Home / Costume / I Regaletti del Declino dell’Impero

I Regaletti del Declino dell’Impero

DI CHARLES HUGH SMITH

Riuscire a trovare i segnali che rivelano la decadenza ed il declino di un Impero è una specie di gioco da salotto. L’arroganza di una leadership sempre più incestuosa e sfrenata, sgomenta per gli eccessi delle disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza tra élite avide ed egocentriche e per la crescente dipendenza delle classi inferiori dal panem et circenses che eroga un governo preoccupato solo di evitare la bancarotta per la stagnazione del gettito fiscale e per l’enormità dei patrimoni che intanto si sono accumulati: questi sono i primi sintomi che si manifestano prima  della decadenza di un Impero.

Sir John Glubb ha elencato qualche altro sintomo nel suo saggio sulla fine degli imperi The Fate of Empires, che potrebbe anche essere chiamato  dinamica della decadenza:

a) Un crescente amore per il denaro fine a se stesso.

b) Un lungo periodo di ricchezza e di vita facile, che rende la gente sazia e compiaciuta, tanto da perdere il senso del limite, dimenticano i modi (fiducia, energia, lavoro duro) con cui hanno costruito la loro civiltà.

c) Egoismo e completa dedizione a se stessi.

d) Perdita di qualsiasi senso di dovere/rispetto verso i beni comuni.

Glubb   aveva incluso anche altri punti nel suo elenco delle caratteristiche della decadenza:

  • Aumento della frivolezza, dell’edonismo, del materialismo e del culto di celebrità che non producono niente (come mettersi a sentire un qualsiasi tuttologo si sparla, ovunque lo chiamino …)
  • Perdita della coesione sociale
  • Volontà di sempre più persone che vogliono vivere sulle spalle di uno stato gonfiato e burocratico

Lo storico Peter Turchin, che citerò spesso in questo articolo, ha elencato tre forze disintegranti che possono sfibrare l’economia di un impero e l’ordine sociale:

1. Stagnazione dei salari reali per effetto di un eccesso di offerta di  lavoro

2. Sovrapproduzione di élite parassitarie

3. Deterioramento delle finanze dello Stato centrale

War and Peace and War: The Rise and Fall of Empires

A questi elenchi vorrei aggiungere ancora un paio di cosette che sono ben visibili nel nostro attuale Impero Globale del Debito che avvolge il globo e che comprende nazioni di tutte le dimensioni e  di qualsiasi politica e cultura:

1. Un senso di assurdamente raffinata-raffinatezza nella ricchezza tanto che il TOP costituito dal  5% ha preso una forza tanto prepotente come diretto risultato della finanziarizzazione e della globalizzazione che lo o,o1% del TOP della popolazione  è stato costretto a ricercare raffinatezze sempre più estreme per farsi riconoscere e differenziarsi anche nella stessa classe delle Elite. Quindi abbiamo la classe dei tecnocrati (top 5%), la classe degli aspiranti (il successivo 15%) e tutti gli altri (l’80% che sta sotto).

Ora quasi tutti i tecnocrati/ che fanno parte  della fascia inferiore della nobiltà finanziaria/ possono permettersi di prendere un prestito a basso interesse per comprare un auto di lusso, anche gli aspiranti ricchi devono devono farsi notare comprandosi una super-car che costi almeno 250.000 dollari o di più.

Un semplice yacht non distingue più le vere Altezza della Finanza Reale dai Nobili delle Caste finanziarie più basse, quindi i super-yacht sono de riguer, insieme a tutti gli altri eccessi come isole private, jet privati che costino almeno 80 milioni di dollari ciascuno e così via.

Anche uno dei più normali aspiranti tecnocrati spende regolarmente 150 dollari per un piatto di un pranzo raffinato e se ne va in vacanza in una delle località più esclusive e remote per far vedere il suo stato sociale. Abbondano gli esempi di questa iper-inflazione di raffinatezza da quando la ricchezza del 5% dei TOP è schizzata alle stelle.

2. La fede di poter continuare a vivere nello status quo ha raggiunto livelli quasi religiosi. La possibilità che l’intero circo della finanza e della politica degli eccessi possa in realtà non essere altro che un castello di sabbia che si scioglie sotto le onde della storia,  è un’eresia – non entra nemmeno nelle menti di chi gozzoviglia o di chi chiede più panem et circenses (Reddito Minimo Garantito – Universal Basic Income, ecc.)

3. Il Lusso, non il servizio, qualifica le élite finanziario-politiche. Come ha evidenziato Turchin nel suo libro sul declino degli imperi, nell’epoca della espansione e dell’integrazione dell’impero, le Elite basano il proprio status sul mettersi al servizio del bene comune e della difesa (o dell’espansione) dell’Impero.

Mentre sopravvivono solo frammenti dell’antico noblesse oblige nei marchi delle elite finanziarie, la stragrande maggioranza di chi è entrato nelle classi di Elite si concentra sull’arraffare quanto più potere e più ricchezza sia possibile nel più breve tempo possibile, non con l’obiettivo di servire la società per il bene comune ma solo per riuscire ad entrare nel gioco della concorrenza di status con tanta ricchezza e per permettere le mani su pasti raffinati, viaggi di lusso in località remote, seconde e la terze case in rifugi esotici ma sicuri e così via.

4. Una fede indiscussa nel potere illimitato dello Stato e della banca centrale. L’idea che i governi  e le banche centrali più forti non possano essere più in grado di aprire la strada per loro, a spese nostre, cioè che non possano più creare tanto denaro e tanto credito quanto è necessario – per loro –  da stampare su qualsiasi pezzo di carta, è una cosa impensabile per la stragrande maggioranza della popolazione, delle élite e anche dei servi-del-debito.

Che tutta questa valuta e questo credito appena stampato non sia altro che un fardello sulla produzione di beni e servizi e sull’aumento della produttività del futuro non entra nella mente dei credenti nel potere illimitato degli stati e delle banche. Ci hanno inculcato l’idea che il potere finanziario equivale al Potere Divino dell’Imperatore: il governo e la banca centrale in pratica dispongono dei poteri divini con cui possono superare qualsiasi problema, qualsiasi crisi e ogni conflitto, semplicemente creando più soldi. Creando quanti soldi credono che siano necessari.

