Gli immigrati clandestini e i terroristi islamici saranno la milizia del mondialismo contro gli italiani

di Cesare Sacchetti
lacrunadellago.net

E’ durato tutto pochi attimi.

La quiete della canicola estiva di un tranquillo pomeriggio di Milano è stata interrotta dall’irruzione di uno straniero nel Duomo.

L’uomo, un egiziano di 26 anni, ha preso in ostaggio una guardia giurata e gli ha puntato alla gola un coltello, minacciando di sgozzarlo.

Le autorità approfittando di un momento di distrazione dell’uomo hanno disarmato l’aggressore e l’incubo, per fortuna, è finito presto.

Al momento, sono ancora ignote le motivazioni del gesto anche se le autorità si sono precipitate a smentire che possa trattarsi di un gesto legato al terrorismo islamico, nonostante ancora non si sappia molto di quello che ha spinto l’uomo a minacciare lo sgozzamento della guardia giurata.

In un primo momento, sembravano esserci tutti gli elementi che potevano far pensare ad un episodio legato all’islamismo radicale, per il solo fatto che il luogo dell’agguato è il Duomo, una delle Chiese più importanti in Italia.

Si è avuta la sensazione per un istante di rivedere quanto accaduto al prete francese padre Jacques Hamel, sgozzato da due militanti dell’ISIS mentre celebrava la messa nella chiesa di Seine-Meritime.

Padre Hamel è stato un martire, ormai dimenticato dalla chiesa anticattolica bergogliana che si vergogna persino del titolo di Vicario di Cristo per appellare la figura del pontefice, in un gesto che sembra semplicemente confermare che Bergoglio non può e non vuole rappresentare Cristo, nella cui divinità nemmeno crede, come ha già fatto intendere in più di un’occasione.

Ad ogni modo, c’è da chiedersi se l’episodio di Milano possa essere la spia che annuncia che l’immunità di cui ha goduto l’Italia dagli attentati del terrorismo islamico stia in qualche modo per giungere al termine.

Alcuni osservatori in passato avevano parlato di una sorta di convenzione occulta che ha tenuto fino a questo momento al riparo l’Italia dalle stragi islamiste.

Un patto stretto ai massimi livelli tra elementi dei servizi saldamente nelle mani dell’establishment mondialista e le frange dell’islamismo radicale.

Fino a questo momento, i Paesi in Europa che sono stati più colpiti da questo fenomeno sono stati in particolare la Francia, la Germania e il Belgio.

Bruxelles, la capitale belga e dell’Unione europea, è nota, tra l’altro, per ospitare il famigerato quartiere di Molenbeek, considerato un rifugio dei musulmani più radicali, dove spesso nemmeno la polizia si spinge.

L’UE ha allevato nel suo seno il centro del terrorismo, nel quale sono cresciuti molti dei terroristi che eseguirono i sanguinosi attentati di Parigi del 2015.

Il fatto che nel cuore delle istituzioni europee il fenomeno dell’islamismo sia più marcato non è affatto una contraddizione, dal momento che l’UE, nonostante si fregi del nome europea, non lo è in nessun modo e al contrario Bruxelles ha sempre rifiutato fermamente qualsiasi accostamento alle radici cristiane della vera Europa.

La missione dell’UE difatti è quella di rimuovere la storia, la cultura e le tradizioni europee che dovranno definitivamente sparire per poter giungere al superstato europeo.

Allo stesso tempo, le generose procedure di concessione della cittadinanza di Francia, Germania e Belgio hanno permesso agli immigrati di seconda e terza generazione di avere in tasca il passaporto di Paesi dei quali non solo non si sentono cittadini, ma che odiano e detestano profondamente tanto da avergli dichiarato guerra.

L’esempio più vivo viene dalla Francia dove nelle banlieue si combatte una guerriglia quotidiana, completamente taciuta dai media mainstream, tra questi europei artificiali e le istituzioni del Paese dove sono nati.

