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GOOGLE VUOLE RENDERE OBSOLETI I PC


DI DAVID SMITH
The Guardian

Secondo un rapporto dell’azienda, Google sta per lanciare un servizio che permetterebbe agli utenti di accedere al loro personal computer da qualunque connessione Internet. Ma i critici avvertono che ciò darebbe al behemoth della rete un controllo senza precedenti sui dati personali degli individui.

Il Google Drive, o “GDrive”, potrebbe uccidere il computer da scrivania basato su un potente hard disk. Invece i file personali dell’utente e il sistema operativo potrebbero essere custoditi sui server di Google avendovi accesso tramite Internet.

Secondo il sito Web di notizie tecnologiche TG Daily, che lo descrive come “il prodotto più atteso della storia di Google”, il GDrive di cui si è tanto parlato dovrebbe essere lanciato quest’anno. Esso viene visto come un cambio di paradigma, con l’allontanamento dal sistema operativo Windows di Microsoft, che gira all’interno di gran parte dei computer del mondo, in favore del “cloud computing” [“elaborazione a nuvola” N.d.t.], in cui l’elaborazione e la memorizzazione vengono effettuati a migliaia di chilometri in remoti centri dati.Gli utenti da casa o da lavoro si stanno sempre più rivolgendo a servizi basati sul Web, solitamente gratuiti, che vanno dalle e-mail (come Hotmail e Gmail) alla memorizzazione di foto digitali (come Flickr e Picasa) e a sempre più applicazioni per documenti e fogli dati (come Google Apps). La perdita di un computer portatile o la rottura di un hard disk non mettono a repentaglio i dati perché essi sono regolarmente salvati nella “nuvola” e possono essere consultati tramite Web da qualunque macchina.

Il GDrive seguirà questa logica sino alla sua estrema conclusione spostando i contenuti dell’hard disk dell’utente nei server di Google. Il PC sarà un dispositivo più semplice ed economico che funzionerà come portale verso l’Web, forse tramite un adattamento di Android, il sistema operativo di Google per telefoni cellulari. Gli utenti penseranno al loro computer come a un software piuttosto che a un hardware.

È questa prospettiva che mette in allarme i critici delle ambizioni di Google. Peter Brown, direttore esecutivo della Free Software Foundation, un’organizzazione senza scopo di lucro che difende le libertà di chi utilizza il computer, non ha messo in discussione la convenienza che viene offerta, ma ha detto: “Sarebbe un po’ come dire ‘siamo in una dittatura, i treni viaggiano in orario’. Ma vi importa che qualcuno possa vedere tutto ciò che avete sul vostro computer? Vi importa che Google può essere in qualunque momento vincolato legalmente a consegnare tutti i vostri dati al governo americano?”

Google si è rifiutata di dare conferme sul GDrive, ma ha riconosciuto l’esistenza di una crescente domanda per il cloud computing. Dave Armstrong, direttore del dipartimento prodotti e marketing della Google Enterprise ha detto: “Vi è una chiara direzione… che allontana dall’idea ‘ Questo è il mio PC, questo è il mio hard disk’ e porta verso ‘ Questo è il modo in cui interagisco con le informazioni, questo è il modo in cui interagisco con il Web'”.

Titolo originale: “Google plans to make PCs history”

Fonte: http://www.guardian.co.uk
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25.01.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • Saysana

    Se si tiene alla (poca) privacy che abbiamo basta non utilizzarlo sto sistema, no?
    Certo che gli utenti dovrebbero essere ben informati delle conseguenze del suo utilizzo, purtroppo questo potrebbe essere il vero problema.

  • nessuno

    Gli utenti in genere sono utonti loro malgrado.
    Il successo di facebok dimostra quanto poco sia accorta la gente.D’altronde ormai tutti desiderano apparire e se non riescono a fare le veline o i tronisti c’è sempre la rete per mettersi in mostra.
    Questa è l’italica società non c0è rimedio e sarà sempre peggio la ns. vita è uno spot!!!!!

  • Galileo

    Non è solo un corportamento “italico” è globalizzato. Credo sia necessario iniziare a pensare senza i confini di uno stivale nella testa.

    Oggi la società ci ha “insegnato” che quello che conta è apparire, nient’altro. Ho sentito, sono solo voci e non ho conferme, che potremmo ritrovarci con un nuovo Reality Show, mettono la telecamera nelle case delle persone a cambio di denaro si capisce, così noi possiamo vederci le miserie altrui fin dentro al cesso.

    Che Google glielo vada a proporre ai servizi segreti il Gdrive 🙂

  • Xeno

    Chissà come sono contenti della notizia quelli della SEAGATE,WESTERN DIGITAL,ecc..sopratutto a fronte degli investimenti fatti per la tecnologia della memoria di massa allo stato solido
    ehehehehh

  • illupodeicieli

    E’ come il vecchio sistema che ,anni fa, sembrava non avesse futuro e non prendesse piede, cioè avere solo il terminale e la tastiera e tutto il resto (una volta si chiamava “il cervello”) decentrato e utilizzabile solo se serve. Rimane come sempre il problema dei dati personali e del loro utilizzo da parte di terzi che li possono consultare o “rubare” , vendere o adoperare per chissà quale scopo recondito.Ma questo problema esiste già da tempo e i vari programmi per criptare e depistare,per navigare senza lasciare traccia, si sa che non sempre funzionano a dovere.

  • eresiarca

    Qualcuno sa cosa significa “Google”?
    Queste parole non sono mai casuali, come “Yahoo”…

  • WONGA

    Sanno già tutto,con internet tu vieni a sapere tutto del sistema,ma il sistema viene a sapere tutto su di te

  • Galileo

    Google non significa niente.

    Mentre googol in inglese in matematica è uguale 1.0 × 10100, cioè niente. Usato raramente, può inficare qualcosa tendente all’infinito

    Mentre i colori blu, rosso, giallo e verde usati nel loro logo, lessi, che sono i colori del gioco “lego” , si racconta che quando Larry Page e Sergey Brinn, iniziarono la loro avventura anche loro in un garage, usavano il lego per costruire le carcasse dei computer.

  • deadbeef

    dico solo 3 cose:

    crittografia
    steganografia
    tor

  • alcenero

    “La parola “Google” deriva da googol, termine coniato da Milton Sirotta (nipote all’epoca minorenne del matematico statunitense Edward Kasner) nel 1938, per riferirsi al numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri. L’uso della parola fatto da Google riflette la volontà della società di organizzare l’immensa quantità di informazioni disponibili sul Web. Il termine viene inoltre associato con un gioco di parole all’inglese goggles, binocolo, appunto perché il motore permette di “guardare da vicino” la rete. La parola Google richiama inoltre una fantomatica formula magica; riguardo alla derivazione della formula esistono tesi opposte e contrastanti, ma la più comune la attribuisce ad una popolazione africana che la usava come buon auspicio per la caccia.” Wikipedia [it.wikipedia.org]