Se con 1 trilione di dollari in valuta fresca il trucco non riesce – nessun problema! 10 trilioni di dollari? Nessun problema! 100 miliardi di dollari? Nessun problema! Non esiste un limite a quanta nuova moneta /a quanto nuovo credito/ possono creare il governo e la banca centrale.

Che ci siano dei limiti all’efficacia del creare altri soldi,  non sfiorerà mai la mente dei fedeli. Spingere la creazione di crediti valutari oltre i limiti dell’efficacia potrebbe effettivamente far scattare qualche dubbio sul preteso potere della banca centrale statale, ma non succede mai con chi crede nelle capacità illimitate degli Stati centrali e nelle banche, si faccia delle domande.

La possibilità chei poteri dello stato centrale ( e della banca centrale) abbiano in realtà qualche limite, in un’epoca in cui la maggior parte delle élite e della popolazione dipende dalla macchina che stampa gratis il “denaro ” dello Stato e della banca centrale, permettendo che vivano e prosperino nella loro ricchezza,  è una bestemmia.

È istruttivo ripensare agli eccessi della ricchezza privata e della disfunzione politica del Tardo Impero Romano e agli eccessi della ricchezza privata e delle disfunzioni politiche di oggi. Come Turchin e altri hanno documentato, dove la ricchezza media di un patrizio romano del periodo della Repubblica (durante le fase dell’espansione dell’impero) equivaleva forse a 10-20 volte la ricchezza di un qualsiasi cittadino libero, quando si arrivò alla fase della disintegrazione e della decadenza del periodo imperiale, le Elite avevano portato il livello della loro ricchezza ad una scala di 10.000 volte la ricchezza del cittadino libero romano. Le ville delle Elite erano più simili a piccoli villaggi costruiti con tutti gli eccessi del lusso che non semplici case di lusso per i ricchi e per i loro domestici. Ecco un brano tratto dal lavoro di Turchin:

“Un nobile medio-romano della classe senatoriale aveva proprietà valutate intorno alle 20.000 sterline d’oro. Non c’era una ‘classe media’ che si potesse paragonare  ai piccoli proprietari terrieri del III secolo a. C.  La grande maggioranza della popolazione era costituita da contadini  senza terra che lavoravano i campi che appartenevano ai nobili.  Questi contadini non avevano quasi mai una proprietà, ma se volessimo fare un calcolo (molto generoso) potremmo dire che possedevano un decimo di sterlina d’oro,  e quindi il differenziale di ricchezza sarebbe  stato di 200.000! La disuguaglianza crebbe sia a causa dei ricchi che diventavano sempre più ricchi (i senatori del tardo impero erano 100 volte più ricchi dei loro predecessori del periodo repubblicano) che per la ricchezza di una classe media che diventava sempre più povera “.   

Following in Ancient Rome’s Footsteps: Moral Decay, Rising Wealth Inequality(September 30, 2015)

Possiamo essere abbastanza fiduciosi che quelle potenti élite abbiano considerato che l’Impero Romano fosse eterno e che il potere dell’Impero, potesse garantire loro ricchezza e potere illimitato. Ma ahimè, la loro ricchezza fantastica scomparve, insieme a tutto il resto delle strutture imperiali centralizzate, straripanti, complesse e troppo costose.

C’è una convinzione particolarmente diffusa che le Elite siano tanto intelligenti e potenti da riuscire sempre a sfuggire al crollo degli imperi che crearono e protessero la loro ricchezza. Ma sostanzialmente non c’è nessuna prova di questa credenza sia vera, quando le ere cambiano veramente.

Sì, le élite si sono sempre mostrate molto abili a seguire il vento della politica; Così i libri dei visitatori dei castelli francesi si riempirono di nomi di dignitari nazisti, durante l’occupazione tedesca della Francia e di nomi dei bigwigs alleati dopo la guerra che mise fine al Primo Reich di 1.000 anni.

Ma il crollo completo del sistema finanziario e del potere centralizzato è non una guerra o una crisi finanziaria: quelle sono solo mari in tempesta a cui le élite riescono a  sopravvivere. Ma quando uno tsunami disintegra l’intera struttura e poi arriva un mare calmo e pieno di  relitti galleggianti e di corpi senza nome, allora non c’è nessun passaggio di ricchezza dal Vecchio a Nuovo.

Le Elite Romane non si trasformarono nelle élite dei barbari, non successe che tornarono nelle loro stesse Ville e nei loro stessi vasti possedimenti che avevano  quando portavano le toghe e cenavano con prelibatezze super raffinate. Furono tutti messi da parte, insieme a tutto ciò che aveva permesso loro di essere ricchi e potenti.

Non c’è niente di eterno e niente durevole quanto potremmo immaginare – soprattutto i sistemi finanziari, super-complessi, super-costosi, super-asimmetrici e super-debito-dipendenti dallo Stato.

 

Charles Hugh Smith

Fonte: http://www.washingtonsblog.com

Link:   http://www.washingtonsblog.com/2017/06/dead-giveaways-imperial-decline.html#more-68111

19.06.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • Gino2

    ma che sta a dì?????

  • Mechano

    Questa volta, è diverso. Ora sono più arroganti, e stanno lavorando sodo per farsi aiutare dalla tecnologia.
    Oggi un iPhone ti scatta la foto, la associa alla tua impronta, con Siri ascolta cosa dici e di cosa parli e fa un database di parole da profilare, contiene la tua situazione finanziaria con Apple Pay e la connessione col conto corrente, e presto anche la situazione di salute.
    E gli altri 2 vendor (Google e Microsoft) si stanno organizzando altrettanto bene per il Big Data.