Tutto quello che sta accadendo attualmente non è altro che quanto pianificato dal conte Kalergi, una figura venerata a Bruxelles per aver partorito l’idea stessa di Unione europea, descritta nella sua opera degli anni’20 “Idealismo pratico”, nella quale immaginava che i futuri popoli che abiteranno l’UE prima e gli Stati Uniti d’Europa poi non saranno europei etnici, ma il prodotto di una mescolanza eugenetica tra africani e asiatici.

I nuovi europei non avranno dunque nulla in comune con i veri europei. Saranno un prodotto artificiale del mondialismo che vuole servirsene per costruire un popolo deeuropeizzato senza identità e senza legami con il vecchio continente.

Il mainstream mediatico promuove e incoraggia apertamente il meticciato per questa ragione, perchè il nuovo ordine mondiale non potrà vedere la luce senza prima aver colpito il cuore dell’Occidente cristiano e le sue radici, ovvero l’Europa.

L’immigrazione riveste quindi in questo senso una funzione essenziale nell’ottica dei piani del mondialismo, e il terrorismo islamico è una sua diretta conseguenza dal momento che molti dei nuovi europei aderiscono all’Islam e sono praticanti di questa religione.

Tramite l’avanzamento dell’Islam, le élite europee raggiungono il fine di colonizzare l’Europa e di privarla del tutto della sua anima cristiana.

Il processo è già in fase avanzata e non è raro trovare già delle vere e proprie enclavi nei Paesi europei dove gli abitanti non hanno nulla di europeo. A Trappes, una cittadina vicino Parigi, c’è un chiaro esempio di quanto sta accadendo perchè se si fa un giro per le sue strada, sarà una impresa quasi impossibile trovare donne che non siano vestite secondo la tradizione islamica e macellerie che non siano halal.

Una volta che si varcano le soglie di Trappes, si esce dall’Europa e si entra in un califfato islamico.

La vera Europa dunque sta progressivamente sparendo per lasciare il posto alla falsa Europa e senza dubbio il liberalismo è stato il cavallo di Troia che ha permesso e che ha accelerato questa sostituzione etnica e culturale.

Le élite liberali europee si sono servite dell’Islam per minare le radici dell’Europa cristiana

Il liberalismo si fonda in primo luogo infatti sul principio della secolarizzazione e sulla rinuncia ad ispirarsi alla religione, soprattutto quella cattolica e cristiana, nel governo della cosa pubblica.

Lo stesso principio liberale di separazione tra religione e politica viene meno d’incanto però quando si tratta della religione islamica.

In quel caso, il liberalismo non solo non invoca alcuna separazione tra Islam e politica ma al contrario predica la rinuncia definitiva in qualsiasi contesto della pratica della religione cristiana per non turbare la nuova religione entrante, ovvero l’Islam.

Il compito della dottrina liberale è stato quello di creare un vuoto culturale e religioso che ora viene riempito dalla nuove culture allogene che stanno conquistando l’Europa.

Allo stesso tempo, il liberalismo ha alimentato il senso di colpa dell’appartenenza alla razza europea e ha avallato una storiografia nella quale si dipinge l’Europa come la fonte di ogni male, omettendo completamente tutti gli enormi progressi spirituali e materiali che l’Occidente ha costruito nel corso della sua storia.

Tutto questo va esattamente nella direzione auspicata dal piano kalergiano che prevedeva appunto una scomparsa della vera Europa che sarà sostituita da un’altra falsa che sarà in antitesi completa con la prima.

Il terrorismo islamico non è dunque altro che la naturale conseguenza di un processo di colonizzazione che le élite liberali europee hanno permesso e che continuano a incoraggiare.

Sono state in passato già rilevate tracce di una zona grigia di contiguità che vede una comunicazione e una collaborazione tra questi due mondi, sulla carta opposti ma nella pratica alleati e uniti da uno scopo comune.

L’esempio di questa collaborazione viene dall’attentato al supermercato Kosher di Parigi eseguito da Amedy Koulibaly.

Le armi di cui disponeva il terrorista autore della strage erano di tipo militare e, secondo gli inquirenti francesi, erano state fornite da una “rete costituita da forze dello Stato”.

