare tutti gli elementi che per una via o per un’altra sono spinti alla rivolta contro il capitalismo” (tesi 29), in modo da favorire “una azione generale di tutte le forze anticapitalistiche” (tesi 39). È questo l’orizzonte attorno al quale debbono oggi organizzarsi le forze.

Diego Fusaro

Fonte: www.lintellettualedissidente.it

Link: http://www.lintellettualedissidente.it/inevidenza/il-capitale-e-i-suoi-utili-idioti-la-signorina-nappi/

24.10.2014

Commenti (71)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. alsalto 31 ottobre 2014

      Prendo atto di quanto sottolinei, in effetti le evidenze ci sono tutte.
      Business e tanta attenzione alle mode, ok, ma anche tanto olio che ne mangia piu' del mio kangoo, differentemente ci sarebbe da urlare al miracolo.


    1. Jor-el 31 ottobre 2014

      Nessun trauma e nessuna esperienza di vita, solo business e tanta attenzione alle mode culturali e non. La Nappi ha registrato il successo mediatico di Fusaro e ci ha costruito un personaggio, la pornostar filosofa. D'altra parte la sua immagine pubblica "slutty" con smorfie e lingua di fuori è ripresa pari da quella della popstar Miley Cyrus:


      http://italia-24news.it/2014/06/25/miley-cyrus-stupisce-ancora-e-senza-mutande-sul-palco-fotovideo-18441/
    1. alsalto 31 ottobre 2014

      Deve perdonare l'uso strumentale dei commenti che ho esercitato.
      Il fine era tuttavia innocente e speravo di raggiungerlo tramite un suo ultimo contributo, non avendolo mi vedo costretto con il presente a provvedere da e porre un piu' adeguato e spero definitivo 69° COMMENTO.

      Solipsismo in tono ai post di cui sopra.

      Cordialmente.

    1. Nat 31 ottobre 2014

      "L'altra bocchinara no, è una spanna sopra..."
      Matt, perdona la mia povertà intellettuale, ma chi è l'altra b...?

    1. MarioG 31 ottobre 2014

      Non ho voglia di rileggere tutto il pezzo del Fusaro. Se mi dice che scrive Padre per dire padre, io la prendo in parola (non in Parola, pero'). Allora faccia come se avessi scomodato lui anziche' lei.

    1. alsalto 31 ottobre 2014

      Cosa?
      La cornucopia od il fidandato.
      Sa', son questioni dirimenti, si rischia di rimanerci male.
      Posso darle confidenzialmente del Lei o preferisce del Coloro?


    1. Fernesto 31 ottobre 2014

      io ho citato Fusaro ... è lui che gli mette la
      maiuscola..... comunque è la stessa cosa .... l'autarità del
      padre (di famiglia) è influenzata dalla religione ... in questo senso
      autorità del Padre...

    1. MarioG 31 ottobre 2014

      Cornucopia se la ritrova il fidanzato della Nappi, se ce l'ha

    1. alsalto 31 ottobre 2014

      e come quando rompi i cocci e l'ultimo ride bene.
      Nell'esegesi Hegeliana del Fusaro in "piuttosto che niente meglio piuttosto" si fa preciso riferimento alla prosopopea del Prometeo moderno utilizzando quale cornucopia comunicativa il pensiero flaccido in forma esorcizzante.
      Ma potrei sbagliarmi.

    1. MarioG 31 ottobre 2014

      Non capisco il nesso...

    1. alsalto 31 ottobre 2014

      In che senso?
      Meglio una fistata che la pioggia dorata?

    1. alsalto 31 ottobre 2014

      No, dico, ma mica che a tutti gli piace a forza farsi sbrodolare in faccia.
      Son gusti.
      Che schifo, suvvia.
      Ci avra' la cintura nera 7°dan di gonorrea la principessina.
      Ok, addosso al Fusaro se ritenete, ma non e' che debba per forza aver ragione uno dei due, esiste pure (anzi, spesso e' cio' che accade) la possibilita' che sian due cazzaroni entrambi a modo loro.

    1. MarioG 31 ottobre 2014

      Penso che si sbagli, come ho risposto al signor Fernesto

    1. MarioG 31 ottobre 2014

      Volevo solo capire l'accezione con cui lo intendeva lei. Dalla frase, essendo accanto alla famiglia, sembrava intendere padre. Ma si invece intendeva esattamente il Padre Eterno, mi scuso. ha ragione lei

    1. alsalto 31 ottobre 2014

      Bha, mi sbaglio di sicuro.
      Ma amme' quando la critica s'attacca sulla forma (grammatica, sintassi...) e non sui contenuti si puo' pure attaccare ai corpi cavernosi, al cicciobbello gonfiarello per intenderci.
      Manco si fosse sul formun dei cilindruidi della crusca.
      Ma io mi sbaglio di sicuro.

    1. Fernesto 31 ottobre 2014

      Infatti le uso a proposito... sei tui che fai interventi ad minchiam.... il
      reazionario dipendente di Don Verzè intende Padre proprio con quell'accezione lì
      .

    1. Matt-e-Tatty 31 ottobre 2014

      Veramente Paolo fa classifiche tutte sue, L'odine è giusto, solo è tutta roba da 20° fila, non da podio. Fusaro la Nappi dico. L'altra bocchinara no, è una spanna sopra... son tutti e tre tipo quelle badanti rumene che sposano il nonno, ma in quel mestiere è la posta che fa la differenza.

    1. MarioG 31 ottobre 2014

      ... del Figlio e dello Spirito Santo. Usi le maiuscole a proposito.

    1. Fernesto 31 ottobre 2014

      Grande Paolo Barnard ...

      "sei il primo comunista di Don Verzé. Di
      certo sei il primo filosofo della Storia che si autopromuove come il Mulino
      Bianco.
      "

      e che infatti si autopromuove portando avanti la propaganda
      reazionaria alla Marine LePen e CasaPound : cultore delle "identità nazionali" ,
      delle "radici" , dell'autorità del Padre , della famiglia tradizionale ,
      dell'ordine borghese ....

    1. alsalto 31 ottobre 2014

      Quale che sia di certo come sottofondo altro non ha che squallore.
      Una rosa, per quanto spampanata, galleggiante un lago di sbocco.

      Se s'e' arrivati al punto di glorificare una persona che mercifica il suo, neppur poi cosi' tanto appetibile tuttosommato, corpicino pur d'inzaccare il Fusaro di turno qualche domanda dovremmo porcela tutti.

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