    Moneta elettronica, profilazione spinta. E chissà magari anche microchip sotto la pelle obbligatori per tutti.
    Pensano che con le moderne tecnologie potranno perpetrare il potere ad libitum…

    • Holodoc

      Vero. Speriamo infatti che l’impero crolli prima che i barbari definitivi ci soggioghino defintivamente… e non sto parlando di migranti ma delle macchine intelligenti, dal cui giogo sarà difficilissimo liberarsi se non ce ne accorgiamo in tempo!

      • Mechano

        Io invece spero proprio che le macchine ci tolgano tutto il lavoro.
        Ma dobbiamo essere abbastanza intelligenti da cogliere l’occasione di tutto quel tempo libero per una rivoluzione che ci tolga il lavoro e dia la possibilità di manifestarci come esseri umani, invece che essere gasati ed eliminati perché considerati sia dalle che élite che dai noi stessi come inutili.

        • Holodoc

          Il lavoro ce lo stanno già togliendo anche se di lavoratori ce n’è un gran bisogno, e la decadenza che è sotto gli occhi di tutti lo dimostra.
          Ci dicono che le strade sono sporche e insicure perché sono i cittadini incivili e non perché non si vogliono assumere spazzini o vigilanti. Ci raccontano che i servizi e l’edilizia pubblica sono in rovina perché noi cittadini non paghiamo tasse quando basterebbe una minima parte del denaro circolante per pagare gli operai per la manutenzione.

          La lotta delle elités verso la massa è già iniziata, e le loro armi sono sempre più tecnologiche. Presto le macchine domineranno e le elités stesse ne saranno schiave. E per l’umanità sarà il momento più buio della sua storia.

          • Mechano

            L’umanità ha sempre passato periodi bui, e ne è uscita con rinascimenti prosperi di nuove possibilità evolutive.
            E questo periodo ormai in decadenza è il preludio di un nuovo rinascimento.

            Se ci fai caso, le epoche storiche sono simili ai periodi bui e le difficoltà che un uomo affronta nel piccolo della propria vita. Periodi prosperi e periodi di depressione dopo eventi difficili.
            La depressione però non va presa come cosa negativa, ma è un periodo di riorganizzazione della mente e delle sinapsi per rinascere con una nuova visione della realtà.
            Normalmente chi esce da una depressione è una persona migliore. Si fa amicizie diverse ed ha amori migliori di quelli che ha avuto e che magari sono stati proprio la causa della sua sofferenza pregressa.

          • Holodoc

            Se ne esce… il Rinascimento fu conseguenza della Morte Nera che falcidiò metà della popolazione europea.

          • Glock

            Ma no. Quello che ha reso poco allettante rubare i telefoni non è “find my iPhone”, che funziona solo se hai fatto l’accesso a iCloud con l’Apple id, ma il codice IMEI, un numero di 15 cifre che identifica tutti i cellulari di qualsiasi marca. Il ladro che ruba un telefono dovrebbe, per poterlo usare e/o vendere, non solo formattarlo cancellando tutte le info del precedente proprietario, ma alterare l’IMEI, che non è cosa facile (sebbene possibile). Attenzione, però: alterare l’IMEI di un telefono dal 2005 è REATO PENALE.

          • Holodoc

            Certamente, su i PC stanno però implementando qualcosa di molto più invasivo che non una app collegata al Cloud.
            Si parla di un circuito indipendente capace di collegarsi non si sa a chi e che probabilmente funziona anche a PC spento. Un localizzatore permanente su cui l’utente non ha alcun controllo e che potrebbe avere accesso ai nostri dati in maniera trasparente al sistema operativo.

          • Mechano

            Questa tecnologia esiste già nei processori intel, e probabilmente anche AMD. Anche a PC in stand-by (non spento), basta che abbia cavo di alimentazione inserito, c’è una mini CPU con un piccolo sistema operativo che può essere istruito per numerose funzionalità.

          • Holodoc

            Lo so, ecco perché mi tengo stretto il mio pc del 2010

          • Mechano

            Se hai IMEI e ti rubano il telefono fai denuncia e dai IMEI. Appena qualcuno inserisce una SIM in quel telefono comunica dati intestatario SIM e IMEI, i Carabinieri vanno a trovarlo e si riprendono il telefono.
            Comunque sugli smartphone Android specie quelli cinesi, i tool che permettono di flashare rom aggiornate, permettono di modificare IMEI con facilità.

          • Holodoc

            I carabinieri che si muovono per il furto di un telefono… questa sì che è fantascienza!

          • Gianfranco Attanasio

            E’ la famosa curva a campana, simile in tutti i processi sociali e storici … quando impareremo a sentirci parte delle dinamiche naturali e non avulsi e spettrali esponenti di una fantomatica ‘umanità’, nominalistica espressione della nostra cosmica stupidità ?

          • Lupis Tana

            qui a BG c’è un giornal che spinge le notizie che hanno il volontariato per protagonista…
            invece di assumere lavoratori e dargli dignità e un salario, sperano sempre che la gente lavori gratis o per il comune o per la parrocchia o per il diavolo… a costo zero,
            a costo di farli morire di fame. saluti H. t l

  • natascia

    Che gioia leggere queste righe……….

  • Sergio Tomasi

    La mia unica grande serenità in questa vita deriva dal non avere figli, dal non avere moglie, dal non avere una casa, dal non avere una posizione e nemmeno una reputazione. Questo mi conferisce una ragguardevole libertà e serenità. Resta l’amarezza di non essere mai riuscito ad avere quella inconsapevolezza, spensieratezza e ignorante fiducia tale da poter costruire qualcosa. Ma se arriverà un segnale, seppur minimo, che la massa critica dell’umanità perculata s’è desta e ha capito che è tempo per sgozzare i maiali… in questo caso il mio coltello è ben affilato e non ho nulla da perdere.