Non si fece in tempo a fare luce sulla vicenda che calò il segreto di Stato, posto dall’allora ministro dell’Interno, Cazeneuve, che insabbiò l’inchiesta della magistratura francese.

Tutto questo evoca sotto certi aspetti un fenomeno piuttosto simile a quello della strategia della tensione nata dopo il Patto Atlantico.

La prima strategia della tensione vedeva infatti una contiguità attiva tra il deep state di Washington e le due frange rosse e nere del terrorismo del secondo dopoguerra.

In quell’ottica, il terrorismo aveva una funzione di contenimento e di destabilizzazione controllata per dare alle autorità la possibilità di paventare una minaccia esterna, l’URSS in quel caso, e impedire così ad uno dei membri del Patto di allontanarsi dall’orbita della NATO.

Questa seconda strategia della tensione sembra avere piuttosto una funzione espansiva. La minaccia esterna è sempre presente, stavolta rappresentata dal pericolo islamista, ma l’establishment europeo se ne serve in funzione progressiva, o meglio per spingere l’Europa verso la soluzione auspicata dalle élite, gli Stati Uniti d’Europa.

Nell’ambito delle minacce esterne che le élite globaliste hanno bisogno di paventare e alimentare per il conseguimento dei loro piani, è giunta la crisi Covid che in questo senso ha consentito al nuovo ordine mondiale di fare enormi passi in avanti verso la sua definitiva realizzazione.

L’Italia, come già detto, è stata messa al centro di questo esperimento di ingegneria sociale che è stato pensato per partorire la nuova società del totalitarismo globale, soprattutto per il ruolo che essa riveste nella strategia del mondialismo e costituisce, a tutti gli effetti, il laboratorio “privilegiato” della incombente dittatura mondiale.

Allo stesso tempo, il punto di massima sollecitazione che potrebbe portare all’esplosione della bomba sociale in Italia si sta avvicinando rapidamente.

I dati economici sono lì e continuano a dire che ciò che sta per arrivare non ha precedenti.

Ad ottobre, quattro italiani su dieci non avranno risorse per fare la spesa.

Il bollettino di Bankitalia di giugno parlava di un 55% di italiani a rischio povertà.

In pieno Ferragosto, il regime mediatico ha già iniziato a girare verso l’alto la manopola del terrorismo sanitario per consentire così al governo fantoccio PD-M5S di avere il pretesto di alimentare una falsa emergenza e reprimere così con la forza qualsiasi protesta che potrà scoppiare.

Lo stesso governo sa perfettamente che in autunno la situazione sarà fuori controllo ed è per questo che serve ripararsi dietro lo spauracchio del Covid e giustificare così misure simili all’attuazione della legge marziale.

Una qualche reazione ci sarà e sarà inevitabile perchè di fronte all’eventualità di non avere più il pane sulla tavola, non ci sarà più nulla da perdere.

Alcuni reagiranno probabilmente con atti di autolesionismo come avvenuto fino ad ora, morti suicidi schiacciati dal peso dell’euro che ha imposto austerità e ha distrutto la ricchezza di questa nazione.

Altri invece non commetteranno gesti contro la propria persona, ma colpiranno altri, probabilmente rappresentanti delle istituzioni di prossimità, quelle locali in primis, ed eventualmente anche quelle nazionali.

Sarà quello il momento in cui il regime eserciterà tutta la sua brutale ferocia e scatenerà una repressione senza precedenti.

Gli immigrati clandestini e il terrorismo islamico come mezzo di repressione del dissenso

Da un lato, metterà al bando ogni forma di manifestazione o protesta nascondendosi dietro la falsa emergenza sanitaria.

Dall’altro, potrebbe servirsi dell’enorme bacino di immigrati clandestini che sono, ad oggi, i candidati migliori per divenire la milizia di questa dittatura globalista contro gli italiani dissidenti.

Ecco perchè quanto accaduto a Milano non va affatto sottovalutato.

Gli immigrati, clandestini e non, servono certamente nell’ottica della globalizzazione a minare le identità dei Paesi europei ma potrebbero assumere allo stesso tempo la funzione di esercito irregolare da scatenare contro gli italiani e gli europei che non accetteranno di soccombere in silenzio.