    • RenatoT

      leggo spesso “non avere figli sarebbe la miglior cosa per il pianeta”.
      Io di figli ne ho 3 + 2 acquisite. Mio figlio grande ha anche lui un figlio, mio nipote.
      Credo che per natura dovremmo avere tutti figli e farli partecipare alla selezione naturale dotandoli di quelle informazioni e abitudini valide che li facciano risultare vincenti in questo ecosistema.
      Solo le discendenze possono cambiare il pianeta e in questo mondo fatto di invisibili predatori, bisogna saper riconoscere dove stanno i pericoli e tramandare loro ciò che è giusto ed etico e ció che è sbagliato e demoniaco… denaro, successo, scorciatoie, beni materiali, propaganda….
      La mia serenitá è vedere come sono diventati grandi i primi 2 figli. Oggi vedo delle belle persone, per nulla simili alla maggioranza del gregge. Sono persone informate e rispettose dell’ambiente senza ambizioni di ricchezza o successo.

      Sul fatto di essere anonimo e senza catene, anche io sono nullatenente, non ho nemmeno una macchina e sopratutto sono senza debiti… su questi punti siamo daccordo 🙂

  • DesEsseintes

    Egli afferma:

    “Le Elite Romane non si trasformarono nelle élite dei barbari, non successe che tornarono nelle loro stesse Ville e nei loro stessi vasti possedimenti che avevano quando portavano le toghe e cenavano con prelibatezze super raffinate.”

    I patrizi romani non diventarono l’élite barbarica ma mi sembra che non si sia formata una aristocrazia barbarica a Roma.
    In Spagna la nobiltà era visigota, in Francia i Franchi, altrove normanni, sassoni, angli che soppiantavano celti e via dicendo.
    Il potere imperiale di Roma invece non è mai finito dalla fondazione fino a oggi; si è trasformato e alla caduta dell’Impero è diventato la Chiesa, che mutuava dal potere precedente tutte le forme e le formule della regalità nonché le modalità di elezione dell’Imperatore/Papa che almeno fino alla fine del XVIII secolo restava, proprio come nel periodo imperiale, l’espressione delle famiglie dell’aristocrazia locale (la cui fons honorum tra l’altro era autoctona e indipendente ossia era il Papa stesso).

    Non vedo alcun momento di finis regni né, come scrive l’autore del pezzo, un raffinato rammollimento nelle élite.
    Lo vedo, il rammollimento, nel popolo piuttosto e se esistono dei segni di decadenza o di crisi – cioè in cui le aporie del sistema stanno entrando in corto circuito – mi sembrano dovuti non tanto al marasma senile di un sistema sull’orlo del disfacimento ma al fatto che stanno per entrare in conflitto due concezioni del mondo antitetiche e non componibili: da una parte il sistema centralizzato e universalmente unificante del nomos del mare (il Leviathan secondo infilosofi della storia) e dall’altra il sistema multipolare, dalla soggettività plurale del nomos della terra (il Behemoth secondo Schmitt).

    Serve a poco rifarsi ai vecchi superatissimi schemi della storiografia borghese (tipo il Gibbons), sarebbe il caso di cominciare a pensare i termini un minimo più articolati.

    • Luigi za

      @DesEsseintes
      Il potere imperiale di Roma invece non è mai finito dalla fondazione
      fino a oggi; si è trasformato e alla caduta dell’Impero è diventato la
      Chiesa….

      Ovvio, molti ricchi proprietari terrieri erano anche Vescovi e furono i primi a defezionare quando l’Autorità centrale venne meno.

      • Tipheus

        Proprio così. Il Senato romano sopravvisse alla barbarie.

    • Holodoc

      Solo nell’Urbe rimase una aristocrazia “latina”. In toscana l’aristocrazia fu sostituita da quella longobarda, e lo provano i cognomi della nobiltà medievale.

      • DesEsseintes

        Mi dici cortesemente quale sarebbe la nobiltà medievale toscana?

        • Holodoc

          Mai sentito parlare, tanto per citarne alcune, delle famiglie Guidi, Uberti, Albizi, Della Gherardesca… se ti sembrano patronimici latini…

          • DesEsseintes

            È vero però la nobiltà fiorentina aveva perso qualsiasi legame con le sue origini barbariche già prima del rinascimento quando è nata una nuova noniltàcosa che non mi pare sia successa in Spagna, in Francia e in Inghilterra.

            Il punto del mio intervento è che l’aristocrazia a Roma non è stata soppiantata dagli invasori.
            La Chiesa è subentrata al potere imperiale in sostanza senza vera soluzione di continuità e questo sin dai tempi di Costantino.

          • DesEsseintes

            Sí, conosco poco di nobiltà toscana medievale e pensavo a quella tardo rinascimentale del Granducato che non è né romana né barbarica.

            Il punto del mio intervento è un altro e cioè che tutta questa narrazione della decadenza e dell’arrivo dei barbari va riletta criticamente.
            A Roma soprattutto il trapasso dalla fine dell’Impero alla fase successiva non si è realizzato con una semplice sostituzione ma esiste una forte continuità sia nelle forme delle istituzioni che nelle famiglie e nei clan dominanti che nel peso dell’influenza politica della città in Europa.

            Questo significa che quella decadenza di cui si parla nell articolo provocava effetti di degenerazione lontano dalle fonti del potere (troppo esteso per la tecnologia dei tempi) ma quelle “fonti”, lí dove erano nel pieno del loro radicamento territoriale, sono uscite sostanzialmente intatte dal travaglio storico (indebolite ma intatte).

            Quindi dubito fortemente che oggi, dove il potere è ben stabilito ovunque, possa verificarsi un crollo repentino con annesso cambio della classe dirigente come è successo nella gran parte dell’Impero.
            Salvo appunto a Roma e oggi “Roma” è ovunque…

          • Primadellesabbie

            Pensa al diritto e a tutto quello che ne consegue nella concezione dell’individuo che, nel bene e nel male, fa la differenza ancora oggi tra l’Occidente, che lo ha adottato, ed il resto del pianeta.

          • Holodoc

            Nel Rinascimento ormai le famiglie dell’antica aristocrazia erano state affiancate da famiglie di origine popolana ma arricchitesi coi commerci, come furono gli stessi Medici.

            Riguardo al potere attuale, chi lo detiene ormai pensa su scala globale e non è localizzato in un certo luogo, quindi è difficilissimo da combattere.
            Inoltre i suoi interessi sono così vasti che purtroppo può permettersi di sacrificare intere nazioni, anche nel mondo sviluppato, per raggiungere i suoi scopi (vedi Siria o Grecia).
            Speriamo che non succeda la stessa cosa da noi coi migranti.

          • DesEsseintes

            Scrivi:
            Nel Rinascimento ormai le famiglie dell’antica aristocrazia erano state affiancate da famiglie di origine popolana ma arricchitesi coi commerci, come gli stessi Medici

            Volevo appunto far notare che le famiglie di origine barbarica in Toscana non sono mai diventate una autentica classe dominante locale (quindi proto nazionale, se vogliamo) come invece è successo nella maggior parte delle regioni dell’Impero dopo la caduta.

            La vera classe dirigente toscana furono i mercanti i quali si nobilitarono per lo più nel rinascimento (ossia non erano nobiltà germanica).

            Quello che volevo dire è che non mi pare di vedere una vera “decadenza” del potere attuale e che nelle forme e nelle ritualità il potere di Roma non è stato realmente cancellato ma si è solo trasformato partendo da una matrice che è rimasta la medesima e sempre viva (a Roma).
            Quindi le “speranze” di fine dell’Impero (attuale) e di susseguente palingenesi generale mi sembrano ingenue.
            il succo era questo.

          • Primadellesabbie

            A meno che…

            “Is there any one of the Royal Family who wants to be king or queen? I don’t think so, but we will carry out our duties at the right time.”
            ( da qui: http://www.bbc.co.uk/news/uk-40396449 )

            Si tratta di un tema che ricordo di aver dibattuto negli anni d’oro: cosa succederebbe il giorno in cui i padroni smettessero di comandare?

            Cosa che ci sembra inimmaginabile?

            A me no.

          • DesEsseintes

            Non credo che si possa mantenere il privilegio senza il potere.
            Lo può fare qualcuno, per esempio Harry che si è scocciato, ma se lo facessero tutti il potere cadrebbe in mano ad altri che prima o poi – “inevitabilmente” – attaccherebbero la ricchezza e il prestigio di quelli che si sono ritirati.

            Si può immaginare un potere che non sia centralizzato e non sia quindi configurato come dominio e sfruttamento?
            Questa è la domanda cruciale e anche se filosoficamente la risposta potrebbe essere affermativa temo che la realtà dei fatti si stia dimostrando molto diversa e forse irreversibile.
            Non so, vediamo…

          • Primadellesabbie

            Guarda che lui dice che non c’é nessuno che voglia diventare re…

            Si tratta di un’affermazione importante.

            Prova a pensare in modo più estremo, che, per qualche ragione, ad un certo punto non ci sia proprio nessuno che ambisca al potere.

            Non é possibile!!! Ovviamente.

            Ma ne sei sicuro? Sospetto che sia già accaduto in qualche lontano passato.

          • DesEsseintes

            Guarda che lui dice che non c’é nessuno che voglia diventare re…

            Si tratta di un’affermazione importante.

            E’ una frase che mi ha colpito.

            Prova a pensare in modo più estremo, che, per qualche ragione, ad un certo punto non ci sia proprio nessuno che ambisca al potere.

            Non é possibile!!! Ovviamente.

            Ma ne sei sicuro? Sospetto che sia già accaduto in qualche lontano passato.

            Forse, almeno credo, potrebbe essere la stessa idea a cui ho accennato qualche volta di un potere che non deve essere necessariamente centrale (quindi dominatore e sfruttatore) ma plurale, collettivo e condiviso.

            Ti riferisci a qualche particolare periodo o fatto storico?

            Ad ogni modo questo tipo di società comunitaria era l’oggetto dello studio degli antropologi, specialmente fino a qualche decina di anni fa, che credevano di ritrovare nelle tribù di raccoglitori una modalità di “potere” collettivo e condiviso radicalmente diverso dal nostro (e secondo loro migliore).

            Non so se ho capito bene cosa vuoi dire però ero tanto convinto prima ora un po’ meno.

          • DesEsseintes

            Ho letto l’articolo che hai postato adesso.
            La pensavo anch’io così e dal punto di vista “logico” il ragionamento è valido.
            Solo che mi aspettavo una progressiva presa di coscienza del popolo a partire dalle classi medio alte fino al “proletariato” ma non ne vedo la minima traccia…

            Spero che Carotenuto abbia ragione.

          • Holodoc

            Non puoi inventare la storia a tuo piacimento!
            La Toscana è stata parte del Sacro Romano Impero per secoli e fu dominata dai vassalli di origine tedesca. Punto. Questa è una evidenza storica che non puoi negare.
            Solo quando il potere imperiale ha iniziato ad indebolirsi le città toscane, come quelle del nord Italia (ti dice nulla Alberto da Giussano?), hanno iniziato a autogovernarsi, così sono nati i comuni che erano organizzati in forma repubblicana.
            Successivamente si sono imposti come Signori delle città esponenti di potenti famiglie che si erano arricchite grazie al boom economico del 1300, ma che non avevano nulla a che fare con né la nobiltà germanica medievale né tanto meno con quella latina!

          • DesEsseintes

            E quindi?

            Hai capito cosa ho scritto?

            La nobiltà quasi ovunque è germanica e costituiva la classe dirigente dei luoghi in cui si era stabilita.
            La Toscana invece è diventata per un periodo il centro del mondo non grazie ai nobili ma grazie ai mercanti.

            Non è stato ovunque così.

            Qual è il problema?

            Comunque il discorso non riguardava la Toscana ma Roma e lì c’erano i conti di Tuscolo, per dire una famiglia, che si comportavano verso il papato come i patrizi nei confronti del potere imperiale.
            Poi la Chiesa per necessità ha dovuto allargare i suoi orizzonti al di là delle famiglie locali che però sono restate importantissime e soprattutto unite secondo le modalità del patriziato romano.