Il sistema ha già dato nei mesi precedenti segnali di voler regolarizzare la posizione dei clandestini per potergli consentire di agire nelle migliori condizioni possibili, ancora una volta ricorrendo alla scusa del Covid.

Il governo fantoccio PD-M5S, in questo senso, non ha fatto nulla per arrestare l’invasione dei migranti, ma al contrario gli ha messo a disposizione delle navi per poter soggiornare in Italia in attesa di essere trasferiti altrove.

Nei mesi scorsi lo stesso governo ha concesso gli arresti domiciliari a dei pericolosi boss mafiosi e rischia di delinearsi a questo proposito uno scenario devastante per le sue conseguenze.

Potrebbe essere dato il compito ai boss della criminalità organizzata di arruolare i vari immigrati, in particolare quelli più pericolosi appartenenti al terrorismo islamico, e poi utilizzare questi tagliagole contro gli italiani che cercheranno di difendere i propri diritti, la propria sopravvivenza e quella delle loro famiglie.

Sembra uno scenario proveniente da un inquietante film distopico, ma la crisi da Covid ha dimostrato che si stanno abbattendo rapidamente barriere e superato confini che una volta si pensavano inimmaginabili.

La progressione del nuovo ordine mondiale prevede una destabilizzazione completa e totale delle nazioni che dovranno essere condotte alla rovina e alla disperazione prima di poterle costringere a lasciare il posto al supergoverno mondiale sognato dalla cabala globalista.

Ecco perchè la lunga immunità dell’Italia da attentati di islamisti o di immigrati islamici potrebbe finire, proprio perchè ora il sistema potrebbe avere bisogno di un fenomeno che ha accolto e ospitato sul suo territorio, e coltivato con cura nel corso del tempo.

Viene in mente a questo proposito un romanzo di uno scrittore francese, Laurent Obertone, intitolato “Guerriglia” che descrive un possibile conflitto etnico-razziale tra francesi autoctoni e migranti.

I servizi francesi descrissero come molto plausibile quello scenario e la Francia appare come una delle candidate più probabili a far deflagrare questo tipo di conflitto tra europei e immigrati, proprio per il suo alto numero di musulmani sul suo territorio.

L’Italia rischia di prendere il posto della Francia come Paese nel quale le élite potrebbero scegliere di far deflagrare questa bomba proprio perchè il Paese in autunno vedrà emergere maggiormente le conseguenze devastanti di mesi di chiusure e del numero dei disoccupati, salito di mezzo milione in tre mesi dopo il colpo di Stato sanitario attuato dal governo Conte.

Se fino ad ora dunque l’Italia è stata usata come laboratorio per sperimentare l’esecuzione della incombente dittatura globale, ora potrebbe esserlo per la nuova guerra civile tra autoctoni e stranieri.

Le élite non farebbero nulla per fermare lo scontro e si schiererebbe apertamente dalla parte dei secondi per arrivare al processo di definitiva de-europeizzazione degli Stati europei.

Un fatto è certo. Ovunque si accenda la miccia, gli immigrati negli altri Paesi potrebbero prontamente emulare i loro fratelli nel tentativo di conquistare l’Europa.

Il mondialismo non vuole altro che la distruzione definitiva dell’Europa ed è per questo che ha aperto le porte del continente agli immigrati e ai musulmani.

L’Italia rischia di veder esplodere questo conflitto sul suo territorio. L’Italia in autunno sarà la vittima dell’assedio coordinato del nuovo ordine mondiale e se vorrà sopravvivere dovrà iniziare a combattere come non è abituata a fare da decenni, sperando che possa arrivare un colpo al sistema da uno dei suoi avversari più feroci, Donald Trump.

L’Italia e l’Europa stanno per combattere una battaglia che deciderà della loro stessa esistenza.

Pubblicato da Tommesh – ComeDonChisciotte.org
FONTE: https://lacrunadellago.net/2020/08/14/gli-immigrati-clandestini-e-i-terroristi-islamici-saranno-la-milizia-del-mondialismo-contro-gli-italiani/