            Il senso è che se guardi quel periodo sotto un certo punto di vista c’è stata una cesura ovviamente ma per altri versi c’è stata anche continuità e a mio avviso (e a quello di qualcun altro, direi…) la Chiesa ha preso pari pari l’Impero e lo ha “rilevato” facendolo suo.
            Voglio dire Holodoc…ne parlano i padri della Chiesa ricordando le profezie di Virgilio nell’Eneide, come sicuramente saprai.

            Dimmi qual è la grossa differenza con quello che scrivi tu, mi raccomando.

          • Holodoc

            Se parli solo di Roma e dei territori rimarti sotto il suo diretto controllo politico sicuramente c’è stata una continuità. Al di fuori dei possedimenti della chiesa no.

          • DesEsseintes

            Ricostruisco perché vedo che si è perso il filo.

            Ti ho detto che hai ragione a dire che c’era una forte aristocrazia medievale barbarica in Toscana e ho aggiunto che non ne so molto perché mi sono interessato sempre più del Rinascimento che dei secoli precedenti.
            Quindi è giusto quello che scrivi ma era una nobiltà che non è riuscita a diventare classe dirigente nazionale (toscana).
            Ci sono invece riusciti i mercanti che per questo sono stati nobilitati e sono diventati la vera classe dirigente Toscana.
            Con vita breve ma erano i veri egemoni con un vero progetto.
            Così in Toscana come in Olanda/Belgio.

            Qui chiusa la parentesi Toscana.

            Il resto non è solo il fatto che a Roma c’è stata continuità nel giardinetto loro.
            Volevo dire che in sostanza l’Impero Romano con la sua funzione di unificatore europeo e dal punto di vista religioso di “Katechon” non è mai finito perché è stato “rilevato” da una gestione diversa e cioè quella della Chiesa.
            Se vai a vedere per esempio le formule della regalità dei primi tempi sono copiate da quelle romane.
            La classe dirigente romana nei primi tempi del papato era la stessa di quella imperiale.

            Etc etc

            A me sembra una osservazione per nulla banale e soprattutto è rivolta al post in home che alla luce di queste considerazioni mi sembra un po’ campato in aria.

          • Holodoc

            Di sicuro la Chiesa ha continuato ad esercitare un tipo di potere che prima era di competenza imperiale, basti pensare al fatto che un re doveva essere comunque incoronato dal Papa per essere riconosciuto.
            Questo potere ormai è praticamente dissolto dopo secoli di lotta da parte delle élites protestanti e loro emanazioni (massoneria).

    • Sick boy

      il caso specifico della città di Roma ha a che fare col papato ed il cristianesimo cui i citati barbari si convertirono, ma Roma non fu mai più Roma da allora

      • DesEsseintes

        Sick Boy, studia un po’ di più e scoprirai che la Chiesa è il prolungamento dell’Impero che aveva perduto la sua supremazia militare

        • Emilia2

          Un prolungamento molto modesto

          • DesEsseintes

            Un prolungamento “modesto”?
            La Chiesa di Roma è restata al centro del mondo con una auctoritas pari al potere militare dei grandi regni europei almeno fino al XVIII secolo cioè 1300 anni circa dopo la caduta dell’Impero Romano e oggi resta comunque ascoltata a livello mondiale.
            Non vedete la continuità fra Impero Romano e Chiesa?
            Benissimo, nessuno vi chiede di cambiare opinione, ho espresso la mia e voi restate tranquillamente della vostra.

          • Emilia2

            Per me, il potere militare e’ superiore a tutte le “autoritas”. Comunque, il potere della Chiesa di Roma e’ sempre stato negativo per l’Italia.

        • Sick boy

          Studia un po’ di più lo dici a tua sorella. Hai detto una cazzata per fare il bello. La Chiesa è una realtà peculiare e sì, non sono si sono formate aristocrazie barbare a Roma ma il potere si è spostato da Roma. Hai detto una cazzata per fare quello che la sa più lunga. E’ come volere dimostare l’incosistenza del fenomeno della Demographic Transition facendo il peculiare esempio della Francia. Studia tu.

          • DesEsseintes

            Non sai di cosa parli e non hai studiato una riga di storia.

          • Sick boy

            ah scemo smettila di fare il fenomeno, non c’è nessuna opinione nostra o vostra, c’è che hai sparato una cazzata per fare il fenomeno.

          • DesEsseintes

            Ringrazia il WM che ti lascia insultare gli utenti.Non solo sei evidentemente un ignorante che non ha mai letto un libro di storia in vita sua ma se anche uno squilibrato che non si sa controllare.
            Torna al bar e riattaccati alla vecchia romagna.

          • WM

            Sick boy insulta ed è stato bannato.
            Se uno ti insulta non devi rispondere per le rime, basta segnalarlo, altrimenti chi insulta, insulta e il ban scatta per entrambi.

          • DesEsseintes

            Non ho insultato alcuno e sai molto bene che stavo parlando di storia esprimendo una mia opinione ossia non ho detto nulla per cui qualcuno potesse sentirsi offeso.
            Gli ho detto DOPO essere stato insultato (da lui) che era uno squinternato che non sa controllarsi il che naturalmente non è un insulto come invece è “ah scemo”.

            Non mi mettere sullo stesso piano di chi si è comportato male perché io non l’ho fatto, grazie.

          • WM

            “sei anche uno squilibrato che non si sa controllare”
            Come lo chiami, un vezzeggiativo?
            Come ho scritto, se fatto prima o dopo importa poco, qui non ci si insulta, punto.
            La prossima volta segnala e non rispondere per le rime.
            Grazie.

          • DesEsseintes

            “Scemo” è un insulto, “squilibrato” no.

            Chi usa parole offensive per una questione del tutto anodina come un giudizio sull’Impero Romano e la Chiesa è una persona che “non ha equilibrio” e “non si sa controllare” quindi è uno “squilibrato”.

            Lo sai benissimo che non è un ingiuria e che in questa circostanza il mio comportamento è stato corretto fin dall’inizio.

            Comunque se ci tieni ad avere l’ultima parola te la lascio volentieri.

          • WM

            Non è la parola l’importante ma l’intento offensivo, non c’è bisogno che te lo spieghi.
            L’insulto è palese nel suo caso ed infatti è stato bannato, mentre è velato nel tuo caso ed infatti ti ho solo avvertito.
            Hai presente il cartelino giallo?

          • DesEsseintes

            Ah no amico mio, questa cosa che dici è una follia…
            Ma ti credi di essere una specie di domenicano della inquisizione che giudichi dalle intenzioni?

            Come questo, leggitelo che è divertentissimo.
            E’ il verbale dell’interrogatorio di Paolo Veronese davanti alla Santa Inquisizione veneziana che – PROPRIO COME STAI FACENDO TU CON ME – lo accusa di avere “velate intenzioni” di ingiuria nei confronti di Cristo

            http://letteraturaartistica.blogspot.it/2014/07/paolo-veronese-davanti-alla.html

            Io non ho insultato nessuno, ho solo detto che uno che ingiuria su una questione del tutto neutra come un giudizio storico è uno che non è in grado di mantenere i proprio equilibrio ossia non si sa controllare.

            Lo ammetti pure tu che il mio non era un “insulto” ma mi dici che “avevo l’intenzione di insultare”…

            Non è assolutamente vero, la tua è una affermazione evidentemente arbitraria e la stanno leggendo tutti.

            Datti pace amico mio: io in questa circostanza sono stato correttissimo quindi non mi mettere sullo stesso piano di chi si è comportato male.

          • WM

            La mia è senz’altro un’affermazione arbitraria, ti consiglio di tenerne conto e prendere alla lettera quello che ho scritto, non ci saranno altri avvisi.

          • DesEsseintes

            Stai dicendo che se anche non insulto nessuno mi banneresti perché ti gira di farlo?
            Complimenti vivissimi.

          • Primadellesabbie

            Quella di uno che palesemente non sa di cosa parla e interviene sfrontatamente o con domandine impertinenti, costringendo a repliche su argomenti trattati, come in questo caso, da storici di ogni scuola, é una situazione che si presenta sovente, alla quale si dovrebbe, forse, sforzarsi di trovare qualche rimedio, anche per la crescita del livello delle discussioni nel blog.

            (É una mia opinione.)

          • WM

            Cosa proponi? l’istituzione di una “licenza a scrivere”? la rilasceresti tu?
            Se uno scrive una cazzata, basta non rispondergli, non è obbligatorio.
            Siamo fuori tema, aprite un argomento nel forum, questi commenti saranno cancellati a breve.

          • Primadellesabbie

            Ho scritto di “sforzarsi di trovare qualche rimedio”, non ho fatto proposte, né mi sono proposto. Perché rispondi a questo modo?

            Per come é strutturato oggi il blog una cazzata ottiene di chiudere quella discussione, soprattutto nel forum, e con maggiore efficacia se alcuni intervengono in team.

            Ma se ti va bene così!

          • DesEsseintes

            To be or not to be…for who would bear the proud man’s contumely…the insolence of office

            Questo è un blog che denuncia le ingiustizie delle élite antidemocratiche, non so se lo sapevi.

          • Primadellesabbie

            What means your lordship?

          • DesEsseintes

            Words, words, words…

  • ndr60

    Ci sono molte analogie tra l’impero romano e quello anglo-americano, ma una fondamentale differenza: i Romani non potevano distruggere il pianeta n volte con le bombe atomiche.Quando le cose si metteranno male (per loro), gli statunitensi avranno la tentazione di usare l’immenso arsenale di bombe e missili nucleari del loro arsenale, naturalmente per difendere la Libertà (di continuare a fare gli affaracci loro).

    • Emilia2

      Io di analogie ne vedo poche. I Romani conquistavano, ma poi portavano una certa civilta’. Potrebbe gentilmente spiegarmi che tipo di civilta’ portano gli USA?

      • VanderZande

        Il compianto John Kleeves paragonava gli USA non a Roma, che appunto conquistava terre e portava la civilta’, ma a Cartagine, che si limitava a ridurre in schiavitu’ le nazioni conquistate al solo scopo di depredarle. Se cosi’ fosse, e se fosse veramente vero che la storia si ripete almeno negli schemi generali, allora la fine degli USA dovra’ essere violenta.

        • Paola Marconi

          Infatti John Kleeves affermava che il tipo umano degli americani era quello stesso dei cartaginesi, cioè quello del commerciante armato, tipo umano che era ricomparso nella storia 1.900 anni dopo la distruzione di Cartagine. Invece il tipo umano dei mani era quello de

          • VanderZande

            E appunto per questo Cartago delenda est… per la seconda volta.

          • Paola Marconi

            Infatti nella storia, alla lunga, la terra vince sempre contro il mare: Sparta contro Atene, Roma contro Cartagine.

  • ton1957

    L’analisi è ottima ma resta un dilemma….se sia più meglio il continuar a vivere senza pensar o pensar senza vivere……….troppo poco abbiamo da vivere per preoccuparci di un futuro che non sarà nostro…oggi è così, domani forse WW3, peste nera, un vulcano che ci riporti in era glaciale o una tempesta solare che renda i nostri cellulare neppure buoni come specchio (questa sarebbe l’ipotesi peggiore…chissà quanti suicidi)………”Non c’è niente di eterno e niente durevole quanto potremmo immaginare – soprattutto i sistemi finanziari, super-complessi, super-costosi, super-asimmetrici e super-debito-dipendenti dallo Stato”……aggiungerei neppure la tecnologia…ed è da lì che da buon elettronico mi aspetto la fine di questo sistema.

    • Sergio Tomasi

      In effetti siamo da qualche tempo sulla vetta della curva di Malthus… quindi… io voto pestilenza. Così, come indice probabilistico.

  • enzo

    Non bisogna confondere la fine di un gruppo di persone con la fine di una data situazione sociale. Alle classi dominanti patrizie si sostituirono le nuove classi dominanti barbare, non cambiò quindi assolutamente nulla. Quando crolla un potere imperiale significa che è già pronto il nuovo impero che lo dovrà sostituire. La vera civiltà deve impedire che l’essere umano abbia il dominio sul proprio simile pena la creazione a catena degli imperi, il socialismo poneva un limite ideologico alla sopraffazione intra umana ma tale controllo deve essere continuo poichè la natura umana profonda è quella degli animali, pronti a sbranarsi con la massima naturalezza.

    • natascia

      Sono le dimensioni di queste corporazioni che stanno rendendo impossibile la loro sostituzione. Questi nuovo ordini religiosi possono solo essere spazzati via con violenza, spengono la vita e soprattutto l’arte.

    • permaflex64

      Le classi barbare che fino al IV secolo andarono a sostituire le analoghe romane nell’agricoltura e nell’esercito, non avevano la stessa qualità delle precedenti, l’impero d’occidente non più capace di amministrarsi si sfaldò, perse quindi la potenza che aveva nel presentarsi unito e divenne preda sia di nuovi barbari che pensavano a conquistare piuttosto che integrarsi che dell’impero d’oriente che tento la riconquista

  • GioCo

    Si dimentica sempre che il denaro come la proprietà, in una società che si basa sulla concentrazione della ricchezza (leggasi “impero”) è un schema cognitivo sociale. Cioè esiste finché decidiamo che esiste. Poi se decidiamo che non esiste, d’improvviso smette di esistere e generalmente succede proprio così con la “perdita della fiducia” (leggasi “fede”). Ora, se questo è vero, la faccenda non dipende dalle valute (differenziare il paniere) o dalla tecnologica (accumulo di informazione) ma semplicemente dall’accordo di massa che stabiliamo verso una certa idea narrativa. Ad esempio finchè sussite una certa scala sociale che garantisce almeno a qualcuno il successo (leggasi “esiste una speranza minima illusoria di successo sociale”); al calare delle tebebre di un impero, i suoi cittadini sono tutti ad aspettare i risultati del terno al lotto: oh sai mia figlia/o ha appena ottenuto una cattedra/dirigenza, all’estero … e inizia il sogno di un avventura “self made man”, come da copione hollywoodista pre-era speculativa in cui la politica ha iniziato ad essere apertamente una prostituta del mercato libero e globale.
    Il prolema dello schema concentrativo della ricchezza è che crea la sua grande illusione di eternità: realizzarsi è un gioco che dipende solo dalla bravura, dalla fortuna e dal tempo, ma se il tempo del gioco è eterno tutti possono realizzarsi. Come Roma la città eterna, moralmente meglio descritta forse come “una cloaca a cielo aperto” e aggiungo da 2mila anni; non lo dico io, ma i suoi abitanti.
    Quando il meccanismo della concentrazione della ricchezza si spezza, si spezza l’idea che esiste un impero e con esso tutti i cumuli vanno in roviana, si disperdono e al loro posto rimane solo la devastazione. Spesso poi avvengono operazioni come quelle delle Svalbard dove straricchi pensano di salvare le chiappe all’ora zero. Il problema è che se la ricchezza esiste solo per merito di narrazioni, alle Svalbard a chi le racconti le tue favole circa il tuo potere? Ai pinguini? Chiaro che se il mito narrativo dell’Impero Americano crolla, crolla tutto ciò che con esso è stato creato e i primi pupazzi a cadere inanimati sono quelli che per odio o amore, ne dipendono integralmente.

    Quando si avvidina l’ora zero, I pupazzi con i vestiti del potere nel teatrino della realtà, ballano come fossero guidati dal suono di una tromba apocalittica, una scomposta danza macabra che sega il ramo su cui sono seduti e oggi ormai l’impalcatura narrativa delle splendide favole contemporanee sta vistosamente scricchiolando. Non lo vedete al cinema? Dark che più dark del dark ancora, poi non ci rimane che andare a casa perchè non si vede più il film.

  • Tipheus

    Boh. Quando si mettono cose tanto lontane nel tempo, resto sempre perplesso. Sarà che non capiamo che le cose nuove si interpretano con categorie nuove, e non con quelle dell’Impero Romano, di cui vorrei sapere se chi scrive è veramente poi così esperto.
    A dirla tutta l’élite gallo-romana, già cristianizzata, passò quasi pacificamente dal “Dominio di Siagrio” (un generale romano che, persi i contatti con la base, si fece una signoria nel Nord della Francia) alla corona di Clodoveo, re cattolico dei Franchi. La conversione di Clodoveo facilitò la conquista e la coesione sociale.
    Fate una ricerca su wikipedia sugli antenati dei Carolingi, trovate a un certo punto vescovi sposati sotto i Merovingi, e prima ancora élite provinciali galliche sotto i Romani. Sull’idea che si sia fatta del tutto piazza pulita di classi dirigenti, non sono quindi del tutto d’accordo. Forse in Italia, coi Longobardi, fu una vera orda barbarica. Ma, come si vede, dopo millenni, le tantissime differenze diventano “tutta una cosa”. Mi pare un po’ dilettantistico. Più fatto per far sapere “quanto ne so”, che per una interpretazione vera. C’è solo un’analogia forte: la polarizzazione della società, honestiores e humiliores. Un po’ poco, però. Per il resto già i concetti di socialismo e liberalismo sono antiquati. Forse uno sforzo di creare categorie nuove per interpretare la scienza sociale odierna non guasterebbe.

  • Primadellesabbie

    Invece di guardare dal punto di vista del patrizio straricco che si ritrova con il sedere a terra.
    La novità insita nell’Impero romano é stata l’idea di Roma in sé, fare di Roma un concetto sublimato (adattabile nel tempo), la sua costituzione, la sua sopravvivenza, la sua grandezza, quali punto di riferimento di ogni azione, iniziativa, legge, pensiero. Tutto doveva essere funzionale a questa idea, in qualche modo la nascita del pragmatismo.